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Letteratura cinese

I più antichi frammenti di cinese scritto sono iscrizioni su ossa oracolari che risalgono al regno di Wuting

(1120-1180); penultimo regno della dinastia Tali iscrizioni, intagliate in gusci di tartaruga o scapole

Shang.

di pecora, venivano usate a scopo divinatorio. Periodo neolitico: solo grafie singole molto semplici, no vere

e proprie iscrizioni. Non sono concepiti come messaggi da tradurre.

viene scoperta la tecnica divinatoria della “piromanzia” o tecnica “osteomantica”, che

PERIODO SHANG:

consisteva nell’applicare del fuoco ai resti di ossa di animali (si usano solo le ossa di bovino; vengono

preparate e vi viene poi applicato il fuoco). Con gli compare anche l’uso dei gusci di tartarughe

Shang

(anche durante i e inizia la pratica di incidere sul supporto stesso il testo della divinazione. Tra le altre

Zhou)

pratiche c’erano : la “scapulomanzia” (scapole di varie dimensioni) e la “plastromanzia” (con i gusci di

tartaruga). Le iscrizioni del periodo sono rimaste nascoste sotto terra per moltissimi anni (zona di

Shang

Anyang). Sono stati ritrovati gusci da contadini che hanno iniziato a commercializzarli come “ossa di drago”,

triturati in polvere finissima e usati come farmaco. Dal 1889 in poi inizia la decifrazione di ossa oracolari.

Con gli sono state ritrovate anche iscrizioni non oracolari, usate come “esercitazioni”. C’erano anche

Shang

iscrizioni riguardanti la caccia. Poi ci sono le iscrizioni sul bronzo, risalenti al periodo Zhou (1126-774 a.C.).

I disegni più arcaici sono i PITTOGRAMMI: disegni stilizzati e di entità materiali visibili (sole, luna, stelle,

volta celeste, arcobaleno, montagna, fiume, cereali, miglio, riso, drago). Gli animali a 4 zampe sono tutti

messi in piedi. La rondine è un uccello importantissimo per la Cina antica. Oltre agli animali ci sono le parti

del corpo e gli strumenti utilizzati nella caccia e nella vita quotidiana. INDICATORI=sono quei caratteri che

servono per indicare qualcosa che non si potrebbe rappresentare. Gli IDEOGRAMMI= sono dei composti

logici che indicano un insieme di elementi (a volte uguali). La donna è sottomessa quasi sempre

(=raffigurata in ginocchio); è in piedi, invece, durante il parto. Durante il periodo erano molto ridotti i

Zhou

contenuti delle iscrizioni= poche informazioni storiche e culturali: data e luogo dell’evento, breve

descrizione dell’evento, lista di premi ricevuti, elogio nei confronti del re; prevalentemente si occupano di

storia militare. Si hanno anche ritrovamenti di EPIGRAFIA= iscrizioni sulle pietre. Le più antiche sono quelle

Sono state ritrovate anche

ritrovate in epoca ma risalenti al settimo secolo a.C. nello stato di

Ming, Qin.

iscrizioni sul bambù risalenti al periodo degli stati combattenti.

Dal secondo o terzo secolo a.C. circa venne a evolversi una lingua scritta a se stante- (significa

wenyan-

lingua dei testi, sviluppatisi durante la dinastia Han Occidentali, è il cinese classico utilizzato per gli scritti.)

Baihua: significa lingua semplice, indicava la lingua parlata dell’epoca, quindi il dialetto della zona. Quasi

tutti i testi in baihua precedenti al ventesimo secolo appartengono alla letteratura d’intrattenimento,

benché ci siano delle eccezioni.

Liu Shu: sei categorie di segni scritti (pittogrammi, ideogrammi, ideogrammi composti, caratteri in prestito,

composti fonetici, classe della “definizione reciproca”).

( o lingua nazionale) indica il cinese moderno standard. È una specie di guanhua (lingua

Putonghua: guoyu:

dei funzionari) arricchito di innumerevoli termini moderni e espressioni nuove.

Antichissima fonte sono le iscrizioni su bronzo che risalgono alla dinastia dei Zhou Occidentali. Il

procedimento più comune era quello di scrivere caratteri con inchiostro e pennello su strisce di legno o

bambù, o su pezze di seta, ma poiché tali materiali sono più deperibili del bronzo, i documenti più antichi

conservatisi tra quelli in legno e seta risalgono al secondo o terzo secolo a.C.

Il pennello da scrittura sarebbe stato inventato nel 209 a.C. , ma i reperti archeologici dimostrano che

doveva essere in uso già molto tempo prima dell’epoca Meng Tian. L’inchiostro tradizionale cinese è un

amalgama di fuliggine e colla.

La carta (zhi) non è del tutto chiaro quando e dove fu inventata. Inizialmente era usata come materiale di

imballaggio prima di subire i miglioramenti necessari per renderlo adatto alla scrittura. La carta da scrittura

si diffuse nel primo secolo d.C. L’utilizzo della carta determinò un enorme aumento nel numero e nella

varietà di testi conservati. Furono compilate le prime antologie, e si cominciò a riflettere sul ruolo e sulla

natura della letteratura , il che alla fine sfociò nei primi scritti cinesi sulla letteratura.

Il Buddhismo svolse un ruolo rilevante nell’invenzione della stampa per via della grande importanza che

attribuiva alla riproduzione delle scritture. Il più antico esemplare a stampa pervenutoci risale all’ottavo

secolo; nel nono secolo la stampa si diffuse e nel decimo le autorità governative commissionarono la prima

stampa di una serie completa di classici. In Cina il sistema di stampa a blocchi rimase generalmente in uso.

La prima descrizione del processo appare nelle di si dice che il procedimento sia

Mengqi bitan Shen Gua;

stato inventato da un certo Sorsero degli editori-stampatori commerciali e si iniziò ad avere un

Bi Sheng.

crescente mercato di letteratura d’intrattenimento, dapprima in ma in seguito anche in lingua

wenyan

parlata. Nel 1875 circa furono introdotte in Cina le tecniche occidentali di stampa meccanizzata e tra il 1875

e il 1920 fu introdotto l’utilizzo della litografia.

la classificazione dei testi: la letteratura doveva essere VERA, cioè una descrizione fedele della situazione

morale e dei sentimenti che evocava. In cinese, il termine più generale per il concetto di letteratura è wen,

il quale assume una vasta gamma di significati. Il testo stesso ha una struttura e un ordine interni, in quanto

rappresentazione del Pertanto la letteratura non può che essere didattica.

li.

–la i migliori tra tutti i testi sono i Classici. Tutta la letteratura rimanente è considerata

letteratura alta:

come la continuazione della tradizione dei Classici, per forma e contenuto. I Classici, le Storie e i Filosofi

costituiscono tre delle quattro categorie principali. Nel caso della quarta categoria, quella dei ji o Raccolte,

l’idea di continuità con i classici è un po’ meno ovvia. Tutta la poesia era considerata come una

continuazione dello Shijing e tutte le forme di prosa breve vengono fatte risalire a un prototipo contenuto

in uno dei Classici.

–i con il termine Cinque Classici si intendono lo (Libro dei

Cinque Classici e i Quattro Libri: Shujing

documenti)o Shanshu (augusti documenti), lo (Libro delle odi) o Maoshi (odi nella versione di Mao

Shijing

Heng e Mao Chang) = è la più antica antologia politica. È composto da 305 odi divise in 4 sezioni : guofeng

(arie degli stati) formato da 160 “arie” da 15 stati della cina centro-settentrionale; xiaoya (odi di corte

minori), daya (odi di corte maggiori) e song (inni ancestrali). Lo (Libro dei mutamenti), il

Yijing Chunqiu

(Annali di primavere e autunni) e i (Riti). (tre Classici inerenti al rito)= tre opere completamente

Sanli

Li

diverse tra loro, l’unico punto di contatto è il li nel nome: (1) Il (riti dei Zhou) o Zhouguan (istituzioni

Zhouli

dei Zhou) è un’opera costituita da sei libri ed è il più misterioso; era sconosciuta fino al secondo secolo a.C.,

quando compare in scrittura arcaica. È un’opera strana/monca, divisa in sei sezioni che descriveva nei

minimi particolari le forme di governo della dinastia Zhou, è un vero e proprio manuale. Libri: 1- tianguan

(ministero del cielo), guidato dal primo ministro, era il più vicino al sovrano, fissava regolamenti e statuti,

promulgava leggi, controllava la burocrazia e l’economia. 2- Diguan (ministero della terra), guidato dal situ,

provvede all’edificazione morale e culturale, controlla la correttezza delle transazioni commerciali. 3-

Chunguan (ministero della primavera), guidato dal zongbo, gestiva la sfera rituale e divinatoria;

comprendeva una equipe divinatoria che si occupava di: plastreomanzia, oniromanzia, achilleomanzia, e

analisi del cielo. 4- Xiaguan: guidato dal sima, gestiva l’esercito e le questioni militari. 5- Qiuguan (ministero

del autunno) guidato dal sikou, curava l’amministrazione della giustizia. 6- Dongguan (ministero

dell’inverno), gestiva le attività legate al mondo delle arti e dei mestieri; la sezione originale è mancante, è

sostituita da un testo di contenuti affini: Kaogong ji (memorie e approfondimenti su arti e mestieri).

Quest’opera avrebbe dovuto consistere di 360 ministri equamente divisi per i 6 ministeri. Si tratta di

un’opera del terzo/quarto secolo. (2) lo (cerimoniale) o Shili (cerimoniale per gli shi). Questo

Yili

cerimoniale era riservato alla categoria degli shi (i cavalieri= coloro che appartenevano al ramo più basso

della nobiltà). 56 mila caratteri, 17 capitoli/libri e 2 sezioni: la prima sezione (capitoli 1-10) per le cerimonie

e le feste religiose; la seconda (capitoli 11.17) per i cerimoniali del lutto. Questo libro fornisce una

descrizione maniacale di tutto quello che dobbiamo fare in queste cerimonie, passo dopo passo. Testo

standardizzato in epoca Han (secondo secolo a.C.). (3) il (memorie sui riti), 49 libri, 99 mila e 20 caratteri.

Liji

Contiene il carattere ji= in origine non era un classico. Questo è il più eterogeneo tra i 13 classici. È

composto di 46 trattati indipendenti, tre dei quali sono divisi in due, per un totale di 49 libri. È un’opera

nata in margine e poi, ufficialmente in epoca Tang, inserita tra i Classici. Sono trattati diversissimi tra loro

per struttura, contenuto, stile… all’interno ci sono note esplicative di termini tecnici: es. Yueji (memorie

sulla musica), conserva qualcosa al suo interno del perduto trattato sulla musica. Quest’opera contiene due

capitoli importanti: Daxue (capitolo 42) e il Zhongyong (capitolo 31) che nel 1190 a.C. (Song) furono

estrapolati dall’opera e resi indipendenti. Poi con il e il

Lunyu Mengzi divennero i “Quattro Libri”, i quali

sintetizzavano il pensiero confuciano a rappresentavano tutto ciò che si doveva sapere per diventare

funzionari dello stato.Gli altri Classici sono: Il ( unico che compare tre volte, ogni volta

Chunqiu

accompagnato dai prorpri commenti, nei 13 Classici), annali “primavere e autunni” per indicare le quattro

stagioni. Opera di circa 17 mila/18 mila caratteri =molto breve, che riporta in modo molto stringato gli

eventi relativi agli ultimi 13 duchi di Lu (dal duca Yin al duca Ai 722-481 a.C.). stile stringatissimo, registra

un’ampia varietà di eventi, ambasciate, campagne diplomatiche, battaglie… in epoca Han ne circolavano tre

versioni diverse: 1- in undici capitoli; e due in tredici capitoli. Tra il terzo e il quarto secolo sono stati

risistemati e gli è stata data la forma che ha oggi. Il il (attribuito a Zuo

Sanzhuan, Zuo zhuan

Qiuming/Zuoqiu Ming di Lu, quinti secolo a.C. Copre il periodo dal 722 al 468/453 a.C. dal duca di Yin al

duca di Dao). Il attribuito a Gongyang Gao (quinto secolo a.C.; Qi/Lu) codificato da Humu

Gongyang zhuan,

Sheng ed elevato a Classico intorno al 150 a.C. Il attribuito a Guliangzi; elevato a Classico nel

Guliang zhuan,

51 a.C. Il (dialoghi di Confucio), lo (classico della pietà filiale), composto da 18 libri e 1903

Lunyu Xiaojing

caratteri, è il più breve di tutti i 13 Classici. È l’unico che ha sempre avuto il carattere jing nel titolo. È un

testo del quarto secolo a.C. Forma: serie di insegnamenti impartiti a questo importante discepolo Zhengzhe

(testo vagamente dialogico). Testo obbligatorio per gli imperatori e gli eredi al trono. Era accompagnato da

un commenti scritto dall’imperatore stesso. La pietà filiale in questo libro si capisce che è un valore

universale. Lo (avvicinamento dell’eleganza) in 19 capitoli e circa 12 mila caratteri, non è mai stato

Erya

tradotto. Nell’800 era chiamato “ the ready rectifier”, nel 2002 “approaching refinement”. È un’opera

lessicografica (=una raccolta di termini) tradizionalmente attribuita al Duca di Zhou; contiene materiali

databili fra il terzo e il secondo secolo a.C. Può essere divisa in due parti asimmetriche; i primi tre libri fanno

un po’ storia a se e sono una raccolta di liste di sinonimi e di glosse esplicative di caratteri tratti da varie

opere. Riguarda soprattutto caratteri rari e specifici. La sezione che va dai capitolo 14 al capitolo 19 è più

variegata. Comprende glosse da una decina di opere; è diviso in più argomenti: da alcuni è considerato

l’antenato dell’enciclopedia. Il opera di Mencio. Le date di composizione dei testi vanno dal

Meng Zi,

decimo al primo secolo a.C. Contengono materiali assai diversi dal punto di vista cronologico, geografico,

intellettuale e stilistico. In totale 13 Classici. La categoria bibliografica dei Classici include inoltre una lunga

sequela di relativi commentari, sub-commentari, esegesi e studi. Nel neo-confucianesimo venne attribuita

un’importanza speciale ai e divenne consuetudine parlare di “Quattro Libri e Cinque Classici.

Sishu,

Dopo l’epoca Han la maggior parte preferì il commentario, la lettera o il saggio. Dal secondo secolo d.C. in

poi le forme letterarie scritte con maggior frequenza erano la poesia e le prose brevi, entrambe classificate

come Raccolte. La storiografia fu principalmente responsabilità del governo. Risale al periodo Han orientali

(175-183 a.C.) la prima versione dei classici su lastre di pietra, esposte al pubblico. Secondo l’attribuzione

tradizionale sono ripartiti in ordine cronologico. 1815: edizione definitiva dei 13 classici con commento e

sotto-commento. testi che siano sia menzogneri perché gli eventi che descrivono non sono

letteratura di intrattenimento:

mai realmente accaduti o perché il ragionamento su cui si basano è assurdo. La narrativa è condannata in

quanto è fuorviante e incita alla corruzione morale. Sono ammessi aneddoti, miti, saghe e leggende solo

quando è possibile presentarli come realmente storici. Una storia chiaramente inventata andava letta come

allegoria d’attualità. Gli autori continuavano a basare il loro lavoro sostanzialmente sulle storie esistenti,

per quanto fosse libero il loro modo di ri-raccontarle. Dal secondo secolo d.C. in poi, la letteratura andò

crescendo sempre più, e dopo l’avvento della stampa e del boom economico del sedicesimo secolo, la sua

crescita fu davvero esplosiva. (“appunti a pennello”) sono raccolte di brevi annotazioni su una gamma

Biji:

praticamente illimitata di soggetti, a seconda dell’interesse e dell’umore dell’autore. I abbracciano

chuanqi

una grande varietà di soggetti, ma quasi sempre includono l’amore e il soprannaturale, spesso in

combinazione. All’interno della letteratura d’intrattenimento si può tracciare una distinzione tra i testi

scritti per essere letti e quelli destinati alla rappresentazione. I testi teatrali più antichi giunti fino a noi

risalgono al tredicesimo secolo. Le ballate narrative (shuochang più antiche esistenti sono

wenxue)

dell’ottavo. La letteratura d’intrattenimento non era identica alla letteratura popolare. Le varie forme di

letteratura d’intrattenimento avevano estimatori di diverse estrazioni sociali; solo persone con un certo

livello di alfabetizzazione erano in grado di leggerli o scriverli.

Periodo e regno di

Qin, Han Wang Mang.

i sovrani più antichi disponevano di storici di corte che registravano parole e azioni del

La prosa storica:

regnante. L’oggetto principale della storiografia erano le alterne vicende riguardanti il sovrano e la sua

amministrazione.

PROSA STORICA

LO libro dei documenti, noto anche come Shangshu, è il più antico esempio di storiografia cinese

SHUJING:

giunto fino a noi. È costituito da 50 testi ordinati secondo la cronologia degli eventi ai quali si riferiscono.

Molti sono in forma di discorsi rivolti ai sacri sovrani nella remota antichità o nei primi anni della dinastia

Zhou. L’ultimo testo si riferisce ad un evento accaduto nello stato di Qin nel 626 a.C. Tra i testi a noi giunti

18 sono certamente falsificati, 4 sono in dubbio. La maggior parte di questi tratta di eventi della dinastia

Xia/Yin. Nel secondo secolo d.C., in seguito al rogo dei libri, si conosceva l’esistenza di 28 libri soltanto, i

quali potevano essere divisi in due gruppi. Il primo comprendeva i testi che si riferivano alla storia agli inizi

della dinastia Zhou. Il secondo, i testi associati ai sacri sovrani dell’antichità remota ma di fatto databili

principalmente tra il quarto e il terzo secolo a.C.; tratta di argomenti come il governo, la giurisprudenza o il

sovrano ideale e contiene una descrizione geografica del mondo cinese antico. Il linguaggio è conciso e in

più punti difficile. Due scuole filologiche rivali nel periodo Han: nella versione ha 28/29 capitoli, nella

Jinwen

versione guwen 58 capitoli. Entrambe le versioni sono divise in quattro sezioni: prendono il nome da 3

dinastie.

IL : è cronologicamente l’opera successiva. È una cronaca dello stato di Lu che copre il periodo

CHUNQIU

dal 722 al 479 a.C. Riporta gli eventi importanti di Lu in ordine cronologico. Comprende gli accadimenti

principali negli altri stati che avevano una certa importanza per Lu. Lo stile delle annotazioni è succinto.

Poco dopo che la compilazione del fu terminata si diffuse la credenza che fosse stato scritto da

Chunqiu

Confucio stesso. Si pensava che Confucio

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.lc23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Fracasso Riccardo.
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