Estratto del documento

Boccaccio

Boccaccio è un fondatore di generi letterari nel senso che rielabora quelli classici al punto di creare ‘ex novo’ altre forme. Non imita i generi del passato ma li prende ad esempio per poi rinnovarli  emulazione (concetto espresso anche da Petrarca: osservare per superare, per far crescere il sapere, per migliorare la letteratura).

Boccaccio ha letto molto e le sue conoscenze affiorano nelle sue opere (riferimenti botanici, astrologici, archeologici, letterari). Ha sperimentato ogni tipo di genere letterario: Romanzo  Filocolo (in prosa, tema amoroso); Filostrato (antitetico al Filocolo)  Epica  Teseida (epica+tema amoroso, in versi), aveva letto Virgilio  Allegoria  Amorosa Visione; Commedìa delle ninfe fiorentine  Elegia (genere introspettivo)  Elegia di Madonna Fiammetta (in prosa), aveva letto Ovidio e decise di  scrivere un’elegia in prosa.

Boccaccio intraprende un percorso di scrittore e di ricercatore letterario, cercando i testi citati dai grandi autori classici ed arricchendosi di conoscenze mediante numerose letture. Sarà contrastato dal padre, il quale lo aveva indirizzato all’attività di mercante e successivamente allo studio del diritto. Tuttavia, alla fine della sua carriera, Boccaccio afferma di aver perso tempo e di non essere stato né un buon mercante né un buon scrittore.

Contrasti e difesa della poesia

Boccaccio difenderà i suoi interessi anche dalla società a lui contemporanea che riteneva il poeta un fannullone che non lavorava e quindi non guadagnava, divenendo così inutile per la società. Negli ultimi due libri delle Gealogie, Boccaccio difenderà la poesia dai giuristi dimostrandone l’utilità mediante meditazioni morali e/o religiose: la poesia aiuta a conoscere l’uomo e lo innalza (spiegazione che diede al padre per poter continuare i suoi studi).

Così come Dante affermava di essere in missione per salvare l’umanità (ne La Divina Commedia), Boccaccio considera il poeta come un profeta ispirato da un dio (anche Petrarca difende la poesia, nelle ‘Familiari’). La poesia per Boccaccio è la scienza che coltiva altre scienze egli definisce «ignoranti e negligenti» coloro che sono contro la poesia (‘ignoranti’ perché dicono male di ciò che non conoscono e ‘negligenti’ perché non conoscono la letteratura classica).

Parla di ciò che dà la letteratura e di ciò che prova un poeta: «un certo fervore di trovare pensieri eletti e di dire e descrivere ciò che si è provato»; il ‘fervore’ viene da Dio ed è dato all’uomo nel momento del concepimento ma è con l’abilità che può trasmettere ciò che ha scoperto nei classici (per questo i poeti «furono rarissimi»). I ‘pensieri eletti’ si trovano solo nella letteratura (pensieri nobili nella letteratura del passato, nella poesia che diventa depositaria di sublimi emozioni).

Prime opere e influenze

Boccaccio nel 1327 arriva a Napoli dove compone la sua prima opera, ‘La caccia di Diana’ (1334). La narrazione è in prima persona ed inizia con la descrizione della primavera. In quest’opera egli celebra le donne napoletane conosciute mediante un catalogo comprensivo di nome, cognome e grado di parentela. È un’opera scritta in versi: 18 canti in terzine in endecasillabi per un totale di 58 versi (in realtà i versi sono 61 perché il terzo canto ha una terzina in più).

Nei primi 14 canti, Boccaccio descrive la caccia (le donne, tranne la guida, sono descritte per nome e divise in quattro schiere; vengono descritti anche gli animali cacciati sia quelli uccisi; descrive la primavera, che segna l’inizio del periodo di caccia). Durante la battuta, la dea Diana interrompe la caccia ed ordina che gli vengano sacrificati gli animali uccisi ma la guida (la donna bella ed ignota) si oppone ed invoca Venere. La dea dell’amore appare e trasforma gli animali in giovani belli ed intelligenti che, prima di raggiungere le donne, entrano in acqua per purificarsi.

Boccaccio ha assistito alla scena sotto le spoglie di un cervo, subisce la trasformazione e gli viene data la bella donna che aveva invocato Venere. Boccaccio rovescia così il mito di Circe (uomini trasformati in porci come simbolo della loro corruzione) ed il mito di Atteone (cacciatore trasformato in cervo): qui la trasformazione avviene da animali a uomini, grazie all’amore della donna (la trasformazione migliora, è un premio, non una condanna)  Boccaccio esalta il potere dell’amore. Riprende il concetto dello stilnovo di Dante: tale amore tende a Dio e quindi alla salvezza.

Allegorie e studi

Allegoria presente: Diana (caccia, vanità) e Venere (amore, civiltà -> ha prodotto il passaggio dalla vita animale a quella umana); è il contrasto male/bene, vita selvaggia/vita civile. A Napoli, Boccaccio studia astrologia con le lezioni di Andalò del Negro (maestro dei movimenti degli astri). Apprese il greco con le lezioni di Leonzio Pilato (più che la lingua, conobbe i miti ed i classici), discepolo di Monaco Calabrese (esperto di greco).

Leonzio Pilato è il maestro anche di Petrarca, il quale lo ‘rimprovera’ di volerlo abbandonare per viaggiare (Boccaccio e Petrarca daranno una descrizione del loro maestro). Nel ‘Filocolo’ ci sono riferimenti all’astrologia e ai miti greci, alla letteratura (risultato conversazioni con Paolo da Perugia). Boccaccio riporta squarci di lezioni con i suoi maestri e matura una sensibilità artistica e figurativa (scrittura letteraria = parola + immagini); dava importanza al ritratto, alle descrizioni soprattutto delle figure femminili (frutto dell’abilità e dell’influenza della ritrattistica del tempo).

Gli studiosi, pertanto, presumono che all’epoca ci fossero a Napoli degli affreschi di Giotto. Periodo fiorente di cultura letteraria: Sulmona (Abruzzo) era il punto di incontro tra gli umanisti provenienti da Napoli e Firenze. Del periodo napoletano fanno parte: ‘Lettera in dialetto napoletano’ (da uno spaccato della vita sociale della città); le ‘Gealogie’ (miti), in un secondo momento. Scrive l’Elegia di Costanza ispirandosi ad un epitaffio sepolcrale che ricorda ai viandanti la fugacità della vita.

Incontri e influenze

A Napoli, Boccaccio incontra letterati ed umanisti (Barrili, Dalife Nicolò, Lastrada Zanobi, Da Sulmona Barbato) e negli anni '50 incontra Petrarca, di cui però aveva già letto le opere.

Teseida

Teseida (Riscrittura romanzo epico bizantino). Poema epico scritto in versi ed è anche detto ‘Teseide’; si rifà ai modelli di Virgilio (Eneide) e di Stazio (Tebaide). Tale influenza si ritrova nel nome (Eneide da Enea così come Teseida da Teseo) ma anche nella struttura (12 libri); tuttavia il poema di Boccaccio rappresenta una novità in quanto è il primo poema epico scritto in volgare. Prima di lui, infatti, solo Dante aveva scritto un poema epico in volgare, ma si trattava di un’epica cristiana (La Divina Commedia).

Inoltre, un’altra novità si ha nel fatto che la Teseida da poema epico d’armi diventa amoroso (ispirerà Boiardo ed Ariosto -> poema cavalleresco). Boccaccio scrive quest’opera per dare alla letteratura volgare italiana un’opera epica, forse rispondendo alla provocazione di Dante che nel ‘De volgare Eloquentia’ citando i generi letterari maggiori (genere dottrinale, epico, didascalico, amoroso) affermava l’assenza di opere d’armi (cioè epico) in volgare.

L’opera viene scritta a Napoli e completata a Firenze con l’aggiunta delle ‘chiose’, ovvero note esplicative di alcune espressioni. Il linguaggio usato è ricco di riferimenti astrologici, culturali, botanici (descrizione della flora del giardino, della selva). I primi due libri sono di carattere prettamente epico, poi inizia il tema amoroso.

Un’innovazione è data dall’introduzione del ritratto femminile (Fiammetta, Ippolita, Emilia) e maschile (Teseo, altri eroi -> rispettosi dell’amor cortese)  influenza ritrattistica del tempo: procede per gradi (fronte, occhi, naso, bocca, collo…) descrivendo ogni parte del corpo, dalla testa ai piedi (piccoli, secondo il canone di bellezza del tempo).

- struttura: opera in ottave divise in 12 libri. Ha un doppio titolo: ‘Teseida’ e ‘Teseida delle nozze d’Emilia’ (riferendosi così sia alle gesta di Teseo che al tema amoroso) che viene esplicato da Boccaccio alla fine.

L’opera di apre con una lettera dedicatoria a Fiammetta (Maria D’Aquino) in cui spiega che vuol scrivere il Teseida per offrirle una storia d’amore in cui i due possano ritrovarsi rispecchiandosi nei personaggi (gioco degli specchi). Inoltre, lo scrittore sceglie di dedicarle l’opera perché è l’unica donna a poter comprendere un’opera tanto complessa (Fiammetta è bella, virtuosa, dotta -> legge i classici: «si nutriva di romanzi franceschi»).

Per ogni libro c’è un sonetto che ne riassume l’argomento (così come del Decameron ci saranno le rubriche per ogni giornata; nel Teseida si tratta di sonetti perché è un’opera in versi) mentre all’inizio del racconto c’è un sonetto introduttivo generale (nella Divina Commedia è il 1* canto) dove c’è l’invocazione alle Muse (topos poema epico), a Marte e Venere (simboli dei temi trattati, ovvero guerra ed amore) e a Fiammetta (destinataria dell’opera).

Elenca le battaglie, i luoghi e gli eroi (caratteristica genere epico) e racconta tempi e motivi che hanno spinto Teseo all’azione (egli lascia la sua patria per combattere le amazzoni). Nell’ultimo libro vengono descritte le nozze di Emilia e c’è un sonetto caudato (cioè dotato di ‘coda’, in questo caso si tratta di due versi in più).

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Letteratura italiana - Boccaccio Pag. 1 Letteratura italiana - Boccaccio Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura italiana - Boccaccio Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Cerbo Anna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community