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Letteratura araba

La lingua araba

L’arabo inteso come un insieme di idiomi regionali e/o tribali era già esistente nel I millennio a.C. Anche se la prima attestazione indiretta si trova nelle Storie di Erodoto. Nei primi secoli dell’era cristiana questi idiomi erano parlati da popolazioni sia nomadi che sedentarie che abitavano la penisola e le steppe siriane e convivevano con popolazioni linguisticamente diverse da cui presero gli alfabeti per scrivere le loro parlate: infatti fino al IV secolo d.C. le iscrizioni arabe trovate erano scritte, a seconda della regione, in caratteri nabatei, nord arabici o sud arabici e solo a partire dal V secolo gli arabofoni cominciarono a scrivere utilizzando un loro alfabeto.

Oltre a queste epigrafi, però, non abbiamo altri testi scritti in arabo risalenti al periodo preislamico; questo perché la società araba del tempo era di tradizione orale e tutta la documentazione poetica fu composta e trasmessa oralmente fino al VIII secolo quando poi fu messa per iscritto. Dagli studi linguistici si è supposto che gli Arabi dell’epoca preislamica parlassero, oltre ai vari dialetti, anche una lingua che permetteva alle diverse tribù di comunicare e commerciare tra loro (koinè).

Nello stesso periodo venne composta anche una poesia il cui ruolo sociale e culturale la poneva al di sopra del parlato colloquiale; secondo ipotesi questa poesia orale era composta e recitata in modo che fosse comprensibile da gran parte degli arabofoni ed è molto probabile che Muhammad utilizzasse questa lingua per recitare la rivelazione che richiedeva un registro linguistico elevato e particolare. La parola di Dio, trasmessa da Muhammad tra il 609 e il 632 (anno della sua morte), fu messa per iscritto nel 653 circa e da questo momento il Corano diventa l’elemento fondante anche della lingua araba stessa.

A seguito poi della diffusione dell’Islam e della formazione di uno Stato, la recitazione del Corano, la partecipazione a cerimonie religiose e l’ascolto di diversi discorsi ufficiali hanno favorito al diffondersi dell’arabo. Inoltre, con il tempo, i non Arabi impararono a comunicare nella lingua del potere per comunicare con l’amministrazione statale o con i padroni nelle cui case erano entrati come schiavi.

Da documenti arabi su papiro sappiamo che numerose furono le evoluzioni morfologiche e sintattiche della lingua e vari fattori come il fatto che cristiani ed ebrei cominciassero a parlare in arabo oppure il fatto che le classi colte delle popolazioni conquistate divennero cultrici dell’arabo sia scritto che parlato, aiutarono a far coesistere nell’arabo parlato del VII diversi registri linguistici, a seconda delle classi o delle situazioni. Già dal X secolo cominciò a verificarsi una spaccatura tra l’arabo parlato e quello scritto e con la crisi del califfato, l’arabiyya divenne la lingua d’eccellenza dell’élite mentre gli abitanti del mondo islamico parlavano una lingua diversa da quella appresa a scuola.

Un grosso problema che venne a porsi poi anche ai postumi fu la periodizzazione della letteratura araba a causa dell’estensione dei territori ma anche al fatto che nonostante l’impatto profondo dato da avvenimenti eccezionali, l’espressione letteraria sembra seguire ritmi più lenti, ed è legata alla tradizione e mossa da spinte presenti all’epoca.

Per quanto riguarda, invece, lo stato della documentazione varia a seconda delle epoche e delle forme letterarie: se non è giunto a noi la maggior parte del materiale del periodo preislamico, con l’andare avanti dei secoli la situazione va migliorando sia grazie alla diffusione della scrittura sia grazie all’affermazione della carta come supporto, sia dal fatto che prosa e poesia cominciarono ad essere scritte dagli stessi autori, ricopiate da studiosi ed amanuensi, raccolte da mecenati e uomini dotti.

L’epoca preislamica o ǧāhiliyya

I secoli immediatamente prima dell’Islam (V-VI secolo) vengono indicati dagli arabi con il termine ǧāhiliyya, ossia epoca delle barbarie o dell’ignoranza (poiché non ancora convertiti all’Islam). Possiamo suddividere la popolazione della Penisola di questo periodo in due grandi gruppi: quella sedentaria e agricola del sud e quella nomade e pastorale del nord. Al primo gruppo appartenevano le tribù dell’Arabia meridionale o yemenite (Qahtān), anche se col tempo molte emigrarono verso nord mentre al secondo gruppo appartenevano le tribù d’origine.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/12 Lingua e letteratura araba

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