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3 tabelle >> 3 criteri organizzativi:

1. Storicistica: sviluppo in successione temporale

2. Tipologica: aggiunge etichette

3. Riaccorpa svincolandoli dalla dimensione cronologica sulla base dei destinatari elettivi

individuando 3 fasce di pubblico

→ nascita del romanzo, polimorfo (misto generi) ed inclusivo → sistema di generi o genere

sistemico → varietà che cresce progressivamente.

Genere stratificato, articolato che risponde alla molteplicità del pubblico.

Paratesto rivolto al lettore: premessa con istruzioni di lettura per adottare pov corretto e convincerlo

a scegliere tale romanzo

Joseph Andrews – di Fielding

Metafore di tipo familiare: sarto, viaggio

Spiega funzionalità spazi bianchi e partitura

→ scelta strategica → servizio al lettore che dia una scansione a questo nuovo genere ancora così

libero

Libertà di poter interrompere la lettura → reazione peggiore: indifferenza e noia → no ricordo

→ i romanzieri in sede di paratesto tentano di sottolineare che il proprio testo è accattivante

Concorrenza tra romanzieri: tantissimi romanzi, i romanzieri si contendono la scelta del pubblico.

Da una parte la concorrenza moltiplica i titoli, dall’altra avviene anche l’esatto contrario. → anche

convenzioni del nuovo genere fanno fronte a liberismo economico

Dimensione borghese, sistema di produzione capitalistico, sistema di forte individualizzazione

La dimensione privata del lettore è una lettura nuova e borghese, particolarmente

funzionale e sollecitata dal nuovo genere.

Italia: un secolo dopo

esempi compiuti di livello qualitativo paragonabile agli esteri: jacopo ortis e promessi sposi.

MA tradizione di protoromanzi.

Data e opera emblematica: Chiari – 1754 La filosofessa italiana

Molto apprezzato, molto imitato → plagi etc

Onomastica: scegliere i nomi dei personaggi: in ambito romanzesco è rivelatrice: si devono

inventare e devono emulare la realtà → L’onomastica letteraria nasce con la civiltà romanzesca.

Interessante la questione novellistica, che apre alcune questioni anche del romanzo.

Ruoli onomasticizzati, trasformati in personaggi, un po’ una via di mezzo → tipico di Chiari: coglie

le nuove tendenze del romanzo ma non ce la fa >> dà il nome al personaggio MA mettendo la

maiuscola ad un ruolo → Zingara, Giuocatrice, Filosofessa etc

→ compromesso fra vecchio nuovo >> individualizzazione di un ruolo tipico

Elemento esotico spesso stereotipato (cfr Geisha); unici animali esotici rappresentati sono

coccodrillo, tigre ed elefante → tutte solo costruzioni mentalità → processo di semplificazione

funzionale al soggetto che il rapporto con altre culture

Viaggio – dimensione odeporica assunta anche perché di monda e quindi interessante → viaggio in

letteratura e non letteratura di viaggio

Consuetudini diffuse: lotto, commedia → situazioni famigliari al lettore a cui si rivolge

MA romanzi noiosi, ripetitivi, retorici a scapito della dimensione romanzesca → immedesimazione

impossibile!

Scrittura retoricamente ordita, di gusto seicentesco/barocco, vecchio, da predica, noioso.

Passo letto: mette in luce ambivalenza vecchio//nuovo.

Paradigma romanzesco chiariano

Finzione memorialistica pseudo-autobiografica: nella finzione le protagoniste raccontano le proprie

vicende personali → patto pseudo-autobiografico; efficace >> realismo → impostazione moderna.

Proprio come tipico del romanzo mischia fiction con biografia.

→ elemento dinamico positivo

MA

le vicende raccontate sono inverosimili ed improbabili costellate da rapimenti, fughe, stupri,

maternità volute e non volute… tutti avvenimenti eccezionali e per di più replicati più volte e con

un ritmo implausibile >> così tanti inconvenienti e così frequenti da risultare implausibili ed illogici

→ vanificato il patto di verosimiglianza

Vicenda lineare e semplice, andamento picaresco, storie avventurose in cui le protagoniste si

imbattono in personaggi ed episodi lungo la via → schema classico, semplice ed efficace, di moda,

quello del viaggio

MA

Geografie e spazi del tutto astratti: Parigi, Venezia, Londra, Tokyo etc e non sono altri che toponimi

interscambiabili: no descrizioni, collocazione in luoghi etc → viaggio astratto

Tempo del racconto e della vicenda in un costante presente: mai memoria di ciò che fanno,

esperienza di quello che è loro accaduto >> no possibilità di scegliere per il futuro

→ primato della trama sulla fisionomia del personaggio: personaggi senza coscienza di sé, non

crescono, senza memoria, sempre uguali a se stessi, sono maschere, solo nomi, solo funzioni

narrative all’interno della tram, unica cosa che conta → valutazione onomastica: si chiamano con il

ruolo che hanno, vuoto. MA hanno un nome: Rosina >> è come se non si chiamassero in alcun

modo, una Rosina vale l’altra.

>> una protagonista ha un nome vero: “La Giucatrice di lotto ovvero memorie di Madama Tolot”

→ rimanda al lotto: tautologico, nulla di individuale, rimanda al ruolo genericamente inteso. (Cfr

Nome e cognome all’anagrafe dei protagonisti dei romanzi europei, nome individualizzante: Tom

Jones, Joseph Andriew >> Poi Jacopo Ortis, Renzo Tramaglino, Lucia Mondella – MA nome e

cognome degli europei rimandano comunque a genericità del personaggio, sono quasi

interscambiabili, pur sempre attraverso l’individualità del personaggio)

A riprova del fatto che ci sono molti romanzi prima dell’Ortis e che quello è davvero il primo di

valore: altra famiglia di romanzi → FAMIGLIA DEI ROMANZI CLASSICISTI: scritti da letterati

parte dell’establishment letterario, da autori inseriti nei manuali scolastici.

Es Alessandro Verri

Francesco Algarotti

Giacono Casanova

Ippolito Pindemonte

C’è pregiudizio di dignità letteraria.

1790, Ippolito Pindemonte, “Abaritte, storia verissima”

Incipit romanzeschi tendono a dare coordinate spazio-temporali >> Qui invece: geografia fantastica

in un momento indeterminato

Corrispondenza simmetrica: ABAB

Descrizione analitica precisa di carattere morale e astratta, non fisica.

Viaggio di Abaritte: convince i genitori che è indispensabile. >> tour alla rovescia

Geografie allegoriche: dietro questi toponimi inventati ci stanno dei paesi veri; geografia reale a cui

si allude in modo indiretto, allegorico, retorico.

Matrimonio di convenienza in cui non c’è amore.

Parte, tradisce la fidanzata che si rivela essere la fidanzata stessa. → inverosimiglianza

Tema sentimentale (alla moda) MA

Elementi romanzeschi ed antiromanzeschi

Situazione irreale e storia romantica non coinvolge

Il viaggio è astratto

La lingua è dotta, colta, erudita, citazioni classiche

Situazione non mimetica ma allegorica >> no descrizione, sì allusività >> rapporto con la realtà

indiretto, filtrato, colto

1805, Vincenzo Cuoco, “Platone in Italia”

Racconta storia del viaggio di Platone in Italia (magna Grecia), ambientato nel mondo classico.

Accompagnato da Cleopolo, alter-ego di Cuoco → dialoga filosoficamente, gli presenta personaggi

etc

→ tema del viaggio;

→ dimensione allegorica (personaggi nascondono personaggi veri sotto nomi di fantasia);

Manzoni, Monti (poi eliminato perché troppo accreditato e potente)

Scopo: politoco-civile: dimostrare grandezza dell’Italia fin dai tempi antichi: Platone si stupisce di

quanto siano avanzate le condizioni dell’Italia meridionale e quanto siano intelligenti i suoi abitanti

>> si prende l’impegno personale di rivendicare grandezza italiana contro straniero che la occupa

>> può essere letto in chiave risorgimentale → romanzo a tesi

Anche omaggio al gusto neoclassico del tempo. Personaggio Cuoco elabora un mito

contemporaneo.

Premessa intitolata: al lettore → individua zona para-testuale in cui rivolgersi al lettore.

Conclusione sottolinea orgoglio nazionale in chiave risorgimentale.

Storia non inventata ma trovata in un manoscritto che ha fatto tradurre, che è passato dalle mani di

un avo eruditissimo → manoscritto ritrovato di Manzoni ha precedente evidentissimo.

MA nemmeno Cuoco se lo inventa: Don Chisciotte basato su immaginario manoscritto trovato da

Cervantes in un mercatino e fatto tradurre.

→ elabora topoi, espedienti funzionali che si tramandano: tema del viaggio come manoscritto

ritrovato

Algarotti, “Il congresso di Citera”, 1745

Verri “Vita di Saffo, poetessa di Mitilene”; “Notti romane al sepolcro degli Scipioni”; “Vita di

Erostrato” (1815 >> già uscito l’Ortis)

Casanova, “Il duello” Pro-romanzi classicisti:

1. Scrittura esemplata sugli autores classici: lingua letteraria lontanissima dall’uso (cfr

importanza della lingua per accessibilità al romanzo)

2. Citazioni, no vita, appartengono al mondo mentale della poesia e della tragedia >> Rimandi

alla realtà sono allegorici, non diretti

3. Onomastica rivelatrice: nomi artificiali, nulla di anagraficamente borghese, come Rosina

con un più colto: derivanti dal greco etc ma pur sempre astratti e simbolici

4. Intrecci deboli infarciti di commenti, divagazioni, ragionamenti … che appesantiscono una

finzione che non decolla mai

5. Mancanza di dialogo, quando parlano fra loro lo fanno contrapponendo orazioni ed

argomentazioni di più pagine; discorsi contrapposti di matrice avvocatizia e retorica;

irrealistici TRANNE un caso emblematico: nel romanzo di Casanova, non a caso il meno

letterato, c’è raffica di battute scandite con botta e risposta, non argomentate seguendo l’una

l’impostazione dell’altra → Casanova si scusa col lettore dicendo di usare il dialogo della

commedia → è questo il modello del romanzo

>> il fatto che si scusi e duqnue sia inconsapevole di ciò che ha fatto è sintomatico di quanto

faccia fatica in Italia il romanzo a decollare

6. personaggi piatti, schematici, mostrano valori morali non sentimenti, passioni, limiti, gusti

etc; fissi, immutabili, no dimensione corporea ed individuale

Non si sa nulla di loro

7. → distanza dal lettore

8. Geografie allegoriche

9. No volontaria sospensione dell’incredulità che rende il romanzo così incredibilmente

coinvolgente 15/03

Giornalino di Gianburrasca → manoscritto ritrovato; viene consegnato direttamente al lettore

Don Chisciotte

Libro pubblicato in 2 parti

Prima tra 1548 e 1604, 52 capitoli, pubblicati nel 1605

Scarso successo fra i letterati e grandissima accoglienza di pubblico → subito tradotto → Cervantes

famoso internazionalmente già col primo volume

Non piace la nuova forma irriverente

Alfonso Fernandez de Avallenda pubblica seconda parte in 36 capitoli, non senza successo → 1615

Cervantes pubblica la seconda parte, autentica (74 capitoli totali)

Concorrenza scorretta in una dimensione mercantile regolata e corretta, ma al tempo non lo era >>

mentalità mercantile con no regole, Cervantes chiede aiuto di un potente nobile

Ambivalenza: ???

Venezia capitale civiltà tipografica

Milano capitale civiltà editoriale

Turning point: 1800

Grandi capolavori europei tradotti anche in Italiano, ma risultano orrendi >> retoricizzati

Filtro linguistico: traduzioni di traduzioni

Mancanza di competenza: tradotti da tipografi

TIPOGRAFIA

Ufficio + officina

Luogo circoscritto e specializzato → nello stesso luogo diverse attività artigianali

Tipografo è imprenditore di se stesso + aiuto di 2/3 soggetti, “operai”, lavori manuali e ripetitivi

anche se abbastanza specializzati

Sceglie lui cosa pubblicare, identifica gli autori e mantiene i rapporti, idem con traduttori, anche se

spesso traduce lui stesso i volumi

Utilizzo della carta: una delle voci economicamente più onerose (anche oggi insieme alla

distribuzione): acquistata dal tipografo. Primato italiano: cartiera di Fabriano nelle Marche.

Scelta del formato: carta venduta in folio (grandi fogli interi). Formato=misura del foglio piegato.

Piegato in 8 parti: ottavo (standard). In 16: sedicesimo (formato più diffuso). Un filo tiene insieme

16 pagine. Libro fatto di multipli di 16. → lavoro di calcolo dell’impaginato: trovare giusto

rapporto per non sprecare pagine alzando inutilmente costo del libro.

Almanacchi: in 16 o 32. Classici latini e greci: in 8. Agio di lettura maggiore nell’8 (interlinea

maggiore, caratteri più grandi e distanziati etc). Con stesso numero di in foglio si possono fare più

pagine in 16 e meno in 8. → scelta impo per prezzo del libro

Qualità della carta ovviamente conta. Carta di prima scelta utilizzata per 8. → maggior cura della

stampa e qualità. → si riflette sul prezzo che in questo periodo (e sempre) è fondamentale → fasce

di prezzo diverse attirano prezzo diverso (es non ha senso pubblicare Virgilio in 32 perché chi

compra libri di tale bassa qualità non conosce il latino; idem non si pubblicano almanacchi in 8).

Impressione del foglio attraverso il torchio.

Correzione delle bozze >> movimento del carattere posto male e reimpressione della pagina.

Immagini.

Legatura: cucitura dei fogli.

Esposizione in vetrina

→ numeri modesti. Non esiste distribuzione, ognuno vende nella sua area. MA pratica della

sottoscrizione: tipografo sceglie di pubblicare un’opera, informazione del pubblico tramite

volantini. I sottoscrittori versano un anticipo e con ciò hanno certezza e diritto di avere una copia.

→ capitale da investire prima → si riduce rischio di impresa

→ forte compito e ruolo decisionale del tipografo e grande responsabilità. Rischio notevole,

mercato locale ristretto → settore poco redditizio

→→ produzione di pochi titoli

→→ CASUALITÀ mancanza di concetto di catalogo (insieme organico di pubblicazione di un

editore): pochi titoli e casuali, no progetto, no individuazione di settore, ognuno pubblica di tutto e

dunqe sono interscambiabili.

→→ INTERCAMBIABILITÀ non ci sono collane, fenomeno ottocentesco di quando aumenta la

richiesta e si vuole dare un’indicazione al lettore per orientarsi in libri simili

→→ CENSURA religiosa (deve avere imprimatur o finisce all’indice nato con la riforma nel 1518

(?), ultima nel 1948); ma funziona anche al contrario, soprattutto dopo: il proibito suscita curiosità e

moltiplica le vendite

→→ IRREGOLARITÀ plagi, apocrifi, etc Cfr Chiari che pubblica contemporaneamente in molti

luoghi aggirando il problema >> a fronte di frammentazione del mercato nazionale, si organizza

autonomamente per coprire tutto il territorio all’insaputa dei vari tipografi (primo luogo: Venezia)

20/03

Proto-romanzi non colti (P. Chiari, “La Filosofessa italiana”, 1754)

• Proto-romanzi colti o classicistici

Differenze:

1. condizione socio-culturale dell’autore

2. destinatari

3. ambientazione e personaggi

Elementi comuni:

1. scritti in prosa >> attestano tentativo di importare romanzo

2. colgono efficacemente alcune tendenze: es viaggio

3. parlano di realtà contemporanea

4. personaggi piatti

5. spazio e tempo categorie sfocate e generiche

6. disinteresse per contesto sociale e familiare

7. dialoghi costruiti come orazioni

Pubblicati per lo più a Venezia nelle tipografie.

- attività con una programmazione editoriale minima e casuale: pochi titoli, in poche copie, in modo

abbastanza casuale > no identità del tipografo; no catalogo; no collana; no politica editoriale

- mercato tendenzialmente locale, ristretto, condizionato da concorrenza sleale, pirateria, strategie

furbe come quelle di Chiari, con controllo censura, sia religiosa sia politica

proposte intelligenti che non hanno avuto seguito:

1. Lettere scelte di varie materie

2. Commedie da Camera ossia dialoghi famigliari

Chiari scrive commedie, romanzi, giornali e queste due opere, interessanti perché cerca di

rispondere alle richieste del romanzo e del nuovo pubblico.

1) varie materie, più erudite, scritte da una dama all’abate P. Chiari → finge di aver ricevuto lettere

e le propone al lettore

donna, mittente, elemento qualificante

lettere, funzione epistolare, usata per dare veridicità

2) a Venezia si fanno le code a teatro >> commedie fatte per essere lette, sfruttando un genere di

grande interesse e trasformandolo in qualcosa che si può leggere mentalmente, da soli, a casa,

quando si vuole

→ GENERI DI TRATTENIMENTO (per il tempo libero) → mostrano sintonia di Chiari per ciò che

sta succedendo SETTECENTO

Letteratura colta

OTTOCENTO

Letteratura colta

Letteratura popolare

NOVECENTO

Letteratura avanguardistico-sperimentale

Letteratura istituzionale

Letteratura d’intrattenimento

Letteratura residuale-marginale

Ottocento: sistema letterario bipartito

Novecento: quadripartitura >> letteratura e para-letteratura a loto volta bipartite

Spinta propulsiva dal pubblico che si allarga sempre di più a cui corrisponde differenziazione

qualitativa

Invece di “letteratura”, meglio “sistema letterario”, che è dinamico ed articolato.

Sguardo alla letteratura colta del Settecento, con serie di proposte che rispondono a medesima

fisionomia tradizionale. Edizioni pregiate dei classici, in ottavi, che sono continuazione del passato,

letteratura irrinunciabile ed elitaria.

Riconoscimento istituzionale massimo, poeta laureato del sacro romano impero

Versi, ode, d’occasione (molto tradizionale) MA per

Nascita pubblico popolare >> nuova letteratura

OTTOCENTO

Ortis

Promessi sposi

Ortis: romanzo difficile

Promessi sposi: romanzo facile → “ho voluto sc

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_tvb_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Clerici Luca.
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