La poesia Visaret e Kombit
Raccolta di canti tradizionali albanesi orali.
Leggende medioevali
Costantino il piccolo (Agà Ymeri/Ymer Agò/Vallja e Kostantinit)
Periodo: incerto
Personaggi principali: Costantino, moglie, 9 anni, 9 mesi, 9 giorni
Temi: ammonimento per le spose
Composizione: n.d.
La leggenda di Rozafat
Periodo: incerto, nella poesia serbo-croata siamo nel XIV secolo (epoca dei despoti serbi Mrgniavcevich)
Personaggi principali: 3 fratelli, le loro mogli, dea indigena, Rozafat vittima sacrificale
Temi: Fondazione di Scutari
Composizione: n.d.
La leggenda di Costantino e Garentina (Halil Garrija/Dhoqine)
Periodo: nucleo antichissimo, forse greco (Buerger) o anche siriaco (Lavagnini)
Personaggi principali: Costantino, sua madre, sua sorella Garentina
Temi: revenant (risorgimento dalla tomba)
Composizione: fa parte della ballata di Buerger "Leonore"
Poesia eroica
Divisa in cicli e canti della bella morte (terthorce).
Periodo: incerto, tradizioni della montagna albanese
Personaggi principali: Ore e Zane (divine abitatrici dei monti)
Temi: fantasia, memoria e voce dei rapsodi accompagnati dal liuto
Composizione: andamento trocaico e versi dall'ottonario all'endecasillabo
Cicli
Trenta Agà custodi della frontiera (Gjeto Basho Mujo)
Periodo: non specificato
Personaggi principali: Mujo il pastore, fratello Halili, Ore e Zane
Temi: Battaglia del predestinato Mujo contro il nemico slavo che invade l'Albania, arma bianca ed eroismo puro, riferimento al Kanun di Lek Ducagino, profonda religiosità, inizio di ogni rapsodia con rituale lode a Dio.
Composizione: 34 canti (scoperti da Palaj), 14 canti (scoperti da Guracuqi e Fishta), 13 canti (scoperti da Reci, tradizione del Cossovo)
Novellistica e sapienza popolare
Novella = romanzo del focolare, genere favoloso con sfondo moraleggiante e valori della famiglia e della società. Padre Donat Kurti fu uno dei più recenti raccoglitori del genere.
Il codice di Lek Dukagini (Kanun)
Periodo: indefinito
Personaggi principali: indefinito
Temi: concetto dell'onore, rapporti familiari e civili
Composizione: leggi appartenenti al diritto consuetudinario delle montagne albanesi in prosa popolare, raccolte da Padre Stefano Costantino Gjecov e Padre Bernardin Palaj.
Il più antico poeta: Bala
Genere: primo poeta orale della letteratura albanese, ce ne parlano Gabriele (Canto della vecchiaia, Lamento di Nik Peta e di Paolo Golemi, Canto ultimo di Bala), Andrea (secondo nucleo) e Gabriello (Il canto dell'augelletto) Dara che hanno raccolto i suoi canti trascrivendoli a partire da fonti come Maria dei Ribera e Maria dei Sullioti.
Info biografiche importanti: soldato dell'epoca castriotiana, trasferitosi in Sicilia a Palazzo Adriano con altri esuli nel 1450.
Opere principali: Poema suddiviso in "Canto della vecchiaia", "La novella", "Il canto della luna", "La fanciulla di Lala", "Il vecchio", "La valle del Masnadiero", "Il canto dell'uccellino", "La giornata di Valcalle (intermezzo lirico)", "Il canto di Berat". "Ultimo canto di Bala" tradotto da Gabriele (speranza per un futuro roseo dell'Albania, rimpianto per la libertà perduta, rievocazione della grandezza tramontata)
Temi: Eroismo, amore, morte, tristezza e rimpianto
Lingua: dialetto tosco, quella dell'Ultimo canto è pura, sonora, austera.
I più antichi documenti di lingua
Pericope del vangelo Mattaico
Scoperto dal monaco Gassisi nel 1912, è il più antico testo albanese ad oggi conosciuto. Risale al XV/XVI secolo. Traduzione del brano vangelico di Matteo recitato il mattino del sabato santo in messa. È una traduzione in dialetto tosco, con ortografia incerta e alfabeto greco. Scritto forse con l'intento di far sentire negli accenti della lingua materna il vangelo della grande aspettazione.
Tropario della Resurrezione
Nello stesso foglio del codice ambrosiano che ci lascia la pericope si è trovata questa strofe celebrativa della Resurrezione diffusa nella chiesa greca (Christòs anèsti) ricorrente dal giorno di Pasqua fino alla Pentecoste. È tradotta dalla stessa persona nello stesso periodo della pericope ma forse questa versione albanese è già tradizionale poiché il testo albanese ha 3 sillabe in meno di quello greco per adattarsi alla melodia (se l'amanuense fosse stato l'autore avrebbe ovviato all'inconveniente).
Formula battesimale
Risale all'8 novembre 1462 ed è inserito in una lettera circolare emanata in latino Dalla Chiesa della SS Trinità di Mati da Paolo Angelo, arcivescovo di Durazzo. Nato per l'esigenza di istruire i fedeli albanesi a praticare il battesimo ai bambini in pericolo di morte anche in assenza del parroco. Differenziazione dialettale rispetto al tosco (siamo nel XV secolo).
Appunti di Arnold Von Harff (Vocabulaire)
Appunti di un pellegrino di Colonia che volle trascrivere vocaboli e frasi in albanese che aveva imparato oralmente, visto che non vi era ancora una lingua scritta (accenni su Durazzo, parole di prima necessità come cibi, saluti, ringraziamenti, numerali da 1 a 100). Trascrizione approssimativa. Importante per gli studi comparati di albanologia (per via dell'anno in cui fu scritto).
Messale di Giovanni Buzuku (Meshari)
Scritto in dialetto ghego traducendo dal latino, si tratta di un vademecum per le celebrazioni liturgiche e le officiature. Comprende 7 salmi penitenziali, le litanie dei santi, parti del catechismo, messe dell'anno ecclesiastico. Lo scopo di Buzuku era quello di aiutare a confermare nella fede i parrocchiani cristiani albanesi. La traduzione venne fatta dal 1553 al 1555 con poca attenzione del parroco che doveva anche occuparsi dei suoi doveri sacerdotali. La copia del manoscritto venne trovata da Mons. Paolo Schirò nel 1910 a Roma. Fu il primo libro albanese stampato ed è importante per lo studio dell'evoluzione del lessico e della grammatica albanese.
Luca Matranga
Genere: Traduzioni religiose nelle colonie albanesi d'Italia
Info biografiche importanti: Nacque a Piana degli Albanesi. Fu arciprete di Piana. Condusse la vita a Roma dove studiò al Collegio greco.
Opere principali: Traduzione della Dottrina Christina di Padre Ledesma. Finita nel 1592. Ce ne dà notizia Parrino ma non vi erano testimonianze che fosse stata mai stampata. I monaci di Grottaferrata trovarono gli originali nella Biblioteca Vaticana (3 copie, la prima con versione italiana e albanese, la seconda e la terza con traduzioni solo albanesi, 89 fogli totali). È il più antico testo della lingua delle colonie albanesi. Il motivo della traduzione era che l'amalgama con gli italiani non era ancora avvenuta quindi gli albanesi necessitavano di testi religiosi nella loro lingua per capirli.
Lingua: Vi sono molti grecismi (per via dell'influenza greca in Albania).
Pietro Budi
Genere: Traduzioni di libri di dottrina, di pietà e a sfondo risorgimentale
Info biografiche importanti: Nacque a Pietra Bianca nel 1566. Fu prete in Kossovo e Vescovo della Zadrima. Ne abbiamo notizia da una lettera al Cardinale Gozzandini del 1621. Lottò come un risorgimentale ante litteram per la liberazione dell'Albania dallo straniero. Invocò l'aiuto di Papa Paolo V per approfittare della guerra fra Turchia e Polonia per dare l'indipendenza all'Albania. Fallì la realizzazione del suo sogno politico e si diede alle traduzioni.
Opere principali: Dottrina del Bellarmino (Cristiana) del 1618 contenente inni e poesie sacre, canti sull'Antico Testamento, poesie su nascita e vita di Cristo, Resurrezione, Ascensione, Discesa dello SS, predicazione degli apostoli. Speculum confessionis del 1621 di Padre Emerio de Bonis, importante per una descrizione accurata dell'Albania di quel tempo e per alcune informazioni sulla vita dell'autore. Rituale Romano nello stesso periodo, con rubriche e spiegazioni albanesi.
Lingua: Nella Dottrina: Lessico molto interessante perché testimonia qualcosa di perso nella parlata di oggi e per i fenomeni fonetici e morfologici importanti per lo sviluppo della lingua.
Paolo di Hasi
Autore di 19 poesie che il Budi aggiunse alla sua Dottrina. Sono poesie religiose, composte di quartine a rima alternata. Argomenti tratti dalla Sacra Scrittura (prima poesia religiosa dell'Albania settentrionale).
Frang Bardhi
Genere: Vocabolario
Info biografiche importanti: Arcivescovo di Zadrima, nipote di un arcivescovo (di Antivari). Arriva in Italia già grande. Diviene vescovo senza essere mai stato parroco.
Opere principali: Dictionarium latino-epiroticum del 1635. Vocabolario di 5000 parole, il primo della letteratura albanese. Il suo fine era quello di offrire un ausilio ai poveri preti delle montagne albanesi che non sapevano bene il latino e inoltre di favorire la traduzione di libri sacri per difendere la fede in Albania. Conteneva: numerali, nomi di parentela, nomi di città e villaggi, proverbi, sentenze, forme di saluto. Apre la lessicografia albanese. Giorgius Castriottus, opuscolo del 1636 dedicato a Skanderbeg. È una risposta dallo scritto del vescovo bosniaco Marvanic che rivendicava alla Bosnia e alla sua famiglia i natali dell'eroe albanese.