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Storia del testo scritto

Dinastie pre-imperiali: Xia, Shang e Zhou

Esistono 3 dinastie pre-imperiali: Xia, Shang e Zhou. La dinastia Xia è citata nei testi storiografici, mentre i reperti archeologici riguardano gli Shang e gli Zhou.

Prime testimonianze di lingua scritta

Le prime testimonianze di lingua scritta in caratteri (lingua arcaica) sono state trovate nelle ossa oracolari e nelle iscrizioni su bronzo rinvenute nel sito di Anyang, nello Henan Settentrionale.

Jiaguwen

Il termine Jiaguwen si riferisce ai segni su gusci di tartaruga (sul piastrone, parte più facilmente inscrivibile) o ossa di bovino. Venivano utilizzate in contesti sacrali per mettersi in contatto con le divinità. Sono stati ritrovati più di 150.000 frammenti di ossa contenenti circa 5.000 caratteri, però il significato non è per tutti comprensibile. La scoperta avvenne in epoca moderna nei campi contadini agli inizi del 1900: in un primo momento si credeva che le ossa potessero essere utili per la farmacopea, per cui venivano grattugiate e la polvere veniva usata a scopo medico; le ossa venivano vendute come ossa di drago (longu).

Wang Yirong (letterato della dinastia Qi nonché primo grande collezionista) notò nelle iscrizioni una possibile grafia; nacque così una corsa alla riscoperta archeologica di questi testi. I caratteri riprodotti in verticale fanno pensare che fossero scritti prima su bambù, o altri supporti degradabili non pervenutici, e poi ricopiati dopo il sacrificio sulle ossa (materiale resistente al passare del tempo).

Le iscrizioni sono normalmente brevi e venivano composte dopo il sacrificio; non ci sono testi coevi che spiegano realmente come venivano utilizzati. Si tratta di testi religiosi che non hanno la finalità di ricordare la storia (non un testo storico per la sua costituzione).

Il sovrano era il sacerdote principale durante il sacrificio che veniva fatto per chiedere alle divinità o agli antenati, consigli o pronostici su quello che accadeva o riguardava la vita di corte; divinazione su ogni tipo di aspetto (battute di caccia, sogni, malattia, mal di denti). Non sempre il responso ultimo della divinazione è iscritto sulle ossa; a volte veniva riportato molto tempo dopo (esempi della dispensa). Nelle divinazioni spesso il sovrano si rivolgeva a Shang Di, ritenuto essere la divinità suprema. In realtà, siccome la lingua cinese non presuppone delle desinenze che indichino il genere e il numero delle parole, Di potrebbe rappresentare anche una pluralità di dei e non solo uno.

Numerose iscrizioni nel periodo di Wudi: veniva fatta ad esempio una divinazione sulla regina che era incinta dell’erede al trono. Alcune ossa oracolari sono dipinte di rosso; sono state scoperte alcune fosse piene di ossa oracolari. [Siamo negli stessi anni della fine del periodo miceneo]

Jinwen

Jinwen: iscrizioni su bronzi, tripodi, campane, recipienti per cibarie e alcolici usati durante i sacrifici; oggetti legati alla casata regnante, non di uso comune; segni di legittimazione del potere utilizzati dall’élite culturale dell’epoca. Appaiono nel 1250 a.C.; stesso periodo storico del Jiaguwen; scritture coeve. I bronzi contengono da 1 a 5 caratteri che specificano il donatore del bronzo ed il motivo del sacrificio. La grafia del bronzo è un po’ meno pittogramma, maggiore stilizzazione del carattere. I caratteri venivano posti sulla matrice.

Il taotie (creatura) ricorre in moltissimi bronzi ma ancora oggi ci sono alcuni dubbi sul suo utilizzo e significato; funzione apotropaica. Durante i Zhou occidentali, in particolare prima del 950 a.C. (Re Mu), si ha una proliferazione della produzione di bronzi sacrificali con o senza iscrizioni irregolari nel loro aspetto visivo. Le iscrizioni avevano diversi stili di calligrafia che avevano uno scopo decorativo. Stile calligrafico ad insetto – uccello hanno forma simile ad uccellini, utilizzato prevalentemente nelle alabarde.

Cambiamenti a partire dal Re Zhao (r. 977/75- 957 a.C.) ucciso e sconfitto in una campagna militare. Sotto il regno del Re Mu il potere non è più unicamente nelle mani della famiglia reale. La burocrazia diventa più complessa, i rituali più elaborati. Bronzi di maggiori dimensioni e con ornamenti più visibili: aumento degli spettatori presenti alle cerimonie.

Nuove iscrizioni

Nuove iscrizioni: resoconti in forma standard del cerimoniale in cui il sovrano elargiva una carica e una ricompensa appropriata allo status. Ciò che si trova scritto è quanto pronunciato nel discorso (testo fruito oralmente).

  • Forma standard in 3 parti:
  • Parte più lunga, discorso proferito durante la cerimonia di proclamazione. Presentazione di colui che riceve la carica, della sua famiglia e dei suoi meriti, seguiti dall'approvazione reale.
  • Parte più corta, il donatore dedica il bronzo, lo identifica e identifica l'antenato destinatario.
  • Preghiera espressa in stile formulaico, spesso rimata, in cui il donatore richiede la benedizione da parte degli antenati.

Presenza di rime, metrica, onomatopee: prodotto per essere recitato ed ascoltato. La retorica espressa in formule esprime un passato idealizzato. Non sono annotazioni per preservare cosa è successo ma ciò che è degno di essere ricordato: non testimoniano le sconfitte.

Aumenta l’importanza della figura dello scriba shi, che non compie l’atto dello scrivere ma dirige la produzione dello scritto e ne esegue la presentazione rituale. Lo shi, scriba o –storico-: le sue mansioni consistevano in offrire le preghiere, occuparsi della divinazione, del calendario, spiegare le calamità, leggere i comandi di governo, regolare le genealogie dei clan. Alcune di queste mansioni necessitavano la redazione di annotazioni e archivi.

Dinastia Qin

La dinastia Qin vuole unificare la scrittura: sistema del piccolo sigillo (diversi stili calligrafici a seconda delle regioni). [Oggi 80.000 caratteri, ossa oracolari Shang 5.000, 13 Classici 6.544; Shuowen jiezi (spiegazione delle grafie semplici e analisi composita dei caratteri, le categorie dei caratteri sono descritte all’interno di questo "dizionario") di Xu Shen sotto il secondo periodo degli Han. Nella sua prefazione è introdotta una storia che lega la genesi dei caratteri cinesi alla natura]

I caratteri erano veri e propri modelli = wen: prima, con gli Han occidentali, questo termine indicava il modello culturale, cioè l’insieme di regole che formano la cultura intesa come riti, musica, ornamenti ecc. Sotto gli Han orientali, invece, col termine Wen si è cominciato ad intendere il vero e proprio testo scritto conseguenza: burocrazia imperiale e sistema di esami. I caratteri/modello venendo poi combinati tra loro creavano i caratteri complessi: grafie – zi.

Iscrizione sul bronzo dello scriba Qiang: 276 caratteri disposti su 9 linee, ognuna con 15 caratteri tranne le ultime con 20. Grande accortezza dal punto di vista estetico. Il testo doveva essere visto e non solamente ascoltato.

Primavere ed autunni (771-481 a.C.)

La prerogativa reale di commissionare bronzi fu assunta dai signori feudali. La disgregazione dello stato Zhou riflessa nelle iscrizioni: colui che offre il bronzo non si riferisce più al sovrano come origine del potere ma si rivolge direttamente al Cielo. Si sviluppano stili regionali e le iscrizioni diventano più corte rivolte ai vivi più che ai morti.

Il Classico dei Mutamenti - Yijing

  • Legato agli 8 trigrammi.
  • Attribuito in epoca Han al duca di Zhou.
  • Originariamente questo testo era un manuale di divinazione – la prima parte riporta il risultato della divinazione fatta con i bastoncini di achillea.
  • Testi di epoche diverse per spiegare i fatti che la società non riusciva a spiegare.
  • Da trattato divinatorio, ampliato con commentari "dieci ali", diventa cosmologico, importante per la speculazione filosofica fino all’epoca Song.
  • Le frasi sono principalmente composte da 4 sillabe con stessa struttura che si ritrova anche nelle iscrizioni su bronzo con stile formulaico.
  • I testi sono molto critici perché sono i responsi ottenuti dalla divinazione.

[Analisi testo della dispensa: Big man=aristocratico; figura dello Junzi (nobil uomo che si comporta seguendo le norme dell’etica confuciana) tradotto però come figlio del signore quindi nuovamente nobile]

Lo strato più antico del Classico dei Mutamenti riporta termini che mostrano una stratificazione della società; stesso periodo storico della composizione delle prime Odi.

Il libro delle Odi – Shijing

Testo pre-imperiale che rappresenta il corpus più comprensivo e rappresentativo della poesia arcaica cinese.

  • L’io lirico è identificato con i sovrani e la gente comune.
  • Vengono affrontate tematiche come le celebrazioni mitologiche, amore, speranza, solitudine e disperazione.
  • La sua storia testuale è legata al mondo degli eruditi imperiali. C’è un legame stretto tra l’universo letterario della vita di corte, lettura delle poesie degli Stati combattenti e la compilazione del libro in epoca imperiale.

Gli Stati del Nord erano visti come culla della civilizzazione, mentre il Sud come uno stato barbarico secondo gli eruditi, ma le scoperte archeologiche hanno ritrovato manoscritti che affermano che la cultura si era sviluppata nello stesso modo sia al nord che al sud.

Le odi possono essere considerate epiche perché narrano la civilizzazione Zhou (testo fondativo della cultura cinese); si ritrovano eroi mitologici, culturali perché fondatori di una cultura: re Wen, re Wu, Duca di Zhou. I fondatori della dinastia sono raramente invocati nelle inscrizioni Zhou, mentre cominciano ad apparire frequentemente nelle iscrizioni del tardo periodo dei Zhou occidentali e nelle odi coeve; necessità di legittimazione del potere Zhou in un periodo di frammentazione.

All’interno delle odi che trattano degli eroi culturali si trovano concetti come Tianzi e Tianming. La poesia è caratterizzata dalla rima finale, onomatopee ed una metrica particolare; il discorso è ritmico, diretto agli spiriti e all’élite politica.

La narrazione storica delle dinastie pre-imperiali è ciclica: il re fondatore possiede tutte le virtù mentre l’ultimo viene rappresentato come un despota che viene deposto a favore di un nuovo governatore che possiede tutte le qualità necessarie per governare. Narrazioni in poesia delle gesta del re Wen (come ha ottenuto il potere, come ha ricevuto il mandato del cielo, come ha vinto i nemici).

I versi sono in 4 sillabe (generalmente). Per analizzare una poesia bisogna analizzare i distici (2 versi come unità tematica). Per contare la metrica si contano i caratteri.

La versione attuale del classico delle Odi conta 305 poesie (Confucio da 3.000 poesia ne scelse 305) datate tradizionalmente dal 1000 al 600 a.C. Nessuna poesia è attribuita ad un particolare autore, anche se si possono rintracciare parti riconducibili ai Documenti o che riflettono gli eventi storici dei Zhou Orientali.

Quello che viene narrato nelle odi non è rintracciabile in altri contesti. In epoca Han viene attribuita l’opera a Confucio in quanto le utilizzava come strumento di erudizione ma in realtà egli non ha mai composto niente di suo pugno; egli è il modello di saggio ed il primo grande "classicista" ru.

Nel contesto pre-imperiale erano inni sacrificali usati in contesti di corte come strumento di articolazione di discorsi appropriati (necessari per rafforzare le proprie opinioni) ed in particolare le "Arie degli Stati" sono la sezione più citata. Le odi erano quindi utilizzate in situazioni contingenti ed il verso o il distico estrapolato non era necessariamente legato al contenuto dell’ode di per sé. Mostrava l’erudizione di colui che era mandato a corte.

L’antologia (raccolta di poesie) è divisa a partire dall’epoca imperiale in 4 sezioni:

  • Arie degli Stati Guofeng
  • Inni minori di corte xiaoya
  • Inni maggiori di corte daya
  • Lodi o elogi song

In particolare le odi delle "Arie degli Stati" avevano bisogno di una spiegazione: in epoca imperiale vi sono delle tradizioni Lu, Qin, Han che spiegano il significato delle odi e interpretano il loro testo. [Queste tradizioni vengono soppiantate nel periodo degli Han orientali dalla tradizione Mao (Maoshi) e di conseguenza sono state perdute. Si dice che la tradizione Mao abbia salvato il testo del Classico delle Odi in seguito al rogo dei libri del 213. Zheng Xuan è il più famoso e importante commentatore dei 5 classici di epoca Han; Zhu Xi fa il commentario che verrà ritenuto come versione ortodossa per la preparazione al sistema degli esami imperiali.]

Song, gli elogi (40)

Si tratta per la maggior parte di lodi sacrificali articolate in 3 sezioni: elegie di Zhou, Lu e Shang. Mancanza di divisione in stanze, metri irregolari, quasi assenza di rime, generale mancanza di abbellimenti estetici. Ultima sezione nell’organizzazione del testo odierno ma contengono poesie più antiche cantate in occasione della fusione dei bronzi. Riflette il linguaggio dei primi Zhou occidentali con linguaggio molto breve (20-50 caratteri). [Dispesa] Qing Mao: testo come modello di inno sacrificale all’interno della sezione analizzata; si utilizzano binomi duplicativi Jiji. Richiesta di benedizione verso il Re Wen.

Da ya (31)

Testi molto lunghi (circa 100 caratteri) che narrano la civilizzazione in forma poetica, regolarità del linguaggio cerimoniale, tematiche riguardanti la fondazione della dinastia Zhou ed il suo governo (riti dei sacrifici, banchetti di corte, cerimonie di consegna di cariche, assenza della descrizione di battaglie). Nella versione corrente del corpus appaiono seguire un ordine cronologico. È riscontrabile una coerenza formale, narrativa di commemorazione ben costruite con enfasi sul Mandato Celeste e Re Wen.

L’eroe Zhou è un eroe civilizzatore e non un guerriero; si richiede ai nemici di riconoscere la grandezza morale del conquistatore e di sottomettersi a lui. La nascita della civilizzazione coincide con la scoperta di come si piantano i cereali narrato in Sheng Min (Mao 245): colei che dette vita al popolo è la madre di Houji; si tratta di una nascita miracolosa attribuita ad una divinità. Si passa da strofe che narrano la sua vita come memoria storica a quelle a carattere sacrificale in cui si ha il suo elogio e la descrizione dei cereali donati; nell’ultima parte si ha la descrizione del presente sacrificale con uno stile formulaico.

Xiao ya (74)

Stile simile ai precedenti; poesie cantate in contesto sacrificale.

Guo feng

Il Guo feng comprende 160 poesie articolate in 15 sezioni, ognuna per uno Stato Combattente. La tradizione della famiglia Mao dà una lettura storica di ogni aria. Divide inoltre le poesie in gruppi sotto il nome di stati diversi. Non una divisione geografica ma morale: le prime sezioni presentano le odi che veicolano la moralità più corretta mentre gli altri sono più svianti.

Le prime due sezioni "Zhou nan" e "Shao Nan" rappresentano la virtù morale dei primi Zhou. Le Arie di Chen e soprattutto Zheng e Wei furono criticate per la mancanza di virtù morali dei loro sovrani: fulcro della dissolutezza che svia l’animo umano.

Talvolta sembrano poesie d’amore o ballate popolari (gli ultimi studi negano in maniera totale questa provenienza) in quanto sono presenti temi come l’amore, la nostalgia dei soldati in guerra, l’asprezza della vita contadina e la satira politica.

In epoca Han c’è la necessità di individuare chi siano le persone che parlano all’interno di queste odi e dal momento che queste erano alla base di un certo tipo di erudizione era necessario scoprire il loro vero significato.

Il collegamento con l’ambiente di corte non è così preciso come quello nelle altre sezioni. Scritti dall’élite culturale dell’epoca ed il destinatario era un membro della stessa aristocrazia.

Ogni ode delle Arie ha una piccola prefazione Xiao xu che è stata posta in periodo imperiale che spiega chi sono i personaggi di cui si parla nell’ode, spiega brevemente il contenuto ed il messaggio principale: è necessaria per identificarli storicamente. Nella versione attuale c’è una grande prefazione Daxu (1 sec d.C. inclusa prima del comm. di Zheng Xuan) prima della prima ode (Guanju): attribuita a Mao Hun è un riassunto di una coralità di autori, della tradizione esegetica Mao nei confronti dell’opera poetica.

Componente musicale molto importante così come il ballo. La poesia è una risposta ad un evento che ha creato qualcosa nell’animo del poeta e deve essere ascoltata dalla società ed in particolare dall’autorità. La poesia è considerata come un testo di storia: il testo come risposta all’evento è credibile.

Fu (esposizione: descrizione di un fatto), bi (comparazione: immagine del mondo degli uomini è paragonato al mondo naturale) e xing (evocazione: immagini del mondo naturale poste all’interno della poesia per suscitare uno stato d’animo) sono come tre modi di interpretare il modo in cui sono state scritte le odi.

Metro: 4 sillabe siyan - - / - -. Lingua che trascende i dialetti, elegante e classica yayan. Poesie finalizzate alla recitazione orale. [Mao 1, Dispensa] Attrazione del personaggio verso la donna che osserva; ella è la moglie del re Wen. Diversa interpretazione tra le prime tradizioni e quella Mao. La tradizione Mao per rafforzare il fatto che quella di cui si parla è la regina fa una nota dicendo che Guan Guan è un suono armonioso mentre che il falco pescatore è un uccello che vive da solo. Vuole rafforzare il significato morale di questo personaggio femminile.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.maestrini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Baccini Giulia.
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