Letteratura francese
I fiori del male di Charles Baudelaire
Charles Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 - Parigi, 31 agosto 1867) è l'autore di "I fiori del male".
Al lettore
La noia è l'ultimo elemento culminante, è la noia che sogna delle impiccagioni, diventa un fattore di superamento del bene. Sembra che lui si sposti verso il male, e diventa più creativo, più disponibile a trasformarsi in qualcosa di diverso. I fiori del male sono tutti neri oppure tutti bianchi. C'è uno spostamento di peso. L'esigenza di Baudelaire di avere un'uscita creativa. Parte così il messaggio con uno spostamento del peso. È inquieto e come un sovrano assoluto che può distruggere! Ogni giorno attraversiamo delle tenebre ecc... il male da una parte è distruttivo dall'altra è creativo.
Nel francese prima c'è un vizioso e poi un povero e non vizioso e povero insieme. Avviene quindi la conversione di Raimondo Lullo. Mostrando il seno con il cancro questa donna cosa fa dimostra la sua fragilità, e a causa di questo episodio si converte. Baudelaire in questo caso, dicendo antica puttana, si riferisce proprio a quella donna e a quell'episodio di Raimondo. Antique come aggettivo è più nobilitante, catin viene inteso come prostituta non puttana perché puttana presume un giudizio morale.
Il concetto rilevante è quello di essere stato rifiutato, di non essersi concessa la donna. La mancata concessione ha permesso la conversione, Baudelaire dice che era meglio se si lasciavano andare senza fare scenate riguardo alla caducità umana. Il seno martirizzato può intendere come consumato dalla vita sessuale e dalla vecchiaia... esce fuori l'idea del rifiuto. C'è un'armonia ma che comprende toni molto duri.
Dalla parte femminile lui si aspetterebbe un atteggiamento materno... è un insulto alla donna ed emerge la rabbia e il contrasto tra l'insulto e la figura materna che cela un complesso di Edipo. La voglia del contatto fisico che viene a mancare. Per capsule si intende dei ragionamenti isolati che fa Baudelaire. Satana Trismegisto è un male che si trasforma, che fa nascere dei fatti nuovi...
Spleen e Ideale
I. Benedizione
L'entrata nel testo è di uno arrabbiato, consapevole della sua debolezza e che fa la vittima. È un mostro delicato. Se lui ha tutti questi problemi a trovare nutrimento in questa donna, se sogna di uccidere perché tira fuori la lacrima involontaria, una lacrima anticipata di quello che sarà... Ci sono pezzi isolati in vari testi... la fine può stare un po' più avanti... sequenza lineare e non lineare con pezzi sparsi.
Il primo soggetto con cui dialoga è la madre e poi entrano le amanti. Alfred de Vigny e altri poeti avevano denunciato l'isolamento del poeta rispetto alla società, anche Victor Hugo è uno molto attivo che fa politica liberale e democratica e smentisce questa emarginazione di Baudelaire. Benedizione è un testo che riguarda la società materialista borghese ecc... si parla di una violenza che emerge dalla società. La seconda parte si rifà alla fidanzata e amante del poeta, il poeta si stringe fortemente ai suoi ideali che gli permettono di emanciparsi dalla violenza che lo colpisce. La poesia precedente finisce sulla noia, quella successiva comincia con la noia... c'è una volontà superiore che l'ha fatto nascere, questa opinione emerge dal primo verso... ci sono dei versi di una durezza spaventosa.
Nella terza e quarta strofa scaturisce questo: Io allora farò transitare questa violenza, questo odio per il torto che tu mi hai dato o Dio, io la rigiro verso mio figlio! Lei si considera una vittima del disegno divino. Si arriva quindi al secondo polo: ossia l'onta che subisce dalle amanti. Questa donna amante Jeanne Duval va gridando tra le piazze pubbliche... questa si vuole fare adorare come un idolo ecco emergere una nuova capsula, questa donna ha 34 anni, età avanzata per allora... veniva considerata già vecchia. Perché la compagna vuole atteggiarsi come un idolo antico? Perché il compagno trova una statua più come un mostro come le chimere che come una statua di divinità, lei si proietta indietro nel tempo, ma l'elemento capsulante è questo ridorarsi.
Le statue erano dipinte non di marmo come sosteneva Winckelmann... Non c'è una fidanzata vecchia sul piano anagrafico, sente l'esigenza di ridorarsi ossia di celare i segni del tempo che derivano da questa ri-doratura... Le poesie che riguardano la madre sono la 1, 99 e 100. Nel giardino c'è una statua di Venere e un'altra che è una Pomona di gesso, Venere è giovane ma la statua è una Venere invecchiata.
Venere è il lato bello, Pomona divinità di fecondità è di gesso e raggrinzita. Questo vorrebbe dire che mentre ricordo come eri bella a 26 anni, nel frattempo nel giardino avevamo dei simboli di come saresti diventata ossia una Pomona di gesso, vecchia e raggrinzita... Perché dovrebbe apparire come una statua sdorata? È l'insulto che viene sviluppato attraverso elementi che si collegano tra loro... e anche la fidanzata che invecchia ha dei dubbi sulla sua bellezza e intende dire che lui è fesso e lei ne approfitta della sua ingenuità e lo umilia... anche se è lui che scrive. L'adorazione cmq presuppone un "non contatto" perché? (Chiusa capsula)
II. Albatro
La due rappresenta una caduta del polo prec, la 3 invece rappresenta una ripresa del polo e ciò lo si capisce già dal titolo elevazione.
III. Elevazione
È un sogno di libertà e cerca di alzarsi dai cattivi odori e dalle malattie per purificarsi in un'aria alta e pulita. Sta parlando dei suoi sogni di poeta, pieno di fuoco vivo né malato né invecchiato. È un sollevarsi dalle noie e dai dolori della vita nebbiosa e triste. Sollevandosi ha una visione dall'alto, quindi il linguaggio dei fiori implica "dovete capire i fiori" che metaforicamente sarebbero i testi che io ho scritto. Le cose mute sono le capsule. Una parte del suo messaggio è chiuso nel silenzio, è in pratica una cosa muta. Nel terzo componimento quindi si ha come scopo il dire al lettore: se ti sollevi e ti ascolti ciò che ti dico hai speranza di capire quello che io ho scritto qua nei fiori che da una parte dicono e d'altra parte tacciono.
IV. Corrispondenze
Utilizza la natura, il simbolo, l'unità, la notte, la luce come elementi che sostituiscono il senso. La natura è la parola chiave del testo e corrispondenze è la chiave di lettura del libro. Perché nel 1857 non serviva parlare di simboli perché già lo avevano fatto nei primi anni dell'800 altri romantici... Ci sono profumi freschi e dolci che riportano a cose comuni e poi altri corrotti. Ambra, muschio e incenso hanno capacità di cose più estese, hanno l'espansione delle cose infinite. Corrispondenze è un testo isolato ma può avere anche il senso di ideologia del meccanismo di capsule. Si parte da un punto e si continua... Il libro ha una continuità. Come lunghi echi perché sono salti tra i testi, quindi egli intende dire al lettore: non perderti d'animo se noti che queste cose sono distanti tra loro perché in realtà io poi intendo unirle... sulla fidanzata lui proietta questa fantasticheria aggressiva verso la madre.
V. Il ricordo delle epoche nude
È il ricordo della bellezza antica dell'età classica, si riferisce agli dei greci. Torna la doratura! Febo è Apollo che d'ora le statue perché concede con il sole la sua luce e li dora, li illumina. Si rifà alla fidanzata che voleva farsi ridorare e farsi idolatrare come una statua e poi Cibele, dea della fertilità, era vista come madre generosa. Era una lupa dal cuore gonfio di tenerezze comuni e quindi abbeverava l'universo con i suoi seni bruniti. Dava frutti perfettamente in salute. Cibele, dea importata in Grecia, rappresenta come dea: la grande madre e aveva un marito molto giovane di nome Attis. Baudelaire cmq parla male della madre di Edgar Allan Poe. Perché Baudelaire sceglie proprio Cibele e il marito giovane? Attis fa una brutta fine e ad un certo punto impazzisce e in questa follia lui si castra. Cibele era stata abbandonata da bambina e qualcuno si era preso cura di lei. Si sono presi cura di lei i leoni o i leopardi. Quando Baudelaire fa parlare la fidanzata fa parlare Cibele. Nella 1 c'è la Cibele aggressiva, nel passato Cibele era buona. Poi Cibele torna in altri punti... Baudelaire circostanzia per la sua amarezza servendosi di un elegantissimo racconto.
L'animale che sta lì è il leone che esprime l'aggressività della padrona. Nel passato perfetto i corpi sono perfetti, non hanno ammaccature né imperfezioni nella strofa successiva parla del presente invece e dell'imperfezione, dei poveri corpi ritorti, magri e flaccidi, tronchi ridicoli e torsi degni di maschere. Le donne di cui parla sono pallide e prova orrore per la fecondità. I visi sono corrosi dai cancri del cuore dalle malattie del cuore noi siamo razze malaticce ma dobbiamo ricordarci dell'antichità dove i rapporti tra madre e figlio erano tranquilli.
VI. I fari
Quindi i nomi citati li considera un punto di riferimento. Ognuna delle strofe è una capsula, alcune molto interessanti... Spiega il lavoro degli artisti attraverso delle immagini e delle metafore... è un ricordo di Rubens che ricorre nei quadri di Rubens (fiume di oblio). Nelle ultime strofe si capisce che c'è un muro tra ciò che è passato e presente... egli allude alle strofe prec dove ci sono maledizioni e bestemmie, lamenti, grida ecc... anche se non sono così forti in maniera forte. Il buon senso dice che sta parlando del libro completo non delle strofe precedenti... e il verso 3 della strofa sono un'eco ridetta da mille labirinti è un'immagine che riquadra l'insieme del testo. Dire eco o corrispondenza più o meno è la stessa cosa. L'effetto è che il messaggio diventa più aggressivo. La fidanzata diventa da cattiva fidanzata a cattiva madre. La stessa cosa la fidanzata che vuole ridorarsi come se fosse una fidanzata invecchiata che poi diventa una madre che invecchierà. La castrazione di Attis simboleggia un indebolimento del suo lato maschile dovuto alla cattiveria e al cattivo rapporto della madre. Simboleggia il non aver potuto esprimere un certo lato dell'identità maschile e questo indebolimento presenta il non essere bello significa il non essere sufficientemente aggressivo ed autorevole. Cibele compare nei quadri di Rubens. Pierre Puget è uno scultore che si è ispirato al Bernini. Puget mette in sé tutto quello che lui non ha... Mette proprio il fatto che è malato di fegato ossia il giallo. Orgoglioso, debole e malato coincide con le bellezze di questo tempo malate di tristezza e di rodimento interno come corruzione morale, il vizio e l'essere imperfetti nel corpo. La prostituta che si commuove è quella come la madre generosa, ossia la suocera di Edgar Allan Poe. Da un lato c'è l'aggressività che corrode e dall'altra c'è la rassegnazione della vita.
Esiste un parallelismo tra Puget e Baudelaire. Ci sono due ritratti di Puget: uno dove sta bene, è anziano mentre nell'autoritratto copiato dal figlio che lo ritrae come una carogna, ossia che esprime malignità profonda radicata nella faccia. Il lago di sangue ombreggiato da un bosco di abetisempreverdi. Abete è simbolo di un eroe che si rialza e Delacroix viene poi rialzato attraverso altri abeti. Baudelaire nelle strofe dove cita gli artisti allude al suo stato d'animo.
VII. La musa malata
Comincia un movimento di se stesso. La musa del poeta ha due facce: ha un lato di malattia e un lato di venalità. Ritiene di avere entrambi i problemi di Baudelaire: la tristezza e la povertà. La sofferenza è talmente forte che diventa follia... La musa manifesta segni di follia con l'amore e aspira ad una sorta di guarigione di questa musa e per questo il suo seno è sano e emana odori di salute. La sofferenza fisica si basa su un amore che crea tutti gli elementi di follia... il secondo messaggio è quello di Febo. Componenti di tipo cristiano sono emerse. È una poesia che formalmente rispetta la cadenza e viene riassunta nel sangue cristiano della musa che dovrebbe colare a fiotti. Allude alla continuità classica. Ci sono due lati: quello medievale e quello dell'antichità. Febo regna in quello dell'antichità e Pan che rimanda a pas pasa pan ossia alla totalità e al panico. Febo e Pan sono due entità maschili. Pan è anche dio della follia e sono collegati alle Venere e Pomona di Gesso. Pan può essere signore dei pascoli ma non delle messi. Febo corrisponde a Venere e Pan corrisponde a Pomona. La dea della fertilità fatta di gesso ossia materiale secco e arido. Come poeta fa riferimento a due entità di tipo maschile che conferisce giovinezza e poi Pan che viene intercettato come allusioni alla follia e stranamente c'è signore delle messi. Io accolgo follia in me dalla mia musa ma vorrei che essa fosse sana ma per essere fertile per produrre delle messi. Se Pomona è di gesso significa che non sa fare il suo lavoro e quindi mi servirò di Pan ossia della follia e attraverso questa io riuscirò a produrre qualcosa. È un poeta che si ispira al maschile per supplire al femminile.
VIII. La musa venale
Per trovare denaro deve essere ipocrita come il chierichetto non credente? C'è un riso inzuppato di lacrime che non si vedono ed è un centro importantissimo! Ci sono lacrime della musa che fa da mediatrice tra lui e la poesia. Sente di piangere ma si sente costretto a nascondere le lacrime... questa è una capsula, quella delle lacrime.
IX. Il cattivo monaco
È descritta una situazione antica ma medievale. Ritorna il tema del riso perché i monaci hanno l'effetto del riso perché i dipinti riscaldano le viscere dei monaci... E temperano la freddezza della loro austerità. La morte è un termine confortante se sta vicino alla famosa verità santa che sta sui muri. Ce la farò io a rendere interessante per gli altri queste mie vicende? Questo sta dicendo... Quando io saprò plasmare questa mia sofferenza? Il poeta si sente eletto come la madre eletta tra le donne.
X. Il nemico
Servono delle pale e dei rastrelli per riappianare la superficie. Lui dice di ricoprire i buchi, ricomponiamo i buchi, faccio finto di non essere pazzo e faccio finta che la mia anima sia piana. Questi fiori riusciranno a piacere agli altri? E riusciranno a stare in piedi da sole? È quello che lui si pone. Dice: ce la farò a trasmettere un messaggio che sia bello e oltre bello anche intelligente? Chi è dunque questo nemico? Il Tempo, la Morte, il Rimorso, il Demonio, il dio dell'Utile alias (dio Denaro), la Noia o la stessa Santa Verità? Certamente la Noia!
XI. La disdetta
Ogni poesia viene espressa come un fiore che nasconde un segreto... questi fiori sono isolatamente dei punti non sempre compresi dal lettore. Continua ad alludere a segreti ancora non chiari... come nella 12 la vita anteriore.
XII. La vita anteriore
È una simulazione di passato. Se questo è un ricordo simulato è anche espressione di un desiderio e quindi faccio finta di averla vissuta. È un momento violento di appropriazione di una cosa mai vissuta. La scena non è neanche sua si tratta di un passo di un altro scrittore che descrive una persona felicissima in un oriente esotico che si gode l'oppio... però lo descrive come un piacere lucido non una voluttà allucinogena... E questi schiavi vorrebbero scoprire il piacere e lui chiuso in se che non comunica agli altri ma che gli altri vorrebbero conoscere. Ripulisce la fonte da cui proviene dell'oppio che si gode i piaceri esotici in uno spazio lucido.
XIII. Zingari in viaggio
È il rimpianto di chimere assenti che promettevano di darsi e poi tendono a scomparire, quindi in questo caso gli zingari sono in un momento di disillusione vanno avanti lo stesso pur consapevoli del fatto che non troveranno nulla d'innanzi a sé. È il rimpianto di ideali scomparsi anche loro. E ritorna sempre Cibele madre che sostiene... la suocera di Poe che è una che si prende cura di loro.
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