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rimane in attesa di Charles. Dove una grande passione è passata non rimane più niente, tutto si è

consumato. Vuoto che vuol dire che qualcuno ha perso la speranza. Questo romanzo si iscrive nella

“Commédie Humaine”→ personaggi logorati dalla passione, che non hanno nulla.

La madre è un personaggio molto patetico, negativo, perché soffre fino al punto di arrivare alla morte.

Nanon è una donna forte, fa parte della famiglia, è assolutamente complice di Eugenie ma anche lei

subisce il potere del padrone. Forse è l’unico personaggio dinamico perché trova una sua collocazione.

Charles sembra debole ma rispecchia l’uomo corrotto dal denaro, dalla società.

I personaggi secondari rispecchiano la società della provincia, B. preannuncia ciò che avverrà con

Flaubert.

Il libro non è suddiviso in capitoli ma tutta la narrazione è di seguito. Divisione temporale che procede

nel tempo. Il narratore è onniscente→ focalizzazione zero.

L’inizio del romanzo è il 1819 e finirà nel 1827, quindi la storia si svolge in otto anni. Infatti Eugenie

aspetterà notizie di Charles per ben 7 anni. La narrazione si svolge quasi sempre nella casa→ luogo

mimetico; invece i posti che vengono solamente evocati dai personaggi→ luogo dietetico.

Vista panoramica dei luoghi fino ad una focalizzazione ben precisa: captare la curiosità con assiomi che

riguardano alcune piccole città di provincia.

Le descrizioni servono a darci un’idea del luogo in cui si svolge la narrazione,avviene una sorta di osmosi

tra l’ambiente e chi ci vive.

Per B. i tratti fisici sono il riflesso della psicologia: FISIOGNOMIA di papà Grandet→ protuberanze

sulla fronte.

L’inizio vero e proprio della storia è il giorno del compleanno di Eugenie (simbolo della moneta d’oro in

regalo). L’entrata in scena di Charles avviene proprio nel bel mezzo della festa. Nel momento in cui il

ragazzo entra in casa il narratore si sofferma sui sentimenti che Eugenie prova per la prima volta,

quindi l’attenzione si sposta su di lei.

Importante è il momento in cui papà Grandet legge la lettera del fratello→ anche se sono i suoi ultimi

giorni di vita egli pensa solo che si dovrà far carico del nipote.

Tematica delle Indie→ ricorrente, posto fantastico, di avventure.

La passione per Eugenie è come aver contratto una malattia che influisce su tutta la sua esistenza,

quindi vi è un’anticipazione di quale sarà il suo destino. Ella l’aveva desiderata, ma non le permetterà di

vivere.

Eugenie e il padre sono VITTIME DELLA PASSIONE.

La posizione di Nanon cambia perché anche lei si sposa ma rimarrà sempre fedele a Eugenie.

L’attenzione poi si sposta su Charles che si è corrotto perché le Indie lo hanno cambiato, l’amore per

Eugenie l’aveva toccato ma dopo, la società ha influenzato il suo atteggiamento.

Da un lato vediamo l’inerzia di Eugenie, dall’altro Charles che è entrato a far parte del gioco della vita.

FLAUBERT (1821-1880)

Nasce a Rouen nel 1821. Il padre è un chirurgo e ha una influenza determinante su di lui. Ebbe

un’infanzia malinconica perché si sentiva trascurato. La figura del fratello maggiore è quella più

prediletta.

La derisione è una delle sue caratteristiche che ritroveremo negli scritti.

Nel 1836 si innamora di una donna sposata più grande di lui, per la quale prova una grande passione che

lo ispira per molti scritti. Il suo modello di donna è bruna con i capelli ricci raccolti. Scrive l’ “Education

sentimentale”.

F. si dedica agli studi di diritto, va a Parigi. Ciò che lo appassiona è la filosofia e le lingue antiche (greco

e latino).

Nel 1844 una crisi nervosa lo obbliga ad abbandonare gli studi e si stabilisce a Croisset, che si trova

vicino la Senna ed è una proprietà familiare. Diventa il luogo dei suoi ritiri. Fa soggiorni frequenti a

Parigi e intrattiene una corrispondenza con una donna, Louise Collet. Con lei ha una bella amicizia ed è

una brava consigliera che lo sa capire. La definisce la sua Musa.

1848→ assiste alle giornate rivoluzionarie che verranno richiamate nell’Education Sentimentale.

Compie viaggi, soprattutto in Oriente (1849-51), tipico degli scrittori, che ne rimangono attratti.

Mme Bovary è il suo romanzo che viene criticato per immoralità, ma ne esce assolto. Però viene

ugualmente riconosciuto un grande scrittore e ciò lo introduce nel mondo letterario.

1862→ successo di Sallambô, romanzo storico che tratta delle guerre puniche.

1869→ pubblicazione dell’Education Sentimentale che all’inizio si dimostra un vero fallimento.

Concezione del romanzo per Flaubert

Egli porta una concezione nuova del romanzo perché rivoluziona questo genere.

I protagonisti sono tutti votati al fallimento e per questo motivo c’è molto pessimismo. Sono vittime di

una storia collettiva che subiscono, sono la testimonianza del crollo dei valori di quest’epoca.

Rappresentano la decadenza. I personaggi quindi rappresentano il disagio di questa società. In più si

aggiunge il peso di una frattura esistenziale insita in F., per questo lui già da piccolo era malinconico.

Egli però si dimostra anche di un crudo realismo, come una sorta di antidoto. Guarda con freddezza la

società e la vuole rappresentare in modo reale.

Scissione che ritroveremo in Mme Bovary, dove lui dice “Mme Bovary c’est moi”. Questa frattura

esistenziale non gli permette di amare la vita.

Nei suoi romanzi F. si propone di investigare la realtà con la lente d’ingrandimento. Egli ha predilezione

per le cose che possono sembrare apparentemente banali.

F. è un passo più avanti rispetto a Balzac per quanto riguarda lo studio della realtà: in F. è abbondante

la descrizione che comunque c’era anche in B., F. però fa una descrizione di tante cose, non solo di

ambienti interni.

In F. c’è raffinatezza nello stile per descrivere la realtà, ce la vuole far vedere nuda e cruda, ma è il

modo raffinato che lo caratterizza.

Egli preannuncia i grandi romanzi moderni. Ci sono affinità tra F. e Proust.

Perché descrive personaggi fallimentari? Per il suo pessimismo e la sua natura malinconica.

F. viene processato per “delitti di oltraggio alla moralità pubblica e religiosa”, ma al termine del

processo viene assolto. Rimane però accusato di aver dimenticato che letteratura, come l’arte, per

‹‹la

compiere il bene che è chiamata a produrre, deve essere casta e pura, sia nella sua forma che nella sua

espressione››.

“Mme Bovary”

Storia di una donna, insoddisfatta di un matrimonio e di una vita noiosa, con educazione di letture

romantiche, finisce col darsi all’adulterio, ma soprattutto contrae tantissimi debiti e per questo motivo

arriva a suicidarsi con l’arsenico.

Il romanzo è suddiviso in 3 parti (non intitolate), ma i titoli potrebbero essere questi:

1. ROUEN E TOSTES (diviso in 9 capitoli)→ il 1° protagonista è quello che diventerà il marito di

Emma, Charle.

2. YONVILLE (15 capitoli)→ momento in cui Charle viene chiamato d’urgenza perché un signore si

è rotto una gamba. Quest’ultimo ha una figlia che si chiama Emma, C. alla morte della moglie la

sposa. Emma fin dai primi mesi del matrimonio rimpiange di essersi sposata. Ha anche una figlia,

che sarà affidata ad una nutrice, quindi neanche il sentimento materno le darà un motivo per

riprendesi. A Yonville incontra Rodolphe con il quale inizia una relazione (nella seconda parte

vengono narrati tutti gli incontri con quest’uomo). Ma la storia finisce con la partenza del

giovane, che la abbandona.

3. YONVILLE E ROUEN (11 capitoli)→ Emma diventa amante di Leon; continuo spostamento a

Yonville. Debiti: avvelenamento→ assistita dal marito. Fine nostalgica, dove il marito non ha mai

capito quello che era successo, alla fine soltanto scopre tutto. Ma pur sapendo nega la realtà

continuando a credere che Emma sia morta per fatalità.

F. divide in capitoli la sua storia solo successivamente alla pubblicazione del libro. Per questo si ha la

sensazione di una continuazione diretta in alcuni capitoli, mentre in altri si ha un’interruzione.

L’azione del romanzo si situa dal 1812 al 1835, la monarchia di luglio.

Tempo cronologico→ quando Charles sposa Emma ha 35 anni, mentre per l’età di lei non c’è qualcosa di

preciso, ma si può dire che ne abbia 20. L’amante Rodolphe ne ha 34.

La cronologia interna del romanzo non è precisa→ Charles ed Emma a Tostes stanno 2 anni, mentre sono

passati 4 anni quando lei chiede a Rodolphe di portarla a Parigi, ne trascorrono altri 3 quando lei lo va a

trovare per chiedergli dei soldi, 7 anni passano quando lei si suicida e ne ha passati 5 a Yonville. Ma tale

cronologia si è stabilita solo tramite alcuni indizi, mai espressi chiaramente. F. ha evitato di situare

chiaramente l’intreccio non solo per i fatti storici, ma anche dei suoi personaggi perché vuole darci

l’idea di un tempo che poi diventerà il tempo della noia, non ha né inizio né fine→ scorre ma non si puo

precisare. Lo si vede dall’uso dei tempi verbali, infatti F. ricorre ad un uso massiccio dell’ imperfetto:

indica un processo che rimane aperto, senza fine, ciò rappresenta la noia di Emma.

Un altro elemento è che i grandi eventi sono pochi:

Matrimonio di Charles ed Emma;

o 1° parte cap. 8: ballo della Vaubyessard→ qui Emma crede di vivere la vita che ha sempre

o desiderato;

2° parte: comizi agricoli che daranno ad Emma la possibilità di incontrare Rodolphe. Lei è

o attratta da lui poiché è un nobile e si reca spesso a Parigi.

Operazione al piede da parte di Charles nel cap. 11: un povero ragazzo ha un piede varo, Emma

o pensa che se Charles lo può guarire, quindi diventare celebre, potrebbero trasferirsi a Parigi.

Purtroppo l’operazione è un fallimento ed Emma vede crollare per lei tutte le ambizioni;

Nella 3° parte tutto inizia a restringersi attorno ad Emma, fino al suicidio; l’evento veramente

o fondamentale da cui scaturisce tutta la storia è proprio il MATRIMONIO, da cui ne consegue la

delusione di Emma;

Rappresentazione teatrale di un’opera a cui ella assiste e ciò è importante poiché si crede la

o protagonista dell’opera.

MISE EN AB ME procedimento narrativo: i comizi agricoli e la rappresentazione. Es: durante i

Ŷ →

comizi agricoli Emma e Rodolphe sono al Municipio ad assistere; nello stesso tempo si sente a tratti il

discorso del sindaco. Quindi all’interno di una scena se ne inserisce un’altra che fa da contorno, ma che

forma un’unicuum.

Caratteristica: F. mette in atto due scene in maniera contemporanea, ma diverse. Simultaneità delle

scene che potrebbe essere anche chiamata INTERFERENZA.

Discorso indiretto libero≠ discorso diretto

Originalità di F: niente punteggiatura, ma solo sensazione che si sente la voce del personaggio e si ha

così l’effetto di polifonia→ attraverso il discorso del narratore vi sono le parole del protagonista.

MONOLOGHI INTERIORI→ punto di vista interno, narratore onnisciente però la maggior parte delle

volte sembra che si passi ad un narratore intradiegetico che racconta la sua storia: da focalizzazione

zero a focalizzazione interna.

USO DELL’IMPERFETTO→ rende più la dilatazione del tempo (usato anche da Proust).

PASSATO REMOTO→ tempo della narrazione.

3 punti fondamentali del modo di narrare di Flaubert:

1. Mise en ab me;

ŷ

2. Discorso indiretto libero;

3. Uso dell’imperfetto.

Vi sono poi i ritratti morali oltre a quelli fisici. Volontà di carpire la realtà nella sua totalità per

ancorare il lettore nella realtà.

Stile molto preciso di F.→ uso della parola appropriato, tutto è corretto, riguardato.

Uso del corsivo, per mettere in risalto parole o espressioni che appartengono ad un registro

particolare. F. non ha mai atteggiamenti moralistici, poiché secondo lui la vera morale è quella dell’arte.

C’è un po’ d’ironia e derisione.

Apparentemente il romanzo non ha un narratore onnisciente, ma intradiegetico (un compagno di classe

di Charles); invece ad un certo punto costui sparisce del tutto e lascia il posto al narratore onnisciente.

PERSONALITÁ DI EMMA:

sembra una figura negativa, ma allo stesso tempo ritraendo questa donna F. attacca il Romanticismo (a

causa delle idee che poteva mettere nella testa dei fanciulli), per come è stata educata.

Personalità complessa→ vorrebbe una vita mondana, ma è anche vero che Emma porta in sé una specie

di male esistenziale, non può trovare la soddisfazione. Si vedrà in maniera accentuata nella 3° parte, e

per questo cerca la morte che le da finalmente pace.

Attesa: immagine di Emma affacciata alla finestra.

Critico: “la finestra è un chronotope: simbolo spaziale e temporale”. La finestra simboleggia la voglia di

libertà, ella non vive la vita esterna ma è là che la guarda. È costretta in un mondo di cui si sente

prigioniera.

CHARLE:

È più complesso di quanto appare, sembra rozzo senza ambizioni, invece dimostra di avere delle qualità

straordinarie. Anche egli sogna, è subito colpito da Emma, la pensa sempre e per lei pianta tutto senza

pensarci due volte. Alla fine del romanzo egli rifiuta la verità e parla di fatalità. Non la giudica mai

male, ha amore per lei dall’inizio alla fine.

Modalità narrative

Inizia la narrazione un compagno di scuola di Charles. Egli viene deriso dai compagni di classe→

antropomorfizzazione della sua coppola che serve a descrivere la sua personalità.

Nel momento in cui si parla del padre il narratore interno inizia ad eclissarsi.

F. racconta gli eventi senza enfasi, come se venissero da sè→ contrapposto ad una descrizione

minuziosa, racchiude rapidamente gli eventi narrati come indizi.

1° PARTE

Charles per la prima volta in vita sua è colpito dai particolari fisici di Emma.

Alla fine del 2° capitolo già la prima moglie di C. è morta. Fine del 3° capitolo→ annotazione preziosa

delle idee di Emma= stravaganze e temperamento romantico.

Dopo le nozze decidono di andare a Tostes.

Alla fine del 5° capitolo troviamo il topic della finestra; altra rivelazione che riguarda la disillusione di

Emma dopo pochissimi giorni che si era sposata.

Nel 6° cap. troviamo il racconto del tipo di educazione che aveva ricevuto Emma (infatti vi è la citazione

del romanzo “Paul e Virginie” letto dalla stessa).

7° cap.→ considerazioni sulla luna di miele che non fa. Immagina come sarebbe stato se avesse

incontrato un altro uomo. In questa vita che sembra così grigia alla fine del 7° capitolo succede

qualcosa: invito al ballo.

8° cap.→ ricordo del ballo, delle sensazioni successive ad esso.

9° cap.→ evocazione della città di Parigi, che lei sogna, acquista delle riviste che ne parlano. Emma

attende che succeda qualcosa≠ Eugenie che attende impassibile. Alla fine di questo capitolo Emma è

incinta.

2° PARTE

Nasce la figlia di Emma che viene affidata ad una nutrice, perché lei desiderava un maschio. Emma e

Leon si innamorano ma lui è scoraggiato dall’atteggiamento di lei, così va a Rouen e la lascia.

6° cap.→ Emma rimpiange di non essere partita con Leon, così va a consolarsi dal curato, ma il prete non

la comprende.

8° cap.→ svolta nella vita di Emma; vi sono molti stacchi e “mise en abŷme”. Gioco della simultaneità.

9° cap.→ Rodolphe sa che è facile avere Emma e la lascia sola per settimane. Poi si rifà vivo ma Emma è

nervosa.

10° cap.→ Emma è sempre più audace. Una mattina va a casa di Rodolphe molto presto e poi torna prima

che Charles si svegli: cerca il pericolo. Egli di sera la va a trovare in giardino, ma è già stufo.

12° cap.→ Emma non è più appagata dall’amore di Rodolphe, così è di nuovo insoddisfatta. Tutto è

pronto per partire ma arriva una lettera di Rodolphe.

13° cap.→ Emma ha una febbre molto forte e Charles la assiste. Egli ha bisogno di soldi e li chiede a

Lheureux. Emma si accosta alla fede.

3° PARTE

Emma comincia a dire bugie per recarsi spesso a Rouen dove c’è Leon.

6° cap.→ Emma è incapace si trovare qualsiasi forma di felicità. È sempre annoiata e l’unica pace può

trovarla nella morte.

Funzione iterativa: quando qualcosa si ripete.

Le ultime parole del libro sono di Homais→ derisione spietata della società provinciale da parte di

Flaubert. Non viene spesa neanche una parola per il povero Charles, morto da solo di crepacuore.

Lheureux→ è importante ma squallido perché usa Emma quando lei gli chiede di non procedere con il

pignoramento. Personaggio negativo.

Agonia di Emma: capitolo molto duro e descritto minuziosamente con crudezza.

Alla fine la figlia è la vera vittima del romanzo, proprio come il padre.

BAUDELAIRE (1821-1867)

È segnato nella sua infanzia dalla morte del padre, lo traumatizza il fatto che la madre si risposa con un

comandante (non lo vede come un padre).

Farà studi a Parigi, ma più che studi farà vita di Bohéme; viaggi in Africa e in Oriente→ gusto per

l’esotico (1841).

Relazione carnale di B. con una donna mulatta CONTRAPPOSIZIONE con la relazione platonica con

un’altra donna, più matura per la quale prova un sentimento.

1844 la sua famiglia lo priva dal godimento dell’eredità paterna a causa della sua vita sregolata, così

per guadagnarsi da vivere lavora per un giornale come critico d’arte. Ma è anche il grande traduttore di

Edgard Allan Pöe.

L’esperienza nel mondo giornalistico gli ha dato quella che si può chiamare la “coscienza estetica”. La

grande opera per la quale è noto sono “Les fleures du mal”, che però provocano anche scandalo e

subiscono un processo. Pubblicati nel 1857, raccolta di poesie che erano state già pubblicate in altre

riviste 15 anni prima.

Il processo viene vinto, ma gli si impone di togliere certi poemi→ ciò lo colpisce profondamente a tal

punto che si ammala e si indebolisce ulteriormente.

1866→ colpito da una grave malattia che lo lascia paralizzato, per poi morire un anno dopo.

Altri scritti:

“Les salons”: raccolte pubblicate nel 1845-46;

scrive poi una novella “Fanfarlo” nel 1847;

“Du vin et de l’haschish”: parla dei paradisi artificiali (da un lato li condanna, dall’altro vi ricorre) 1862.

POESIA DI BAUDELAIRE vs POESIA ROMANTICA

La poesia romantica è caratterizzata dal lirismo e dall’esaltazione dell’io. C’è un momento che si

frappone tra la poesia romantica e Baudelaire: il movimento di parnasse.

I due esponenti sono: Le conte de Lisle (descrive una natura esotica e selvaggia) e José Maria de

Merida. Invece Gautier è il padre fondatore del movimento chiamato “l’arte per l’arte”→ ciò che

veramente conta è la bellezza formale: distacco tra le sensazioni dello scrittore e quelle mie.

B. inizia come un ammiratore del Parnasse, ma egli troverà sempre un compromesso tra BELLEZZA

FORMALE e il TRASMETTERE I PENSIERI PROFONDI di un animo disperato che non si chiamerà più

“mal du siécle”, ma “spleen”. Questa parola viene dall’inglese e vuol dire milza→ male che sembra fisico

e che rende l’animo disturbato, disagio esistenziale, ma non dovuto alla società piuttosto inerente alla

natura umana (metafisico). Ad esso si contrappone l’ideale→ aspirazione del poeta ad una natura

trascendentale (poeta veggente), capace di interpretare i segni della natura che gli altri non possono

percepire.

POESIA MODERNA:

B. è il primo poeta moderno. Il primo critico ad analizzare questa modernità è stato Hugo Friedericht→

scrive ne “la stucture de la poesie moderne” che della poesia moderna può essere indicata

‹‹l’avvento

con B. e che questa modernità si propagherà in due filoni: Rimbaud e i surrealisti e Mallarmé e Valéry

(intellettuali)››.

Caratteristiche enunciate da Friedericht:

è oscura: non è di facile interpretazione, tende a deformare la realtà, che è sostituita da

 qualcosa di diverso;

rifiuto dell’autobiografia: non può più essere, come per i romantici, una confessione;

 valorizzazione della nozione di bruttezza: per la prima volta il brutto attraverso un trattamento

formale diventa poesia. Il brutto è una categoria che congloba il senso fisico, ma anche

l’industrializzazione (innovazioni tecnologiche). B. influenzerà tutta la poesia, infatti Thomas

Elliot sulla scia di B. farà lo stesso quando descriverà Londra.

 innovazione linguistica: il linguaggio poetico usato deve differenziarsi dal linguaggio del

quotidiano, ma nella poesia moderna questa funzione diventa iperbolica.

il poeta moderno è un poeta e un teorico della poesia: riflette su ciò che fa.

La pubblicazione definitiva dei “fleures du mal” è del 1861 e ha questa struttura:

1. spleen et idéal→ B. descrive la doppia postulazione del suo essere, dilaniato tra un

idealismo perduto e l’essere invischiato nella sua quotidianità che prende il nome di

GUIGNON (sfortuna) (85 poemi).

2. tableaux parisiénne→ (dall’86 al 103) la città viene definita “brulicante, piena di sogni”,

ma che impone a chi vi abita lo specchio della bruttezza: doppia valenza.

3. le vin→ (dal 104 al 108) mettono in luce le prime tentazioni della carne: evasione ma

anche cosa da evitare.

4. fleures du mal→ (dal 109 al 117) vizi e peccati della carne; donne dannate che si

oppongono alle donne angelicate. (momento + disperato della vita di B.).

5. revolte→ (dal 118 al 120) rivolta, momento di collera del poeta, che va contro Dio (lo

chiama menzognero), per il poeta Satana è una vittima perché è alienato come lui.

6. la mort→ (dal 121 al 126) ultima tentazione, ultimo artificio, ultima scommessa, dove il

povero, l’amante, l’artista confidano come l’ultima possibilità di salvezza.

Periodo dal 70 ai primi del ‘900 viene chiamato anche DECADENTISMO, come reazione al Parnasse.

Il Simbolismo, che nasce da un certo Jules Lafforgue, sottintende la rappresentazione dei simboli,

cioè come si vede il mondo prima della scienza moderna; dietro l’apparenza vi è qualcosa che il poeta

deve chiarire. Tutto ciò che c’è dietro la natura è il simbolo di queste cose invisibili. Tutto si

corrisponde. Il mondo viene concepito quasi matematicamente: divario.

Simbolismo letterario:

bandisce le descrizioni

 è contro il realismo

 antirazionalista (perché vedono nella ragione la forma essenziale di conoscenza) quindi

 prediligono il SOGNO, o anche l’ipnosi. “La ragione impedisce all’uomo di conoscere la realtà”.

Verlaine è realista

rifiutano ogni precisione che riguarda il tempo o il luogo

 nella poesia il più

(di Verlaine) è essenzialmente musica. “La musica prima di ogni cosa”. 1844-1896→

grande rappresentante è Verlaine.

Con Rimbaud abbiamo il lampo di genio della poesia, che introduce ciò che diventerà l’Ermetismo, a cui si

appelleranno i poeti della fine del 20° secolo.

BREVE INTRODUZIONE AL XX SECOLO:

Inizia con la fine della prima guerra mondiale (1918). Una nuova società si sta formando→ sfaldamento

di molti equilibri. La Francia esce dalla guerra con una democrazia politica efficace e che diventa una

specie di modello per gli altri stati europei.

Vi è anche una ripresa demografica.

Gli anni ’20-’26, chiamati in Francia “anni folli”, vengono giudicati come anni di decadenza ma segnati da

una ricostruzione in tutti i sensi. Apogeo del periodo coloniale; frenesia del progresso che arriva anche

nelle campagne.

Politica di difesa→ “linea marginot”: cerca di proteggersi. Il “movimento del fronte popolare” riguarda

gli operai. Invece dopo la pace di Versailles vi sono di nuovo scontri con la Germania. Le conseguenze

della seconda guerra mondiale sono disastrose.

La 4° Repubblica avrà come obiettivo quello di costruire uno stato moderno con una grande rilevanza

industriale.

Negli anni ’70 inizia la 5° Repubblica→ società post-industriale. Non si devono più considerare i paesi

con ottica di chiusura, ma di apertura al concetto di Europa.

4 G :

RANDI PERIODI

1) Alla fine dell’800→ la belle époque. Autori che si fanno conoscere per tutti i generi: per la

POESIA Apollinaire; per il TEATRO Claudel Paul; per il ROMANZO Gide e Proust. Dopo la 1°

guerra mondiale la gente ha perso la fiducia, vi è una coscienza pessimistica. “Periodo tra le due

guerre”. Gli scrittori, soprattutto poeti e romanzieri, riprendono i temi che riguardano il ruolo

dello scrittore nella società.

2) Valore dell’impegno, politico e individuale o collettivo, mettono in scena figure eroiche da

opporre all’imminenza del pericolo. Come ad esempio André Malraux e Saint-Exupery (1918-

1939). ‘68→ periodo di tutti i “nuovi” movimenti.

3) Il nuovo Romanzo: Michel Buter- Jonesco; il nuovo Teatro: è quello dell’assurdo; la nuova Critica:

nuovi modi di indagare sulle opere d’arte (Roland Barthes→ critico che si interessa di tutto ed è

il maggiore rappresentante di questa nuova critica che è lo STRUTTURALISMO).

4) Periodo Post-moderno, periodo decadente.

La poesia prima del 1914 subisce ancora l’influenza del simbolismo. Verlaine e Rimbaud sono i grandi

modelli, ma la poesia in realtà fluttua in contorni poco chiari. Si susseguono i manifesti alla ricerca di

nuovo, la poesia si mette al servizio dell’Umanesimo; evita gli idealismi troppo raffinati; gli eventi della

tecnologia danno luogo a una poesia che riflette il progresso.

4 T :

IPI DI POETI

1) I fantasisti, che non rinunciano all’immaginazione, poesia libera, umorismo;

2) I naïf, si aggrappano alle emozioni dell’infanzia;

3) Gli avventurieri dell’epopea moderna, cioè “lo spirito nuovo”→ poeti che hanno bisogno di nuovi

orizzonti, cercano una lingua nuova in grado di raccontare il mondo moderno;

4) I cantori della creazione→ per loro la poesia è un’incantazione, celebrazione, unione: esigenza di

spiritualità. (Charles Péguy)

APOLLINAIRE (1880-1918)

In lui troviamo la sintesi di tutti questi movimenti. Figlio di una polacca e di un ufficiale italiano, vita

molto avventurosa sin da bambino, cambia molto spesso città. Gusto sfrenato per la lettura ma molto

disordinato. A 18 anni si proclama anarchico sotto il falso nome di Apollinaire, si trasferisce a Parigi,

lavora in ufficio, diventa precettore, si sposta sempre. La prima avventura sentimentale con Annie

Blayolenne, torna a Parigi dove diventa amico di Ricasso e altri pittori. Partecipa alle discussioni sul

cubismo nascente. L’altra donna è Marie Larancenne con la quale avrà una relazione fino al 1912. Dirige

una rivista chiamata “les soirées de Paris”.

1911→ album poetico sul “Vestier”

1913→ grande poema “Alcools”

Fa eco a Martinetti scrivendo poemi con la tecnica “poemi conversazioni”.

1914-16→ chiamato in guerra, ferito e subisce la trapanazione del cranio.

1918→ muore per l’influenza spagnola.

Poesia di Apollinaire:

Elegiaca a volte;

► Fedele al simbolismo, al naturismo e al fantasismo;

► Originalità dell’immaginario e capacità di modulare i versi;

► Cubismo, la tecnica della poesia viene sconvolta: da alla realtà una valenza diversa, rifiuta l’uso

► della punteggiatura (come già Verlaine)→ con la punteggiatura il lettore riconosce le pause, così

invece sarà il lettore stesso a dare delle pause che saranno solo sue.

Relazione di variabilità, libertà d’interpretazione.

Il Romanzo

Gli artisti sono scossi da quello che è successo nella 1° guerra mondiale. Forte Umanesimo, sono

pacifisti e hanno fede nella ragione e nella scienze, manifestazioni di nazionalismo e fraternità. Romanzi

che diventano grandi affreschi→ romanzi fiume, raccontano l’epopea di una famiglia o di un destino in

particolare.

Alcuni scrittori: Roger Martin du Gard con “Les Thimbaults”.

Romanzi a struttura polifonica fatti da molteplici destini intrecciati per dare un’immagine del mondo

intermittente. È il periodo delle AUTOBIOGRAFIE.

ANDRÉ GIDE (1868-1951)

Rappresenta un esempio particolare per l’individualismo e per il suo gusto per la sfida. La sua carriera

inizia nel 1891 sotto il simbolismo e termina nel 1951 con la letteratura engagè. Egli è impegnato

nell’esame di se stesso, “ricerca lucida e discorso continuato sull’uomo”. È animato da spiritualità ma non

si sottopone al dogma→ fede senza chiesa.

È “umanista assoluto”. Conoscitore di tante letterature straniere→ conosciuto il suo lavoro su

Donstoyewsky.

1925: “Les faux monnayeurs”.

Cultura protestante; giovinezza cupa; famiglia agiata grazie a questo si dedica alla scrittura. Frequenta

Paul Valéry ed è attratto dal Simbolismo.

Scrive “André Walter”, cioè lui stesso, è il protagonista di molte produzioni ermetiche. Insieme a

questo “les cahiers”, “il trattato di Narciso” e “le voyage d’Urien” scritti nel 1893.

A 24 anni parte per la Tunisia→ qui scopre la sua omosessualità e i piaceri della vita.

1985→ sposa la cugina Madelaine.

1897→ esce una raccolta di poesie in prosa, cioè “Les Nurritures terrestres”: esalta i piaceri della vita

(natura, amore, libertà)→ manifesto della liberazione dei sensi: farà scandalo.

1902: “L’immoraliste”.

1909: “La porta stretta”.

Queste 3 opere esprimono il momento successivo alla partenza per la Tunisia. Durante la guerra ha una

forte crisi religiosa e pensa di convertirsi al cattolicesimo. Questa crisi tocca anche la sua unione con la

moglie che però dura.

Per questi romanzi viene sempre considerato un “malfaiteur”. Con “Les faux mannayeurs” si sconvolge la

tradizionale struttura del romanzo: simultaneismo→ si rompe con il filo, ma si riproduce ciò che avviene

simultaneamente in un luogo e in un altro.

Si parla anche di romanzo nel romanzo.

Gide poi parte per il Kongo. Non fa una scoperta su se stesso ma scopre l’aspetto missionario per

aiutare le popolazioni africane. Partecipa al Congresso Mondiale per la Pace (1931). Nel 1936 muore la

moglie e siamo alla vigilia della 2° guerra mondiale e pubblica il suo giornale che offre 50 anni della sua

coscienza. Va in esilio in Tunisia.

Nel 1947 riceve il premio Nobel. Dopo un grande scrittore come lui è nato il movimento chiamato

“Gidismo”. Egli ha toccato tutti i generi letterati (poesia, poema in prosa, romanzo, giornale, piéce

teatrali) in un’unica opera. La sua presenza è costante e ha praticato la “confessione come una delle

migliori arti”. G. parla di se stesso attraverso i personaggi che crea. La dottrina di vita è quella fondata

sull’affermazione di sé fino alla SFIDA.

Il Gidismo è come un vero e proprio insegnamento che ha avuto un cattivo maestro perché ci fa parlare

di noi senza nessuna legge o decenza.

Questo insegnamento appare scandaloso perché si parla della sfera sessuale (egli era omosessuale).

G. usa spesso la figura stilistica litote, cioè dire molto dicendo poco.

La regola di G. è la semplicità e la purezza della lingua. Anche se la lingua è ricca di vocaboli, di arcaismi

e provincialismi. C’è fusione tra forma e contenuto.

“La symphonie pastorale” (1919)

Lo libera dal mutismo e dal passato. Scritto da febbraio a ottobre del 1918 in Normandia.

Parla di un uomo (pastore di chiesa) che scrive un giornale in casa perché bloccato dalla neve…

L’epilogo di questo romanzo è tragico.

In principio il romanzo di chiamava l’Aveugle.

La neve è simbolica perché blocca l’isola e il pastore. Questa rappresenta lo scrittore davanti la pagina

bianca che deve ricoprire di segni neri che sono anche le parole menzognere del pastore.

L’acqua è anche un simbolo perché Gertrude (una ragazza cieca) vi si getta. L’acqua è legata alla neve

perché quando quest’ultima si scioglie diventa acqua. La neve coinvolge tutti i personaggi di questo

racconto. Un altro simbolo dominante oltre alla neve è la cecità. Gertrude è cieca ma il pastore è anche

accecato dall’ipocrisia.

Gide nel suo momento di crisi spirituale concepisce una dottrina fondata sulla libera interpretazione

delle Sacre Scritture e del Vangelo, dove non c’è più ordine. Egli si urta con il problema del Bene e del

Male. “Il male non è mai nell’amore” ma ciò non è vero perché l’amore che il pastore prova per Gertrude

non è puro perché lui è già sposato.

Madelaine, la moglie di G. lo ha ispirato per realizzare il personaggio della moglie del pastore, Amelie.

Ha un ruolo subalterno deciso dal marito. Lei è consapevole del fatto che il pastore è innamorato della

ragazza, ma lei si crea la maschera dell’ipocrisia.

Il pastore è ipnotizzato e ossessionato dall’amore per la fanciulla e dalle sensazioni nuove che lei gli sta

provocando. La Symphoinie Pastorale si caratterizza per la sua modernità nella struttura e per la

perfezione della sua costruzione romanzesca.

G. classifica i suoi scritti non più come romanzi ma come soties: genere medievale che deriva dalla

“festa degli sciocchi”, genere da ridere.

Il racconto così è disinvolto, ironico e critico. La parola “romanzo” la applica solo a pochi dei suoi scritti

(come les faux monnayeurs).

La Symphonie Pastorale la definisce recit, cioè racconto: rispettano l’aspetto estetico, classico e

tradizionalista. È vista dai dadaisti come “regressione” perché G. si è arreso. Prima era vista come

rivoluzionaria.

La 1° parte del quaderno è retrospettiva perché racconta eventi che accaddero 2 anni prima. Si utilizza

il passato remoto.

Nella 2° parte del diario predomina il presente quindi tutto esiste in quel momento. Il narratore qui è

omodiegetico o autodiegetico, cioè protagonista della storia. La narrazione così diventa proprio un

diario (cioè scritto ogni giorno). In questa 2° parte il recit si fa sempre più attuale mentre nella 1°

parte era più riflessivo.

Nel 1° cahièr le date vanno dal 10 febbraio al 30 maggio del 1890. Il 2° va dal 25 aprile fino al 30

maggio→ concentrazione in questo mese.

Gli eventi del 1° quaderno sono retrospettivi (due anni prima): il tempo a poco a poco diventa

contemporaneo fino alla coincidenza il 3 maggio. Il 25 aprile, cioè la 1° data del 2° quaderno, è una

giuntura tra gli eventi retrospettivi e quelli presenti→ SNODO DEL RECIT.

Tempi verbali:

nel 1° quaderno vi è il passato remoto, mentre nel 2° quaderno domina il presente. Ma ci colpisce il fatto

che quando nel 2° quaderno domina il presente, il narratore (eroe) diventa anche il protagonista della

storia. Da qui procedimenti di prolessi (avanti- futuro) e analessi (indietro- passato).

Questa tecnica consente al narratore di non raccontare tutto, ma di mettere in evidenza solo alcuni

eventi. Quindi il tempo della storia non coincide sempre con il tempo del racconto. Quando ci si avvicina

all’epilogo il tempo diventa concitato: molto rapido. Questa è una caratteristica di G., alla fine dei suoi

racconti è molto sintetico.

Fine: confusione cronologica anche se le date sono indicate. Importanza del “non detto”, dell’implicito.

Il racconto è dominato dal “je”, così il lettore tende ad immedesimarsi, ma non è un “je” veritiero.

AMELIE→ è la voce del rimprovero e il pastore non può non segnalarlo.

JAQUES→ il figlio del pastore, vuole sposare Gertrude.

PASTORE→ La sua funzione di narratore serve alla sua cattiva coscienza e gli permette di sfruttare la

parola di Dio per uccidere metaforicamente i suoi familiari, ma fisicamente Gertrude.

La S. P. è un’opera di Beethoven che il pastore fa ascoltare alla fanciulla: sintonia tra musica e colori.

Momento parossistico: ella è al culmine della sua conoscenza del mondo.

Nel recit vi sono parole molto poetiche pronunciate da Gertrude proprio per la sua cecità. Fa apparire il

mondo più bello di chi può vederlo, lei vede al di là delle cose: TEMATICA DELLA CIECIT Á

.

GERTRUDE→ finchè è cieca vive bene, ma quando vede, vede poco, diventa infelice e decide di

uccidersi. “Il cieco vive la pienezza, l’armonia dell’essere primitivo” (Diderot nel “discour sur les

aveugles”). L’errore di Gertrude è quello di aver seguito i passi di un altro cieco, il pastore, che non

riesce a leggere dentro se stesso. Lei muore per aver creduto al mondo fasullo del pastore.

L’ultima parola del romanzo è deserto, cioè al pastore non rimane più niente.

BUGIA PER OMISSIONE→ fa leggere a Gertrude solo ciò che è bello delle Sacre Scritture. Quando

lei scoprirà tutto quanto non riuscirà più a rimanere in vita e come Ophelia sceglierà per morte l’acqua.

Quando la neve si scioglie, diventa acqua e fa apparire ciò che era stato tenuto nascosto. La morte di

Gertrude nell’acqua è il modo di restituirle la sua purezza e la sua limpidità.

1° quaderno:

La “neige” apre sia il primo che il secondo quaderno e blocca tutto. Il pastore si prende cura di

Gertrude a tal punto che la porta in casa sua, ma Amelie non è molto d’accordo perché è come se

prevedesse i disagi che avrebbe creato in casa. Il pastore dipinge la moglie come “materiale” e non

capace di comprendere la sua missione. La moglie dice che la carità ha un limite e che il compito del

marito è eccessivo. I bambini invece accolgono la ragazza con calore.

Il nome Gertrude è stato voluto dai bambini perché non si sa come si chiamasse. Viene vista dal pastore

come un animale perché si getta sulle cose e risponde con grugniti. Viene ripresa la parabola della

“pecorella smarrita”, questa parabola è citata dal pastore perché così giustifica la sua attenzione nei

riguardi di Gertrude. Il pastore sente che la moglie non ha fiducia in lui.

Il 5 marzo è una data importante perché dopo tutte le cure date a Gertrude, adesso si hanno dei

risultati: è come una nascita.

28 febbraio→ entra nel racconto Jaques, che si occupa di educare Gertrude.

Gertrude ricerca la limpidità e la purezza gettandosi nel lago.

C’è un momento in cui il pastore scopre la gelosia, fino a quel momento provava solamente un sentimento

paterno. Ora è cambiato, quando vede il figlio accanto a lei gli da fastidio. Quando c’è gelosia c’è


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DETTAGLI
Corso di laurea: Lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Ongaro Alessia.

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