Letteratura francese
01/10/2019
1)
Madame de Lafayette e il romanzo psicologico moderno
Poetica: insieme delle norme che regolamentano un determinato genere. Nasce una poetica del
nuovo romanzo grazie al romanzo psicologico, che differisce profondamente dal romanzo
precedente, della I metà del secolo, il cosiddetto romanzo barocco.
Rapporto con l’arrivo alla monarchia assoluta e Luigi XIV
Seicento, date simboliche:
Inizio 1610 con la morte di Henri IV e fine 1715 con la morte di Luigi XIV
1610 muore Henri IV e sale al trono Luigi XIII, ha solo 8 anni, dunque il potere è assicurato dalla
reggenza di Maria de Medici, Luigi accede al potere solo nel 1617, manda in esilio la madre e fa
uccidere il suo favorito Concimi. Il periodo del potere di Luigi XIII coincide con il dominio del
cardinale di Richelieu, che entra nel gabinetto nel 1624 e a partire dal 1628 esercita un potere
pressoché assoluto fino alla sua morte nel 1642. Il progetto politico prevede l’affermazione della
autorità politica del re contro le pretese dei grandi signori che ancora rivendicavano privilegi
feudali. Fino ad allora il re era un primus inter pares, per dirimere le questioni che potevano
sorgere, si ricorreva al duello. Il progetto di Richelieu vuole scardinare questa parcellizzazione per
assegnare al re un potere assoluto.
Importante è il ruolo che Richelieu assegna alla cultura, che viene incaricata di elaborare nuovi
valori e di difendere la lingua francese, lingua non ancora del tutto stabilizzata, si trattava di
imporre un ordine di regole che governasse anche la lingua. Nel 1635 Richelieu fonda la
celeberrima Académie Française, modellandola in qualche modo sulle più illustri accademie
italiane (Crusca). Il compito era promuovere una lingua e una cultura nazionali. In questo quadro, il
teatro svolge un ruolo politico importantissimo. Richelieu riesce a dare dignità al genere teatrale,
assolutamente screditato e addirittura condannato dalla Chiesa, perché capace di sollevare le
passioni. Addirittura, gli attori non avevano diritto a ricevere la comunione, né ad essere sepolti in
terra consacrata. Il teatro era un “corruttore della morale pubblica”.
Il ruolo principale dell’Académie era quello di epurare la lingua francese, stabilire un usage certain
des mots. Il compito affidato agli accademici è quello di redigere un dizionario e una grammatica,
oltre che una retorica e una poetica, ma anche quello di giudicare le opere che venivano
pubblicate, valutandone la conformità alle regole del genere. Per esempio, la Querelle du Cid (Cid >
Corneille), che non rispetta del tutto le tre unità di Aristotele, tempo, azione e spazio. Corneille la
ripropone non come tragicommedia ma come tragedia, mettendo in pratica alcuni consigli
dell’Académie.
1643 morte di Luigi XIII, si apre, con la morte di Richelieu e di Luigi XIII, un periodo di grande
instabilità politica, scoppiano i torbidi della Fronda: gli aristocratici, che avevano visto la tendenza
accentratrice del re, si ribellano perché cercano di difendere ad ogni modo i propri privilegi.
Al trono dal 1643 c’è Luigi XIV, ancora minore, con Anna d’Austria e Mazzarino come reggenti.
1661 regno personale di Luigi XIV.
Di fatto, Luigi XIV emarginerà la nobiltà alla corte di Versailles, sono esclusi dagli incarichi politici,
ecc. la nobiltà serve solo durante le guerre; nel governo ci sono perlopiù borghesi. La nobiltà deve
accettare un ruolo principalmente decorativo. 1
Con l’avvento di Luigi XIV, monarca assoluto, il re si trova a governare un regno pacificato e si
instaura a livello letterario il classicismo, si passa dal barocco al classicismo (trionfo dell’ordine,
della ragione, della chiarezza). Tutto ciò che è razionale, inverosimile, viene completamente
spazzato via.
1) Vraisemblance 2) bienséance (decorum latino, rispetto di determinati comportamenti)
Vengono condannate tutte quelle opere che si discostano da queste due “norme”.
Ragione e vraisemblance vanno di pari passo.
Barocco: concetto abbastanza controverso. Molti sostengono che non se ne possa parlare,
secondo alcuni è solo una categoria astratta. È una nozione utile per definire un determinato
periodo storico con dei tratti peculiari: dalla fine del Cinquecento fino agli anni 30-40 del Seicento.
Rousset: La littérature de l’âge baroque en France, Circé et le paon. Circe > metamorfosi; pavone >
vanità, esibizione, eccesso.
Vi sono delle costanti tematiche, stilistiche e costruttive tra arte e letteratura.
Barocco artistico: es. Piazza Navona e la fontana dei Quattro Fiumi e la chiesa di Sant’Agnese; il
porticato di San Pietro. Metamorfosi, movimento, idea di instabilità, esibizione, eccesso, ricchezza
del decoro e quasi la prevalenza di questo sulla struttura interna. Se nell’architettura
rinascimentale c’è una sorta di legame diretto tra lo scheletro architettonico e la facciata, nel
Barocco la facciata acquista una sorta di autonomia attraverso questo eccesso di decorazioni.
Nell’edificio rinascimentale la facciata traduce le linee della costruzione, in quello barocco esprime
solo se stessa, si “emancipa” dalla struttura. Vi è una sorta di rovesciamento tra funzione e decoro,
invece di tradurre la struttura, la facciata si libera ed acquista funzioni proprie. Ancora, il trompe-
l’œil, come Sant’Ivo alla Sapienza, struttura architettonica semplicemente finta. Predomina la linea
curva, ellittica, serpentina, che traduce l’idea di movimento continuo e dunque un’idea di continua
trasformazione e instabilità, nulla è fisso o stabile; pochissime linee rette. Unità mobile di un
insieme multiforme.
Barocco letterario: ricercatezza formale, uso di molte immagini, metafore
Quali sono le costanti delle opere barocche (messe in evidenza da Francesco Orlando in
Illuminismo barocco e retorica freudiana)?
- La metamorfosi degli esseri e delle cose, tutto si trasforma, entra in movimento, dunque
l’incostanza, anche i sentimenti si trasformano, è la “variante affettiva” della metamorfosi,
l’amore fedele viene considerato una sorta di pura mistificazione;
- Il travestimento, cioè il trompe-l’œil, uomini che si travestono da donna e si fanno passare
per donne e viceversa, ingannano le persone e soprattutto creano dubbi ed equivoci,
elemento tipico della tragicommedia, che Orlando chiama il dato di fatto falso. Niente è
certo: personaggi morti che in realtà sono vivi, ad esempio.
- Circe era una maga. Spesso si ritrova la magia, variante soprannaturale dell’inganno, opera
tipicamente barocca è l’Illusion comique di Corneille, c’è un padre alla ricerca del proprio
figlio scappato di casa, si rivolge a un mago perché lo aiuti a ritrovarlo.
- Lo sdoppiamento o il raddoppiamento dell’identità: una persona può assumere due
identità diverse oppure due persone oscillano nella loro identità perché hanno il volto
identico (es. Gemelli). Questo tema ritorna camuffato e razionalizzato nel teatro classico.
04/10/2019
2) 2
Il romanzo barocco
Barocco è un termine discusso e discutibile che serve a identificare la corrente artistica del Cinquecento.
Il romanzo occupa l’ultimo gradino della gerarchia dei generi letterari, è guardato con disprezzo da dotti,
teorici e critici in quanto genere che non può vantare illustri antenati, al primo posto c’è il teatro. Non
esistono trattati o manuali che regolamentino la scrittura del romanzo, considerato genere di
intrattenimento, frivolo, destinato soprattutto a giovani e donne, senza codificazione né normativa.
Pur essendo così maltrattato, ha un enorme successo di pubblico. Basta considerare l’importanza dei
numeri: la produzione di romanzi segue una curva ascendente: si pubblicano sempre più romanzi. Ci sono
due momenti legati alla situazione politica in cui la produzione di romanzi si arresta: quando la Francia
entra nella Guerra dei trent’anni con Richelieu (1636) e nel periodo della Fronda (vittoria del re,
aristocratici che vengono allontanati dal centro del potere e relegati a Versailles) dal ’48 al ’53 questo
genere frivolo non ha un grande consenso: nel ’49 vengono pubblicati solo due romanzi. Dopo il ’53 la
ripresa è progressiva fino alla fine del secolo.
A quale pubblico si rivolgono i romanzi?
Civiltà della conversazione, imparare a conversare e a intrattenersi con gli altri seguendo delle norme
comportamentali ben precise.
Al centro dei salon c’è l’honnête homme, sa parlare di tutto senza pedanteria (civil conversazione),
all’insegna della civiltà e delle buone maniere. In questa fase, l’Italia è un po’ il modello della Francia.
Soprattutto nobili leggono i romanzi, coloro che hanno tempo libero e mezzi economici a disposizione, i
romanzi sono cari perché considerati un genere di lusso.
L’alta borghesia è desiderosa di imitare la nobiltà nei gusti e nell’arte di vivere. In Les précieuses ridicules,
Molière prende in giro la borghesia che cerca di imitare la nobiltà, talvolta scadendo nel ridicolo ed
eccedendo.
A partire dal 1660, il genere si estende alla borghesia media.
Il popolo legge e ascolta le brochure della Bibliothèque bleue, letti pubblicamente a beneficio di un
pubblico di bassa estrazione sociale che attraverso questi testi cerca l’evasione.
Chi scrive?
Scrivono le stesse persone appartenenti alla classe sociale di chi legge, perlopiù signori, nobili e donne che
nascondono la propria identità perché il genere è in qualche modo screditato.
Sono pochissimi gli scrittori professionisti, ad esempio Charles Sorel, ma perlopiù sono gentiluomini che
occupano il loro tempo scrivendo romanzi. Con l’avanzare del secolo, anche borghesi cominciano a scrivere.
L’evoluzione del romanziere segue quella del pubblico. Generalmente, i romanzieri si nascondono o
pubblicano le loro opere anonime o sotto pseudonimo o le attribuiscono ad altri, una sorta di prestanome.
Aspetti letterari del romanzo barocco, es. Honoré d’Urfé L’Astrée
Esistono nella prima metà del secolo due filoni di romanzo che per alcuni versi si oppongono e che per altri
presentano dei tratti comuni. Il primo filone è quello che si può ricondurre al romanzo greco, ad esempio le
Etiopiche di Eleodoro.
C’è tutta una serie di sottogeneri con delle loro peculiarità, dei caratteri costanti, che hanno a che fare coi
contenuti, temi trattati, struttura e stile, benché le varie realizzazioni siano diverse:
- Il divario tra realtà e apparenza;
- L’inganno;
- L’illusione;
- L’eccesso e l’ostentazione (Circé et le paon).
L’intreccio è in qualche modo precostituito, di solito vi è un’apertura con l’incontro di due giovani belli e
bravi, che si innamorano e comincia un periodo di separazione dovuto a degli ostacoli. Durante questo
periodo i due devono superare impedimenti, duelli, naufragi, salvataggi che alternativamente li avvicinano
e allontanano fino al quasi scontato ricongiungimento finale. Quando i due si incontrano sono esattamente
belli, buoni, bravi e giovani così come all’inizio, come se il tempo non avesse minimamente segnato questi
due protagonisti, quello che Bachtin chiama il cronotopo delle avventure. Si tratta delle coordinate spazio- 3
temporali del romanzo. Quanto allo spazio, è astratto o idealizzato. Il tempo è circolare, immobile, senza
durata né direzione.
Normalmente, il personaggio si trasforma perché ogni evento produce delle conseguenze sulla sua
personalità. Qui, invece, vi è un’intercambiabilità degli eventi: ogni avvenimento appartiene a un segmento
temporale distinto e non collegato con gli altri, indipendente da quello che precede e da quello che segue.
Il principio di sequenzialità che regola il romanzo ottocentesco, qui non vige perché a dominare è il caso, le
hasard. Dunque, i personaggi sono passivi, in balia del caso, non artefici del proprio destino, subiscono ciò
che il caso riserva loro, sono immutabili (anche fisicamente). Questa immutabilità dell’essere è l’unico
baluardo che possono opporre a delle situazioni che sono continuamente incerte. L’unica resistenza che
l’uomo può opporre al caos degli eventi è quella di una fissità, di qualcosa che non cambia.
Bachtin ha scritto un testo importante: Estetica e teoria del romanzo. La sua definizione del tempo in
questo genere di romanzo è uno “iato extratemporale tra due momenti contigui di una serie biografica”.
È come se quello che avviene tra l’incontro e il matrimonio si svolgesse fuori dal tempo cronologico:
succede tantissimo ma quello che succede non incide, è come se i due non avessero vissuto nulla.
La struttura del romanzo barocco
Andamento discontinuo, digressivo e labirintico. Non c’è un filo conduttore vero e proprio. O meglio, il filo
è interrotto dall’inserimento di nuove storie e racconti che spesso non hanno a che fare coi protagonisti
della storia principale e spesso si fatica a seguirli.
Questi romanzi cominciano in medias res, con un avvenimento drammatico attira l’attenzione del lettore.
Ci sono molti racconti retrospettivi, ma anche molti che poco hanno a che vedere con la storia principale,
sorta di giochi prospettici con la realtà e col tempo. Quindi, il lettore stenta a orientarsi all’interno di testi
simili. In più, considerandone la lunghezza, sono disorientanti, fino all’impressione di totale sconvolgimento
sia del tempo sia della realtà.
Lo stile è alto e ricercato perché al fondo di questi testi c’è un proposito normativo, cioè di presentare dei
modelli comportamentali e di linguaggio da imitare. Si trovano lunghe conversazioni, lettere, missive che
dovrebbero fungere da modello per la realtà (ad esempio, come si scrive una lettera d’amore).
Si osserva un bisogno crescente di adesione alla realtà, una tendenza al vero o al verosimile man mano che
ci si avvicina alla metà del secolo. Via via si eliminano allusioni e interventi che fanno riferimento alla magia
e al meraviglioso. La realtà comincia, anche se velata, a entrare nel romanzo.
L’Astrée (si svolge nel V secolo d.C.)
L’Astrée è un romanzo pastorale, variante del romanzo sentimentale, ha al centro le tematiche dell’amore.
I modelli sono più vicini e provengono da Italia e Spagna, l’Arcadia di Sannazzaro ad esempio, con autori
come Tasso (Aminta) e Guarini (Il pastor fido). Sul versante spagnolo, Cervantes e la Galata. In Francia, il
grandissimo modello di romanzo pastorale è L’Astrée.
Panorama contadino idealizzato, non sono veri e propri pastori e pastorelle; ritiro di nobili in campagna
per dedicarsi all’amore, che deve portare al raggiungimento di Dio.
Amore platonico, cortese, l’uomo si mette al servizio della donna per sottostare ai suoi comandi
Amour-amitié: asservimento alla donna amata
Amour-désir (o amour-passion): amore egoistico, che mira al soddisfacimento dei desideri
Vi è un susseguirsi di peripezie che hanno come tema l’amore.
È inverosimile un’azione senza massima, Gérard Genette
08/10/2019
3)
Cid → possibilità di coniugare amore e dovere, il Cid è combattuto tra la difesa dell’onore del padre
(schiaffeggiato dal padre della donna amata) e la donna amata. Il protagonista si interroga sul da farsi,
sembra difficile trovare una via di mezzo tra amore e dovere e alla fine si rende conto che deve difendere il
proprio onore perché altrimenti non sarebbe degno dell’amore di Chimène. 4
Compie un atto contrario alla verosimiglianza e alla bienséance: si reca da Chimène con la spada
insanguinata del sangue del padre, le chiede vendetta, offre la propria vita a Chimène, lei, che lo ama, gli
risparmia la vita ma gli promette vendetta, gli dice che lo perseguiterà per tutta la vita finché non riuscirà a
vendicare la morte del padre. Si costituisce così la coppia tragica.
Questi valori non sopravviveranno alla crisi di metà secolo e all’avvento del classicismo e del giansenismo,
in cui si afferma un sostanziale pessimismo sulla natura umana, vi è piuttosto la démolition du héros
Da un lato vi è la prima linea, che si rifà al romanzo greco, e la seconda che ha come archetipi il satyricon di
Petronio (I secolo d.C) e L'asino d'oro di Apuleio (II secolo d.C.). Anche il romanzo picaresco spagnolo (es.
Lazarillo de Tormes, Don Quijote) fa da modello.
L’obiettivo di questo genere di romanzo, che si sviluppa parallelamente alla prima linea completamente
scollata dalla realtà, è di mostrare la realtà per quello che è.
Il primo filone è aristocratico, dietro al velo della finzione si mostra sempre la società dei salon e dei nobili
che li frequentavano al periodo di Luigi XIII.
Nel romanzo storico-eroico si notano dei segni di cambiamento: mademoiselle de Scudérie cerca di
privilegiare lo spazio della vita interiore, “il fondo del cuore”, l’analisi dei sentimenti.
Nella prefazione a uno dei suoi libri, Ibrahim, del 1641, scrive “non è per le cose esterne che giudicherò
l’eroe.. c'est par les mouvements de son âme, et par les choses qu'il dit”.
Tutti i sentimenti vengono spazializzati e così anche il percorso che l’innamorato deve compiere prima di
giungere a conquistare il cuore della donna amata.
Lo studio/riflessione sui sentimenti resta piuttosto a livello teorico ma non c’è una profondità psicologica
dei personaggi.
Questi personaggi storici sono delle sorte di attori di
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