Letteratura Cinese Moderna e Contemporanea
Avvento della Letteratura Moderna
( N.Pesaro)
Negli ultimi decenni, grazie alle riflessioni di numerosi studiosi, c’è stata una crescita della
conoscenza della letteratura cinese moderna, attraverso dibattiti sul concetto stesso di modernità
i cui quesiti principali sono:
1. Quando avviene il passaggio dalla letteratura tradizionale alla letteratura moderna?
2. L’avvento della modernità in Cina è frutto di un lavoro autonomo (in parte stimolato dal
contatto con l’Occidente) o è il risultato di un’imposizione europea?
L’avvento della modernità in Cina è dovuto a:
Fattori endogeni → esprimere una nuova soggettività e trovare un nuovo mezzo per farlo;
1.
Fattori esogeni → confronto con l’Occidente .
Tuttavia la periodizzazione approvata dalla storiografia della RPC non tiene conto di tale dibattito
e distingue 3 periodi letterari ben definiti, strettamente correlati alla storia politica del Paese:
近代文学→
1. Letteratura Premoderna ultimi decenni dell’impero Qing;
现代文学→
2. Letteratura Moderna periodo repubblicano 1912-1948;
当代文学→
3. Letteratura Contemporanea dal 1949 ad oggi.
Gli stessi studiosi cinesi hanno però messo in discussione tale periodizzazione, parlando di
二十纪中国文学
Letteratura Cinese del 20° Sec. a partire dal 1986: i primi segni di una nuova
sensibilità si riscontrano infatti già a partire dalla seconda metà dell’800, periodo dell’incontro-
scontro con l’Occidente.
In seguito a questo periodo, gli intellettuali prendono posizione riguardo il contatto con l’Occidente:
Conservatori → non vogliono contatti con l’Occidente;
Illuminati → riflettono sulle difficoltà e sui problemi esterni ed interni della dinastia Qing
(migrazioni, ribellioni, carestie), affermando la necessità di riforme in seguito alle numerose
sconfitte nelle guerre con l’Occidente, al fine di preservare la propria indipendenza. Tra le
riforme vi è l’idea di affiancare al sapere etico, umanistico e filosofico cinese la scienza
中学为体,西学为用
occidentale, concetto che Zhang Zhidong riassume in: “ ” “La cultura
cinese è l’essenza, la cultura occidentale è lo strumento”.
Il problema da risolvere è l’insegnamento nelle scuole, che hanno come base la cultura classica; si
cerca di risolvere il problema con alcune soluzioni:
1. introdurre nozioni di scienza e tecnologia occidentale;
同 文 馆
2. fondazione a Pechino del nel 1861, un Istituto per la preparazione di interpreti e
traduttori che include una tipografia per la pubblicazione di traduzioni di opere tecniche,
giuridiche e storiche straniere;
3. fondazione a Shanghai nel 1865 di una Scuola di Lingue e di un Ufficio di Traduzioni
presso l’arsenale di Jiangwan;
4. sperimentazione dell’invio di un gruppo di studenti all’estero (in parte in USA) che avrebbe
dovuto costituire il primo nucleo di funzionari in grado di trattare con gli stranieri.
Tuttavia lo strapotere della vecchia burocrazia e l’inerzia del governo imperiale non favoriscono
gli studenti che studiano all’estero, aprono altresì le porte a quelli con un curriculum tradizionale
basato sugli studi classici.
Nonostante nella prima fase di avvio verso la modernità si cerchi di trovare delle risorse in grado
di rafforzare il Paese, solo con l’avvio della seconda fase e la fine della guerra contro il
Giappone gli intellettuali comprendono la necessità di intraprendere riforme più radicali: la
tecnica e le armi straniere infatti non bastano se la politica interna è lacerata da una classe
dirigente reazionaria e conservatrice, pertanto ci si rende conto della necessità di rinnovare la
società cinese e la struttura amministrativa, adottando sistemi di governo occidentali. 2.
I più grandi riformisti che la Cina di fine ‘800 ricordi sono Kang Youwei e Liang Qichao
quest’ultimo allievo del primo, entrambi provenienti dalla provincia del Guandong che, data la
sua posizione geografica, aveva già avuto contatti con l’Occidente.
Tra il 1895 e il 1898 Kang Youwei, conscio della difficoltà di convincere la classe dirigente ancora
rigidamente confuciana, formula un programma di riforme la cui genialità risiede nell’avere
come fondamento i classici confuciani:
1. modifica del sistema degli esami imperiali;
2. istituzione di un maggior numero di scuole;
3. sospensione della vendita di cariche pubbliche;
4. miglioramento del sistema di coltivazione;
5. modernizzazione delle forze armate.
Nonostante una prima approvazione delle riforme, conosciute con il nome di riforme dei 100
giorni, da parte del giovane e inesperto imperatore Guan Xu, l’Imperatrice Madre Ci Xi decide
dopo 100 giorni di bloccare le riforme arrestando l’imperatore e i suoi informatori e costringendo
Kang Youwei e Liang Qichao alla fuga in Giappone.
Solo dopo la repressione della rivolta dei Boxer nel 1900 l’Imperatrice Madre viene convinta ad
eseguire alcuni provvedimenti, il più importante dei quali è l’abolizione degli esami imperiali nel
1905.
Liang Qichao
Con il fallimento delle riforme dall’alto, i riformisti comprendono che il cambiamento deve partire
dal basso, cioè tramite la sensibilizzazione della popolazione. Liang Qichao ha una formazione
classica di stampo confuciano e crede nella funzione didattico-didascalica della letteratura; si
considera un conservatore, non un riformista e propone un tipo di riforme dall’alto sul modello
della Monarchia Costituzionale giapponese. Durante il suo viaggio di fuga in Giappone legge il
romanzo politico di Shibashiro intitolato “L’incontro di due belle donne”, romanzo che ha per
tema la lotta politica contro gli invasori. Proprio la lettura di tale opera lo farà riflettere e, in
seguito alla fondazione di due giornali in Giappone, pubblicherà un saggio sull’importanza di
tradurre romanzi politici per sensibilizzare la popolazione cinese alle riforme. Nel suo saggio
egli sottolinea l’importanza di scrivere romanzi politici, in quanto se al popolo si da un eroe, il
popolo si appassionerà e vorrà imitarlo. In un altro saggio di prefazione al romanzo fantascientifico
“Futuro della Nuova Cina” in cui espone il rapporto tra narrativa e popolazione, Liang Qichao
immagina che la Cina degli anni ’60 sia diventata una Repubblica con una Federazione di Stati
Indipendenti, che intraprende una guerra contro gli Stati occidentali e ne esce vincitrice, portando al
successo tutti i Paesi orientali fino a quel momento oppressi.
Egli riconosce un’importanza alla narrativa classica, ma afferma che la stessa ha avuto influenze
negative sulla popolazione: questa legge romanzi, copioni di opere teatrali, assiste a spettacoli di
cantastorie e tutto questo non è educativo: “I Briganti”, “Il Sogno della Camera Rossa”, e “Il
Romanzo dei Tre Regni” hanno come tematiche principali un’ossessione per il sesso, per le cariche
di stato, per la corruzione e per la magia (“Lo Scimmiotto”), pertanto solo rinnovando la narrativa
si può avere successo laddove le riforme hanno fallito. Per far sì che questo avvenga Liang Qichao
propone l’introduzione della letteratura giapponese ed europea attraverso le traduzioni.
Più tardi Liang si dedica alla critica sistematica di alcune opere, con importanti prefazioni e
postfazioni a libri che permettono di conoscere il pensiero di statisti e letterati.
Situazione Linguistica di fine ‘800
Alla fine del 1800 la situazione linguistica in Cina presentava le seguenti caratteristiche:
文 言
Lingua Letteraria Colta → è intesa come la vera letteratura, per poesie, saggi e
storia. Risulta incomprensibile alla maggior parte della popolazione a causa delle numerose
citazioni auliche e ridondanti; è una letteratura riservata quindi alle classi colte, la cui lingua
è utilizzata dai mandarini negli esami di stato, e si rifà pertanto alla classicità confuciana.
Lingue regionali → cantonese del Guandong, dialetti di Wo al centro e a Shanghai;
白 话
Lingua parlata → è la letteratura in lingua volgare, necessaria per veicolare
informazioni comprensibili a tutti gli abitanti della Cina, che alla fine dell’800 presentava 7
famiglie di dialetti, tra cui il dialetto Ming nel Fujian e a Taiwan. Si sceglierà la lingua dei
官话 普通话
funzionari, il (vecchio nome del ), che prende come riferimento il dialetto di
官 话
Pechino. Il movimento di riforma di fine ‘800 promuove l’uso del in ambito
economico; nello stesso periodo assistiamo all’urbanizzazione di Shanghai, che richiede
uno sviluppo dell’intrattenimento: assistiamo all’apertura di sale da ballo, di ippodromi, e
allo sviluppo del teatro classico, della prosa occidentale e dei giornali, nei quali viene
白 话 .I
utilizzato il primi giornali sono fondati da missionari a scopo propagandistico,
l’apertura del primo giornale risale alla seconda metà dell’800 da parte di un Lord inglese,
新文报
cui seguirà l’apertura del e di altri giornali che diffondono notizie per la prima volta
accessibili a tutti. Accogliendo l’appello di Liang Qichao questi giornali dedicano sezioni a
pubblicazioni di racconti di narrativa e di romanzi a puntate, assicurandosi così un gran
numero di lettori.
Le prime Traduzioni Occidentali
Durante gli ultimi anni del IX sec. e i primi del XX sec. vengono pubblicate le prime
traduzioni di classici della letteratura occidentale in uno stile letterario perfetto, senza troppe
preoccupazioni per la fedeltà al testo originale. In quest’opera di traduzione si distinguono due
scrittori: Yan Fu (1853-1921) e Lin Shu (1852-1924). Il primo, originario del Guandong, viene
inviato in Inghilterra nel 1876 a studiare scienze navali ma, rimanendo affascinato dalla filosofia
occidentale, si propone di farla conoscere ai suoi connazionali traducendone le opere più
rappresentative e contribuendo a diffonderne le teorie evoluzioniste e positiviste; la sua
traduzione di “The Wealth of Nations” di Adam Smith e di altre opere di ambito economico e
politico contribuiscono ad influenzare il pensiero cinese, tuttavia non trasmettono un’idea esatta
della filosofia occidentale perché limitate ad un ambito puramente sociologico, politico ed
economico.
Il secondo, Lin Shu, traduce per primo i capolavori della letteratura occidentale come le opere di
Shakespeare, di Dickens, di Scott, di Dumas, di Cervantes, di Tolstoj e di Hugo; la sua attività è
prodigiosa in quanto si calcola che abbia tradotto circa 171 opere senza conoscere una sola
lingua straniera, servendosi di interpreti che traducevano oralmente dall’originale mentre egli
trascriveva il tutto in un cinese impeccabile. Pertanto con un simile sistema di lavoro le sue
traduzioni risultano ben poco fedeli, tanto da essere considerate delle parafrasi o addirittura dei
rifacimenti.
In questo periodo di fermento letterario si vengono tuttavia a collocare due problemi:
1. Traduzioni non fedeli → alcuni traduttori, in particolare Yan Fu, vengono accusati di
manipolazione delle opere per seguire quanto detto da Liang Qichao: si evitano messaggi
che potrebbero non essere graditi al pubblico, i traduttori inseriscono i loro commenti nei
testi e cambiano i titoli delle opere al fine di suscitare riflessioni sui lavoratori cinesi, sulla
minaccia dell’espansione occidentale e sull’estinzione della razza cinese. Nei romanzi
d’amore vengono eliminate le parti non conformi all’ideologia confuciana, e i traduttori
si giustificano affermando di non avere a disposizione la versione integrale dei romanzi.
Lin Shu è l’unico traduttore ad operare delle traduzioni integrali, pertanto viene
condannato dalle èlites letterarie per la mancanza di pietà sociale: le relazioni in Occidente
non si basano su un principio gerarchico come in Cina, in Occidente si sciopera, e in Cina
la presa di coscienza di tali differenze minaccia l’ordine pubblico.
2. Contraddizioni dell’uso della lingua → malgrado il fruitore delle opere di traduzione sia
un pubblico non colto, la lingua più utilizzata è la lingua classica, per dare dignità ai
romanzi. I romanzi occidentali vengono tradotti in terza persona (nell’originale sono scritti
in prima persona) poiché i romanzi classici e le opere storiche cinesi sono tutti scritti in
terza persona. L’affiancamento alle opere storiche ha una strategia ben precisa: le opere
storiche sono molto amate dai cinesi, perché raccontano gesta di personaggi realmente
esistiti le cui storie possono essere d’insegnamento. Inoltre, per far accettare i romanzi, i
traduttori tendono a mitizzare gli autori occidentali, mentre gli autori di romanzi in Cina
non godono di alcun tipo di prestigio.
Nella prima decade del 1900, grazie alle spinte dei traduttori e ad esigenze interne, i romanzi
iniziano ad avere successo in Cina; compaiono le prime novità, nuove tecniche narrative e viene
introdotto il genere fantascientifico per scopi politici (per una Cina di successo è importante l’uso
della scienza). L’autore più tradotto in assoluto è Conan Doyle, autore di “Sherlock Holmes”: il
protagonista del romanzo si basa su prove scientifiche per risolvere i suoi casi (da qui si da avvio al
genere poliziesco cui Qu Xiaolong si ispirerà nei suoi romanzi). L’utilizzo della terza persona fa sì
che nel racconto ci sia più soggettività e più attenzione verso i personaggi, vengono introdotti
strumenti narrativi nuovi come la suspance, il flashback e i salti temporali, le storie sono narrate
in maniera lineare e i personaggi appartengono a nuove classi emergenti, provengono da realtà
costiere, popolate da persone venute dalle campagne o da studenti recatisi all’estero per studiare le
nuove scienze.
Già dagli ultimi anni della dinastia Qing vediamo una grande influenza del romanzo occidentale
sulla letteratura cinese, sia per la scelta dei temi, preferibilmente ispirati a problemi di carattere
老残游记
sociale, sia per lo stile: ciò appare evidente in un romanzo del 1906: il “Lao Can youji”
(Storia dei viaggi di un vecchio rifiuto) di Liu E (1857-1909). L’autore è un giornalista, un uomo di
grande cultura studioso di matematica e scienze occidentali che in seguito diviene un medico. I
violenti attacchi politici sferrati ai suoi avversari nel romanzo determinano la sua rovina: accusato
ingiustamente di commercio illegale di grano, viene bandito in una lontana regione dove poco dopo
muore. L’opera si apre con il sogno del protagonista, un medico itinerante, che vede in mare una
nave che sta affondando, le offre gli strumenti tecnici per salvarsi, eppure la nave li rifiuta. Il sogno
ha un valore simbolico, critica la burocrazia ed il conservatorismo delle classi dirigenti in uno stile
semplice ed elegante, che concede poco posto alle illusioni letterarie e ai classicismi; importanza
predominante è data ai numerosi passi descrittivi, seguendo le tecniche narrative dei romanzi
occidentali.
Wu Woyao (1867-1910), il cui pseudonimo è Wu Jiaren, è l’autore del romanzo “Jiuming qiyuan”
(La strana ingiustizia dei nove delitti); l’opera raccoglie una serie di delitti effettivamente commessi
nel Guandong, raccontati un uno stile totalmente estraneo alla tradizione cinese: l’autore anticipa
già nel 1° capitolo la descrizione di eventi che sarebbero comparsi solamente nel 16° capitolo.
Opere Letterarie del primo ‘900 新
I numerosi appelli di Liang Qichao trovano espressione nel periodico da lui fondato a Yokoama
小说 nel 1902. La prima uscita di tale periodico contiene un saggio sul rapporto tra il romanzo e
il governo delle masse, in cui Liang afferma la funzione didascalica della narrativa,
riconoscendole una precisa funzione per l’edificazione politica e morale.
Nel primo decennio del 1900 vi è una risposta all’invito di Liang alla letteratura impegnata, con la
pubblicazione di decine di romanzi di denuncia qianze xiaoshuo che mettono a nudo la corruzione
e il degrado di vari strati della popolazione a partire da quelli più alti. Tra questi possiamo
identificare 3 capolavori:
1. “Ershi nian mudu zhiguai xianzhuang” (Stranezze degli ultimi 20 anni viste con i propri
新小说
occhi) di Wu Woyao, pubblicato a puntate sul tra il 1903 e il 1910, diventa un caso
letterario perché, costruito come un romanzo di formazione al negativo, narra delle
peripezie di un giovane che cerca di mantenere la propria integrità morale che, alla morte del
padre, si trova a doversi confrontare con un mondo guasto.
官 场 现 形 记
“
2. Guanchang xianxing ji” (La situazione odierna del mondo burocratico) di
Li Baojia, il cui tema, molto amato in questo periodo, è quello della corruzione dei
funzionari statali. Il romanzo denuncia l’ambizione smodata dei funzionari di ottenere le
cariche imperiali e la loro tendenza ad avere più concubine in base all’avanzamento della
loro carriera. L’inefficienza degli esami di stato è un tema che viene messo in evidenza nel
romanzo, quasi ad anticipare quella che sarà la loro abolizione due anni dopo, nel 1905.
孽海花
3. “Nie Hai Hua” (Fiori di un mare di peccato) di Zeng Pu mette in scena le vicende
di Fu Caiyun, l’alter ego della figura di Jinhua, una cortigiana che libera le donne sposate
dalle norme di buon costume e che accompagna un ministro dei Qing in un viaggio in
Europa, muovendosi con spregiudicatezza negli eventi socio-politici nazionali ed
internazionali. Fu Caiyun passerà da cortigiana ad essere considerata un’eroina nazionale.
恨海
Per quanto riguarda le altre opere in lingua vernacolare, &ld
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