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Letteratura italiana nel '500

Nel '500 nasce il teatro moderno, definito così perché vi è la scoperta della terza dimensione e perché si sente la necessità di costituire uno spazio apposta per la rappresentazione. Lo spazio scenico ha lo stesso peso dello spazio sociale.

Le commedie del periodo

Le commedie in questo periodo vengono scritte per imitazione dei comici, utilizzando come fonti le opere di Plauto e Terenzio, due autori della classicità latina, adattati alla realtà contemporanea.

Terenzio

Gli scritti di Terenzio che ci sono pervenuti sono di una commedia intellettualistica, destinata ai colti e a un pubblico raffinato.

Plauto

Il teatro di Plauto è un teatro fondato su elementi che tornano sempre, come lo scambio di persona e su equivochi che si vanno a snocciolare nella vicenda. La commedia di Plauto ha questi punti base:

  • 3-5 atti
  • Inganni all'interno della trama
  • Intrecci di personaggi e vicende
  • Mascheramento dei personaggi
  • Agnizione, ovvero la rivelazione della verità

Nel testo teatrale ciò che procede la vicenda è il prologo, che può essere musicato o cantato. Il prologo è l'anello di congiunzione tra la realtà dello spettatore e la realtà della rappresentazione.

Il prologo

Nel prologo di Plauto si ha una descrizione dello svolgere della vicenda; la sua funzione è quella di illustrare l’antefatto. Nel prologo di Terenzio, invece, la funzione è quella di essere un esercizio letterario, nel quale l'autore vuole creare un pretesto per sviluppare una polemica letteraria. Infine, il prologo di Machiavelli ha un modello di riferimento che tiene conto del classcismo volgare, considerando quindi Boccaccio.

Lo stile classicista

Lo stile classicista si divide in:

  • Classicismo latino: Plauto e Terenzio
  • Classicismo volgare: tradizione delle tre corone, Dante, Petrarca e Boccaccio

Dante scrive "Il Convivio", un trattato scritto in volgare, spiegando perché ha scelto il volgare nel primo libro, e "De Vulgari Eloquentia" che significa "sulla scrittura letteraria del volgare". Esso è scritto in latino e spiega la distinzione tra gli stili:

  • Tragico: non ha nulla a che vedere con la tragedia, è lo stile alto, nobile (canzone tragica compositio)
  • Comico
  • Elegico: è lo stile basso; sonetto, sviluppa argomenti quotidiani

In questo trattato, Dante spiega che il volgare per avere la dignità di uno stile letterario deve essere:

  • Illustre: perché illustrato da esercizio d’arte; il lavoro che lo scrittore deve compiere sulla lingua per raffinarla, con l’aiuto del provenzale e del latino, si nobilita il volgare
  • Cardinale: deve fungere da cardine; il volgare ripulito deve essere il cardine attorno a cui ruotano come ancelle tutte le altre parlate comunali
  • Aulico e Curiale: poiché lingua parlata dalle corti, nelle aule e in contesti ufficiali
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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