Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

In seguito, Giovanni Keplero tornò a confermare la teoria eliocentrica e, al contrario della teoria tolemaica e dello stesso

Copernico, giunse alla conclusione che le orbite dei pianeti non erano circolari, bensì ellittiche.

Keplero spiegò le sue teorie nell’opera Astronomia nova, pubblicata nel 1609; medesimo anno in cui Galileo Galilei

puntava verso gli astri un cannocchiale (sistema di lenti inventato dagli occhialai olandesi e da lui perfezionato per lo

scopo). Nel 1616 l’Inquisizione giudicò la teoria copernicana “stolta e assurda, formalmente eretica” e proibì l’opera di

Copernico finché non fosse stata perfezionata.

Frattanto Galilei iniziò l’opera Dialogo sopra i due massimi sistemi, pubblicato nel 1632, in cui metteva a paragone

Tolomeo e Copernico, mostrando l’inconsistenza degli argomenti sulla teoria geocentrica. L’anno seguente Galilei su

sottoposto a processo dall’Inquisizione e costretto a ritrattare.

Galilei ebbe il merito, inoltre, di individuare un “metodo scientifico”, costituito da due fasi: l’esperimento e l’espressione

nel linguaggio matematico. Secondo lui, infatti, la natura non va solo osservata, ma anche interrogata: non bisogna

attendere che i fenomeni naturali accadano spontaneamente, ma devono essere individuati con precisione e poter

essere provocati e ripetuti più volte dallo scienziato. Egli deve esser in grado di esaminare dettagliatamente questi

fenomeni e, a tale scopo, occorreva procurarsi gli strumenti adatti. Nei fenomeni, inoltre, bisognava individuare delle

dimensioni quantitative misurabili e studiando le relazioni matematiche tra queste quantità, lo scienziato poteva così

raggiungere a rintracciare le leggi scientifiche.

Il più grande interprete del pensiero di Galilei fu l’inglese Isaac Newton (1642-1727) che con la sua legge della

gravitazione universale (1687) sintetizzò gli studi sul moto dei corpi e sulla struttura dell’universo.

Nel 1603 morì Elisabetta I Tudor, ponendo così fine alla dinastia dei Tudor. A lei succedette il suo parente più prossimo,

Giacomo VI, re di Scozia e divenuto (1603-25). Trasferitosi da Edimburgo a Londra, la sua

Giacomo I d’ Inghilterra

ascesa creò per la prima volta un’unione dinastica tra le corone d’ Inghilterra e Scozia.

La situazione religiosa in Inghilterra era piuttosto delicata.

Infatti, (1509-1547) aveva fondato la chiesa anglicana come chiesa nazionale, svincolata da Roma e

Enrico VIII Tudor

subordinata alla corona. Ciò accadde in base ad un’operazione politica: Enrico VIII si era opposto al luteranesimo nel suo

stato (per cui il pontefice gli aveva dato il titolo di “difensore della fede”); tuttavia si era stancato della prima moglie, la

cattolicissima Caterina d’Aragona (zia dell’imperatore francese Carlo V) e nel 1527 aveva chiesto al papa l’annullamento

di tale matrimonio, in favore di quello con la dama di palazzo Anna Bolena. Tuttavia il papa Clemente VII non accontentò

Atto di Supremazia,

il re, per non inimicarsi Carlo V. Così nel 1534, con l’ il parlamento conferì al re il titolo di capo unico

e supremo, anche in campo dottrinale, della chiesa d’Inghilterra. Durante il suo regno, gli oppositori vennero colpiti

duramente e furono soppressi numerosi monasteri ed enti religiosi (cosa che permise alla gentry di arricchirsi, ma

ridusse in miseria la gente che lavorava per il clero). Tuttavia, il sovrano inglese mostrò frequenti oscillazioni di pensiero

tra dottrine luterane e vecchia fede cattolica.

Durante il breve regno del suo successore e suo unico figlio maschio (1547-53) il protestantesimo ebbe

Edoardo VI

42 articoli

un’ulteriore spinta all’interno della chiesa anglicana ad esempio con i di religione (con cui si assumevano alcuni

Libro della Preghiera

principi luterani tra cui la libertà di matrimonio tra ecclesiastici); l’uniformità nella liturgia con il

Atto di Supremazia

Comune e ribadendo ancora l’ .

Alla sua morte gli succedette (1553-1558), figlia maggiore di Enrico VIII e Caterina d’Aragona, e

Maria I Tudor

intenzionata a compiere la restaurazione del cattolicesimo. La sua era una scelta politica-religiosa: sposò Filippo II di

Spagna, campione d’ortodossia; ma si mostrò contraria a ritornare sotto l’autorità del papa. Infatti, rimise in vigore leggi

contro gli eretici (la cui persecuzione gli procurò il titolo di “Sanguinaria”), ma non tolse ai nuovi possessori i beni

ecclesiastici espropriati dal padre.

Poiché Maria e Filippo non ebbero figli, il trono passò alla sorellastra (1558-1603), figlia di Enrico VIII e Anna

Elisabetta Atto di

Bolena. Durante il suo regno la chiesa anglicana mise solide radici nel paese. La regina, infatti, ribadì sia l’

Book of Common Prayer

Supremazia che le riforme liturgiche ed ecclesiastiche di Edoardo VI (ad es il ). La chiesa venne

organizzata su una gerarchia episcopale, che riteneva i suoi componenti discendenti diretti degli Apostoli. Inoltre, essa

era uno dei principali strumenti dell’assolutismo monarchico, in quanto era il re in persona a nominare i vescovi, i quali a

loro volta controllavano i parroci. Molti furono i tentativi di rivolta contro la politica protestante di Elisabetta; ma furono

tutti repressi. In particolare si tentò anche di far salire al trono la regina scozzese Maria II Stuart, figlia di Giacomo V

Stuart re di Scozia e nipote di Enrico VII: considerando che Elisabetta era figlia di un matrimonio di Enrico VIII non

riconosciuto dal papa; la corona sarebbe potuta passare a Maria. La stessa, fu costretta a fuggire dalla Scozia (1568) sia

per l’indignazione popolare per le sue avventure erotico-criminali, sia perché il suo cattolicesimo venne soppiantato dalla

predicazione calvinista di John Knox. In Scozia, infatti, la chiesa assunse forma presbiteriana e solo nel 1567, sotto il re

(1566-1625), figlio di Maria, venne elevata a chiesa di stato e i nobili si appropriarono dei beni

Giacomo VI Stuart

ecclesiastici.

Giacomo I, dunque, si trovo a governare un paese con forti minoranze cattoliche e svariati gruppi di protestanti

dissidenti (cioè i calvinisti definiti in Inghilterra “puritani”), i quali ritenevano la chiesa anglicana ancora troppo legata a

Book

quella cattolica. Ciò che accomunava i vari gruppi protestanti era il loro netto rifiuto per l’autorità vescovile e per il

of Common Prayer e richiedevano la libertà di coscienza e il diritto per le comunità di fedeli di eleggere in autonomia i

propri parroci.

Giacomo I era un forte sostenitore dell’assolutismo monarchico e, non solo negava la libertà di culto ai puritani e adottò

provvedimenti repressivi nei confronti dei cattolici; ma tentò anche di imporre in Scozia il modello episcopale-statalista

della chiesa anglicana. Inoltre, si mostrò titubante nell’intervento accanto ai “fratelli di fede” tedeschi nella Guerra dei

Trent’anni (1618-1648). Infatti, se per obbligo morale avrebbe dovuto intervenire; è anche vero che gli risultava difficile

reperire le risorse finanziarie necessarie, poiché la Camera dei Comuni era sempre restia ad avallare nuove tasse. Il

malcontento, inoltre, crebbe per le troppe inclinazioni positive del re nei confronti di potenze cattoliche come Francia e

Spagna. Alla sua morte, la corona passò al figlio (1625-49) che confermò la linea politica del suo predecessore,

Carlo I

basata sull’alleanza con la chiesa anglicana, la persecuzione dei dissidenti e l’assolutismo regio. Questi partecipò

attivamente alla guerra contro lo schieramento asburgico, sia per interessi religiosi (il settore protestante della

popolazione), sia economici (chi era interessato a riprendere l’attività di pirateria ai danni delle flotte spagnole). Tuttavia,

gli oneri finanziari per la guerra e per il mantenimento della sfarzosa vita di corte costringevano il governo ad adottare

nuove tasse, cosa cui la Camera era contraria. Carlo, allora, impose un prestito forzoso e fece arrestare tutti i magistrati

contrari ai suoi editti. Petition of Rights,

Nel 1628 il parlamento presentò al re la nella quale si esprimeva contrario sia all’incarceramento

arbitrario che all’imposizione di tasse senza il suo consenso. Nel gennaio del 1629 Carlo sciolse il parlamento e non lo

convocò più per altri 11 anni (finanziò le imprese belliche con altri strumenti poco ortodossi; es. estendendo a tutte le

città del regno la ship-money, cioè la tassa che le città costiere pagavano per mantenere la flotta).

Ma la tensione con il parlamento non era l’unico problema del sovrano. Infatti, la sua politica accentratrice, che mirava

ad assoggettare all’autorità regia anche i poteri locali, veniva vista con sospetto dalla gentry, cioè il ceto nobiliare di

proprietari terrieri da cui provenivano gli ufficiali locali e un buon numero di membri della Camera dei Comuni. Alcuni di

essi erano anche esponenti della grande nobiltà decaduta che, come gli altri, volevano mantenere i propri privilegi sulle

cariche pubbliche e difendere le proprietà da un eccessivo carico fiscale.

Anche sul versante religioso, Carlo non godeva di buoni favori. Infatti, convinto dall’arcivescovo di Canterbury William

Laud, forte sostenitore dell’identità fra stato e chiesa e della gerarchia vescovile, impose anche in Scozia il modello

episcopale della chiesa anglicana. Al contrario, i calvinisti, o puritani, volevano purificare la chiesa dagli elementi

dottrinali cattolici e proponevano un modello presbiteriano, basato su comunità composte dai fedeli e dai loro pastori e

dirette da consigli (i presbiteri).

Nel 1638 gli scozzesi si ribellarono e, dopo aver sottoscritto un patto nazionale in cui professavano la loro fede

Covenant

( ), entrarono in conflitto con la corona. Dopo due anni di guerra, nel 1640 Carlo fu costretto a convocare il

parlamento, il quale doveva approvare le spese di guerra per sottomettere i ribelli. Esso si rifiutò e pertanto venne sciolto

“short parliament” poiché durò solo 3 settimane). Dopo poco tempo, però, l’esercito regio otteneva solo

(noto come

pessimi risultati e quando gli scozzesi attraversarono la frontiera con l’Inghilterra, Carlo fu costretto a convocare

“long parliament” carica

nuovamente il parlamento, che prese il nome di , in quanto restò in fino al 1653, e fu dominato

proprio dai puritani sotto la guida di John Pym. Per ottenere i finanziamenti richiesti dovette firmare un documento, in

cui s’impegnava a rispettare la Magna Cartha e acconsentì ad alcune importanti riforme. Il nuovo parlamento, infatti,

voleva aabolire la politica assolutistica del re: processò i suoi principali collaboratori come il duca di Strafford e

Grande Rimostranza

l’arcivescovo Laud (poi condannati a morte); abolì la Camera stellata e presentò la (1641), un

elenco di accuse degli abusi politici e religiosi del re e che avrebbe dato al Parlamento il potere di nominare i ministri.

La rottura tra il sovrano e il Parlamento a questo punto fu inevitabile; al tentativo di Carlo di far arrestare cinque

deputati, Londra rispose con una sollevazione generale.

Nel giugno del ’42 il re fuggì da Londra e riunì un esercito: in agosto scoppiò la guerra civile.

Carlo I contava sulla fedeltà: Il parlamento contava sulla fedeltà:

a livello geografico, delle regioni orientali e a livello geografico, delle regioni centro-occidentali e

settentrionali (meno densamente popolate e più vicine a Londra (dove l’agricoltura era più evoluta

dominate da un’economia agricola e pastorale e c’era una più alta concentrazione di interessi

arretrata); economici e mercantili);

a livello sociale, della vecchia aristocrazia, lord e a livello sociale, della gentry e dei ceti produttivi

esponenti dei ceti imprenditoriali che godevano dei contadini ;

monopoli grazie ai privilegi concessi dal re; a livello religioso, degli appartenenti alle comunità

a livello religioso, degli appartenenti alla chiesa presbiteriane.

anglicana.

I seguaci del re erano detti cavaliers. I seguaci del re erano detti roundheads.

Lo scontro armato andò avanti per due anni, senza vittorie di rilievo.

Nel 1643 il Parlamento si assicurò il sostegno dell’esercito scozzese con la promessa che le Chiese d’Irlanda, di Scozia e

d’Inghilterra avrebbero seguito i principi della Chiesa riformata.

Nel 1644 la situazione volse a favore del fronte parlamentare, poiché (1599-1658) prese la guida

Oliver Cromwell

dell’esercito delle teste rotonde. Egli era membro della gentry ed esponente rigoroso del puritanesimo. Dimostrò di

New Model Army

essere un grande stratega militare con la creazione della : un “esercito di nuovo modello”, composto

prevalentemente da volontari motivati e ben addestrati e in cui era diffuso un clima di democrazia, in quanto i soldati

eleggevano i loro ufficiali ed erano liberi di scegliere la propria religione (ovviamente tra quelle protestanti escluso

l’anglicanesimo ed il cattolicesimo).

Il nuovo esercito sconfisse, il 2 luglio 1644, gli avversari guidati dal principe Rupert nella battaglia di Marston Moor e il

14 giugno 1645 nella battaglia di Naseby.

Nel 1647 si concluse la prima fase della guerra civile, con la consegna di Carlo I al Parlamento e l’abolizione della chiesa

episcopale. Tuttavia il parlamento e l’esercito non costituivano un fronte unitario: il primo, grazie alla presenza dei

presbiteriani era più moderato e favorevole a un compromesso con al monarchia; il secondo, invece, era più radicale,

levellers

propugnando idee di libertà religiosa e piena sovranità popolare (chiamati ). Questi ultimi alla fine di ottobre del

I dibattiti di Putney

’47 si erano riuniti nel sobborgo londinese di Putney per discutere il loro programma politico ( ) e

fecero al re una serie di richieste loro dovute dai diritti naturali e dalla sovranità popolare.

Approfittando di questa spaccatura e rifiutando le condizioni imposte per il suo ritorno al trono, Carlo I fuggì sull’isola di

Wight e concluse un patto con gli scozzesi promettendo loro che, una volta riconquistato il trono, avrebbe instaurato il

presbiterianesimo quale religione ufficiale dei regni inglese e scozzese. Anche in questa seconda fase Cromwell sconfisse

il loro esercito a Preston e il re fu venduto agli inglesi. Dopo che l’esercito ebbe eliminato dal parlamento la sua

Rump Parliament

componente moderata, Cromwell diede vita al cosiddetto (“Parlamento tronco”), che istituì una

commissione per giudicare il re, accusato di tradimento. Nel gennaio del 1649 Carlo I fu processato da un tribunale

speciale del parlamento, condannato a morte e decapitato il 9 febbraio 1649. Il Rump Parliament abolì la monarchia e la

Commonwealth

Camera dei Lord e il 19 maggio venne proclamato un regime repubblicano ( ) che riuniva i regni

d’Inghilterra, di Scozia e d’Irlanda. La sovranità era del parlamento, che però divideva tale potere con l’esercito, così che

per lungo tempo fu più una dittatura militare. Cromwell si oppose alle richieste dei livellatori, i cui capi vennero arrestati

e represse duramente sia la rivolta irlandese (dove si procedette all’esproprio delle terre che furono ridistribuite tra i

Atto di Navigazione

soldati inglesi) che scozzese. Nel 1651 emanò l’ , che riservava solo alle navi inglesi il commercio con

le isole britanniche e impediva agli olandesi l’esercizio delle loro attività. Ciò fu la causa del conflitto anglo-olandese

(1652-1654), che vide l’Inghilterra uscire vittoriosa. Nel dicembre del 1653 Cromwell acquisì il titolo di Lord Protettore,

attribuendosi un potere pressoché assoluto, in quanto si trattava di una dittatura personale, garantita da un esercito

permanente. Sciolse il parlamento (che altri non era che il “parlamento lungo” convocato ne l’40 da Carlo) e ne rielesse

altri due (nel ’53 e nel ‘55), entrambi sciolti perché entrarono in contrasto con lui.

Alla sua morte, l’esercito conferì il titolo di Lord protettore al figlio che però lasciò il potere dopo pochi mesi.

Richard,

Nel 1660, l’intervento del generale George Monk restaurò la vecchia dinastia, nel tentativo di trovare un equilibrio tra

parlamento e monarchia. Infatti, si temeva una ripresa del movimento livellatore, pertanto si richiamò dall’esilio francese

presso la corte di Luigi XIV il figlio del precedente re decapitato, (1660-1685). Il nuovo sovrano

Carlo II Stuart

Act of Uniformity

restaurò la chiesa anglicana ( 1662) e la Camera dei Lords e abrogò le leggi introdotte negli anni della

Atto di Navigazione

: Ciò causò una seconda guerra con l’Olanda (1665-67), finita con uno scambio di

rivoluzione, tranne l’

colonie fra quella olandese di Nuova Amsterdam e quella inglese di Suriname.

Dopo questa “pace”, nel 1668 stipulò un’alleanza con la Svezia e l’Olanda, costituendo un fronte antifrancese, così che

sembrò che Carlo fosse in aperta ostilità con il Re Sole, se pur era cresciuto nella corte francese.

Tuttavia, nel 1670 si alleò segretamente con Luigi XIV al fianco del quale partecipò nella guerra antiolandese (1672-74).

Ciò accadde perché i due sovrani avevano una concezione molto simile del potere regio, basato su un’avversione per le

forme di repubblicanesimo e su una comune volontà di imporre ai propri sudditi una religione statalista e intollerante

(aveva dunque un politica filo cattolica, moderata e conservatrice).

Infatti, la politica religiosa di Carlo II sembrò improntata alla restaurazione del cattolicesimo. Nel 1662 aveva sposato la

principessa portoghese (e cattolica) Caterina di Braganza. Inoltre, iniziò un’ondata di persecuzioni contro oppositori

Corporation Act

politici e dissidenti religiosi e promulgò il , che riservava la partecipazione alle amministrazioni locali solo

agli anglicani e ai lealisti. Test

Nel 1672 promulgò una dichiarazione di tolleranza a favore dei cattolici, ma nel 1673 il parlamento rispose con il

Act

, un documento che imponeva di provare la propria adesione alla confessione anglicana per accedere agli uffici

Habeas Corpus Act

pubblici, escludendo tutti i non anglicani; e nel 1679 con l’ , che andava contro gli arresti arbitrari e le

violazioni di libertà personale. L’influenza del pensiero continentale su nuovo sovrano risultò abbastanza sgradita ai

sudditi inglesi e ciò rese sempre più tesi i rapporti tra corona e parlamento.

Tuttavia, il parlamento non era compatto; ma al suo interno si potevano ben distinguere due schieramenti opposti:

Tories (“banditi irlandesi”), erano fedeli al re, filo cattolici e conservatori in politica come in religione,

avversavano le posizioni calviniste ed erano favorevoli alla chiesa di stato;

Whigs (“contadini scozzesi”), erano radicali, parlamentaristi e puritani, fautori di un governo responsabile e ostili

alle tendenze cattoliche degli Stuart.

In entrambi i partiti si trovavano esponenti dei ceti sociali superiori e, tra i Whigs non era raro trovare membri della

Camera dei Lords. Tuttavia, il regno di Carlo II non vide grandi sconvolgimenti.

Nel 1685 Carlo II morì senza lasciare figli e la corona passò al fratello (1685-1689). Questi si era già

Giacomo II Stuart

proclamato sostenitore dell’assolutismo monarchico di stampo francese e convertito al cattolicesimo, sposando in

seconde nozze la principessa cattolica Maria Beatrice d’Este. Tra le pretese assolutistiche del re c’era la volontà di

istituire un piccolo esercito permanente, cosa che infastidì il parlamento, l’unico a poter predisporre l’istituzione di un

Test Act

esercito in caso di guerra. Giacomo tentò, inoltre, di abolire il e nella primavera del 1688 propose una

dichiarazione di indulgenza nei confronti di cattolici e dissidenti religiosi. La situazione precipitò nel giugno dello stesso

anno con la nascita di un erede (Giacomo III), che fece temere il consolidamento di una dinastia cattolica.

Glorious Revolution

Così il parlamento, temporaneamente compattato in funzione anti - Stuart, diede il via alla “ ”.

I Tories e i Whigs chiamarono come nuovo sovrano (1689-1702), statolder d’Olanda e

Guglielmo III d’Orange

Zelanda e marito di Maria, figlia dello stesso sovrano inglese Giacomo II. Campione del protestantesimo militante,

accettò di difendere la chiesa riformata inglese e sbarcò in Inghilterra con un piccolo esercito. Fra l’acclamazione

popolare, marciò su Londra, dove non ebbe bisogno di combattere perché Giacomo II fuggì presso la corte di Luigi XIV.

Fu una gloriosa rivoluzione in quanto si compì senza spargimento di sangue.

Nel 1689 il parlamento proclamò Guglielmo III e sua moglie Maria nuovi sovrani d’Inghilterra, difensori della libertà

Bill of Rights

religiosa e garanti del Parlamento, e sancì il sistema costituzionale con la sottoscrizione regia della . Il

sistema di governo che veniva a profilarsi vedeva l’attività legislativa in mano al parlamento; mentre il potere esecutivo

spettava al sovrano. Venne emanato anche il Toleration Act, grazie al quale si promuoveva una specie di tolleranza

religiosa e si dava la possibilità a tutti i dissidenti protestanti, eccetto i cattolici, di aderire ed educare i propri figli

Test Act

secondo la propria fede. (Ma resta in vigore il )

Infatti, non si può parlare di tolleranza vera e propria perché lo scopo principale era quello di colpire i cattolici,

considerati traditori. Tuttavia, il cattolicesimo non si estinse.

Nel 700 si assiste a una crescita demografica pari a oltre il 50% rispetto al secolo precedente.

I motivi di questa crescita (con conseguente sviluppo economico) sono da ricercare in una serie di fattori:

Scomparsa delle epidemie di peste (anche se si ebbero due nuove esplosioni nel 1708-11, in concomitanza con

la “guerra del nord” e nel 1720 nella Francia meridionale);

Abbassamento del tasso di mortalità (anche se si presentano nuove malattie come la dissenteria, il tifo, il

vaiolo… queste malattie non aprivano vuoti massicci nella popolazione, che quindi ebbe cmq un trend positivo.

Inoltre, bisogna ricordare che ci fu un sensibile miglioramento delle conoscenze mediche, che poté ridurre i

rischi di infezione);

Attenuazione delle crisi alimentari (la diminuzione della frequenza delle carestie e l’introduzione di nuovi di

prodotti alimentari significò una maggiore soddisfazione della domanda di cibo. In particolare in Inghilterra e

in Olanda ci fu un aumento della resa dei cereali, che addirittura raddoppiò nella seconda metà del secolo).

Verso la metà del 1700 le imprese mercantili e finanziarie, per consolidare le loro fortune, compresero che la circolazione

delle merci non avrebbe dovuto essere ostacolata dai dazi e privilegi feudali, anzi, doveva essere facilitata da un agile

sistema di comunicazione. Occorreva anche che il lavoro umano fosse acquistabile come merce dagli imprenditori per

incrementare i loro profitti. Ma tutto questo era difficile da realizzare con il persistere dei poteri della nobiltà e del clero e

con un’attività manifatturiera. Perciò solo in Olanda e Inghilterra, dove la borghesia si era affermata politicamente già nel

‘600, i capitali accumulati con il commercio e gestiti dalle banche, poterono liberamente riversarsi nell’agricoltura e

nell’industria. Quindi, la crescita demografica, i progressi agricoli, la rivoluzione dei consumi e la visione capitalistica

borghese furono il terreno fertile per l’avvio della Rivoluzione Agricola e Industriale.

Inoltre, questo secolo vede l’aprirsi di numerosi conflitti, per lo più determinati da questioni dinastiche. Il principio

conduttore fu la volontà di instaurare una “politica dell’equilibrio” tra le potenze europee, che sarà raggiunta solo dopo le

due guerre di successione: quella polacca e quella austriaca (dove Maria Teresa d’Asburgo combatté per far riconoscer la

propria corona). Infatti, il problema della successione costituì un pretesto per scatenare guerre di egemonia in Europa,

specialmente nei territori più deboli e poco organizzati.

Questo nuovo equilibrio durerà per decenni grazie ai legami dinastici stretti tra queste potenze. In particolare,

l’Inghilterra riuscì a evitare che le altre potenze europee interferissero negli affari interni: infatti, alla morte della regina

Act of Settlement

Anna ci sarà l’approvazione dell’ , che fa rientrare la successione nelle prerogative del parlamento.

Inoltre, il fatto che la corona passasse a Giorgio I d’Hannover creò un’unione personale con la Germania settentrionale,

ma ciò non portò la Gran Bretagna a una subordinazione di uno stato continentale.

Dopo il 1750, la formazione di un nuovo sistema di alleanze porterà allo scontro noto come Guerra dei Sette anni, che

sancirà la supremazia coloniale della Gran Bretagna.

Le colonie inglesi in America settentrionale erano favorite dall’aumento di popolazione derivato dall’esilio delle minoranze

religiose. La guerra franco-inglese (guerra dei 7 anni 1756-1763) ebbe importanti ripercussioni sull’equilibrio degli imperi

coloniali americani. Le due potenze europee, infatti, si schierarono anche nel continente americano dove, tra vittorie e

insuccessi, la Gran Bretagna ottenne la vittoria, riuscendo a strappare al dominio avversario i forti di Ticonderoga e di

Niagara e, la ben più importante, fortezza di Québec nel 1759 (battaglia in cui morirono entrambi i comandanti – Wolfe,

inglese / Montcalm, francese); nel 1760 con la presa di Montreal ottenne tutto il Canada, finché nel 1763 con la pace di

Fontainebleau la Francia cedette anche la Florida orientale e occidentale al dominio inglese (in realtà era colonia

spagnola, ma le fu ceduta in cambio della Louisiana francese). trattato dell’Asiento

Inoltre, la pressione espansionistica inglese metteva in seria difficoltà i domini spagnoli che, con il

(1713), godevano di diversi privilegi e, dunque, di lauti guadagni per le compagnie. Infatti, la Compagnia britannica delle

Indie Occidentali aveva il diritto di trasportare nelle colonie spagnole 4800 schiavi neri e poteva far giungere anche la

vascello di permissione annual ship

propria nave commerciale nei porti ispano-americani: il famoso “ “ (o ).

Anche i Caraibi furono coinvolti nella guerra dei sette anni, perché in quel mare si combatterono le flotte dei due fronti,

con evidente disastro dell’alleanza franco-spagnola, che cedette alla Gran Bretagna i domini di Guadalupa, Martinica,

Tobago e altre isole francesi (tra cui la stessa Avana, considerata per anni fortezza inespugnabile).


PAGINE

10

PESO

512.07 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura inglese

Riassunto esame letteratura inglese II, prof Capoferro, libro consigliato Semiotica del testo letterario, Panosetti
Appunto
Tesi - A Modest Proposal Jonathan Swift
Tesi
Schemi letteratura inglese 1
Appunto
Strutture del tedesco - Fonetica, fonologia e morfologia
Dispensa