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In a Silvia vi è un evento critico che ha costituito dalla morte di Silvia e rispettivamente dalla
fine delle speranze del poeta.( analogia tra l'io poetico e Silvia).
Questo lo vediamo nella conclusione del Canto ma aldilà di questo evento si situa il tempo
sognante e fiducioso della prima giovinezza sia di Silvia sia del poeta, che culmina per
entrambi in uno stato di beatitudine: il futuro colmo di promesse di Silvia e un paesaggio
primaverile per il poeta.
Questa rievocazione a specchio è costruita anche attraverso movimenti alternati, strofa che
compete alla storia di Silvia è uno strofa che compete alla storia del poeta> si sviluppano
due veri e propri movimenti.
Il primo movimento è dedicato, dopo l'attacco, alla giornata esemplare di Silvia.
(vedi app giuli sul titolo) >dialogo
Leopardi è un poeta dialogico anche in altre zone dei canti, non solamente qui, certo è, che
l'ambito dialogico caricato di valenze affettive è particolarmente presente nei pisano-
recanatesi, proprio per questo io che riassorbe in sé il dolore di tutti gli uomini.
L'attacco è allocutivo e interlocutivo, che fin da subito mette in campo una tonalità della
poesia che è mossa e patetica, piena di enjambment con sintassi più estesa nelle prime
stanze e più a franta successivamente.
> dopo questo attacco allocutivo inizia l'alternanza di danze e movimenti dedicati a Silvia e
al poeta.
Dal v.7> giornata esemplare di Silvia
Dal v 15> alla esemplificazione della giornata di Silvia corrisponde una strofa del poeta,
della sua giornata.
A Silvia rispetto ad altri canto Pisano recanatesi, ha un lessico realistico ma più stemperato
e infatti il balcone diventa verone (v. 19).
V. 40> quarto movimento, dopo quellp dedicato alla soavità della condizione di entrambi, ma
anche la messa in discussione di questa sua vita(da v. 29), si prende atto che la sorte di
Silvia della sua morte.
(Par. " tu prima che l'inverno inaridisse la vegetazione" v. 40)
V. 49> Quinto movimento, caduta delle speranze del poeta, che corrisponde alla morte di
Silvia del strofa precedente.
V. 59 questa la sorte dell'umane genti? > qui il destino di Silvia e del poeta sono riunificati in
una considerazione più generale della condizione degli uomini.
Vv60-64> si rivolge in tono allocutivo ad un assente, ad una morta e qui Leopardi inaugura
un genere che avrà seguito nel 900.
[ vedi Montale La Casa dei doganieri in cui parla con una ragazza che Immagina morta
Annetta arletta( rispetto a Leopardi che interloquiva nel Se ti va mente un il referente
biografico di Teresa Fattorini realmente morta giovane, Montale invece si rivolge ad una
donna che morirà invece molto più tardi)].
> Si alternano due tempi verbali il imperfetto della Rimembranza e il presente delle
considerazioni.
> in a Silvia sono presenti due modalità costitutive della poesia leopardiana: Il doppio e
l'allegoria.
> il doppio molto presente nelle canzoni, molto spesso era un personaggio storico Ma
questa modalità si estende anche alle serie successive, vedi Consalvo e il pastore errante
dell'Asia.
> l'allegoria invece è esterna alle canzoni e comincia a essere usata solo il dopo silenzio
poetico in particolare a partire da Silvia proprio. >è il primo testo in cui incontriamo una vera
e propria allegoria. >il meccanismo poi ritornerà anche nel Canto notturno del pastore
errante dell'Asia. (> poi anche dopo nel tramonto della Luna eccetera.)
Notiamo invece che il Leopardi non c'è un largo uso delle metafore e delle similitudini> in
linea col fatto che la metafora ha una tradizione e appartiene a un filone di poesia più
irrazionale mentre l'allegoria ha una tradizione che nasce da Dante e che spesso si
accompagna con la poesia di poeti che rifuggono procedure di tipo irrazionale, che hanno
un'idea di poesia meno irrazionale di altri.
Non è casuale che Leopardi scopra dopo una certa data questo tipo di costrutto. >un altro
poeta nel Novecento fortemente allegorico è un poeta come Montale, per il quale la poesia è
un sogno alla luce della ragione.
Silvia è un allegoria della speranza giovanile ma allo stesso tempo e la peculiarità dell'uso
dell'allegoria in questa sede di Leopardi è che è un allegoria di insieme del figurato e del
figurante, Infatti il figurato il figurante in questa allegoria ci sono insieme, sia la speranza che
Silvia, è un allegoria reciproca. ( nell'allegoria normale il figurato è assente ed esiste il
figurante > Normalmente ci sarebbe solo Silvia allegoria della Speranza, Mentre qui è
reciproco poiché Silvia rappresenta la speranza ma allo stesso tempo la speranza
rappresenta Silvia). > uso particolare dell'allegoria da parte di Leopardi.
>Tema della rimembraranza e delle illusioni giovanili, che riemergono anche nel cupo
disincanto che Leopardi nutre nei confronti delle cose, degli uomini e di se stessi e che
abbiamo visto affrontare in questo testo così stilizzato e ben costruito come a Silvia, ritorna
anche nel testo che tr
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Leopardi
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Leopardi, Letteratura Italiana
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A Silvia di Giacomo Leopardi
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Letteratura italiana - Leopardi e note di Walter Binni