Anna de Noailles
Anna de Noailles aveva dei grandi occhi blu e i capelli neri. Le dimensioni di gambe e busto non erano proporzionali, ma lei sapeva nascondere bene questo dettaglio con dei vaporosi abiti a colori vivaci e, soprattutto, sapeva colpire con la sua eloquenza. Fu amore a prima vista con l'autore Maurice Barres, e i rispettivi compagni sembravano non averla presa molto male, probabilmente perché sapevano che quell'innamoramento avrebbe avuto vita breve.
Barres la identificava con l'oriente e per cinque lunghi anni ha continuato a chiamarla Aisse, come l'eroina del romanzo cui stava lavorando. Anne provava per lui profonda venerazione e amava vederlo struggere in un desiderio che sapevano bene entrambi non sarebbe mai stato appagato. Barres le dedicò "Viaggio di Sparta", all'interno del quale si sente ovunque la presenza della sua figura. Lui ormai era corso fra le braccia di una ex amante, e quando lei aveva deciso di fuggire con lui, Barres si rifiutò dicendo che non era pronto per iniziare una nuova vita con lei. La situazione si era così capovolta.
Forse a spingere verso questo rifiuto fu anche il suicidio del nipote di Barres, Charles Demange, il quale era logorato dalle provocazioni e i successivi rifiuti di Anne. Si sparò un colpo di pistola alla tempia. Dopo molti anni, però, la frequentazione fra Anne e Barres riprese, e in questa occasione lui scrisse "Un giardino sull'Oronte".
Nel frattempo non aveva mai smesso di sedurre; è incredibile come chiunque nel parlare con lei perdesse la nozione del tempo, immerso nei suoi occhi e nella sua voce. A 36 anni era riuscita a farsi considerare una delle più grandi voci poetiche europee, e con il passare degli anni perse ogni interesse per la natura, le interessavano solo gli uomini. Non le bastava più solo la scrittura, iniziò anche a dipingere. Si era sempre lamentata della sua salute così, quando si ammalò, nessuno le credette, nemmeno i medici. Aveva sempre freddo nonostante le coperte e il camino. Barres era morto dieci anni prima.