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Letteratura e cultura russa II prof. Curletto Revelli Appunti scolastici Premium

Appunti di Letteratura e cultura russa II basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Curletto dell’università degli Studi di Genova - Unige, Facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture moderne per l'impresa e il turismo. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura e cultura russa II docente Prof. M. Curletto

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Acque di primavera

Temi: sogni premonitori, allucinazioni, telepatia, ipnosi, ecc.

Abbiamo una giovane ragazza che per amore è disposta a tutto e ama sinceramente.

In tutti i romanzi di Turgenev abbiamo un uomo a cui è rivolto questo amore sincero, che non lo

corrisponde. (ASJA, 1858) In un romanzo entrambi i personaggi si amano.

Trama: Lei dichiara il suo amore (ma è contro il galateo, perché gli uomini dovrebbero dichiararsi

per primi). Lui scappa (Gaspadin N. è l’uomo). Il giorno dopo lui torna, si sente pronto, ma è tardi,

lei non c’è più, ma trova il fratello di lei. Allora se ne va.

Analisi: Gaspadin rappresenta un tipo sociale, l’uomo politico liberale, ed il liberalismo porta alla

demenza. Questo personaggio si può accumunare a quello di Onegin (di Puskin), che ha la stessa

reazione dopo una dichiarazione d’amore.

Questi sono i temi tipici dei racconti di Turgenev. Secondo un uomo, a mancare all’appuntamento

non è stato solo Gaspadin N., ma tutta la nobiltà.

RUDIN , Turgenev

1857. Scritto durante la Guerra di Crimea. Tempi e luoghi sono delimitati, così come la quantità di

personaggi. Manca l’analisi psicologica minuziosa.

Trama: Rudin è un giovane che lavora presso un procuratore e deve portare un documento. Arriva

nella tenuta di destinazione e si innamora di Natalia, la figlia della proprietaria della tenuta. Lei si

incanta dai suoi discorsi, perché lui sa parlare molto bene. Lei è una ragazza molto profonda.

Quando lui arriva lei sta leggendo un libro sulla democrazia americana di Tokevil. Lui si ferma da

loro per qualche giorno e lì scoppia l’amore. Lei gli dichiara il suo amore. Quando lo scopre la

madre, manda Rudin via da casa dicendo che lui ha approfittato della sua ospitalità. Allora la figlia

dice che è disposta a seguirlo ovunque. A questo punto lui se ne va dicendole che bisogna

mettersi il cuore in pace. Rudin, quando lascia la casa di Natalia, va a Parigi. Morì lì, colpito da una

pallottola vagante.

Rudin parla di azione, ma in realtà resta passivo. Si tratta di una situazione di nichilismo.

Le ragazze di Turgenev sono molto acculturate. I suoi ambienti sono costituiti dalla corte. Evidenti

limiti sociologici ambientali. Si tratta di aristocratici nullafacenti. Turgenev vuole far fare

un’autoanalisi ai russi leggendo le sue opere. Forse non voleva affrontare il problema sociale della

Russia del tempo, ma delineare le aspirazioni dell’uomo russo a proposito dell’arte, della politica. I

protagonisti dei suoi romanzi vanno sempre verso la morte e non c’è una resurrezione. In ogni

caso è una morte priva di senso .

NIDO DI NOBILI, Turgenev

1859.

Messaggio del romanzo: egli, se è capace di rinnovarsi, andare oltre la pura conservazione e

trasferire i valori nobiliari su un piano universalmente etico ed esistenziale, saprà ricostruire la

cellula patriarcale, con un surplus imprenditoriale che i tempi richiedono.

Trama: Fedor Ivanyc Lavreckij appartiene ad un’antica famiglia nobiliare. Riceve una dura

educazione, che comprende il disprezzo per il genere femminile. A 23 anni si iscrive alla facoltà di

fisica e matematica e una sera, a teatro, vede una fanciulla in un palco, Varvara Pavlovna; ne resta

profondamente colpito, riesce a farsi presentare, si fidanza e la sposa. Seguono anni felici, fino a

quando trova un foglietto del suo amante e allora ha un attacco di vertigini, il pavimento ondeggia

tradimento. Vaga a piedi tutto il giorno e tutta la notte. Poi parte per l’Italia. Anche Varvara parte

per l’Europa, cadendo sempre più in basso. Dopo 4 anni Lavreckij ritorna in Russia. Presso i

Kalitin incontra Elizaveta Michajlovna, detta Liza, una creatura che si sta affacciando alla vita e che

va a messa con guanto e cappellino. Tra i 2 spunterà una splendida amicizia, per cui Liza

risponderà con un rifiuto alla proposta di matrimonio di Vladimir Nikolaic Pansin, che era un ottimo

partito. Anche Christofor Teodor Gottlieb Lemm, che è un vecchio tedesco, amante della musica,

precettore, non stima Vladimir Nikolaic Pansin. Quando un giornale scandalistico riporta la notizia

della morte di Varvara Pavlovna, sembra che l’amore di Liza e Lavreckij possa trionfare, ma

Varvara è viva, ritorna, implora e ottiene il perdono di Lavreckij, ma non la riconciliazione. Varvara

alloggerà nella elegante tenuta principale di Lavreckij, consolata da Vladimir Nikolaic Pansin,

mentre Lavreckij abiterà nella modesta casa di campagna di Vasil’evskoe. Liza entrerà in

convento, in un angolo remoto della Russia.

GONCAROV

Apparteneva a una famiglia di mercanti, quindi era di umili origini. Ha avuto una madre

eccezionalmente intelligente, che dopo la morte del marito mandò il figlio di nove anni a studiare a

Mosca e provò a mandare avanti l’impresa familiare ( ma poi si accorse di non esserne in grado). A

Mosca studiò in una scuola commerciale, poi la madre lo mantenne a Mosca dove studiò

all’università di lettere, perfezionando le sue conoscenze nell’ambito della letteratura. Studiò

insieme a Turgenev, Belinskji. Finì brillantemente questa facoltà e dopo trovò lavoro a San

Pietroburgo nel ministero del commercio con l’estero, dove si trasferì nel 1835, che lo teneva

occupato tutto il giorno ( questo spiega la lentezza con cui scriveva). Questi gli autori che abbiamo

studiato fin ora avevano un posto di lavoro che non aveva a che fare con il lavoro di letterati,

poiché il quel modo non era possibile mantenersi. Belinsky era l’unico che faceva il giornalista di

lavoro. Turgenev lavorava al ministero degli interni. Ganciarof era un perfezionista, amava molto lo

stile e la lingua delle sue opere che quindi continuava a perfezionare. Conosceva il tedesco e

l’inglese, per questo era stato assunto. Fa anche il precettore per un famoso pittore, Maiscov. In

politica era liberale, ma era molto critico nei confronti della nobiltà che sprecava i soldi senza fare

niente. Quindi si avvicina alla rivista, fondata da Puskn prima di morire, e il suo primo romanzo è

un romanzo breve “ una storia comune” scritta tra il 1844-1846. Fa anche il correttore di bozze.

Nel 1847 lo pubblica su quella rivista. Il protagonista è un giovane provinciale che si trasferisce a

San Pietroburgo pieno di ambizioni che pian piano vengono infrante. Nel 1849 pubblica uno

schizzo, un pensiero intitolato “il sogno di Ablomova”, molto significativo poiché sarà il punto di

partenza per il romanzo pubblicato 10 anni dopo. Il romanzo deve riflettere la vita, il tempo

presente, ma allo stesso tempo deve trascenderlo, esserne fuori. Dicendo questo precede ciò

che dirà qualcun altro 100 anni dopo. Successivamente compirà il giro del mondo che durerà due

anni emmezzo. Trama: Ablomof, il personaggio personale se ne sta sdraiato tutto il giorno nel suo

appartamento a San Pietroburgo. È debole di carattere, incapace di fare il bene quanto il male. Si

era trasferito a San Pietroburgo per un lavoro amministrativo, ma poi non gli piace e ci rinuncia.

Aveva abitato a lungo in campagna. Il suo personaggio ha dato inizio a una categoria di persone

chiamata ablanovshina, una serie di nobili che vivono come lui, senza fare niente e anche senza

ideali. In fondo resta ancorato al passato di nobile, senza adattarsi al presente. Mentre il suo amico

di infanzia, Stolt è l’aspetto tedesco di Ablomof, ha il padre tedesco e la madre russa.

Analisi: Questo romanzo mette in evidenza gli aspetti falsi di quel tempo, ma sottolinea anche gli

aspetti di umanità che ha Stolt e che ha ereditato dalla madre russa. Ablomof ha una tenuta in Asia

centrale, infatti lui è orientale. Anche se non ha fatto successo a San Pietroburgo non ha mai

pensato di tornare indietro nella sua terra. Tra questi due personaggi c’è una grande amicizia, e

condividono anche l’amore in fatti la donna, Olga, che prima doveva sposare Ablomof alla fine si

sposa con Stolt. Ablomof invece poi si sposa con una donna, Agafia, che ha le stesse

caratteristiche di sua madre, una donna del popolo, che lavora e che fa la pasta in casa. Con lei

concepisce un figlio. Olga invece non sarà felice con Stolt, mentre sembra che Ablomof lo sia. A un

certo punto Ablomof muore e la vedova da il figlio a Stolt, in modo che lo educhi. Il film sottolinea

l’aspetto idilliaco della società russa. Ablomof narra la sua vita felice, vita in cui non faceva

nessuno sforzo, di dedicava solo ai piaceri (non esce dalla sua stanza perché non trova le sue

ciabatte). Michael Bactin è stato un maestro di critica, ha detto che l’autore non può essere

scollegato dalla realtà ma allo stesso tempo deve superarla. Muore nel 1975. Stolt nel romanzo

raffigura il personaggio occidentale che si riesce a inserisce nella realtà, ma in verità abitava nello

stesso villaggio di Ablomof. Quando parte rifiuta una domanda di raccomandazione, perché vuole

farsi da solo, a differenza di Ablomof che parte avvantaggiato. Ablomof scrive a Olga che la loro

relazione non continuerà perché è convinta che lei non lo ami, in verità l’ha fatto solo perché si

sposava. L’essenza di questo romanzo è il sogno di Ablomof. L’autore si rapporta alla società

occidentale in modo critico, critica la filantropia borghese soprattutto dell’Inghilterra. Soprattutto

l’ipocrisia della società occidentale. Nelle colonie inglese le persone non vengono riconosciute

come esseri umani dagli inglese. Ha messo anche in evidenzia alcuni loschi affari degli inglesi nei

confronti dei cinesi (compravano da loro l’oppio, lo modificavano per poi rivenderlo). Rispetto agli

altri grandi autori egli maturava lentamente le sue opere. In tutto ha composto tre romanzi. La

Russia nuova era molto diversa dalla vecchia Russia secondo l’autore. Trova affinità tra le usanze

russe e quelle giapponesi. Il progresso occidentale è frutto della divisione del lavoro e del fatto che

le persone sono specializzate.

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Trama: Il principe Muskij, il protagonista del romanzo, arriva dalla Svizzera dove era andato a

curarsi visto che soffre di epilessia. Di lui non sappiamo nient’altro, non conosciamo il suo passato.

Lo troviamo in treno. Nel corso del romanzo veniamo a sapere che suo padre era un generale e

che nonostante sia ancora giovane si sente che con lui finisce la sua stirpe. Come figura ci ricorda

Don Chisciotte che si batte per i suoi principi in una società senza scrupoli e ingiusta. Lui era

sempre dalla parte dei deboli e dei perseguitati, di coloro che soffrono quindi viene accostato

anche alla figura di Gian Bagian (Victor Hugo). Molti critici lo associano anche a coloro che vanno

a predicare, che si spostano continuamente (folincristo). Anastasia è una donna bellissima che si

doveva sposare con un tizio, ma poi la uccide a pugnalate. Il principe non sopporta questa fine, e

si siede sul divano accanto alla donna morta scoppiando in una grande risata, in questo modo si

capisce che ormai è entrato nelle tenebre della mente, da cui non uscirà più ( è impazzito).

Omicidio letterario, che ricorda molto da vicino uno scrittore (la luce della luna nella stanza, e il

ronzio della mosca sopra il cadavere).

Il principe Myskin abbandona lo stato di trance (idiotismo) e la Svizzera-Eden per calarsi nella

realtà russa. Vede nella profondità dell’animo degli interlocutori, indica loro la via della

resurrezione, ma riesce ad avere un reale influsso positivo solo su alcuni di loro, non sui principali.

Natasha sceglie la morte, Rogozin diventa assassino e impazzisce, Aglaja ha la vita spezzata e si

butta via, ippolit muore, lo stesso Myskin perde il lume della ragione.

Analisi: Questo romanzo ci da il messaggio della bellezza morale, che il principe non possedeva.

Elementi autografici nel romanzo: epilessia, aver assistito a una decapitazione. La nobiltà russa

sembra arrivata al capolinea. Tema del Cristo russo, cioè le caratteristiche fondamentali

dell’ortodossia russa, l’unica vera religione della Russia. Tema della pena di morte. Il romanzo è

stato scritto a Firenze. Si è smarrita la buona maniera nei rapporti sociali. Nell’idiota abbiamo

l’aspetto dell’anticattolicesimo, infatti c’è una scena dove il principe inizia a delirare e a dire che

ogni male è uscito dal razionalismo cattolico, poi va contro a un vaso cinese. Tipico esempio di

carnevalata, episodio umoristico per rallentare il tragico della scena. Questo c’è anche nei fratelli

Karamazon ( prima che il padre viene ucciso si vede Mitia ubriaco che assiste a delle danze di

zingari, poi va a dormire e il giorno dopo quando gli chiedono dov’era la sera prima lui non se lo

ricorda).

Più spunti religiosi.

I DEMONI, Dostoevskij (1871-72), scritto in Europa

Analisi: Ispirato da un episodio vero, successo al cugino di sua moglie, Neciaiev 1847-1882

accusato di aver organizzato un gruppo terroristico e di aver ordinato l’assassinio di uno che se ne

era andato. Questo romanzo sembra che parli del destino della Russia intera. Raffigura

personaggi sia occidentalisti sia slavofili, ma li critici tutti. Finche l’individuo non migliora, non può

migliorare la società. Nel romanzo si vedono suicidi, stupri di bambini, fanatici, isterici, ecc. Sciatov

è il portavoce della Russia. Nel romanzo c’è una cattiva visione dell’America, in particolare degli

Stati Uniti ( anche in Delitto e Castigo).

Trama: Questi demoni vanno negli Stati Uniti per provare la democrazia e il capitalismo, per

vedere se li stanno meglio, invece andrà malissimo e avranno a malapena i soldi per tornare in

Russia.

Al centro della narrazione c’è la gioventù radicale, il cui “nichilismo” è qui interpretato come

suprema e ultima manifestazione di quella cultura occidentale disgregatrice, materialista e

individualista inoculata in Russia.

Pubblica “Diario” con temi di attualità e polemiche.

Pubblica “L’adolescente” (1875), parla della trasformazione di Ankadi; dai soldi alla fede.

I FRATELLI KARAMAZOV, Dostoevskij (1879 – 80)

Questo è il testamento morale dell’autore e il punto di arrivo della discesa dell’autore nella

profondità della psiche.

Trama: La trama è costruita su di un parricidio (omicidio di un parente stretto) ambientato nella

cittadina di Skotprigognek, che ricorda la città della residenza estiva della famiglia di Dostoevskij.

Nei suoi romanzi non ci sono mai i padri, ma sempre delle madri buone disposte a sacrificarsi per i

figli. Qui invece abbiamo una madre orribile e un padre degenere, nobile degenerato e ubriacone.

Passa la giornata a bere cognac. Ha tre figli Mitia (figlio di primo letto, in contrasto con il padre per

l’eredità della madre che il padre non gli ha dato e per una donna, di cui entrambi sono innamorati)

Ivan (studia giurisprudenza e ha scritto un articolo su come recuperare i condannati, affidandoli a

delle persone religiose altrimenti saranno condannate; crede nella virtù salvifica della chiesa anche

se nel romanzo rappresenta l’ateismo e la razionalità) e Aleksiei ( vive in un convento ed è molto

religioso) più un quarto non riconosciuto. All’inizio del romanzo abbiamo i tre figli che incontrano il

padre per trovare un accorto. Il primo fin dal primo momento si comporta in modo aggressivo e

maleducato verso il padre e gli dice che lo ucciderà. A questo punto Aleksiei, ritenuto da tutti un

santo, si inginocchia davanti a Mitia e nella notte stessa muore Aleksiei. Successivamente muore

anche il padre e gli rubano anche i 3000 rubli che doveva dare a Mitia. Così il figlio viene arrestato.

Analisi: A uccidere il padre in realtà è stato il figlio illegittimo, che viveva in casa come servo. Nel

romanzo è espressa la ribellione contro dio e contro la legge dell’amore. Vengono posti quesiti più

che razionali. L’autore raggiunge quello che viene definito l’ampiezza dell’uomo, il ragionamento

più alto a cui può arrivare un uomo. Ivan mette la legenda del grande inquisitore, dove si vuole

sottolineare come l’insegnamento di cristo sia sopportabile ai mortali, ma fa una critica alla chiesa

cattolica, perché è uscita da cristo. Immagina che cristo vada a Granada e assista a una tortura.

Crista guarda questo inquisitore e li dice che fa tutto questo a fin di bene, dopo si avvicinò lui e lo

baciò dentro le sue labbra secche e se ne andò. Ivan è convinto che dio non c’è però riesce a

giustificare anche le cose più orribili che la chiesa ha fatto. Anche qui abbiamo aspetti anticattolici

e un esempio carnevalesco. Qui il motivo familiare è posto alla base. È posto il quesito sul

significato della vita. Persino le persone indegne si pongono i quesiti sull’essere. Secondo l’autore

non esiste nessun sistema statale che possa garantire i diritti dell’uomo. La salvezza è solo nel

rinnovamento di ogni uomo, non nel sistema. Ivan è un’occidentale, e non è un caso che sia

proprio lui l’ateista e il razionalista. Nelle sue idee non c’è un ordine predefinito, ribadisce idee

delle filosofie occidentali ma non ha un sistema. Il giudizio dello stato non è concreto, solo il

giudizio ecclesiastico può essere giusto perché cerca di tirare fuori l’uomo concreto.

CALTIKOV

Autore che andava di moda in epoca comunista, ora non è più importante. Aveva un altissimo

incarico governativo, andato in pensione con il titolo di generale. Ha scritto tantissimi articoli.

Esperto di satira. L’unico che ha scritto praticamente solo satire. 1880, l’unica sua opera che ha

lasciato il segno. Proveniva da una famiglia di piccola nobiltà alta, entra nel ministero della guerra.

Inizia molto giovane la sua attività pubblicistica. In confronto ai grandi autori lui non ha un indirizzo,

lui critica e basta ma non ha un’ideologia. Mondo di gente arida e crudele, domina l’avidità, la

perfidia e l’avaria. È il trionfo della morte. Quello che eredità tutto mentre beve il cognac dice: “a

che scopo?”. Genere della cronica familiare. Questa donna avida, ha tre figli due dei quali muoiono

giovai. L terzo è quello che eredità tutto, è bugiardo e avido. C’era anche una sorella, che fugge e

si sposa senza la benedizione paterna. Ha due figlie. Una muore e una scappa dallo zio, in una

tenuta bellissima. Gli uomini aspettavano la fine della giornata solo per bere. Il figlio che eredita

tutto aveva fatto la facoltà di giurisprudenza e beveva sempre, muore assiderato dal freddo mentre

si recava seminudo alla tomba della madre lungo la strada che portava al cimitero. Mondo degli

attori che girano con rappresentazioni di dubbia qualità. Ambiente pieno di difetti, di bevitori. Critica

non costruttiva.

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Mondo contadino travolto e distrutto dalla guerra.

Con lui Mosca inizia a farsi valere, perchè prima il centro letterario era concentrato in San

Pietroburgo.

Nel 1867 attribuisce al romanzo il suo nome definitivo.

Tolstoj si rapportò alla storia in modo scientifico. Ricostruì scrupolosamente la guerra di Borodino ,

visto che era anche un militare se ne capiva.

Ci sono 600 personaggi.

20 sono le battaglie descritte.

All'inizio del romanzo è evidente che gli aristocratici non capiscono il pericolo imminente.

Inizia a tratteggiare la personalità dei personaggi. La trama gli interessa poco.

Evoluzione psicologica e ideologica dei personaggi

1) La grande storia con cui i personaggi interagiscono

2)

I PROTAGONISTI PRINCIPALI:

Pier Besukof è un conte riflessivo che riflette sul significato della vita e su quella dei

- contadini, figlio naturale di un conte, riconosciuto fuori dal matrimonio, rappresentava le

idee di Tolstoj, grasso

principessa che morirà di parto, Liza, ha una leggera peluria sopra il labbro, infatti quando

- parla con il marito se ne vergogna così tanto da farle tremare il labbro superiore. Lascia un

figlio maschio

Andreij Balkonski è bellissimo, marito di Liza, è pieno di sè, è un generale, un principe

- principe Vassili, è l'ipocrisia in persona

- figlia del principe Vassili, Elen, bellissima, ammirata sempre da tutti quando attraversava

- con i suoi bellissimi vestiti i saloni con scollature profonde

Natasha Rastova,è la nuova fidanzata di Andreij dopo la morte di Liza

-

Quando Andreij e Natasha vanno dai genitori di lui, il suocera tratta malissimo lei. A questo punto

lei decide di vedere un altro uomo.

Andreij viene portato a Mosca, ma muore, senza aver sposato Natasha. Natasha torna libera.

Natasha si fidanza con Bezukof (era rimasto vedovo nel frattempo di Elen, muore di polmonite,

sarà x la sua scollatura o per il colpo di sedia che ricevette in testa dal marito per una scenata di

gelosia). Natasha si sposa felicemente con Bezukof, si ritirano nella loro villa in campagna dove

vivono felici e contenti con figli.

Nelle sue opere c'é sempre un personaggio che raffigura le sue idee. Ogni personaggio ha sempre


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Lau_94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne per l'impresa e il turismo
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lau_94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura russa II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Curletto Mario Alessandro.

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