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Ruota di bicicletta - Douchamp

Un’opera importante di Douchamp fu appunto “Ruota di bicicletta” che realizzò all’età di 27 anni, quando decise di abbandonare quasi completamente la pittura per tentare una strada diversa che potesse soddisfare la sua voglia di scuotere le coscienze e che portasse a cambiare punti di vista. Iniziò a sperimentare il ready made, ovvero a raccogliere oggetti già esistenti e banali, presenti nella quotidianità di sempre per renderli arte.

Quello che fa discutere in quest’opera è come questi oggetti sono stati presi, dove sono stati messi e perché sono stati messi in questo modo. Punta sul portare lo spettatore a farsi delle domande senza avere risposte univoche. È fondamentale porsi domande davanti all’arte su tutto ciò che riguarda l’arte stessa ma anche su ciò che riguarda noi (se stessi, il mondo, la dimensione). Quell’arte che avevamo dato per scontato per secoli viene rimessa al centro delle nostre questioni grazie a Douchamp e alla sua opera: una sintesi estrema che con due soli oggetti riesce mettere in dubbio secoli d’arte.

Abbina due oggetti lontani l’uno dall’altro (sgabello e ruota), che si contraddicono cromaticamente (bicicletta nera e sgabello bianco) e dinamicamente (lo sgabello dà l’idea di posizione nello spazio, la ruota di bicicletta di movimento nello spazio). Unendo questi due oggetti vengono resi inutilizzabili, non viene negata la loro identità ma la loro utilità. C’è uno studio geometrico che dà a questa composizione una sua armonia. Per capire meglio cosa abbiamo davanti dobbiamo interrogarci su quello che abbiamo visto fino a quel momento.

Van Gogh e l'intimità dell'arte

Un esempio simile è la sedia di Van Gogh, rappresentata con sopra pipa e tabacco con dietro una cassa di cipolle con su scritto il suo nome “Vincent”, come per dichiarare l’intimità dell’arte, una confidenza con chi guarda. Cerca il rapporto con l’altro in maniera confidenziale. È una sedia molto semplice e schietta che però rappresenta molto di più di un mobile: non è una sedia ma un ritratto, parla di sé attraverso i dettagli presenti intorno a quella sedia, rendendo questo quadro una sorta di autoritratto.

Racconta di sé attraverso le cose, quindi quando vediamo un suo quadro dobbiamo andare oltre a ciò che si vede. Van Gogh ritrasse allo stesso modo anche Gauguin, con una sedia con i braccioli che sembra muoversi, proprio come Gauguin che viaggiava molto spesso e che era sempre in movimento. La candela segno di. Vincent lo racconta con i libri (cultura) e la candela (speranza e vita) posizionati sopra ad una sedia molto diversa da quella usata per rappresentarsi. Usa i colori della passione (rosso, blu, giallo, …) per rappresentare l’amico a cui è particolarmente legato.

Matisse e la stanza rossa

Possiamo quindi dire che l’arte per Van Gogh è un racconto intimo, mentre per Douchamp si sposta dal sentimento per arrivare alla testa (Douchamp è ragione, Van Gogh è istinto e passione). Sembrano due concetti lontani tra loro ma che in verità puntano in egual modo sulle capacità dell’uomo. Trovando due canali di comunicazione che appartengono a noi ma che hanno direzioni diverse. Un’altra sedia è quella che Matisse inserisce nella sua stanza rossa. Serve per costruire la composizione e dà profondità al dipinto. È molto diversa dai cesti di fiori, dalla natura morta e dalle composizioni che la circondano ma tutto sembra ricondurre lo spettatore ad essa tramite diagonali di direzioni e la frutta sul tavolo che sembra rotolare verso la sedia.

Matisse è decorativo ma è anche molto musicale, infatti gli elementi presenti nel dipinto sono come corde di uno strumento, a lui interessa il ritmo della composizione e non vuole che sia banale.

Chagall e la leggerezza

Anche Chagall agli inizi del ‘900 dipinse un interno con dei mobili. È immensamente riconoscente alla vita, vede il mondo come una storia meravigliosa nonostante la difficoltà della vita. In questo quadro sembra che le cose non abbiano peso, presenze leggiadre come se fosse un sogno, come se fossero impossibili da raggiungere.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tortialice di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Brera - Accademiadibrera o del prof Giudici Lorella.
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