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ARGOMENTI PRINCIPALI:

• cultura e letteratura russa in generale

• nel dettaglio i seguenti autori con le relative opere:

Turgenev

o Goncarov

o Leskov

o Dostoevskij

o Caltikov

o Tolstoj

o Belinskij

o Herzen

o Caadaev

o Dobroljubov

o Akmatova

o Cvetaeva

o Majakovskij

o Zamjatin

o

Nel passato lo scrittore non aveva diritti, mentre ora ha la libertà di pensiero e di parola.

Questa mancanza ha fatto vittime nella letteratura russa.

1508 (Enrico VIII) Thomas Moore è stato ucciso.

Ovidio è stata esiliato (Cesare Augusto).

Fine Illuminismo, XVIII secolo (Caterina La Grande) -> gli intellettuali pensano liberamente, senza

l’influenza dello Stato.

Caterina II donna molto forte.

Radiscev manda “Viaggio da Pietroburgo a Mosca” all’imperatrice e questa lo manda in esilio fino

al 1803; solo Paolo I lo farà tornare a San Pietroburgo, ma è tardi per lui -> si suiciderà.

Russia -> potenza intercontinentale.

Russia è europea -> dal confine occidentale agli Urali.

(CIPPO = lapide)

In una città (Ekaterinburg) sugli Urali c’è una lapide.

La parte russa asiatica sarebbe la Siberia.

Russia è europea e asiatica.

Russia è un grande stato che ha favorito la scienza e la cultura, l’arte ..

3/05/1703 lo Zar Pietro Il Grande fonda San Pietroburgo, tendenze al classicismo.

A San Pietroburgo c’è un conte che dice che lo sviluppo della società russa si è fermato per colpa

dello Zar.

1836 Pёtr Jakovlevic Caadaev (1794-1856, nobile russo) insegue Napoleone e scopre l’occidente,

accusa la Chiesa ortodossa e il potere zarista di fermare lo sviluppo. Il potere zarista lo dichiara

pazzo, perché gli conviene. Allora scrisse “L’apologia di un pazzo”, in russo, così che tutti lo

potessero leggere.

I Roma = Roma; II Roma = Costantinopoli; III Roma = Mosca.

Pietro Il Grande trasferisce il patriarcato da Mosca a San Pietroburgo.

1825 -> rivoluzione decabrista. In questo luogo, ora, c’è il monumento di Pietro Il Grande; di fronte

c’è un colonnato che contiene manoscritti.

Russia è egemone, superiore alla Chiesa.

1825 -> Nicola I giura in anticipo, perché era stato avvertito della rivoluzione decabrista, viene

unto, dice che è il loro zar; in quel momento i rivoltosi sono confusi e vengono accerchiati.

Rivoluzione decabrista importante per la letteratura russa.

Gli scrittori/storici hanno sempre svalorizzato l’oriente rispetto all’occidente.

Verso la metà del 1800 (1853-1856) avviene la Guerra di Crimea (di cui parlerà successivamente

Tolstoij), dove la Russia ritrova se stessa. Russia contro Turchia per lo sbocco sul mare. Russia

perde.

1855 -> Alessandro II diventa zar, quello che voleva abolire la servitù della gleba, che si era

rafforzata sempre di più dal regno di Ivan IV. Vende l’Alaska a USA, peggiore affare della storia,

per indennizzare i proprietari.

1755 -> I università a Mosca, nella Piazza Rossa.

Gli occidentalisti vorrebbero la Russia più europea, come modello da seguire, più progresso,

cultura, università, ma erano molto critici verso l’aspetto sociale (sfruttamento donne e bambini nel

lavoro). Gli occidentalisti russi guardavano verso l’occidente, ma in modo critico.

Vi erano due tendenze:

- La sinistra russa doveva accettare la società occidentale in tutto;

- Gli altri critici e nobili letterari non volevano quel tipo di progresso e condannavano la

società contemporanea.

Belinskij aveva studiato all’Università di Mosca, suo padre aveva dato una mano nella storia.

Aleksander Herzen, figlio di una tedesca, si sentiva un aristocratico, in particolare con Nikolaij

Ogarev, aveva deciso di consacrare la vita al culto della libertà. Fu influenzato dalle idee socialiste

di San Simon. Vedeva la società occidentale pervasa da una profonda crisi in procinto di

esplodere. L’Europa occidentale, secondo Herzen, equivale all’antica Roma, quando cade e in

questo momento della decadenza hanno vinto i cristiani, perché hanno portato qualcosa di nuovo.

Per questo motivo si affermò. Queste idee erano apprezzate e condivise dal grande poeta polacco

Mickiewicz. Insieme vanno a Londra dove fondano un giornale, anche se prima vanno a Parigi, in

Francia.

La borghesia era destinata a sparire perché non aveva né un passato né un futuro.

L’affermazione di Herzen non era campata in aria.

Pubblicò delle lettere in Russia dove contrapponeva la Francia orleanista alla vecchia Italia

(apprezzata molto dai russi, soprattutto da Herzen). Mandò queste lettere sia dalla Francia che

dall’Italia. Scoppiarono questi moti in modo improvviso, imprevedibile, cambiando la sua

concezione storica. Abbandonò la sua filosofia Engeliana. I moti nel1848 scoppiarono a Parigi e

vennero soffocati nel sangue. Nacque una polemica tra Turgenev e Herzen, dove, secondo

Turgenev, è giusto improvvissare in questi modi, mentre, secondo Herzen, bisogna calcolare e

pianificare tutto bene.

Turgenev, Dostoevskij studiarono a Berlino, pur criticando l’Europa. Secondo Marx si poteva

realizzare un sistema socialista solo attraverso un sistema borghese. Il suo sistema metteva

insieme le sue idee slavofile, quelle occidentaliste e quelle di Cechov. Questa rivoluzione (1848)

inasprisce l’intellettualità in Russia. Lo zar era Nicola I andato al potere nel 1825, quest’ultimo

temeva gli intellettuali dopo la rivolta decabrista, quindi aveva tutta una serie di servizi segreti che li

faceva seguire.

1853 -> l’esercito russo occupò dei pricipati

1856 -> Trattato di Parigi

1855 -> muore Nicola I

1871 -> viene formato il manifesto “Alla giovane gioventù” che viene redatto da due russi,

Shelgunov e Mikhailov, che comincia a mandare la Russia su una via rivoluzionaria. I principi

erano abbattere l’autocrazia, abolire lo sviluppo capitalistico (causa della servitù della gleba). Si

inizia a formare il movimento populista. Dostoevskij torna in Russia e trova un paese rivoluzionario.

Tra il 1861 e il 1862 nasce la prima organizzazione rivoluzionaria “Terra e potere”. Abbiamo i

rivoltosi che vogliono sovvertire lo stato zarista.

TURGENEV

La nobiltà recente è stata nominato da Pietro Il Grande in poi. Quando un ufficiale si distingueva lo

si faceva diventare nobile. Puskin proveniva da una famiglia nobile antichissima. Si era sposato

con la nipote di Pietro Il Grande. Lui era scuro di pelle. Si sposavano per interesse, anche con

persone non nobili. Lermontov era anch’esso di famiglia nobile. Lo stesso si può dire di Turgenev.

Il padre di quest’ultimo si sposò con una ricchissima donna di origine borghese solo per

tornaconto. È uno scrittore classico. La madre era caratterizzata da abitudini dispotiche ed è quella

che ha rovinato la vita. Quasi tutti i matrimoni dei nobili in Russia erano combinati. Turgenev ha

avuto una formazione brillante, parlava benissimo il francese, il tedesco e il russo. Studiò

all’Università di Mosca, di San Pietroburgo e di Berlino dal 1838 al 1841. Era sensibile ai problemi

sociali. Il padre era degli Ussari. Turgenev, nonostante la sua fortuna oggettiva in fatto di cultura e

di soldi, è stato costantemente infelice. Per lungo tempo ha collaborato ad un giornale dove

pubblicò i suoi principali romanzi. L’opera che gli ha dato la fama internazionale è “Le memorie di

un cacciatore” che iniziò a pubblicare nel 1847. Sono una serie di novelle, il 1 volume uscì nel

1852. Nel 1874 lo rielaborò e lo ripubblicò aggiungendo altre novelle, visto l’enorme successo che

avevano riscosso. In tutto le novelle sono 25. Ha avuto una vita altrettanto chiaccherata. Nel 1843

si innamorò di una cantante francese in tournèe a San Pietroburgo e si può dire che è stata la

donna della sua vita nonostante non si sposarono mai. Lei infatti era legata al suo agente

commerciale, infatti si sposò con quest’ultimo. Tra loro però continuò ad esserci una forte amicizia.

Nel 1850 tornò in Russia. Nel 1852 viene condannato ad un anno di arresti domiciliari, poiché

aveva scritto l’elogio funebre a Gogol. Egli aveva lavorato al ministero degli interni, solo che lui

aveva lasciato il posto. La madre allora gli tagliò i viveri. Quindi dovette riprendere il lavoro al

ministero per evitare l’arresto domiciliare. In ogni opera che egli scrive mette qualche aspetto della

sua vita privata. I contadini erano motivi letterari in tutta Europa. In Russia il tema contadino aveva

particolare rilevanza proprio per il problema della servitù della gleba. Per Turgenev gli anni

giovanili sono stati di particolare importanza. L’atmosfera di “Le memorie di un cacciatore” è simile

a quella di un’opera di Gogol, si vede che si è ispirato a quest’opera. Quello di Gogol era un

avvicinamento ai contadini di tipo romantico. Gogol sottolinea l’aspetto demonico, l’aspetto

ultrasensoriale, mentre Turgenev no. C’è la naturalezza dei contadini in tutta la loro pienezza, i

profumi della natura. Non si riscontra l’aridità stilistica dello schizzo fisiologico e la crudezza della

denuncia. Ma si serve di questi incontri per esaltare e raffigurare il reale, si sente la sua

partecipazione a quello che narra. Egli esprime rispetto e comprensione per il popolo. Non si

riscontrano situazioni patetiche come in Gogol. Esprime sentimenti di simpatia per il popolo, per i

contadini. È lontano da ogni dogmatismo, ha libertà di espressione che utilizza a tutti i livelli.

Presenta al pubblico della città questo mondo periferico e sconosciuto. Esprime una vicinanza ai

beni morali dei contadini e sottolinea la loro intelligenza. Descrive veramente com’è la vita dei

contadini. Si avverte in lui il mito della società agraria. È una narrazione basata sull’osservazione,

è un attento osservatore della realtà. Descrizioni paesaggistiche magnifiche.

- Diario di un uomo inutile

- Il novale

- Alla Vigilia (1860, necessità di eroi per andare avanti, protagonista: Insarov)

- Padri e figli (1862 -> polemica letteraria)

Va all’estero.

- Spettri (sulla vanità universale)

- Basta (sulla fine della sua carriera)

- Fumo (una vita che sommersa dal fumo perde contatto con la realtà)

- Il cane

- Canto dell’amor trionfante

- Il sogno

- Klara Milic

- Acque di primavera

Temi: sogni premonitori, allucinazioni, telepatia, ipnosi, ecc.

Abbiamo una giovane ragazza che per amore è disposta a tutto e ama sinceramente.

In tutti i romanzi di Turgenev abbiamo un uomo a cui è rivolto questo amore sincero, che non lo

corrisponde. (ASJA, 1858) In un romanzo entrambi i personaggi si amano.

Trama: Lei dichiara il suo amore (ma è contro il galateo, perché gli uomini dovrebbero dichiararsi

per primi). Lui scappa (Gaspadin N. è l’uomo). Il giorno dopo lui torna, si sente pronto, ma è tardi,

lei non c’è più, ma trova il fratello di lei. Allora se ne va.

Analisi: Gaspadin rappresenta un tipo sociale, l’uomo politico liberale, ed il liberalismo porta alla

demenza. Questo personaggio si può accumunare a quello di Onegin (di Puskin), che ha la stessa

reazione dopo una dichiarazione d’amore.

Questi sono i temi tipici dei racconti di Turgenev. Secondo un uomo, a mancare all’appuntamento

non è stato solo Gaspadin N., ma tutta la nobiltà.

RUDIN , Turgenev

1857. Scritto durante la Guerra di Crimea. Tempi e luoghi sono delimitati, così come la quantità di

personaggi. Manca l’analisi psicologica minuziosa.

Trama: Rudin è un giovane che lavora presso un procuratore e deve portare un documento. Arriva

nella tenuta di destinazione e si innamora di Natalia, la figlia della proprietaria della tenuta. Lei si

incanta dai suoi discorsi, perché lui sa parlare molto bene. Lei è una ragazza molto profonda.

Quando lui arriva lei sta leggendo un libro sulla democrazia americana di Tokevil. Lui si ferma da

loro per qualche giorno e lì scoppia l’amore. Lei gli dichiara il suo amore. Quando lo scopre la

madre, manda Rudin via da casa dicendo che lui ha approfittato della sua ospitalità. Allora la figlia

dice che è disposta a seguirlo ovunque. A questo punto lui se ne va dicendole che bisogna

mettersi il cuore in pace. Rudin, quando lascia la casa di Natalia, va a Parigi. Morì lì, colpito da una

pallottola vagante.

Rudin parla di azione, ma in realtà resta passivo. Si tratta di una situazione di nichilismo.

Le ragazze di Turgenev sono molto acculturate. I suoi ambienti sono costituiti dalla corte. Evidenti

limiti sociologici ambientali. Si tratta di aristocratici nullafacenti. Turgenev vuole far fare

un’autoanalisi ai russi leggendo le sue opere. Forse non voleva affrontare il problema sociale della

Russia del tempo, ma delineare le aspirazioni dell’uomo russo a proposito dell’arte, della politica. I

protagonisti dei suoi romanzi vanno sempre verso la morte e non c’è una resurrezione. In ogni

caso è una morte priva di senso .

NIDO DI NOBILI, Turgenev

1859.

Messaggio del romanzo: egli, se è capace di rinnovarsi, andare oltre la pura conservazione e

trasferire i valori nobiliari su un piano universalmente etico ed esistenziale, saprà ricostruire la

cellula patriarcale, con un surplus imprenditoriale che i tempi richiedono.

Trama: Fedor Ivanyc Lavreckij appartiene ad un’antica famiglia nobiliare. Riceve una dura

educazione, che comprende il disprezzo per il genere femminile. A 23 anni si iscrive alla facoltà di

fisica e matematica e una sera, a teatro, vede una fanciulla in un palco, Varvara Pavlovna; ne resta

profondamente colpito, riesce a farsi presentare, si fidanza e la sposa. Seguono anni felici, fino a

quando trova un foglietto del suo amante e allora ha un attacco di vertigini, il pavimento ondeggia

tradimento. Vaga a piedi tutto il giorno e tutta la notte. Poi parte per l’Italia. Anche Varvara parte

per l’Europa, cadendo sempre più in basso. Dopo 4 anni Lavreckij ritorna in Russia. Presso i

Kalitin incontra Elizaveta Michajlovna, detta Liza, una creatura che si sta affacciando alla vita e che

va a messa con guanto e cappellino. Tra i 2 spunterà una splendida amicizia, per cui Liza

risponderà con un rifiuto alla proposta di matrimonio di Vladimir Nikolaic Pansin, che era un ottimo

partito. Anche Christofor Teodor Gottlieb Lemm, che è un vecchio tedesco, amante della musica,

precettore, non stima Vladimir Nikolaic Pansin. Quando un giornale scandalistico riporta la notizia

della morte di Varvara Pavlovna, sembra che l’amore di Liza e Lavreckij possa trionfare, ma

Varvara è viva, ritorna, implora e ottiene il perdono di Lavreckij, ma non la riconciliazione. Varvara

alloggerà nella elegante tenuta principale di Lavreckij, consolata da Vladimir Nikolaic Pansin,

mentre Lavreckij abiterà nella modesta casa di campagna di Vasil’evskoe. Liza entrerà in

convento, in un angolo remoto della Russia.

GONCAROV

Apparteneva a una famiglia di mercanti, quindi era di umili origini. Ha avuto una madre

eccezionalmente intelligente, che dopo la morte del marito mandò il figlio di nove anni a studiare a

Mosca e provò a mandare avanti l’impresa familiare ( ma poi si accorse di non esserne in grado). A

Mosca studiò in una scuola commerciale, poi la madre lo mantenne a Mosca dove studiò

all’università di lettere, perfezionando le sue conoscenze nell’ambito della letteratura. Studiò

insieme a Turgenev, Belinskji. Finì brillantemente questa facoltà e dopo trovò lavoro a San

Pietroburgo nel ministero del commercio con l’estero, dove si trasferì nel 1835, che lo teneva

occupato tutto il giorno ( questo spiega la lentezza con cui scriveva). Questi gli autori che abbiamo

studiato fin ora avevano un posto di lavoro che non aveva a che fare con il lavoro di letterati,

poiché il quel modo non era possibile mantenersi. Belinsky era l’unico che faceva il giornalista di

lavoro. Turgenev lavorava al ministero degli interni. Ganciarof era un perfezionista, amava molto lo

stile e la lingua delle sue opere che quindi continuava a perfezionare. Conosceva il tedesco e

l’inglese, per questo era stato assunto. Fa anche il precettore per un famoso pittore, Maiscov. In

politica era liberale, ma era molto critico nei confronti della nobiltà che sprecava i soldi senza fare

niente. Quindi si avvicina alla rivista, fondata da Puskn prima di morire, e il suo primo romanzo è

un romanzo breve “ una storia comune” scritta tra il 1844-1846. Fa anche il correttore di bozze.

Nel 1847 lo pubblica su quella rivista. Il protagonista è un giovane provinciale che si trasferisce a

San Pietroburgo pieno di ambizioni che pian piano vengono infrante. Nel 1849 pubblica uno

schizzo, un pensiero intitolato “il sogno di Ablomova”, molto significativo poiché sarà il punto di

partenza per il romanzo pubblicato 10 anni dopo. Il romanzo deve riflettere la vita, il tempo

presente, ma allo stesso tempo deve trascenderlo, esserne fuori. Dicendo questo precede ciò

che dirà qualcun altro 100 anni dopo. Successivamente compirà il giro del mondo che durerà due

anni emmezzo. Trama: Ablomof, il personaggio personale se ne sta sdraiato tutto il giorno nel suo

appartamento a San Pietroburgo. È debole di carattere, incapace di fare il bene quanto il male. Si

era trasferito a San Pietroburgo per un lavoro amministrativo, ma poi non gli piace e ci rinuncia.

Aveva abitato a lungo in campagna. Il suo personaggio ha dato inizio a una categoria di persone

chiamata ablanovshina, una serie di nobili che vivono come lui, senza fare niente e anche senza

ideali. In fondo res

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lau_94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura russa II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Curletto Mario Alessandro.
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