Appunti Letteratura Italiana – Salvatore Tropea – LUMSA 2012/2013
LETTERATURA ITALIANA
Corso su G. Leopardi (la poesia)
POESIA: il problema non è tanto cosa vuole dire il poeta ma il perché un determinato testo è considerato
una poesia ed è degno di attenzione. Più è importante la poesia, più la poesia è difficile. Perché la poesia è
poesia? – parla con un linguaggio diverso; la poesia è stata “inventata” dagli antichi.
Canti di Ossian – (dopo Tasso ma prima di Leopardi)
Canti e Poesia sono simili, hanno in comune alcune cose: musicalità ecc. La nozione di poesia come canto si
instaura quando la poesia si stacca dalla musica. E quindi la poesia inizia ad avere una musica propria. Si
deve quindi riflettere sul legame Poesia-‐Musica.
XVIII – XIX secolo (1700-‐1800): questione problematica della poesia. Inizia la “querelle des Anciens et des
Modernes”, ovvero i sostenitori della superiorità degli antichi e i sostenitori della supremazia dei moderni.
Questa “Querelle” si sviluppa nel ‘600, quando il mondo culturale si rifaceva agli insegnamenti del
RINASCIMENTO, ovvero la riscoperta dell’antichità. I moderni erano visti come
NANI SULLE SPALLE DI
GIGANTI, ovvero i grandi uomini dell’antichità. Dalle contestazioni su questa idea nasce la “Querelle”.
La modernità letteraria ha il suo punto d’inizio con la fortuna europea dei CANTI DI OSSIAN, un poema
scritto in prosa che l’autore ( Macpherson) si inventò fosse un’opera dell’antichità britannica. Ebbe,
appunto, un grande successo proprio perché si presentava come antico. Macpherson intende l’antichità
come PRIMITIVISMO, rozzezza, semplicità dei costumi, violenza dei rapporti, ma anche un ritorno ad
un'umanità più ricca di sentimenti forti, di un ritorno alla semplicità dei costumi, alla spontaneità.
Un altro autore che fece la fortuna del Primitivismo fu GIANBATTISTA VICO (che parlò di questa fase
primitiva, quasi bestiale).
Il modello di poesia legata al Primitivismo è la poesia dei
CANTORI; carattere FORMULAICO di queste
poesie, ovvero che in alcune circostanze il poeta (o Aedo, come Omero) aiutava la propria memoria
semplificando al massimo la poesia (per esempio ripetendo sempre le stesse formule stereotipate e già
confezionate, appunto per ricordarsi. Per esempio chiamando sempre alla stessa maniera Achille, Ettore
eccetera). Il modello che prende spunto dagli antichi, però, non ha bisogno di queste formule perché si
scrive e non si deve ricordare a memoria tutto quanto detto prima.
I Canti di Ossian si diffondono a macchia d’olio, tradotti in Italia da Melchiorre Cesarotti che è stato anche
maestro e amico di Ugo Foscolo. Nel frattempo la società dei dotti sta riscoprendo la “ questione Omerica”,
ovvero la questione se Omero fosse esistito o meno, se fossero invece tanti altri a prendere lo pseudonimo
unico di un solo aedo. Anche per questa concomitanza i Canti di Ossian hanno tanto successo in Italia.
Nel primo ‘700 in Europa ha un grande successo l’ACCADEMIA DELL’ARCADIA (fondata da fondata a Roma
nel 1690 da Gian Vincenzo Gravina e da Giovanni Mario Crescimbeni), che nasce come tentativo di
moderare gli eccessi della poesia del secolo precedente: quella Barocca. La poesia Barocca era all’insegna
dell’esagerazione, dello sfarzo ecc. ed era considerata inadatta alla moralità dei cristiani. Il modello
principale dell’Arcadia fu un poeta greco ( Anacreonte). Inoltre Pietro Metastasio incarnava in tutto e per
tutto l’Arcadia ed è importantissimo per poterla comprendere. Metastasio riscatta la reputazione di questa
stagione poetica che era vista come futile, sdolcinata e fine a se stessa. Lo fa inventando, attraverso il
Melodramma, la concezione che il linguaggio poetico non veniva più attribuito alle persone reali ma ai
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personaggi teatrali. C’è una poesia di Leopardi, “Rinascimento”, che si rifà a Metastasio fin dalla metrica.
Metastasio è importante anche per il rapporto tra Poesia e Canto. La poesia moderna nasce dalla
consapevolezza che la poesia antica nasconde un segreto. La poesia diventa canto quando c’è qualche
elemento che il poeta non riesce a controllare.
LEOPARDI ha ripetutamente affidato alle stampe (a dei volumi) le sue poesie. Ha autonomamente
pubblicato due sue canzoni. Nel 1824 ha pubblicato Canzoni; poi nel 1825 gli Idilli; poi nel 1826 i Versi; poi
nel 1831 i Canti; poi nel 1835 la seconda edizione dei Canti, pubblicata postuma da Ranieri. Queste
pubblicazioni sono messe in serie come una Gradatio Inverso, cioè passando da una all’altra c’è qualche
elemento che si va perdendo. Per esempio da Canzoni a Versi si perde la quantità dell’opera.
CANZONI -‐-‐ > VERSI -‐-‐ > CANTI: si va da qualcosa di definito a qualcosa di più indefinito. Quando si parla di
indefinito si pensa all’infinito.
Canzoni: genere metrico generale, fatto da versi;
Canti: è un genere più indefinito perché è una cosa molto più generica
Una delle opere, se non forse quella maggiore, di Leopardi dal maggior contenuto è lo Zibaldone (circa
4mila pagine numerate dall’autore stesso). Uno degli scritti giovanili di Leopardi fu la “Storia
dell’Astronomia”. Pur non avendo esperienze dirette contiene spunti geniali. Questo fa capire la sua
grandezza culturale.
Il Canto già nell’antichità viene inteso quale esito naturale della poesia. Noi oggi percepiamo la musica delle
parole quando ascoltiamo qualcuno che parla in una lingua che non conosciamo. Nella poesia si sente la
musica quando si mette in risalto l’aspetto che non si conosce. Quando si parla di poesia come canto si
allude a qualcosa di straordinario e alle ambizioni straordinarie dell’autore. Paul Valery (vissuto molto
tempo dopo Leopardi) dice sulla poesia: “è un suono in cerca di un senso”.
LA PARAFRASI (dire un qualcosa con proprie parole) è fondamentale.
Giuseppe Baretti: critico letterario, curava un pe
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