Letteratura francese
Un cambiamento radicale: la rivoluzione francese
Un episodio che segnala un cambiamento radicale e che influenza la storia della letteratura è senza dubbio la rivoluzione francese svoltasi nel 1789. Si tratta in effetti del risultato di un momento culturale, l’illuminismo denominato in francese ‘siècle des lumières’, caratterizzato dalle figure degli intellettuali, i philosophes, come Voltaire, Rousseau, Montesquieu e Diderot. In effetti si tratta di intellettuali che si occupano di riflettere su tutti i problemi concreti legati alla società.
Tutto il pensiero illuministico è caratterizzato dal primato della ragione e in effetti fu particolarmente influenzato dalla scoperta di altre culture, fino ad allora sconosciute al mondo occidentale. La cultura europea arriva così a confrontarsi con queste culture, dovendo far fronte alla possibilità che le convinzioni europee non siano al centro del mondo; abbiamo così una sorta di relativismo culturale.
Inoltre, la ragione insiste su una riflessione relativa alla libertà. Il filosofo in effetti diventa particolare momento storico l’uomo che agisce grazie alla ragione, arrivando ad un intervento pratico su quello che vede nella sua società. Egli non è dunque al centro della società ma è in grado di poter intervenire con la sua opinione e il suo sapere.
Queste idee preparano il terreno fertile per le esigenze alla base della rivoluzione francese. Essa porta ad un cambiamento e ad una rottura, da un lato con la Chiesa e dall'altro nella letteratura.
L'individualismo e il romanticismo
All’inizio degli anni 20 dell’ottocento, si comincia a parlare di individualismo ed è proprio l’individuo che ora tende a rifiutare le autorità e le gerarchie post rivoluzionarie. Sono alcuni gli elementi che portano a questo individualismo: abbiamo un’urbanizzazione che crea l’anonimato, all’uguaglianza l’emancipazione dell’individuo e i diritti relativi che favoriscono insieme ad una nuova percezione di se stessi. Per esempio, Flaubert utilizza un personaggio femminile per inserire una nuova concezione della donna, che prova dei sentimenti ad un’età considerata all’epoca matura.
L’individualismo entra così in sintonia con uno degli elementi tipici del movimento che nasce in reazione all’eccessivo razionalismo, il romanticismo. Gli autori del romanticismo parlano in prima persona ma non sempre delle proprie esperienze. Abbiamo l’inizio con Chateaubriand e Mme de Stael, che insieme a Rousseau portano allo sviluppo del romanticismo. In effetti Rousseau presenta una produzione da una parte riconducibile all’epoca dei lumi, mentre dall’altra dà spazio al suo Io più intimo, presente in particolare ne Les Confessions, che in un certo modo fa percepire il cambiamento della realtà culturale.
Temi romantici e il declino del romanticismo
Anche in Le Rêverie, abbiamo dei temi tipicamente romantici, in quanto ritroviamo l’uomo solitario completamente immerso in un ambiente naturale. In questo caso abbiamo una descrizione autunnale nei termini della tristezza, legato dunque ad una situazione di malinconia.
Nasce così una nuova generazione di poeti lirici, che parlano cioè in prima persona, che raccontano situazioni legate alle passioni (es Lamartine). In questo caso siamo di fronte ad una sorta di facilità di scrittura in quanto gli autori non tengono conto della forma in quanto presi dal getto dell’ispirazione. Si tratta quindi di un’idea completamente diversa di quella di Flaubert, che presta attenzione alla forma più che al contenuto e che porta così a lunghi tempi di stesura del testo. Per Stendhal invece la forma costituisce un ostacolo al libero sfogo della passione, così come per gli altri autori romantici.
Il romanticismo si fonda su due pilastri fondamentali: primo fra tutti il recupero della storia, in particolare delle civiltà antiche; abbiamo poi il primato delle passioni, che sostituiscono la ragione illuminista. In effetti per l'uomo romantico la passione rappresenta il motore dell’agire umano. Questo tema lo troviamo in particolare sviluppato in René, testo di Chateaubriand, che narra le avventure di questo uomo in Louisiana, al tempo colonia francese. Egli non trova alcuna passione, colpito da une vague des passions, un vuoto di passioni, senza le quali l’uomo non può far nulla. Per i romantici, esiste una sola passione assoluta.
La poetica romantica e le sue manifestazioni
Per quanto riguarda dunque la poetica romantica, abbiamo le passioni, che nella poesia non si traducono in una loro semplice descrizione, ma di una sorta di condivisione dei motivi personali con il lettore. Nel romanticismo abbiamo inoltre una ricerca di esotismo, questa passione nei confronti di paesaggi e luoghi lontani, in particolare del Mediterraneo lontano dai paesi in cui si sviluppa il movimento, e che si traduce così in un’evocazione di questi luoghi. Così l’io mosso dalla passione e la natura esotica si coniugano: abbiamo così una natura antropomorfa, che assume caratteristiche umane e molto spesso di corrispondenza con il personaggio (es. la malinconia che si estende sulla natura circostante). Abbiamo così una serie di luoghi comuni, che nascono con questo tipo di poesia, insieme ad elementi che sono espressione dell’io, desiderio di infinito che si scontra con il finito della realtà che ci circonda.
Il romanticismo si sviluppa tra il 1801/2 e il 1829 e la figura più significativa fu senza dubbio quella di Victor Hugo. Verso la fine, il romanticismo assume diverse caratteristiche, diventando romanticismo nero, legato cioè al fantastico e al mostruoso.
Elementi romantici nell'opera di Flaubert
Molti elementi del romanticismo li ritroviamo nell’opera di Flaubert ‘Mme Bovary’, in particolare nella figura di Emma. La donna parla alla maniera di Chateaubriand e presenta dunque una sorta di educazione romantica, evidente in particolar modo nella scena del ballo. Ella, nutrita di letture romantiche, crede che tutto ciò sia rintracciabile nella realtà, smentito però nel corso del romanzo, che vede deluse tutte le speranze della donna. Da qui il nome della patologia, il bovarismo, che indica la ricerca nella realtà di ciò che nella realtà non esiste.
Il romanzo nell'Ottocento
Il 1857 rappresenta una data significativa, una sorta di chiusura della stagione romantica con la pubblicazione di Mme Bovary e de Les Fleurs du Mal. L’ottocento in particolare rappresenta il secolo del romanzo, genere più utilizzato. Si tratta dunque di un racconto in prosa di lungo respiro e che presenta caratteristiche differenti secondo le passioni dell’uomo. Esso pone le sue origini nel seicento, ma solo i romanzieri ottocenteschi inseriscono come oggetto delle storie primi fra tutti Chateaubriand e Rousseau. Il romanzo quindi racconta le passioni dell’anima percepite o in un quadro naturale o in un quadro sociale e familiare. Con Chateaubriand assistiamo ad una stigmatizzazione di un modo di vivere passivo senza passioni.
Abbiamo però anche dei tentativi di rappresentare in maniera veritiera il reale, come nei casi de Le père Goriot di Balzac, dove il quadro rappresentato è quello di Parigi, e La chartreuse de Parme di Stendhal, in cui troviamo l’introduzione dell’idea di verosimile. Balzac, attraverso la creazione di una serie di cicli letterari, raccolti nella Comédie Humaine, tenta di fornire un quadro della società e dei ‘tipi umani’. Si tratta così di 90 opere (il progetto nasce dopo la stesura di alcune storie) dove troviamo una serie di scene, ovvero momenti particolari dove l’autore focalizza un tipo umano e sociale.
Ha così inizio una sorta di negazione del romanticismo attraverso la nascita del realismo, che si pone come obiettivo la rappresentazione fedele della realtà (nessuna rappresentazione letteraria è in realtà una rappresentazione della realtà in quanto sempre filtrata dall’autore).
Il naturalismo e il simbolismo
Tra il 1835-40 assistiamo ad un progresso molto rapido delle scienze naturali e biologiche che contribuisce allo sviluppo di un romanzo che possa riprodurre esattamente la realtà, diventando così la base del naturalismo. Questa influenza la troviamo anche nell’opera di Balzac, per esempio in Le père Goriot. Dedicato ad un naturalista, l'opera si pone come obiettivo quello di analizzare gli esseri umani nello stesso modo in cui il naturalista Saint-Hilaire riesce a automatizzare razze e famiglie animali.
Nel caso di Zola, questo tipo di intento è ancora più evidente poiché lo scrittore diventa una sorta di scienziato in laboratorio.
Accanto al romanzo naturalista nasce il romanzo simbolista e decadente. Alla fine del secolo il romanzo conosce una crisi poiché si perde la sua vera funzione e troviamo così l’opera di Gide e di Proust. Ma è Mme Bovary ad aver portato ad un cambiamento dato che porta alla coscienza che non sia possibile scrivere come i romantici.
Gustave Flaubert
Biografia e primi anni
Flaubert nasce il 12 dicembre 1821 a Rouen, città della Normandia che ritroviamo come unica città nominata nel suo romanzo. Rouen era ai tempi una città priva di una tradizione letteraria (l’unico autore è Corneille) ma molto ricca in particolare per il suo porto sulla Senna e per l’impronta decisamente borghese della società qui presente. In effetti, l’interesse per la cultura è minimo se posto accanto alle idee borghesi dell’uomo pratico. L’autore nasce così nel periodo romantico e viene inserito nell'ultima generazione di poeti romantici.
Egli fu figlio del direttore dell’ospedale della città, uomo di spicco e molto importante, diventato per Flaubert modello di uomo che si costruisce da solo (orfano, studia e diventa officier de santé, vero e proprio scienziato intrinseco di cultura positivista, un uomo aperto e generoso nei confronti dei più bisognosi). Anche la madre, cresciuta in una famiglia legata alla tradizione illuminista, costituisce un’importante influenza nell’educazione del figlio, cresciuto in un ambiente di medicina e dunque interessato ad una documentazione scientifica e medica molto precisa.
Tuttavia, nella prima fase della sua vita, Flaubert presenta una forte inclinazione per ciò che è irrazionale, per l’inconscio e in particolare per la storia della religione, avendo così elementi romantici del tutto estranei alla famiglia d’origine.
Flaubert frequenta l’unico liceo della città di Rouen ma sviluppa un certo interesse per i testi romantici, tra il 1835/36 incontra gli autori più importanti del movimento, tra cui Hugo e Byron. A 15 anni comincia a scrivere, in particolare racconti aderenti al romanticismo nero e dunque racconti dell’orrore.
La malattia e l'influenza esotica
Nel 1839 finisce il liceo e comincia a presentare alcuni sintomi della malattia che gli verrà poi diagnosticata nel 1843. Nel 1840 si iscrive alla facoltà di legge stabilendosi a Parigi per studiare, cambiando completamente abitudini. Qui, abbiamo gli anni dei primi amori di Flaubert e delle prime amicizie, in particolare con Maxime du Camp. In realtà le sue aspirazioni sono di tutt'altro tipo: in effetti egli intende diventare scrittore, non dedicandosi così agli studi di legge (fallisce ad un esame per il secondo anno).
Il suo grande amore fu Elisa Schlesinger, vista per la prima volta durante le vacanze estive insieme al marito. Flaubert fu particolarmente colpito dalla bellezza della donna, tanto da renderla un vero e proprio modello per la maggior parte dei personaggi femminili dei suoi romanzi. Abbiamo così un vero e proprio quadro dettagliato dell’aspetto della donna in quanto coincidente con quello di Emma.
Abbiamo poi un amore particolare, iniziato durante una delle poche vacanze concesse a Flaubert nei Pirenei e in Corsica. Si tratta di un amore passionale, durato pochi giorni e che dunque rappresenta in un certo qual modo l’amore dei romantici, legato cioè all’esaltazione della passione che tuttavia, come coglie ben presto l’autore, si inserisce difficilmente nella realtà. In effetti, la vita non è in grado di inglobare questo mito nella realtà, considerata così ostile, quasi contrario al quotidiano.
Declino del romanticismo e nuove influenze
Gli anni 42/43 e 43/49 costituiscono anni molto importanti per quanto riguarda l'aspetto sia biografico che intellettuale. Sono gli anni in cui inizia a scrivere L’educazione sentimentale, dove assistiamo ad una sorta di declino dell’animo romantico dell’autore. Nel gennaio del 44, mentre si trova in vacanza a Rouen e insieme al fratello in carrozza, Flaubert viene colpito da un ictus che lo porta a cadere, risvegliandosi soltanto 24 ore dopo. Ha così inizio la malattia cerebrale, che tuttavia il padre non è in grado di identificare. In effetti, Flaubert presenta un fisico atletico, molto curato, e gli viene così diagnosticata una malattia legata al sistema nervoso. Per curarsi, si reca così in Medio Oriente, soddisfacendo in parte il suo desiderio di esotismo. Nel 45 si reca in Italia con la famiglia, per seguire la sorella in viaggio di nozze.
Il 46 fu un anno particolarmente nefasto: prima muore il padre, cosa che renderà possibile il suo futuro da scrittore, e successivamente la sorella, mentre ella da alla luce la figlia, che diventerà la protetta di Flaubert. Si rifugiano così a Croisset dove egli trascorre il resto della sua vita, in particolare entrando in crisi per poter salvare il matrimonio della nipote.
Colet e l'estetica di Flaubert
Altra figura di spicco nella sua vita fu senza dubbio l’amante Colet, molto importante poiché è dalla corrispondenza tra i due che è possibile delineare il pensiero di Flaubert. È nelle sue lettere infatti che troviamo frasi che illustrano le difficoltà dell’autore per quanto riguarda la stesura del suo romanzo, che lo impegnò per cinque anni.
Nell’educazione sentimentale, dove due personaggi si scambiano delle lettere, troviamo i temi romantici che successivamente Flaubert rinnegherà. Strutturalmente, l’opera presenta grandi problemi così come nella trama, che non segue un filo logico. Flaubert dunque riflette e comincia a mettere in dubbio il romanticismo stesso, cambiando così la sua estetica. È in questo testo che egli critica il movimento: il romanticismo è irrealistico, offre solo il mito della passione, impossibile da ritrovare nella realtà, una pura utopia irrealizzabile e legata alla natura, al cambiamento e dunque al mutare del tempo.
Il romanticismo si fonda sempre su un momento dell’esistenza, momento in cui si manifesta la passione, che non si riduce a metà passione perversa ma vera e propria passione nobile. Per Flaubert inoltre, i romantici sono stilisticamente deboli in quanto ritengono che il contenuto sia più importante della forma, idea non condivisa da Flaubert.
Il declino del romanticismo e l'arte come fine a se stessa
Tra il 43 e il 44 il romanticismo conosce il suo declino ed in particolare troviamo il movimento dei Parnasse, movimento poetico di novità che vede l’arte come fine a se stessa, un’arte per l’arte (argomento: descrizione dell’oggetto d’arte, completa autonomia dell’arte che non ha più una funzione). Tuttavia Flaubert rimarrà in parte legato alla tradizione romantica, sebbene egli lavori per liberarsi da questa eredità.
Nel febbraio del 48, Flaubert si trova a Parigi durante le rivoluzioni: l’autore non mostra simpatia nei confronti del popolo, da lui descritto come massa rozza ed ignorante. Nel 48 inizia la stesura de La tentazione di Sant’Antonio, opera conclusa nel 49 e abbandonata dopo aver ricevuto opinioni negative dai suoi amici più cari circa la mancanza di nessi logici. In effetti Flaubert legge ad alta voce i suoi testi perché deve sentire se la frase a livello fonoprosotico, cioè di musicalità delle parole, funziona o no.
L’autore è così spinto a cercare un argomento più vicino alla realtà, meno soprannaturale da questo punto di vista. Inizia un nuovo viaggio in Medio Oriente, una specie di viaggio di formazione per analizzare le diverse culture. Questo viaggio soddisfa la sua natura romantica ma comincia a farsi un’idea che l’essenza profonda dell’uomo è sempre la stessa, cambia la parte superficiale dell’uomo, l’aspetto esterno dell’uomo, superando così il romanticismo. Nasce così l’idea di inserire nel romanzo il tipo umano, idea molto lontana dall’individualismo romantico.
La stesura di "Madame Bovary"
Parte dell’estetica di Flaubert si trova scritta in una delle prefazioni per una raccolta di poesie di un amico, mettendo in evidenza i limiti del romanticismo. Il 19 settembre 1851 Flaubert inizia la stesura del suo romanzo Madame Bovary, romanzo moderno. Per la bozza generale ha bisogno di sei settimane, ma la trama è banale, fornita dalla realtà.
Tra il 42 e il 46 abbiamo così dei cambiamenti radicali, in particolare in seguito alla reazione negativa degli amici alla lettura del suo lavoro. In effetti in seguito l'autore decide di scrivere di un argomento meno legato al meraviglioso cristiano. L'incontro che sembra aver focalizzato un particolare canone di bellezza femminile è quello con Elisa Schlesinger: in effetti i personaggi condividono questi tratti.
È dunque la corrispondenza con Colet che ci permette di sapere con precisione la data di inizio della stesura del romanzo moderno, come Flaubert definisce Madame Bovary. L'elaborazione della sceneggiatura iniziale, dove Flaubert prepara a grandi linee la stesura, richiede all'artista ben sei settimane. L'argomento del romanzo è volutamente povero e l’autore tenta di porre una s
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