Letteratura italiana contemporanea 23/9/2020
Il tema della vita familiare non è sempre stato al centro dell’interesse letterario, dante dice molte cose su se
stesso, ma quali membri della propria famiglia cita? Aveva una moglie, gemma donati, e un numero di figli
non chiarissimo; cita il suo avo cacciaguida e non la moglie, la madre, i figli. Egli dedica la maggior parte
della sua opera a Beatrice, ma la sua famiglia in senso proprio è assente, questo perché nel mondo di
dante la famiglia ha un’importanza diversa rispetto a noi. Lo spazio della vita domestica e gli affetti non
sono al centro dell’interesse. Nel decameron il nucleo familiare ha già più spazio, è come se trattassero i
singoli personaggi invece che trattare tutta la rete familiare. Chi concede alla famiglia uno spazio
importante è i promessi sposi, nelle ultime lettere di jacopo ortis la famiglia non c’è, invece passano alcuni
decenni e la famiglia inizia a essere un tema importante, però anche qui le cose non sono chiare. I
promessi sposi è un romanzo storico, Manzoni stesso lo ha definito così, non è un romanzo familiare. Nei
promessi sposi i protagonisti sono Lorenzo Tramaglino e Lucia Mondella, la famiglia di Renzo non è
presente, egli è orfano, ha un cugino, Bortolo, da cui trova rifugio. Renzo guarda a Fra Cristoforo come un
padre, è una figura paterna, ha un atteggiamento di insegnamento nei suoi confronti, è un padre spirituale
ma non anagrafico. Famiglia di lucia! madre Agnese, il padre non viene citato, infatti Lucia è orfana di
padre, non ci sono i padri anagrafici nei promessi sposi ma solo quelli spirituali. Sia Renzo che Lucia sono
personaggi a cui la famiglia manca, o del tutto come nel caso di Renzo o in parte come Lucia. Agnese è
una buona madre, affettuosa, presente. Ci sono dei rapporti familiari ma sono dei rapporti mancanti, nei
promessi sposi la famiglia importante è quella da fare, quella di Renzo e lucia, un qualcosa da costituire nel
futuro invece che nel passato. Nella cultura italiana la famiglia ha uno spazio molto grande. Rispetto a
questa centralità della famiglia, la letteratura tendenzialmente rappresenta famiglie che non funzionano,
infatti vite familiari difficili sono più interessanti e sono il controcanto ad un’ideologia diffusa che vuole la
famiglia come il luogo pacifico e tipico della società italiana, questo tema della centralità della famiglia nella
società italiana è tutt’ora molto vivo. La famiglia è il centro della società perché la famiglia serve alla
procreazione, siccome produce individui che a loro volta produrranno altri individui, la famiglia è oggetto
d’interesse non semplicemente morale ma specificamente politico, è nell’interesse degli stati che siano
famiglie che producano figli che rendano la nazione grande, questa centralità politica della famiglia è
particolarmente forte proprio nell’800 cioè in un momento in cui si consolidano gli stati nazione ed è
nell’interesse di quest’ultimo che la famiglia produca individui, la famiglia ha a che fare col potere e con le
relazioni sociali, il matrimonio è un momento per stabilire dei patti sociali tra le diverse famiglie. La famiglia
non è solo luogo di relazioni affettive, ma anche di produzione economica, luogo di relazioni sociali e
politiche, è oggetto d’interesse del potere perché a un tipo di società deve corrispondere un tipo di famiglia.
Le famiglie del nostro programma sono famiglie difficili che non funzionano. Se vogliamo cercare il luogo
dei promessi sposi in cui manzoni riflette di più sulle relazioni familiari non dobbiamo cecare in renzo e
lucia che poi diventeranno felici, c’è un altro personaggio la cui vita è molto condizionata dalla sua storia
familiare cioè Gertrude, è quella che più di tutti fa sì che manzoni rifletta su cosa sia la vita familiare, sugli
effetti che ha sulla vita dell’individuo, e la famiglia come luogo di pervertimento e non di felicità. I difetti di
Gertrude dipendono in larga misura dalla sua educazione familiare.
Capitolo IX Promessi Sposi
Il tentativo di matrimonio segreto tra renzo e lucia è fallito e questi ultimi devono scappare, fra Cristoforo
consiglia a lucia di nascondersi in un monastero, è una scelta sciagurata perché fra cristoforo non sapeva
che il monastero è retto da un personaggio ambiguo, dove lucia ed agnese vedono per la prima vola quella
che tutti chiamano “La signora”, è la persona più potente all’interno del monastero poiché proveniente da
una famiglia illustre che sovvenzionava il monastero. Lucia ed agnese sono due contadine e non sanno
bene come funzionano i monasteri e non capiscono chi hanno di fronte perché questa giovane donna ha
delle cose strane per essere una monaca, 1- è giovane ed è strano che abbia tutta questa fama e tutto
questo potere, 2- questo lo sa il narratore ma agnese e lucia che sono due contadinotte non se ne rendono
conto, già nei suoi tratti fisici c’è qualcosa che non torna. Noi capiamo gertrude nel momento in cui
manzoni racconta la sua vita familiare. Siamo in un convento di clausura e le monache non possono
incontrare pubblicamente altre persone, loro vedranno gertrude da dietro una grata. Lucia entra nel
parlatorio e immagina che la signora da incontrare sia li, lucia non ha uno sguardo attendibile rimane lì
incantata perché non capisce bene cosa succede, lo sguardo che lucia ha su gertrude è quello di una che
non capisce bene chi ha davanti. Problema narrativo di focalizzazione, di punti di vista, ci viene data la
prima descrizione fisica di gertrude, ma chi la vede con questi occhi? Chi ci dice che dà un impressione di
1
bellezza sfiorita? Il narratore la vede così, è lui che parla in prima persona, il narratore sa delle cose che
lucia non può sapere come l’età della monaca, il narratore ha una finezza che lucia non ha, non ha la
finezza di dire che è una bellezza sfiorita, sbattuta. È un narratore onnisciente, capisce cose che i suoi
personaggi non capiscono e sa cose che i suoi personaggi non sanno, l’onniscienza è una questione di
interpretazione dei dati, il narratore onnisciente è più saggio dei suoi personaggi. Il narratore insiste sul
pallore della fronte e del colorito di gertrude perché è interpretato come un segno di malattia, ma stiamo
parlando di una malattia di tipo morale, per manzoni il problema è giudicare moralmente i personaggi. Nelle
società di antico regime la bellezza femminile è associata al pallore poiché il fatto di essere abbronzati era
assimilabile al popolo, era un fattor di distinzione sociale, quindi malattia ma anche segno di aristocrazia
nel pallore di gertrude. Manzoni sa che getrude è un personaggio che soffre ed è inquieto e non ha un
pieno dominio di se stessa e i suoi movimenti involontari come raggrinzare la fronte tradiscono qualcosa di
lei che non è normale. Ogni tanto lei in maniera altera fissa la gente in modo dritto e qui ci sono 2 tratti che
non sono adatti ad una monaca: 1-lei non può guardare gli alti dritto negli occhi perché monaca e perché
donna, 2- lei qui è superba, le monache devono essere umili e in questa superbia viene fuori la sua
estrazione sociale, lei è di una famiglia nobile e sa che può permettersi di comportarsi così. Il narratore
sottolinea la varietà dei comportamenti di gertrude, lei ha molti atteggiamenti contrastanti a volte è superba
a volte cerca un nascondiglio, a volte cerca pietà, corrispondenza cioè empatia, chiede che gli altri siano
dalla sua parte, a volte è in un atteggiamento di odio inveterato e compresso cioè un odio maturato in lei
per lunghissimo tempo e compresso che non l’ha potuto esprimere liberamente, ha dovuto metterlo a
tacere. C’è un contrasto tra la richiesta di affetto da una parte e l’odio dall’altra, nello sguardo di getrurde si
vede qualcosa di minaccioso e di feroce ma quando rimaneva con lo sguardo vuoto s’intravedeva una
specie di pigrizia che sapendo di essere nobile sapeva di non dover far nulla oppure di pensieri segreti cioè
ogni tanto quando è assorta sembra che sia presa da pensieri angosciosi che la distraggono da ciò che le
sta intorno, non è una descrizione fisica ma entra dentro l’animo di gertrude fatta dal narratore onnisciente.
Manzoni dice che un attento osservatore avrebbe potuto cogliere queste cose, ma questo è lui. Il narratore
onnisciente può fare una cosa che nessun altro essere umano può fare cioè entrare dentro la testa degli
altri e capirli meglio di loro stessi, il realismo psicologico è anche questo, rendere in maniera plastica le
contraddizioni della mente umana. Realismo psicologico!è la capacità di entrare dentro la testa degli altri
e vedere cosa gli altri non vedono, manzoni vede in gertrude cose che gli altri non vedono e che gertrude
stessa non sa. Dal punto di vista della nostra esperienza del mondo questo realismo psicologico è
totalmente irrealistico, noi non sappiamo cosa pensano gli altri, quello di cui noi facciamo esperienza tutti i
giorni è che gli altri sono opaci e non sappiamo cosa hanno in testa. La nostra vita di relazione quotidiana è
fatta di interpretazioni che nascono dal fatto che noi non abbiamo accesso a quello che gli altri hanno nella
loro testa; invece il realismo narrativo simula che le pareti del cranio degli altri siano trasparenti e che il
narratore ci possa entrare e possa vedere tutto, qui l’atteggiamento della vita quotidiana è quello di lucia
che non capisce, l’atteggiamento di manzoni del narratore onnisciente è quello che una persona non può
fare mai cioè entrare nella testa di una persona e capirla. Questa onniscienza viene dal fatto che gertrude è
un personaggio immaginario ma dipende anche dal fatto che il narratore sa qualcosa di gertrude che lucia
e agnese non sanno, conosce il suo passato e la sua vita familiare, la capisce la interpreta perché è forte
del passato del personaggio. Gertrude ha dei tratti fini, eleganti ma è un po’ smagrita e questo è il segno di
una lenta estenuazione, ha le labbra pallide che spiccano in quel pallore, i tratti delle labbra di lei sono
improvvisi, molto vividi cioè fanno subito trasparire qualcosa di lei e anche pieni di mistero, ma pieni di
mistero per lucia e per noi lettori che fino a quel momento abbiamo informazioni scarse su Gertrude.
Fisicamente è ben fatta ma ogni tanto non è abbastanza composta e ha dei momenti di abbandono, ha
movimenti troppo rapidi per una donna e per una monaca. C’è una diagnosi precisa di cosa sia un essere
umano e tiene conto di cosa sia il suo corpo fisico, un individuo e la sua storia perché ci fa capire che la
storia di Gertrude l’ha segnato, c’è un'altra cosa banale e che condiziona l’essere umano cioè il genere
sessuale, una donna non può comportarsi come un uomo e avere gesti repentini e risoluti, a un uomo
viene chiesto di essere risoluto, a una donna no questo è una cosa socialmente costruita. Il fatto che
Gertrude sia nata donna ha condizionato molto la sua storia. Nel modo in cui Gertrude si veste c’era
qualcosa di troppo curato oppure di trascurato nonostante le monache si vestano tutte uguali, gertrude non
sta nel suo ruolo, non si comporta come si deve comportare una donna e una monaca, è un personaggio
sempre a disagio nel proprio ruolo. La vita era stretta con una cura mondana, una monaca non può
stringere troppo la toga in vita perché accentuerebbe le forme femminili, una monaca è una donna che
nega la propria femminilità, al contrario gertrude la esalta. E dalla benda uscivano i capelli, invece le
monache si rasavano i capelli, questo dimostrava o dimenticanza o disprezzo della regola che prescriveva
di tenerli sempre corti da quando erano stati tagliati nella cerimonia solenne del vestimento, quella in cui le
monache vengono ordinate e gli si tagliano i capelli, da quel giorno in poi le monache devono sempre
tenere i capelli corti invece getrude non ce li ha o perché si è distratta o perché disprezza la regola cioè
l’insieme delle norme che un religioso di un ordine deve rispettare, la regola di queste monache prescrive
di tenere i capelli corti e lei o se ne è dimenticata oppure infrange questa regola. Manzoni non scioglie
l’alternativa, dimenticanza o disprezzo? Perché vuole mantenere il mistero sul personaggio, simula
un’ignoranza che non ha, Gertrude è un personaggio contradittorio, qui è non solo un effetto di suspense
ma anche sottolineatura il fatto che è un personaggio un po’ sfuggente, queste cose non stupivano agnese
e lucia poiché non avevano confidenza con le monache, queste cose non le hanno neanche notate. C’è un
gioco di punti di vista, il narratore onnisciente le sa e le spiega ai lettori, ma i suoi personaggi non le sanno.
Il guardiano siccome c’era abituato ormai non ci faceva più caso. Gertrude viene messa in azione, agisce,
sta ritta in un atteggiamento imperioso vicino alla grata e ha una mano mollemente appoggiata alla grata
ha ancor qualcosa di contraddittorio perché ha qualcosa di severo e anche qualcosa di abbandonato, lei
guarda fissa lucia, non è lucia che parla ma il padre guardiano perché le gerarchie sociali e soprattutto
sessuali impongono che si a l’uomo a parlare al posto della donna ed è il padre guardiano che presenta
lucia a gertrude. Il padre guardiano è un cappuccino come fra cristoforo. Nella prima frase che Gertrude
dice parla in un linguaggio politico, noi come monache di questo monastero dobbiamo avere buoni rapporti
con i padri cappuccini, è il linguaggio di una persona potente “fortuna per me”, io mi permetto di fare questa
cosa in nome dell’alleanza fra ordini religiosi. Gertrude vuole conoscere la storia di lucia per vedere cosa
può fare per lei, ma c’è sotto qualcos’altro, gertrude è troppo curiosa e questo non conviene alle monache
e conoscendo la storia di lucia cioè una che è stata insidiata da don rodrigo si percepisce che c’è qualcosa
di morboso, lucia non capisce ma ha una sua istintiva sapienza per cui si rende conto che è il caso di
arrossire e di abbassare lo sguardo. La prima cosa che dio ispira ai figli che ama è il senso del bene, lucia
intuisce che c’è qualcosa che fa arrossire, la sua sapienza è quella degli umili, ha quest’intelligenza
spirituale, percepisce qualcosa di malvagio quindi arrossisce e abbassa gli occhi. Agnese parla al posto
della figlia e del guardiano e quindi fa una cosa sconveniente. Il padre guardiano mette a tacere quella
pettegola di agnese e inizia a spiegare quale sia la condizione di lucia, il padre guardiano è reticente, non
spiega bene le cose perché dovrebbe alludere ad una materia scabrosa, perché don rodrigo avrebbe
violentato lucia, e non può farlo di fronte a una monaca e a due signore. Gertrude vuole sapere proprio
cosa è successo e non vuol che il guardiano parli oscuro, e dice che le monache vogliono sapere tutto
quindi le fa apparire come pettegole e il padre guardiano non abbocca, ma si tratta di cose cosi terribili che
le orecchie di una madre così reverenda vanno appena accennate. Gertrude è stata sorpresa mentre stava
facendo una cosa che non può fare, non può sentire queste cose, lei arrossisce per pudore, sa di aver fatto
una cosa di cui si vergogna. Gertrude arrossisce perché indispettita mentre lucia arrossisce per puro senso
del pudore. E anche se negli atteggiamenti sembrano uguali in realtà sono opposte. 28/9/2020
Manzoni presenta Gertrude con gli strumenti tipici del narratore onnisciente, presenta il suo corpo come un
corpo in cui tutto parla e tutto dice chi è Gertrude. Il corpo di Gertrude lucia, agnese e il padre guardiano
non lo sanno leggere, il romanziere 800esco ha un sapere totale sui personaggi e può entrare nei loro
pensieri e leggerli dal di dentro e conoscerli meglio di quanto lo stesso personaggio possa fare, questo
realismo è irrealistico perché nella realtà non può avvenire. Gertrude è segnata dall’ambivalenza e dalla
contraddizione, non sa stare nel proprio ruolo e manzoni in ogni suo gesto legge chi è veramente gertrude.
Nel momento in cui agnese interviene gertrude la interrompe stizzita, come al solito vediamo una getrude
scomposta che non ha un dominio dei propri sentimenti e improvvisamente si arrabbia e che viene
stravolta fisicamente nei propri tratti, infatti questa ira e alterigia la fanno sembrare brutta. Non si capisce
perché gertrude dica questa cosa, lei allude alla sua infanzia, il padre di gertrude ha dato una risposta da
dare in nome dei figli infatti lui decide di farla diventare monaca, il narratore in modo criptico richiama il
passato familiare di gertrude che è un elemento essenziale per capire il personaggio, ed è proprio su
questo passato familiare che il narratore vuole insistere. Gertrude che alla presenza del padre guardiano
aveva controllato i propri gesti e le parole quando poi era rimasta sola con lucia a quel punto non pensava
più tanto a trattenersi e si comporta con una certa libertà e i suoi discorsi a un certo punto divennero molto
strani alle orecchie di Lucia, in questo momento il racconto è focalizzato su lucia e questa non capisce
bene a cosa allude gertrude. Qui il narratore invece di riferire questi discorsi decide di raccontare la storia
precedente dell’infelice (gertrude), infelice non vuol dire solo chi non ha avuto quello che voleva dalla vita
ma implica anche un giudizio, l’infelicità di gertrude è anche effetto delle sue colpe, quindi quest’infelicità va
letta come doppia non solo come una sensazione di pietà nei confronti di gertrude ma anche come segnale
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.