Legislazione urbanistica, delle opere pubbliche e normative edilizie
Fasi per la realizzazione di un progetto
IDEA → diritto d’autore INCARICO → contratto STESURA → urbanistica ed edilizia AUTORIZZAZIONE → permesso di costruire, valutazione di impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, autorizzazione integrata ambientale REALIZZAZIONE → contratto di appalto, preparazione del cantiere, esecuzione dei lavori, collaudo, garanzia per i lavori (responsabilità professionale e contratto di assicurazioni professionale) RAPPORTI CON L’AUTORITÀ → la legge ed i reati, ricorsi al giudice (verso o contro autorità)
Norme e leggi
La norma è una singola disposizione mentre la legge è un insieme di norme. Lo stato italiano è suddiviso in tre poteri:
- Potere legislativo, affidato al Parlamento (composto da due camere una dei Deputati ed una dei Senatori che possiedono pari poteri. Il Parlamento è composto da più di mille persone) ha il compito di fare leggi.
- Potere esecutivo, affidato al governo formato dai ministri guidati dal Presidente del Consiglio che applica le leggi decise dal Parlamento. Ad ogni ministro è associato un ministero di sua competenza (difesa, interno, esteri...). Il consiglio è formato da circa trenta persone.
- Potere giudiziario, affidato alla Magistratura (insieme dei giudici) che permette in via definitiva e autonoma di risolvere una controversia di natura civile, penale e amministrativa applicando la legge. Esso si preoccupa dunque che quest’ultima venga seguita e rispettata da tutti.
Gerarchia delle fonti
Le fonti del diritto sono ordinate secondo una determinata gerarchia che si trova nelle Preleggi al Codice Civile. La presenza di una gerarchia comporta che le norme prodotte da fonti di rango inferiore non possono essere in contrasto ma anzi devono rispettare quanto prescritto dalle fonti di rango superiore. Nell’ordinamento giuridico italiano la Costituzione costituisce la fonte di rango più elevato che contiene tutte le norme più importanti. Le leggi ordinarie sono direttamente approvate dal Parlamento, i decreti legge, i decreti legislativi e le leggi regionali costituiscono il secondo gradino della gerarchia e sono immediatamente subordinate rispetto alla Costituzione. Dunque i regolamenti emanati dal Governo e da altri organi della pubblica amministrazione statale e di altre amministrazioni costituiscono il terzo gradino della gerarchia.
Iter della legge
Le leggi formali vengono ideate dal Parlamento ed hanno un iter specifico. La legge viene presentata ad una delle due Camere ed il disegno di legge viene votato nell’aula secondo criterio di maggioranza. Una volta raggiunta la maggioranza viene sottoposto al giudizio dell’altra Camera. Le eventuali modifiche attuate dalla seconda sono chiamate “emendamenti” e devono essere necessariamente approvate anche dalla prima. Quando il testo è stato approvato, esso viene firmato dal Presidente della Repubblica e la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Anche il Presidente della Repubblica può eventualmente rimandare il testo alle Camere per far apportare nuove modifiche. Tuttavia quando la Camera rimanda il testo per la seconda volta, il Presidente deve firmarle (poiché una sola persona non può concentrare nelle sue mani il diritto di veto). Prima che la legge entri in vigore passano 15 giorni di tempo. In casi particolari il governo può “chiedere la fiducia” ovvero l’approvazione di una legge sulla sua fiducia abusando del proprio potere.
Decreti legge e decreti legislativi
I decreti-legge sono atti del governo che contengono norme. Poiché il potere del governo è esecutivo, i decreti devono essere casi eccezionali. Il governo dunque si appropria del potere legislativo e fa entrare subito in vigore un decreto non appena viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia deve esserci il presupposto dell’urgenza e della necessità, valori che vengono valutati ed esaminati dal Parlamento insieme al contenuto del decreto. Infatti gli effetti del decreto-legge sono provvisori poiché perdono efficacia se il parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. La legge che li converte è detta Legge di Conversione. La nuova legge verrà pubblicata con una data diversa di quella del decreto.
Il decreto legislativo (o decreto delegato) è un atto normativo realizzato dal Governo (potere esecutivo) per delega espressa dal Parlamento (potere legislativo) tramite una legge delega che contiene i termini ed i tempi dell’emanazione. Se viene approvata essa mantiene il nome di “decreto legislativo”. La differenza principale tra Decreto Legge e Decreto Legislativo sta nel fatto che il percorso nell’emanazione della legge è differente: mentre nel primo caso il Governo ha totale autonomia e solo successivamente l’atto è sottoposto al voto del Parlamento, il Decreto Legislativo parte dalla legge delega, emanata dal Parlamento nel rispetto del principio costituzionale della separazione dei poteri che si trova nella Costituzione della Repubblica (Parlamento art. 55-78, Governo art. 92-95, Magistratura “i parlamentari sono al servizio della nazione e art. 101). Art. 67 operano senza vincolo di mandato”.
Magistrato e poteri
Magistrato (da “magister”, maestro). I magistrati nascono per concorso pubblico e fanno parte di vari tribunali. A capo dei magistrati vi è il Presidente della Repubblica. Il compito dei magistrati è quello di attenersi alle leggi in vigore e dunque di essere distaccati dagli altri due poteri. Il Ministero è un insieme di giudici, mentre gli Uffici Pubblici l’insieme dei Ministeri.
Leggi regionali
La regione può legiferare solo se le leggi sono riguardanti il loro territorio e se riguardano alcune materie specifiche. Le leggi regionali devono inoltre rispettare i principi fondamentali dello Stato. L’art. 117 della Costituzione elenca le materie in cui le regioni possono legiferare e non.
Consuetudine e usi
Sono norme non scritte che hanno perso valore. Le loro caratteristiche principali sono che esse riguardano il comportamento diffuso in tutta la collettività e che tutti devono sapere che si tratta di norme vincolanti.
Regolamenti dell'Unione Europea
I regolamenti dell’Unione Europea sono, per importanza, equivalenti a quelli della Costituzione ed inoltre secondo l’art. 10 “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”.
La Comunità Europea (fondata nel 1957 in seguito alla firma dei trattati di Roma, dal 2009 è stata ufficialmente assorbita dall’“Unione Europea”) è composta dai rappresentanti di ogni paese che decide di aderirvi. Per realizzare gli obiettivi stabiliti nei trattati, l'UE adotta diversi tipi di atti legislativi:
- Direttive: atti legislativi che stabiliscono gli obiettivi che tutti i paesi dell'UE devono realizzare. Tuttavia, spetta ai singoli paesi definire attraverso disposizioni nazionali come tali obiettivi vadano raggiunti.
- Decisioni: atti vincolanti per i suoi destinatari (ad esempio un paese dell'UE o una singola impresa) ed è direttamente applicabile.
- Regolamenti: atti legislativi strettamente vincolanti. Devono essere applicati a tutti i componenti dell’Unione Europea.
L’Unione Europea è composta dal Parlamento europeo, da un Consiglio, una Commissione economica e dalla Corte di Giustizia che si occupa dei diverbi tra gli stati.
Abrogazione e modifiche costituzionali
L’abrogazione è la cancellazione di una norma vecchia a favore di una nuova. Essa può essere esplicita o tacita. Secondo l’art. 138 tutti gli articoli della Costituzione possono essere modificati, eccetto il primo, tramite una apposita legge costituzionale fatta dal Parlamento che presume un doppio passaggio alle Camere. L’intervallo di tempo che gli organi si prendono per decidere è di almeno tre mesi. L’approvazione deve avvenire per maggioranza assoluta degli aventi diritto, se la legge non ottiene i 2/3 del consenso si crea un referendum (con il quale si chiede all'elettorato di esprimersi con un voto diretto).
Vita della legge
Efficacia: la legge deve essere conosciuta da tutti dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Interpretazione: chi legge il contenuto deve capire a pieno il suo significato e la volontà del legislatore per metterne in pratica l’intenzione. Vi sono vari canoni di interpretazione:
- Letterale secondo il significato delle parole utilizzate. L’avvocato (ma anche i giudici ed i giuristi) deve aiutare il cliente a capire i suoi diritti e doveri.
- Inquadramento storico
- Inquadramento nel complesso normativo
- Scopo della norma
- Natura dei rapporti economico-sociali che regola
- Bilanciamento degli interessi
- Nel caso di incomprensione da parte degli esperti si richiede una interpretazione autentica fatta dal legislatore stesso
La “questione di legittimità costituzionale” è una revisione che si richiede alla Corte Costituzionale (formata da giudici) qualora una norma risulti in contrapposizione con la Costituzione. La sede della Corte Costituzionale si trova nel palazzo accanto al Quirinale ed è ordine di garanzia costituzionale, dunque i giudici si devono prima accertare della fondatezza della richiesta. Se la norma è dichiarata anticostituzionale con una sentenza ufficiale, deve essere abrogata tramite una legge fatta dal Parlamento.
Idea e diritto d'autore
Tramite il diritto di proprietà d’autore, le idee sono considerate dei beni immateriali. Il contenuto del Codice Civile è formato da varie leggi della Costituzione.
Articolo 832 del Codice Civile
“Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico”
Per “cose” si intendono i beni materiali/immateriali e il diritto d’autore/proprietà intellettuale. L’ordinamento giuridico è l’insieme delle norme.
Articolo 2575 del Codice Civile
“Formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”
Le opere dell’ingegno devono essere di un certo valore intellettuale ed appartenere ad una delle materie citate. Il diritto d’autore, che matura con la creazione dell’opera, può essere diritto morale che si sostanzia nel diritto alla paternità dell'opera e il diritto alla pubblicazione e all’utilizzazione economica che racchiude la riproduzione dell’opera, la sua pubblicizzazione ed il noleggio (privato e si paga) e/o prestito (pubblico e gratuito). Moralmente il diritto d’autore non possiede una scadenza, al contrario il diritto economico dura fino a 70 anni dopo la morte, durante i quali i diritti spettano agli eredi.
Secondo la legge n°633/41 (poi integrata da leggi successive):
- Alle “opere collettive” che dunque hanno una creatività limitata poiché costituite da più opere già esistenti poi accorpate è riconosciuto il diritto d’autore solo sulla azione di collezione
- Gli anonimi possiedono il diritto d’autore limitato alla vita. Possono comunque avere la possibilità di rivelarsi in qualunque momento “l'autore conserva il Diritto di opporsi a modifiche di terzi diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione”
Articolo 2578 del Codice Civile – Progetti di lavori
“All’autore di progetti di lavori d’ingegneria o di altri lavori analoghi che costituiscono soluzioni originali di problemi tecnici, compete, oltre il diritto esclusivo di riproduzione dei piani e disegni dei progetti medesimi, il diritto di ottenere un equo compenso da coloro che eseguono il progetto tecnico a scopo di lucro senza il suo connesso”
Secondo la Legge 633 art. 20
“Tuttavia nelle opere dell'architettura l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della realizzazione. Del pari non potrà opporsi a quelle altre modificazioni che si rendesse necessario apportare all'opera già realizzata. Però se l'opera sia riconosciuta dalla competente autorità statale importante carattere artistico spetteranno all'autore lo studio e l'attuazione di tali modificazioni.”
L’autore non può opporsi a modifiche necessarie per la piena realizzazione della sua opera (sia durante che dopo la sua edificazione). Se l’opera è di carattere artistico, le modifiche spettano all’autore stesso (in caso contrario è previsto un reclamo con consecutivo risarcimento). Al fine di riconoscerne la paternità, su un progetto viene posto il nome dell’autore in modo ufficiale con allegato un documento per la richiesta.
Diritto di brevetto
L’invenzione è il prodotto di una idea ingegnosa atto ad una riproduzione industriale. Il brevetto è l’iscrizione dell’opera presso l’Ufficio Brevetti. Affinché venga accetta la richiesta di brevetto, l’opera deve essere creativa ed originale nel settore industriale. L’autore si reca presso l’Ufficio Brevetti con una descrizione tecnica dell’opera e con un modello. L’Ufficio Brevetti si occupa della liceità della richiesta (che sia dunque un’opera conforme alle leggi della Costituzione) e rilascia il brevetto con diritto in capo all’autore. L’autore possiede il diritto morale e il diritto all’utilizzazione economica per 20 anni (tempo che permette una giusta ricompensa) ottenendo così l’esclusiva. La scadenza comporterà una diffusione dell’opera.
Articolo 2585 del Codice Civile – Oggetto del brevetto
“Possono costituire oggetto di brevetto le nuove invenzioni atte ad avere un’applicazione industriale, quali un metodo o un processo di lavorazione industriale, una macchina, uno strumento, un utensile o un dispositivo meccanico, un prodotto o un risultato industriale e l’applicazione tecnica di un principio scientifico, purché essa dia immediati risultati industriali”
La creatività e l’originalità sono qualità essenziali. Un’invenzione è ritenuta nuova quando non esiste nello stato della tecnica. Per apportare modifiche ad un oggetto già brevettato non è possibile crearne uno nuovo poiché esso mancherebbe dell’“originalità”. Viene messa a disposizione la descrizione dell’invenzione ma bisogna comunque rispettare l’esclusiva di venti anni. L’insufficiente descrizione comporta l’annullamento del brevetto. Il brevetto è tassato annualmente e il valore della sua tassa cresce anch’essa annualmente. Se l’inventore non paga per tre anni consecutivi, esso decade. Può scadere anche se l’invenzione non viene utilizzata. Nella domanda è necessario specificare le rivendicazioni che nomina l’inventore.
Articolo 2587 del Codice Civile – Brevetto dipendente da brevetto altrui
“Il brevetto per invenzione industriale, la cui attuazione implica quella di invenzioni protette da precedenti brevetti per invenzioni industriali ancora in vigore, non pregiudica i diritti dei titolari di questi ultimi, e non può essere attuato né utilizzato senza il consenso di essi”
Se una nuova invenzione dipende da una già brevettata ed in corso dei venti anni di esclusività, il titolare della prima invenzione non può negare la realizzazione all’altro, le due parti devono stilare un contratto e dare il proprio consenso (talvolta anche con un contributo monetario).
Articolo 2590 del Codice Civile – Invenzione del prestatore di lavoro
Quando il lavoratore realizza una invenzione si distinguono due casi:
- Se il lavoratore ha un contratto per inventare, l’opera viene attribuita al datore di lavoro poiché l’inventore riceve uno stipendio per svolgere proprio quel lavoro.
- Se l’invenzione è un prodotto personale sarà egli stesso l’autore dell’invenzione ma dovrà presentarla al datore in modo tale da utilizzarla nell’azienda (esercitando in diritto di prelazione).
Per le specifiche si rinvia al decreto legislativo 10.2.2005 n°30 “Codice della proprietà industriale” che riguarda anche invenzioni, marchi d’impresa, modelli di utilità e disegni. Il marchio è un segno distintivo del prodotto ed è soggetto a registrazione o scadenza se esso non viene utilizzato. Il marchio si annulla se il suo uso nella collettività non attua una distinzione ma viene generalizzato o se esso inganna il compratore. La decadenza rappresenta l’abolizione di un diritto per il passare del tempo con delle specifiche condizioni.
L'incarico
Articolo 1321 del Codice Civile – Nozione di contratto
“Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere...”
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