Estratto del documento

Modulo A. Poesia e politica in Dante

Introduzione: Firenze al tempo di Dante

Dante più volte farà riferimento alla sua città nella Commedia. Firenze conosce una rapidissima, a volte quasi tumultuosa, crescita che la porta ad essere una delle città più prospere e sviluppate dell'intera opera. Dai tempi del trisavolo di Dante, Cacciaguida (intorno al 1100), quando la città era ancora contenuta dalla cerchia antica (mura), fino alla fine del secolo successivo (1300 circa), la città si quintuplica. Dante lo dirà, addirittura, nel 16esimo del Paradiso, v.46-48.

Seconda cerchia. 1284 = Terza cerchia di mura, quella a cui fa riferimento spesso nella Commedia, stesa al di là dell'Arno, che corrisponde a nord alla circonvallazione (attualmente). L'espansione dell'area urbana è solo uno degli aspetti della crescita di Firenze. Sviluppo economico e prosperità diffusa stimola il trasferimento massiccio di persone dalla campagna alla città e un rinnovamento della vita cittadina. Di conseguenza vi è un rinnovamento dell'urbanistica (soprattutto palazzi signorili, monasteri, chiese.

  • Esempio: grandissimo ospedale - San Giovanni, il più grande dell'epoca, destinato ad accogliere poveri e pellegrini.
  • Anticamente: solo Ponte Vecchio. Ora: tre nuovi.
  • Lo stesso profilo urbanistico viene ammirato dai cittadini. Presenza di molte torri (150 torri alte più o meno 70/75 m).

Ci basiamo soprattutto sulla testimonianza di Giovanni Villani - storico e cronista fiorentino. La sua testimonianza è fondamentale per lo studio dell'epoca di Dante. Enorme resoconto fino all'anno della sua morte - muore improvvisamente di peste, tanto che si dice che lasciò a metà una frase. Torri che ci descrive, torri dei privati cittadini che costruivano per dimostrare la propria ricchezza, ottenuta ad esempio con l'attività della mercatura, furono di breve durata.

Dal momento in cui si formarono le due fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini e si venne agli scontri, in particolare quelli del 1248 (appoggiati dall'imperatore Federico II di Svevia riuscirono a battere i guelfi), fu introdotto anche a Firenze l'uso di abbattere (allora si diceva "disfare") le torri dei perdenti. È testimone di questo episodio. Ci parla di 36 fortezze distrutte dai ghibellini. Uso = chiamato "maledizione". Dieci anni dopo questa "maledizione" si ritorse contro chi l'aveva inventata = ghibellini.

Lotte intestine e durezza tra gli scontri di fazione era una realtà contro la quale lo stesso Dante anni più tardi condannerà = Inferno, 16esimo, v.73-75 "la gente nuova e i subiti guadagni ecc.". Villani ci parla anche di numeri. Esempio: Firenze aveva 110 chiese, 30 ospedali, più di 200 botteghe dell'arte e della lana, 300 botteghe di calzolai ecc., 100 botteghe di spezie = erbe medicinali. Corrisponde un aspetto urbano da lasciare increduli i forestieri.

Coniazione del fiorino d'oro. Coniare moneta era un privilegio imperiale, reso possibile dalla grande espansione dell'economia e dalla finanza fiorentina. Poteva imporre ai mercati questa moneta, che rimase per secoli al centro degli scambi commerciali dell'Europa.

La vita fiorentina non era così tranquilla. Si susseguono fasi di tensione tra le varie fazioni e solo nel 1250 si raggiunge una situazione di "calma", anche se relativa = parte ghibellina va in crisi in seguito alla morte di Federico II di Svevia, che la appoggiava. Vi è l'affermazione del cosiddetto "Primo Popolo". Questo governo dura un decennio. Grande vivacità nella vita cittadina. 1250-60. Dante nasce nel momento di prosperità maggiore della sua città.

Questo decennio si conclude in modo traumatico con la famosa battaglia di Montaperti (decimo Inferno). Firenze viene umiliata come mai nella sua storia, tant'è che rimane impressa nella mente di Dante che la citerà molte volte. Si scontra con Siena imperiale, che vede tra l'altro i fuoriusciti ghibellini (si schierano), guidati da Farinata de Iuberti (girone degli eretici, Canto X, Inferno) contro l'esercito comunale di Firenze. Si svolge nel Settembre del 1260. Si risolve in una drammatica sconfitta per i fiorentini. Versi 85-87 parla dello strazio e dello scempio che "fece l'Arbia colorata in rosso" (= tanto era il sangue che vi scorreva dentro). Le fonti parlano di 10,000 morti.

Nello stesso canto Dante dice che Firenze rimase segnata, ma sfuggì alla distruzione totale. Ghibellini si riunirono a Empoli - concilio; solo grazie alla ferma opposizione (v. 91 e seguenti: "ma fui io solo..") fece lo stesso Farinata de Iuberti.

Opposizione Guelfi/Ghibellini piano piano viene superata. Intorno all'inizio del nuovo secolo (1300) cambiano gli equilibri politici italiani, perciò i conflitti diventeranno solo interni alla fazione guelfa (Bianchi vs Neri). Nel 1282 il nuovo governo dei Priori e delle Arti viene creato, fino a stabilire degli Ordinamenti di Giustizia che addirittura escluderebbero dal governo i Magnati = esponenti dell'aristocrazia terriera.

A proposito della popolazione di Firenze. Raggiungeva circa 75,000 abitanti. Alla fine del secolo: 100,000. Sono cifre che forse adesso non ci dicono nulla. Per renderci conto di quanto fosse popolata, negli stessi anni una città come Napoli contava 25,000, Roma 30,000 e Milano, la città più popolosa del Nord, superava di poco i 60,000. Città europee: Parigi, Praga, ad esempio - contavano al massimo 30,000 abitanti.

Ambiente intellettuale

Firenze non aveva un'università come invece avevano altre città toscane (Arezzo, Siena). Perché? Non ne sentiva ancora il bisogno a quell'epoca. L'argomento principale degli studi erano le disquisizioni giuridiche e teologiche, che interessano poco la ricca borghesia mercantile. Conoscenza storica = profondo bisogno di recuperare le proprie origini; era sentita molto di più: storia, memorialistica, comunicazione = capacità di parlare in pubblico, persuadere - oratoria (collegamento con l'interesse mercantile). La classe mercantile di Firenze voleva ottenere una nuova dignità sociale e poteva ottenerla tramite l'eloquenza.

Abbiamo la fioritura di un'ampia letteratura storica e memorialistica; trattatistica morale e retorica, anche. Questi tratti connotano un ambiente culturale in crescita. Retorica - maestro: Brunetto Latini. Fu maestro di Dante, da lui amato e da lui posto nei sodomiti, diventato personaggio della Commedia. È significativo che Giovanni Villani riterrà di dover registrare la sua morte nel 1254. Lo ricorda non solo in quanto gran filosofo e sommo maestro di retorica, ma proprio per i suoi meriti nei confronti dei cittadini di Firenze. Maestro nel "raffinarli" nell'arte della retorica, del buon parlare. È evidente come l'arte della retorica non fosse fine a se stessa, ma avesse un uso soprattutto politico, che serviva agli uomini di governo e ai mercanti, che fino ad allora non avevano avuto cariche (per parlare al pubblico, convincere, persuadere). È funzionale. Figura emblematica dell'ambiente culturale fiorentino.

Proprio Firenze diventa il centro della maggiore esperienza del 13esimo secolo: Stilnovo, di cui Dante inizialmente fa parte. Compie ai più alti livelli una grande crescita culturale. Determina le condizioni del primato della cultura fiorentina, italiana. La stessa lingua italiana fino ad oggi porta il segno della civiltà fiorentina dello Stilnovo.

Dante

Dante apparteneva alla piccola nobiltà cittadina. Il vanto famigliare che Dante ci ricorderà in più punti della Commedia, era costituito dalla presenza di un Cacciaguida. Era trisavolo di Dante, vissuto intorno a 1100. È un personaggio importante. Era stato ordinato cavaliere dall'imperatore Corrado III e aveva combattuto gloriosamente in Terrasanta nella II Crociata. Sarà fra gli spiriti combattenti del 16esimo canto del Paradiso - canto molto importante dal pdv politico, poiché abbiamo la profezia.

Padre di Dante? Aveva vissuto probabilmente in maniera agiata, operazioni finanziarie/prestiti/forse usura - non si sa perché Dante non lo nomina - e deve avere lasciato ai figli delle proprietà immobiliari. È certo che gli Alighieri non risultano fra le grandi famiglie della città, magnatizie. Sembra che all'epoca di Dante fossero decaduti dall'antica posizione di prestigio aristocratica. Non risulta mai coinvolta negli scontri fra le fazioni di Guelfi e Ghibellini, a cui appartenevano le famiglie più in viste. Si sa che Dante e il fratello stipularono dei mutui, chiesero dei prestiti. Ciò lascia supporre che la condizione economica fosse andata via via logorandosi.

Anni giovanili di Dante (i primi 25/30 anni). Non si ha nessuna notizia di una particolare attenzione alle vicende della vita pubblica e politica della sua città. Possiamo supporre dagli indizi che abbiamo che Dante sia stato un testimone di questi eventi. Pensiamo ai molti personaggi importanti per la politica dell'epoca di cui si trova traccia nella Commedia.

  • Esempio: Clemenza di Asburgo, sposa di Carlo Martello, che passò per Firenze nel 1281. Ricordato brevemente nella prima terzina del 9 canto del Paradiso.
  • Altro esempio: Paolo Malatesta, capitano del popolo di Firenze - V Canto dell'Inferno (Paolo e Francesca).

Non è entrato direttamente, ma che comunque era attento. Ci sono coinvolgimenti diretti di Dante di quel periodo "alle armi":

  • 1289: partecipò alla battaglia di Campaldino (Firenze finalmente si prende la sua rivincita sui Ghibellini; grande sconfitta; pongono premesse del definitivo predominio in Toscana).
  • Azione militare contro Pisa e contro i Ghibellini toscani.
  • Assedio al castello di Caprona. Abbiamo una testimonianza diretta/autobiografica. Ricorda che i difensori del castello uscivano timorosi in mezzo a coloro che assediavano/alle milizie, dopo aver patteggiato la resa. Siamo nelle Malebolge, Dante si avvicina frettoloso a Virgilio in mezzo ai diavoli - similitudine. Infatti, Dante dissemina nella Commedia molti indizi della sua autobiografia.

A partire dal 1290 la vita di Dante cambia e si apre al di fuori della sfera privata e inizia a seguire con attenzione le vicende del suo comune. Dante manifestò una pura volontà nell'impegno civile. Da qui si delinea un profilo pubblico di Dante, che è coerente (dai dati che conosciamo) e può andare a parallelo con quello sarà poi il profilo del poeta/personaggio della Commedia. Rigore, rigidità, esemplarità di comportamento, coerente e fiero, sorretto da morale. Questa cosa gli impedirà poi, nel momento dell'esilio, di accettare di tornare a Firenze giudicate da lui umilianti per la sua dignità/orgoglio di uomo ma soprattutto di cittadino, non colpevole.

Presenza effettiva, pubblica di Dante si ha nel 1294 = finalmente membro di una delegazione ufficiale del comune di Firenze, può finalmente avvicinare Carlo Martello, che era figlio di Carlo II d'Angiò. Era venuto a visitare il papà. Firenze = in mezzo. Si era fermato per circa 20 giorni. Da quell'incontro non superficiale, non fugace nasce un'amicizia profonda, che viene probabilmente rafforzata da interessi letterari comuni. Infatti, nella Commedia lo colloca (muore nel 1295) nel Paradiso, fra gli spiriti beati, amanti (cielo di Venere) per dichiarare che se fosse vissuto più a lungo gli avrebbe dato una prova ulteriore e concreta del suo affetto: "assai mi amasti..".

Altra partecipazione, non documentata, ma probabile: partecipazione ad una ambasceria inviata a Napoli per rendere omaggio al nuovo pontefice, Celestino V, il famoso papa del "gran rifiuto". Questo potrebbe spiegare la formula ambigua che abbiamo ai versi 58-60 del III canto dell'Inferno, I girone infernale - "vivi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto" - ha fatto discutere molto i critici (è molto probabile che non lo conobbe lì e in quel momento, nell'Inferno).

Partecipazione politica di Dante

1295: finalmente ci sono le condizioni mature e ideali per una diretta partecipazione alle cariche pubbliche e al governo cittadino. Entra a far parte del Consiglio dei 36. Poi farà parte del Consiglio dei 100, il più importante organo amministrativo del comune. L'impegno di Dante è proiettato ai massimi livelli del governo.

La situazione generale a Firenze sia interna che esterna attraversa un momento particolarmente delicato. Perché? All'interno della parte guelfa esplode una forte rivalità fra due famiglie: Cerchi e Donati. Cerchi = esponenti dei "subiti guadagni" di cui parlavamo - ottengono grande potenza economica. Donati = antica nobiltà feudale - di limitate risorse economiche, ma comunque importante.

Si formano proprio due partiti. All'inizio del 1300 prendono rispettivamente il nome di Bianchi e Neri, si fronteggiano a lungo. La situazione si complica ulteriormente perché alle tensioni interne si aggiungono interferenze esterne: papa Bonifacio VIII, odiatissimo da Dante. Patteggia per i Neri. Posizione di Dante: viene sempre detto che patteggia per i Bianchi; la sua posizione va cautamente orientandosi verso i Bianchi. Come scrive Boccaccio (Trattello in laude di Dante), "era più di ragione e di giustizia".

Dante tiene sempre un atteggiamento molto moderato. Ma quando si dovette schierare scelse la parte bianca. 1300 = viene eletto priore, con altri 5. Fa parte del Collegio dei Priori = massimo riconoscimento, la più alta carica, benché collegiale. Gli eventi si evolvono rapidamente. Scontri fra bianchi e neri. Il giorno stesso dell'insediamento dei priori, essi sono chiamati a decidere la condanna di tre banchieri che avevano tramato a Roma e Dante e gli altri si schierano in difesa dell'autonomia del comune, vogliono opporsi alle ingerenze del Papa.

Papa? "se la prende" - sollecita azione energica, repressiva contro tutti i reggitori del comune. Da qui si può vedere che Dante persegue una linea politica coerente e orientata alla difesa della libertà dei cittadini; va contro la politica temporale della Chiesa. Novembre: i priori si dimettono e si insedia un nuovo governo, di Neri. A questo punto comincia la repressione di Corso Donati.

Questa repressione sarà citata anche nella Commedia. Istituisce decine di processi senza garanzia di difesa e avviati a sentenza sommaria. Abbiamo il cosiddetto "Libro del Chiodo" = libro delle condanne (chiodo: infisso ad un enorme chiodo di metallo) delle famiglie giudicate ribelli di Firenze. È conservato ora nell'archivio di Stato a Firenze. Vengono registrate quasi 700 condanne, di cui 560 prescrivono la pena capitale. C'è il nome di Dante.

Quindi nel 1302 il nome di Dante viene registrato nel Libro dei Chiodi, viene invitato a comparire davanti al podestà per difendersi dalle accuse che gli venivano mosse. Non essendosi presentato (lo avrebbero ammazzato) è condannato in contumacia, insieme ad altri cittadini, al pagamento di 5000 fiorini, a due anni di confino e all'interdizione dei pubblici uffici.

Questa imposizione era fondata sulla fama pubblica, alcune voci rivelatosi poi infondate, che lo accusavano di baratteria = estorsione, lucri illeciti, durante l'incarico di priore. Tra l'altro, era stato accusato anche di turbamento della quieta pubblica e della pace cittadina. Non essendosi presentato, non avendo pagato, viene condannato, in contumacia, alla pena di morte. Da qui, inizierà il lungo periodo di esilio. Fedele ai suoi principi, quando si presenterà l'occasione di tornare a Firenze non lo farà, perché giudicherà le condizioni umilianti.

Anni dell'esilio

La Commedia è disseminata di continui riferimenti all'esilio, alle città toccate durante queste peregrinazioni. Il sentimento di Dante di fronte all'ingiustizia e alla condanna che riteneva oltraggiosa è rappresentato nella Commedia soprattutto dalle parole di Cacciaguida - trisavolo di Dante. Siamo nel Paradiso, nel 17esimo, gli predice l'esilio - sono tutte profezie post-evento.

Lo avverte che la responsabilità dell'accaduto verrà attribuita dalla voce popolare a chi invece ne è vittima/alla parte offesa, ma poi lo rassicura che la giusta punizione dispensata da Dio sarà testimonianza della verità. Siamo al verso 52. Qui Dante fa riferimento, quando parla di vendetta, alla vendetta ultraterrena, quella dell'altromondo.

I fuoriusciti - Bianchi - nel 1304 tentarono una soluzione militare: rientrare a Firenze con una battaglia famosa. Sconfitti. Quindi Dante si distacca da questi tentativi e iniziative. Probabilmente Dante si dissocia da questi progetti. Invece, aveva continuato a coltivare insistentemente la speranza di tornare a Firenze tramite il suo prestigio intellettuale, fama di letterato, come se potesse guadagnare a lui un provvedimento di amnistia (in passato, ad esempio, era stato concesso ad altri esuli).

Si collocano da parte di Dante dei progetti di opere importanti, proprio per accrescere la sua fama = Convivio, De Vulgari Eloquentia. 1303 -1307 = stessi anni in cui inizia a maturare il progetto della Commedia, che poi lo assorbe a tal punto da portare a compimento questi due lavori. Continua nel frattempo a produrre anche le Rime (raccolta), non senza accenni alla condizione di esule. Esempio: la più famosa canzone dell'esilio - Tre donne intorno al cor mi son venute = dopo una difesa orgogliosa, sembra qua finire il documento fornito.

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 71
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 1 Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana corso avanzato 6 crediiti Pag. 71
1 su 71
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arianna.zoggia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Danzi Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community