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discipline e attività didattiche aggiuntive;

- progetti educatici specifici per la diffusione delle lingue e culture

- minori locali;

programmi di sostegno in favore dei soggetti portatori di handicap;

- accordi con enti pubblici e privati specialistici, per l’organizzazione

- di un servizio di orientamento scolastico;

intese con la Regione e con gli enti locali per favorire l’integrazione

- tra sistemi educativi.

L’autonomia organizzativa

E’ finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione,

dell’efficienza ed efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al

miglior utilizzo delle risorse delle strutture, all’introduzione di tecnologie

innovative e al coordinamento con il contesto territoriale.

Essa si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in

materia di unità oraria della lezione e delle modalità di organizzazione e

impiego dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse

umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali.

In particolare:

Gli adattamenti del calendario scolastico sono stabiliti dalle

- istituzioni scolastiche in relazione alle esigenze derivanti dal Piano

dell’offerta formativa;

l’orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole

- discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, fermi

restando l’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni

settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo

previsto per le singole discipline e attività obbligatorie;

in ciascuna istituzione scolastica le modalità di impiego dei docenti

- possono essere diversificate nelle varie classi e sezioni.

L’autonomia di sperimentazione

le iniziative finalizzate all’innovazione

Le norme contenute nel testo unico sull’istruzione in tema di

sperimentazione metodologico-didattico e organizzativo-strutturale

cessano di trovare applicazione in quanto le istituzioni scolastico godono

di una ampia libertà organizzativa e di possibilità di scelte didattiche

sufficientemente discrezionali.

Dal punto di vista delle sperimentazioni ordinamentali, il Ministro

dell’Istruzione promuove, iniziative finalizzate all’innovazione, ovvero

progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti a esplorare possibili

innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e

durata, l’integrazione fra sistemi formativi, i processi di continuità e

orientamento.

I progetti devono avere una durata predefinita e devono indicare con

chiarezza gli obiettivi.

L’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo

Le istituzioni scolastiche esercitano l’autonomia di ricerca,

sperimentazione e sviluppo tenendo conto delle esigenze del contesto

culturale, sociale e economico delle realtà locali e curando tra l’altro:

- la progettazione formativa e la ricerca valutativa;

- la formazione e l’aggiornamento culturale e professionale del personale

scolastico;

- la documentazione educativa e la sua diffusione all’interno della scuola;

- gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici.

L’autonomia funzionale

Tale forma di autonomia consiste nel riconoscimento alle istituzioni

scolastiche, di funzioni e competenze già proprie dell’amministrazione

centrale e periferica della pubblica istruzione relative a :

- carriera scolastica e rapporto con gli alunni. Vi rientrano tutti gli

adempimenti relativi alle iscrizioni, frequenze, certificazioni,

documentazione, valutazione dei crediti e debiti, partecipazione a progetti,

disciplina degli alunni;

amministrazione e gestione del patrimonio e delle risorse

- finanziarie. Le istituzioni scolastiche riorganizzano la gestione dei

servizi contabili ed amministrativi in considerazione del nuovo

assetto istituzionale delle scuola e della complessità dei compiti

affidati e concorrono alla specifica formazione e aggiornamento

culturale e professionale del relativo personale;

stato giuridico ed economico del personale ciò in considerazione

- della qualifica dirigenziale riconosciuta al capo di istituto e al

conseguente ruolo di gestione delle relazioni sindacali.

L’attuazione dell’autonomia

Nell’attuazione dell’autonomia ciascuno ha il suo ruolo:

gli organi collegiali garantiscono l’efficacia e l’effettività

- dell’autonomi nel rispetto della norma che ne definisce competenze e

composizione;

il capo d’istituto esercita le funzioni connesse alla riconosciuta

- qualifica dirigenziale;

i docenti hanno il compito e la responsabilità della progettazione e

- dell’attuazione del processo di insegnamento e apprendimento;

il responsabile amministrativo assume funzione di direzione dei

- servizi di segreteria;

il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al

- processo di attuazione dell’autonomia assumendo le relative

responsabilità.

Nell’ambito dell’autonomia le singole istituzioni possono stipulare

“accordi di rete”. Essi possono avere per oggetto:

attività didattiche, di ricerca e di sperimentazione;

- attività di formazione e aggiornamento;

- attività amministrative e contabile;

- acquisto di beni e servizi;

- scambio temporaneo di docenti previa adesione del docente

- impiegato;

organizzazione di laboratori territoriali;

- altre attività coerenti con le finalità dell’offerta formativa.

-

PARTE SECONDA

Capitolo 1: L’amministrazione della pubblica istruzione

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Le competenze del Ministro

Il Ministro è l’organo di direzione politica del Ministero, ed esercita le

funzioni di indirizzo politico-amministrativo.

Esiste un principio di piena separazione tra politica e amministrazione.

Al Ministro spettano:

le decisioni in materia di atti normativi

- la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive

- generali

l’individuazione delle risorse umane

- la definizione di criteri generali in materia di ausili finanziari

- le nomine, designazione i atti analoghi

- le richieste di pareri alle autorità amministrative indipendenti e al

- Consiglio di Stato

Ai dirigenti spetta, invece, l’adozione degli atti e provvedimenti

amministrativi, nonché la gestione finanziaria e amministrativa

mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse

umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via

esclusiva dell’ attività amministrativa, della gestione e dei relativi

risultati.

I poteri del Ministro nei confronti del dirigente

Il Ministro non può revocare, riformare o evocare a sé atti di

competenza dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il Ministro può

fissare un termine entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i

provvedimenti. In caso in cui l’inerzia sia permanente il Ministro può

nominare un commissario ad acta , dando comunicazione al presidente

del Consiglio dei Ministri del relativo provvedimento.

Gli uffici di diretta collaborazione

Per lo svolgimento delle priprie funzioni di indirizzo politico-

amministrativo, il Ministro si avvale degli uffici di diretta

collaborazione che esercitano il compito di supporto all’organo di

direzione politica e di raccordo tra questo e le strutture

dell’amministrazione

Sono uffici di diretta collaborazione:

L’ufficio di gabinetto

- la segreteria del Ministro

- l’ufficio legislativo

- l’ufficio stampa

- le segreterie del vice Ministro e dei Sottosegretari di Stato

- il servizio di controllo interno

- la segreteria tecnica

-

Il vice Ministro e i sottosegretari di Stato svolgono i compiti e le funzioni

espressamente a loro delegati dal Ministro con proprio decreto.

PARTE TERZA

Capitolo 3: la scuola dell’infanzia

Percorso storico-normativo

Nel 1968 la scuola materna è entrata nell’ordinamento scolastico con

finalità di “educazione, di sviluppo della personalità infantile, di

assistenza e di preparazione alla frequenza della scuola d’obbligo,

integrando l’opera della famiglia”.

L’iscrizione risulta facoltativa, l’assistenza gratuita.

Ad ogni insegnante è garantita la piena libertà didattica, nell’obbligo di

orientamenti educativi.

Alla sezione di scuola materna statale sono assegnati due docenti. L’orario

giornaliero è di 8 ore. Sono a carico del Comune tutte le spese di gestione

inerenti alla manutenzione, al riscaldamento e alla custodia dei locali della

scuola materna statale, diversamente gli oneri per l’attrezzatura,

l’arredamento e il materiale di gioco sono a carico dello Stato.

L’attuale ordinamento della scuola dell’infanzia

La riforma Moratti rinomina, nel 2004, la scuola materna come scuola

dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia concorre all’educazione e allo sviluppo effettivo,

psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini/e,

promuovendo le potenzialità di relazione, autonomia, creatività,

apprendimento pertanto per assicurare un’effettiva eguaglianza delle

opportunità educative, concorre alla formazione integrale dei bambini e

delle bambine, realizza la continuità educativa con il complesso ei servizi

di infanzia (continuità con l’asilo nido) e con la scuola primaria.

la frequenza non è obbligatoria.

Modelli organizzativi

le sezioni sono costituite da un numero non inferiore di 18 bambini e non

superiore a 26. L’orario di funzionamento della scuola d’infanzia è

stabilito in 40 ore settimanali con possibilità di estensione a 50 ore.

Permane la possibilità che le famiglie richiedano la fruizione di un tempo

ridotto, per un complesso di 25 ore settimanali.

la scuola accoglie bambini di età compresa tra 3 e 5 anni.

Tuttavia l’inserimento avviene in base:

disponibilità dei posti

- accertamento dell’avvenuto esaurimento delle liste di attesa

- disponibilità dei locali

- valutazione pedagogica e didattica

-

Le indicazioni per il curricolo

Per la scuola dell’infanzia si prevedono i seguenti ambiti di

apprendimento:

- i bambini, la famiglia, l’ambiente di apprendimento

- i campi di esperienza

- il sé e l’atro

- il corpo e il movimento

- linguaggi, creatività, espressione

- i discorsi e le parole

- la conoscenza del mondo.

Le sezioni primavera

rappresentano nella volontà del legislatore di rispondere ad un’esigenza a

una crescente domanda di servizi educativi per bambini di età compresa

fra i 2 e i 3 anni e si qualificano come servizi socio- educativi integrativi

dell’offerta di asili nido e di scuole dell’infanzia.

Capitolo 4: il primo ciclo di istruzione

Articolazione del primo ciclo di istruzione

E’ costituito dalla scuola primaria e dalla scuola secondaria di primo grado

e ha la surata di 8 anni.

la scuola primaria, con durata di 5 anni, si articola in :

un primo anno, un continuum della scuola d’infanzia, teso al

- raggiungimento delle strumentalità di base

due periodi didattici biennali.

-

La scuola secondaria di primo grado ha durata di tre anni e si articola in:

un periodo didattico biennale

- un terzo anno che si conclude con l’esame di Stato .

-

Percorso storico- normativo della scuola elementare

La scuola elementare nasce con la finalità della “formazione dell’uomo e

del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e nel rispetto e

nella valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali. <essa si

propone lo sviluppo della personalità del fanciullo promuovendo

la prima alfabetizzazione culturale. Mediante forme di raccordo

pedagogico, curriculare e organizzativo con la scuola materna e con la

scuola media, contribuisce a realizzare la continuità del processo

educativo”.

L’ordinamento della scuola elementare

Le innovazioni più significative, apportate nel 1990, riguardano:

l’organizzazione didattica per moduli ( tre docenti per due classi)

- la programmazione collegiale ( pianificazione delle attività

- educative)

il tempo pieno e il tempo prolungato ( attività d’integrazione anche

- per gruppi di alunni di classi diverse)

l’orario degli alunni e l’articolazione dell’orario ( 27 ore settimanali,

- 30 con la lingua straniera)

l’orario dei docenti e la loro compresenza ( 24 ore settimanali di

- servizio)

l’insegnamento della lingua straniera

- le nuove norme sulle nomine dei supplenti

-

Scuole elementari speciali

Ha delle caratteristiche che la distinguono da quella comune, quali:

una diversa struttura dovuta a particolari orari, programmi,

- insegnanti specializzati

una categoria di alunni caratterizzati per deficienza fisica o psichica

-

Le scuole speciali per handicappati vengono classificate in:

per minorati psico-fisici

- per handicap della vista

- per handicap dell’udito

-

Il personale che ispira ad insegnare in queste scuole deve essere dotato di

titolo di specializzazione.

tra le scuole speciali rientrano le scuole carcerarie, dove si trovano detenuti

considerati analfabeti o semianalfabeti di età non superiore ai 40 anni. Si

vogliono recuperare dal punto di vista sociale e civile.

Tra le scuole speciali ricordiamo anche le scuole reggimentali, frequentate

da militari in servizio non provvisti di attestato di adempimento

dell’obbligo scolastico.

L’attuale ordinamento della scuola primaria

Con la riforma Moratti, del 2003, la scuola elementare assume la nomina

di scuola primaria a carattere obbligatorio.

Essa promuove:

lo sviluppo della personalità

- lo sviluppo delle conoscenze e delle abilità di base e logico-critiche

- l’apprendimento dei mezzi espressivi

- la costruzione delle basi per l’utilizzazione di metodologie

- scientifiche nello studio del mondo naturale

l’educazione ai principi fondamentali della convivenza civile

-

L’obbligo di istruzione

Alla vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione provvedono :

il Sindaco

- i dirigenti scolastici

-

Entro il mese di dicembre il Comune di residenza predispone l’elenco dei

minori che hanno l’obbligo di istruzione e provvedere a darne notizia ali

interessati. I genitori iscritti all’elenco sono tenuti a iscrivere gli stessi

presso una scuola d’obbligo statale o paritaria e a provvedere direttamente

all’istruzione obbligatoria.

I responsabili delle istituzioni scolastiche che ricevono le iscrizioni al

primo anno dell’istruzione obbligatoria sono tenuti a comunicarlo ai

Comuni di residenza. Per gli altri anni questa comunicazione non è

obbligatoria.

Le autorità comunali, in caso di inadempienze provvedono con

tempestività ad ammonire i responsabili dell’inadempimento, invitandoli

ad ottemperare alla legge. Può essere data notizia anche ai centri di

assistenza sociale. Nel corso dell’anno scolastico i dirigenti sono tenuti a

verificare periodicamente la frequenza degli studenti e effettuare i

necessari riscontri delle cause giustificative delle eventuali assenze.

Modelli organizzativi

La revisione del 2009 prevede l’orario scolastico settimanale articolato in

24,27 e sino a 30 ore, prevede anche il modello di 40 ore, corrispondente

al tempo pieno.

Nella riforma del 2007 E’ confermata l’assegnazione di due docenti per

classe, al quale si aggiungono, eventualmente, quello di religione e di

inglese.

L’insegnante unico di riferimento

Una Riforma del 2008 prevede il modello dell’insegnante unico al quale è

affidata la dotazione di 27 ore d’insegnamento. L’insegnante unico assume

un ruolo di coordinamento della relazione educativa nei riguardi del

singolo alunno e della classe nel suo insieme, nei rapporti con le famiglie,

nell’assunzione dell’impegno e dell’istruzione ed educazione.

La valutazione degli alunni

La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il

comportamento e l’apprendimento scolastico complessivo degli alunni. La

valutazione periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola

primaria dal docente avvero collegialmente dai docenti contitolari della

classe.

I docenti di sostegno partecipano alla valutazione di tutti gli alunni.

i voti numerici attribuiti nella valutazione periodica e finale sono riportati

anche in lettere nei documenti di valutazione degli alunni, adottati dalle

istituzioni scolastiche.

Sono anche riportate note ad hoc riferite al caso in cui sia stata deliberata

l’ammissione alla classe successiva pur in presenza di carenze

relativamente al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento.

Quanto alla valutazione del comportamento degli alunni, essa è espressa

dal docente attraverso un giudizio, formulato secondo le modalità

deliberate dal collegio dei docenti e riportato nel documento di

valutazione.

Le indicazione per il curricolo del primo ciclo di istruzione

le nuove indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo

ciclo di istruzione, del 2007, tracciano le linee e i criteri per il

conseguimento delle finalità formative degli obiettivi i apprendimento per

la scuola dell’infanzia e del primo ciclo.

Area linguistico-artistico-espressiva:

italiano

lingue comunitarie

musica

arte e immagine

corpo movimento sport

Area storico-geografica

storia

geografia

Area matematico-scientifico-tecnologica

matematica

scienze naturali e sperimentali

tecnologia

La scuola secondaria di primo grado

La nascita della scuola media

la scuola media nasce nel 1962, perseguendo le seguenti finalità:

scuola della formazione dell’uomo e del cittadino

Offre occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni e

favorisce l’acquisizione di conoscenze specifiche e di capacità logiche,

scientifiche, operative.

scuola che colloca nel Mondo

Aiuta l’alunno ad acquistare un’immagine più chiara ed approfondita della

realtà sociale e a comprendere il rapporto che intercorre fra le vicende

storiche ed economiche.

scuola orientativa

Favorisce l’iniziativa del soggetto per lo sviluppo e lo pone in condizioni

di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale tramite un

processo formativo continuo.

Scuola secondaria

la scuola media si colloca all0interno dl processo unitario di formazione

attraverso la continuità dinamica dei contenuti e delle metodologie.

Attuale ordinamento della scuola secondaria di primo grado

La scuola media assume questo titolo con la riforma Moratti del 2003.

Non è più scuola terminale. Ha i compito di assicurare ad ogni allievo il

consolidamento delle padronanze strumentali e delle capacità di

apprendere, ci conoscenze e di competenze.

E’ impartito l’insegnamento di lingua inglese e di un'altra lingua.

la valutazione finale degli alunni comprende il giudizio di ammissione

all’esame e lo svolgimento di una prva nazionale.

PARTE QUARTA

capitolo 1. il personale docente direttivo e ispettivo

Funzione docente

l’art. 395 D.Lgs. 16-4-1994 definisce la funzione docente come

<< esplicazione essenziale delle attività di trasmissione della cultura, di

contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei

giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro

personalità.>>

In tal senso l’art. 26 CCNL 2006-2009 recita <<La funzione del docente

realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo

sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni>>

La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei

docenti e si esplica in attività individuali e attività collegiali, nonchè nella

partecipazione alle attività di aggiornamento e di formazione in servizio.

Profilo professionale

E’ costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-

didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca.

Le competenze disciplinari rappresentano la padronanza dei contenuti,

delle strutture, dei fondamenti delle discipline di insegnamento.

Le competenze metodologico –didattiche si esprimono nel possesso da

parte del docente della capacità di mediatore culturale , ovvero delle

strategie di insegnamento e dei metodi didattici che introducono i

contenuti disciplinari alla conoscenza degli alunni.

le competenze organizzativo-relazionali qualificano il docente nella scuola

dell’autonomia, non più come un mero tecnico della disciplina, ma come

promotore di una serie di rapporti, con gli alunni, i colleghi, le famiglie, le

altre realtà educative che arricchiscono la sua funzione disciplinare.

Le attività individuali

Si suddividono in : attività d’insegnamento, attività funzionali

all’insegnamento, attività aggiuntive.

Relativamente alle attività d’insegnamento è confermato l’orario di

servizio articolato in 25 ore settimanali nella scuola materna, 22 nella

scuola elementare e 18 in quella secondaria di primo grado.

L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno

inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici.

Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di

programmazione, progettazione, ricerca, aggiornamento e formazione.

Ne consegue che le attività funzionali all’insegnamento richiedono:

adempimenti individuali che riguardano la preparazione delle lezioni,

- la correzione degli elaborati e i rapporti con le famiglie.

adempimenti collegiali che riguardano la partecipazione alle attività

- dei consigli di classe.

Le attività aggiuntive si distinguono in :

attività aggiuntive di insegnamento destinate allo svolgimento di

- interventi didattici ed educativo-interattivi e all’arricchimento della

personalizzazione dell’offerta formativa.

attività aggiuntive funzionali all’insegnamento che consistono nello

- svolgimento di compiti relativi alla progettazione e alla produzione

di materiali utili per la didattica.

Le attività di formazione

la formazione è una risorsa strategica per il miglioramento della scuola e

della crescita professionale del personale.

E’ considerata come obbligo e diritto.

Esistono varie tipologie di formazione:

di ingresso: l’anno di formazione per i docenti di nuova assunzione.

- di servizio: si svolge periodicamente al di fuori dell’orario di

- insegnamento.

La formazione in servizio può essere finalizzata:

alla realizzazione di specifici istituti contrattuali

- allo svolgimento delle funzioni-obiettivo

- al personale che opera nelle scuole site in aree a rischio

- site a forte processo immigratorio

- agli insegnanti che operano in settori particolari

- riqualificazione, riconversione e mobilità professionale

-

Soggetti che offrono la formazione:

istituzione scolastiche

- l’amministrazione scolastica periferica

- l’amministrazione centrale

-

Sono soggetti qualifica per la formazione del personale docente:

Le medesimi istituzioni scolastiche

- le Università

- gli istituti pubblici di ricerca

-

Le funzioni strumentali al POF

Vengono identificate nel loro contenuto con delibera del Collegio dei

docenti in coerenza con il POF che ne definisce i criteri di attribuzione,

numero e destinatari.

Le quattro aree di riferimento sono:

gestione del POF

sostegno al lavoro dei docenti

interventi e servizi per gli studenti

realizzazione dei processi formativi di intesa con enti e istituzioni

esterni alla scuola

Le attività ulteriori

Sono attività individuabili nelle attività di collaborazione con il

dirigente scolastico, di collaborazione plurime nell’integrazione delle

attività d’insegnamento con contratti a tempo determinato.

Con il dirigente scolastico

Esso può avvalersi di docenti da incaricare con specifici compiti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della educazione (AGRIGENTO, PALREMO)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulietta91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione scolastica e norme sulla sicurezza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Calascibetta Michela.

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