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Il paese e le genti

Il paese, che noi occidentali, chiamiamo “CINA”, viene chiamato dai suoi

abitanti col

nome di “ZHONGGUO” (STATO CENTRALE). Questo è il termine che risale

alla più

remota antichità quando indicava:

- In senso più stretto i domini del sovrano, contornati da quelli dei

feudatari

- In senso più lato, tutto l’impero circondato dai barbari

Infatti in Cina vi è una visione sinocentrica il SINOCENTRISMO si

riferisce all’antica

idea che la Cina era il centro culturale del mondo

Non è fisso, ma è un CENTRO MOBILE capace di

adattarsi ad ogni situazione e mantenere l’armonia.

Il sinocentrismo ha determinato in Cina CONFINI CULTURALI e quindi

differenze tra il

mondo civile (= CINA) ed i diversi, i nomadi, i barbari.

Il nome Cina deriva da quello della dinastia Qin (221-207 a.C.), la quale

unificò con

forza tutto il paese, trasformandolo da un’accozzaglia di stati feudali

perennemente

in guerra tra loro in un grande IMPERO UNITARIO.

La Cina propriamente detta presenta dei confini naturali ben definiti:

- A ovest e a sud-ovest i monti del massiccio tibetano

- A sud la pianura del Fiume Rosso, che la separa da Vietnam

- A est il Mar Giallo

- A nord la pianura manciuriana e il deserto di Gobi

Tre grandi fiumi: Fiume Giallo, Fiume Azzurro, Fiume Occidentale la

dividono in

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senso orizzontale in tre parti: settentrionale, centrale e meridionale. I tre

fiumi

scorrono tutti da Occidente verso Oriente e hanno all’inizio un corso

precipitoso, che

diventa lento e tranquillo quando il fiume arriva in pianura.

Le differenze che esistono fra le parti in cui si divide la Cina si riscontrano

anche nella

notevole varietà di carattere della popolazione cinese.

-I cinesi del nord sono alti, robusti di carattere posato e grave

-I cinesi del centro sono svelti, furbi, emotivi

-I cinesi del sud, di corporatura gracile, sono di carattere più chiuso

LA LINGUA

In tutto il territorio vengono parlati diversi idiomi, tanti quanti sono i

gruppi etnici che

lo abitano. Oltre al cinese, che è la lingua del gruppo etnico più

numeroso, quello

degli Han, sono diffusi il mongolo, il tibetano, il mancese…

Quando si parla di lingua cinese è necessario distinguere tra lingua

“parlata” e lingua

“scritta”.

La Cina Antica viene erroneamente identificata con il termine IMPERO il

quale appartiene alle tradizioni dell’altro emisfero del mondo. In cinese il

天 下

termine che viene utilizzato è TIAN XIA  “ SOTTO IL CIELO”. Infatti

天命

uno dei valori simbolici più importanti era il MANDATO CELESTE

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Ovvero il concetto di sovranità utilizzato per legittimare le dinastie

regnanti, che secondo questo principio, erano investite

meritocraticamente dal cielo, che tuttavia poteva destituire un sovrano

corrotto e ingiusto, trasferendo il mandato a chiunque se ne dimostrasse

più degno. L’imperatore aveva il ruolo di mantenere un’armonia a livello

sociale, ma anche a livello emisferico, naturale. In caso si fossero

verificate rivolte, situazioni di malcontento generale o anche catastrofi

naturali o cataclismi, questo era interpretato come un segno della revoca

al mandato, in favore di chiunque fosse stato in grado di dominare

Anche un contadino poteva mettersi a capo di un gruppo rivoluzionario e

dimostrare di essere in grado di governare e quindi di possedete il

mandato celeste.

Nella storia cinese è fondamentale una data: quella del 221 a.C. Prima di

allora la Cina era divisa in tanti stati feudali, i quali combattevano fra loro

guerre sanguinose. Quest’epoca detta degli “STATI COMBATTENTI” fu un

periodo di grande fermento spirituale, caratterizzato da una straordinaria

attività filosofica e artistica. Le guerre fra i vari stati feudali ebbero

termine quando uno di essi, lo stato di QIN, sconfisse l’ultimo avversario e

unificò la Cina in un grande impero.

Durante la sua lunga storia l’impero cinese ha conosciuto epoche di

splendore ed epoche di decadenza. Furono epoche di splendore quelle

delle dinastie QIN, HAN, TANG, SONG e MING, durante le quali la Cina fu

governata da un solo imperatore e le lettere e le arti fiorirono in modo

particolare. Furono invece epoche di decadenza politica e culturale quelle

dette dei tre regni e delle sei dinastie, durante le quali gli imperatori

cinesi regnarono su una parte soltanto della Cina e dovettero lottare

contro gli invasori barbari.

Secondo una tradizione leggendaria cinese, l’universo sarebbe stato

originariamente un uovo che conteneva un embrione di uomo. La parte

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superiore del guscio divenne il cielo, quella inferiore la terra e l’embrione

un gigante, chiamato Pangu. Un giorno il gigante morì.

Le sue membra si trasformarono in montagne, i suoi occhi divennero la

luna e il sole, i suoi capelli formarono le foreste, il suo sudore si cambiò in

pioggia, il suo respiro in vento e la sua voce in tuono. Infine i parassiti del

suo corpo si trasformarono in esseri umani.

Un’altra leggenda racconta che i mondo era di forma quadrata e poggiava

su quattro colonne. Una divinità chiamata Nuwa si accinse alla sua

ricostruzione e quando terminò cominciò a creare uomini servendosi di

argilla. Una volta creata l’umanità una lunga serie di reggitori si susseguì

per migliaia di anni

L’ORIGINE DELLA SCRITTURA CINESE

Attorno al 1200 a.C. durante la dinastia SHANG si affermarono le prime

forme di proto scrittura, piuttosto avanzate sia nella forma che nei

contenuti. Ci fu un passaggio da una rappresentazione pittografica ad un

codice alfabetico composto da segni. Tra le varie forme di proto scrittura

ci sono le tracce presenti nei gusci di tartaruga risalenti al 3000 a.C che

però non sono considerate attendibili. Dal 2000 a.C con la nascita della

dinastie ereditarie, vi è un cambiamento importante:

- inizia L’ETA’ DEL BRONZO (materiale probabilmente importato perché

questa era si sviluppò successivamente all’occidente)

- il bronzo ricoprì un ruolo determinante nella società cinese, poiché favorì

la crescita della produzione di vasi che venivano utilizzati durante

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RITUALI lo sciamano presiedeva davanti al banchetto sacro in uno stato

di trance ottenuto dall’alcool (=ricavato dalla saccarificazione del riso).

Egli così entrava in comunicazione con gli spiriti degli antenati o

dell’antenato supremo (shangdi) perché fosse guidato nelle sue azioni

terrene (apotropaico=figure protettive) gli antenati sono strettamente

legati alla persona; questo rafforza il legame della famiglia e delle

tradizioni.

Durante i rituali, POLITICA, RELIGIONE, ARTE risultano

INDISSOLUBILMENTE INTEGRATE. I vasi diventano oggetti artistici, rituali,

che esprimono anche potere politico.

I primi studi sull’origine della scrittura cinese nacquero casualmente

attorno al 1899, grazie al funzionario Wang Yirong (1845-1900), il quale si

accorse che quelle che venivano chiamate “ossa di drago”, utilizzate per

la farmacopea, presentavano delle iscrizioni e iniziò a raccoglierle, ma

bisognerà aspettare il 1903 per la prima raccolta chiamata “iscrizioni su

ossa oracolari” ad opera di Liu. Le ossa oracolari e i gusci di tartaruga

erano impiegate a scopo divinatori: gli indovini esponevano al fuoco una

faccia e interpretavano la risposta ai loro quesiti in base alle screpolature

che si producevano alla superficie. Queste iscrizioni non possono essere

considerate ancora come letteratura: il vocabolario è assai imitato; lo stile

è estremamente conciso e arido; i soggetti sono sempre gli stessi

(domande poste agli spiriti degli antenati reali circa l’opportunità di fare

una guerra, di andare a caccia, di effettuare un sacrificio ecc…).

Questa divinazione quando avveniva con l’uso di ossa oracolari veniva

chiamata PLASTRONOMANZIA, quando avveniva con l’uso di gusci di

tartaruga SCAPULOMANZIA.

COME VENIVA FORMULATA UN ISCRIZIONE DIVINATORIA

-Preambolo data della divinazione espressa secondo il sistema

sessagesimale e il nome del divinatore

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- Questionario/Causa era il testo principale dell’iscrizione divinatoria che

presentava il motivo del rito

-Pronostico Il verdetto preceduto dall’espressione “il maestro disse…”

-Verifica Nel fornire il pronostico il re generalmente era solito indicare

due o più opzioni, poi in base alle screpolature c’era chi decretava il

responso.

Le iscrizioni su oggetti rituali di bronzo risalgono anch’esse all’epoca della

dinastia Shang, ma le più interessanti, anche dal punto di vista letterario,

sono quelle su oggetti rituali dell’epoca della dinastia Zhou. I bronzi, fusi

secondo una tecnica assai progredita erano destinati a ricordare

avvenimenti di particolare importanza, come giuramenti, concessioni di

feudi, battaglie. Con i testi delle iscrizioni sui bronzi siamo già agli albori

della letteratura cinese.

LA NATURA DEI CARATTERI

-XIANXING PITTOGRAMMI; immagini che rappresentano il reale

-ZHISHI INDICATORI; simboli indiretti, caratteri che utilizzano segni

simbolici per indicare un significato

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-HUIYI IDEOGRAMMI COMPOSTI; caratteri nati dall’unione concettuale,

semantica e grafica di due o più caratteri semplici

-XINGXENG FONOPITTOGRAMMI; caratteri a struttura doppia o multipla

che sulla base di pittogrammi, indicatori, ideogrammi, vengono formati in

modo che sia individuabile una parte fonetica e una parte semantica.

-JIAJIE CARATTERI REBUS; risultato di un prestito al fine di scrivere un

omofono o foneticamente simile (es. l’originario carattere di grano

viene ora utilizzato per il verbo “venire”)

-ZHUANZHU CARATTERI ETIMOLOGICAMENTE CONNESSI; solitamente si

tratta di prestiti fonetici per cui un carattere viene scritto in modo

totalmente identico ad un suo omofono, anche se non vi è alcuna

corrispondenza figurativa (es. wan=10.000 / wan=scorpione)

REGNO DI CHU

Fu un regno situato nell’attuale Cina centro-meridionale che visse durante

il periodo delle primavere autunni e degli stati combattenti (771-481).

Regno raffinato e complesso, che aveva come simbolo la fenice. Si

contraddistingue per la raffinata produzione di strumenti musicali

(importanti per i riti) e per la notevole produzione di seta, lacca (ottenuta

dalla corteccia di una pianta, utilizzata per proteggere oggetti in legno) e

bronzo.

Prese piede il culto dell’oltretomba legato ad un’idea di immortalità;

infatti le tombe non solo riproducevano le camere nobiliari ma venivano

costruite secondo tecniche anaerobiche per conservare gli oggetti ad una

temperatura costante quindi si riproduce l’idea di un’abitazione nella

tomba creando una continuità tra il mondo terreno ed il mondo

ultraterreno.

A questa epoca appartiene il CHU CI , un’antologia di poesie scritte da QU

YUAN (1°poeta storicamente accertato). Essa si compone si 58 poesie

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brevi e 6 poesie lunghe ed è considerata la seconda raccolta più antica

di poesie cinesi. Dovevano essere recitate usando le pronunce del dialetto

di CHU.

QU YUAN

E’ il primo nome di un poeta dell’antichità vissuto tra il 339-278 a.C. La

prima biografia di Qu Yuan si trova all’interno dello SHIJI che lo descrive

come un funzionario ideale. Egli era al servizio del re Hui di Chu appena

prima dell’invasione dei Qin. Fu poi mandato in esilio perché entrò in

conflitto con il governo centrale (esilio veniva visto come una delle

peggiori forme di tortura perché ci si va ad allontanare dalla propria

cultura)

Il CHU QI è diviso in 5 sezioni:

1. LISAO “incontro al dolore”

2. TIANWEN “domande celesti” sono canti religiosi inversi

3. ZHAOHUN “evocazioni dell’anima”

4. DAZHAO “grandi evocazioni” canti religiosi (musicalità raffinata)

5. JIUGE “nove canti” (canti sciamanici)

LISAO

In questa prima parte l’autore parla in prima persona ed è una sorta di

riflessione che egli fa sull’esistenza. Il titolo significa letteralmente

“allontanarsi caotico” ma potrebbe essere il luogo di nascita di Qu Yuan.

E’ composto di 374 versi più espressioni di dolore e rammarico dell’autore

per essere stato esiliato. La tematica è quella del viaggio estatico che il

protagonista svolge per avvicinarsi almeno idealmente al sovrano. Gli

ultimi versi sono isolati dagli altri e sono una sorta di “congedo”.

Riprendono la sorte di un altro sciamano, Fang Xian, che si suicidò perché

non riconosciuto.

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TIANWEN

“Domande Celesti” sono domande oracolari, a cui non si dà una

risposta diretta. In questo ambito abbiamo riferimenti al cosmo, ai miti,

alla natura, all’uomo. Il numero 9 ricorre spesso numero fortunato in

Cina ed è spesso legato agli imperatori (drago).

JUGE

“I 9 canti “con forti elementi sciamanici. Nel 1° canto viene descritto il

rito preparatorio all’avvicinamento alla divinità: scena quotidiana e

collettiva.

LE 100 SCUOLE

Durante il periodo di frammentazioni e divisioni, nasce la necessità di

voler ricercare l’equilibrio cercando di trovare una soluzione al caos. In

questa fase di fermento culturale nascono le figure degli intellettuali

itineranti, i quali cercano di definire un sistema di valori capace di

costituire il fondamento del nuovo ordine, funzionale al controllo sociale e

alla pratica di governo. La poesia mantiene un valore culturale e politico

arte per la società, non per l’estetica.

Tra queste scuole, lo storico Si Matan ne individua 6:

1. LA SCUOLA DEI LETTERATI

2. LA SCUOLA MOISTA

3. LA SCUOLA TAOISTA

4. LA SCUOLA DEI NOMI

5. LA SCUOLA DELLO YING E DELLO YANG

6. LA SCUOLA LEGISTA

Queste scuole erano composte da ex nobili ed eruditi che viaggiavano per

tutto il territorio e insegnavano ai figli degli stati in guerra. Il carattere che

va a designare questi intellettuali è (shi).

9 士

Durante il periodo degli Zhou Occidentali il carattere designava dei

funzionari in servizio dunque era sinonimo di fedeltà-lealtà-rettitudine.

Dal V secolo a.C. assume il significato di coltivazione dell’etica,

indottrinare gli individui per tenere un buon comportamento in società ed

evitare le guerre.

Si crea una distinzione tra WUSHI (shi guerrieri) e WENSHI (shi di lettere).

Di conseguenza shi diventa lo stratega dell’arte di governo, non a caso

questi pensatori si soffermano sulle strategie utili a riportare l’equilibrio

sociale.

Nel IV secolo a.C. con il re Wei dello stato di Qi. Gli shi diventano strateghi

senza carica amministrativa o politica, quindi maestri.

CONFUCIO

Confucio nasce in Cina nel 551 a.C., nel corso delle primavere, autunni e

stati combattenti, nello stato di Lu, nella provincia dello Shangdong.

Fu uno Shi al servizio dell’amministrazione.

Nel 501 a.C ottiene il suo primo incarico politico, ovvero quello di

governatore della cittadina di Zhon du.

Il termine “confucius” apparve per la prima volta nel 1868 nel confucius

sinarum philosophus, sine scientia sinesis grazie ai gesuiti (in

particolare grazie a Matteo Ricci). Ai gesuiti si devono le prime trascrizioni

fonetiche.

LE VIRTU’ DEL CONFUCIANESIMO

- REN “senso di umanità” è un considerare gli altri come se stessi

(reciprocità). E’ necessario lavorare sulla propria persona, così si

diventa mansueti nei confronti del mondo.

10 “Mansuetudine non è forse la parola chiave? Ciò che non vuoi sia

fatto a te non farlo agli altri.” (Confucio, lunyu, VIII, 15)

- LI “spirito rituale” inteso come modo in cui l’uomo deve avere

rispetto nei confronti della tradizione culturale. Inteso anche come

buone maniere, etichetta.

“Se non vi è rituale a regolare, la gentilezza si fa molesta, la

prudenza si fa vile, l’audace si fa ribelle, la rettitudine si fa

intollerante” Confucio, Dialoghi VIII, 2

- SHU “reciprocità e cordialità” un modo di agire che sia in accordo

con il cuore-mente. Mettersi nei panni dell’altro.

“La via del maestro consiste nell’agire con la massima lealtà e non

imporre agli altri quel che non si desidera per sé; null’altro”

Confucio, Dialoghi, IV, 15

- ZHONG (connesso con shu) “lealtà” che ogni individuo deve

riservare per il prossimo

- YI “senso di ciò che è giusto” la capacità di agire correttamente in

ogni circostanza, di valutare ciò che è appropriato, che è l’opposto

del perseguire i propri interessi

- XIAO “pietà filiale/obbedienza” è l’esempio per eccellenza della

relazione di reciprocità (il figlio che deve saper rispettare e

sorreggere l’anziano rapporto di profondo rispetto). Servizio e

devota lealtà del figlio, perché solo in questo modo il genitore

dimostrerà dedizione e lealtà.

Il microcosmo è la famiglia, il macrocosmo è lo stato questo amore

filiale lo si deve sperimentare innanzitutto all’interno della famiglia

rispettando i ruoli sociali cosi che al di fuori della famiglia si è formati

per avere rispetto nei confronti dei superiori il superiore è lì per

merito e gli altri in quanto sottoposti devono rispettarlo incarnando

tutte le virtù che propone il confucianesimo. E’ indubbiamente il

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinasantirocco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Meccarelli Marco.
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