Legislazione scolastica
Parte prima
Capitolo 1: Il diritto scolastico nell'ordinamento scolastico italiano
Legge Casati
In vigore dal 1858, su iniziativa del Ministro Casati, fino al 1923, anno in cui fu varata la Riforma Gentile. Il vero centro motore della politica scolastica è il Ministro, perciò la legge Casati prevede un sistema centralistico-burocratico di tipo piramidale con a capo il Ministro dell'istruzione, coadiuvato da:
- Il Consiglio superiore della Pubblica istruzione
- Gli Ispettori generali
- Un Provveditore agli studi in ogni provincia
Principi generali:
- Diritto-dovere dello Stato nel sostituirsi alla chiesa nell'organizzazione delle strutture educative
- Introduzione di scuole per la preparazione dei maestri
- Gratuità e obbligatorietà dell'istruzione elementare
- Affermazione d'uguaglianza dei due sessi
- Rivendicazione esclusiva delle scuole pubbliche di concedere diplomi
L'obiettivo della legge Casati era quello di dare un minimo di istruzione ai cittadini e contrastare l'analfabetizzazione. Il metodo d'insegnamento, assai discusso, era quello "trasmissivo-mnemonico": l'insegnante trasferiva il suo sapere agli alunni (accusato di non consentire agli alunni di esprimere il loro pensiero). L'attuazione della legge riscontrava grosse difficoltà, i contenuti erano troppo incompleti per garantire un'istruzione sufficiente.
I programmi del 1860
Furono i primi programmi. Includevano la religione. Si ribadisce la necessità che all'istruzione vada sempre congiunta l'educazione. Scopo formativo: compiuto dall'educazione morale, religiosa e civile. Scopo pratico: compiuto dallo studio della matematica. In seguito si successero varie leggi che non cambiarono nulla in sostanza (Legge Coppino, Legge Orlando).
Con la legge Credaro l'istruzione passa dalle mani dei Comuni, inadeguati a portarla avanti, allo Stato (1911).
Riforma Gentile
Abrogata nel 1928. A Giovanni Gentile è affidato il compito di disegnare il nuovo assetto scolastico, ispirandosi alle linee guida della filosofia neoidealistica.
- Obbligo scolastico fino ai 14 anni
- Istituzione di scuole speciali per bambini con problemi gravi di vista e udito
- Insegnamento obbligatorio della religione
- Istituzione di rigidi controlli per l'inadempienza dell'obbligo scolastico
- Creazione di un istituto magistrale per la preparazione dei maestri
La scuola superiore è riservata a pochi. Solo chi ha il diploma del liceo classico può iscriversi all'università. Alle classi più modeste è riservata l'educazione al lavoro, svolta attraverso la frequenza della scuola di avviamento professionale.
La scuola democratica: gli articoli 9, 33 e 34 della Costituzione
Art. 9, primo comma: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Quindi è affidato allo Stato la promozione culturale, oltre che allo Stato l'istruzione può essere impartita anche da altri Organi, ma solo lo Stato può garantire che l'istruzione costituisca un diritto di cittadinanza su tutto il territorio, solo esso può garantire l'unitarietà del sistema nazionale di istruzione.
Art. 33, primo comma: L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Un altro articolo ci chiarisce come è intesa la libertà d'insegnamento: La libertà d'insegnamento è intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente. Quindi può essere impartito in qualsiasi luogo, da chiunque nel rispetto del buon costume, dell'ordine pubblico, della pubblica incolumità.
Art. 33, secondo comma: La Repubblica detta norme generali sull'istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Quindi allo Stato compete la predisposizione di mezzi d'istruzione e la creazione di norme generali in materia. Tuttavia, l'istruzione non è riservata solo allo Stato, come dice il comma 3, sempre dell'art. 33: enti e privato hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri dello Stato. Quindi la scuola privata deve costruirsi e gestirsi senza oneri dello Stato, questo non toglie che lo stato possa finanziarla se in difficoltà. Non è invece libera la possibilità di parificare gli studi compiuti in una scuola pubblica con gli studi di una scuola privata.
Art. 34, secondo comma: La scuola è aperta a tutti. Diritto di istruzione. Il diritto di accedere liberamente al sistema scolastico è un diritto civico. Il diritto allo studio si colloca nel novero dei diritti sociali, ovvero quei diritti che promuovono l'intervento dello stato diretto a soddisfare le esigenze essenziali dei singoli.
Art. 30: È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
Art. 38: Gli inabili e i minorenni hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Nascita della scuola media
Legge del 1962, si dispone che "L'istruzione obbligatoria successiva a quella elementare è impartita gratuitamente nella scuola media, che ha la durata di tre anni ed è scuola secondaria di 1 grado".
Scuola materna statale
Legge del 1968, che "accoglie i bambini dell'età prescolastica dai tre ai sei anni e si dispone fini di educazione e di sviluppo della personalità infantile, integrando l'opera della famiglia".
Il tempo pieno
Nel 1971 si istituisce la scuola a tempo pieno. Si avvia la sperimentazione di attività integrativa che affiancano le materie curricolari richiedendo un impegno scolastico più lungo.
I decreti delegati
Alcuni di questi contengono norme giuridiche riguardanti:
- Istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola di ogni ordine e grado
- Stato giuridico del personale della scuola statale
- Corresponsione di un compenso per lavoro straordinario
- Sperimentazione e ricerca educativa
- Stato giuridico del personale non insegnante
L'integrazione degli alunni affetti da handicap
La costituzione attesta che in una scuola realmente democratica, aperta a tutti, devono trovare posto anche alunni handicappati, accanto ad alunni normodotati e che la progettazione di attività scolastiche di sostegno sia da utilizzare mediante dei docenti di ruolo o incaricati a tempo indeterminato. Per affrontare questo problema deve esserci il coinvolgimento di varie istituzioni: famiglia, scuola, la asl, centri riabilitativi. All'individuazione dell'alunno come persona handicappata bisogna formulare un piano didattico individuale, alla cui definizione partecipano genitori, i diretti interessati, gli operatori delle aziende sanitarie locali, scuola e personale specializzato della scuola.
La riforma dell'ordinamento della scuola elementare
1990. Si propone lo scopo dello sviluppo della personalità del fanciullo promuovendone la prima alfabetizzazione culturale. Nella rinnovata scuola elementare trova posto anche l'insegnamento di una lingua straniera, con l'intento di continuità del processo educativo.
La personalità giuridica
"Gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni di alta cultura hanno personalità giuridica e sono dotati di autonomia organizzativa, finanziaria, didattica, di ricerca e di sviluppo." La personalità giuridica porta con sé l'autonomia amministrativa e di bilancio garantendo una più elastica gestione e una più trasparente situazione economico-finanziaria, oltre che una più evidente responsabilità contabile.
Il Testo Unico della scuola
Con una legge, nel 1991, il Parlamento ha autorizzato il Governo di emanare un Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti relative alle scuole di ogni ordine e grado. Da tempo si attendeva la preparazione di un testo unico che, raccogliendo tutte le disposizioni legislative in materia di istruzione, svolgesse un compito chiarificatore e di organica sistematicità.
La carta dei servizi scolastici 1995
L'adozione di questa carta impegna seriamente ciascuna unità scolastica a garantire un servizio più orientato allo studente e perciò qualitativamente migliore perché ancorato a precisi standard che si identificano:
- Nell'uguale possibilità di accesso e di fruizione dei servizi scolastici
- Nell'imparzialità e regolarità dei servizi scolastici
- Nella partecipazione alle scelte scolastiche
- Nella efficienza e trasparenza delle decisioni di politica educativa
- Nel costante aggiornamento didattico dei docenti
Il processo autonomistico delle istituzioni scolastiche 1997
Il legislatore segna con precisione le tappe di questo processo evolutivo:
- Individua il raggiungimento di requisiti dimensionali ottimali attraverso piani di dimensionamento della rete scolastica
- Predispone l'avvio di apposite iniziative che rendano meno traumatico il passaggio al nuovo regime di autonomia
- Definisce con esattezza la portata del riconoscimento dell'autonomia organizzativa, didattica e finanziaria
- Rinvia ad apposito decreto del Ministro dell'istruzione per l'emanazione di istruzioni generali per l'autonoma allocazione delle risorse, per formare dei bilanci, per la gestione delle risorse
- Avvia un programma di riforma e razionalizzazione degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico
- Managerializza lo stato giuridico dei capi d'istituto conferendo loro la qualità dirigenziale
La riforma degli esami di maturità
Nel 1998 si è provveduto a riformare l'esame di maturità. Si articola su tre prove scritte, di cui una a carattere multidisciplinare, ed una prova orale, introduce un nuovo sistema di valutazione del rendimento calcolato in centesimi e prevedono un ulteriore parametro valutativo rappresentato dal credito scolastico, per un totale massimo di 20 punti.
Riforma De Mauro-Berlinguer 2000
Chiamata "riforma dei cicli", è il provvedimento con il quale si è provveduto a una ristrutturazione del percorso educativo degli alunni, adottando una scansione scolastica articolata su due cicli (scuola di base e scuola secondaria) invece dei tradizionali tre cicli. Viene abolita la scuola media come percorso scolastico a sé stante accorpandola alla scuola elementare in un unico corso.
Innalzamento dell'età dell'obbligo scolastico
Legge del 2000. L'obbligo scolastico è elevato da 8 a 10 anni. Era nata da tempo l'esigenza di uniformare il nostro ordinamento scolastico a quello degli altri paesi europei e di fornire agli studenti una base culturale più congrua, facilitando l'ingresso nel mondo del lavoro. Tale riforma però non è mai stata resa operativa.
Introduzione dell'obbligo formativo
Al fine di potenziare la crescita culturale e professionale dei giovani, nel 2000, hanno introdotto l'obbligo di frequenza di attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età. Può essere assolto in percorsi quali: sistema di istruzione scolastica, sistema della formazione professionale di competenza regionale, nell'esercizio dell'apprendistato. Si intende assolto con il conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale.
La riforma Moratti
L.28-3-2003 assume la L.30/2000 come trama normativa di base dalla quale prendere le mosse per delineare una compiuta ed organica riforma della scuola che sostituisca gli effetti applicativi della riforma Gentile.
- Introduzione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione compiutamente disciplinato
- Nuova articolazione degli studi e della scuola d'infanzia: primo ciclo scuola primaria di 5 anni, e scuola secondaria di primo grado di tre anni con esame di stato alla fine del ciclo, secondo ciclo (licei e istituti professionali) ed esame di stato
- Istituzione di nuovi licei: economico, tecnologico, musicale, linguistico, delle scienze umane
- Valorizzazione della formazione professionale anche attraverso l'alternanza scuola-lavoro (riservato ai giovani dai 15 ai 18 anni)
- I piani di studi contengono un nucleo fondamentale specchio della cultura, delle tradizioni e dell'identità nazionale
- Valorizzazione della qualità del sistema dell'istruzione
- Investimento sulla qualità della funzione docente attraverso la formazione iniziale universitaria della stessa dignità per gli insegnanti di tutti gli ordini di scuola con laurea specialistica e tirocinio obbligatorio
Capitolo 2: L'autonomia scolastica
L'art. 21 L.59/1997
L'attuazione dell'autonomia finanziaria, organizzativa e didattica costituisce il percorso obbligatorio che il legislatore intende seguire verso una riforma della scuola in termini di modernità ed efficienza. Con questa riforma si opta per un sistema organizzativo non piramidale, ma orizzontale, nel quale la scuola cessa di essere il terminale passivo di norme e diventa un centro di erogazione di servizi, un soggetto protagonista che progetta, programma percorsi didattici, elabora nuovi metodi e, infine, ottempera ai compiti di ricerca e sperimentazione. L'autonomia scolastica deve attuarsi, innanzitutto, attraverso il riconoscimento della personalità giuridica a tutte le scuole.
La normativa sancisce che la dimensione ottimale di ciascuna istituzione scolastica è definita in relazione agli elementi in seguito elencati:
- Consistenza della popolazione risiedente nell'area di pertinenza.
- Caratteristiche demografiche, orografiche, economiche e socio-culturali del bacino d'utenza.
- Estensione dei fenomeni di devianza giovanile e criminalità minorile.
- Complessità di direzione, gestione e organizzazione didattica.
Elemento centrale di questo articolo, oggetto di discussioni, è rappresentato dall'autonomia organizzativa e didattica. Cioè la possibilità per il capo d'istituto di organizzare l'offerta dei servizi didattici di introdurre nuove tecnologie, di predisporre corsi extracurricolari. Tutto però deve avvenire nel rispetto degli obiettivi.
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