Elementi e paradigmi formulari nel ‘Carme di Ildebrando’:
dagli epiteti esornativi al journey to trial
1. Premessa
Carme di Ildebrando
Il è il solo rappresentante della poesia eroica in versi allitteranti
del periodo antico-alto tedesco che sia riuscito ad emergere attraverso la tradizione
manoscritta. Che si tratti di un poema composto al modo dei carmi epici della tradizione
orale pre-letteraria e pre-cristiana, lo evidenziano i materiali e le tecniche di
composizione orali rintracciabili nel testo che, in quanto tale, si presta ad un’analisi e
testuale e tematica e letteraria attraverso un approccio di tipo formulare.
In particolare, nel presente elaborato si vuole offrire un quadro generale degli
elementi formulari e dei motivi eroici presenti nell’Hildebrandslied con saltuari
riferimenti alla tradizione eroica non solo germanica ma, più in generale, indoeuropea.
A tal fine, si propone una prima parte mirante a presentare le principali tipologie di
formule e paradigmi formulari dell’epica, in altre parole di epiteti binomiali, formule
verbali e scene-tipo la cui trattazione, seppur non esaustiva, è affrontata grazie al
supporto di esempi con valore puramente esemplificativo. In seguito si passerà al
Carme di Ildebrando
reperimento e all’osservazione puntuale dei suddetti stilemi nel
attraverso un excursus che, dalle formule vincolate al singolo emistichio o verso, giunge
a rintracciare lo schema compositivo del poema.
Benché brevemente, sembra opportuno segnalare in questa sede che la riflessione da
cui origina il presente lavoro ha come punto di partenza la lettura del saggio che Paroli
Carme di Ildebrando Sull’elemento formulare
T. (1975: 193-224) ha riservato al in
nella poesia germanica antica, Istituto di Glottologia di Roma.
Da qui, si è cercato di ampliare la prospettiva di partenza tramite l’ausilio di ulteriori
A Key to Old
fonti critiche fra le quali specialmente il volume di Renoir A. (1988),
Poems. The Oral-Formulaic Approach to the Interpretation of West-Germanic Verse,
The Pennsylvania State University Press, emerge come guida essenziale e
indispensabile.
Va da sé che il punto di riferimento primo e fondante di questo lavoro è costituito
HL),
dall’Hildebrandslied (da qui in avanti riferito come rispetto al quale si è contratto
il debito maggiormente consistente.
2. La formula: definizione e classificazione
A seguito degli studi effettuati da M. Parry e A. Lord, la teoria orale applicata ai
poemi eroici individua come unità compositiva di base la formula definita come “a
group of words which is regurarly employed under the same metrical conditions to
express a given essential idea” (Lord 2000: 30), ovvero “a set of words which is used,
with little or no change, whenever the situation with it deals occurs” (Bowra 1952: 222).
Più precisamente, la formula costituisce un’espressione avente una struttura
determinata che ricorre più volte in una certa situazione metrica e costituisce il veicolo
di paradigmi essenziali quali l’introduzione dei personaggi, l’individuazione del tempo,
del luogo e dell’azione. Le espressioni formulari sono apprese dai cantori professionisti
1
durante un training che inizia fin dall’infanzia e adempiono allo scopo di fornire “a
means for telling a story in song and verse” (Lord 2000: 68).
In virtù di queste funzioni le formule, siano esse epiteti esornativi o introduzioni
verbali, costituiscono degli elementi la cui individuazione e comprensione è essenziale
per la lettura dei carmi eroici della tradizione germanica, romanza, classica e
1
indoeuropea.
Più precisamente, sono rintracciabili nei poemi eroici due principali classi di formule
(Bowra 1952: 222), vale a dire che gli elementi formulari possono assumere sia la forma
di gruppi binomiali comprendenti un sostantivo connesso a un determinante con valore
esornativo sia l’aspetto di espressioni formulari ricorrenti in un dato testo all’interno di
uno o più versi immediatamente consecutivi o distanziati tra loro.
I paragrafi che seguono sono volti a fornire delle esemplificazioni circa le tipologie
di formule di cui sopra con particolare riferimento ai principali tratti distintivi che
queste presentano nei poemi germanici.
2.1 Gli epiteti esornativi
Nel primo caso, la formula corrisponde a un gruppo lessicale costruito tramite
l’accostamento di un sostantivo riferito a un essere animato, a un oggetto o a un luogo, e
di un determinante detto ‘fixed epithet’ (Bowra 1952: 222), un elemento decorativo che
ne esplicita una determinata caratteristica o peculiarità in un dato contesto metrico.
Esempi di questa tipologia di formule sono presenti nell’episodio del funerale di
Scyld Scefing Beowulf:
descritto nel prologo del
vv. 26-36: Him ðā Scyld gewāt tō gescæphwīle
felahrōr fēran on frēan wǣre.
Hi hyne þa ætbæron to brimes faroðe,
swæse gesiþas, swa he selfa bæd,
þenden wordum weold wine Scyldinga;
leof landfruma lange ahte.
Þær æt hyðe stod hringedstefna,
isig ond utfus, æþelinges fær.
Aledon þa leofne þeoden,
beaga bryttan, on bearm scipes,
mærne be mæste. Þær wæs madma fela
of feorwegum, frætwa, gelæded;
ne hyrde ic cymlicor ceol gegyrwan
hildewæpnum ond heaðowædum,
billum ond byrnum; him on bearme læg
madma mænigo, þa him mid scoldon
2
on flodes æht feor gewitan.
1 Si ricorda che un primo approccio allo studio dei poemi germanici antichi fu realizzato da Francis
Peabody Magoun che applicò le teorie di composizione orali individuate da Lord A. e Parry M. per i
guslari
poemi omerici a partire dall’osservazione delle tecniche di composizione orale dei jugoslavi.
2 ‘Allora Scild, quello assai coraggioso, / partì nell’ora segnata sotto la protezione del Signore. / Lo
portarono, allora, sulla riva del mare / i cari compagni, così come egli stesso aveva ordinato / mentre
ancora dominava le parole [perifrasi per ‘mentre era ancora in vita] l’amico degli Scildings; / l’amato re
della regione aveva a lungo avuto il controllo. / Lì al porto stava una prora ricurva, / coperta di ghiaccio e
impaziente di partire, la nave del principe. / Allora portarono l’amato re, / distributore di anelli, nel
2
Il passo sopra riportato è costituito da un gran numero di combinazioni binomiali
wine Scyldglinga leaf landfruma
quali ‘l’amico degli Scyldings’, ‘l’amato principe della
3
lēofne þēoden beaga bryttan
regione’, ‘l’amato re’ e ‘il distributore di anelli’ che
rappresentano delle formule impostate sul modello di determinante - sostantivo.
wine, landfruma, þēoden bryttan Scyld
Difatti, i nomi e si riferiscono alla figura di
Scefing le cui qualità di principe ‘amato’ e ‘generoso’ sono convogliate tramite gli
Scyldlinga leaf lēofne beaga
appellativi ‘gli Scyldings’, / ‘amato, caro’ e (bryttan ‘colui
che spezza, il distributore’) ‘di anelli / bracciali’.
beaga bryttan
In particolare, il binomio altro non è che una metafora per ‘signore,
principe’, e convoglia il medesimo concetto di un principe/re definito di volta in volta
come ‘amico’, ‘amato/caro’ e ‘generoso’ attraverso una variazione dei termini in gioco
che non modifica il vincolo esistente tra il sostantivo e il corrispettivo determinante.
Parimenti, gli epiteti esornativi che si riferiscono agli oggetti inanimati presentano la
Scyld.
medesima costruzione degli appellativi rivolti alla figura di In questo modo,
l’imbarcazione preparata con armi e gioielli sulla quale verrà deposto il corpo
æþelinges fær bearm scipes
dell’amato re è indicata come ‘la nave del principe’ e (on)
hringedstefna
‘il grembo della nave’, oltre che ‘prora ricurva’, una kenning per ‘nave’.
Dunque, nel caso dei binomi formulari si è di fronte a delle sorta di “stock epithets” o
“epic clichés” (Lord 2000: 30) che, a dispetto delle lievi sfumature e variazioni circa i
termini implicati e il loro accostamento, convogliano sempre un medesimo concetto
grazie alla riproposizione di una struttura regolare che coinvolge un sostantivo
preceduto da un appellativo con valore esornativo.
2.1.1 Il verso allitterante Scyld Scefing
Nonostante si tratti di un esempio puramente illustrativo, l’episodio di
permette di porre l’accento su un ulteriore un aspetto dell’epica germanica, ovvero la
relazione vigente tra le formule e l’unità metrica di riferimento, il verso allitterante, che
non può essere tralasciato laddove si prendano in considerazione gli elementi formulari
della poesia germanica antica (Paroli 1975: 613).
In particolare, il metro allitterativo “si articola in due emistichi separati da una
cesura; il collegamento tra i due emistichi è dato dall’allitterazione, cioè dalla
ripetizione di un suono, in sillabe accentate di entrambi gli emistichi (o cola)”
(Leonardi, Morlicchio 2009: 241) e svolge verosimilmente la funzione assegnata alla
rima nelle letterature moderne di conferire coesione e stabilità al testo.
Oltre tutto, nel verso allitterante germanico i termini interessati dall’allitterazione,
mai più di due all’interno di un verso lungo, sono posti in particolare rilievo dal
momento che nel germanico non sussiste alcuna differenza tra l’accento metrico e
l’accento naturale delle parole che corrispondono perfettamente.
grembo della nave, / quello famoso presso l’albero della nave. Lì v’erano molti oggetti preziosi e tesori /
portati da luoghi lontani; / non ho mai udito di un’imbarcazione preparata (lett.: ‘preparare una nave’) più
splendidamente / con armi da battaglia e armature, / spade e cotte di maglia; sul suo petto giaceva / un
mucchio di gioielli che, insieme a lui, / dovevano andare lontano, in balia delle onde’ (traduzione a cura
di Ortoleva G.).
3 Si ricorda che la modalità di allestimento della nave funeraria nell’episodio del funerale di Scyld
Sutton Hoo,
presenta modalità simili a quelle attestate dal reperto archeologico rinvenuto a Inghilterra, nel
1938. 3
bryttan bearm
Scyld, beaga on scipes,
Ad esempio, al v. 36 dell’episodio di bryttan
l’allitterazione riguarda il fonema /b/ e coinvolge i sostantivi ‘colui che spezza’
bearn
(gli anelli) e ‘l’albero’ (della nave). L’allitterazione del fonema /b/ non solo
beaga
costituisce l’unità metrica di base del verso, ma pone l’accento sulla formula
bryttan Scyld.
enfatizzando il concetto da essa veicolato, ovvero la generosità di
Gli elementi formulari nei poemi eroici della tradizione germanica coinvolti
dall’allitterazione sono posti in particolare rilievo ed acquistano una certa enfasi e,
perciò, nel concentrarsi sulle formule della poesia eroica germanica, non si possono non
tenere in considerazione le peculiarità implicate dall’allitterazione, come si avrà modo
di osservare più avanti nell’ambito delle formule binomiali e introduttive presenti
nell’HL.
2.2 Le formule verbali
La seconda categoria di sistemi formulari della poesia eroica non riguarda i gruppi
binomiali ma le espressioni verbali più o meno lunghe che possono riguardare un solo
emistichio, un intero verso o estendersi di là da esso (Bowra 1952: 222).
A differenza dei binomi lessicali che concorrono alla trasmissione dei tratti o delle
peculiarità distintive di un oggetto, personaggio o luogo, le formule verbali pongono
l’accento su una o più azioni ritenute essenziali alla scansione e al susseguirsi degli
eventi salienti della narrazione epica (Bowra 1952: 222). In virtù di ciò, le formule
verbali interessano il soggetto dell’azione e, talvolta, persino l’oggetto implicato (Lord
2000: 35). verba dicendi
Un esempio è costituito dalle introduzioni formulari con presenti in
4
molti poemi eroici della tradizione germanica. Si tratta di formule costruite a partire da
verbi indicanti le azioni del ‘parlare, prendere la parola, dire, rispondere e chiedere’ da
parte di uno o più personaggi al fine di sottolineare l’alternanza tra le sequenze narrative
e dialogiche di un poema e di chiarire l’identità di colui che parla a beneficio di un
eventuale uditorio in ascolto.
Sempre nella tradizione poetica antico-inglese, si individuano molteplici esempi di
stilemi formulari costruiti tramite i verbi del dire e aventi la funzione di introdurre il
discorso di uno o più personaggi. Per esempio, si prendano in considerazione alcuni
Genesi A Genesi B,
passi della antico-sassone che, insieme al poema rappresenta una
resa in versi incompleta del primo libro dell’Antico Testamento dalla Creazione fino al
sacrificio di Isacco:
vv. 1294 b-95 […] Þā waldend spræc,
5
nergend ūsser, and tō Nōe cwæð
In questi emistichi sono presenti delle introduzioni formulari al discorso diretto
spræc cwæd
costruite sui preteriti ‘parlò’ e ‘disse’ che alternano spesso l’uno con
4 verba dicendi
Le introduzioni formulari coi sono state ampiamente trattate da Paroli T., op. cit.
Proprio da questo testo sono tratti gli esempi sopra riportati e la traduzione proposta in nota, salvo
diversamente specificato.
5 ‘Allora il potente parlò, / salvatore nostro, e a Noè disse’ (traduzione a cura di Paroli T.). 4
l’altro, possono trovarsi nel secondo colon, come in questo caso, nel primo colon di un
verso o estendersi al di là di questo. verba dicendi
Per di più, i sistemi formulari con possono presentare strutture
analoghe e funzioni di opposizione ad altri verbi riguardanti l’azione del ‘parlare,
mađelode
prendere la parola’ con accezioni più specifiche quali, ad esempio, “parlò in
Elene Beowulf
pubblico” nei poemi antico-inglesi quali o nel (Paroli 1975: 160-62):
Ele 332; 404: 6
Elene maþelode, ond for eorlum spræc
Bwf 2510: 7
Beowulf mađelode, bēowortum spræc sprecan
Come evidenzia Paroli, nel caso delle introduzioni formulari con i verbi e
cweđan (1975: 161-62)
“Non si può certo supporre una perfetta intercambiabilità semantica dei due verbi in
ogni caso né quindi una completa obliterazione della distinzione di significato tra ‘parlare’
e ‘dire’ […] ma (piuttosto) l’armonico combinarsi di due verbi, l’uno dei quali richiama
l’attenzione sull’atto del discorrere mentre l’altro la fissa sul contenuto dell’allocuzione.
[…] (Ne) consegue un’identità funzionale, e quindi possibile intercambiabilità fra i due
verbi, salva restando però la distinzione semantica fra essi, ad eccezione forse del caso di
verbum dicendi
comune opposizione a di più ristretto campo semantico.”
Le formule costruite sui verbi del dire sono variamente presenti nella tradizione epica
germanica e ne costituiscono degli elementi stilistici tradizionali. Insieme alle formule
binomiali di sostantivo e determinante, le introduzioni verbali rappresentano degli
elementi stilistico - compositivi essenziali della poesia eroica.
3. Le scene-tipo: definizione ed esempi verba dicendi,
Insieme agli epiteti e alle introduzioni con i vale a dire elementi
formulari riproposti con una certa regolarità e puntualità nei momenti salienti della
narrazione, i poemi eroici della tradizione germanica possono presentare delle
8
scene-tipo oral formulaic themes,
concatenazioni formulari più vaste dette o ossia delle
successioni di motivi ricorrenti all’interno di una data tradizione eroica.
In generale, le scene-tipo rappresentano delle sequenze di temi formulari variamente
sfruttabili all’interno di un poema (Lord 2000: 68) e non necessariamente implicanti una
ripetizione pedissequa; in altre parole l’organizzazione dei motivi previsti da una scena-
tipo può subire lievi variazioni purché gli elementi essenziali non ne siano stravolti
9
(Edwards 1992: 285).
6 ‘Elene prese la parola (in pubblico) e prima dei conti parlò’.
7 ‘Beowulf parlò, con parole di vanto disse’ (traduzione a cura di Paroli T.).
8 theme
La terminologia può a volte essere oscillante. In genere, il termine “motivo, tematica” di tipo
formulare è impiegato da Lord e Parry nei loro studi, laddove più recentemente si parla anche di “sce
-
Educare in musica: l'elemento sonoro per un'educazione globale della persona
-
L'elemento della sedia all'interno dell'arte
-
Carme di Ildebrando
-
Composizione ad anello e individuazione topòi nel Carme di Ildebrando