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La realtà in discussione

Paragone tra Italo Calvino e Raymond Queneau

Corso di Laurea Magistrale in Culture Moderne Comparate

Letteratura italiana contemporanea E

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La realtà in discussione

Paragone tra Italo Calvino e Raymond Queneau

L'incontro con Queneau

Nel 1967 Calvino si trasferisce a Parigi dove conosce Raymond Queneau, letterato

francese appassionato di matematica. L'incontro tra i due è determinante per lo scrittore

italiano, il quale sperimenta nuove tecniche letterarie, in particolare l'attività

combinatoria, criterio con il quale costruisce le sue ultime fatiche. Tra queste, anche Le

città invisibili. 1

Pubblicata nel 1972, l'opera risente delle influenze francesi dell'Oulipo e della

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traduzione italiana di Calvino de I fiori blu, in particolare per quanto riguarda la messa

in discussione della realtà. Da notare anche altri elementi determinanti, come il gusto

per la precisione e l'ordine matematico.

Per ora mi limiterò a illustrare gli aspetti che accomunano la cornice del capitolo VII de

Le città invisibili ai capitoli finali de I fiori blu.

Le città invisibili e la realtà

Ho accennato in precedenza alla messa in discussione della realtà.

Illustro ora il procedimento seguito da Calvino ne Le città invisibili.

Lo scrittore ligure, nella cornice del capitolo VII, presenta un dialogo quasi teatrale,

privo di narratore esterno, tra Kublai Kan, imperatore dei Tartari, e Marco Polo,

esploratore. I due si interrogano sulla concretezza del momento che stanno vivendo:

Marco Polo descrive al Kan tutte le città che ha visitato, usando il linguaggio per

1 Nel 1960 Raymond Queneau, con l'anmico matematico Francçois Le Lionnais, aveva fondato,

l'Oulipo, Ouvroir de Littérature Potentielle. Il gruppo, cui appartenevano anche Perec e Roubaud,

conduceva ricerche sull'uso in letteratura della matematica e della logica.

2 Risalente al 1967. 2

descrivere la realtà, ma al Kan sembra che l'esploratore non si sia mai mosso dal

giardino, arrivando così a mettere in dubbio l'esperienza stessa di Polo.

Polo risponde quindi introducendo la questione fondamentale con questa frase:

Nel momento in cui mi concentro a riflettere, mi ritrovo sempre in questo giardino, a quest'ora

della sera, al tuo augusto cospetto, pur seguitando senza un attimo di sosta a risalire un fiume

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verde di coccodrilli o a contare i barili di pesce salato che calano nella stiva.

La sicurezza dimostrata fino ad allora nel racconto di Polo, in un attimo si sgretola –

quasi come il regno del Kan – per lasciare posto al dubbio: il giardino è un luogo reale o

è una proiezione della mente? Polo sa di trovarsi al cospetto del Kan ma è consapevole

al contempo di proseguire le sue normali attività esplorative e commerciali.

Ad accrescere il dubbio, giunge la risposta di Kublai:

Neanch'io sono sicuro d'esser qui, a passeggiare tra le fontane di porfido, ascoltando l'eco degli

zampilli, e non a cavalcare incrostato di sudore e di sangue alla testa del mio esercito,

conquistando i paesi che tu dovrai descrivere, o a mozzare le dita agli assalitori che scalano le

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mura d'una fortezza assediata.

Anche Kublai è dubbioso e si nota soprattutto nell'uso di alcune espressioni, come

«neanch'io sono sicuro» e «non a cavalcare».

Forse, conoscendo gli orrori del mondo che sta al di fuori del suo palazzo – parla di

esercito e assalitori, quindi la guerra di conquista è ancora attiva – gli sembra

inverosimile potersi fermare ad ascoltare i racconti di uno straniero mentre l'impero è

dilaniato. Ma può anche darsi che il giardino costituisca semplicemente un rifugio,

generato dalla sua mente.

La battuta successiva di Marco Polo a tal proposito è determinante: 5

Forse questo giardino esiste solo all'ombra delle nostre palpebre abbassate [...]

3 Italo Calvino, Le città invisibili, Mondadori, Milano 2010, p. 103.

4 Id., Le città invisibili, Mondadori, Milano 2010, p. 103.

5 Id., Le città invisibili, Mondadori, Milano 2010, p. 103. 3

Un luogo nascost

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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