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LES PETITS POEMES EN PROSE

1. I principi dell’opera

“Le Pétits poèmes en prose” è considerata l’opera in cui Baudelaire rivela la

sua interpretazione di essenza poetica, cioè di lirismo: per i Romantici il

lirismo sta nell’espressione dell’io; Baudelaire è intenzionato a dare invece una

nuova e personale interpretazione del lirismo.

L’idea di Baudelaire di creare qualcosa di estremamente nuovo nasce

dall’opera di Bertrand “Gaspard de la nuit” che viene pubblicata proprio in

questo periodo: quest’opera era un insieme di schizzi e di scenette che

riguardano scene notturne.

Baudelaire cita quest’opera e il suo autore, ma costruendo qualcosa di nuovo.

La sua prima sperimentazione è rappresentata dall’opera “Spleen de Paris”,

pubblicata nel 1869.

Baudelaire vuole tentare di rappresentare in modo astratto la realtà

(diversamente dal pittoresco).

I “Petits poèmes en prose” sono dedicati all’amico di Baudelaire Arsène

Houssaye, al quale l’autore consacra la dedica.

Baudelaire gli dà indicazioni su come interpretare la sua opera: gli dice che la

sua opera non ha un inizio e una fine ben precisi, fissi, ma che ogni poème ha il

suo capo e la sua coda; l’opera ha una struttura circolare.

Diversamente dai “Fleurs du Mal“ che devono essere letti nell’ordine stabilito

dal poeta, „Les Petits poèmes en prose“ possono essere letti nell’ordine che si

preferisce, in quanto essi non sono legati in modo fisso, ma ognuno di loro è

indipendente dagli altri.

Ognuno avrebbe quindi potuto tagliare questa opera in tanti frammenti,

ognuno dei quali avrebbe avuto il suo inizio e la sua fine.

Lo stesso Baudelaire definisce la sua opera un serpente.

Non bisogna nemmeno definire questi poèmes dei “racconti”, perché lo stesso

Baudelaire dichiara il suo rifiuto per il racconto.

Pur infatti ispirandosi per questa sua opera alle scenette notturne realizzate da

Bertrand in “Gaspard de la nuit”, Baudelaire si accorge di voler dar vita a

qualcosa di estremamente nuovo: il suo è il profondo rifiuto per l’intrigo,

inteso cioè come racconto.

Come si legge in questa dedica, gli intenti di Baudelaire erano due:

creare una prosa poetica e musicale, senza però ritmo e senza rima;

- frammentare questa prosa poetica e musicale al fine di adattarla ai

- movimenti lirico dell’animo, alle ondulazioni della fantasticheria, ai

soprassalti della coscienza.

La poesia regolare è infatti ricca di strutture che intrappolano l’anima

dell’artista e la piegano a strutture fisse da rispettare: il verso libero, per

esempio, dà più libertà alla fantasia dell’artista e gli permette di seguire il

movimento dell’animo liberamente.

Alla fine di questa dedica compare la sua confessione: in realtà la sua gelosia

non gli ha permesso di seguire il modello che si era prefissato di seguire, cioè il

“Garspard de la nuit” di Bertrand.

Ammettendo di non essere riuscito a seguire questo modello, afferma anche

ironicamente di aver creato qualcosa di totalmente nuovo.

Come vedremo, uno dei temi maggiormente trattati nei “Pétits poèmes en

prose” è quello della voyance, cioè della contemplazione delle cose a tal punto

da identificarsi completamente con esse.

Anche nei “Paradis artificiels” si presenta questo tema: la droga, in particolare

l’hashish, permette al consumatore di sviluppare la capacità di identificarsi con

gli oggetti che ha attorno; in realtà questo effetto viene visto come negativo da

Baudelaire, causa della diminuzione della creatività artistica.

La prosa è la forma di scrittura che permette al poeta di descrivere la sua

identificazione con il non-io; la poesia invece non è abbastanza “ondulata” per

riuscire ad esprimere questa fusione.

In particolare la fusione, l’identificazione di cui Baudelaire parla è quella con la

città, la metropoli di Parigi e la gente che vi abita.

I due elementi di cui abbiamo parlato danno questo come risultato:

essenza di ritmo + città di Parigi = TRADUZIONE DEGLI

e di rima e la sua STATI D’ANIMO

modernità

La traduzione degli stati d’animo è una delle ambizioni della poesia simbolista:

questo scopo è molto difficile da ottenere, in quanto il simbolista vuole

descrivere in modo preciso lo stato d’animo che sente, vuole farci vivere quel

preciso stato d’animo.

2. La struttura dell’opera

Lo stile de “Les pétits poèmes en prose” sono un miscuglio di triviale e di

classico che sfiora addirittura al raciniano.

Questa opera parte da quattro diversi progetti di titolo:

Poèmes nocturnes (1857-1861): questo titolo era stato scelto da

- Baudelaire in quanto molti dei testi che fanno parte di questa raccolta

sono ambientati di notte o al crepuscolo, momenti della giornata amati

da Baudelaire;

Poèmes en Prose (1861): comprendiamo da questo titolo la forma che

- Baudelaire sceglie, cioè la prosa;<

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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