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Consigli per scrivere un tema

Strumenti indispensabili

Quando devi fare un tema o hai il compito in classe, portati dietro il vocabolario: pesa, è vero, ma è indispensabile. Tutte le volte che non ti ricordi se una parola si scrive in un certo modo, se ha l’accento, se è maschile o femminile, consultalo. Ti eviterà diversi errori che possono essere tranquillamente evitati. La correttezza linguistica, sintattica e grammaticale è la prima cosa che si nota, e gli errori di grammatica pesano molto.

Ancora più importante (se non ce l’hai procuratelo subito), il dizionario dei sinonimi e dei contrari. Quante volte, durante un tema, sei stato minuti e minuti a pensare ad un sinonimo, e poi hai dovuto ripiegare su un aggettivo scontato e banale? Col dizionario, almeno, ti levi questo problema e risparmi moltissimo tempo.

Scelta della traccia

La scelta della traccia è fondamentale. Prima di decidere quale tema affrontare, leggi attentamente tutte le tracce. Leggi attentamente un titolo. Pensa quindi alle tue conoscenze in materia. Procedi magari per esclusione, eliminando le tracce che sicuramente ti porterebbero a fare un brutto tema. Non ti abbattere se non trovi la traccia che speravi, o non ne vedi nessuna che ti vada a genio. Raggruppa le idee, fai tutte le tue considerazioni e poi pensa solo a quella traccia.

Impostazione del tema

Non scrivere di getto, ma cerca di avere già tutto il tema in testa. Non devi fare un ammasso di concetti, ma delinearli in modo chiaro a seconda del tipo di tema che devi fare. Di solito, la prima mezzora non si dovrebbe nemmeno scrivere, ma pensare a come impostare il tema. Fatti una scaletta generale: la parte introduttiva, l’argomento centrale, i dettagli in seguito e una conclusione non banale ma intelligente. Non avere paura di scrivere, non devi accontentare la professoressa. Il tema deve avere uno sviluppo coerente, non disordinato.

Pensa ad un albero: ha delle grandi radici su cui poggia, un tronco ben saldo e forte, i rami che da lì si snodano, e le piccole foglie sui ramoscelli. Il tema è una cosa simile: prima di tutto, le “radici”: esse sono l’argomento e la traccia, alla quale ti devi attenere SEMPRE, senza divagare su cose inutili. L’argomento, le “radici”, sono la base che pervade tutto il tema. Secondo, il “tronco”: è l’impostazione che dai al tema. Quando dico impostazione, intendo dire anche il modo con cui ti esprimi, il tipo di linguaggio che usi, ma soprattutto intendo dire che devi mantenerti entro confini precisi, senza divagare, e la tua argomentazione o esposizione deve essere ben salda come quel tronco.

Terzo, i “rami”: sono tutte le idee che vuoi sviluppare, i filoni del discorso che si sviluppano. Non lasciare nessun “ramo” a metà, ossia non lasciare mai a metà un discorso, ma una volta che lo inizi, portalo a termine. Quarto, le “foglie”: sono gli esempi, le citazioni, tutto quanto arricchisce ed impreziosisce un discorso. Più sono, più il ramo è bello fiorito e più il discorso è incisivo e interessante.

L'attacco e la conclusione

Un buon attacco predispone alla lettura, così come una conclusione “azzeccata” lascia un buon ricordo. Dedica alle prime e alle ultime righe tutto il tempo che ti richiedono. Ma non farti bloccare dalla suggestione della pagina bianca. Conviene comunque partire, anche se l’attacco non ti convince del tutto. Nella seconda stesura, “la bella”, puoi tornarci sopra limandolo, migliorandolo, addirittura sostituendolo con qualcosa che hai scritto più avanti nel tema e che magari alla rilettura ti accorgi adatto a cominciare, come una pennellata d’artista, il tuo componimento.

Non escludere, per l’attacco o per la conclusione, alcune citazioni famose, meglio se non banali (evita i soliti Carpe Diem, Cogito ergo sum, Odi et amo... Immensamente veri, ma ormai caduti nella scontatezza).

Stile e linguaggio

Usa parole semplici, non troppo ricercate. Mentre scrivi sul foglio i tuoi pensieri, abbi cura di scegliere parole semplici e comunque sempre termini di cui conosci a fondo il significato. Non c’è peggiore leggerezza che utilizzare un termine raro, aulico o ricercato in un’accezione che non è esattamente la sua.

Appunti in brutta: mentre scrivi, ti possono venire in mente altre idee. Non fidarti della memoria ma scrivile subito su un foglio accanto.

Verbi e tempi

Scegli un tempo di narrazione e mantienilo fino alla fine. Se collochi l’azione o il tuo racconto in un certo spazio temporale, sia esso presente, passato o futuro, devi armonizzare tutti i verbi a quel tempo. Dedica una rilettura solo a questa operazione.

Adeguatezza alla traccia

L’adeguatezza alla traccia è fondamentale. Se il tema ha come traccia le cause della prima guerra mondiale, o la religione nella poetica di Manzoni, tu devi parlare di quello. L’argomento e la traccia sono le “radici e il tronco” del tuo tema: se non segui quelle, cade tutto l’albero e il tema perde valore e senso.

Rielaborare i dati e le informazioni è cruciale. Non usare frasi fatte trovate e copiate dai libri, cerca di capire quello che scrivi, cerca di essere in grado di saper ripetere quello che scrivi. Un tema non è un lavoro di copia-incolla: tutto quello che scriverai deve passare attraverso il tuo cervello e le tue considerazioni. Come un metal detector individua le cose dannose e che non possono passare, così il tuo cervello deve analizzare tutte le informazioni e scartare quelle inutili, banali e fuori tema.

Punteggiatura

La puntaGGiatura è importantissima. Questa è una delle chiavi per rendere scorrevole e leggibile un tema. L’intonazione che si vuol dare ad una frase, il valore delle pause fra una parola ed un’altra, fra un concetto ed un altro, si rendono tutte tramite la punteggiatura. Nelle frasi lunghe soprattutto, diventa fondamentale se si vuole rendere chiaro un concetto. Cerca di preferire le frasi brevi, usa spesso i punti. Spezza le frasi, dai un registro vocale al tuo tema. Se prendi ad esempio un articolo di giornale, non troverai mai frasi lunghe e complesse, ma tutti brevi periodi, tanti punti o virgole.

Un articolo di giornale, più o meno, è scritto in questo modo: “Genova. Serata di terrore nei vicoli genovesi. Tutto inizia verso le ore 4. È a quell’ora che Maria, 23 anni, e Giulio, 25, escono dal locale.”

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marri Fabio.
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