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Sara Bernhardt: una vita straordinaria

Sara Bernhardt ebbe un'infanzia travagliata: da bimba infatti voleva fare la monaca, ma spinta dalla madre (una cortigiana attrice) diventò un'attrice di gran successo mondiale grazie alla sua straordinaria bellezza, alla "voce d’oro" e alla magrezza androgina che le permetteva di interpretare anche ruoli maschili.

Capricci e gusti macabri

L'attrice fu nota per i suoi capricci e per il gusto macabro: non si perdeva un'esecuzione e dormiva in una bara foderata di raso bianco, che usava anche come baule porta valige nelle partenze, fra una funebre abbondanza di fiori. La sua figura di femme fatale fu diffusa dai manifesti degli spettacoli realizzati da Alphons Mucha.

Ammirazione e relazioni

Fu molto ammirata dallo zar Alessandro III. Apparteneva a tutti e a nessuno, ebbe una lista molto lunga di amori, sia maschili che femminili e spesso, quando non lavorava, non esitava a prostituirsi per mantenersi. Tra i suoi flirt fu presente Robert de Montesquiou che, non tanto attratto da lei ma dai suoi personaggi maschili, rimase costernato dal loro incontro intimo (vomitò 2 giorni) e decise di rimanere suo amico. Per farsi perdonare, le dedicò versi che esaltavano la figura della donna. Tra i suoi flirt femminili ebbe una lunga relazione con Louise Abbema, diventata poi sua migliore amica.

Matrimonio e figli

Dopo questo periodo si sposò con un ammaliatore di professione, Jacques Damala, che le procurò molti guai perché, oltre a tradirla, era un morfinomane. Il suo vero grande amore fu il figlio Maurice, avuto dal principe di Ligue, che inizialmente non lo volle riconoscere; quando ci ripensò, fu il figlio a non accettarlo. La madre smise di parlargli perché Maurice accusava ingiustamente il capitano Dreyfus di spionaggio.

Talento e ammiratori

Con il suo talento di attrice, ammaliò Marcel Proust, Oscar Wilde, Henry James, Rostand, Theodore de Benville, Freud, Max Beerdohm e D.H. Lawrence. In contrasto con lei andarono George Bernard Shaw e Anton Cechov.

Relazioni per convenienza

Ci furono altre relazioni per convenienza: quelle con Victor Hugo, che la faceva recitare nelle sue rappresentazioni, e poi Gustave Dare, che la iniziò alla scultura, un'arte utilizzata da Sarah per avvicinare i più potenti. Ebbe molti animali strani, che contribuivano all'opinione di femme fatale, tra cui puma, leoncini, pappagalli.

Stile di vita e viaggi

Il suo pittore preferito era Clairin, a cui si ispirava per arredare la sua casa. Vesteva spesso lunghe tuniche bianche intessute di paillettes d'oro. Viaggiò molto dall'America (qui ritrovò la genitrice grazie a un attore, probabilmente suo fratello, ma non ne volle sapere) all'Australia con quantità di bagagli impensabili.

Vecchiaia e critica

La vecchiaia, alla rappresentazione dell’Amleto, non sembrava mai arrivare fino a 58 anni, quando la critica notò che...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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