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La lingua è dinamica

La lingua è dinamica, muta nel tempo. Bisogna sviluppare la capacità di interpretare i testi e questa cresce grazie a una costante lettura. La letteratura è capace di sviluppare in noi qualcosa che ci permette di guardare con più attenzione e partecipazione consapevole al nostro mondo (cittadinanza attiva). La letteratura può e deve essere in grado di sviluppare una partecipazione consapevole che ci aiuterà a spendere il nostro titolo di studio nel migliore dei modi.

Risorse e capacità di giudizio

Per usufruire di tutte queste risorse, dobbiamo essere in grado di riuscire a sviluppare un discorso coerente e un'autonomia di giudizio, ovvero una capacità di atteggiamento critico che ci aiuterà a muoverci nel mondo socio-economico. Dobbiamo distinguere in una società omogeneizzata caratterizzata da un modo di vedere uniforme. Diventa importante saper discernere un fenomeno dall'altro e abituarci a un'analisi corretta.

Benedetto Croce

Benedetto Croce: "Ogni storia è sempre storia contemporanea." Questa sua formulazione va intesa così: la conoscenza e lo studio del passato ricevono sempre spunti dalla realtà presente. Quando studiamo il passato, andiamo alla ricerca di quegli elementi che più ci legano al tempo presente, per cui la storia è sempre contemporanea. Questo concetto diventa importante perché il passato non è lettera morta, ma deve essere visto in forma viva proprio grazie al collegamento che ha con il presente.

La lettura come interpretazione

La lettura e la scrittura devono essere usate nella giusta direzione. Le immagini scorrono e, per acquisire ciò che le immagini vogliono dire, lo facciamo attraverso l'atto della percezione, una forma che appartiene ai sensi e che aiuta a sviluppare la capacità sensitiva. Nella forma scritta, invece, mettiamo in movimento un processo logico e culturale.

  • Immagini → Percezione, capacità sensitiva.
  • Scrittura → Razionalità, processo logico-culturale.

Il piacere della lettura

Il piacere della lettura non deve mai mancare. Il carattere formativo della letteratura ha un rapporto diretto tra cosa e significato. Ad esempio: "tavolo", mobile su cui si mangia, si studia, ecc.

Differenza tra linguaggio denotativo e connotativo

Denotazione: Il rapporto tra cosa e significato è univoco, unico. Questo linguaggio appartiene a quello scientifico e quotidiano; "tavolo": punto di appoggio e non altro.

Connotazione: Il rapporto tra cosa e significato ha una molteplicità di significati e sensi. Questo è il linguaggio che utilizza l'arte e la letteratura, in particolare la poesia, caratterizzata da un significato molteplice che giustifica l'interpretazione necessaria di un testo letterario. Un testo letterario, dunque, ha bisogno di essere decifrato, chiarito rispetto ai suoi significati molteplici.

Il testo letterario, essendo connotativo, deve essere interpretato poiché non ha un solo significato, ma molteplici, e ha bisogno dell'interpretazione dei suoi sensi molteplici, ovvero di una vera e propria critica letteraria. Il tipo connotativo viene utilizzato nella letteratura e nell'arte perché queste godono del privilegio della molteplicità, a differenza della scienza che ha un significato univoco.

Se la poesia, la letteratura avesse avuto un linguaggio denotativo (significato univoco), non ci sarebbero state delle interpretazioni. Quindi, abbiamo bisogno di un metodo per capire il testo che è molteplice di significati e dunque di interpretazioni nel caso del connotativo. L'opera è aperta, è disposta a una molteplicità di interpretazioni (connotativo).

L'interpretazione

L'interpretazione non esaurisce il significato di un'opera: se confrontiamo le diverse interpretazioni che sono state date, l'opera ne esce arricchita. Tutte le interpretazioni sono legittime a condizione che queste vengano sostenute da prove. Il ragionamento diventa fondamentale nel momento in cui ci accingiamo a un'interpretazione di un'opera: la critica del "secondo me" vale se è seguita da una serie di specificazioni e prove (scientificità di quel che affermiamo). Di ogni affermazione dobbiamo portare delle prove.

Questo modo di procedere (criterio interpretativo) non vale solo per il testo letterario, ma anche nei fatti della vita che ci accadono. L'uomo, infatti, non è fatto solo di ragione ma anche di estro, fantasia, creatività, pensieri divergenti cioè che si discostano dalla norma. Non ci possiamo/dobbiamo chiudere solo nella ragione, logica; sarebbe sbagliato ritenere che tutto sia razionale. L'uomo è fatto di ragione e sensibilità, di logica e fantasia, se privilegiamo solo uno di questi aspetti creiamo una discrasia (difformità): l'uomo diventa rigido e non riesce a sentirsi realizzato. L'uomo si realizza pienamente solo nel momento in cui mette in campo tutto il ventaglio delle sue possibilità.

Ragione e intuizione

Non bisogna rimanere prigionieri né della ragione né della sensibilità. Quando ci accingiamo dinanzi a un testo che dobbiamo interpretare e dunque capire, non mi servo solo dei principi razionali ma anche di certe intuizioni. Non dobbiamo lasciar disperdere ciò che il nostro intuito ci suggerisce ma dopo dobbiamo cercare un riscontro razionale sulla nostra interpretazione. La ragione diventa un elemento importante ed integrativo all'intuizione. C'è bisogno di una convivenza dei due elementi in maniera equivalente (ragione e sensibilità) per avere un risultato ottimale.

Il classicismo

Riconoscimento del valore morale e letterario dei classici e intenzione di apprenderne l'insegnamento. È il guardare all'antichità (alla letteratura classica, greca) come un modello di perfezione e cercare di seguirlo. Il genere letterario che nell'Umanesimo Rinascimentale (XV-XVI) ebbe tanta fortuna fu proprio il trattato in forma di dialogo (Platone e i suoi dialoghi, Cicerone ecc.).

Diversi metodi critici

Un solo e unico metodo, difatti, non può essere esaustivo: un'opera per poter essere percepita con più profondità, deve essere sottoposta a diverse interpretazioni, diverse prospettive, punti di vista, dunque a diversi metodi critici contenendo essa molteplici significati per poter carpirne ogni singola sfaccettatura. Quando analizziamo l'opera con più metodi, possiamo arrivare a conclusioni differenti che, se sostenute da tesi logico-razionali, possono anche essere prese in considerazione.

L'estetica

Studia il bello, ciò che è arte. Mira a rispondere alla domanda: "Che cos'è l'arte?" È dunque una riflessione filosofica sull'arte per definirla al meglio. L'estetica non a caso è una branca della filosofia.

Poetica

Il significato attiene al singolo autore: (soggettività) la poetica è la riflessione che uno scrittore elabora sul modo di fare arte, di fare poesia. Opere autonome: il poeta esprime il suo pensiero autonomo sulla poesia. Questo aiuta a farci conoscere meglio l'autore. La poetica ci aiuta a capire direttamente gli aspetti letterari: se noi capiamo cosa uno scrittore intende per arte e come intende procedere nella sua scrittura, se riusciamo a cogliere diversi aspetti del suo modo di pensare sul fare arte, poesia, siamo avvantaggiati a capire in maniera più agevole l'autore e di conseguenza l'opera nella sua pienezza.

L'epica

È stata sostituita con l'epopea sino alla Rivoluzione Francese. La borghesia, con la Rivoluzione Francese, ha sancito il suo primato dove a dominare non era più l'epica (Iliade, Odissea) ma dominava la moderna epopea borghese: il romanzo. Il romanzo si fonda su una struttura solida, ben scandita da diversi elementi: spazio, tempo, luogo, antagonista e protagonista che spesso rompe l'equilibrio iniziale per dar l'avvio alla fabula. Prima di tutto quindi bisogna comprendere la fabula (priorità di un fatto rispetto a un altro) - cronologica (successione dei fatti in ordine temporale). Dopo questa operazione si può puntare ad acquisire i valori estetici, morali ed ideologici che la fabula vuole trasmetterci. Dobbiamo quindi essere in grado di capire la struttura e le correlazioni tra le parti. Questa è un'operazione che ha bisogno di quella fase logico-razionale enunciata prima.

La lettura del romanzo

La lettura del romanzo diviene importante proprio per lo sviluppo della logica. La lettura non può essere un passatempo, la lettura deve avere la finalità di sviluppare una pedagogia dell'immaginazione (cit. Italo Calvino), una educazione alla fantasia che solo se posti dinanzi a uno scorrere di immagini di un libro o a confronti con il mondo esterno possiamo imparare ad avere e non con lo scorrere fugace e ossessivo di immagini televisive, lontane dalla riflessione e dal crearsi una propria "valigia fantastica".

Mondi possibili

Dovremmo imparare a sviluppare l'immaginazione per prefigurare realtà che non esistono. È importante sviluppare l'immaginazione perché consente di uscire dall'omogeneizzazione di massa per costruire un proprio percorso personale.

Lo scarto linguistico

Lo scrittore, per creare un suo stile, un suo modo di esprimersi, ha bisogno di attuare uno scarto linguistico rispetto a quello che solitamente si usa, per favorire il proprio stile e la propria espressività.

Piacere della lettura

Istinti piacevoli che proviamo quando leggiamo un testo: il piacere della lettura: speriamo di trovare confermate cose che già conosciamo (la teoria del piacere retorico di Spinazzola). Il piacere euristico: consiste nell'apprendere cose nuove attraverso la lettura e ciò provoca piacere.

Tipi di lettura critica

  • Lettura critica positiva: Evidenzia gli aspetti linguistici concreti, lettura intesa a riscontrare, esaminare, aspetti positivi cioè concreti, visibili. Es. analisi intesa a registrare gli aspetti linguistici di un testo rendendo visibili i contenuti culturali. Fondata su elementi che parlano di per sé. Comunicazione diretta.
  • Lettura critica simbolica: Riesce a far venir fuori ciò che non è evidente, porta alla luce significati nascosti nel testo da esaminare perché in un testo simbolico la comunicazione non avviene in maniera diretta ed immediata bensì si serve per l'appunto di forme simboliche. La critica simbolica ha quindi lo scopo di far venir fuori i significati nascosti dietro la simbologia. Questo tipo di critica si rivolge, si presta a una pluralità di sensi (la polisemia = molti significati, tipica di un testo letterario dunque connotativo). Dunque con la critica simbolica si accentua quel carattere polisemico del testo. La comunicazione è mediata.

I diversi metodi critici

Metodo filologico: La filologia ha la funzione, lo scopo, di restituire il testo ovvero di ricostruire il testo nella sua integrità e nella sua autenticità, si trasforma quindi successivamente in critica letteraria. Questo bisogno nasce perché il testo nella sua trasmissione ha subìto delle alterazioni, dei cambiamenti, delle modifiche, che hanno portato alla manomissione del testo rendendolo estraneo dalla volontà di scrittura dell'autore. Il compito della filologia è questo: restituire il testo alla sua forma originaria per quel che è possibile. Avvicinarlo il più possibile alla volontà primaria dell'autore.

Partiamo dal metodo filologico perché è la base: grazie alla critica letteraria si può esercitare la restitutio textus (restituzione del testo) (questa restitutio vale soprattutto per i testi dell'antichità classica (greca e latina)) perché i testi dell'antichità classica hanno subito tanti cambiamenti a causa degli amanuensi (persone che scrivevano a mano i testi antichi che ci sono pervenuti grazie a loro (copisti di testi antichi perlopiù monaci) che per ragioni diverse (distrazioni o motivi etici e morali (censura)) sono stati alterati. Dunque la filologia ha lo scopo di restituire il testo alla sua integrità (intero, non monco, non alterato) ed autenticità (originale, appartenente all'autore) ovviamente questo è pur sempre un'utopia perché non è possibile ricostruirlo interamente all'originale, però con questa restitutio ci avviciniamo molto all'originale, alla verità, creando più che altro un archetipo "originale" a cui si arriva attraverso uno stemma codicum (stemma dei codici, albero genealogico). Lo stemma è ricostruito attraverso i testimoni: il risultato dello stemma dipende dalla quantità dei testimoni. Ad essere scientifica è la procedura e non il risultato che dipende dal numero dei testimoni di cui noi ci serviamo per ricostruire il testo, si punta sulle cosiddette varianti di tradizione (il testo trasmesso nel tempo ha subito cambiamenti e alterazioni per via dei copiisti, degli amanuensi) (cambiamenti che parole o il testo ha) se le parole cambiate sono le stesse significa che quei codici sono della stessa famiglia, quindi si apparentano per famiglie. Lezione: in campo filologico lezione significa proposta di lettura cioè il testo così come viene letto, così come è scritto. Per cui: se la variante modifica la lezione vuol dire che il testo è appunto stato "manomesso" e bisogna cercare di ricostruirlo per portarlo più similmente possibile alla sua forma originale. Ragion per cui per cominciare la restitutio textus bisogna servirsi prima di ogni altra cosa di un'attenta analisi delle varianti di tradizione (cambiamenti che il testo ha avuto nella sua forma).

Varianti e critica

La variante è la diversità di luoghi, di parti del testo, il cambiamento che ha subito. Con la funzione dello stemma (viene ricostruito attraverso la parentela delle famiglie per arrivare al capostipite), quindi, si nota se due testi hanno varianti comuni: se li hanno vuol dire che quei testi appartengono alla stessa famiglia, dunque a uno stesso stemma codicum, (apparentamento).

Diversi tipi di varianti

Le varianti d'autore: sono le brutte copie, i cambiamenti che un autore apporta al suo lavoro prima del testo finale e in quanto "scartafacci" ("brutte copie" in modo dispregiativo da Croce). Sono piuttosto rare, più ci si avvicina al nostro tempo e meno varianti d'autore ci sono. Queste sono diverse dalle varianti di tradizione. La diversità consiste nel fatto che: varianti di autore: cambiamenti apportati direttamente dall'autore. Queste varianti servono per avviarci successivamente alla critica delle varianti di tradizione (critica, cambiamenti, apportati da specialisti che esaminano il testo per riportarlo alla forma originale (restitutio textus)).

Le varianti d'autore ci portano a discutere, ad enunciare un certo tipo di critica ovvero la: critica delle varianti o degli scartafacci di Contini. Vede le correzioni di un testo come un modo dinamico con cui si può vedere l'opera d'arte: una perenne approssimazione al 'valore'. Dove si pone in difesa della ricostruzione dunque delle varianti che s'impegnano nella ricostruzione del testo con il fine di renderlo il più fedele possibile all'originale, al contrario di Benedetto Croce che critica le varianti come veri e propri scartafacci (brutte copie in senso spregiativo).

Le varianti di tradizione: (ovvero le varianti dovute alle trascrizioni del copista) sono varianti che ci servono per ricostruire il testo, ci servono cioè da un punto di vista strettamente filologico. Le varianti modificano non solo il testo ma anche inevitabilmente le sue interpretazioni. Sovrapposizione del presente sul passato che crea non pochi problemi, per questo la filologia "restituisce" il passato al passato e il presente al presente e che tra i due non ci può essere confusione e sovrapposizione, dunque il testo deve essere restituito al tempo in cui è stato prodotto dall'autore facendo un'operazione di: storicizzazione: quando la filologia ci restituisce il tempo in cui è stato prodotto significa che da questa operazione filologica discende la scoperta del senso della storia (significa scoprire il significato delle diverse epoche in tal modo non inappropriatamente sovrapposte).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher forzainter.11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Vitelli Francesco.
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