La contessa di Castiglione
La contessa di Castiglione, suo cugino il conte di Cavour, l'aveva scelta per convincere Napoleone III a scendere a fianco dei piemontesi contro l'Austria, e l'aveva invano anche corteggiata. Di natura molto schietta e sincera, non cercava di nascondere i suoi flirt, anzi, li usava per fare invidia alle altre donne.
Flirt e relazioni
Ebbe un flirt con Vittorio Emanuele II (lo sappiamo dal diario di lei), poco prima che lui la spedisse in Francia con il conte Bentivoglio che la scortò fino a Genova. Arrivò a Parigi vestita e con un cifrario segreto per comunicare con l'Italia. Usava Parigi carica di tantissimi gioielli che toglievano la visuale al suo décolleté; nel secolo dei busti non portava biancheria intima. Era solita eccitare i corteggiatori per poi gelarli bruscamente.
Si era sposata con il conte di Castiglione solo per interesse. Il suo nome di battesimo era Virginia Verasis Oldoini, detta Nicchia. Napoleone III le aveva spesso dimostrato il suo affetto ma durante la loro relazione, lei non mancò di concedersi anche ad altri. Si fece pagare da Alphonse de Rothschild e si concesse a Lord Hertford per un milione di franchi, il quale la sottopose a tutte le pratiche dell'erotismo (dovette rimanere 3 giorni a letto per rimettersi).
Eventi e scandali
Odiava le mode e fece scalpore presentandosi ad una festa con un abito scandaloso, senza le rotondità artificiali della crinolina, allora obbligatoria. L'abito era di un velluto ametista orlato d'ermellino, nel regno incontrastato del verde, rosa e dell'azzurro. Anche Mérimée, intimo dell'imperatore, subisce il suo fascino e sogna di rapirla e violentarla. L'interesse di Napoleone per lei suscitò nella moglie odio, così quando furono fatti attentati all'imperatore, la moglie fece incolpare la contessa e la fece allontanare. Scoperte tali macchinazioni, le fu permesso di ritornare a corte presentandosi a un grande ballo, dove però l'accoglienza di Napoleone non fu la stessa, in quanto aveva saputo della missione politica che l'allumeuse aveva. Viene poi riammessa a corte.
Declino e culto postumo
Appena la sua bellezza iniziò a sfiorire, si chiuse in un appartamento circondata dai suoi ritratti e senza nemmeno uno specchio. Usciva solo di notte accompagnata dai suoi cani. Quando morì, il raffinato esteta Robert de Montesquiou le votò un culto esclusivo: nella sua villa consacrò un tempio alla divina contessa. Vi erano due calchi, del braccio e del piede, il collier da 279 perle, ritratti, e un piccolo sarcofago di cristallo che ospitava l'indimenticabile camicia Compiègne.
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Letteratura francese - La Contessa di Potocka
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