Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

quali si possono fare buoni affari e pensa che “col denaro in tasca si è a casa in

qualunque posto”.

A prima apparenza Robinson Crusoe sembra appartenere alla categoria speciale dei

“viaggi e avventure”, ma la dipendenza dell’intreccio dal viaggio tende a collocarlo

in una posizione piuttosto periferica nella linea di sviluppo del romanzo poiché

allontana l’eroe dalla sua normale ambientazione in un insieme stabile e coesivo di

relazioni sociali. Il profitto è l’unica vocazione di Crusoe e l’intero mondo è il suo

territorio.

L’amore romantico non ha avversario maggiore, tra i romanzieri, di Defoe. Perfino

la soddisfazione sessuale tende ad essere minimizzata. Non sorprende, dunque, che

l’amore abbia così minima parte nella vita di Crusoe e che perfino le tentazioni del

sesso siano escluse dalla scena dei suoi maggiori trionfi, l’isola. Quando Crusoe

torna alla civiltà, il sesso resta ancora strettamente subordinato agli affari. Le donne

hanno un solo importante ruolo, quello economico.

Le relazioni di Crusoe con Venerdì sono egocentriche. Non gli domanda che nome

abbia, gliene impone uno. Perfino nel linguaggio, egli è un rigido utilitarista. I

legami emotivi e le relazioni personali in generale hanno, dunque, un ruolo assai

minore in Robinson Crusoe tranne quando sono centrati su faccende economiche.

Il godimento è subordinato al capitale, anche se, in qualche giorno invernale, Crusoe

si dà a qualche piacere. Se non danza coi suoi caproni, almeno vi gioca assieme e

gioca col suo pappagallo e coi suoi gatti, ma le sue soddisfazioni più profonde

provengono dall’osservare i suoi depositi di beni.

2. Il fascino delle avventure di Crusoe deriva principalmente dagli effetti della

specializzazione economica. La divisione del lavoro ha fatto molto per rendere

possibile il romanzo. In parte perché più specializzata è la struttura sociale e

economica e maggiore è il numero di differenze significative per carattere,

atteggiamenti e esperienze nella vita contemporanea che il romanziere può ritrarre e

che possono interessare i lettori. Inoltre, aumentando il tempo libero, la

specializzazione crea nel pubblico dei particolari bisogni che il romanzo soddisfa.

Defoe colloca il suo eroe in un ambiente primitivo in cui il lavoro può essere

presentato come vario e attraente. L’assiduità di Crusoe non può essere messa in

dubbio: si concede pochissimo tempo per il riposo e, perfino con l’arrivo di nuova

manodopera, egli non comincia un periodo di rilassamento ma di espansione della

produzione. Chiaramente, Defoe appartiene alla tradizione del protestantesimo

ascetico. Robinson Crusoe è certamente il primo romanzo nel senso che è la prima

narrativa d’immaginazione in cui le attività quotidiane di una persona ordinaria sono

al centro di una attenzione letteraria continua.

L’individualismo economico spiega molto del carattere di Crusoe, la specializzazione economica e

l’ideologia che vi è associata aiutano a rendere ragione del fascino delle sue avventure ma è

l’individualismo puritano che controlla il suo spirito. L’elemento comune a tutte le forme di

protestantesimo, è la sostituzione del governo della chiesa come mediatrice tra l’uomo e Dio con

una visione religiosa in cui è l’individuo stesso primariamente responsabile della propria direzione

spirituale.

Gli aspetti del nuovo orientamento protestante che sono fondamentali sia per il Crusoe che per lo

sviluppo dei presupposti su cui si basa il realismo formale del romanzo sono:

• La tendenza ad aumentare la coscienza del sé come entità spirituale;

• La tendenza verso una certa democratizzazione morale e sociale.

L’importanza di questo modello soggettivo e individualistico nell’opera di Defoe e nel sorgere del

romanzo è molto evidente.

Robinson Crusoe inizia quel modo di trattare l’esperienza nel romanzo che gareggia con

l’autobiografia e supera altre forme letterarie nello svelarci l’aspetto morale, intimo dell’individuo.

Defoe nacque in una famiglia puritana e fu allevato in quella fede. Il padre era un “dissidente”,

forse un battista o, più probabilmente, un presbiteriano: in ogni caso, un calvinista. Mandò il figlio

in una scuola di “dissidenti” probabilmente per farne un prete. Nulla suggerisce che Robinson

Crusoe dovesse essere un “dissidente” ma, d’altro lato, il tenore delle sue riflessioni religiose è

spesso di carattere puritano. Crusoe mostra spesso segni di “bibliolatria”: nella sola prima parte del

Robinson Crusoe cita circa venti versetti della bibbia oltre a far altri riferimenti più brevi e, talvolta,

cerca il consiglio divino aprendo la Bibbia a caso.

LE ORIGINI DEL ROMANZO BORGHESE

L’esperienza privata ed il romanzo.

L’opera di Richardson si basa sull’autenticità con cui egli rappresentava i sentimenti,ma per questo

non può essere considerato un sentimentalista poiché non credeva nell’innata bontà dell’uomo. Egli

coinvolge il lettore nell’intimità domestica dei personaggi, attraverso la quale ci apre il loro mondo

interiore.

Il suo realismo formale si nota nelle descrizioni temporali dettagliate e nel trattamento di temi non

comuni ai lettori dell’epoca. In questo differisce da Defoe, infatti quest’ultimo descriveva

minuziosamente le cose, egli descriveva altrettanto minuziosamente le persone e i loro sentimenti.

Per farlo, utilizzò l’espediente della narrazione epistolare, tramite cui poteva esprimere più

direttamente i sentimenti. In realtà, tale modalità di scrittura rifletteva un cambiamento della

mentalità della gente, che si muoveva verso una concezione più soggettiva e individualistica della

vita, le cui cause sono riscontrabili soprattutto nella religione cristiana.

Nel 18° secolo, Londra aveva una grande importanza. La gente più ricca si espandeva verso nord e

ovest, le gente più povera verso est. Questa vicinanza fisica e le grandi distanze sociali mettevano al

centro della vita dell’uomo la componente materialistica più che quella spirituale. Defoe visse

pienamente Londra in tutte le sue sfaccettature, dalla ricchezza alla povertà e perfino al carcere.

Egli descrisse molti degli aspetti positivi dell’urbanizzazione di Londra, e vi era in lui ancora il

ricordo dei giorni precedenti al Grande Incendio.

Diverso è l‘atteggiamento di R. nei confronti di Londra, vista con diffidenza e talvolta con timore.

Ma tra lui e Defoe vi erano già stati dei cambiamenti epocali tra cui l’abbattimento del “City Wall”

e molte altre riforme, che avevano cambiato anche l’organizzazione sociale. Inoltre, una grande

città come Londra, non permetteva la creazione di legami sociali solidi, in quanto era dispersiva, e

di ciò R. ne soffre. Ma la via d’uscita a questo tipo di urbanizzazione era fornita dai quartieri

suburbani, che offrivano una via di fuga dalla strade affollate. Tuttavia, il sobborgo era il luogo

dove viveva la borghesia, e da cui sia i ricchi che i poveri erano esclusi. Per cui ne divenne il luogo

privilegiato e fu considerato come “il tentativo collettivo di vivere una vita privata”, soprattutto per

le donne. A poco a poco, questi cambiamenti modificarono anche la struttura delle case, in cui

ognuno aveva la propria stanza, persino la servitù. Infatti Pamela si ritirerà nella sua stanza per

scrivere al padre. Questo cambiamento fu solo il primo di una lunga serie che sfociò poi, con

V.Woolf, all’esaltazione degli spazi privati come primo passo per l’emancipazione femminile.

Tornando a R., egli fu il primo ad occuparsi di questa nuova sensibilità femminile. E lo fa attraverso

una tecnica nuova per una donna, legata al fatto che in Inghilterra c’era stato un forte aumento

dell’alfabetizzazione femminile. La penna, allora, divenne il mezzo per esprimere le proprie

emozioni e per ritirarsi dalla società in cui R. non si identificava.

La sua tecnica epistolare gli offrì la possibilità di raggiungere il cuore umano e lo incoraggiò a

esprimere in maniera dettagliata i sentimenti. Per cui, descrive le vicende come se fossero reazioni

soggettive dei protagonisti agli eventi nel momento in cui questi avvengono, utilizzando il tempo

presente, e rendendo il lettore partecipe degli eventi. Differisce quindi dalla tecnica di Defoe, che

tendeva a selezionare e riassumere gli venti più significativi. Inoltre, questo tipo di narrazione era

l’unico capace di descrivere la più privata delle esperienze, quella sessuale, in cui l’autore

proiettava le sue fantasie in modo anonimo.

Dal punto di vista linguistico, il linguaggio che utilizza è poco colto ma allo stesso tempo cerca di

descrivere esattamente i processi psicologici.

Ci fu un’altra novità di cui i romanzi di R. si fecero portavoce: la narrazione aveva come mezzo

privilegiato la scrittura e non l’oralità, come era stato fino a poco tempo prima. In realtà, è la nascita

del giornalismo a sancire l’inizio di questa innovazione. Si creava comunque un paradosso: al più

impersonale dei mezzi di comunicazione (la stampa) era affidata una letteratura basata più sulla

sfera interiore.

Con R., quindi, il lettore si identifica pienamente con i personaggi e con le azioni da essi compiute,

quasi fossero reali.

La storia di Pamela è una variante in chiave moderna di quella di Cenerentola, entrambe

compensazioni fantastiche alla monotonia della loro esistenza. Questa combinazione tra realtà e

fantasia, tra realismo formale e romance, si realizza sia a livello esteriore che a livello interiore, ed è

la chiave del successo del romanzo borghese.

Richardson romanziere: Clarissa.

A differenza di Defoe, R. era consapevole delle innovazioni da lui apportate.

In Pamela, la narrazione ha un unico punto di vista, che può indurre a chiedersi se sia attendibile o

meno.

In Clarissa, i punti di vista sono quattro, in quanto vi è uno scambio epistolare tra due donne e due

uomini. Per non correre il rischio di disperdere l’azioni, R. interviene nel testo in veste di curatore e

dispone le lettere raggruppandole per parte, seguendo l’ordine degli avvenimenti.

Crea il contrasto tra due mondi molto diversi, quello femminile e quello maschile, e all’interno, tra i

caratteri diversi dei vari personaggi. Varia anche il ritmo della narrazione, che va da lunghe

descrizioni a veloci sintesi.

Clarissa, per R., incarnava le virtù femminili, inoltre sapeva scrivere, conosceva il latino e sapeva

fare la quattro operazioni. Tutto ciò era per l’epoca molto più di quanto una donna comune fosse in

grado di fare.

Per quanto riguarda il tema trattato in Clarissa, egli continua quello della virtù ricompensata di

Pamela, ma con una differenza: la ricompensa di Pamela era terrena, quella di Clarissa

trascendentale, ricevuta con la morte. Nonostante ciò si protrae a lungo nel descrivere tutti i dettagli

dei rituali dopo la morte. Qui però R. non voleva dare alla morte un valore religioso, ma tiene conto

della letteratura funeralesca dell’epoca (Blair, Young, Hervey).

R. risolse anche alcuni problemi formali del romanzo e lo portò al massimo splendore, creando

un'opera seria e coerente, ricca di riflessioni morali e sociali. Tuttavia, la volgarità stilistica e

morale non gli permette di ricevere oggi i meritati riconoscimenti.

All’inizio Clarissa si trova tra due complessi conflitti, quello di classe e la lealtà familiare. Infatti da

una parte è attratta da Lovelace, che è peraltro di un classe sociale più elevata, dall’altra deve

obbedire alla famiglia che vuole darla in sposa a Solmes, per il quale Clarissa nutre una sorta di

ribrezzo. Ciò che fa precipitare la sua tragedia è l’autoritarismo della sua famiglia, legato anche ai

valori dell’individualismo economico. Neanche il fratello e la sorella le sono solidali, anzi provano

invidia nei suoi confronti poiché è l’unica ad aver ereditato le proprietà del nonno, pur non essendo

la primogenita.

Clarissa, perciò, non ha alleati ed è sola a lottare contro Lovelace e la sua famiglia. Lovelace la usa

per gratificare il suo orgoglio di casta, di sesso e di intelletto. Incarna il nuovo stereotipo femminile,

così come Lovelace incarna quello maschile, contro il quale si spiega la timidezza della stereotipo

femminile, a difesa della propria virtù.

La passione era messa su un piano più alto rispetto al matrimonio, e in questo conteso, l’analisi che

R. fa del libertino è estremamente negativa, considerandolo infatti un barbaro. Ma il senso

dell’onore di Clarissa gli dimostra che la sua non era un’ipocrita finzione, fino al punto in cui lui si

ricrede sul suo conto e ammette la sua grande forza spirituale, molto più tenace della sua forza

fisica.

Clarissa è la capostipite del tema della donna perseguitata, che viene successivamente ripreso dalla

letteratura romantica e gotica. La sua passività nei confronti dello stupro, in quanto Clarissa era

stata narcotizzata, toglie ogni dubbio su un suo possibile compiacimento, e mostra che solo quando

lo spirito della donna è assente, l’animalità dell’uomo può prendere il sopravvento.

C’è un forte legame tra il sesso e la morte, riscontrabili in più occasioni, come quando lei pur di

salvare la propria virtù, offre al Lovelace di coltelli per farsi uccidere, oppure muore dopo aver

subito lo stupro. Anche per Lovelace la sola via d’uscita è la morte, che egli stesso ha provocato e

di cui è stato avvertito in un sogno premonitore.

In realtà, le divergenze tra i due individui sono rappresentative di più ampi conflitti della società.

Fielding e la teoria epica del romanzo.

Secondo Fielding, il romanzo è un’ epica comica in prosa”, cioè la continuazione di una tradizione

narrativa antica. Defoe era di tutt’altro parere, poiché a lui importavano i fatti concreti più che i

romance e le favole. Neanche Richardson era favorevole a questo genere poiché ne criticava i

costumi e la morale aggressiva e aristocratica, che egli criticava nei suoi romanzi. La sua fortuna era

dovuta al fatto di aver trascurato questi vecchi modelli letterari, per soffermarsi sulla vivida

coscienza della vita reale e dei sentimenti.

In generale, l’epica non poteva attecchire nel ‘700 perché era stata composta in un periodo in cui il

contesto culturale e politico era molto diverso da quello dell’Inghilterra settecentesca. Inoltre,

poiché era destinato ad una trasmissione orale,si adattava poco ai nuovi canoni del romanzo.

Diverso è l’atteggiamento di Fielding, che era immerso nella tradizione classica e seguiva nello

scrivere le regole aristoteliche. Ma anche se il Joseph Andrews possiede 5 delle 6 caratteristiche

dell’epica, non sembra una narrazione epica. Quest’opera non ha una struttura unitaria, poiché fu

iniziata come parodia di Pamela e continuato sulla scia del romanzo picaresco.

L’intento di Fielding era quello di creare una variante comica dell’epica, e per questo motivo non

poteva imitarne né i personaggi né i sentimenti. Ma le caratteristiche più importanti dell’intreccio

epico nel contesto comico sono: l’suo della sorpresa e le battaglie eroiche in forma burlesca. L’uso

del “sorprendente” si ha ogni qual volta Tom Jones si trova davanti ad un fatto fortuito o dovuto al

caso, mentre le battaglie eroiche richiamavano l’epica, ma erano in forte disaccordo col realismo

formale dei suoi tempi, poiché gli eventi sono poco probabili e l’attenzione è rivolta più sul modo in

cui l’autore manipola gli eventi e crea dei parallelismi con altre vicende epiche, che non sul

racconto vero e proprio.

Tuttavia, il Joseph Andrews, più che un romanzo epico sembra una sua parodia, infatti nella

prefazione Fielding ammette implicitamente che l’imitazione diretta dell’epica è il contrario

dell’imitazione della natura. Per cui, il lettore non riesce a credere nell’autenticità dei personaggi se

la narrazione è interrotta da artifici stilistici epici.

L’Amelia è diverso dagli altri romanzi di Fielding perché non segue più la formula dell’epica

comica in prosa, ma sostituisce gli incidenti scherzoso-eroici modelli più nobili, come quelli

dell’Eneide. Molto più simile al modello di Richardons, Amelia . Dopo questo romanzo, si discostò

sempre di più dalle idee iniziali.

Egli si riteneva uno storico o un biografo la cui funzione era quella di riportare fedelmente la vita

dei suoi tempi, ma a differenza di Defoe e Richardson, aveva alle spalle l’influenza della tradizione

neoclassica.

Tutte queste ambiguità sono spiegabili in un unico modo. Poiché all’inizio della carriera di Fielding,

il termine “romanzo” aveva una connotazione negativa, egli pensò di appoggiarsi ad un genere

prestigioso, l’epica, in un contesto molto elevato.

Fielding romanziere: Tom Jones.

Vi è sempre stato un forte dibattito tra la grandezza di R. e quella di F. Johnson, un grande

estimatore di R., riteneva che la differenza maggiore tra i personaggi creati dai due romanzieri era


ACQUISTATO

15 volte

PAGINE

11

PESO

75.53 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Letteratura Inglese, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Le Origini del Romanzo Borghese, Watt consigliato dalla docente Altese. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il realismo e la forma del romanzo, Richardson, Defoe, il pubblico dei lettori e il sorgere del romanzo, la ristretta alfabetizzazione, il fattore economico, le origini del romanzo borghese.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Altese Maria Paola.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura inglese

Letteratura inglese - storia della letteratura inglese
Appunto
Ritratto dell'artista da giovane, Joyce - Appunti
Appunto
Mrs Dalloway, Woolf - Appunti
Appunto
Riassunto esame Letteratura Inglese, prof. Altese, libro consigliato Le Origini del Romanzo Borghese, Watt
Appunto