Il bildungsroman
Nell’epica classica l’eroe era un uomo adulto, ricordiamo Achille, Ettore o Ulisse. Con il primo eroe enigmatico dell’età moderna, questo paradigma si incrina. Amleto è un uomo di 30 anni, un adulto per la cultura rinascimentale, che ha smesso di essere giovane da un bel pezzo, ma non per la nostra cultura.
Una spinta decisiva in questa direzione fu data da Goethe che fissa nella gioventù la parte più significativa dell’esistenza. Nasce il bildungsroman, e nasce anche un nuovo eroe, nella persona di Wilhelm Meister, che insieme ai suoi successori come Elisabeth Bennet, Bel Ami, David Copperfield o Lorenzo Tramaglino, ha in comune il mero fatto di essere giovane. La gioventù diventa per l’epoca moderna l’età che racchiude il senso della vita.
Nelle società di status, o tradizionali, l’essere giovane significa non essere ancora adulto, ci ritroviamo di fronte ad una gioventù insignificante e invisibile. Poi però la società di status crolla, le campagne si svuotano, le città si popolano, cambia anche il mondo del lavoro; l’apprendistato non è più visto come un cammino lento e prevedibile verso il lavoro del padre. I nuovi equilibri e le nuove leggi del mondo capitalistico rendono più aleatorio il passaggio generazionale. Nasce il concetto nuovo di mobilità.
Nasce nell’animo dei giovani l’insicurezza del futuro e l’irrequietezza interiore. Mobilità e interiorità sono i due termini che vengono maggiormente associati alla gioventù. Anche se essa è anche altro (influenza maggiore da parte della scuola, nuovo rapporto con la natura, ecc.) il romanzo di formazione considera rilevanti solo i concetti di interiorità e mobilità.
La gioventù viene scelta come simbolo di una nuova epoca perché permette di accentuarne il dinamismo e l’instabilità, imponendole di condividerne l’inafferrabilità. La gioventù non dura dunque in eterno. Dinamismo e limite, irrequietezza e senso della fine sono le caratteristiche del romanzo associate alla gioventù, e con questi presupposti la sua struttura non può che essere intimamente contraddittoria.
Esistono molte differenze tra i vari tipi di romanzo di formazione, quella principale che propone questo testo è quella relativa al tipo di intreccio, relativo al principio di classificazione o a quello di trasformazione. Secondo il principio di classificazione, come nel romanzo familiare o nella forma classica del bildungsroman, gli eventi della storia trovano il loro significato in relazione al finale. Secondo il principio di trasformazione è vero il contrario, ciò che conferisce senso al racconto è la sua narratività, il suo essere open-ended.
I due principi corrispondono a due stati d’animo nei confronti della modernità, ingabbiata ed esorcizzata dal principio di classificazione, ipnotizzante ed esagerata dal principio di trasformazione. Tutto ciò si traduce in uno sdoppiamento dell’immagine della gioventù. Uno stadio transitorio che porta ad una fase stabile, la maturità, per il processo di classificazione. Se prevale invece quello di trasformazione, la gioventù rifiuta la maturità perché provoca una perdita di significato. Maturità e gioventù sono dunque inversamente proporzionali.
La gioventù accerchiata
Il primo capitolo del David Copperfield comincia con “I am born” e come lui anche altri romanzi come Jane Eyre, Tom Jones e Grandi Speranze attribuiscono…
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