Secondo semestre
Il periodo storico: cosa accade in Italia durante la vita di Gabriele D'Annunzio (fine 1800/primi decenni 1900)
L’unità nazionale: quando nasce D’Annunzio (1863) l’Italia ha da poco raggiunto la sua unità nazionale (1861).
1870: con la presa di Roma si completa l’unità d’Italia; il generale Raffaele Cadorna entra a Roma da Porta Pia e vi stabilisce il Governo italiano; il Papa Pio IX, offeso, si ritira nella Città del Vaticano, terminando così il potere temporale della Chiesa.
I primi anni
Muiono alcuni protagonisti del Risorgimento:
- 1872: Giuseppe Mazzini
- 1878: Vittorio Emanuele II (gli succede Umberto I)
Muiono alcuni importanti scrittori:
- 1873: Alessandro Manzoni
- 1874: Niccolò Tommaseo
Gli anni "romani" (1881-1891)
- 1881: Giovanni Verga pubblica "I Malavoglia"
- 1882: L’Italia aderisce alla Triplice Alleanza con Austria e Germania
- 1883: Esce "Pinocchio" di Carlo Collodi
- 1885: L’Italia occupa Massaua, in Eritrea: è la prima colonia italiana in Africa
- 1887: Sale al governo Francesco Crispi, ex garibaldino, massone e antifrancese
- 1887: A Dogali, in Eritrea, gli Abissini fanno strage di soldati italiani
- 1888: Nasce Giuseppe Ungaretti
- 1889: Giovanni Verga pubblica "Mastro don Gesualdo"
- 1891: Nasce Antonio Gramsci
Sul finire del XIX secolo
- 1893: Nasce Carlo Emilio Gadda
- 1893-1894: In Sicilia, repressione dei Fasci dei Lavoratori (movimento d’ispirazione socialista) con eccidi da parte di Crispi
- 1894: Repressione dei moti in Lunigiana (manifestazioni di solidarietà con i siciliani)
- 1896: Nasce Eugenio Montale
- 1896: Grave sconfitta dell’Italia coloniale ad Adua in Etiopia, muoiono 445 soldati italiani
- 1898: A Milano, il generale Bava Beccaris prende a cannonate la folla che protestava per l’aumento del prezzo del grano
- 1900: L’anarchico Bresci uccide il re Umberto I; gli succede Vittorio Emanuele III
All’inizio del '900
- 1901: Guglielmo Marconi effettua la prima trasmissione di segnali radio transoceanica
- 1901: Muore Giuseppe Verdi
- 1903: Pascoli pubblica i "Canti di Castelvecchio"
- 1903: Secondo governo Giolitti (apertura ai socialisti)
- 1904: Esce "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello
- 1905: Terremoto in Calabria
- 1908: Terremoto di Messina
- 1909: Marinetti pubblica su «Le Figaro» il primo manifesto futurista
- 1911: Muore Antonio Fogazzaro
Le guerre
- 1911: Muore Emilio Salgari
- 1911-1912: Guerra contro l’Impero Ottomano, l’Italia conquista la Libia
- 1912: Nasce Elsa Morante
- 1915: L’Italia entra nella Prima guerra mondiale a fianco di Francia, Inghilterra e Russia
- 1916: Muore Guido Gozzano
- 1917: Disfatta di Caporetto, 300.000 italiani prigionieri degli austriaci
- 1918: Battaglia di Vittorio Veneto, l’Italia chiude la Prima guerra mondiale
- 1919: Delusione per i trattati di pace ("vittoria mutilata"); D’Annunzio occupa Fiume
- 1919-1920: "Biennio rosso", occupazione delle fabbriche
Gli anni del Vittoriale
- 1920: Trattato di Rapallo: Fiume bombardata dall’esercito italiano, d’Annunzio si ritira a vita privata al Vittoriale (1921)
- 1922: Muore Federigo Tozzi
- 1922: Marcia su Roma: il re Vittorio Emanuele III incarica Mussolini di formare il governo
- 1923: Esce "La coscienza di Zeno" di Svevo
- 1924: Muore Giacomo Puccini
- 1924: I fascisti assassinano il socialista Giacomo Matteotti
- 1925: Escono gli "Ossi di seppia" di Montale
- 1925-1926: Leggi liberticide ("fascistissime")
- 1926: Umberto Nobile sorvola il Polo Nord col dirigibile
Gli ultimi anni
- 1929: Patti Lateranensi (concordato fra l’Italia e la Santa Sede)
- 1935: Guerra in Etiopia
- 1936: Nasce l’Africa Orientale Italiana, che comprende le colonie del Corno d’Africa
- 1936: L’Italia fascista aderisce all’Asse Roma-Berlino, inizia l’alleanza con i nazisti
- 1936: Muore Pirandello
- 1937: Muore Gramsci
- 1938: Leggi razziali
Le idee, la politica, la società civile durante la vita di Gabriele D'Annunzio
Le forze politiche del nuovo regno
- Destra storica (1871-1876): erede degli ideali liberali moderati di Cavour persegue per l’Italia un modello di stato centralizzato (ispirandosi alla Francia napoleonica); nel 1866 ottiene il Veneto con la Terza guerra d’Indipendenza, ma risulterà impopolare per la politica di tasse che colpivano i ceti meno abbienti (1868: tassa sul macinato)
- Sinistra storica (1876-1896): si rifà in parte agli ideali democratici di Mazzini e Garibaldi, riesce a governare grazie al trasformismo, in economia attua una politica protezionista gradita agli industriali, avvia la politica coloniale dell’Italia, abolisce la pena di morte e l’insegnamento religioso nelle scuole: in politica estera abbandona l’alleanza con la Francia per rivolgersi invece all’Austria
Nasce la grande industria italiana
- 1853: l’Ansaldo a Genova
- 1872: la Pirelli a Milano
- 1884: Acciaierie di Terni
- 1899: la Fiat a Torino
- 1905: Acciaierie di Bagnoli (Napoli)
La chiesa
- 1871: Legge delle Guarentigie: l’Italia garantisce al Papa la libertà nell’esercizio spirituale; il Papa Pio IX non la riconosce e si considera prigioniero nel Vaticano
- 1874: Con un decreto, Pio IX non consente ai cattolici di partecipare alla vita politica (Non expedit) italiana
- 1878: Leone XIII succede a Pio IX
- 1891: L’enciclica "Rerum novarum" di Leone XIII si occupa della questione operaia, rigetta il socialismo, giustifica la proprietà privata e auspica la concordia fra le classi, i cui rapporti devono essere regolati dalla carità
- 1903: Eletto Pio X, permetterà ai cattolici di partecipare alla vita politica (Patto Gentiloni, 1913)
- 1914: Eletto Benedetto XV; tentò di opporsi alla Prima Guerra Mondiale
- 1922: Eletto Papa Pio XI; firma il Concordato con l’Italia (1929)
Le idee politiche
- Anarchia: dottrina secondo cui l’umanità potrebbe vivere in pace ed armonia se non ci fossero stato e religione ad imporre le loro leggi
- Socialismo: tendenza politica che vorrebbe ristabilire maggiore equità sociale, ridistribuire la ricchezza; mette in dubbio il diritto alla proprietà privata
- Comunismo: dottrina che prevede l’abolizione della proprietà privata, lo stato diviene unico proprietario di ogni bene e lo distribuisce a ciascuno secondo le sue necessità
- Riformismo: corrente del socialismo che vorrebbe cambiare il sistema dal suo interno, partecipando alle elezioni e all’azione di governo, attraverso cui modificare il sistema economico e sociale
- Massimalismo: corrente del socialismo che rifiuta ogni rapporto col sistema: lo strumento per cambiare il sistema non sono le elezioni ma la rivoluzione armata
- Fascismo: dottrina totalitaria che prevede la perfetta coincidenza di stato e appunto fascismo: sorge a difesa degli interessi dei grandi industriali e dei latifondisti, abolisce partiti, sindacati e associazioni, riduce le libertà e perseguita gli oppositori
Le idee economiche
- Liberismo: orientamento che tende a lasciare massima libertà ai mercati e a limitare l’intervento statale in economia; principio a cui si ispirarono i provvedimenti della Destra storica
- Protezionismo: orientamento che tende a proteggere il prodotto interno di uno stato istituendo dazi per le merci straniere; principio a cui si ispirarono i provvedimenti della Sinistra storica
La vita politica
- 1880: Inizia col governo De Pretis il periodo del trasformismo (esponenti dell’opposizione cambiano casacca e supportano il governo)
- 1887: Il codice Zanardelli abolisce la pena di morte e afferma il diritto allo sciopero
- 1892: A Genova viene fondato il Partito socialista italiano
- 1896: Ultimo anno del governo Crispi
- 1903: Governo Giolitti, apertura ai socialisti e tolleranza rispetto alle manifestazioni di protesta
- 1906: Nasce il forte sindacato della Confederazione Generale del Lavoro
- 1912: Suffragio universale maschile
- 1913: Patto Gentiloni, i cattolici possono votare candidati liberali che rispettino principi religiosi
- 1914: Sale al governo il liberale conservatore Salandra, favorirà l’ingresso in guerra dell’Italia
- 1919: Nasce il Partito Popolare italiano di Don Sturzo: i cattolici hanno il loro partito
- 1919-1920: Biennio rosso, occupazione delle fabbriche e dei campi da parte di operai e contadini
- 1921: Nasce a Livorno il Partito comunista italiano (da una scissione interna al partito socialista)
- 1922: Il fascismo, finanziato da grande industria e latifondisti preoccupati per le agitazioni sociali, va al potere con Mussolini (vi resterà fino all’8 settembre 1943)
- 1925-1926: Fine delle libertà politiche (Leggi "fascistissime")
- 1938: Prime leggi razziali in Italia
Gabriele D’Annunzio
È stato uno degli autori più controversi dell’intera letteratura italiana. Spesso si è data più attenzione alla sua biografia rispetto alla sua opera. Inoltre, molte volte i critici non sono riusciti a capire il vero significato delle sue poesie (es. Tritone), risultando più chiacchierato che studiato.
Questo è avvenuto anche perché è stato un personaggio che ha catalizzato molto l’azione su di sé. Infatti, D’Annunzio non fu solo un autore, ma anche un uomo d’azione, che più volte è entrato nella vita politica italiana e che quindi ha attirato su di sé diversi pareri (il personaggio predomina sull’autore).
Sia la Destra che la Sinistra concordano che D’Annunzio sia stato fascista, ma in realtà lui non ha mai chiesto la tessera fascista (Fiume non è l’anticamera del fascismo).
Libro: "La bella sorte"
Primo capitolo: "Dal signore N.N" a Gabriele D’Annunzio
Gli anni della giovinezza (1863-1886): Nasce a Pescara da Luisa De Benedictis e Francesco Paolo Rapagnetta d’Annunzio. D’Annunzio provoca un certo scandalo già nascendo: molti personaggi, anche di grande cultura e intelligenza, lo hanno accusato di essersi cambiato il cognome da Rapagnetta a d’Annunzio, indicandolo come un esempio di mistificazione fin dalle origini: D’Annunzio è finto in tutto ciò che dice/scrive e questo si vede già dal fatto che ha cambiato il suo cognome in uno più altisonante; sembra un nome quasi evangelico, come se fosse l’angelo Gabriele che va ad annunciare a Maria la nascita di Gesù. Ma lui è un d’Annunzio a tutti gli effetti, lo dimostra l’atto di battesimo, che lo registra come G.D.
È stato rimproverato da Franceso Loi e dalla rivista dei gesuiti "Civiltà cattolica".
Nel 1879, a soli 16 anni, pubblica la prima edizione di "Primo vere". Nel 1880 esce la seconda edizione e durante l'uscita di quest’edizione, D’Annunzio si fa un’autopromozione fingendosi morto per una caduta da cavallo, inviando ad un giornale fiorentino la notizia, scritta sotto falso nome. Dopodiché si scopre che è una notizia falsa, ma intanto si è fatto pubblicità (sa far parlare di sé).
Scrittore che non si accontenta di un ruolo marginale in una società che confina la letteratura in secondo piano; non perde occasione per mostrare che ognuno è artefice e protagonista della propria esistenza. È portatore di un concetto di bellezza diverso dai processi di massificazione, ma per far sì che il suo messaggio venga ascoltato occorre che di lui si parli il più possibile, la fama è necessaria a sostenere la vita sopra le righe dell’autore (fin dall’adolescenza ha ben chiara l’importanza della notorietà).
Nel 1883, a 20 anni, si sposa con la duchessina Maria, che gli darà tre figli: il matrimonio avviene contro la volontà della famiglia di Maria dopo una fuga d’amore a Firenze; ne nasce uno scandalo riportato dai giornali dell’epoca, Maria viene diseredata (anche questo contribuisce a far parlare di D’Annunzio).
Nello stesso anno esce "Intermezzo di rime" - data editoriale 1884 - che rappresenta la novità più esplosiva di un panorama nazionale rimasto statico. Suscita scandalo per il contenuto ardito e provocatorio, tant’è che solleva un dibattito che porta al volume "Alla ricerca della verecondia" (l’editore sfrutta le polemiche), scritto da chi non riesce a darsi pace della sua audacia, tra cui:
- Giuseppe Chiarini (uno fra i suoi primi estimatori), nelle sue pagine compare "quel signore N.N", ovvero il "poeta giovinetto" (non lo vuole nemmeno nominare). Parla di "poeta porcellone" e richiede l’intervento della magistratura
- Carducci scriverà in una lettera "è roba porca" (lo colloca nella categoria dei poeti "maiali"); anni dopo D’Annunzio non si dimostra infastidito da un simile accostamento, infatti, in modo ironico, si autodefinisce "angelico porco alato"
Luigi Lodi è l’unico che difende D’Annunzio. Enrico Panzacchi dice che la poesia d’amore si sta trasformando nella poesia della libidine/eccitazione; Enrico Nencioni crede che una simile poesia non abbia futuro e che i veri poeti non hanno bisogno di ricorrere alla pornografia. Concludono il volume i sonetti del cavalier Mario Balossardi (pseudonimo inventato da due autori) che parodizzano il tema della nudità e anche i tratti stilistici dannunziani, con termini accesi.
Nella poesia di D’Annunzio non c’erano solo donne nude e verecondi. Infatti, Filippo Turati nota i suoi spunti realistici e sociali, definendolo un personaggio rivoluzionario e socialista (frequenta anche i circoli operai). Nel 1920 D’Annunzio diventa per Turati un avversario politico (all’epoca dell’occupazione di Fiume).
Luigi Capuana aveva definito D’Annunzio un "povero diavolo", un artista che "non può darci quello che ha dentro di sé, cioè: cose troppo elaborate, raffinate, sensazioni agitate e nervose, sentimenti complessi e invadenti riflessioni che lo hanno trasformato".
Cesario Testa gli dedica un lungo componimento "a D’Annunzio", dove individua alcuni suoi tratti distintivi che poi saranno le tematiche sviluppate nelle sue opere: argomento erotico, anticlericale, antireligioso.
Nel 1885, Edoardo Scarfoglio, che era un suo amico, pubblica "Il Libro di Don Chisciotte", dove narra fra l’altro dell’arrivo di D’Annunzio a Roma e della sua repentina trasformazione da giovane ingenuo e provinciale in raffinato uomo di mondo (nota un suo cambiamento); i rapporti tra i due si incrineranno.
Nel 1886 esce "Isaotta Guttadauro", molto curato dal punto di vista della tipografia (si nota la ricerca della singolarità e non passa inosservata), tant’è che il "Corriere di Roma", diretto da Scarfoglio, pubblica la parodia "Risaotta pomidauro" (non è opera sua ma se ne prende la responsabilità) chiaro riferimento parodistico a D’Annunzio, al quale non piacque (tra i due ci sarà anche un duello, nel quale D’Annunzio verrà ferito all’avanbraccio destro; si concluse con una stretta di mano).
Edoardo Scarfoglio parla di un D’Annunzio molto diverso e non riesce a spiegarsi l’imprevedibile trasformazione: "da Roma era partito ingenuo modesto e gentile, ritornò a Roma furbo, vanesio e sdolcinato"; "si abbandonò alla folla"; "ma quella sera, vedendolo così lindo e studiosamente preoccupato della lindezza sua, mi pareva brutto". Prima l’aveva elogiato, adesso lo dipinge negativamente: cambiato in modi di fare, di vestire, in frequentazioni e in aspetti caratteriali (era innamorato di sé stesso, attento a piccolezze superficiali); lo nomina "selvaggio rincivilito", in 6 mesi si era totalmente trasformato negativamente per Scarfoglio). Durante quella cena a casa di amici ci fu il primo screzio d’amicizia tra Scarfoglio e D’Annunzio, secondo lui Gabriele è passato "da una festa di ballo ad un pranzo aristocratico."
Tra polemiche e parodie: Pirandello, Mantegazza e altri (1886-1897)
Nel 1886 esce il libretto "La zoologia letteraria contemporanea: fauna italiana" del professor Vespa. Dietro a questo pseudonimo si nasconde Giuseppe Mantica, letterato dell’epoca che si divertiva a prendere in giro i suoi colleghi, classificandoli sotto una specie animale. Mantica produce una sua parodia riferita alla poesia di D’Annunzio "Cantonovo", in cui lo paragona a un riccio di mare (animale marino e invertebrato; tendente al vizio). In essa si riprendono le polemiche sulla mancanza di pudore di D’Annunzio, che viene rappresentato come un poeta a cui piacciono molto le donne e che aspira alla maniera dei versi di Virgilio. Si insiste anche sulla sua femminilità (che aveva notato anche Scarfoglio).
La critica italiana non esita ad usare argomenti di basso livello contro D’Annunzio.
Il decennio 1886-1896 è molto ricco per D’Annunzio, in cui scrive quasi tutti i suoi romanzi più importanti: "Il piacere", "L’innocente", "Il trionfo della morte", "Le vergini delle rocce", "Il Poema paradisiaco" (cioè una raccolta di poesie in cui vuole tornare alla purezza della famiglia), le "Odi navali" (in cui tenta di esaltare la potenza marittima della neonata nazione, affinché gli italiani si dedicassero alla marineria).
Nel 1896, Luigi Pirandello (al tempo era ancora quasi uno sconosciuto) scrive un articolo molto polemico contro D’Annunzio intitolato "L’idolo", in cui, in modo allegorico, rappresenta D’Annunzio come una sorta di Gesù bambino nel presepe, riscaldato dalla "buaggine e asinità del pubblico italiano" (il popolo italiano viene rappresentato come dei pastori adoranti e anche un po' ignoranti).
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