Che materia stai cercando?

Letteratura e cinema - lezioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Letteratura e cinema con analisi dei seguenti argomenti: il rapporto tra letteratura e cinema, l'importanza della fotografia, sette punti di vista nel rapporto tra letteratura e cinema, definizione di semeiotica, Luigi Pirandello, i suoi romanzi più importanti.

Esame di Letteratura e Cinema docente Prof. G. Ferroni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nel film il regista tende a semplificare, il gioco del doppio è ridotto; non c’è una riscrittura autobiografica

della vicenda del libro.

hanno un grande rilievo nel cinema muto: Mattia, Batta Malagna, la suocera c’è un tratto di

Gli sguardi

deformazione estrema, i personaggi sono grotteschi.

Batta Malagna non è sposato, alla fine del film sembra che Mattia sposi Adriana (questa scena è tolta nella

versione italiana perché non c’era in divorzio).

Il regista ha una suggestione ironica verso il fascismo italiano: nel 1925 il fascismo restringe la libertà di

stampa. Tra il romanzo e il film il finale è diverso.

FILM:

Malagna e la madre appaiono per primi nel film, in seguito ci sarà presentata la figura di Mattia in una sorta

di ozio intellettuale, poi c’è la figura di Pomino, caricato in modo eccessivo dal punto di vista comico.

Nella scena di massa c’è il colloquio tra Mattia e Romilda, una serie di equivoci complicano la vicenda, nei

primi piani i due iniziano ad amarsi. In seguito verrà presentata la triste vita quotidiana di Mattia, alla prese

con i litigi con la suocera, attesa della nascita (nel film c’è un solo neonato), e l’inimicizia con Romilda (c’è

una sovrimpressione => sul volto di Romilda si sovrappone il volto di sua madre. Nella scena della

biblioteca ci sono molti libri e due topi che ossessionano Mattia. La morte della madre è legata alla

situazione che ella decide di vedere la figlia, la Pescatore si oppone e nasce un litigio tra lei e la zia

Scolastica (nel libro il litigio nasce perché la zia Scolastica va’ a riprendere la madre di Mattia per portarla

via con sé) mentre Mattia ride. caccia ai topi: c’è la scena dei gatti, in seguito gli viene

Nella biblioteca Mattia legge un manuale sulla

comunicata che la madre è morente: (anche la bambina sta male) c’è un movimento di medici.

Alla morte delle due Mattia decide di prendere la bambina per farla vedere alla madre: c’è una convergenza

tra le due morti.

Nella scena seguente Mattia è in treno.

01/04/2008

Visione del film di L’Herbier:

“ne pas derange” = non disturbare, affisso sulla porta di Mattia, è inserito l’elemento di Mattia Pascal come

scrittore perdigiorno.

Nel film si insiste sullo scontro di sguardi; –

Incontro Pomino (caricato grottescamente) Mattia;

Alla festa Mattia corteggia Romilda;

Vedute di San Gimignano;

Nel corteggiamento c’è un’alternanza tra la festa e la chiusura dei due nella vegetazione (insistenza sui primi

piani, perché nel cinema muto non ci sono parole).

Nascita della bambina;

Biblioteca di Siena, il bibliotecario Romitelli è una figura grottesca,

Nelle figure della zia Scolastica e della vedova Pescatore c’è la forte presenza di morte e nel contempo di

comicità.

Gli effetti di luce e ombra sono collegati alla morte della madre e a quella della bambina. Da queste due

morti si denotano delle deformazioni sul volto di Mozzuchin, in seguito c’è la fuga di Mattia => implica un

carattere comico, doppia morte, quotidianità- drammaticità.

Nel film muto è presente una forte spinta espressiva- poetica, questa tipologia di linguaggio è stata

organizzata nel cinema muto.

Mattia in treno porta con sé il manoscritto “Sulla storia della mia libertà”, nota bene un mondo polivalente e

disgregato. Il gioco della roulette è segnato dal caso e dalla morte.

Nel film Mattia butta le iniziali M.P. cucite all’interno del suo cappello per non essere riconosciuto, nel libro

butta via la fede matrimoniale. in sé l’immagine del doppio.

Il volto di Mozzuchin contiene

Capitoli I- IX => è Mattia Pascal

Dal capitolo X diviene Adriano Meis e va’ a Roma.

A Montecarlo, quando gioca alla roulette, il suo numero fortunato è il 12 (12 apostoli, 12 come metà di 6).

Egli vince 82.000 £.

Dopo aver vinto il denaro Mattia prende il treno per tornare a casa, e si ferma nella stazione di Alenga (che

corrisponde alla Albegna ligure) dove legge l’articolo sulla sua morte.

Lodoletta => personaggio che pubblica il “Foglietto” di Miragno (pag. 84)

85 c’è nell’articolo del Lodoletta una citazione dal V canto dell’Inferno di Dante.

Pag.

Capitolo VIII => Adriano Meis, nel film il nome sarà scelto in base alla presenza di Adriana, ma non c’è il

cognome. Nel romanzo il nome è legato ad una serie di giochi umoristici. Viene affermata la solitudine di

Mattia, c’è leggerezza data dal vuoto del contesto sociale, egli aspira al vuoto puro, alla libertà assoluta.

VESTE = simbolo della pesantezza sociale.

Pag. 89 => ideale della rigenerazione, del doppio. TEMATICHE: OMBRA, DOPPIO, MASCHERA,

SPECCHIO.

Nel film Milano non c’è.

=> c’è una discussione sulla sembianza di Cristo, tra un vecchietto e un giovane.

Pag. 90-91

Veronica = colei che asciugò il sangue di Cristo, figura della religione cattolica. Paneade- emorroissa =

Veronica.

Il ricominciare di Mattia è legato a Cristo e alla Veronica.

07/04/2008

Visione del film di L’Herbier:

Il capitolo IX è la peregrinazione di Mattia prima di arrivare a Roma, non è preso in considerazione nel film.

A Milano conosce Tito Lenzi con cui ha un discorso sulla incertezza/inutilità della coscienza.

Negli anni ’20 Benedetto Croce criticò l’opera di Pirandello. In questo periodo P. da’ massima opera di sé

nel teatro.

Il cinema è considerato un movimento d’immagini senza parole, in seguito cambierà.

MATTIA PASCAL ragiona sulla sua introspezione.

Capitolo XIII => Anselmo Paleari espone la LANTERNINOSOFIA (nel film non c’è)

cartolina di Roma, nel romanzo no . Roma è vista dall’aspetto

Nel film sono presenti delle immagini-

turistico, viene inserita una scena comica all’Hotel Excelsior, che nel romanzo non è presente. Nel romanzo

Roma è vista in maniera simbolica, c’è un confronto con la modernità.

La stanza di Adriano nella pensione del Paleari ha una vista di Roma dall’interno.

ROMA => ACQUASANTIERA E POSACENERE => antichità + modernità

Roma di Pirandello è opposta alla Roma de “Il piacere” (1888) di D’Annunzio.

Secondo D’Annunzio il mondo è godimento, il poeta vate, il fascino del mondo e dell’eros, egli inserisce il

nel moderno nell’idea del VIVERE INIMITABILE.

classico

Nel 1904 esce “Alcyone” (uscito realmente a dicembre 1903), D’A. si interessa al cinema dal punto di vista

storico- estetizzante, eleganza liberty.

Roma di Pirandello è opposta all’immagine imperialistica dannunziana, ma si parla di una terza Roma. D’A.

e Carducci si inseriscono in una chiave anticlericale, e fascista.

Pag. 128- 129 => discorso di Paleari è molto interessante.

All’interno del film sono presenti molti luoghi comuni del cinema muto. Tema importante è l’impossibilità

di uno stato civile.

PERSONAGGI:

Papiano => nel romanzo è il marito della defunta sorella di Adriana, e ambisce a lei. Nel film è un inquilino

come gli altri, ma con delle mire verso Adriana.

Signora Caporale => è una figura grottesca, nel romanzo è piuttosto ambigua.

Adriana => femminilità tradizionale, amore ingenuo.

Nel film è importante l’evidenza dei sogni, la seduta spiritica è caricata in maniera grottesca.

Il film ha molte incongruità, si muove verso il lieto fine al contrario del romanzo in cui il lettore non sa cosa

farà Adriana.

Il personaggio emana da sé stesso una serie di avventure che vanno al di là dell’opera di cui fanno parte.

Nelle ultime sequenze il film viene preparato al lieto fine, al contrario di quanto accade nel romanzo.

08/04/2008

Nel film il rapporto di Mattia con lo stato civile resta indeterminato, c’è inverosimiglianza.

Mattia capisce di non poter più stare a Roma e decide di suicidare Adriano Meis per tornare a Miragno.

Mattia parte, giunto a Pisa legge della morte di Adriano Meis, in seguito decide di andare da suo fratello

Roberto dove apprende del matrimonio tra Romilda e Pomino. Questo passaggio nel film non è presente.

Capitolo XV “Io e l’ombra mia” => egli si interroga parlando con la sua ombra, nel film non c’è.

Il motivo dell’ombra è importante nel romanzo, ma non presente nel film. Nel 1908 Pirandello scrive un

saggio sull’umorismo in cui parla dell’importanza dell’ombra.

Nel film è eliminato il litigio col pittore spagnolo, nel romanzo è presente il duello che farà capire a Mattia

l’impossibilità del suo amore verso Adriana.

Il nome Mattia è preso all’inizio del romanzo e arriverà come il fu Mattia alla fine, questo crea una

circolarità del romanzo. il film lì riprende in maniera perfetta, c’è una perfetta specularità tra il suicidio

Per quanto concerne i suicidi

vero e il suicidio finto.

Nell’ultima parte il film utilizza soluzioni diverse: la prima fase rispecchia il romanzo, in seguito c’è la scena

di massa, precedentemente Mattia aveva aggredito e legato Batta Malagna, infine esce da Miragno in un

tripudio collettivo.

RIFERIMENTI:

L’invenzione letteraria si confronta con la modernità- il giornale, si crea un rapporto che priva di valore la

letteratura (vedi “Il manifesto del surrealismo” di André Breton)

Nel romanzo c’è la carnevalizzazione della morte, che si inserisce nella tradizione comica carnevalesca del

rovesciamento della realtà, teorizzata da M. Bachtin. Gli elementi del romanzo sono collegati al rapporto con

la terra, il basso, la morte.

Ne “Il controdolore” di Aldo Palazzeschi il funerale è visto come qualcosa di comico.

in Italia c’è il FASCISMO che ha da poco iniziato la sua propaganda, nel film è presente il gioco

1925-1926

della figura del comiziante, c’è satira politica.

Il rilievo delle immagini è fortissimo, c’è una espressività possibile anche nel movimento della folla.

PIRANDELLO => il cinema autentico può avere espressività solo attraverso le immagini.

dell’immagine, non c’è continuità tra aspetti

Il cinema muto ha un suo codice, un suo modo di presentazione

estetici del muto e del sonoro.

L’HERBIER => La ricerca di effetto poetico è cambiata, diventando diversa

P. vuole indagare le modificazioni dell’esistenza nella macchina:

il romanzo “I QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE” sono importanti da questo punto di

vista. Serafino è un uomo solo, vive a Roma e fa l’operatore cinematografico, egli mette in luce il rapporto

tra parola e realtà, analizzando il rapporto che l’esperienza ha con la macchina; le tragedie- eventi rovinosi si

trasformano in qualcosa di calcolato con la macchina.

“Riduzione dell’esperienza a simulacro” JEAN BAUDRILLARD (filosofo francese di secondo 1900) =>

l’evento drammatico diventa un’immagine simulacro.

l’esperienza autentica e immediata viene ripresa dalla macchina. L’uso della

Il cinema per P. è come

macchina dà un’occasione di esperienza diversa.

Il romanzo “I quaderni di Serafino Gubbio operatore” precede il teatro pirandelliano. Il confronto con il

di capire che non c’è solo la letteratura.

cinema permette a P.

I quaderni danno un’immagine di modernità, anche nel Mattia Pascal c’è un interesse verso la modernità;

l’avvento del moderno cambia i connotati della vita: si pensa che la realtà naturale sia un’illusione.

“IL RISO” 1899 di BERGSON / “L’UMORISMO” 1908 di PIRANDELLO / saggio sul motto di spirito e la

sua funzione nell’inconscio di FREUD del 1905.

I “Quaderni” mostrano che l’avvento della modernità contribuisce a distinguere la realtà naturale.

SERAFINO = nome di un ordine angelico (conflitto con Cherubino => nel Paradiso dantesco si trovano

nell’VIII cielo delle stelle fisse, c’è il trionfo di Maria e dei beati), serafico veniva definito S: Francesco. Nel

in cui c’è il trionfo degli angeli.

Paradiso di Dante i serafini sono nel IX cielo primo mobile

GUBBIO = San Francesco ammansisce il lupo di Gubbio. La tigre che sbrana fa’ diventare S.G. un operatore

muto.

Il cinema è subalterno al dominio della macchina, può svelare la vita meccanizzata.

Pirandello “Il tempo perduto non si ritrova”

21/04/2008

“IL GATTOPARDO” romanzo di GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA/ film di LUCHINO VISCONTI:

la prima edizione del romanzo risale al novembre 1958 ed esce postuma, Tomasi di Lampedusa (1896-1957)

aveva scritto questo romanzo negli ultimi anni della sua vita.

E’ interessante sottolineare il legame dell’autore con due suoi allievi, in seguito diventati molto famosi:

Francesco Orlando e Gioacchino Lanza Tomasi, quest’ultimo venne adottato dal Tomasi di Lampedusa di

cui prese il cognome Tomasi.

Interessante rapporto è quello tra il Tomasi di Lampedusa e suo cugino Lucio Piccolo di Calanovella (poeta

molto particolare e strano). Quest’ultimo ricevette un premio a San Pellegrino (in Lombardia) e andò a

ritirarlo insieme al cugino, Eugenio Montale che faceva parte della giuria lì ricorda come due strani

personaggi siciliani.

1998 => Francesco Orlando scrive “L’INTIMITA’ E LA STORIA” affermando in esso che “Il Gattopardo” è

l’unico romanzo scritto da un aristocratico sulla decadenza della sua classe, secondo Orlando il romanzo è

stato sottovalutato, e nel periodo in cui uscì fu molto criticato.

“Si cambia per non cambiare” è una frase molto famosa e criticata di Tancredi.

LUCHINO VISCONTI => era un aristocratico milanese legato al P.C. (partito comunista), ebbe molte

esperienze nel filone cinematografico del Neorealismo. Tra il 1961 e il 1962 viene preparato e girato il film

tratto dall’omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa.

Il 27 marzo del 1963 c’è la prima proiezione ufficiale del film.

Parla la professoressa Bianca Concolino dell’università di Poitiers:

Il film di Visconti ottenne la Palma d’oro a Cannes. L’anno in cui fu proiettato: il 1963 è un periodo in cui in

Italia c’è il boom economico, l’importanza della comunicazione, nel contempo è anche l’anno della fine della

stagione del neorealismo. In quegli anni in Francia nasce e si afferma la NOUVELLE VAGUE, che cambia

il discorso cinematografico anche in Italia.

Il trio di registi italiani è formato da:

- FELLINI, che si interessa della dimensione autobiografica

- ANTONIONI, che si interessa della messa in crisi dei sentimenti

- VISCONTI, si interessa del realismo unito alla ricerca del bello e della perfezione formale

Occore ricordare importanti registi di quel periodo come: Petri, e Francesco Rosi (allievo di Visconti) che

denuncia le situazioni di Napoli e della Sicilia nei film: “MANI SULLA CITTA’ ” e “SALVATORE

GIULIANO: SUL PROBLEMA DELLA NASCITA”.

“IL GATTOPARDO” si situa nel 1860, e racconta i fatti dal 1860 al 1862 => nel film, il romanzo è più

ampio. Visconti decide di centrare il film in quei due anni nel passaggio dai Borboni all’unità d’Italia in

Sicilia. Egli analizza la frattura tra nord e sud. V. ha un profondo interesse per il sud (sua madre era

è importante l’IDEA DELLA FAMIGLIA, ricorrente anche in “Rocco e i suoi fratelli” e

siciliana). Nel film

in “La caduta degli dei”. Per Visconti la famiglia è la prima cellula sociale che pesa sull’individuo.

In “Senso” c’è l’appuntamento con la storia. L’Italia si confronta con una presenza estranea. Ne “Il

Gattopardo” si sottolinea il tema del TRASFORMISMO ITALIANO => soffocamento degli slanci

rivoluzionari, per questo Tancredi è un personaggio molto importante.

TANCREDI => è un personaggio che cambia, ricorda Consalvo de “I VICERE’ “ di Federico DE

ROBERTO. Egli sottolinea la crisi dei valori politici, il “traditore” della propria classe. Questo personaggio

si riallaccia alla crisi all’interno del P.C. negli anni ’60 del 1900 , crisi dovuta all’invasione dell’Ungheria da

dell’U.R.S.S., Calvino si allontana dal partito, Visconti no.

parte

IL PRINCIPE => è un personaggio che non cambia.

Il film è costituito da 4 episodi narrativi che corrispondono a 4 luoghi:

1) Maggio 1860 a Palermo => culmine della lotta tra i garibaldini e i sostenitori dei Borboni

2) Donnafugata

3) Soggiorno a Donnafugata, fidanzamento tra Tancredi e Angelica, e incontro tra il Principe e

Chevaler

4) Palermo => ballo nel palazzo, e debutto in società di Angelica

Visconti attraverso questo film rivela alcune cose di se.

Differenze tra il romanzo e il film:

- Nel romanzo gli eventi storici sono solo accennati, nel film servono da punti di riferimento per i

destini dei personaggi => combattimento per le strade di Palermo (più epico) / referendum per

l’annessione della Sicilia al resto d’Italia (più caricaturale)

- V. inserisce il film in un arco di tempo ben determinato: 1860-1862. Completamento temporale

retrospettivo di “Senso”

Modifica interna al film. Nel romanzo c’è una focalizzazione interna: il Principe vede gli eventi

- e i

personaggi poi ce lì rappresenta. In V. ci sono pochi momenti di “camera soggettiva”.

Nel film ci sono moltissimi dialoghi e pochissimi momenti di camera soggettiva. Il Principe nel romanzo è

onnisciente, nel film è umano.

ANALISI DEL FILM:

molto interessanti le carrellate: la statua in piano riavvicinato. C’è un passaggio tra interno ed esterno,

Sono

nei romanzi siciliani è presente il passaggio tra luce e ombra, messo in evidenza dal film.

Turbamento dell’euforia familiare => il Principe dà degli ordini ben precisi.

Appare Tancredi dal riflesso dello specchio dove si stava facendo la barba il Principe, tra i due c’è un legame

importantissimo. Ci sono giochi di riflessi, campo contro campo, i personaggi si muovono, mentre nel resto

del film sono molto statici.

Il Principe indica la vecchia classe aristocratica, invece Tancredi segna la transizione tra vecchio e nuovo.

Nel film i personaggi sono abituati a guardarsi nello specchio.

ATTORI CINEMATOGRAFICI: Bart Lancaster (il Principe), Alain Delon (Tancredi), Claudia Cardinale

(Angelica);

ATTORI TEATRALI : Paolo Stroppa (padre di Angelica: don Calogero), Rina Morelli (moglie del

Principe), Romolo Valli (il parroco).

Il Principe all’arrivo a Donnafugata si sente molto cambiato, l’arrivo di Angelica cambierà il destino di

Tancredi.

DON CALOGERO - ANGELICA

PRINCIPE TANCREDI

Don Calogero è ben radicato, nei piani d’insieme egli non è mai solo, c’è una condizione d’inferiorità

rispetto agli altri.

Angelica ha dei piani esclusivamente dedicati a lei.

22/04/2008

Il romanzo “IL GATTOPARDO” esce postumo nel 1958.

Elio Vittoriani non aveva voluto pubblicare l’opera per Mondatori, l’opera fu pubblicata dall’editore

Feltrinelli, una casa editrice sorta da poco.

Giorgio Bassani scoprì e decise di pubblicare il romanzo di Tomasi di Lampedusa di cui scrisse la prefazione

alla prima edizione. Lo stesso Bassani aveva incontrato il Tomasi di Lampedusa a San Pellegrino Terme.

Tomasi di Lampedusa scrisse il romanzo in un noto bar di Palermo, e il suo allievo Francesco Orlando lo

ricopiò a macchina da scrivere.

ORLANDO => critico letterario prende Freud come modello di una nuova critica letteraria/ psicoanalisi

della letteratura. Nel 1998 pubblica un libro su “Il Gattopardo”, inoltre elenca cinque pregiudizi che gli altri

critici hanno contro l’opera del suo maestro:

1) pregiudizio biografistico

2) immobilistico (cambiare tutto per non cambiare nulla)

3) ideologico

4) sperimentalista

5) regionalista

Tomasi di Lampedusa si interessò di D’Annunzio, Proust, e Flaubert.

LUCHINO VISCONTI :

della stirpe dei Visconti di Modrone, aristocratico divenuto comunista. C’è una dimensione di scavo che lo

porta all’ “autobiografia”. In V. c’è un dialogo intenso con la letteratura => popolare, in seguito intrisa di

aspetti “decadenti” ricchissima di profumi e colori.

I suoi primi film sono legati alla dimensione popolare: “La terra trema” è ripresa da “I Malavoglia” di Verga,

“Senso” ripreso da un romanzo ottocentesco di Camillo Boito.

“IL GATTOPARDO” implica il momento di supremo equilibrio:

sceneggiatori: Susy Cecchi D’Amico, Massimo Franciosi ecc… insieme allo stesso Visconti.

La battaglia è ambientata nelle strade di Palermo in zona la Calza, a piazza Sant’Euno.

Donnafugata corrisponde a Palma di Montechiaro.

Il palazzo di Donnafugata fu costruito ed allestito per il film.

Musica => Visconti è amante dell’opera per musica: Verdi, e le musiche sono curate da Nino Rota.

Le riprese partono il 4 marzo 1962.

PALMIRO TOGLIATTI fu tra i primi a vedere il film e lo apprezzò molto, soprattutto la dilatazione del

tempo nel ballo finale.

Il senso della memoria mette insieme autori lontanissimi come Proust e Verga. Il film mette in evidenza dei

nuclei figurativi, la fotografia è tecnirama, c’è grande funzionalità del colore in forte evidenza nel rapporto

tra film e romanzo. Importante il gioco tra l’interno e l’esterno. Nel film è presente il contrasto tra luce e

buio.

Gli attori di Visconti hanno una forte carica teatrale, sono fortemente caratterizzati nell’aspetto e nel trucco.

V. elimina l’ultima parte del romanzo in cui Angelica è invecchiata.

ROMANZO IN RAPPORTO CON IL FILM: è diviso in 8 parti che si presentano come stazioni separate con

un arco di tempo breve, essenziali sono le date, il tempo (misura standard di 24 h soprattutto all’inizio). Gli

eventi del romanzo segnano un lasso di tempo che va dal 1860 al 1910.

GIOACCHINO LANZA TOMASI racconta che inizialmente il romanzo doveva essere di sole 24 ore, ma

poi Tomasi di Lampedusa affermò che lui non sapeva scrivere un’opera alla “Ulysses” di Joyce.

(cinema) o analessi (letteratura). Le analessi sono pochissime, un’importante analessi

Ci sono dei flash-back

è alla parte IV: Concetta dice “caro” riferito a Tancredi come se tornasse indietro nel tempo.

TEMI DELLE OTTO PARTI DEL ROMANZO:

24 h, c’è una totale circolarità, va’ da un rosario ad un altro

1)


PAGINE

17

PESO

178.27 KB

AUTORE

ninja13

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ferroni Giulio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura e cinema

Letteratura e cinema - Il Gattopardo: dal romanzo al film
Appunto
Letteratura e cinema - I fratelli Taviani
Appunto
Letteratura e cinema - Antonin Artaud e Francesco Casetti
Appunto
Letteratura e cinema - il linguaggio verbale nel cinema
Appunto