Letteratura italiana contemporanea
Benjamin: perdita dell’aura delle opere d’arte
Riproduzione d’arte in serie desacralizzante. Cosa vuol dire nell’epoca di D’Annunzio l’Estetismo? Concezione dell'arte come realizzazione della vita, l'arte è più vera della vita, la arricchisce. L’esteta è colui che fa della propria vita un’opera d’arte. Comparando l’Italia all’Europa e alle grandi metropoli che stavano sorgendo.
Baudelaire
Tutto si trasforma in allegoria, la città stessa. L’allegoria oggi è Montale ovvero il male di vivere che diventa un cavallo stramazzato, un’immagine che trasmette tutto ciò. Non abbiamo più bisogno di dire: mi sento come uno che sta soffrendo. Io sono un oggetto ed è altro rispetto a me, ma trasmette in maniera forte ciò. Objet trouvé dell’arte surrealista. Una metropoli diversa dalla quale estrapolare immagini. Roversi con la città che sta prendendo tutto e Pasolini con il pianto della scavatrice che soffre perché raschia il silenzio con il suo urlo.
Verga e Svevo
Pensando a Verga, con I Malavoglia viene scritto guardando sempre all’aspetto naturalistico, esce dopo Senilità e prima Una Vita di Svevo, ma Senilità esce nello stesso anno del Piacere e tutti parlano di quest’ultimo. Ecco che nessuno guarda a Svevo, D’Annunzio è fagocitante, ma anche perché Svevo stava a Trieste quindi decentrato. Come i personaggi di Svevo anche A. Sperelli è un inetto, un individuo privo di possibilità di affermarsi. Tutti i personaggi maschili sono destinati a fallire.
I fiori del male
I fiori del male nel 1857 - Baudelaire parla della metropoli di Parigi, poeta simbolista (livello simbolista del piacere) “corrispondenze”, descrive Parigi. La differenza tra D’Annunzio e Baudelaire è che D’Annunzio non ha il piacere di girare tra le strade, non è un girovago. La città simbolista: la parola è una parola preziosa e va arricchita.
- Il Cigno
- I Sette vecchi — L’individuo si perde
- Brulicante città, città piena di sogni, dove lo spettro in pieno giorno ferma il passante! Dappertutto i misteri scorrono come linfe dentro i canali angusti del colosso possente!
- Une passante — La strada urlava, era un momento di caos (siamo quasi all’impressionismo, esasperare i toni per rendere l’idea della città), lunga sottile vestita in lutto.
- Il crepuscolo della sera — Viene fuori un termine usato anche da D’Annunzio ma con disprezzo: l’operaio che torna curvo, che guadagna il suo letto. Parigi è una città di operai e si può parlare anche di quello, come delle prostitute (è come un formicaio). I palazzi si stanno trasformando in scheletri, si chiude con il crepuscolo del mattina.
- Il crepuscolo del mattino — Il fumo dei camini, Parigi si sveglia come città metropoli.
D’Annunzio
D’Annunzio (Già Rapanietta borghese abruzzese, non era di origine aristocratica). In realtà è un simbolista per eccellenza, c’è sempre bisogno di definire quel che si prova specchiandolo in un’altra dimensione. Quando diciamo che è un esteta in realtà è simbolista (come Pascoli). Comincia a pubblicare al collegio Cicconini di Prato. A 16 anni scrive le due prime raccolte di poesia. Vita dei campi. A 26 anni pubblica Il Piacere. Gabriele usa tutto quello che scrive per i suoi romanzi. Si vende, usa la sua figura per riuscire in tutto, da sempre, mette in vendita tutto il suo vissuto per scrivere i suoi romanzi. Ad esempio sia Il Piacere che Il Trionfo della Morte compaiono le sue lettere d’amore a Barbara Leoni. Nel Trionfo della Morte: Naturalismo/Simbolismo, Nevrastenia/estetismo di Giorgio.
La Vergine delle Rocce
Lettura de La Vergine delle Rocce: Utilizza un linguaggio anacronistico, stile antico per renderlo ancora più sofisticato, cosa che farà anche nelle poesie (ne la anziché nella, su la/sulla), scrittura più elegante, riprendendo delle forme più sostenute che si utilizzavano nel passato (‘300). Contrapposizione della città di Roma (rinnovata) e la campagna, dando delle impressioni spirituali a quest’ultima. Il poeta deve difendere la bellezza. Rapporto tra immagini e tema, tre fanciulle, presenza del Leonardo anche per la sintesi tra arte e scienza, Leonardo compare proprio come figura di un inventore di macchine da guerra. Le tre sorelle (come le tre vergini).
I romanzi della rosa
- Il Piacere
- L’innocente
- Il Trionfo della Morte
D’Annunzio si avvicina a Nietzsche interpretando l’oltre-uomo in un senso antidemocratico. L’arte della parola, l’uso pragmatico, esercitata tecnica oratoria, la forza della parola pronunciata soprattutto ne IL FUOCO, altro romanzo. Artista come eroe. Romanzo come grande contenitore: estrema espressione le valenze estetizzanti ed ideologiche, dall’altro lato verità estenuate. Il romanzo del trascorrere del tempo, caducità della vita, si spengono le fantasie di vita iperbolica tipiche del trionfo della morte etc. Tema trattato molto in foca come per esempio da Wilde.
Erotismo e psicologia nei personaggi
Erotismo nei personaggi femminili, costruiti sempre molto meglio rispetto a quelli maschili, sono sempre enfatizzati anche i sentimenti e ricreati del tutto, la protagonista de Il Fuoco, è l’attrice che sfiorisce (la chiama Perdita, che poi è la Duse). Sconfitta anche dell’ideale Nietzschiano della continua ciclicità della vita e dell’uomo che vive intensamente l’atto presente e compie un atto grande. D’Annunzio possiede il mondo grazie all’arte, la poesia. La scienza è vista come operazione per dominare il volgo. Attenzione all’attualità e al progresso/scienza (occhio buttato alla dualità). Il personaggio femminile è sempre più complesso anche perché l’uomo che descrive è D’Annunzio stesso quindi è sempre un esteta, un po’ fallimentare ma con questa virtù innata legata all’arte e non essendoci un contenuto vero e proprio finisce per esaltare, con la parola anche i personaggi ma non aggiungendo nulla. Ma è la donna il vero soggetto vivo. Per esempio, in fuoco appunto, la donna vive davvero, il passare del tempo, ha un passato mentre l’uomo invece vive solo il presente come topos del superuomo. L’autore distribuisce varie parti della sua sensibilità in personaggi diversi, poi in realtà sempre nel femminile, il lato negativo di quello che è rappresentato nel maschile, ma ponendoli tutti sullo stesso piano di rilievo, anzi le donne hanno uno spessore maggiore. Le donne sono l’altra faccia di se, un suo opposto che ricercava dentro di sé.
Senso di sconforto
Senso di sconforto di A. Sperelli molto diverso dallo Spleen di Baudelaire perché Sperelli perché è un inetto ed è insoddisfatto, ma non è la noia di Leopardi (io sono un tronco che soffre e pena, confronto di tensione che abbiamo con il desiderio della felicità e poi la delusione, non c’è il presente c’è l’attesa e la sua noia sconfina con una dimensione metafisica, l’infinito, sentimento di realizzazione che non raggiungiamo mai, tensione alla felicità, amor sui). Diverso dallo spleen di Baudelaire. Tutto penetrato ed imbevuto di arte ma non aveva prodotto nessuna opera notevole, non aveva mai amato né goduto, torturato da un ideale = inetto. Lui descrive con parole, Svevo entra nella psicologia del personaggio direttamente e non descrive, ma fa agire gli uomini e se ne evince il personaggio dell’inetto direttamente.
IL PIACERE
Romanzo da poeta, tant’è che quello che riesce del romanzo sono gli aspetti estetici. Il romanzo viene preceduto dalla dedica al pittore Michetti, D’Annunzio mostra i suoi studi del positivismo-naturalismo (vedi dedica), che si sviluppa in Francia con Zolà e Balzac. Il suo romanzo però va da Verga a Svevo per le due componenti. Viene mostrato il culto della giovinezza (Il ritratto di Dorian Gray, La morte a Venezia). Una pittura di Michetti che sta attenta al passare delle ore nel piacere coincidono due momenti della letteratura, ovvero il Naturalismo e il Simbolismo. Il naturalismo lo troviamo nell’attenzione scientifica nel descrivere i moti psicologici, emotivi dell’animo e delle emozioni di Andrea Sperelli. Il Simbolismo emerge nella trama a mosaico ovvero il riprendere da tanti elaborati, sia di altri autori che soprattutto da lui stesso, ad esempio tutto il commiato è ripreso da un testo da lui scritto: Frammento. Riprende molto dalle lettere d’amore ma anche da qualunque cosa legge. Il Principio del Montaggio è una tecnica che prevede proprio al di là dello stile elaborato, usa come materiali temi diversi come le descrizioni e li pone allo stesso piano di altri contenuti della trama per esempio. Una lettera privata ha lo stesso valore di un articolo di Cronaca Mondana e di un pezzo della storia. L’importante è far vedere come scrive bene (maestro della parola).
Scene e descrizioni
Le scene mostrate dallo scrittore sono frivole, descrive anche il disagio delle situazioni fatue, vuote, di vita senza una vera profondità. Discorsi inutilissimi di questi nobili, che non hanno una vita piena, per davvero, anzi, cerca di far emergere il suo dissenso perché non si trova bene in realtà in queste situazioni ma deve pur scrivere qualcosa per sopravvivere alla sua vita (che poi è molto simile, per via degli amori, della Roma) a quella di Sperelli. Deve guadagnare dei soldi e lo fa con questo romanzo, è per questo che c’è anche quell’aspetto di romanzo rosa.
Struttura del romanzo
Nasce il 12 marzo 1863 nascita-Il 31 dicembre 1886 si apre il romanzo con Andrea che aspetta Elena. L’anno moriva: attribuire alle cose sentimenti e vita umana. Tutto il romanzo secondo la tensione del simbolismo (anche grazie alle letture, in particolare grazie ad Amiel “Le paysage état d’âme”. Tutta la poesia del ‘900 si muoverà contro quest’idea (non posso interpretare io l’universo), ma qui siamo al simbolismo. Il sole spandeva un non so che, tepor velato: espressioni simboliste, (quasi che, pare che, sembra che, non so che, sfumature). Parevano quasi perdere la loro realtà = è sempre uno sfumato. Scrive tepor per renderlo sublime, lirica, sfumato. (Musil dice: come usa il termine molle, D’Annunzio e lento, non lo può fare nessuno). Musil dice che ci vuole un’abilità particolare per descrivere le spalle, bisogna leggere D’Annunzio per essere uno scrittore moderno. L’Autunno è una Primavera capovolta e lo stesso… Fine Dicembre è quasi Primavera.
Paesaggio e ambientazione
Paesaggio panoramica: vedere le cose a distanza, mai immerso in Roma, nella gente. Gargiulo: D’Annunzio è soprattutto un visivo, sa rappresentare le cose che vede ma a distanza. Non è il Baudelaire che vive all’interno di Parigi. In caso stanno sempre in carrozza, non camminano quasi mai. Non ci sono descrizioni dal basso e quando ci sono non gli vengono bene. La maison de l’artiste - Goncourt, Journal: ispirazioni di D’Annunzio per la descrizione degli interni (soprattutto di palazzo Zuccari). Romanzo dal carattere interdisciplinare, tutto quello che può interessare il pubblico colto, un romanzo che vuole trasformarsi in romanzo d’appendice anche per la gente di basso livello. Mette anche frasi in inglese, storpiate.
Il gran commiato
Il gran commiato 25 Marzo 1885 (richiamo alla novella pubblicata da lui stesso su Fanfulla della domenica-Il Commiato, Il Frammento) Maupassant, Balzac e Flaubert ispirazioni. La città si tingeva d’oro = metafora, cielo pallidissimo (umanizzato) e i monti neri. Novembre 1884 momento del primo incontro.
Evasione e mito
È anche un romanzo di evasione perché nel secondo paragrafo del primo capitolo lui descrive Andrea Sperelli come un mito, sospensione del tempo presente (tutt’altro che positivo per chi viveva in quel momento, è un’Italia povera, ricorda i romanzi di Verga!!). Andrea Sperelli fa fuggire sia la mente dello scrittore che del lettore. L’arte permette di sublimare le situazioni. Come giornalista de Le Cronache Mondane, scrive e prende per il romanzo tutti gli articoli delle aste e delle corse dei cavalli.
Roma e il paesaggismo
- Abbiamo un D’Annunzio paesaggista
- La Roma artistica per le descrizioni fatte degli artisti e come degli artisti
- La Roma notturna, forte capacità dell’autore di scrittura
- La Roma incolta delle feste notturne del romanzo d’appendice
- La Roma antidemocratica
Trama esile, duplicità della figura femminile: tenera e celeste/Venere terrestre (Maria ed Elena) e a loro coincidono dei colori, vestiti, profumi diversi (ermellino e porpora). Non c’è un messaggio ideologico, non parte da un contenuto ma da contenuti esterni come una musica, una poesia che lo ispirasse per continuare la sua scrittura. Naturalismo e Verismo in contrasto con la tecnica del montaggio o con il simbolismo. D’Annunzio si immedesima nei personaggi. C’è anche una ripetizione, il presente si riconduce al passato (realtà e simbolo, presente e passato). Tantissime riprese dai quadri in particolare dalla Monnalisa di Leonardo (continue citazioni). Tematica del doppio: duplicità femminile, simboli, situazioni riproposte, descrizioni della donna rapportate ai quadri. Le figure si sdoppiano. Le due figure alla fine coincideranno perché lui scambierà Maria per Elena perché in loro coinciderà l’ambiguità. Ogni cosa non ha significato finché non richiama qualcosa. La donna è frammentata, il poeta è geloso anche del passato di questa donna.
Sinestesia e simbolismo
Sinestesia è una metafora, una figura retorica di tipo metaforico, composta di elementi verbali che si riferiscono a campi sensoriali diversi (trombe d’oro della solarità = limoniiiiiiiii). Wagner porta al continuo ritorno di elementi musicali, anzi in realtà porta alla sintesi di Wagner perché questo romanzo-poema racchiude tutte le arti. Circolarità del romanzo, continuo ritorno. La Sinestesia non verrà utilizzata solo come figura retorica ma anche come metodo descrittivo ovvero la comparazione tra la donna al quadro per esempio, il quadro sostituisce la donna. Roma viene deturpata, priva di sensibilità. Il lettore è nemico del grigio diluvio democratico. Il romanzo si chiude con la vittoria della logica del denaro ovvero la vendita dei mobili di Maria contrapposizione con l’arte. Inoltre il rumore che viene dalla strada subentra all’interno della casa di Maria come a dire che il consumismo, l’economia vince sull’ideale di Andrea Sperelli dell’arte. Però mantenendo la duplicità del lettore ovvero il pubblico che si avvicina all’arte, raffinato, e il popolo che invece vuole leggere il romanzo rosa, il romanzo d’appendice.
Il collage nel Piacere
Come abbiamo già detto il romanzo è l’amplificazione di un piccolo elaborato pubblicato in un giornale, “Frammento”. La struttura tecnica che troviamo è quella di un flash-back: Andrea si trova a passeggiare con sua moglie e ricorda l’amore per Elena. Un anno dopo esce nel 1886 una raccolta di novelle in cui troveremo “Venere” che riprendono i temi del piacere e che poi daranno vita al Piacere-opera, successivamente Commiato poesia dai soliti temi. Tutto il lavoro di D’Annunzio per il Piacere sarà un collage di tantissime opere scritte da lui stesso (si riusa) e altre di Shakespeare, Ghoete, lettere a Barbara Leoni, poi anche altri autori in voga come Baudelaire. Le caratteristiche fisiche-psicologiche di Elena saranno le stesse o comunque ispirate a quelle di Barbara. Il Piacere così diventa un romanzo psicologico perché analizza molto bene i personaggi femminili.
L'inizio del romanzo Il Piacere
31 Dicembre 1886 è la data in cui inizia il romanzo del piacere. Ricorda il momento del commiato con Elena (elemento della novella Il Commiato del San Pantaleone) avvenuto 2 anni fa. Lei non lo vuole più e lui inizia a ricordare tutti gli antefatti: il suo arrivo a Roma, la cena nobile in cui Andrea ed Elena si incontrarono la prima volta. L’innamoramento, il primo scambio di parole, l’infiammarsi di passione, breve malattia di Elena e la paura di non vederla. E questo fa mutare ogni volta il luogo e Roma diventa una città depressiva. Il duello di Andrea con Giannetto perché vede che lui flirtava ad una corsa di cavalli con Elena. Viene ferito e passa la sua convalescenza in una villa e lì conoscerà Maria Ferres che lo porterà ad una nuova concezione psicologica (Elena- lussuria/Maria-donna pura sposata e con figlia). Tentativi di seduzione rispetto a Maria.
Struttura anti-naturalistica del Piacere
- 1 libro: Andrea ed Elena fino al duello
- 2 libro: Andrea e Maria fino alle pagine del diario di Maria
- 3 libro: Andrea dibattuto tra ricordo di Elena e Maria
- 4 libro: tentativo di fondere le due figure fino alla tragedia finale
Romanzo anti-naturalistico perché la narrazione non è lineare con due flashback il primo e il secondo quando Maria lo molla e lui ricorda la storia con Elena. Il romanzo riprenderà dalla data del commiato fino ai fatti successivi. Anti-naturalistico quindi per la temporalità interrotta ma anche perché i fatti in sé non contano tanto per l’intreccio, poco complesso, ma per le reazioni che generano nei personaggi. I fatti hanno delle conseguenze psicologiche dei personaggi e quasi ne costituiscono la psicologia di questi. Pochi fatti e numero e lunghe e accuratissime descrizioni. Spaziali, di cene, dell’asta, di libri, dei personaggi, puramente estetici. Fortissimi punti in contatto tra i personaggi e le loro emozioni e gli ambienti.
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