Bela Balázs
estratti daArte: Materia e Forma(in: Il film, 1949)
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Se ammettiamo che il contenuto, o la materia, determinano la forma, e perciò anche la forma d’arte (Kunstform), ossia il genere artistico (Kunstgattung), che è la forma artistica in generale; e se ciò nonostante riteniamo possibile versare la stessa materia in forme diverse, non resta che una via d’uscita: questa contraddizione deve nascere dal fatto che i concetti usati non sono chiari, o, in altre parole, che i concetti di contenuto e di forma non corrispondono esattamente a ciò che da un lato siamo soliti definire materia, azione, story o soggetto, e dall'altro forma d’arte (Kunstform) o genere artistico (Kunstgattung). Di conseguenza, può darsi il caso che il soggetto, la story di un romanzo, venga rielaborato per il cinema, e che ciò nonostante sorgano in entrambe le forme d’arte (Kunstformen) capolavori di eguale perfezione. In entrambi i casi la forma corrisponde esattamente al contenuto. Ma come è possibile tutto ciò? La cosa si spiega soltanto ammettendo che il soggetto, la story, è eguale in entrambe le opere, ma che il contenuto è diverso. Questa diversità del contenuto corrisponde alla forma che è stata mutata attraverso l’elaborazione.
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Bela Balázs
estratti daArte: Materia e Forma(in: Il film, 1949)
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Se ammettiamo che il contenuto, o la materia, determi-nano la forma, e perciò anche la forma d'arte (Kunstform),ossia il genere artistico (Kunstgattung), che è la forma artisti-ca in generale; e se ciò nonostante riteniamo possibile versa-re la stessa materia in forme diverse, non resta che una viad'uscita: questa contraddizione deve nascere dal fatto che iconcetti usati non sono chiari, o, in altre parole, che i con-cetti di contenuto e di forma non corrispondono esattamen-te a ciò che da un lato siamo soliti definire materia, azione,story o soggetto, e dall'altro forma d'arte (Kunstform) o ge-nere artistico (Kunstgattung). Di conseguenza, può darsi ilcaso che il soggetto, la story di un romanzo, venga rielabora-to per il cinema, e che ciò nonostante sorgano in entrambele forme d'arte (Kunstformen) capolavori di eguale perfezio-ne. In entrambi i casi la forma corrisponde esattamente al con-tenuto. Ma come è possibile tutto ciò? La cosa si spiega sol-tanto ammettendo che il soggetto, la story, è eguale in en-trambe le opere, ma che il contenuto è diverso. Questa diver-sità del contenuto corrisponde alla forma che è stata mutataattraverso l'elaborazione.
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... è necessario introdurre il concetto di «contenuto» che effettivamente determina la forma, e abbandonare quello di «materia», di quella materia grezza della realtà viva la quale non è neppure in grado di determinarne la forma, d’arte potendo essa costituire il contenuto di questa o di quella forma, giacchè non è essa stessa ancora contenuto.
Un soggetto di questo genere (ossia un contenuto) non è più un frammento di realtà, bensì un atteggiamento dinanzi alla realtà, assunto secondo la posizione di una determinata forma d’arte.
Si tratta già di una sorta di materia semielaborata, pronta per calarsi in una determinata forma d’arte. «Tema», «soggetto», story, sono già concetti correlativi, e come tali si possono scambiare fra loro: non sono pensabili isolatamente ma soltanto in unione ad altri concetti e in rapporto reciproco con loro. Vale a dire, esiste solo il tema di qualcosa, ad esempio il tema di un dramma, o il soggetto di un romanzo, o la story di un film; senonchè, tutti questi temi si possono rinvenire soltanto nella realtà, considerata dal punto di vista delle varie forme d’arte.
Ne consegue che la materia grezza della realtà viva può essere elaborata nelle più svariate forme d’arte. Però, il contenuto che determina la forma non è più materia grezza.
Esistono drammaturghi che sono soltanto drammaturghi, romanzieri che sono soltanto romanzieri. Anch’essi osservano ad artisti l’intera realtà vivente. Tuttavia essi compiono questa operazione solo dal punto di vista della propria forma d’arte: l’atteggiamento che a essi ne deriva fa parte organica della loro personalità. Per contro esistono anche poeti che scrivono in diverse forme d’arte, e che osservano la vita una volta con l’occhio del romanziere e un’altra con quello del drammaturgo. Può accadere che essi assorbano lo stesso frammento di realtà, una volta in funzione di dramma e un’altra, magari, in funzione cinematografica. In questi casi tal esso non rielaborano cinematograficamente un dramma precedente: al contrario attingono alla loro esperienza fondamentale ed elaborano la stessa materia dapprima in veste di dramma poi in veste cinematografica. Pochi, naturalmente, sono gli avvenimenti importanti della storia umana che non
abbiano già fornito materia a una poesia, a un dramma, a un poema epico o a un romanzo. Ma il fatto storico in sé è soltanto materia: non è ancora tema. La materia può ancora essere osservata e assorbita in base a diverse «posizioni», che sono quelle che corrispondono appunto alle varie forme d’arte. Un fatto si trasforma in tema quando – osservato secondo il punto di vista di una qualsiasi forma d’arte – emerge dalla molteplice, indifferenziata materia e assume la funzione di un motivo dominante. Questo tema, allora, non può più essere espresso propriamente che in una sola forma d’arte: determina, in altre parole, una forma d’arte, appunto perché da essa è stato determinato. Il tema così concepito, questo frammento di realtà (questa materia) osservata secondo un determinato punto di vista, è il contenuto che effettivamente determina la forma.
Prendiamo ad esempio un ritratto. La realtà della persona da ritrarre è all’inizio soltanto materia. La si può dipingere, disegnare, scolpire. Ma quando tale realtà venga osservata da un autentico pittore, accade che questi ponga attenzione soprattutto ai colori: per lui, il motivo dominante sarà il colore. Al punto che i colori di quella persona perderanno il semplice valore di materia e si trasformeranno in un tema pittorico, un tema che, essendo un contenuto, determina la forma. Determina la forma, e perciò la forma d’arte, la pittura. Un disegnatore vedrà nella stessa persona una serie variamente atteggiata di linee: vedrà cioè la stessa materia ma entro un altro tema artistico. Il tema sarà il contenuto che determinerà la forma d’arte, in questo caso il disegno o l’incisione. La stessa persona può ispirare anche uno scultore. Ma non si tratta, in tal caso, della stessa ispirazione, poiché qui ci troviamo dinanzi a una ispirazione «plastica». Ossia, la stessa materia ha per lo scultore il significato di un tema che si traduce in figure plastiche e che determina perciò la forma d’arte.
La stessa cosa avviene nelle forme dell’arte letteraria. Uno scrittore afferrerà l’atmosfera, la carica di Stimmung contenuta in un fatto: questo sarà il suo tema. Egli elaborerà molto probabilmente questo tema sotto forma di novella. Un altro scrittore scorgèrà nello stesso fatto un «nodo» centrale da cui non può non scaturire un problema di così po-