La contessa Potocka
La Contessa Potocka (Emanuela Pignatelli) era nota per il suo spirito e le battute che rasentavano la brutalità. Viveva e riceveva nel suo palazzo arredato senza gusto e in modo sfarzoso, e che da tutti era soprannominato il Credito Polacco. Nel suo salotto si riunivano i Maccabei, ogni membro riceveva in pegno, per obbedienza assoluta alla padrona di casa, un gioiello con zaffiri e una corona comitale.
Vita sociale e relazioni
Un giorno organizzò una cena dove tutti dovevano vestirsi da un celebre morto d’amore. Provocante, bionda e molto bella, indossava abiti di velluto nero, mai scollati. Non si truccava, metteva solo il profumo creato appositamente per lei da Guerlain. Aveva una passione sfrenata per le collane di perla e era convinta che l’aiutassero a mantenersi in vita. Sposò il marito contro il volere del suocero. Il suo matrimonio fu duraturo ma privo di amore e passione. Quando i due si separarono, la protagonista andò a vivere nella vecchia casa della mamma dove dava feste con la presenza di soli uomini.
Relazione con Guy de Maupassant
Prima del suo decadimento, ha avuto una relazione con Guy de Maupassant. Fu un amore pieno di litigi e si prendevano e lasciavano in continuazione. Da ricordare i tre episodi della barca, del telegramma e delle bambole. La contessa gli ispirò due personaggi: la baronessa Frémines dell’opera “Il nostro cuore” e Christiane Andermatt di “Mont-Oriol”. I due amanti furono presi in giro da Lorrain nel romanzo "La tragedia russa": il personaggio che era stato ispirato da Maupassant era uno sciocco che si faceva sfruttare dalla protagonista. Guy non la prese bene e minacciò di uccidere lo scrittore che lo aveva umiliato. Solo quando l'autore smentì tutto, la questione si sistemò pacificamente.
Declino e ultimi anni
La contessa, che per tutta la vita aveva professato distacco da ogni affetto, divenne con gli anni sempre più offensiva verso gli altri, e aveva sbalzi d’umore violenti (la chiamavano "contessa morfina", poiché abusava di droga). Emanuela, che in questi anni si era lasciata andare, si era anche ingrassata, morì da sola con i suoi levrieri e completamente estranea al mondo che la circondava.
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Letteratura francese - La Contessa di Castiglione
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