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19/02/20

IL DECENNIO 1900 – 1910 (video)

Il quadro storico

Giovani Giolitti darà alla storia una svolta importante, tant’è che parte di essa prenderà il suo nome:

età giolittiana. È incaricato di formare il governo nel 1892. Giolitti ritiene che il mercato debba essere

governato dalla domanda e dall’offerta e sostiene l’opportunità di miglioramenti salariali ai

dipendenti. Le camere di lavoro sono rappresentanti dei diritti dei lavoratori. Le camere del lavoro

(sindacati) si osteggiano perché gli industriali pensano che i bassi salari possano aiutare

economicamente, ma è un concetto errato perché l’alto salario aiuta i dipendenti a mantenere salute

ecc per lavorare meglio. Il governo abbassando i salari commette un’ingiustizia economica. Rende

nemiche dello stato la maggioranza di persone, che fanno parte della classe dei lavoratori. Le pesanti

accuse sono mosse contro Giolitti da Enrico Corradini, che lo reputa incapace. La politica di Giolitti

genera dei danni al sud ma porta a un incremento dell’economia nazionale. Il reddito nazionale

aumenta. Tuttavia il grande sviluppo industriale non poggia su una sicurezza finanziaria. L’Italia viene

inserita nel contesto civile europeo attraverso delle leggi sulla tutela dei lavoratori, del salario, della

vecchiaia.

Il termine “moderatismo” o “riformismo” è utilizzato per descrivere l’azione di Giolitti, che

 scatenò un dissenso sia nell’estrema destra sia nell’estrema sinistra. L’estrema destra, la

borghesia, teme per il suo benessere finanziario.

1901 – 1914: età giolittiana, la belle epoque. È un’epoca anche di sviluppo economico, la cui

fine coincide con l’inizio della prima guerra mondiale.

Il quadro culturale

Il clima culturale del primo novecento si allarga ad altre suggestioni di origine europea, che vanno al di

là del positivismo. L’interpretazione positivistica del mondo potrebbe essere l’interpretazione più

sciocca tra quelle che potrebbe avere il mondo (Nietzsche, uno dei massimi intellettuali di questo

periodo giolittiano). Nietzsche elabora la teoria del super uomo, Freud pubblica l’interpretazione dei

sogni contro il concetto dell’oggettività. Freud pone l’inconscio, una sfera che va al di là del semplice

intelletto umano. Nietzsche, Freud e Bergson sono i massimi esponenti culturali dell’età giolittiana, da

cui s’ispireranno vari autori successivi. D’Annunzio è molto attivo durante questo periodo. Intorno al

1910 si manifesta il movimento futurista, che esaltava lo schiaffo e il pugno, la velocità e la violenza.

Benedetto Croce è un filosofo napoletano. La filosofia del novecento è stata in gran parte crociana, si

parla anche di dittatura crociana perché la sua ideologia s’impose molto fortemente. Croce si oppone al

decadentismo, egli chiamava i decadenti “malati di nervi” riferendosi ai tre principali decadenti:

Pascoli, D’Annunzio, Antonio Focazzano. Per lui la letteratura italiana finiva con Carducci, un poeta che

afferma dei valori precisi, mentre i tre decadenti erano autori della crisi. Egli interpreta erroneamente

gli autori della crisi come la crisi della letteratura, e li condannava come irrazionali. Con il novecento il

positivismo (cultura della razionalità e del metodo scientifico) entra in crisi, e Croce cerca di opporre

alla crisi della ragione la forza della ragione, per poter “combattere” questa crisi positivistica. C’è una

dimensione che non è conoscibile attraverso la ragione, e nel ‘900 si cerca di recuperare tutti questi

aspetti. Un concetto molto importante che fu introdotto durante questi periodi di crisi del positivismo

è quello del tempo di Bergson. Egli sostiene che non bisogna considerare il tempo come una linearità,

ma come durata: ricordiamo il passato, viviamo il presente e pensiamo al futuro. Abbiamo la

compresenza dei piani temporali all’interno della nostra coscienza.

20/02/20

CREPUSCOLARISMO

“Crepuscolarismo” viene coniato nel 1910 dal critico Giuseppe Antonio Borgese. Dalla parola

“crepuscolo” s’intuisce la fine della tradizione, ma anche l’alba di una nuova poesia. La fine di una

tradizione letteraria (poeti della tradizione ottocentesca) e inizio di una nuova corrente letteraria.

Quali sono le caratteristiche dei crepuscolari? Il gusto dell’abbassamento. La poesia crepuscolare è una

poesia di polemica contro la tradizione, si riprendono i contenuti alti dei poeti passati e si modificano

in contenuti bassi. I crepuscolari sono poeti disimpegnati e in crisi d’identità. Palazzeschi è un poeta

crepuscolare (sua poesia a pagina 406 che descrive questa figura del poeta disimpegnato in crisi.)

Chi sono? (Palazzeschi)

Emerge la figura di un poeta come saltimbanco: un individuo disimpegnato che cerca di far ridere

come può, una figura divertente.

E lasciatemi divertire (Palazzeschi pagina 408.)

Nella poesia sono presenti delle figure onomatopee. È divertimento fine a se stesso, che non ha senso: i

poeti sono disimpegnati.

Questa crisi d’identità del poeta continuerà (pagina 637 non chiederci la parola Eugenio Montale). In

questa poesia il poeta chiarisce di non poter fornire delle risposte alle domande della vita, di non poter

fornire dei valori, ma solo delle “sillabe”. È presente la figura di un uomo sicuro di sé, che ha già

risposto alle domande, e che non si cura della parte inconscia che c’è in ognuno di noi.

Desolazione del povero poeta sentimentale (Corazzini pagina 372)

In Corazzini c’è un dolore, una sofferenza. È una dichiarazione di poetica, cioè una poesia che definisce

il ruolo del poeta. Si parla di fanciullino, una figura che assume un significato opposto a quello che

aveva con Pascoli. Pascoli pensava che il fanciullino fosse una figura in grado di avere

un’ipersensibilità, che poteva vedere la realtà da un certo punto di vista. Con Corazzini il fanciullino

assume invece un’accezione “negativa” ed è visto come una figura debole e disarmata. In Corazzini c’è

una ricerca del dolore, di una sofferenza che lo porta al pianto, che è la poesia. Corazzini dice che per

essere poeta sarebbe necessario vivere una vita diversa, come la vita di D’Annunzio, che era ancora un

modello di riferimento in questo periodo: una vita esagerata, fuori dagli schemi, impegnata.

Poeta come saltimbancoPalazzeschi

Poeta come fanciullo che piangeCorazzini

Poeta come pagliaccioPalazzeschi

Nel crepuscolarismo troviamo:

1. Abbassamento dell’amore

L’amore cambia disegno, non è più l’amore per le donne spettacolari. I crepuscolari si

accontentavano delle ancelle, delle donne comuni: c’è un abbassamento di valori. Si parla

anche di amori impossibili, con donne lontane nel tempo e nello spazio. Fausto Maria Martini

scrive inoltre un elogio alla castità: il desiderio di un amore casto, in cui la donna non è più un

amante ma una sorella. I crepuscolari cantano anche di donne brutte, sgradevoli.

2. Abbassamento dei luoghi

Da spazi ampi e aperti si passa ad ambienti chiusi, vecchi e familiari.

3. Abbassamento degli oggetti

si trovano oggetti di pessimo gusto, kitsch “le buone cose di pessimo gusto”.

Come si spiega dal punto di vista culturale questo passaggio al crepuscolarismo? Siamo al passaggio al

900, un periodo di transizione senza che però ci si sia lasciati alle spalle del tutto l’Ottocento. È un

periodo di crisi, d’incertezza, vissuti da questi autori in una condizione di apatica contemplazione:

un’età dell’oro che sembra irrimediabilmente perduta. È in crisi il positivismo, la tradizione romantica.

Il concetto di patria (nell’Ottocento esaltato dai risorgimentali) è un valore che non esiste più, così

come Dio e i valori religiosi entrano in crisi.

Un tema crepuscolare è quello del male di vivere (pagina 642 il male di vivere) c’è la presenza dei

correlativi oggettivi: oggetti che il poeta utilizza per rendere un concetto, un sentimento interno.

L’unico uomo che può salvarsi dal male di vivere è l’uomo della divina indifferenza.

(pagina 639 Meriggiare pallido assorto): la vita è qualcosa di doloroso

LO STILE DEI CREPUSCOLARI

È uno stile vicino alla prosa, simile al parlato in cui viene introdotto l’utilizzo dei versi liberi. È uno stile

che si accorda perfettamente ai temi: stile semplice a livello lessicale e morfologico, terminologia

comune e semplice che si accorda alla quotidianità in cui s’inseriscono i temi. I crepuscolari portano a

termine la rivoluzione pascoliana (poesia delle piccole cose): si ampliano i termini che vengono usati.

Le città dei crepuscolari sono 3: Torino (la città di Gozzano), Firenze (in cui si stampavano le principali

riviste letterarie dell’epoca), Roma (città di Corazzini.)

Le fonti della corrente crepuscolare: fonti nostrane come Pascoli il fanciullino, il D’Annunzio

sentimentale (non il D’Annunzio del superuomo) e la scapigliatura. Abbiamo anche delle fonti

straniere: i simbolisti soprattutto francesi o di lingua francese.

Come si sviluppa e quanto dura il movimento crepuscolare? Con la prima guerra mondiale il

crepuscolarismo può dirsi finito, quindi è un movimento che dura 10-15 anni. Dagli anni zero ai primi

anni 10, fino alla guerra.

Legge poesia a pagina 362 che riprende il tema dell’amore crepuscolare

21/02/20

04/03/20

QUADRO STORICO CULTURALE DEL PRIMO 900

Finita la guerra in Italia, si delinea una forte esigenza di ritorno all’ordine che si applica sia alla vita

sociale politica, sia alla vita culturale e letteraria. Il primo novecento è stato il momento

dell’avanguardia, una forte rottura, mentre ora si torna a misure classiche e compostezza formale che

il futurismo aveva messo in crisi. Tra il 1908 e il 1916 viene pubblicata una rivista in cui era

evidenziata questa esigenza di compostezza, così come nella rivista la ronda pubblicata tra il '19 e il

'22. Ci furono delle manifestazioni di violenza, come lo squadrismo, che furono interpretate dalla

borghesia come una rivendicazione proletaria. C’è un fronte proletario unito, che tollera la violenza

fascista come una possibilità di contenere i fenomeni di violazione alla borghesia. Col congresso di

Livorno viene fondato il partito socialista italiano, soprattutto con Gramsci. Il partito comunista porta

avanti una linea massimalista, che crea timore nei ceti borghesi. Dopo la violenza degli Squadroni, nel

1922 viene affidata a Mussolini la formazione del governo. Da qui all’instaurazione alla dittatura il

passo è breve. La cultura fascista è caratterizzata da paura e violenza che sta alla base

dell’instaurazione della dittatura, che però cerca una dignità culturale. Va approfondito il modo in cui il

fascismo ha cercato di auto legittimarsi attraverso la cultura. Il pensiero critico è fondamentale però

nella cultura, che è messa in dubbio di tutto, ma nonostante questo il fascismo cercherà di abbellire il

proprio potere attraverso essa. Il fascio Vittorio è il simbolo del fascismo, e restituisce la coesistenza di

elementi eterogenei fascisti: spinte rivoluzionarie e tradizionaliste. Ci sono eredità futuriste che

sostengono la bellezza industriale, la macchina, ma anche propensioni per la vita contadina e di

campagna. C’è l’anticlericalismo, ma c’è anche il compromesso clericale: nel 1929 sarà il fascismo a

stipulare i patti Lateranensi e ottenere consensi dalla chiesa. Nel fascismo ci sono tante idee, è un

potere fascista che mette insieme tante idee per autogiustificarsi.

GIOVANNI GENTILE

È un filosofo idealista, di una corrente filosofica cui appartiene anche Benedetto Croce. Gentile fu una

figura per auto giustificare i fascisti. Gentile aderisce al fascismo, era una figura autorevole che da il

suo sostegno al regime. Per gentile il fascismo è la sintesi finale della storia italiana. Quest’ultima ha

avuto vari momenti: passato glorioso, Roma caput mundi, poi nel medioevo perde un po’ la sua

centralità ma mantiene quella culturale (poeti 300 Boccaccio Decameron, Dante). Fino al 500 l’Italia

domina culturalmente, poi passa una fase di decadenza ma riacquista potere nell’Ottocento col

rinascimento. Per Gentile il fascismo è il sigillo del primato culturale dell’Italia: andava ribadito il

primato Italiano e questo è ciò che stava facendo Mussolini. Gentile era già un filosofo importante, poi

aderisce anche al fascismo ma non ai fanatismi, rimane abbastanza equilibrato. Viene fondato l’istituto

dell’enciclopedia italiana col nome di Giovanni Treccani, che era un industriale tessile che finanzia

quest’opera che gentile la coordina. In questa enciclopedia Gentile include anche individui non fascisti,

perché non adora i fanatismi: non voleva un’opera di regime. Nell’arco di pochi anni tra il '29 e il '37

escono i trentacinque volumi dell’enciclopedia italiana. Gentile muore nel 1934 a Firenze per opera di

un gruppo di partigiani.

Come mai Mussolini dà importanza alla scuola? Tutti i regimi totalitari lo fanno come strumento di

propaganda. Per il fascismo è uno strumento d’indottrinamento. Alle elementari si arriva all’adozione

di un libro comune, con esaltazione al nazionalismo, disprezzo per lo straniero, biografie di Mussolini.

La scuola è uno strumento di propaganda per creare un consenso. Gli studenti avevano le loro divise.

Gentile ha avuto incarichi importanti anche in politica, si parla, infatti, di riforma Gentile. La riforma

Gentile (1923) è la riforma sulla quale si muovono le nostre scuole ancora oggi. Giovanni Gentile è

ministro dell’istruzione dal 1922 al 1924 e la sua riforma è basata su idealismo. Punti fondamentali:

 Concezione del sapere come storia del sapere

significa che c’è un forte storicismo, si studia in maniera diacronica storia dell’arte, letteratura,

storia ecc. Nelle scuole italiane si studia in maniera cronologica, in altri paesi ad esempio per

temi concetti.

 Preminenza dell’astrazione concettuale sulle attività pratiche

fa sì che sia data maggiore importanza alle materie umanistiche che a quelle scientifiche e

tecniche.

La scuola di gentile è molto seria, ma anche selettiva: dovevano andare avanti i migliori, ma vanno

avanti i raccomandati. In questo modo però non vengono premiati i meno abbienti.

APPARATO SCENOGRAFICO FASCISTA

la faccia del duce, il profilo, le frasi retoriche “se avanzo seguitemi, se indietreggio, uccidetemi”. La

parte scenografica ha una grande importanza, i manifesti ecc che servivano per ottenere consensi. Per

ottenere consensi bisogna cercare nemici da distruggere, i nemici sono gli stranieri, bersagli da colpire

come elementi di distrazione per altri problemi. Anche nemici interni, che erano gli ebrei, poi il

bellicismo: la guerra d’Etiopia, si voleva trovare il posto al sole. Guerra che serve per dare

un’immagine esterna di forza. Tipico elemento fascista è la forza fisica, propaganda delle virtù italiche

fuori dai parametri italiani: Binda, Bartali. Nazionale di calcio, nel '34 e nel '38 vinta. Anche i mezzi di

comunicazione di massa sono importanti: Mussolini abolisce la libertà di stampa, unica linea per i

mezzi di comunicazione di massa. Poi viene fondato un giornale, il popolo d’Italia, che diventa l’organo

ufficiale del partito nazionale fascista. Esisteva già una stampa settimanale per lettori meno colti, letti

dai più, ed erano controllati anche questi. Mussolini utilizzò la radio. In particolare, nel 1924, comincia

a utilizzare l’URI (unione radiofonica italiana), che poi diventa EIAR (ente italiano audizioni

radiofoniche) ed è l’antenata della nostra RAI (radio audizioni italiane). Mussolini capisce che la radio

può essere molto importante e cerca di diffondere gli apparecchi radiofonici nelle famiglie, anche

abbassandone i prezzi. Era un rito collettivo ascoltare i discorsi di Mussolini. “velina” erano le notizie

che arrivavano dal governo e dovevano essere scritte nei giornali, il nome è perché si scriveva sulla

carta velina: gli articoli sono pilotati. Anche il cinema contribuisce alla propaganda con inni

nazionalisti, inoltre prima di ogni film c’era il cinegiornale: riassumevano le notizie settimanali, che

celebravano cosa faceva Mussolini. Il cinema bianco, dei film disimpegnati con temi sociali inesistenti e

poi viene fondata Cinecittà.

FASCISMO E INTELLETTUALI

qual è stato l’atteggiamento del regime nei confronti degli intellettuali e viceversa? Il regime nei

confronti degli intellettuali ha deciso di utilizzare gli intellettuali per sostenere la sua azione e si è

comprato gli intellettuali, stipendio agli scrittori. Viene fondata l’accademia d’Italia, la biennale del

cinema di Venezia. Mussolini dice di “spegnere i cervelli” di Gramsci e Gobetti: persecuzioni feroci nei

confronti degli intellettuali che non sostengono il regime.

Gli intellettuali nei confronti del regime mostrano un’adesione generale, e chi non è fascista, non lo

dimostra per avere dei privilegi e si adeguano. Alcuni, pochi, scelgono invece la via dell’esilio. I

professori universitari giurano fedeltà al regime per non perdere il posto, cercando di non fascistizzare

troppo l’università, in 1500 professori solo 13 non giurano fedeltà e perdono il posto.

Pasolini, Pratolini, Vittorini, Bilenchi sono tutti scrittori che nel secondo dopoguerra sono marxisti, ma

la formazione universitaria avviene nei GUF (gruppi universitari fascisti), partecipano ai littoriali della

cultura. Questi erano fascisti e poi diventano comunisti, come pu&og

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinamati01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Carnero Roberto.
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