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Legislazione Urbanistica

Appunti dal corso di legislazione Urbanistica del Prof. L. Casini basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Architettura, Corso di laurea in scienze dell'architettura.

Esame di Legislazione urbanistica docente Prof. L. Casini

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logica e cronologica e una funzione integrativa. I poteri legislativi, esecutivi e

giudiziali si svolgono con atti tipici, nel caso dell’indirizzo politico non vi sono atti

tipici; infatti tali funzioni si attuano attraverso atti di diversa natura.

Negli ordinamenti contemporanei vi sono settori che necessitano un intervento non

di parte dello Stato. Perché gli interventi non siano di parte sono stati creati poteri

indipendenti con compiti di tutela della concorrenza e del mercato, di controllo

della borsa e del mercato finanziario… questi organismi controllano settori

dell’economia senza esser sottoposti a direttive governative e i componenti non sono

nominati dal governo.

Non solo il Parlamento ha potere legislativo, infatti anche Governo e regioni

possono emanare atti con forza di legge.

La funzione esecutiva non spetta solo a Governo ed amministrazione, in quanto

anche al giudice è data la possibilità di svolgere attività amministrativa a protezione

degli interessi di persone non capaci di intendere e volere. Si può facilmente intuire

che non vi è una perfetta identificazione tra funzioni ed organi chiamati a svolgerle.

Lo Stato è in un permanente conflitto con la società civile, costituita dai cittadini in

lotta per la libertà. Esso tende a comprimere le libertà, la società ad ampliarle.

La situazione ai giorni d’oggi è cambiata. Non vi è più una separazione netta tra Stato e

società civile, accanto al rapporto di opposizione si affaccia un rapporto nel quale lo

Stato svolge una funzione positiva operando a favole dei privati.

Un modo per diminuire il distacco tra Stato e cittadini è costituito dagli strumenti di

democrazia indiretta: in primo luogo l’elezione dei titolari degli organi principali

dello Stato. Più difficile è la democrazia diretta: consente alla stessa società civile di

prendere le decisioni che la riguardano. Uno strumento simile alla democrazia diretta è

stato introdotto in Italia con il referendum o deliberazione popolare diretta.

La prima forma di Stato che si è avuta fu lo Stato patrimoniale, in cui gli istituti e gli

aspetti principali dello Stato sono ancora regolati dal diritto privato; la persona fisica

del monarca non si distingueva dalla persona giuridica dello Stato. Nel settecento si

sviluppò lo Stato di Polizia che allargò la sua attività a campi lasciati prima alla sfera

privata. Nell’ottocento si sviluppò lo Stato di diritto o Stato liberale che riconosce e

tutela i diritti del cittadino; si diffonde la divisione dei poteri, in modo da non

concentrare tutto il potere in una sola mano consentendo che un potere controlli

l’altro. L’ultimo sviluppo conduce

allo Stato sociale, che riduce o corregge gli squilibri economici e sociali e tenta

d’assicurare un’uguaglianza sostanziale.

Le principali forme di stato attuali sono:

In relazione all’equilibrio ed alla distribuzione dei poteri pubblici sul territorio,

unitarie, federali e regionali

In relazione al rapporto tra società e Stato, democratiche e autoritarie

In relazione all’assetto dei rapporti economici, capitalistiche e socialiste

Lo stato italiano è

Repubblicano

Democratico

Regionale

Pluralista (si garantiscono diritti ai soggetti ed ai gruppi e formazioni sociali)

I rapporti tra stato e chiesa possono ispirarsi a vari principi:

Laicità (irrilevanza per lo Stato dei rapporti con le confessioni religiose)

Confessionalismo (l’opposto della laicità)

Giurisdizionalismo (lo Stato ritiene importante il fenomeno della religione e lo

disciplina unilateralmente)

Regime concordatario (lo Stato stabilisce accordi bilaterali con la Chiesa)

L’art.7 della Costituzione dice che:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani, ciascuno nel proprio

ordine

I rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dai Patti Lateranensi

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono

procedimento di revisione costituzionale. Esistono modificazioni fatte d’accordo

tra Stato e Chiesa, oppure unilaterali solo da parte dello Stato italiano.

L’art.8 della Costituzione regola i rapporti tra Stato e altre confessioni religiose;

questo stabilisce che tali confessioni sono egualmente libere davanti alla legge ed

hanno diritto di organizzarsi autonomamente purché non contrasti con

l’ordinamento giuridico italiano.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Funzioni attività rivolta a un fine pubblico indicato da una norma

• Organizzazione

• Personale parte strumentale

• Finanza

• Procedimenti e provvedimenti la P.A agisce seguendo un procedimento che è

• obbligata a seguire, e che cambia a seconda dei fini pubblici.

Il provvedimento è invece l’atto finale del procedimento. Per esempio il piano regolatore è un

provvedimento.

Le funzioni sono determinate dal variare dei fini pubblici.

La parte strumentale (che comprende funzioni organizzazioni e personale) permette il

conseguimento del fine.

Finanze, procedimenti e provvedimenti costituiscono la parte dinamica.

REGOLAZIONE si definiscono i compiti e le competenze dell’amministrazione e chi le

svolge (legge 117, che distingue le materia che sono di competenza allo stato o alla regione

ESERCIZIO DELLA FUNZIONE quando in concreto vengono svolti i compiti regolati in momento

precedente (art 118)

ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

E’ un elemento della pubblica amministrazione (organizzazione, funzioni , personale, finanza

procedimenti&provvedimenti). Costituisce l’insieme dei mezzi con cui agisce.

il diritto amministrativo nasce circa del XIXsec.

Per lungo tempo l’organizzazione amministrativa non è stata studiata perché l’interesse

generale era rivolto solo verso gli effetti sui cittadini, non sui procedimenti assegnazioni ecc.

quindi ci si interessava solo di cio che avveniva all’esterno, il resto diventa piu importante verso

la 2 metà del XXsec.

NOZIONE:Si può distinguere un organizzazione sia

in senso statico! componenti, soggetti

• in senso dinamico regolamenti ed organizzazione propria della PA.

!

ORGANIZZAZIONE!ELEMENTI

Si individuano le varie Funzioni es. beni culturali, tutela ambiente

• Si stabiliscono gli Uffici per svolgerla: unità organizzative di base

• Si danno i Poteri agli uffici: i poteri esprimono i compiti che un ufficio svolge, la

• competenza esprime la misure dei poteri che gli sono conferiti(se si va oltre i propri

poteri si ha un vizio di competenza, se si esercita una potere non proprio si ha vizio

di incompetenza)

Esempio: creazione del ministero peri beni culturali e ambientali nel 1974: si è riconosciuta la

necessità di regolare precisamente la tutela dei beni culturali. Stassa cosa è avvenuta per la

tutela dell’ambiente: cioè si è riconosciuta la necessità di un ufficio per la funzione che doveva

esercitare.

Un UFFICIO è un unità organizzativa minima, di base dell’organizzazione.

Tipi di uffici

UFFICI COMPLESSI hanno più uffici al loro interno

• UFFICI SEMPLICI

• UFFICI ENTI sono dotati di personalità giuridica (esistono nell’ordinamento come

• soggetti, hanno quindi la capacità di essere imputati

UFFICI ORGANI sono in grado di agire per conto dell’ufficio ente di cui fanno parte, le

• loro responsabilità ricadono sull’ufficio ente (es. giunta regionale, ministero)

MERI UFFICI (es. segreteria)

• UFFICI ORDINARI

• UFFICI STRAORDINARI

• UFFICI MONOCRATICI es ufficio del sindaco

• UFFICI COLLEGIALI es giunta comunale, consiglio del ministri.

• UFFICI CENTRALI es INPS, fa capo a tutto il territorio nazionale,

• UFFICI LOCALI regioni

• UFFICI PERIFERICI uffici dislocati fisicamente distanti dal centro, che fanno capo

• all’ufficio centrale es munifico, es sovrintenza

RAPPORTI TRA UFFICI

Subornizaione, sopraordinazione

• Equiordinazione quindi c’è parità oppure primazia (primus inter pares) es. persidente

• del consiglio comunale

Autonomia

La prima fa riferimento quando un ufficio è collocato in posizione sopraordinata (o subordinata)

rispetto ad un altro. Esistono varie categorie come

la gerarchia,

• la direzione,

• controllo

• e delega.

• gerarchia

La è il potere massimo che un ufficio può avere su un altro (in questo caso

l’ufficio può dare ordini o sostituirsi ad uno subordinato), riscontrabile nell’ordinamento

militare.

• direzione

La è frequente nell’organizzazione amministrativa (l’ufficio dirige un

altro dando indirizzi, fissando obbiettivi e verifica che questi siano rispettati). Per

quanto riguarda i Ministeri, al vertice è presente un Ministro; sottoposto ad esso,un

segretario generale che ha il compito di coordinare le diverse direzioni generali; ogni

direzione generale è articolata in altri uffici (sempre direzioni ma non generali); a loro

volta queste direzioni sono articolate in altri uffici (spesso chiamati servizi), che possono

essere articolati in divisioni. Una struttura amministrativa è costruita quindi secondo una

logica piramidale: allontanandosi dal vertice si ha un numero sempre più ampio è più

piccolo di uffici. La stessa struttura è riproponibile sia per una Regione sia per un

Comune.

• controllo

Il viene spesso esercitato non all’interno dello spesso ufficio complesso; in

Italia è effettuato nella maggior parte dei casi da uno specifico organo dello Stato: la

Corte dei Conti, organo deputato a controllare l’attività delle amministrazioni. Esiste

un controllo contabile, che verifica le spese, i bilanci; il controllo di gestione, che

verifica il modo in cui viene gestito un ufficio; un controllo di legittimità amministrativa,

che verifica come le norme sono state rispettate.

• delega

La rappresenta l’ipotesi in cui un ufficio aumenta il potere dell’ufficio

subordinato, trasferendo dei compiti che quell’ufficio non ha.

1. MINISTRO

2. SEGRETARIO GENERALE

VARIE DIREZIONE GENERALI

3. VARIE DIREZIONI

4.

5. SERVIZI

La seconda fa riferimento ad uffici che sono in posizione equiordinata.

Esistono due categorie di rapporti: parità e primazia.

La prima si riferisce a due uffici in posizione identica; la seconda invece ad uffici che, pur

essendo sullo stesso piano di altri, hanno dei poteri in più (il presidenti comunale ha una

posizione di primazia rispetto ai consiglieri comunali); l’ufficio sarà primus inter pares.

L’ultima si divide in autonomia politico-amministrativa ed autonomia organizzatoria.

AUTONOMIA POLITICO AMMINISTRATIVA

• la possibilità di darsi un indirizzo politico diverso da quello statale (Provincia, Regione,

Comune); ossia potersi dare una struttura di vertice che politicamente ha un

orientamento diverso da quello nazionale. Sono eletti dai cittadini(chi viene eltto dai

citadini infatti risponde meglio alle loro esigenze), e non nominati dal governo. Essa è

stata creata per rendere concreta la possibilità al cittadino di essere rappresentato

AUTONOMIA ORGANIZZATORIA

• permette all’ufficio di dotarsi di un proprio ordinamento autonomamente. L’atto che

esprime generalmente questa autonomia è lo statuto di un ente (a volte anche un

regolamento d’organizzazione).

es. regioni provice comuni hanno un proprio statuto

DECENTRAMNTO AMMINISTRATIVO

Quando un ufficio centrale trasferisce dei compiti a un ufficio locale (quandi a ragioni, province,

comuni).

DECONCENTRAZIONE un ufficio centrale trasferisce compiti a un ufficio periferico (esempio dal

comune al municipio)

1985 i piani attutativi non sono piu approvati dalle regioni o dai comuni (=decentramento)

In itlaia hanno avuto luogo tre grandi operazione di decentramento amministrativo:

1970-1972

• 1975-1976

• 1997-1998

Legge 1970 1972 sono state istituite le regioni (come enti pubblici) con una legge a statuto

ordinario, iniziano ad esistere giuridicamente, sono trasferiti pochi compiti

1975 1977una legge ha delegato al governo il compito di emanare dei decreti di trasferimento di

compiti DPR (perché fino all’88 non c’era l obbligo di chiamare gli atti con il proprio

!1977

nome) 616/1977: Lo stato si ritira dalla materia urbanistica e paesaggistica. Ciononostante il

decentramento non è attuato pienamente perché sono trasferite le funzioni ma no le risorse.

1997 2001 RIFORME BASSANINI il più consistente decentramento italiano.

Legge n 59/1997

Lo stato dedidva cosa trasferirei, ’97 per dare completa esecuzione al principio di sussidiarietà si

inverte la logia, e si indicano solo i compiti che spettano allo stato (in senso amministratico, una

legge non si puo occupare del potere legislativo)

Dlg 112/1998

È stato introdotto a livello legislativo il principio di sussidiarità = le funzioni sono svolte dall’ente

più vicino ai cittadini

Riforma del ’97 ’98 (che viene dal “basso” dall’amministrativo) ha rotto l’equilibrio tra potere

legislativo e amministrativo nelle materie concorrenti. La riforma ha ampliato la materia

amministrativa, creando un netto squilibrio, quindi:

2001 si ricompone lìequilirbio, con un riforma costituazionale. viene usato l’elenco delle funzioni

amministrative della legge del 1997 anche per le funzioni legislative. Viene modificato l’art 117

della costituzione (fretta di completare il decentramento.)

Questo inizialmente prevedeva un elenco di materia, tra cui l’urbanistica, di competenza

concorrente, per le quali le regioni avevano competenza legislativa e amministrativa.

L’operazione di decentramento del 97 98 ha attribuito potere amministrativo alle regioni, le

quali non avevano potere legislativo.

1946 1948 regioni a statuto speciale, con legge costituzionale

Legge 170 istituisce le regione e delega al governo a trasferire compiti.

175 “

’97 legge

’98 decreto legislativo

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’

È un criterio di ripartizione delle funzioni

• Cardine dell’amministrazione

In sintesi il principio di sussidiarietà si potrebbe riassumere nella formula: se un ente che sta "più

in basso" è capace di fare qualcosa, l’ente che sta "più in alto" deve lasciargli tale compito e

sostenerne l’azione.

In questo modo il principio di sussidiarietà, che è un principio organizzativo del potere basato su

una ben precisa antropologia, traduce nella vita politica, economica e sociale una concezione

globale dell’essere umano e della società: in questa concezione, il fulcro dell'ordinamento

giuridico resta la persona, intesa come individuo in relazione, e perciò le funzioni pubbliche

devono competere in prima istanza a chi è più vicino alle persone, ai loro bisogni e alle loro

risorse.

Oltre a questo principio di sussidiaerietà verticale, la sussidiarietà puo essere intesa in senso

“orizzontale”, ossia che riguarda il rapporto pubblico privato, e non solo il pubblico. Es:

all’amministrazione che interviene se i privati no sono in grado di raggiungere autonomamente

un fine pubblico.

L’altro principio è quello della distinzione tra politica e amministrazione:

nel nostro ordinamento la PA si compone di una parte politica, di vertice, e una amministrativa

(gli uffici in senso proprio) i titolari di questi uffici amministrativi in senso prprio sono inseriti nel

circuito politico democratico.

La parte politica conserva il potere di nominare i totlari delgi uffici, e sostituire i titolari

nominati dal ministro precedente.

L’amministrazioe italiana è MULTIORGANIZZATIVA, ossia basata sulla differenziazione e pluralità

(tanti enti, diversi tra loro)

AMMINISTRAZIONE LOCALE SIMILE A QUELLA STATALE

Sindaco inidirizzo politico, al vertice insieme alla giunta

• Consiglio compiti normativi, adotta regolamenti

• Giunta nominata dal sindaco, gode della fiducia del consiglio

Gli assessori sono dunque simili ai ministri, e un assessorato è diviso in vari dipartimenti come

un ministero.

In ambito urbanistico sono gli organi politici a svolgere le attività

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO: serie di attii e operazione tra loro collegati volti all’adozione

di un atto finale per perseguire un fine pubblico indicato da una norma.

LEGGE URBANISTICA DEL 42

lavoro iniziale dello stato. I piani regolatori dovevano essere approvati dall’autorità statele

(ministero dei lavori pubblici

con il tempo l’autorità statale nell’urbanistica è svanita ad eccezioni di alcuni vincoli

indiretti

per l’urbanistica quindi a livello legislativo e amministrativo il carattere governativo è

scomparso, e la legge di riferimento è quella regionale.

CASO LUSSEMBURGO.

Inadempimento di uno stato (art 48 trattato)

La commissione europea

È garante del principio di libera circolazione

• Evita che il settore della pubblica amministrazione sia definito arbitrariamente da

• ogni stato della ue

Vuole che l’accesso sia libero, ad esempio per i posti di lavoro negli enti incaricati della

• gestione di un serviio commerciale, nell’insegnamento publico ecc.

Lussemburgo

Termine di attivazione concesso è troppo breve

• Per l’applicazione è necessario tenere conto di compiti e responsabilità inerenti al lavoro;

• l’idea di pubblica amministrazione per il Lussemburgo (che non è definita nel trattato, il

quale prevede infatti una deroga all’art 48 per i lavoratori della p.a.) ha accezione

ISTITUZIONALE fa rifermento alla natura giuridica del soggetto.

!

[i soggetti possono essere

1. Personae fisiche Nell'ordinamento italiano sono persone fisiche gli esseri umani che

con la loro nascita diventano soggetti rilevanti ai fini del diritto, in quanto secondo

l'articolo 1 del codice civile divengono titolari di diritti e doveri, cioè acquisiscono

la capacità giuridica.

Con il raggiungimento della maggiore età, 18 anni per l'ordinamento italiano, la

persona fisica acquisisce la capacità di agire, cioè la possibilità di porre in essere

atti rilevanti ai fini giuridici.

Al momento della morte dell'individuo si estingue anche la sua soggettività giuridica.

2. Persone giuridiche, Sono enti che vengono creati per avere capacità giuridica e di

agire, nel caso di società (persone giuridiche private) o di autorità statali (persone

giuridiche pubbliche, le quali però possono essere create soltanto dalla legge.)

Nell'ordinamento italiano il codice civile, , contempla le persone giuridiche, pubbliche (art.

11) e private (art. 12 e 13). La disciplina delle persone giuridiche private è contenuta nello

stesso codice, mentre quella delle persone giuridiche pubbliche è sparsa in una pluralità di leggi,

riferite a determinate categorie (ad esempio, gli enti locali) o a singoli enti.

Sono persone giuridiche private:

le associazioni riconosciute;

▪ le fondazioni;

▪ le società per azioni;

▪ le società a responsabilità limitata;

le società in accomandita per azioni;

▪ le società cooperative a responsabilità limitata.

Sono invece persone giuridiche di diritto pubblico:

lo Stato;

▪ le regioni, le città metropolitane, le province ed i comuni, nonché gli altri enti

territoriali locali (comunità montane, comunità isolane, unioni di comuni e consorzi fra

enti territoriali);

gli altri enti pubblici, nazionali e locali; si tratta di una categoria molto vasta ed

▪ eterogenea nella quale rientrano, a titolo di esempio, gli enti previdenziali,

le università, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le aziende

sanitarie locali, gli ordini professionali ecc.

Per il Lussemburgo la pubblica amministrazione è l’insieme delle persone giuridiche

pubbliche

Il trattato (1957) non aveva definito specificamente cosa fosse la pubblica amministrazione

perché ancora non c’era stata un’espansione e differenziazione del settore pubblico nei singoli

stati! non c’era la necessità

Con in tempo nascono le controversie circa questa problematica e nasce l’esigenza per la

commissione di escludere alcuni settori dalla p.a. quanto riguarda l’articolo 48

Infatti ciò che conta è la pubblicità dell’interesse curato dal soggetto, non la natura giuridica

pubblica del soggetto stesso

Amministrazione :

mette in atto le leggi

▪ agisce con discrezionalità, ossia agisce valutando più interessi nel perseguimento di un

▪ fine pubblico

nel dare voce alla legge deve valutare con discrezionalità i diversi fattori in gioco.

▪ L’amministrazione è cura concreta (non astratta come accade per le leggi) di interessi

pubblici.

Amministrazione pubblica: insieme di soggetti che svolgono un attività diretta a perseguire un

fine pubblico indicato da una norma

Per definirla servono tante definizione perché sono tanti e variabili i fini pubblici (al variare di

questi variano anche i soggetti

Nel caso del Lussemburgo il fine è definito dall’art 48 che è volta a garantire la libera

circolazione dei membri dell’UE l’amministrazione pubblica è in funzione delle norme che

definiscono i fini.

Dato che i fini cambiano si dice che la PA è a geometria variabile, ossia i suoi confini

cambiano e cambiano anche i soggetti

La definizione della pa per il caso del Lussemburgo è data dalla corte di giustizia è

RESTRITTIVA

La corte di giustizia da una nozione restrittiva e giurisprudenziale (data dai giudici) vale solo per

la libera circolazione dei lavoratori.

Ogni nozione di amministrazione è funzionale al conseguimento del fine pubblico da

raggiungere

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Insieme di soggetti (statici) che svolge un’attività (dinamica) diretta a perseguire un fine

pubblico indicato da una norma (predeterminata)

Non vie è un’unica definizione per la pubblica amministrazione poiché vi sono molteplici

“fini pubblici” e di conseguenza cambiano anche i soggetti.

È una NOZIONE

Nozione restrittiva

• Giurisprudenziale

• Funzionale al raggiungimento del fine pubblico indicato dalla norma

• Estensiva –allarga i confini della pa

Nel caso italiano la definizione di pubblica amministrazione è normativa e quasi definita dal

D.L. 30/03/2001 n 165 art1 comma 2 (omnicomprensiva dei soggetti pubblici (per la

regolazione del lavoro alle dipendenze alla amministrazioni pubbliche)). La tecnica scelta è

quella elencativa che non lascia la possibilità di un interpretazione

Per esempio Olimpiadi Roma 2020, definire a chi devo applicare la norma: definire la pa

Il comune crea una spa, considerare questo ente pivato come uno della p.a.

Definizione di Pubblica amministrazione nell’art 22 comma e della legge 241 del 1990, in

questo caso la definizione è ESTENSIVA.

e) per "pubblica amministrazione", tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto

privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale

o comunitario.

Le definizione sono molto diverse perché varia il fine pubblico.

Fine pubblico: garantire l’acceso ai documenti amministrativi.

Nella costituzione ci sono solo l’arti 97 e 98 dedicati esplicitamente alla P.A poiché nel 1948

la P.a non era ancora sviluppata.

Art. 97.

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il

buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.

Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le

responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti

dalla legge.

Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.

Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i

militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti

diplomatici e consolari all'estero.

P.A apparato servente del governo ma in realtà imparziale e quindi indipendente. (il governo

propone una legge al parlamento, la legge è al di sopra del governo. Ila pa quindi non dipende

dal governo ma dalle leggi.

In 2 articoli sono esposte 3 idee di pa.

Del governo

• Indipendente

• Al servizio della nazione (non dello stato, ma del popolo)

• 1865 1942 dall’edilizia all’urbanistica

• 1942 1977 dall’urbanistica al governo del territorio

• 1977 2001 governo del territorio come contenitore di urbanistica ed edilizia

• 2001…

Nella Legge sull’ “esproprio di pubblica utilità” una della prime norme unifiromi sul

territorio nazionale, si fa rifermento ai comuni che potevano approvare dei piani di

contenuto edilizio (es: distanza tra fabbricati, sull’abitato ecc)

1807 in Francia c’è una prima legge sull’allineamento e le distanze tra fabbricati

1942 si da una prima definizione di urbanistica con riferimento all’intero territorio

nazionale, non è più limitata all’urbs come centro abitato, si distacca dall’edilizia

Nel ’48 entra in vigore la costituzione che lascia sostanzialmente immutata la legge del 42,

approvata solo pochi anni prima, cosa che accadde anche con la legge sui beni culturali del ‘39

La costituzione del ’48 aveva proposto che ci fosse una compenteza legislativa delle regione

cosa che si è realizzata solo dopo il 70, con la nascita delle regioni, che però hanno iniziato a

legiferare significativamente solo nel ‘90

Il concetto di proprietà è il diritto sui cui si basa l’urbanistica

La costituzione da una concezione di prorpiertà che ha una profonda incidenza sull’urbanistica.

La proprietà non è indicata come un diritto fondamentale, ma nei rapporti economici. Il fatto

che la proprietà non sia quindi un diritto assoluto e inviolabile è testimoniata anche dal fatto

che esistono procedimenti come l’esproprio.

La materia urbanistica fu considerata una della più importanti da decentrare

Nel 75-77 i decreti hanno agito per avviare il decentramento, uno molto importante fu il

616/1977

All’art 81.82 viene definita la materia urbanistica, l’unica definizione normativa che tuttora

costituisce l’unico exemplum in tutto l’ordinamento giuridico italiano

La definizione include tutti gli aspetti relativi al territorio e aggiunge anche la protezione

dell’ambiente.

Dopo la seconda guerra mondiale, e il successivo boom economico, emergono vari interessi

come quello dell’edilizia economico popolare (1962) progressivamente appare l’interesse

agli insediamenti produttivi, protezione ambientale, che non vengono considerati come

autonomi ma si aggiungono alla definizione di urbanistica, fino a portare alla locuzione governo

del terrirorio.

L’urbanistica è vista come una materia che riguarda ogni aspetto del territorio

Gli interessi emersi negli anni precedenti acquistano sempre piu importanza, fino a richiedere

poi un distacco dall’urbanistica guadagnando una propria autonomia, come per esempio

l’ambiente, alla cui tutela viene dedicato un ministero apposito nell ’85 e una procedimento

apposito di valutazione (via)

Cambiano anche le varie esigenze, i provvedimenti non sono mirati solo all’espansione ma

anche al recupero

Il governo del territorio diventa un contenitore di piu funzioni, le principali sono

l’urbanistica e l’edilizia, che dal 2001 viene regolata dal testo Unico dell’edilizia.

2001 le modifiche apportare alla costituzione il governo del territorio viene inicato come

comprensivo dell’urbanistica e dell’edilizia

Inoltre quasi tutte le regioni d’Italia si sono dotate di una legge sul governo del territorio che

comprenodno norme sull’edilizia e sull’urbanistica

E inoltre esistono leggi ruanistiche come quella del lazio del 1999 che non riguarda tutte le

disposizione edilizie ma solo l’urbanistica.

L’evoluzione normativa della materia urbanistica ed edilizia è stata condizionata dal

problema del riparto delle competenze, tanto che il 616 è un decreto per la decentrazione

ed è l’unica definizione di urbanistica

L’ediliza è in qualche misura subordinata all’urbanistica perche è un invervento edilizo deve

essere conforme alla materia urbanistica

La divisione tra urbanistica ed edilizia, iniziata nel ’77 trova il punto d’arrivo nel 2001

1942 diversi livelli di pianificazione

I sovracomunale, piano territoriale di coordimaneto, adottato e approvato dallo stato

• ( per stato si intende il ministero dei lavori pubblici

II comunale, piano regolatore generale, approvato dallo stato, e adottato dal comune

• III subcomunala, approvato dallo stato, adottato dal comune

A questi tre tipi di pianificazione, territoriale, generale e attuativa si sono aggiunti anche altri

tipo di pianifcazione, come quella intercomunale, o i piani di fabbricazione, che riguardano

comunei molto piu piccoli, in alternativa del prg, esisteva inolttre un quarto livello, ossia erano

possibili attuazione con il piano di lottizzazione.

Con l’avvento delle regioni cambia il sistema

Negli anni 60 affiora l’interesse dell’edilizia economica popolare, a cui viene asseganto un

piano apposito (PEEP). Questo piano è uno strumento attuativo del prg, che ha però il potere

di modificare il prg, applicando la cosiddetta variante automatica.

Nel ’71 viene introdotto il PIP, piano per gli insediamenti produttivi

’67 LEGGE PONTE, una legge che doveva essere una mdofica provvisoria della legge del 42 in

vista di una nuova legge mai redatta

Viene previsto accanto al piano particolareggiato il piano di lottizzazione che è un piano ad

iniziativa privata

Negli anni ’70 lo stato comincia a ritirarsi dalla materia, e i suoi compiti vengono attribuiti alle

regioni

’78 PdR viene introdotto un piano di recupero per il patrimonio edilizio esistente

’80s emergono nuovi interessi che determinano la creazione di nuovi strumenti

Al primo livello quindi compaiono nuovi piani, i piani di bacino, per il parco (’91)e

pasaesaggistico

Quest’ultimo ora raccoglie il piano paesistico del ’39 e il piano territoriale introdotto nel ’95

dalla legge galasso

Questi piani hanno un potere prevalente sugli altri strumenti, anche sul ptc

Per tutelare alcuni interessi sono stati inoltre creati enti appositi, come l’autorita di bacino e

l’ente per il parco.

Dal 2008 la sato per questi aspetti ha guadagnato più potere.

Con l’art 47 della legge dell 85 ora i piani attuativi sono approvati solo dal comune

Negli anni ’90 viene introdotto un nuovo livello di pianificazione, al livello immediatamente

sottostante al livello del piano territoriale, ossia il piano di cordinamento provinciale (PTCP)

Il prg ha iniziato a essere scomposto, prevedendo un piano strutturale e uno operativo, o

indicando i contenuti strutturali e quelli operativi. L’approvazione in molti casi è data ora

dalla provicincia

Per variare il piano operativo è sufficiente l’adozione e l’approvaizone comunale, per quella

strutturale l’approvazione è della provincia

Nel ‘92 inizia a prendere piede un urbanistica per progettie programmi, invertendo la logica

dell’urbanistica per piani. Ma va collocata all’interno del sistema di pianificazione.

Legge ponte: modifica la legge urbanistica in vista della creqazione di una nuova legge mai

realizzata

Questa legge prevede limiti di edificabilità in assenza di pianificazione (zone bianche)

• Introduce i piani di lottizzazione convenzionata

Il limite massimo di edificabilità sarà ulteriormente ridotto dalla legge Bucalossi, che tra

l’altra cambia il nome della licenze edilizia in concessione edilizia.

La concessione è l’attribuzione ad un soggetto privato di un diritto che prima non

• aveva,

l’autorizzazione permette l’attuazione di un diritto che già si possiede.

Pertanto il diritto di costruire ora appare appartenere solo allo stato, che può concederlo a

privati ( il diritto di costruire quindi non è compreso nel diritto di proprietà secondo la legge

bucalossi=

Con il decreto ministeriale del 1968 vengono fissati degli standard teorici, i singoli piani

traducono questi standard nella partica

I piani avranno nomi diversi per ogni regione, ma i contenuti sono gli stessi

Formazione del piano:

iniziativa d’ufficio a livello comunale (gli unici di parte sono i piani di lottizzazione, i

progettisti incaricati predispongono un progetto (fase istruttoria, vengono acquisiti fatti e

interessi)

fase decisoria

suddivisa in adozione (comunale)

• approvazione (regionale o provinciale)

• l’adozione del piano ha effetti importanti, quali le misure di salvaguardia. Queste sono

in vigore fino all’approvazione. Una volta adottato il piano è pubblicato negli uffici del

comune e per 30gg chiunque può prendere visione del piano e presentare opposizioni ed

osservazioni (partecipazione), dalla valenza difensiva e collaborativa

l’approvazione generalmente proviene da parte della regione, è regolata dall’art 10

mentre l’adozione è regolata dall’art 9 della legge urbanistica. La regione quindi

verifica il rispetto dei piano di livello superiore. In questo ambito la regione puo

apportare d’ufficio delle modifiche che garantiscono l’osservanza del ptc e degli

standard (es di parcheggi) volte ad accogliere le istanze di opposizione od osservazione.

Il piano ha quindi durata illimitata dal momento dell’approvazione. Se non si ha

l’approvazione entro 5 anni le misure di salvaguardia decadono ed il piano non può essere

approvato.

SENTENZA 55/1958

Art 7 per i soggetti privati è contro l’art 42 della costituzione

Si prevede una sorta di esproprio ed è quindi necessario un indennizzo

Per la difesa invece i beni non sono indennizzabili in quanto i vincoli posti con la

pianificazione conformano la proprietà , cambiano la materia del diritto di proprietà

Secondo i proprietari questi vincoli in realta di fatto determinano uno svuotamento del diritto

del proprietà e quindi ritengono necessario un indennizzo

La corte costituzionale distingue due tipologie di vincoli:

conformativi

• espropriativi

per l’art 42 è possibile la compressione della proprietà privata salvo indenzzio: gia nel 66 era

stato stabilito dalla stessa corte che l’espropriazione formale è equivalente a quella

sotanziale.

La proprietà privata è in questo caso menomata sia con traslazione dei diritti di

prorietà(esproprio) sia con lo svuotamento del contentuo del diritto e quindi è in entrambi i casi

è necessario un indennizzo.

L’indennizzo per non è previsto nel caso di vincoli conformativi (ossia vincoli che hanno

carattere di generalità), che si differenziano dagli espropriativi perché riguardano un’intera

categoria di soggetti, non colpiscono i singoli soggetti come nel caso di un’area intera e

determinata, ma tutti quelli che si trovano nella stassa condizione.

La localizzaizone è indennizabile

La zonizzazione non è indennizzabile

La legge 1187/68 i vincoli durano 5 anni fino all’approvazione dello strumento attuativo (che

ha durata decennale)

1977 la legge bucalossi, oltre a diminuire l’indice di edificabilità in decadenza del piano, e a

chiamare concessione la licenza edilizia risolve il problema creato dalla decadenza dei vincoli,

indicando la facoltà di costruire non piu come una facolta facente parte del diritto di

proprietà, ma come un diritto che deve esere concesso dallo stato.

SENTENZA 5/1980

La norma in questione prevede i parametri, in particolare il valore agricolo medio per

stabilire l’indennitata dell’esproprio.

Per l’accusa: c’è una violazione dell’articolo 42 della costituzione perche l’indennizzo

previsto dalla legge è molto inferiore al valore effettivo della proprietà

C’è una violazione dell’art 3 perche il coefficiente si riferisce al numero di abitanti, parametro

che determinava il valore dell’indennizzo

Per la corte costituzionale l’indennizzo deve costituire un serio ristoro, anche se on

equivalente, alla perdita subita (non equivalente perché viene perseguito un fine pubblico)

Non si puo non tenere in conto la nature e l’edificabilità del bene. Il diritto di edificare

costituisce un’aspetto integrante il diritto di proprietà.

Riprende una sentanza della corte europe per affermare l’incostituzionalità della norma

SENTENZA 179/1999

Il comune di Roma ha reiterato i vincoli, ciò equivale a un’espropriazione sostanziali; cosi la

decadenza dl vincolo non tutela in alcun modo la proprietà

Per la corte costituzionale la reiterazione svuota la proprietà

La cc non vuole limitare la possibilità di reiterazione (allo scadere del 5 anni) che puo

rispondoere un interesse pubblico. C’è l’esigenza di un euilibrio tra interesse pubblico e

privato.


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malachia

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher malachia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Casini Lorenzo.

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