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Letteratura francese - Cora Pearl

Appunti di Letteratura francese sulla vita di Elise Emma Crouch, figlia di un professore di musica che visse la prima parte della sua vita con devozione, dopo il ritorno dal convento di Boulogne. Casualmente una mattina si svegliò nel letto accanto ad un uomo sconosciuto e da quell'istante decise di usare il suo fascino per sedurli e poi abbandonarli. Vedi di più

Esame di Letteratura Francese docente Prof. G. Scaraffia

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Era piena di immaginazione: nel 1867 inventò una bevanda “Le lacrime di Cora”, di cui i parigini si

ubriacarono.

Tra i suoi amanti più celebri c’era il duca di Morny, fratellastro di Napoleone III, uomo che amava le arti, e

che è stato ricco e generoso. Un giorno Cora fu espulsa dal casinò di Baden e lui le offrì il suo appoggio. Il

duca di Morny le regalò un medaglione d’oro con la sua faccia, e un castello, in cui c’erano prestigiosi

tappeti inglesi e all’entrata un cartello con scritto “pulite i piedi”.

Il duca morì nel 1865. Poco dopo Cora Pearl divenne l’amante del principe Napoleone, cugino di Napoleone

III, sposato con la principessa Clotilde, figlia di Vittorio Emanuele d’Italia.

Il principe Napoleone aveva dato a Cora le chiavi del palazzo reale in cui abitava: permise alla cortigiana di

dormire nella stanza vicina a quella della dama di compagnia della principessa Clotilde.

La loro relazione fu sicuramente una delle più lunghe della vita di Cora: con degli intervalli, proseguì per 9

anni. Alla fine fu il principe, e non lei, ad interromperla.

Il principe la trasferì al 101de la rue de Chaillot, in un palazzo che prese poi il nome di “petit Tuileries”:

aveva una sala da bagno in marmo rosa, con le iniziali di Cora in lettere d’oro sulle asciugamani. Sulla porta

c’era inciso “alla ricca Inghilterra: più di una volta na gettato nell’acqua i suoi figli prima di ritrovare una

perla molto cara”. Non contenta, Cora chiese al principe Napoleone di comprarle un secondo hotel a Parigi

in rue de Bassins.

Gli ultimi 5 anni del Secondo Impero dal 1865 al 1870 furono i più brillanti della vita di Cora Pearl. I suoi

gioielli si stimarono ad un milione di franchi. Inoltre aveva due o tre case riccamente ammobiliate, vestiva

Worth, donava magnifiche mance, ricche cene improvvisate e balli in maschera.

Nel 1867 fece il suo debutto a teatro dei “Bouffes-Parisiens”: in una commedia interpretò il ruolo di cupido.

Appriva sulla scena mezza nuda, cantando con accento anglosassone. Fu un successo.

Un conte propose di acquistare per 50mila franchi il paio di stivaletti che indossava sulla scena, che aveva

due grossi diamanti per bottoni, e le suole circondate di diamanti.

Cora si poteva permettere anche di ignorare le critiche negative di chi diceva che la sua unica celebrità

consisteva nello spendere il denaro che aveva guadagnato.

Si racconta che mentre giocava al Bouffes-Parisiens, lasciò cadere due dimanti e disse alla sua vestitrice che

se li trovava poteva anche tenerli.

Poche donne ebbero una carriera di cortigiana così brillante: visitò l’esposizione universale dove il principe

Napoleone l’attendeva nel suo salone personale arredato in stile turco, passò 8 mesi a Montecarlo dove

spese 70mila franchi, fece un breve soggiorno a Vichy che fu manna dal cielo per i commercianti della città,

si recò a Baden per giocare al casinò.


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Appunti di Letteratura francese sulla vita di Elise Emma Crouch, figlia di un professore di musica che visse la prima parte della sua vita con devozione, dopo il ritorno dal convento di Boulogne. Casualmente una mattina si svegliò nel letto accanto ad un uomo sconosciuto e da quell'istante decise di usare il suo fascino per sedurli e poi abbandonarli.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Scienze della moda e del costume
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scaraffia Giuseppe.

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