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dell’io, della soggettività e del rifiuto del mondo esteriore. La lirica è la forma adottata dai romantici per

esprimere questi sentimenti; 2) l’amore: felice o infelice, l’amore è la fonte principale di inspirazione

romantica che esalta la figura della donna come mediatrice; 3) il sentimento della natura: descritta con

precisione ed entusiasmo, è la confidente a cui il poeta parla, la guardiana dei ricordi, un luogo di

protezione come il seno materno, il rifugio ideale per scappare dalle costrizioni della civiltà; 4)l’evasione: la

ricerca di nuovi orizzonto nello spazio reale o immaginario o nel tempo o nell’infinito religioso (molto

apprezzati erano i viaggi, i sogni, la notte, la storia oscura del medioevo); 5) il rifiuto della ragione e il gusto

del mistero: in netta opposizione con l’illuminismo i poeti amano la notte, i misteri, i sogni. L’immaginazione

e le sensazioni sono le chiavi per sondare le profondità dell’inconscio; 6) il sentimento religioso: il

romanticismo riporta ad una dimensione spirituale alle fonti del cristianesimo, ma parallelamente viene

affascinato anche dalle forze oscure del male; 7) l’impegno: sia politico che sociale, il poeta diventa guida

per il popolo.

De Lamartine: nasce a Macon nel 1790. Vive in un piccolo villaggio dove conduce una vita oziosa.

Intraprende un viaggio in Italia nel 1811-1812, dove conosce una giovane ragazza napoletana, Graziella,

con cui avrà una storia. Nel 1816 conoscerà Julie Charles, con ciu instaura una nuova storia conclusasi

l’anno seguente a seguito della morte della giovane a Parigi. La martine si trasferisce così in Savoia.

Questo amore interrotto bruscamente, lascia Lamartine disperato, ma gli da la forza per incanalare la sua

ispirazione. Esce la prima raccolta, le meditazioni poetiche, del 1820 che conosce un discreto successo. Lo

stesso anno si sposa con Elisa Birch, una giovane inglese e viene nominato ambasciatore a napoli. Nel

1823 pubblica le novelle meditations e nel 1830 les armonie poetiques e religiues, poemi scritto per la

gloria di dio dove si celebra le fede cristiana. Dopo la rivoluzione del 1830 la martine si dimette dalle sue

funzioni diplomatiche e intraprende la carriera politica. Alla fine verrà eletto come sindaco di Macon nel

1839 dove sarà regolarmente rieletto. Intraprende poi un viaggio in oriente, in grecia, in libano. E grazie a

questi viaggi si aprono i suoi confini poetici, grazie anche alla morte prematura della figlia. Scrive Jocelyn

nel 1836. Nel 1848, anno della rivoluzione, lamartine viene portato alla testa del governo provvisorio,

diventando ministro degli affari esteri, poi deputato alla costituente e eletto poi in 6 dipartimenti. Ma più

tardi viene battuto per la presidenza alla repubblica. Così termina la sua carriera politica con l’avvento del

secondo impero. Gli ultimi anni di lamartine sono dediti alla scrittura e alla pubblicazione, ma viene

soffocato dai debiti. Muore nel 1869, solo e ripugnato dalla famiglia.

Nel libro le meditation poetiques Lamartine racconta la sua avventura sentimentale con Julie: i suoi stati

d’animo, i suoi sentimenti sono evocati in poemi molto commoventi, in cui si cita una donna di nome Elvire,

evidentemente riferimento a Julie. Sono 24 poesie in cui sono espressi modi personali, tutti quei nuovi

sentimenti di moda già grazie a Goethe, Byron e Chateaubriand.

De Musset: nato a parigi nel 1810 viene introdotto alla letteratura grazie al cenacolo romantico di Nodier,

primo autore del dizionario delle onomatopee. Nel 1830 pubblica la sua prima raccolta in versi, I conti di

spagna e italia, pieno di un’esuberante romanticismo e passioni violente. Alla fine del 30 Musset mette in

scea una commedia in prosa, la nuit ventetienne, ma fallì. Rinuncia alla scena, ma continua a scrivere

opere teatrali. Nel suo viaggio a Venezia incontra una giovane donna, scrittrice, Geoges Sand di cui si

innamora follemente. Ma nel 1834 musset, a Venezia, si ammala, viene curato dalla donna ma alla fine lei

lo tradirà. Musset torna a parigi, solo e dopo una riconciliazione con Sand, ci sarà la rottura finale che sarà

d’ispirazione alle sue opere, come Le notti, la lettera a lamartine o la confessione di un bambino del secolo.

Continua, nonostante tutto, a scrivere anche per il teatro. La sua fine fu molto triste, causa dissolutezza e

alcol. Le sue opere cominciarono ad impoverirsi sempre più, soprattutto nei suoi ultimi anni da solitario,

morendo nel 1857 completamente solo.

Le notti: sono quattro i poemi presenti nell’opera, molto lunghe. Il tema centrale è il problema

dell’ispirazione e della creazione poetica legate allo stato d’animo del poeta che privilegia sempre gli slanci

del cuore. 1) La nuit de mai: la musa dialoga con il poeta disperato e lo incita a comporre poiché la

sofferenza è per la musa il fermento della poesia. 2) la nuit de decembre: il poeta dialoga con il suo doppio

che l’ha seguito per tutta la vita e che lo accompagna nei momenti di disperazione. Alla fine del poema il

doppio si rivela essere la solitudine. 3) la nuit d’aout: la musa rimprovera al poeta di lasciarsi distrarre dalle

nuove avventure amorose e di trascurare la poesia, ma il poeta è troppo attratto dall’amore. 4) la nuit

d’octobre: il poeta vorrebbe rigettare il suo passato, ma la musa gli mostra che la sofferenza l’ha fatto

maturare. Allora il poeta, rinsavito, ritorna per la sua strada, sapendo che la scrittura gli permetterà di

alleviare il suo dolore.

Vigny: nato in Tourainie nel 1797 da una famiglia nobile vive a parigi dove esegue eccellenti studi, ma i suoi

compagni commettono atti di bullismo nei suoi confronti. Con una vocazione militare, decide di iscriversi

alla scuola plitecnica. Con la restaurazione si arruola nell’esercito, in cui conduce una vita molto monotona.

Si fa mettere in congedo nel 1835. Aveva già cominciato a scrivere, dopo il suo ingresso nel mondo

letterario grazie al cenacolo, ma in questo periodo fa sua la causa romantica. Diventa amico di Hugo,

compone la sua prima opera Moise, poi Eloa, un’epopea in tre canti e Deluge. Sono tutte opere a carattere

biblico e con una forte influenza di Byron. Dal 1825, dopo un matrimonio fallimentare, si dedica

completamente alla letteratura. Pubblica il romanzo storico il cinque marzo, in cui l’eroe diventa simbolo

della patria. Con la rivoluzione del 1830 vigny comincia il suo percorso di rinuncia alla poesia per dedicarcsi

alla prosa come stello, chatteron. Ha una storia con Marie Dorval che interpreta la sua opera Chatteron,

con cui poi rompe. Esprimerà il suo dolore in molte opere oscure come la mort du loup. Dopo aver ereditato

un piccolo pezzo di terra, si stabilisce in campagna dove si dedicherà alla lettura e alla meditazione. Alla

fine morirà a parigi per un cancro allo stomaco.

La Maison du berger: in questo poema l’autore ha cercato di fare una sintesi dei problemi che lo

ossessionano. Nella prima parte l’autore invita Eva, sua compagna, a scappare da tutte le città per trovare

un luogo propizio alla meditazione per mezzo della natura. A questa vita calma Vigny vi oppone la la civiltà

materiale rappresentata dai camini di ferro. Poi descrive la missione della poesia; infine un nuovo invito a

eva di distogliersi dalla natura indifferente per riportare tutto il suo amore sulle sofferenze umane.

Les Destinées (raccolta postuma delle sue opere dopo la rottura con Dorval): vigny è uno degli scrittori più

pessimisti della sua generazione. Il male del secolo con lui diventa angoscia metafisica. In questa raccolta

vigny da una lezione di filosofia. Al suo pessimismo e alla sua rivolta davanto al male sociale e filosofico,

l’autore oppone una resistenza stoica, poi la sua fede nella civiltà e mostra come la coscienza umana può

liberarsi.

Nerval: nasce nel 1808 nella Loira. Frequenta il liceo a Parigi. Insieme all’amigo Gautier si avvicina agli

ambienti romantici. Da qui nasce una vera e propria passione per la Germania, impara il tedesco e traduce

il Faust in francese. Viaggia molto, sia in Italia che Francia, e scrive alcuni poemi raggruppati poi in

Odellettes. Nel 1836 si innamora di Jenny Colon che lo rifiuta. Profondamente infelice per il rifiuto, ha la

sua prima crisi di follia. Guarirà, ma non dimenticherà mai quell’esperienza. Viaggia anche in oriente, ma

nel 1850 dovrà affrontare nuove crisi. Per lungo tempo sarà ricoverato in ospedale, dove scriverà molte

delle sue opere più affascinanti come Aurelia, Pandora ecc. nel 1855 si suicida, impiccandosi. Nella poetica

di Nerval non troviamo mai autobiografie, ma la sua storia personale fondata sul mito e il sogno attraverso i

ricordi della memoria. Cerca di descrivere la sua pazzia in Aurelia, una discesa negli inferi tra lucidità e

delirio. L’opera appare in generale come un’espressione del viaggio interiore del poeta, come esplorazione

della sua vita inconscia. Ecco perché Nerval è stato riconosciuto dai surrealisti come un precursore della

corrente. L’immagine della donna lo insegue, ovviamente solo nel mondo onirico. È per lui madre, amante,

sorella, una ragazza, una santa, una fata e dea. Tutte le donne nei suoi poemi sono figure essenziali per il

poeta che cerca se stesso.

Il teatro romantico: all’alba del 19 secolo le forme teatrali esistenti annoiavano, come il melodramma che

ebbe molto successo nel secolo precedente, ma ora troppo banale. È così che viene riscoperto un autore

come Shakespeare, tradotto per la prima volta da Voltaire. La drammaturgia inglese comincia così ad

influenzare notevolmente il teatro romantico francese. Viene inventata così una nuova forma teatrale che i

giovani romantici chiamano il dramma, il cui capostipite è Hernani di Hugo. Diviso in 5 atti, le unità di luogo

e di tempo del teatro classico vengono abolite: l’azione si sviluppa in diversi mesi in spagna, poi Germania.

È sia dramma passionale che politico. Mescola i generi e i toni, passando dal tragico, al comico, dal

familiare al sublime. Si ritrovano tutti i temi come vendicare l’onore, la ragione di stato, la congiura contro il

tiranno, l’amore, la passione, la lotta tra fortuna e fatalità.

Victor Hugo: è il più importante scrittore di questo periodo. Nato a Besancon nel 1802 poi si trasferisce a

parigi. La sua vocazione poetica si manifesta molto precocemente. Nel 1822 si sposa con Adele Fouchet

da cui avrà 4 figli. nel 1824 scrive Odes, nel 26 Odes et Ballades. Lopera che lo consacrerà al successo

sarà Cromwell. Dal 1830 non smette più di scrivere. Scrive anche opere teatrali come Hernani, un romanzo

(Notre dame de Paris) ecc. due avvenimenti lo allontaneranno dalla letteratura: il fallimenti di Les

Burgraves e la morte della figlia Leopoldine. Rincerà anche al teatro e infine alla poesia. Si dedica così alla

carriera politica, fonda un giornale ed è favorevole alla figura di Napoleone Bonaparte. Ma dopo le elezioni

del 48 capisce il potere personale di quest’uomo che compierà un colpo di stato il 2 dicembre 1851. Questo

evento farà crollare in lui ogni speranza e sarà costretto all’esilio. Si rifugia con la sua famiglia presso le

isole inglesi di Jersey e poi in Guernesey. Ricomincia a scrivere contro chi lo chiama L’usurpatore. Pubblica

Les Chatiments, in cui grida la sua indignazione e rivolta; Les Contemplations, poesie ispirate dalla morte

di sua figlia e infine nel 62 pubblicherà les Miserables, un lungo romanzo che nasconde un’intenzione

sociale: la difesa dei più umili, vittime dell’ordine sociale. Infine hugo tornerà in Francia dopo la caduta

dell’impero, alla proclamazione della repubblica nel 1870. Morirà nel 1885 acclamato dalla folla.

Le due raccolte liriche più conosciute di Hugo sono Les Orientales e Les Contemplations. Le prime sono in

pieno stile romantico. Parlano di un viaggio mai avvenuto in oriente, in Grecia. Apparentemente non ha

alcuna ambizione questo libro, se non quello di scrivere bei versi, ma in realtà c’è sempre un messaggio

critico dietro ogni componimento. Les contemplations sono pubblicate nel 1856, dopo la morte di

Leopoldine. Sono un tentativo di rimarginare la sua vita improvvisamente divisa in due momenti: prima e

dopo la morte della bambina. Sono presentate da Hugo stesso come un’autobiografia poetica. Le poesia

contentute sono state scritte quindi in epoche diverse e sono divisibili in due parti antitetiche: autrefois e

Aujourd’hiu, con al centro il 1843, la morte di leopoldine. In Hugo ritroviamo tutti i grandi temi romantici: il

gusto del pittoresco e dell’esotico; l’espressione dei sentimenti personali; il tema della natura e la

concezione del popolo in marcia verso la luce.

Hugo scrive anche poesie epiche: La leggenda dei secoli, che lo porta al successo. Viene descritta la storia

dell’umanità dipinta sotto ogni aspetto. Non scrive un lungo racconto continuativo, ma tanto piccoli pezzi

che formeranno un mosaico. Quello che vuole mostrare l’autore è il progresso dell’umanità che cammina

nelle tenebre verso la luce e che avanza di secolo in secolo. Esistono poi certe figure profetiche che fanno

avanzare l’umanità.

Altra opera importante è Le Notre Dame de Paris, romanzo storico di Hugo, influenzato da Walter Scott.

Effettivamente il romanzo non ha nessuna pretesta storica, anche se mostra il mondo durante il Medioevo

del 1400. È in pratica un buon documento che attesta la vita tumultuosa del popolo parigino composto da

briganti, bohemiens, e povera gente. Tutto giostra attorno alla cattedrale di Parigi. Sono 4 i personaggi

principali: Esmeralda (giovane ragazza bohemienne di cui tutti si innamorano); Phoebus (il bel capitano un

po’ stupido); Frollo (il prete alchimista, asceta e concupiscente); Quasimodo (il mostro con un gran cuore

che suona le campane della cattedrale).

Altra opera importante sono les miserables del 1862 che conquista immediatamente il pubblico. È un

romanzo storico, epico, sociale, filosofico, didattico e sentimentale. Il romanzo è un affresco sociale molto

realista del periodo dal 1815 al 1832. Il romanzo racconta il passaggio dalle tenebre alla luce, la marcia del

male verso il bene, la storia della salvezza delle anime dei miserabili che tocca il lettore per la sua umanità

e per la sua generosità.

Balzac: nasce nel 1799 non da nobili, ma da borghesi. Dopo studi mediocri, Balzac decide di dedicarsi

completamente alla letteratura. Comincia il suo apprendistato letterario con opere molto fruttuose, ma non

di successo. Incontra Mme de Berny che diventerà la sua confidente, iniziatrice e amante per lungo tempo,

grazie a cui si lancia negli affari e apre una tipografia. Due anni più tardi chiuderà tutto per forti debiti. Nel

1830 torna a scrivere Le Dernier Chouan che lo fa apprezzare al pubblico. Da qui in poi collaborerà con

molti giornali, scrive Le Peau de chagrin, acquisendo sempre più successo e conducendo una vita molto

mondana. Viaggerà molto in europa e continuerà a scrivere opere di grande successo, come Le pere

Goriot. Dopo la morte di Mmde Berny, Balzac si trova schiacciato dai debiti e per estinguerli trova la

soluzione nei romanzi a episodi. Nel 1841 scrive La Comedie Humaine, l’insieme di tutte le sue opere,

operando alcune modifiche su alcune in modo che siano coerenti le une con le altre. Alla fine morirà per il

troppo lavoro intenso.

La comedie humaine: il titolo è già molto ambizioso, poiché fa riferimento alla divina commedia dantesca.

Ma in Balzac è l’uomo al centro. Con il termine commedia fa sicuramente riferimento al teatro, genere in cui

Balzac è stato un fallimento. L’ambizione di Balzac con questo romanzo è che potesse piacere alla fede del

poeta, del filosofo e delle masse e che permettesse di capire la ragione del movimento della società. È

composto da una miriade di documenti che coprono il periodo della rivoluzione al 1846. Prima di procede

alla sua stesura Balzac compie degli studi approfonditi. Balzac utilizza molte lunghe descrizioni nei suoi

romanzi, anche in questo, essenziali per l’inserimento dei personaggi in un luogo ben definito. I personaggi

stessi sono poi vati e l’autore pretende di fare concorrenza allo stato civile. Desciverà tutti gli strati della

società, dai borghesi alla gente più comune. I ritratti dei personaggi sono precisi in tutti gli aspetti sia fisici

che psicologici. Utilizza la tecnica del nattarore onnisciente che conduce la lettura spiegando,

commentando, controllando gli effetti a sorpresa e a volte anticipando alcuni eventi e anche interrompendo

la narrazione per inserire il suo parere soggettivo. Quindi per Balzac l’uomo è determinato dall’ambiente in

cui vive, la pensa come i naturalisti, e questi personaggi sono tipi psicologici che si rivelano esclusivamente

per quello che sono durante una situazione di crisi.

Stendhal: Henry Beyle nasce a Grenoble dove passa la sua infanzia. Sogna da sempre di partire e di

lasciare la sua famiglia molto severa. Comincia a studiare matematica e si reca a parigi per passare il test

presso l’ecole polytechnique. Ma non si presenta e decide di arruolarsi nell’esercito di Bonaparte. Nel 1800

entra a Milano con l’esercito di Napoleone e l’italia sarà una rivelazione per lui. Diventa ufficiale, ma

l’esercito lo tormenta e da le dimissioni. Torna a parigi dove diventa un umo alla moda che frequenta gli

artisti. Legge molto e si dedica alla scrittura. A 23 anni intraprende la carriera diplomatica ed esegue molte

missioni per conto di Napoleone. Dopo la caduta dell’impero si rifugia a milano dove passerà anni da

povero. Nel 1817 scrive Rome, Naples, et Florence. Ma essendo legato ai contesti liberali italiani gli

austriaci cominciano a sospettare di lui, costringendolo ad un rientro in Francia. A parigi frequenta i luoghi

liberali e i circoli letterari in piena fermentazione romantica. Nel 1827 diventa romanziere pubblicando

Armance, che non riscuote molto successo. Nel 1830 pubblica il rosso e il nero e poi riparte per l’italia.

Viene nominato console a trieste ma gli asutriaci vi si opposero così finisce a fare il diplomatico a

Civitavecchia. Nello stato pontificio stendhal si annoia da morire. Ritorna in Francia e pubblica La certosa di

Parma. Muore nel 1842 per un colpo apoplettico.

Il rosso e il nero:questo romanzo è lo specchio della restaurazione in Francia. È un documentario sul

tentativo di un giovane popolano, ambizioso e intelligente di inserirsi nella società. La sua storia finisce con

un fallimento che offre all’autore un giudizio negativo sulla società del suo tempo. Il protagonista è Julien

Sorel, paesano ammiratore di Napoleone. Il sindaco di Verrrieres scegli sorel come precettore dei suoi figli.

intraprende una relazione passionale con la moglie del sindaco mme de Renal, ma alla fine viene

licenziato. Entra così in seminario e poi ottiene un posto da segretario per il marche de la Mole a parigi. In

questo ambiente aristocratico conosce Mathilde, figlia del marchese, che seduce, diventando così

luogotenente e chiedendo la sua mano. Ma il Marchese riceve una lettera dal sindaco renal in cui spiega la

storia e lo condanna alla galera. Furioso Julien torna a Verrieres e nella chiesa del paese dove ferisce mme

renal. Viene imprigionato e condannato a morte. Gli tagliano la testa e questa viene presa da Mathilde, che

ha assistito all’esecuzione, per seppellirla lei stessa. Mme renal alla fine morirà tre giorni dopo Julien

abbracciando i suoi figli. i fatti raccontati nel romanzo sono fatti accaduti realmente e che hanno ispirato

Stendhal. Il titolo mette l’accento su un dilemma sociale: per riuscire nella società bisogna scegliere il rosso

che rappresenta la carriera nell’esercito o il nero la carriera ecclesiastica? Julien è un eroe che incarna le

ispirazioni di una gioventù povera ma educata, che vuole trovare un posto in una società segnata da

sempre dalle classi sociali. Julien partito alla conquista dell’alta società con un certo cinismo, rivela in verità

una profonda sensibilità e riscatterà il suo crimine per la scoperta dell’amore vero.

La certosa di parma: è il suo romanzo italiano e si ispita a fatti cronologici risalenti al 16 secolo. Ma situa

l’azione presso il duca di parma all’inizio del 19 secolo. Come nel rosso e nero il contesto storico è molto

importante. Attraverso il testo Stendhal descrive i meccanismi di uno stato poliziesco dove tutto è

sottomesso alla volontà del principe. Quello che interessa in questo libro a stendhal è dipingere una

personalità del protagonista, Fabrice del Dongo, descrivendo ogni aspetto psicologico della sua anima. È

un romanzo dell’interiorità infatti. Ma è anche un romanzo damore dove la bella, raggiante e aristocratica

fina si oppone alla discreta e delicata clelia che vincerà il cuore di fabrice.

Sia julien sorel che fabrice del dongo sono eroi stendhaliani che congiungono insieme il desiderio di

grandezza e l’epicureismo. Aspirano a essere qualcun altro e cercano la fortuna con rabbia. Entrambi sono

posti davanti a due scelte: sorel tra due carriere, fabrice su due donne, ma che alla fine non troveranno mai

il loro posto nel mondo. Fanno parte di ciò che Stendhal definisce il Beylisme, ossia una concezione della

vita, un modo di vivere personae dove i valori predominanti sono la conquista della felicità, l’energia, la

passione, la sincerità, e il rifiuto della volgarità. Per stendhal il romanzo è un riflesso della realtà, ma non

bisogna basarsi solo sui fatti storici che ispirano l’intreccio della storia. È necessario far svolgere il romanzo

in un luogo reale e con veri avvenimenti, ma con piccoli fatti veri annessi. Per essere il più obbiettivo

possibile l’autore deve presentare i personaggi mentre parlano o agiscono, sarà poi il lettore a trarre le

conclusioni. È qui che stendhal apre la strada al realismo, sempre basandosi su temi romantici.

Il realismo

Flaubert: nasce a Rouen nel 1821. È maestro del realismo e precursore del romanzo moderno. Apprende

sin da subito le sofferenze umane, vivendo in provincia, molto annoiatamente. Si dedica a molte letture

romantiche e prove il male del secolo. Nel 1844 verrà colpito da una prima crisi nervosa , ritirandosi nella

sua tenuta di campagna dove dedicherà molto tempo alla scrittura. Nel 1857 scrive Mme Bovary che gli

assicura la celebrità. Prima della pubblicazione Falubert viene accusato di essere immorale, ma vince la

causa e procede alla pubblicazione. In vita non sarà mai molto famoso, ma acquisterà successo dopo la

sua morte nel 1880.

Mme Bovary: è un romanzo in cui non viene esaltato il vizio, ma bensì la punizione. Emma Bovary è la

figlia di un giovane fattore agiato della normandia. È stata istruita in una scuola religiosa ed è appassionata

di romanzi. Pensa che il matrimonio le aprirà le porte della felicità così decide di sposare un medico

mediocre Charles. Ma le sue speranze vengono ben presto deluse. Suo marito non è interessante, la sua

vita al villaggio è monotona. Ma emma sa che esiste una vita di fasti e passioni e l’ha intravista ad un ballo

presso cui sono stati invitati. Vedendo sua moglie sempre più afflitta, il medico decide di aprire uno studio

nel paese vicino, ma la noia di emma continua ad aumentare sempre più, nonostante la nascita della figlia.

La giovane donna si innamora poi di un giovane impiegato notarile, Leon depuis, che non osa dichiarasi e

va a lavorare a Rouen. Poi si innamora di Rodolphe, un dongiovanni locale che vede per la prima volta

Emma trovandola molto carina e decidendo di sedurla. Vedendola annoiata decide di chiedere al marito di

poterle dare lezioni di cavallo. Acconsente e i due cominciano una relazione clandestina molto passionale,

ma rodolphe, spaventato dalla passione di Emma l’abbandona e scappa. Emma, scioccata, si lancia in

imprese pericolose e disperate, insoddisfacenti comunque. È piena di debiti e così decide di rubare

dell’arsenico dalla farmacia e si suicida lasciando a suo marito stupido solo dispiaceri. Mme Bovary è il

primo grande romanzo realista e si inspira a fatti realmente accaduti. Falubert è fedele alla storia reale, ma

il suo realismo va molto più lontano. Infatti i dettagli così minuziosi rivelano il pensiero di alcuna pietà di

Falubert contro i falsi, i meschini gli stupidi e i deboli come Charles. Emma è l’eroina del romanzo e deve al

suo cognome ad uno stato di crisi psicologica e morale: il bovarismo, che corrisponde ad un sentimento di

profondo disadattamento sociale compensato con l’evasione nel mondo de sogni e dell’immaginazione.

Emma infatti detesta la sua vita e trova rifugio nei suoi sogni derivati dai romanzi romantici. Ma

eternamente insoddisfatta finirà per suicidarsi. Flaubert utilizza una tecnica narrativa detta

dell’impersonalità. Il narratore non cerca di influenzare il narratore, presenta solo i fatti, sarà il lettore a

tirare le conclusioni.

Il naturalismo

Sulle basi del naturalista darwin il quale affermava che la natura era la regia della legge della selezione

naturale, quindi il più forte sopravviveva; dello psicologo Bernard e il suo studio dell’ereditarietà nella

specie umana; dello storico e critico Taine il quale sosteneva che l’individuo è determinato dalla razza, dal

luogo e dall’epoca in cui vive, nasce il naturalismo. In letteratura il capostipite è emile zolà che accentua le

ricerche dei romanzieri realisti e le radicalizza facendo della specie umana un oggetto di studi a stesso

titolo delle specie animali. Zola decide di applicare al romanzo il metodo scientifico (documentazione,

osservazione del fenomeno, formulazione finale corretta o incorretta). Inoltre zolà, insieme ad altri autori

come Maupassant e Daudet, darà vita al realismo più complesso, ossia il naturalismo, conseguenza anche

degli studi positivisti di Auguste Comte, studiante la realtà come si studia la scienza.

Emile Zola: Nasce a parigi nel 1840 in Aix en Provence per poi trasferirsi a Parigi, dove inizia a lavorare

presso la libreria Hachette. Ne approfitta per far leggere al direttore alcuni suoi versi, il quale poi lo indirizza

verso la prosa. Poco a poco diventerà giornalista, soprattutto letterario, in cui difende pittori e artisti.

Affianca alla sua attività giornalistica anche la scrittura. Nel 1867 pubblica Therese Raquin e da qui

comincia la sua carriera romanzesca. Un anno più tardi inizia a concepire il vasto progetto dei Rougon-

Macquart. Il primo volume appare nel 70. Poi si sposa con Gabrielle Alexandrine. Ogni anno procede con la

pubblicazione di uno nuovo volume della sua saga. Ma diventa davvero famoso con l’Assomoir, sempre

facente perte del ciclo, che lo consacra come maestro del naturalismo. Nel 1893 pubblicherà l’ultimo

volume dei Rougons. Poi si lancia nella battaglia politica predendo le parti di Dreyfus per mezzo dei suoi

articoli. Famoso diventerà il suo J’accuse. Riceverà molte minacce e sarà costretto a trasferirsi in

Inghilterra dove morirà nel 1902 per asfissia.

Les Roungon -Macquart: il sottotitolo di quest’opera è la storia naturale e sociale di una famiglia sotto il

secondo impero in 20 volumi. È un ciclo di volumi in cui i personaggi sono sempre gli stessi, ma si

trasformano e coinvolgono una famiglia. L’ambizione di Zola è quella di seguire, attraverso 5 generazioni, il

lavoro segreto che da ai bambini di uno stesso padre passioni e caratteri differenti in seguito a diversi

incroci e particolari modi di vivere. I membri di questa famiglia si inseriscono in ogni livello sociale, dando

così la possibilità all’autore di disegnare perfettamente la società dell’epoca e per la prima volta le classi

operaie entrano all’interno di un romanzo. Zola prima di scriverlo si documenta minuziosamente poiché

voleva ambientare la storia in quadro storico veritiero. Ogni volume rappresenta un personaggio specifico

dell’albero genealogico delineato precisamente da zola stesso. All’origine di tutto c’è Adelaide Fouque, una

serva, chiamata zia Dide. Si sposa con Rougon, da cui ha un figlio legittimo: Pierre Rougon. Ma Dide

aveva un amante, Maquart, da cui avrà due figli illegittimi: Ursule e Antoine Maquart. Dide diventerà pazza

e verrà rinchiusa in un manicomio. Questa tara genetica e mentale accompagnerà ogni componente della

famiglia, creando così dinastie future tutte malate. La narrazione non è però del tutto fredda, anzi. Le cose

si animano, si ingrossano e diventano fantastiche. Tutto vive per mezzo della metafora, anche nei titoli dei

singoli volumi, come Germinal che evoca il mese di aprile dove la natura è in germinazione. Un soffio epico

attraversa tutta l’opera gli dona un’unità stilistica oltre ad un’unità tematica. Il lettore viene catturato durante

la lettura, grazie al grandioso modo di scrivere di Zola.

L’assomoir: esce nel 1877 e consacra Zola alla fama. Fa parte del ciclo Roungon Maquart. Il nome

Assomoir deriva da un cabaret dove gli operai del quartiere Goutte D’or di parigi vanno per bersi un

bicchiere. la protagonista è Gervaise Maquart che si innamora di Lantier, un buono a nulla da cui avrà due

figli. per combattere la fame diventa lavandaia. Intanto Lantier la lascia. Si sposa con Coupeau, un operaio

zingaro, dalla quale avrà una figlia: Nana. Apre una lavanderia, ma il marito si fa male sul luogo di lavoro e

lo perde. Così comincia l’infelicità generale. Coupeau comincia a frequentare sempre più spesso la locanda

Assomoir, insieme alla moglie Gervaise che si lascerà affogare nella noia e nell’alcol. Alla fine Coupeau

muore per una crisi di deliri mentre Gervaise tenta il suicidio. Alla figlia Nana verrà dedicato un ulteriore

volume in cui si parla dei rapporti tra la prostituzione e gli ambienti agiati.

Maupassant: nasce in Normandia nel 1850, frequenta collegi religiosi e prosegue i suoi studi a Rouen,

dove flaubert, amico di infanzia della madre, gli fa conoscere Zola. Arruolato nella guerra del 70, assiste

alla disfatta francese da parte dei prussiani e questo lo segnerà molto, anche nelle sue opere. Al ritorno,

accetta un posto al ministero della marina, conduce una vita da snob, cominciando a scrivere sotto le

direttive di Flaubert. Nel 1880 partecipa alle serate di Medan con Zola. Da questo momento in poi sarà

molto attivo pubblicando molte opere tra cui Les Contes de la Becasse e Horla. Scrive anche molti

romanzi, ra cui Une vie, Bel Ami e Pierre et Jean. Diventa ricco e famoso, ma a causa della sua vita di

eccessi tra sifilide, abuso di droghe, comincia a delirare e muore nel 1893. Maupassant è stato istruito

direttamente da Falubert, realista per eccellenza, che lo ha quindi indirizzato nella sua stessa strada. Ogni

sua opera è testimone di un senso acuto d’osservazione, in cui cerca di comprendere l’uomo e la società e

le regole che li governano. Maupassant è rinomato anche per il suo pessimismo nei confronti dell’uomo

sempre egoista, stupido, sadico ecc. nelle sue opere si osserva anche uno studio molto approfondito della

psicologia, di moda nel 19 secolo, e di tutte le patologie ad essa collegate come il feticismo, l’ossessione e

l’assillo per il dubbio. Questi ultimi due sono riscontrabili in Horla. Quindi spesso Maupassant cerca quindi

di glissare verso il fantastico nelle sue opere. Rigetta uno stile troppo pittoresco e aspira ad un’espressione

giusta e precisa con una sintassi chiara. Ricerca l’oggettività, ma qua e là si può avvertire la sua presenza.

Horla: si racconta la storia di un uomo assillato dal suo dubbio. Persuaso da una presenza invisibile (Horla)

il personaggio non sa come disfarsi di questa ossessione. Questa Horla è una presenza misteriosa, non

conosciuta che ossessione il narratore, soprattutto la notte. Ha un diario personale, in cui racconta

l’invasione del dubbio. A Mont Saint Michel un monaco cerca di aiutarlo a guarire, ma rientrato a casa

ricomincia l’assillo. Una notte comincia a credere che Horla si sia stanziato sul tetto della sua abitazione.

Per ucciderlo decide di dar fuoco alla casa, ma è convinto che Horla sia sopravvissuto, così progetta di

suicidarsi.

Baudelaire: la vita dell’autore non è troppo lunga. Morirà a 46 anni. Ma è l’immagine che si ha del poeta

maledetto, boheme e geniale. La sua infanzia fu molto traumatizzante. Nasce nel 1821 con un padre

60enne e una madre 26enne. Dopo la morte del padre, la madre comincia a frequentare un militare

promesso ad una gloriosa carriera, il comandate Aupick, un borghese. Charles lo detesta al punto da

esortare gli insorti del 1848 sulle barricate a fucilarlo. Così il ragazzo viene messo in un pensionario. Viene

bocciato causa la disciplina. La sua vita sregolata convince i genitori a farlo viaggiare. Nel 1841 Baudelaire

si imbarca per l’india ma si annoia talmente sulla nave che diviene quasi nostalgico. Nelle isole Mauritios,

fa dietro front. Anche se breve, questa esperienza gli lascerà un gusto esotico. Al ritorno a parigi,

Baudelaire prende possesso dell’eredità lasciatagli dal padre. Ma la sperpera velocemente in lusso e arte.

Così iniziano i debiti e sua madre decide di porlo sotto tutela finanziaria, ricevendo ogni mese una piccola

parte dell’eredità. Questo umilia profondamente l’uomo costretto a lavorare per vivere. Diventa giornalista e

critico d’arte. Traduce Poe e frequenta intellettuali. Nel 1848 fonda un gionale, Le Salut Public, ma il colpo

di stato di Napoleone 3 calma i suoi ardori rivoluzionari. Si rifugia così nell’estetismo (la massa è volgare),

insieme ad altri intellettuali che conducono una vita caotica. Tenta più volte di suicidarsi e trova rifugio nelle

droghe. Nel 1857 pubblica Les Fleurs du Mal, condannati per immoralità, costringendolo alla censura. Nel

1862 scrive lo Spleen de Paris. Depresso e pieno di debiti parte per il belgio, ma si ammala e rimane semi

paralizzato per colpa della sifilide. Morirà l’anno seguente nel 1867.

Les Fleurs du Mal: composta da 129 poesie rappresentano l’itinerario spirituale dell’autore diviso dalla

tentazione tra il male e un’aspirazione verso il bene, l’ideale. Il suo cuore è in battaglia tra l’inferno e il cielo,

tra satana e dio. Tutto questo provoca nel poeta un profondo disgusto per la vita e un profondo senso di

malinconia esasperata che accentua l’angoscia del tempo. Baudelaire designa questo stato d’animo con la

parola Spleen. Spleen è una parola di origine inglese, del dizionario medico che significa umore nero. Lui

estende questa definizione allo stato d’animo inserendovi noia, angoscia esistenziale, disgusto per tutto,

scoraggiamento che provoca delle crisi accompagnate da allucinazioni. Se l’anime invece non getta nel

precipizio dello spleen, allora punta verso il suo esatto opposto, L’ideal, invocazione della verità e sogno di

bellezza. Il Fleurs du Mal è composto da 6 sezioni nella sua versione definitiva censurata:

1) Spleen et Ideal (presa di coscienza della Noia davanti il mondo reale, oscillazione costante tra

l’aspitazione verso l’ideale, attraverso l’amore e la poesia e poi la ricaduta nello Spleen);

2) Tableaux Parisiens: ritratto della vita moderna e delle sofference della gente verso cui Baudelaire prova

una profonda compassione;

3) Le Vin: evasione nell’ubriachezza che fa dimenticare

4) Les Fleurs du mal: Evasione nei paradisi artificiali (le droghe)

5)Revolte: il poeta si rivolta contro dio e invoca satana

6) La mort: la morte vista come ultima soluzione.

Ma come scappare dallo spleen? Con l’amore? Ma lo spleen trionfa comunque sull’amore.

Attraverso i paradisi artificiali? Danno sì allucinazioni, ma sono ingannevoli, quindi l’ideal non è lì.

Attraverso il viaggio reale? Il poeta sogna di scappare da questo universo opprimente e allontanarsi il più

possibile. Il viaggio reale si nutre dei ricordi esotici. Ma l’uomo porta in sé lo spleen, non può scappare da

lui, quindi anche il viaggio reale non è una liberazione, ma una semplice evasione passeggera (Rif. Le

Voyage, ultima poesia della sezione Les Fluer du mal).

Attraverso la morte? La morte è appare come lo scopo del percorso umano, la sola liberazione definitiva,

l’ultimo viaggio, la sola possibilità di trovare l’ideal, come affermano gli ultimi versi della sezione Fleurs du

mal. Non importa se si sceglie dio o satana, ma meglio scegliere l’ignoto per trovare cose nuove.

Attraverso il viaggio di immaginazione? Se il viaggio reale non permette all’uomo di uscire dalla sua noia

profonda al punto che la sola salvezza possibile appare la morte che può consegnare le chiavi del mondo

nuovo e ignoto, è una forma di viaggio tuttavia dove il potere è ben più grande: il sogno, l’immaginazione.

Attraverso la bellezza? Per risolvere la propria angoscia esitazione per trovare sollievo, sembra che la sola

soluzione che il poeta ha sia quella del viaggio-sogno, in un paese, di qua o di là, incarnazione dell’ideale

platonico, dove regna la Bellezza. Attraverso il sogno e la scrittura, il poeta è capace di raggiungere un

mondo ideale, dove la sola morale è quella estetica. O la bellezza può nascere dal male stesso. Di fatto se

il libro Les Fleurs du mal ha avuto un grande successo all’inizio, ha provocato anche uno scandalo, ma non

tanto per il suo contenuto erotico ma perché mischia il bello e lo squallido. Il titolo stesso della raccolta

esprime questa volontà di trovare nelle tenebre del male lo splendore dei Fiori, di estrarre la bellezza dal

male, in pratica. In più secondo Baudelaire, il peccato a delle bellezze che posso sedurre l’artista raffinato e

sensibile.

La poetica di Baudelaire si articola in 4 fasi: 1)Interdipendenza delle arti (sia pittura che musica sono legate

alla poesia. Il ruolo del poeta consiste nell’espirmere con le parole quello che la pittura esprime con i colori

o con le note); 2) superiorità dell’artificiale (Baudelaire ha orrore della piatta semplicità del reale, rifiutando

le effusioni sentimentali dei romantici. Solo l’artificiale, cio+ quello prodotto dall’arte, può dare un senso

profondo a quello che è naturale; 3) funzione della poesia ( la poesia non è al servizio di qualcuno o di

qualcosa, ma è lo strumento per penetrare al di là del reale e rivelare un universo perfetto. Nella poesia

Correspondences rivela un punto essenziale della sua poetica, quello di vedere nelle cose simboli di un

mondo spirituale, inoltre tutte le sensazioni si confondono e sono legate (le famose sinestesie usate per

collegare più campi semantici). Quindi la poesia non esiste per imitare la natura, ma per decifrare i simboli:

questa è la funzione del poeta); 4) esigenze del lavoro: baudelaire si rifà alle regole classiche, studiando

minuziosamente versi e frasi, coltivando forme brevi come i sonetti o il verso alessandrino. Usa anche

molte metafore.

Quindi Baudelaire è a metà strada tra i romantici (Espressione dell’io, delle emozioni, delle passioni; Gusto

per il nero e l’orrore; Noia) e i classicisti (perfezione della forma, culto della bellezza), anticipando la

corrente simbolista.

Verlaine: Nasce a Metz nel 1844 ma passa la sua adolescenza a parigi dove fa studi classici. Ben presto il

suo gusto letterario si accentua grazie alle molte letture di Baudelaire ecc. inizia a frequentare gli ambienti

parnassiani. Entra nell’amministrazione del sindaco, ma si dedica cmq alla poesia. Nel 1866 pubblica

Poemes Satuniens, molti ispirati a Parnasse. Dopo la morte del padre e della cucina, Verlaine si rifugia

nell’alcol. Continua a scrivere. Nel 1869 pubblica le Fetes Galantes, pccola raccolta di 26 poesie dive

l’estetica verlaniana, fatta di raffinatezza e d’evanescenza, si afferma per la prima volta. Completamente

ubriaco cerca due volte di uccidere la madre. Nel 1870 si sposa e passa un periodo molto tranquillo. Ma

l’assedio di parigi e la Comune, insieme all’incontro con Rimbaud minano la sua stabilità. I due iniziano a

viaggiare insieme per due anni in Inghilterra e belgio. Scrive Les Ariettes Oubliees e Les Romances Sans

Parole. I due amici litigano e Verlaine cerca di uccide Rimbaud. Si ritrova in prigione dove intraprende una

conversione spirituale e morale. Sagesse è il nuovo componimento in cui traspare la sua nuova

personalità. Ma non acquista molta fama, se non solo tardivamente con le sue ultime pubblicazioni prima

della morte nel 1896.

Verlaine è un poeta impressionista, in grado di suscitare il sogno: le parole suggeriscono più di quello che

dicono, giocando sulla ricchezza di connotazioni e permettono paradossalmente di capire l’inseplicabile.

Usa molto bene anche la musicalità delle parole, al fine di apliare la sfera delle suggestioni al dominio

acustico. Molti componimenti di Verlaine sono stati messi in musica da Debussy.

Les Poemes Satuniens: prima raccolta di Verlaine devono un po’ al romanticismo e molto a Parnasse.

Vengono trattati temi molto banali, come il sogno di una donna, ma li tratta già con una impronta personale.

I paesaggi diventano universi interiori dove le sensazioni sono sottotitoli, delicati e fragili. L’aggettivo

satuniano viene dato perché le poesie sono poste sotto il segno di Saturno, che porta agli uomini il

malumore, sigillo che impronta anche se stesso.

Dopo la rottura con Rimbaud pubblica la Bonne Chanson che raggruppa tutte le poesie dedicate alla

moglie Mathilde da cui poi si separerà. Poi Romances Sans paroles dedicato a Rimbaud lo sposo fatale.

Poi Sagesse ri riferisce al suo periodo in prigione dove cercherà di convertirsi attraverso la meditazione ad

una vita migliore.

Rimbaud: nace in proncincia a Charleville, con una madre tirannica. Era un buon alunno che manifesta sin

da subito il buon gusto per la poesia che il suo professore incoraggia. Si manifesta anche il suo spirito

rivoltoso, il suo anticonformismo, la sua ribellione contro l’ordine prestabilito. A 16 anni la guerra, pone fine

ai suoi studi, così parte per parigi e il belgio. Nel 1871 si reca a parigi in piena insurrezione e con la

Comune. La sua poesia si fa sempre più personale e nella sua poesia Le Bateau Ivre descrive

simbolicamente il viaggio alla scoperta del mondo sconosciuto, e come Baudelaire sogna di immergersi al

fondo dell’ingoto per trovare del nuovo. Scrive lettre du Voyant, una sorta di testamento poetico che mette

sotto sopra la poesia. Poi Rimbaud incontra Verlaine. Comincia allora per lui un periodo bohemienne, tra

droghe, alcol, omosessualità e scrittura. Ma avventura con Verlaine finisce male, poiché tenta di ucciderlo.

Rimbaud fa ritorno dalla madre e scrive una strana autobiografia poetica che è una constatazione di

fallimento: Une Saison d’enfer. La stagione descritta sono gli anni maledetti passati con Verlaine, ma vi

descrive anche le soluzioni che lo hanno portato ad una vita più felice. Si trasferisce a londa nel 74

accompagnato da Georges Nouveau e lavora ad un’opera in prosa poetica chiamata Les Illuminations,

pubblicate nel 1886. Questa è l’ultima raccolta della sua carriera. Smette di scrivere, e intraprende vari

viaggi in tutto il mondo. Ma a causa di un tumore torna in Francia, dove gli amputano una gamba e muore

nel 1891, dopo aver ritrovato la fede cristiana.

Les Illuminations: la parola illuminations è ripresa dal senso inglese miniature. Ma le poesie in prosa sono

piuttosto delle visioni illuminate. Il senso spesso ci sfugge, li linguaggio è oscuro. I critici hanno dovuto

ricorrere alla psicoanalisi per spiegare il significato di molte poesie, come Aube (riferimento ad una

passeggiata mattutina), frammentate in superficie, ma con un’unità nel profondo. Ma ancora spesso il

senso di alcune è davvero fugace. Tutto questo è perché l’opera è considerata la prima opera moderna di

decostruzione del linguaggio. Ci sono immagini insolite, creazione di universi fantasmagorici, vocabolario

esuberante.

Lettre du Voyant: lettera scritta a un amico professore. È la sua professione di fede poetica. Il giovane

afferma che deve rinnovare la sua ispirazione poetica, deve cercare il nuovo, deve farse veggente per

raggiungere uno stato di permeabilità con l’universo, e facendolo, potrà condurre l’umanità verso il vero

progresso. Rifiuta la poesia soggettiva, poiché il poeta si esprime nei versi attraverso il linguaggio, che è

solo uno strumento. Ma Rimbaud si considera un altro, quasi un alieno che si trova immerso nell’universo

delle parole.

La poesia Parnassienne: dopo il romanticismo prende piede la contestazione che si incarna nella persone

di Theophile Gautier. Il poeta è ancora legato al gusto romantico dell’esotismo e del pittoresco, ma si dirige

verso una poesia sempre più descrittiva dove l’arte risiede nella perfezione formale. Tratta infatti le sue

poesie come se fossero gioielli. Questo desiderio di lavorare la forma del linguaggio al fine di ottenre un

oggetto esteticamente perfetto è all’origine del movimento poetico noto come L’arte per L’arte. Il secondo

autore più importante è Leconte de Lisle, anche lui sedotto dal romanticismo, ma con la credenza di essere

stato investito di una missione storica e che la poesia era il veicolo per le idee morali e politiche. Ma il

fallimento della rivoluzione del 48 rilega la poesia ad effusioni liriche. Così Lisle conosce il positivismo e

decide di riconciliare l’arte con la scienza. Elabora quindi una poesia oggettiva e impersonale. Le materie

scientifiche offrono al poeta nuovi metodi d’analisi. Si uniscono alle idee di Lisle una quarantina di autori

che pubblicano le loro poesie nella rivista Le Parnasse Contemporain. Il Parnasso è un monte in grecia nei

pressi di Delfi, dove gli anziani controllano il soggiorno delle muse e di apollo, quindi della poesia. Autori

aderenti a questo movimento, oltre a Baudelaire per un certo periodo, furono Verlaine, e anche Mallarmè. Il

movimento si basava sul culto della bellezza (l’arte non mira che al Bello e non si preoccupa di essere utile

ed è eterna), sul rifiuto del lirismo e la ricerca dell’impersonalità, l’attrazione per le scienze positiviste (i temi

si rifanno alla mitologia, alla storia antica, alla grecia e all’oriente), sulla perfezione stilistica (frutto di un

lavoro cosciente e laborioso sulla lingua. I parnassiani coltivano la difficoltà tecnica come rime, ritmo e

immagini). Il movimento nasce più o meno nel 1830 per estinguersi completamente nel 1876.

Mallarmè: non era un poeta maledetto, anzi. Ha condotto una vita piuttosto normale. Amava la poesia e il

suo entusiasmo si è prima diretto verso i parnassiani, grazie a cui pubblica le sue prime opere. Ma ammira

profondamente Baudelaire, ispirandosi come lui all’ideale, alla ricerca dietro le apparenze, il vero, le idee e

l’essenza. Ma l’impossibilità di trovare un ordine nel caos lo porta alla angoscia del nulla. Le sue due più

grandi opere sono state Il pomeriggio di un fauno e Herodiade. La grande innovazione della sua poesia sta

nel linguaggio. Il poeta capisce la potenza del linguaggio e gli dona qualsiasi potere alle parole a discapito

delle regole. Ecco perché la poesia di Mallarmè glissa verso l’ermetismo ed è così difficile da comprendere.

Le parole perdono ogni significato e diventano simbolo di altre cose e dei segni che solo gli iniziati sono in

grado di decifrare.

Il simbolismo

Il realismo nasce in contrapposizione al romanticismo e la parola d’ordine era oggettività. Ma ben presto

nasce una nuova corrente che si oppose al materialismo del progresso, privilegiando l’immaginazione e la

soggettività. Il simbolismo appunto. La parola simbolismo entra nella letteratura nel 1878 e rappresenta un

gruppo di poeti come Verlaine, Baudelaire, Rimbaud e Mallarmè.

Le origini del simbolismo nascono grazie ad un periodo storico molto complesso. Molti artisti rifiutavano la

società industrializzata dell’epoca e si ponevano contro il conformismo borghese. Decisono quindi di riunirsi

in vari club come quello degli Zutisti, degli Idropati, degli Irsuti e dei Menefreghisti. Si riunivano tutti nei

cabaret, il più famoso era la Chair Noir di Parigi. Si ispiravano a Verlaine, riconosciuto come maestro e si

definivano “decadenti” . nel 1884 il decadentismo trova il suo eroe nel personaggio del libro A Rebours. Un

giovane aristocratico con il male di vivere, che si rifugia nella letteratura latina decadente non comunque in

grado di salvarlo. Il compito infatti spetta a dio. Vengono così accusati di essere misantropi e dei mistici

perversi, portandolo così all’esaurimento del movimento con l’inizio del nuovo secolo, dando vita poi al

simbolismo. Jean Moreas creerà la parola simbolismo, per creare meno polemiche e pubblicherà nel 1886

il Manifesto Letterario della dottrina simbolista. Nello stesso anno apparirà a parigi la rivista Le Symboliste.

Il maestro del movimento è Mallarmè. Ma come per il decadentismo anche il simbolismo non ha prodotto

grandi opere.

Il simbolismo è quindi una reazione contro il positivismo scientifico che domina quest’epoca e che trova eco

nella letteratura naturalista o parnassiana. Il mondo visibile per i simbolisti non è altro che una

rappresentazione del mondo invisibile, quindi è necessario interpretare i simboli della quale la realà è piena

per scoprire mondi sconosciuti. Il poeta che è stato dotato di una intelligenza intuitiva ha la capacità di

scoprire le corrispondenze tra i vari profumi, colori ecc (come Baudelaire) ed è il veggente (come

Rimbaud). L’oggetto materiale che simbolizza la realtà spirituale viene semplicemente suggerito nei

componimenti, mai nomitato direttamente. È quindi preferito il suggerimento alla rappresentazione. Quindi il

simbolo non è mai immediato, non è mai direttamente compensibile, e la comprensione è riservata solo agli

iniziati. Dal punto di vista stilistico i simbolisti ritornano sulla musicalità delle parole, essenziali per

comprendere il significato dei simboli. La poesia simbolista ha avuto inoltre il compito di unire differenti arti

come pittura impressionista alla musica di Wagner e Debussy. Le convezioni metriche abituali vengono

progressivamente abbandonate per lasciare ad ogni poeta la possibilità di scrivere liberamente attraverso

appunto il verso libero.

La poesia prima del 1945

All’inizio del 20 secolo la poesia presenta una grande vivacità e una grande varietà che si esprime in nuove

forme innovatrici come quelle di Apollinaire, Cendras, dei surrealisti, ma anche in forme più tradizionali

come Fort, Caludel, Peguy, Saint-John Perse e anche Reverdy. La poesia oscilla quindi tra modernità (per i

temi trattati e le forme) e tradizione (usando forme personali). In questo periodo l’influenza dell’arte sulla

letteratura si fa ancora sentire, soprattutto con le nuove correnti del fauvismo, del futurismo e del cubismo. I

pittori di questo periodo compiono una serie di studi preliminari prima di iniziare una qualsiasi opera e

Apollinaire riprenderà questo spirito di ricerca pitturale nella sua poesia.

Apollinaire: il nome vero era Wilhel Apollinaris de Kostrowitzky e nasce a roma nel 1880. Si trasferisce

prima in costa azzurra, poi a parigi nel 1899. Per guadagnarsi da vivere accetta lavori mediocri, come

segretario ecc e poi trova lavoro come precettore in Renania. È qui che si inammorerà di una giovane

governante inglese del castello, Annie Playden, che però lo rifiuta. Questo episodio darà alla luce La

Chanson du Mal-aimé, uno dei suoi migliori componimenti e contenuto in Alcools. Ritornato a parigi

continua con lavori mediocri, ma inizia a frequentare i ritrovi degli artisti parigini. Fonda nel 1903 una rivista

effimera, Il Festino d’Esopo. Conduce una vita bohemien e frequenta Le Bateau Lavoir, cabaret ufficiale

degli artisti come Picasso. È qui che incontra Marie Laurencin con cui avrà una lunga relazione. Nel 1913

pubblica Alcools, un colpo di tuono nella poesia dell’epoca sia per i suoi temi, che per la punteggiatura

(effettivamente abolita). Allo scoppio della guerra si arruola come volontario e verrà inviato al fronte nel

1915. Viene ferito alla testa e rientrato a parigi pubblica un dramma surrealista, Les Mamelles de Tiresias.

Nel 1918 pubblica Calligrammes, nuova raccolta di poesie, originali sia per le sue poesie-immagini, e sia

per le sue poesie-conversazioni. Sposa poi Jaqueline Kolb, la Jolie Russe di Calligrammes. Verrà colpito

poi dalla febbre spagnola e morirà nel 1918.

Alcools: è una raccolta di poesie scritte tra il 1898 e il 1913. La maggior parte sono apparse su molte

riviste, ma alcune le corregge, decidendo di sopprimere completamente la punteggiatura. È una raccolta

marcata dalla diversità sia di ispirazione (elegiaca o modernista), sia di espressione (poetica e a volte

piena di un’emozionante e dolorosa sensibilità e a volte audace e nuova. Nelle poesie Le Pont Mirabeau,

La Chanson du Mal-Aimè, les Colchiques, Cors de Chasse, Marie offrono una poesia dove si esprimono

per mezzo di immagini e musicalità della lingua i ricordi strazianti degli amori perduti. Gli altri poemi di

Alcool sono molti misteriosi, oscuri e con immagini insolite, a volte deconcentranti. Mentre la poesia Zone

che apre la raccolta, offre una idea di modernismo che seduce il poeta.

Calligrammes: Apollinaire si mostra ancora più audace in questa raccolta. Ispirandosi completamente alla

pittura, comincia a comporre degli ideogrammi, disegnando l’oggetto cantato nella poesia. I calligrammi

danno così la possibilità all’autore di far nascere un lirismo visuolae, sconosciuto alle epoche precedenti. Si

trovano anche poesi-conversazioni oltre che poemi-immagini. Sono costituiti da raggruppamenti di

conversazioni dette qua e là, simultaneamente nel quotidiano. Ma troviamo anche poesie di stile più

classico che si ispirano agli orrori della guerra e all’amore per una donna.

Valery: Nasce a Sete nel 1871. Ancora giovane conosce Gide e Mallarmé, aderendo così al simbolismo.

Pubblica su diverse riviste simboliste delle poesie. Nel 1892, a causa di una crisi spirituale e intellettuale,

decide di rinunciare alla poesia. È la famosa Nuit de Genes dove Valery attua la sua rivoluzione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in culture e letterature del mondo moderno
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simosuxyeah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bruera Franca.

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