Mata Hari
Mata Hari è stata una bellissima donna che venne condannata alla pena capitale per spionaggio. La sua carnagione bruna, i capelli e gli occhi neri la differenziano dalla norma dei suoi conterranei olandesi. Il suo vero nome è Margaretha Geetruida Zelle, era abbastanza bugiarda e cambiava continuamente versione. Incarna perfettamente il desiderio di esotismo degli europei.
La vita e lo stile
Si esibiva, dopo che un annunciatore introduceva il significato della sua danza, in un fastoso abito orientale, ricoperta di braccialetti sia alle caviglie, sia dai polsi fin sotto le ascelle. Il seno non era molto prosperoso, ed era ricoperto da due cupole di metallo trattenute da catenelle. Sul capo teneva uno strano diadema a forma di falce di luna. Mata Hari significa 'pupilla dell’aurora'. La sua era una danza sensualissima, con movimenti fluidi e passionali.
Amanti e preferenze
Fra i suoi amanti: Celine, un impiegato al consolato di Londra, il quale la divise per una notte con un suo amico. La sua preferenza era rivolta verso gli ufficiali, anziché ai banchieri ricchi. Un disinteresse verso il denaro solo parziale, perché erano molti i protettori che la mantenevano e in caso di necessità non esitava a prostituirsi per molto denaro in una casa d’appuntamenti.
Esibizioni e incontri
Quando si esibì a Milano colpì Marinetti, il quale la invitò a casa sua dove lei si esibì nuda e senza musica nella celebre danza del fiore davanti ad un gruppo di intellettuali d’avanguardia (e questo le piaceva molto); il passare degli anni e gli insuccessi la spinsero a cercare il guadagno nello spionaggio.
Arresto e processo
Venne arrestata, ma il suo, più che processo alla persona, divenne la condanna della Belle Epoque, e lei, femme fatale, fu solo un capro espiatorio cui addebitare sconfitte e stragi della guerra. Gli elementi a suo carico erano infatti pochi, tutt’al più si poteva parlare di estorsione di denaro ai servizi segreti. Quando la andarono ad arrestare lei continuò per tutto il tempo a ribadire la sua innocenza. Non le fu concessa la grazia chiesta direttamente al presidente della repubblica.
Esecuzione
Il giorno dell’esecuzione si vestì elegantemente, con pelliccia, abito grigio perla, guanti lunghi e un largo cappello di paglia da cui scendeva un velo. Era calma, non strepitava, non ci fu nemmeno bisogno di legarla stretta al palo dove doveva essere fucilata o di bendarla. Le spararono 12 colpi, uno dritto al cuore. Il suo corpo non venne reclamato e fu sezionato all’istituto di medicina legale e poi seppellito in una fossa comune. Venne conservata la testa che fu trafugata negli anni cinquanta, in circostanze mai chiarite, per servire forse come estrema e macabra reliquia.