Diagnosi e terapia delle lesioni delle forcazioni radicolari
I limiti comuni a tutte le terapie delle forcazioni (compresa la GTR) sono legati alla complessa e irregolare anatomia di queste strutture anatomiche. Dal punto di vista epidemiologico le lesioni delle forcazioni sono un problema piuttosto diffuso. La parodontite grave colpisce dal 15 al 30% della popolazione; nell’ambito dei denti interessati da parodontite, quelli in assoluto più colpiti e più spesso persi sono i molari. Una volta che la parodontite ha interessato un molare, ci sono buone possibilità che il dente in seguito venga perso.
Sono stati condotti studi su crani secchi per valutare la prevalenza delle lesioni delle forcazioni. Questi studi hanno portato a dei risultati variabili tra il 30 e l’85% (85% dato ottenuto dagli studi di un ricercatore israeliano un po’ al di sopra della norma).
È stato visto che la prevalenza cresce con l’aumentare dell’età: più sono grandi di età i soggetti, più è diffusa la patologia a livello delle forcazioni e i denti maggiormente coinvolti sono proprio i primi molari.
Studi radiografici
Studi radiografici condotti su ampie popolazioni: soprattutto nelle popolazioni del nord Europa, dove ci sono programmi di prevenzione della carie e della parodontite rivolti a determinate fasce di popolazione, come i giovani in età scolare; infatti ogni due anni viene fatto un set di radiografie bite-wing nei bambini delle elementari e delle medie per vedere eventuali carie interprossimali e parodontiti iniziali.
Studio prospettico di Bjorn condotto per 13 anni su 221 contadini: è stato visto, come già si era ipotizzato nello studio su crani secchi, che la prevalenza delle lesioni delle forcazioni aumenta con l’aumentare dell’età. Si passa da un valore iniziale del 13% ad un valore del 32% delle forcazioni interessate da una perdita ossea, dopo 13 anni.
Infine ci sono i dati derivanti dalle visite cliniche dei pazienti in trattamento parodontale; la prevalenza dei molari con interessamento delle forcazioni è il seguente: per i molari mascellari siamo intorno al 30-40%, mentre per i molari mandibolari siamo tra il 15 e il 35%. Ci attestiamo intorno ad un 30-35% di denti interessati dalla patologia forcale.
Studio svedese di Svardstrom ('96)
In questo studio svedese di Svardstrom (‘96): su 222 pazienti, almeno il 50% dei molari superiori presentava una lesione della forca grave (di II o III grado) dopo i 30 anni; lo stesso si osserva nei molari inferiori, ma solo dopo i 40 anni. La prevalenza nei molari inferiori è più bassa e siccome la prevalenza cresce con l’aumentare dell’età, nei molari mandibolari per avere la stessa lesione dobbiamo aspettare circa dieci anni di più.
Siti maggiormente coinvolti: nei molari superiori le forcazioni distali (sesto e settimo), mentre nei molari inferiori sembra che l’imbocco vestibolare e linguale siano colpiti con la stessa frequenza. Il professore si sente di criticare questo dato, perché tutti i lavori che hanno condotto per sperimentare le tecniche rigenerative sui molari inferiori hanno dato una maggiore prevalenza nell’imbocco linguale della forcazione, rispetto all’imbocco vestibolare.
Questo dato è anche facilmente intuibile perché la capacità di andare a pulire sulla superficie interna dei molari inferiori è inferiore; uno spazzolamento frettoloso trascura molto di più i versanti interni rispetto a quelli esterni. Normalmente l’indice di placca sulle superfici interne dei molari inferiori è sempre più alto di qualunque altra zona della bocca.
Perché sono poi più interessate le forche distali dei molari inferiori? Perché sono le zone più posteriori, dove è ugualmente difficile pulire. In più, il fumo di sigaretta sembra essere particolarmente dannoso per le forcazioni.
-
Lesioni delle forcazioni
-
Medicina e chirurgia: 11 Lesioni dei tessuti molli
-
Trauma toracico: lesioni polmonari
-
Lesioni da pressione