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La letteratura nel lettore: per una stilistica affettiva

Il significato come evento

L’atto della lettura non può avere luogo senza nessuno che legga: la lettura non è un oggetto che si trova dentro il testo ma è un evento che il lettore deve fare accadere; il significato è incastrato nell’enunciato. Coglierlo è un atto di astrazione; la lettura è una esperienza temporale che procede di elemento in elemento, continuamente formando e modificando strutture di coerenza fra gli elementi in questione.

Le componenti di un enunciato vengono considerate:

  • In rapporto l’una con l’altra
  • In rapporto con uno stato di cose in rapporto al mondo esterno
  • In rapporto ad una condizione mentale del parlante-autore

Se si considerano gli enunciati come contenitori del significato si crea una classe ampia di enunciati che, poiché producono immediatamente senso, vengono considerati oggetto d’analisi poco interessante. Il lettore produce senso dagli enunciati secondo lo stesso meccanismo secondo cui il soggetto senziente produce senso dal mondo circostante.

The Affective Fallacy di Wimsatt e Beardsley: la fallacia affettiva è la confusione fra ciò che il testo è e ciò che il testo fa; al contrario, la letteratura significa ciò che fa.

La logica e la struttura della risposta

È impossibile significare la stessa cosa in due modi diversi; abbiamo la sensazione che ciò avvenga perché all’esperienza sostituiamo un’astrazione del significato che abbiamo prodotto attraverso l’esperienza. L’analisi esperienziale della lingua è temporalmente lineare, non dipende dalla logica linguistica o grammaticale, che invece riordina gli elementi secondo una scala assiologica. Un vantaggio del metodo sta nella sua applicabilità ad enunciati che non producono senso.

Il Fedro è costruito da segmenti autonomi, ciascuno regolato da una propria logica interna; l’adesione ad una di esse comporta la negazione delle altre, esse non sono conciliabili. Il lettore comprende che non si deve interessare alle questioni che sono oggetto del dialogo, perché la questione vera si trova ad un livello più alto: è l’opera stessa a trasmettere i mezzi per negare sé stessa.

Le contraddizioni portano a riesaminare le premesse, premesse che si era stati invitati ad assumere e che probabilmente già si condividevano. Leggere il Fedro significa consumarlo; esso conduce il lettore da un punto ad un altro attraverso una continua negazione del proprio senso; è la rappresentazione mimetica dell’ascesa platonica. Il Fedro rappresenta una critica radicale della coerenza interna intesa in senso morale; il metodo si risolverà in una descrizione della struttura della risposta.

La fallacia della fallacia affettiva

L’oggettività del testo è un’illusione che poggia sui presupposti sbagliati che fanno il testo completo e autosufficiente. In realtà, l’arte è una forma cinetica; una critica che consideri il testo in sé rende spaziale un’esperienza che è in realtà temporale, non dà ragione della dinamicità dell’opera. Dato che i parlanti di una lingua condividono un sistema di regole che ciascuno di essi ha interiorizzato, la comprensione sarà in un certo modo uniforme (vs. l’obiezione secondo cui la soggettività del lettore renderebbe impossibile qualsiasi generalizzazione in merito alla risposta).

Un’ulteriore restrizione regolatrice è la “competenza semantica” (Ronald Wardhaugh, crede che il significato debba essere estratto dal testo), che consiste nel patrimonio esperienziale della lingua che il lettore possiede. L’intrecciarsi fra loro dei diversi sistemi di “competenza semantica” consentirebbe di rendere ancora più prevedibile la gamma delle risposte; purtroppo, tali sistemi non sono ancora stati completamente formulati.

I trasformazionisti intendono la comprensione come una funzione della percezione della struttura profonda; vi è nel lavoro di molti linguisti una tendenza a sottovalutare la struttura superficiale. Molti errori di comprensione vengono causati dall’adozione di strategie improprie; nell’analisi esperienziale, l’adozione temporanea di queste strategie improprie è essa stessa la risposta alla strategia di un determinato autore.

Il lettore informato (simile al lettore maturo di Wanderough o al lettore maturo di Milton): è madrelingua; possiede una padronanza matura della lingua; ha competenza letteraria. “Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che non ho risposto all’accusa di solipsismo, ma ho semplicemente mostrato il fondamento logico di un procedimento solipsistico. Un’obiezione simile tuttavia sarebbe valida solo se avessimo a disposizione un procedimento migliore […].”

Il metodo non distingue fra effetti letterari e non letterari, ossia non è in grado di offrire paradigmi tali da poter distinguere oggetti artistici da oggetti non-artistici, implicitamente dunque non afferma alcuna superiorità della letteratura. Il metodo inoltre non indaga se gli effetti che si producono siano casuali o intenzionali. Le dispute letterarie non si basano su disaccordi sulla risposta, ma sulla risposta alla risposta. L’analisi dell’esperienza della lettura in teoria non ha mai fine; una conclusione positiva è ciò a cui tende la critica tradizionale ed è ciò che la maggior parte della letteratura frustra: la necessità di semplificare e concludere.

Altre versioni, altri lettori

I. A. Richards

Noi parliamo delle cose come se possedessero delle qualità, mentre a rigore dovremmo parlarne solo in relazione all’esperienza che noi ne facciamo, alla risposta che esse producono in noi. Vi è una separazione netta fra linguaggio scientifico (vero/falso, uso il linguaggio in relazione a oggetti) e linguaggio emotivo (uso il linguaggio in relazione a emozioni). Il linguaggio referenziale, quando compare in poesia, non ha il valore di linguaggio referenziale.

Richards rifiuta di identificare il testo col significato, ma non dà nemmeno spazio all’esperienza della decodifica; il significato è tutto della sensazione (impulsi e atteggiamenti) suscitata dall’attraversamento del testo, non ci si deve soffermare sul suo significato.

Empson

In realtà, ciò ci appare come sensazione è, in molti casi, una struttura elaborata di significati elaborati fra loro. Concorda nel distinguere due linee di fruizione: quella intellettuale e quella emozionale; ma contesta l’idea che sarebbe meglio eliminare l’interconnessione fra le due (è la fonte della posizione di Fish). Empson non segue l’esperienza del lettore, ma una struttura arbitrariamente ordinata che permea [...]

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Dell'Aversano Carmen.
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