Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Novellistica e sapienza popolare

Novella = romanzo del focolare, genere favoloso con sfondo moraleggiante e valori della famiglia e

della società

Padre Donat Kurti fu uno dei piu recenti raccoglitori del genere.

Il codice di Lek Dukagini (Kanun)

Periodo: indefinito

Personaggi principali: indefinito

Temi: concetto dell’onore, rapporti familiari e civili

Composizione: leggi appartenenti al diritto consuetudinario delle montagne albanesi in prosa

popolare, raccolte da Padre Stefano Costantino Gjecov e Padre Bernardin Palaj.

Il più antico poeta: Bala

Genere: primo poeta orale della letteratura albanese, ce ne parlano Gabriele (Canto della vecchiaia,

Lamento di Nik Peta e di Paolo Golemi, Canto ultimo di Bala), Andrea (secondo nucleo) e

Gabriello (Il canto dell’augelletto) Dara che hanno raccolto i suoi canti trascrivendoli a partire da

fonti come Maria dei Ribera e Maria dei Sullioti.

Info biografiche importanti: soldato dell’epoca castriotiana, trasferitosi in Sicilia a Palazzo Adriano

con altri esuli nel 1450.

Opere principali: Poema suddiviso in “Canto della vecchiaia”, La novella” “Il canto della luna”, “La

fanciulla di Lala”, “Il vecchio”, “La valle del Masnadiero”, “Il canto dell’uccellino”, “La giornata di

Valcalle (intermezzo lirico)”, “Il canto di Berat”. “Ultimo canto di Bala” tradotto da Gabriele

(speranza per un futuro roseo dell’Albania, rimpianto per la libertà perduta, rievocazione della

grandezza tramontata)

Temi: Eroismo, amore, morte, tristezza e rimpianto

Lingua: dialetto tosco, quella dell’Ultimo canto è pura, sonora, austera.

I più antichi documenti di lingua

Pericope del vangelo Mattaico

Scoperto dal monaco Gassisi nel 1912, è il più antico testo albanese ad oggi conosciuto. Risale al

XV/XVI secolo. Traduzione del brano vangelico di Matteo recitato il mattino del sabato santo in

messa. E’ una traduzione in dialetto tosco, con ortografia incerta e alfabeto greco. Scritto forse con

l’intento di far sentire negli accenti della lingua materna il vangelo della grande aspettazione.

Tropario della Resurrezione

Nello stesso foglio del codice ambrosiano che ci lascia la pericope si è trovata questa strofe

celebrativa della Resurrezione diffusa nella chiesa greca (Christòs anèsti) ricorrente dal giorno di

Pasqua fino alla Pentecoste. E’ tradotta dalla stessa persona nello stesso periodo della pericope ma

forse questa versione albanese è gia tradizionale poiché il testo albanese ha 3 sillabe in meno di

quello greco per adattarsi alla melodia (se l’amanuense fosse stato l’autore avrebbe ovviato

all’inconveniente).

Formula battesimale

Risale all’8 novembre 1462 ed è inserito in una lettera circolare emanata in latino Dalla Chiesa della

SS Trinità di Mati da Paolo Angelo, arcivescovo di Durazzo. Nato per l’esigenza di istruire i fedeli

albanesi a praticare il battesimo ai bambini in pericolo di morte anche in assenza del parroco.

Differenziazione dialettale rispetto al tosco (siamo nel XV secolo).

Appunti di Arnold Von Harff (Vocabulaire)

Appunti di un pellegrino di Colonia che volle trascrivere vocaboli e frasi in albanese che aveva

imparato oralmente, visto che non vi era ancora una lingua scritta (accenni su Durazzo, parole di

prima necessità come cibi, saluti, ringraziamenti, numerali da 1 a 100). Trascrizione approssimativa

Importante per gli studi comparati di albanologia (per via dell’anno in cui fu scritto).

Messale di Giovanni Buzuku (Meshari)

Scritto in dialetto ghego traducendo dal latino, si tratta di un vademecum per le celebrazioni

liturgiche e le officiature. Comprende 7 salmi penitenziali, le litanie dei santi, parti del catechismo,

messe dell’anno ecclesiastico. Lo scopo di Buzuku era quello di aiutare a confermare nella fede i

parrocchiani cristiani albanesi. La traduzione venne fatta dal 1553 al 1555 con poca attenzione del

parroco che doveva anche occuparsi dei suoi doveri sacerdotali. La copia del manoscritto venne

trovata da Mons. Paolo Schirò nel 1910 a Roma. Fu il primo libro albanese stampato ed è

importante per lo studio dell’evoluzione del lessico e della grammatica albanese.

Luca Matranga

Genere: Traduzioni religiose nelle colonie albanesi d’Italia

Info biografiche importanti: Nacque a Piana degli Albanesi. Fu arciprete di Piana. Condusse la vita

a Roma dove studiò al Collegio greco.

Opere principali: Traduzione della Dottrina Christina di Padre Ledesma. Finita nel 1592. Ce ne

da notizia Parrino ma non vi erano testimonianza che fosse stata mai stampata. I monaci di

Grottaferrata trovarono gli originali nella Biblioteca Vaticana (3 copie, la prima con versione

italiane e albanese, la seconda e la terza con traduzioni solo albanesi, 89 fogli totali). E’ il più antico

testo della lingua delle colonie albanesi. Il motivo della traduzione era che l’amalgama con gli

italiano non era ancora avvenuta quindi gli albanesi necessitavano di testi religiosi nella loro lingua

per capirli.

Lingua: Vi sono molti grecismi (per via dell’influenza greca in Albania).

Pietro Budi

Genere: Traduzioni di libri di dottrina, di pietà e a sfondo risorgimentale

Info biografiche importanti: Nacque a Pietra Bianca nel 1566. Fu prete in Kossovo e Vescovo della

Zadrima. Ne abbiamo notizia da una lettera al Cardinale Gozzandini del 1621. Lottò come un

risorgimentale ante litteram per la liberazione dell’Albania dallo straniero. Invocò l’aiuto di Papa

Paolo V per approfittare della guerra fra Turchia e Polonia per dare l’indipendenza all’Albania.

Fallì la realizzazione del suo sogno politico e si diede alle traduzioni.

Opere principali: Dottrina del Bellarmino (Cristiana) del 1618 contenente inni e poesie sacre,

canti sull’Antico testamento, poesie su nascita e vita di Cristo, Resurrezione, Ascensione, Discesa

dello SS, predicazione degli apostoli. Speculum confessionis del 1621 di Padre Emerio de Bonis,

importante per una descrizione accurata dell’Albania di quel tempo e per alcune informazioni sulla

vita dell’autore. Rituale Romano nello stesso periodo, con rubriche e spiegazioni albanesi.

Lingua:

Nella Dottrina: Lessico molto interessante perché testimonia qualcosa di perso nella parlata di oggi

e per i fenomeni fonetici e morfologici importanti per lo sviluppo della lingua.

Paolo di Hasi

Autore di 19 poesie che il Budi aggiunse alla sua Dottrina. Sono poesie religiose, composte di

quartine a rima alternata. Argomenti tratti dalla Sacra Scrittura (prima poesia religiosa dell’Albania

settentrionale).

Frang Bardhi

Genere: Vocabolario

Info biografiche importanti: Arcivescono di Zadrima, nipote di un arcivescovo (di Antivari). Arriva

in Italia gia grande. Diviene vescovo senza essere mai stato parroco.

Opere principali: Dictionarium latino-epiroticum del 1635. Vocabolario di 5000 parole, il primo

della letteratura albanese. Il suo fine era quello di offrire un ausilio ai poveri preti delle montagne

albanesi che non sapevano bene il latino e inoltre di favorire la traduzione di libri sacri per

difendere la fede in Albania. Conteneva: numerali, nomi di parentela, nomi di città e villaggi,

proverbi, sentenze, forme di saluto. Apre la lessicografia albanese. Giorgius Castriottus, opuscolo

del 1636 dedicato a Skanderbeg. E’ una risposta dallo scritto del vescovo bosniaco Marvanic che

rivendicava alla Bosnia e alla sua famiglia i natali dell’eroe albanese.

Pietro Bogdano

Genere: Fu il primo scrittore della letteratura albanese. Non tradusse mai dall’italiano o dal latino

all’albanese ma semmai viceversa affinchè gli albanesi potessero imparare l’italiano e allo stesso

tempo gli italiani imparare da sé l’albanese ( e poi per far svolgere alle autorità ecclesiastiche più

facilmente la censura).

Info biografiche importanti: Nacque nel villaggio di Guri Hasit nel 1630 da famiglia nobile. Ce ne

parla lui stesso nel secondo volume della sua opera. Da sacerdote andò in missione nella regione di

Pulati (famosa perché ivi sussisteva uno stato di ribellione contro i Turchi e un governo quasi

autonomo). Un posto perfetto per lo spirito libertario di Pietro. Venne in seguito nominato vescovo

di Scutari. Fu perseguitato dai Turchi e si dovette nascondere fra le montagne e poi in Italia ma

questo non gli impedì di pubblicare le sue opere.

Opere principali: Cuneus prophetarum (primo volume sull’Antico Testamento diviso in 4 scale e

dai 4 ai 21 discorsi) e De vita Jesu Christi (secondo volume sulla vita di Gesùe della Madonna

diviso in 4 scale e dai 3 ai 9 discorsi). Inizia l’opera una Prefazione in albanese che avverte come

leggere correttamente in lingua albanese e una poesia in latino dedicata a Mons. Zmarevich vescovo

di Antivari, si termina l’opera invece con un memoriale sull’antichità della casa Bogdano. Motivi

religiosi e patriottici insieme. L’opera venne diffusa nel 1691 con il titolo “L’infallibile Verità della

fede cattolica” dedicata al Card. Francesco Maria dei Medici (postuma).

Lingua: Scrive in albanese per difendere la lingua della Patria. Per tante parole si è avvalso

dell’aiuto dello zio arcivescovo per ritrovare alcuni voci da lui dimenticate (aveva trascorso

l’adolescenza e la prima giovinezza in Italia). Lo zio fu autore di una grammatica latino-albanese

molto utile al nostro autore, oggi perduta. Bogdano è il primo che si pone la questione di una lingua

letteraria. Egli ignora il tosco ma avverte differenze fra il suo parlare e quello di Scutari quindi

tralascerà sempre il vernacolo provinciale delle sue montagne propendendo per una prosa molto

elegante (non senza fatica). Egli perfeziona l’alfabeto albano-latino, arricchisce la lingua di parole

non molto diffuse prima, rende il tutto chiaro e ampio. Fu il grande iniziatore della prosa albanese e

seppe fondere tradizione popolare con l’armonia e il decoro della forma propri dei suoi studi

umanistici.

I poeti albani-siculi e albano-calabri

Fu Padre Giorgio Guzzetta (1628-1756) a creare solidissime premesse alla conservazione della

vita e delle tradizioni albanesi di Sicilia. Nel suo seminario greco-albanese di Palermo furono

educati grandi personaggi della classe colta delle colonia dell’isola. Le loro composizioni ci

giungono attraverso un manoscritto di Chieuti scoperto da Marchianò nel 1901.

Giuseppe Nicolò Brancato

Genere: Canti con influenza dei poeti dell’Arcadia. Poesia riflessa più antica della letteratura

albanese. Parafrasi dalle poesie italiane.

Informazioni biografiche importanti: Nacque a Piana nel 1675. Fu arciprete nel paese.

Opere principali: Canto ottonario della rondine (glielo attribuisce Schirò)

Lingua: Preferisce il quinario.

Nicola Chetta

Genere: Poemetti

Informazioni biografiche importanti: Nacque a Contessa Entellina (Palermo) nel 1742 e morì nel

1803. Fu seminarista, poi prete, poi rettore del seminario greco-albanese palermitano.

Opere principali: Poemetto sulla creazione del mondo di 76 ottave, tradotte in italiano; Lessico

italiano-albanese (opere inedite); Etimologico della lingua albanese (meno importante); Notizie

sui Macedoni riesumazione riassunta del De perpetua Ecclesiae di Parrino.

L’orgoglio delle origini era la forza spirituale che lo sosteneva nelle sue indagini nel suo continuo

desiderio di sapere.

Giulio Variboba

Genere: Poemetti

Informazioni biografiche importanti: Nacque a S.Giorgio Albanese (Cosenza) nel 1725. Studio nel

collegio greco-albanese di S.Benedetto Ullano e si fece prete. Peccò con una compaesana e fu

mandato in esilio a Roma, dove visse a lungo.

Opere principali: Poemetti Vita della Vergine e Vita del Bambino (1762). Si divide in tre parti: la

prima parla della Vergine (annunciazione, visita di S.Elisabetta, nascita di S.Giovanni, dubbi di

S.Giuseppe sulla verginità della Madonna); la seconda parte tratta del Bambino (Natale) e la terza

dei Santi e della SS Trinità. Non si tiene conto sempre della tradizione biblica. E’ una poesia non

riflessa ma popolareggiante (si parla di fatti biblici con la semplicità di un popolano che parla di una

leggenda). Vi sono molti anacronismi.

Lingua: Rima fluente e ritmata, cade nella lirica anche quando si propone di far prosa. Adottò un

gran numero di parole calabresi (il Risorgimento era ancora lontano perché cercasse un purismo

della lingua che sostenesse un diritto di indipendenza per la Patria).

I poeti risorgimentali

Nel XIX secolo in Albania sorge il pericolo di nuove invasioni. Si tratta degli slavi che si vanno

aggiungere ai Turchi in questa continua gara di conquista. Nel 1878 gli albanesi (tutti senza

distinzione di zona e religione) costituiscono la Lega di Prizrend (ad opera di Abdyl Frasheri) che

decretava l’unione di fatto di tutti gli Albanesi, uniti nel momento più difficile. La loro difesa contri

i Montenegrini e la difesa assunta in sede diplomatica dall’impero austro-ungarico e dall’Italia

valsero a scongiurare il pericolo di una spartizione generale. I poeti risorgimentali saranno cantori

esuli, uomini d’azione senza sosta, di poeti che esaltano il passato per rinvigorire il presente e

l’avvenire.

Naim Frasheri

E’ considerato come il maggiore poeta dell’Albania meridionale.

Informazioni biografiche importanti: Nacque a Frasheri nel 1846 e fu istruito insieme ai famosi

fratelli (Abdyl e il colto Samì) da un “orgià” del luogo che insegnò loro turco, arabo e persiano. Si

reca a Janina a 19 anni gia orfano di madre. Amò molto autori persiani e latini, specialmente

Virgilio che vedeva come profeta e riflesso di se stesso. L’aura religiosa in cui studiò non gli

permise di apprezzare molto i “pagani” della storia classica greca. Dopo il liceo si trasferisce e

Instambul, poi ammalatosi torna a Janina e svolge per qualche anno il ruolo di funzionario

governativo. Assunto al Ministero della Pubblica Istruzione, torna a Instambul. Il governa cercava

di tenere sotto mano i fratelli Frasheri, perché ne aveva paura. Ad Instambul si dedicò molto alla

scrittura.

Opere principali: Takhayyulat (Fantasie) scritto nella giovinezza, raccolta di poesie in persiano;

Qerbelaja, 1898, poema di ampia stesura in 25 canti settenari sulla lotta civile e religiosa degli

Arabi; Istori e Skenderbeut (Storia di Skanderbeg), 1898, poema in 22 canti e 11.500 versi:

canta la storia dell’erore nazionale mischiano fatti storici, aneddoti della tradizione popolare e pura

fantasia.

Temi: Naim fu un Bektashì (

i bektashi immaginavano una sorta di trinità islamica,Allah, Maometto e Alì,e predicavano una

fratellanza universale e panteistica. Poiché erano più aperti degli altri musulmani nei confronti del cristianesimo, esercitavano una certa

attrattiva sui cristiani convertiti, in particolare tra i giannizzeri, molti dei quali, da ragazzi, erano stati rastrellati e strappati alle loro famiglie

cristiane contadine. Essi, nell’ultima parte del XIX secolo, riuscirono a svolgere un ruolo significativo all’interno del movimento per

l’unificazione dell’Albania sulla base della lingua piuttosto che della religione. Naim Frashëri, un eminente bektashi, leader del

Rinascimento albanese, cercò di attribuire alla setta bektashi un carattere nazionale, con un dede albanese come capo e una terminologia

Credeva che le aspirazioni patriottiche trovassero

religiosa albanese per sostituire quella mutuata dal turco).

giustificazione religiosa. La sua concezione era panteistica (il Tutto è parte del Divino). Per Naim

c’era un Dio unico che tutto il mondo comprende e tutto in se racchiude. Egli contempla Dio nella

sua terra e nella sua gente, la quale per la stessa divina presenza, ha gli stessi diritti di libertà di ogni

alta libera gente della terra. Principio religioso e politico si fondono.

Lingua: Egli non muta stile a seconda dei modi e degli argomenti. Ha uno stile umile e dimesso, fa

trasparire la sua anima dall’evocazione delle cose e dei fatti che scrive. Ogni cosa che egli dica, pur

apparendo umile, acquista proporzioni insospettate. Questa pace che trasmette con la sua poesia lo

ha reso uno dei poeti più amati dagli albanesi, se non il più amato.


PAGINE

14

PESO

71.95 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura albanese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Mandalà Matteo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lingue e letterature moderne

Riassunto esame Linguistica informatica, prof. Di Sparti, libro consigliato Le sfide di Babele, Balboni
Appunto
Dispensa di Inglese - Grammatica
Dispensa
Riassunto esame Letteratura Inglese, prof. Altese, libro consigliato Le Origini del Romanzo Borghese, Watt
Appunto
Riassunto esame Letteratura inglese, prof. Marrapodi, libro consigliato Shakespeare and Renaissance Literary Theories, Marrapodi
Appunto