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Mentre si siedono sulla scogliera, il cappello di Knight viene trascinato dal vento su una sporgenza, lui cerca di

recuperarlo, ma finisce più in basso, Elfride cerca di aiutarlo ma peggiora la situazione.

La domanda che il lettore si pone è quindi “Cosa accadrà dopo? Sopravviverà Knight?”: la suspense è creata

mantenendo esclusivamente il punto di vista di Knight, dal resoconto nel dettaglio dei suoi pensieri, mentre se

ne sta aggrappato alla parete della scogliera e nella sua mente si affollano riflessioni filosofiche sulla geologia,

la preistoria e l’apparente malignità della natura.

La suspense viene risolta, in quanto Elfride riesce a salvarlo.

SKAZ, IL GERGO DEGLI ADOLESCENTI

“Skaz” è una parola russa usata per designare un genere di narrazione in prima persona che ha la

parola parlata.

caratteristica della Le caratteristiche di questo genere di romanzo o di storia sono le seguenti:

il narratore è un personaggio che fa riferimento a se stesso con il pronome “io” e si rivolge al

­ lettore con il “tu” o il “voi”;

lessico e sintassi tipici del linguaggio colloquiale

l’autore fa uso di e dà l’impressione di riferire la

­ storia con spontaneità. Tuttavia, si tratta di un’illusione, in quanto questa apparente spontaneità è

frutto di un lungo e laborioso lavoro.

Questo genere fu molto utilizzato dai romanzieri americani per liberarsi dalle tradizioni letterarie ereditate

dall’Inghilterra e dall’Europa. La spinta decisiva venne data da Mark Twain, nel cui romanzo “Huckleberry Finn”

combina uno stile colloquiale dialettale a un narratore ingenuo, ovvero un ragazzino adolescente : vi sono

moltissime ripetizione, molte iperboli tipiche del linguaggio giovanile, la sintassi è semplice, le frasi sono brevi

e vi sono errori di grammatica.

IL ROMANZO EPISTOLARE

Il romanzo epistolare era un genere molto in voga nel XVIII secolo, esempi del quale sono i romanzi epistolari

di Richardson basati sulla seduzione “Pamela” e Clarissa”. Tuttavia, il genere visse una fase di declino nel XIX

secolo, a causa della diffusione di altri mezzi di comunicazione. Il romanzo di Jane Austen, infatti, inizialmente

si presentava come un romanzo epistolare, ma poi la forma venne cambiato a causa del momento storico in

cui la Austen stava vivendo. narrazione in prima persona,

Il romanzo epistolare è un tipo di ma si distingue dall’autobiografia, in quanto in

essa la storia è nota al narratore prima, mentre le lettere sono la cronaca di un processo in svolgimento.

Inoltre, il romanzo epistolare presenta due vantaggi:

si può mostrare lo stesso avvenimento da diversi punti di vista, con interpretazioni molto diverse;

­ quando le lettere sono rivolte ad un unico corrispondente, esse sono sempre indirizzate ad una

­ persona specifica, la cui prevedibile risposta condiziona il discorso e lo rende retoricamente più

complesso.

IL PUNTO DI VISTA

Un romanzo può offrire prospettive diverse dello stesso avvenimento e solitamente ne vengono predilette una

o al massimo due.

La scelta del punto o dei punti di vista da cui viene narrata la storia è per un romanziere la decisione più

influisce in modo determinante sulle reazioni emotive e morali dei lettori

importante, in quanto nei

riguardi dei personaggi del racconto e delle loro azioni. Il racconto di un adulterio, ad esempio, ci farà reagire

diversamente a seconda che sia presentato il punto di vista della persona infedele, del coniuge offeso o

dell’amante.

IL MISTERO

L’effetto dell’enigma o di mistero (“come ci è riuscito?”) è suscitato dall’effetto di suspense (“cosa accadrà?”).

Uno degli ingredienti del romance tradizionale era il mistero che riguardava le origini e la parentela dei

personaggi.

Alla fine di un romanzo un mistero risolto è rassicurante per il lettore, in quanto afferma il trionfo della ragione

sull’istinto e dell’ordine sull’anarchia.

I romanzieri attuali, stufi ormai di soluzioni nette e conclusioni a lieto fine, tendono a caricare il mistero di

un’aura di ambiguità e lasciarlo irrisolto. Ad esempio, in “Cuore di tenebra” non sapremo mai se Kurtz è un

eroe tragico o un demone in sembianze umane.

I NOMI

In un romanzo i nomi non sono mai neutri: essi hanno sempre un significato, anche se questo rappresenta

semplicemente l’ordinarietà del personaggio.

Gli scrittori didattici, satirici o comici possono permettersi un’esuberanza di inventiva oppure possono ricorrere

a delle allegorie; gli scrittori realisti, invece, preferiscono nomi più correnti con connotazioni appropriate.

IL FLUSSO DI COSCIENZA

Il “flusso di coscienza” è un’espressione coniata da William James, psicologo, fratello di Henry, per definire lo

scorrere continuo nella mente umana di pensieri e sensazioni. Più tardi questa espressione viene presa in

prestito dai critici letterari per descrivere un tipo di narrativa moderna, che cercava di imitare questo processo e

che trova i suoi maggiori esponenti in Joyce, Richardson e la Woolf. Spesso viene detto che il romanzo basato

sul flusso di coscienza è l’espressione letteraria del solipsismo, ovvero la dottrina filosofica che sostiene che

nulla è con certezza reale eccetto la propria esistenza. Tuttavia, possiamo affermare che questa tecnica ci

offre la possibilità di accedere alla vita interiore dei personaggi, di immergerci nella loro mente e capire più a

fondo le loro azioni.

“Mrs. Dalloway” di V. Woolf racconta la storia della protagonista attraverso la tecnica del fluso di coscienza, ma

l’esempio è di particolare interesse in quanto la Woolf aveva usato la stessa protagonista nel suo primo

romanzo “La crociera”, ma in questo caso precedente aveva utilizzato un metodo di narrazione più tradizionale

per ritrarla in modo ironico e negativo (la signora Dalloway e suo marito sono due membri reazioni e snob

dell’alta borghesia).

Nella narrativa esistono due tecniche di base per rappresentare la coscienza:

monologo interiore: il soggetto grammaticale del discorso è un “io” e noi origliamo per udire le parole

­ con cui il personaggio verbalizza i suoi pensieri man a mano che si formano;

stile indiretto libero: questa tecnica risale a Jane Austen, ma è stata adoperata sempre più dai

­ romanzieri moderni. Il pensiero viene reso come discorso indiretto (terza persona, tempo passato), ma

mantiene il genere di vocabolario che è appropriato al personaggio ed elimina sintagmi di legamento

come “pensò”, “si chiese”, ecc. .

IL MONOLOGO INTERIORE

Secondo la tecnica del monologo interiore il soggetto del discorso è un “io” e noi lettori origliamo per udire le

parole con cui il personaggio verbalizza i suoi pensieri man a mano che si formano.

Questa tecnica è difficile da utilizzare, in quanto rischia di far diventare la narrazione lenta e di annoiare il

lettore con un insieme di particolari banali. Joyce riesce ad utilizzarla in modo efficace, grazie alla sua genialità

nell’uso delle parole, che sa rendere affascinante ogni oggetto comune, e grazie alla capacità di variare

abilmente la struttura grammaticale del discorso, combinando il monologo interiore con lo stile indiretto libero e

la descrizione letteraria tradizionale. (Es. Leopold Bloom, cap. 10)

LO STRANIAMENTO

Il termine “straniamento” deriva dal termine russo “ostranenie”, che letteralmente significa “rendere strano”: si

tratta di una tecnica molto amata dagli scrittori modernisti, in quanto, attraverso dislocazione e distorsioni,

permette di rappresentare cose familiari in modi non familiari.

Un esempio è rappresentato dal romanzo “Villette” di Charlotte Bronte: “Villette” è il nome fittizio di Bruxelles,

dove l’eroina­narratrice è obbligata a guadagnarsi il pane come insegnante in un pensionato scolastico per

ragazze ed è innamorata segretamente di un medico inglese, che l’accompagna alle gallerie d’arte, ma la

lascia sola a visitarle.

Il quadro sotto osservazione appartiene a un genere riconoscibile in cui il nudo femminile ritratto con tanta

prodigalità viene res rispettabile per via del paragone fatto con una fonte storica o mitologica, per le

proporzioni di una grandezza intimidatoria. Le contraddizione in una scena del genere erano naturalmente

molto più marcate ai tempi delle Bronte, quando le donne erano costrette a tenere coperto ogni centimetro del

proprio corpo. Attraverso la sua eroina, la Bronte mette in mostra queste contraddizioni e l’essenziale falsità

(come la vedeva lei) di quel genere di arte, descrivendo in modo letterale e con molta veridicità il dipinto,

inserendolo nel contesto della vita reale delle donne e ignorando il discorso della storia dell’arte e della

competenza critica secondo cui un quadro viene abitualmente percepito.

LA CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE

Nella storia della narrativa la caratterizzazione degli ambienti ebbe un tardo sviluppo e in particolare i primi

romanzieri inglesi furono ben poco precisi sui luoghi: la Londra dei romanzi di Dofoe o di Fielding manca di

dettagli visivi che invece troviamo nella Londra di Dickens.

La Londra di “Tom Jones” (1749) di Martin Amis, ad esempio, è descritta interamente in termini di differenze di

classe e di status tra i suoi abitanti e non c’è nessun tentativo di “far vedere” la città al lettore o di descriverne il

primo impatto percettivo su un giovanetto venuto dalla compagna.

Il romanzo “Oliver Twist” (1838) di Dickens presenta, al contrario, una descrizione molto dettagliata di Jacob’s

Island.

La differenza tra questi due romanzi nei confronti della caratterizzazione dell’ambiente è spiegata dal fatto che

tra essi intercorre un momento storico importante: il movimento romantico fa aprire gli occhi alla gente sulla

sublime bellezza del paesaggio e, successivamente, sul cupo simbolismo dell’urbanistica delle grandi città

nell’era industriale.

GLI ELENCHI

Un catalogo di articoli distinti sembra fuori luogo in un romanzo basato sulla caratterizzazione e sull’azione.

Tuttavia, la prosa narrativa è capace di assimilare ogni genere di discorso non specificatamente narrativo,

quali lettere, diari, disposizioni e persino elenchi, e di adattarlo ai propri fini. Spesso succede che l’elenco è

riprodotto nella sua forma verticale e contrasta con il discorso che lo ingloba.

Beckett, ad esempio, in “Murphy” ridicolizza le descrizioni convenzionali della narrativa, elencando gli attributi

fisici della sua eroina in maniera stilistica ed anonima.

Un genere che fa grande utilizzo degli elenchi è il romanzo popolare contemporaneo sulla vita dei ricchi,

diretto soprattutto a un pubblico femminile, che è conosciuto nell’ambiente dell’editoria sotto il nome di “Sesso

e Spesa”: questi romanzi contengono descrizioni dettagliate dei generi di lusso acquistati dall’eroina, fino

all’etichetta dell’ultimo stilista.

LA PRESENTAZIONE DEL PERSONAGGIO

Il personaggio è la componente più importante del romanzo, ma al contempo è anche l’aspetto più difficile da

discutere, in quanto vi sono innumerevoli tipi di personaggi e innumerevoli modi di rappresentarli: personaggio

principali, personaggi minori, personaggi piatti, personaggi a tutto tondo, personaggi visti dall’interno della loro

mente (la signora Dalloway di Virgina Woolf) e personaggi visti dall’esterno.

Il modo più semplice e anche quello più comune per introdurre un personaggio è quello di darne una

descrizione fisica e un riassunto biografico. I romanzieri moderni, invece, preferiscono lasciare che i fatti

riguardanti il personaggio emergano gradualmente, diversificati, oppure attraverso le loro azioni o parole. Ad

esempio, sia George Eliot sia Christopher Isherwood evocano l’aspetto fisico delle loro eroine mettendo a

fuoco le mani e il viso, lasciando al lettore il compito di immaginare il resto.

Sally Bowles, protagonista del romanzo di Isherwood dall’omonimo titolo, viene descritta dall’autore a partire

dai suoi abiti: il suo agghindarsi di seta nera per una semplice visita pomeridiana denota, ad esempio, il

desiderio di fare colpo e la provocazione sessuale.

LA SORPRESA

La maggior parte dei racconti contiene un elemento di sorpresa: questo effetto di sorpresa veniva chiamato da

Aristotele “peripéteia” o capovolgimento e indicava l’improvviso spostamento da uno stato di caso al suo

opposto, spesso combinato con l’ “agnizione”, ovvero la trasformazione dell’ignoranza di un personaggio in

conoscenza.

Un esempio di effetto a sorpresa riuscito e realizzato strategicamente è quello utilizzato da Thackeray in

“Vanity Fair”: la protagonista è una governante orfana e senza un soldo, la quale è sorpresa nel sentirsi fare

un’offerta di matrimonio da un baronetto, ma la giovane donna tuttavia è già sposata. L’autore decide di

interrompere qui il quarto numero della pubblicazione, così da lasciare in sospeso l’attesa dei lettori e da

genere curiosità per sapere l’identità del marito della giovane.

L’ANACRONIA

L’anacronia è una tecnica narrativa che permette di rappresentare i fatti narrati non necessariamente secondo

collegamenti di causalità e ironica tra eventi molto lontani l’uno

un ordine cronologico, ma attraverso dei

dall’altro. flashback flashforward.

Esempi di anacronia sono i e i

L’anacronia è un effetto molto sfruttato nella narrativa moderna e solitamente viene “naturalizzato”, in quanto è

un’operazione della memora o viene descritto mediante la rappresentazione del flusso di coscienza di un

personaggio. Ad esempio, il monologo interiore di Molly Bloom si sposta continuamente da una fase della sua

vita ad un’altra,

IL LETTORE NEL TESTO

un’evocazione del lettore del romanzo o un suo surrogato dentro il testo stesso.

Il narratario è Il

narratario può essere utilizzato in maniera molto informale, come nell’apostrofe familiare del romanziere

vittoriano “Caro lettore” oppure come nella “cornice” di “Mrs. Bathurst” di Kipling, nella quale l’io narrante è

anche il narratario di una storia raccontata da tre personaggi che si cambiano continuamente tra loro i due

ruoli.

Sterne, autore dell’eccentrico romanzo “Tristram Shandy”, nell’affrontare il rapporto narratore­narratario ricorre

a ogni genere di trovate. Ad esempio, imita un comico da music­hall che camuffa tra gli spettatori diverse

spalle e inserisce i loro interventi nella sua scenetta; talvolta, invece, lo scrittore incarna il lettore in una dama o

in un gentiluomo che vengono da lui interrogati, presi in giro, criticati o adulati per divertire e ammaestrare il

resto dei lettori.

LE CONDIZIONI ATMOSFERICHE

Fino al 18esimo secolo veniva dedicata poca attenzione al tempo atmosferico nella narrativa in prosa.

Nel 19esimo secolo, invece, il tempo atmosferico diviene un elemento molto importante nella narrazione.

Questo cambiamento fu in parte dovuto alla rivalutazione della natura indotta dalla poesia e dalla pittura

romantica, in parte all’accrescimento interesse letterario per l’individualità, per gli stati di sensibilità che

influiscono sulle nostre percezioni del mondo esterno o ne subiscono l’influsso. poetica”,

Il tempo atmosferico è ciò che fa scattare quell’effetto che Ruskin definisce “fallacia ovvero la

proiezione di sentimenti dell’uomo nei fenomeni del mondo della natura. Tuttavia, la definizione di Ruskin

aveva un’accezione negativa, in quanto Ruskin pensava che questo effetto fosse un sintomo della decadenza

dell’arte e della letteratura moderne. In realtà la fallacia poetica, se usata con intelligenza e descrizione, è uno

stratagemma della retorica che riesce a produrre effetti commoventi e di grande intensità.

LA RIPETIZIONE

La ripetizione è tipica della lingua inglese, anche se ci appare come qualcosa di normale. Tuttavia, la

ripetizione viene usata come tecnica narrativa dai romanzieri per la realizzazione di opere mistiche e religiose,

come ad esempio “L’arcobaleno” di Lawrence, nel cui capitolo di apertura echeggiano le ripetizioni

terminologiche e i parallelismi del Vecchio Testamento.

L’INTERTESTUALITA’ la parodia, il pastiche, il

Esistono molti modi mediante i quali un testo può far riferimento a un altro testo:

calco, l’allusione, la citazione diretta e il parallelismo strutturale.

Alcuni teorici credono che l’intertestualità sia la condizione base della letteratura, che tutti i testi siano tessuti

con l’ordito di altri testi. Tuttavia, gli scrittori impegnati nel realismo tendono a negare questo principio.

Richardson, ad esempio, credette di aver inventato un genere interamente nuovo e totalmente indipendente

con il romanzo “Pamela”, ma in realtà era semplicemente basato su un archetipo fiabesco.

Il romanzo inglese più importanti che fece seguito a questo fu “Joseph Andrews” di Fielding, che inizia con una

parodia di “Pamela” e poi incorpora un rifacimento della parabola del Buon Samaritano e molti brani scritti in

stile eroicomico.

Conrad nel romanzo “La linea d’ombra” racconta la storia di un giovane ufficiale della marina mercantile a cui

viene offerto il suo primo comando su un veliero il cui capitano è morto in mare. L’equipaggio si ammala di

febbre tropicale e la descrizione dei marinai malati e indeboliti richiama “La ballata del vecchio marinaio” di

Coleridge: il vecchio marinaio della ballata di Coleridge uccide un albatro e in questo modo attira la

maledizione sulla nave sotto forma di bonaccia e pestilenza; qualcosa di simile avviene nella storia di Conrad,

in quanto la cattiva azione che attira la maledizione del marinaio sulla nave viene attribuita al capitano morto,

ma per il narratore ciò che accade in seguito è un’esperienza quasi religiosa, non molto diversa da quella del

marinaio di Colerdige. I riecheggiamenti sono la prova del fatto che Conrad conosceva la poesia di Coleridge,

ma potrebbe anche darsi che Conrad li abbia introdotti involontariamente.

Un’altra opera caratterizzata da intertestualità è l’”Ulisse” di Joyce, la quale venne definita da Eliot come un

artificio strutturale “che sviluppava un parallelismo continuo tra contemporaneità e antichità” e la quale è ricca

di parodie, pastiches, citazioni e allusioni a ogni genere di testo.

La stessa “La terra desolata di Eliot” instaura un parallelismo tra la contemporaneità e la leggenda del Graal e

fa riferimento a molte opere diverse.

IL ROMANZO SPERIMENTALE

Il “romanzo sperimentale” è una definizione coniata da Zola per sostenere che esisteva una sorta di

equivalenza tra la sua narrativa a intento sociologico e l’esplorazione scientifica del mondo naturale.

La seconda e la terza decade del XX secolo furono caratterizzati dal romanzo sperimentale, i più grandi nomi

sono Joyce, V. Woolf ed E. Bowen.

Un esempio originale di romanzo sperimentale è rappresentato da “Living” di H. Green, il quale è

caratterizzato dall’emissione sistematica degli articoli dal discorso narrativo. Questa pratica attuata da Green è

facile da comprendere, mentre altre sono più difficili e problematiche: alcune deviazioni stilistiche pongono un


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche (BRESCIA - MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glibertino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Bendelli Giuliana.

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