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Ministero per i Beni e le Attività Culturali

È un ministero nuovo, istituito nell’anno 1998. È un ministero suddiviso in dipartimenti ed in

direzioni.

Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici

1. Direzione generale per i beni archeologici;

2. Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici;

3. Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;

4. Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea;

Dipartimento archivi e biblioteche

1. Direzione generale per gli archivi;

2. Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali;

Dipartimento per la ricerca, l’innovazione e l’organizzazione

1. Direzione generale per gli affari generali, il bilancio le risorse umane e la formazione;

2. Direzione generale per l’innovazione, tecnologia e la promozione;

Dipartimento per lo spettacolo

1. Direzione generale per il cinema;

2. Direzione generale per lo spettacolo dal vivo;

Inoltre, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali coordina ed è a capo di varie

organizzazioni periferiche come le soprintendenze (uffici distaccati del ministero dei beni e le

Attività Culturali).

Le soprintendenze

Le soprintendenze devono tutelare il patrimonio monumentale, artistico ed archeologico di

una determinata zona. Le soprintendenze sono dislocate in 17 regioni, ad esclusione delle

regioni autonome della Sicilia e della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di

Bolzano. Le soprintendenze provvedono alla tutela, alla conservazione ed alla

valorizzazione del patrimonio artistico, storico, ed etnoantropologico do un determinato

territorio.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali possiede anche dei propri organi consultivi.

Esercizio funzione di tutela nella provincia autonoma di Trento

I beni culturali che si trovano all’interno del territorio della Provincia autonoma di Trento

sono tutelati secondo le disposizioni statali in materia. Gli organi di tutela dei beni culturali

della Provincia autonoma di Trento sono le varie soprintendenze:

1. Soprintendenza per i beni artistici;

2. Soprintendenza per i beni archeologici;

3. soprintendenza per i beni architettonici;

4. soprintendenza per i beni librari ed archivistici; 10

Beni culturali di interesse religioso

Questa tipologia di bene culturale riguarda il rapporto tra la Provincia autonoma di Trento e

l’arcidiocesi di Trento. Questo rapporto è sancito da un’intesa (quindi da un accorso tra due

autorità, in questo caso la Provincia autonoma di Trento e l’Arcidiocesi di Trento).

Finalità dell’intesa tra arcidiocesi e Provincia autonoma di Trento

1. Riguardo alle esigenze di culto: l’intesa stabilisce le modalità di provvedimenti

amministrativi per i beni culturali di interesse religioso (viene quindi sancito come

amministrare e come gestire beni culturali religiosi, rispettando le esigenze di culto

della comunità);

2. Stabilire le modalità per programmare gli interventi annuali di restauro ai beni

culturali di interesse religioso;

3. Definire le modalità con le quali un delegato diocesano può partecipare alle sedute del

comitato provinciale dei beni culturali;

Il Comitato provinciale per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Questo comitato provinciale ha una funzione consultiva; può quindi esprimere dei pareri

riguardo:

1. Tutela dei beni culturali;

2. Conservazione dei beni culturali;

3. Valorizzazione dei beni culturali;

Reperti bellici

La Provincia autonoma di Trento, riguardo ai reperti bellici, quindi ai beni riconducibili il più

delle volte alla Prima Guerra Mondiale, promuove la loro:

 Individuazione;

 Recupero;

 Censimento;

 Catalogazione;

 Restauro;

 Valorizzazione;

Tutte queste attività legate ai reperti bellici vengono fatte in collaborazione con il Ministero.

Interventi e finanziamenti

La Provincia deve contribuire alle spese sostenute dal proprietario del bene culturale

sottoposto a tutela (se il bene culturale appartiene ad un privato). Questi contributi della

provincia sono dei provvedimenti.

I provvedimenti provinciali devono ricoprire: 11

 La manutenzione straordinaria;

 Le attività di ricerca e di recupero del bene culturale;

 L’installazione di impianti per la salvaguardia dei reperti;

 La loro prevenzione;

Ricorsi

I proprietari dei beni culturali possono fare dei ricorsi alla Provincia per ottenere dei

contributi finanziari (provvedimenti) per far fronte al mantenimento di un bene culturale.

Questo ricorso deve essere fatto alla Giunta Provinciale; la Giunta provinciale, in una seduta,

decide se concedere i contributi per la spesa sostenuta o meno.

L’archivio provinciale

Gli archivi hanno i compiti di:

1. conservare beni culturali;

2. studiare beni culturali;

3. valorizzare beni culturali;

L’archivio provinciale di Trento è l’”Archivio della autonomia e della memoria del Trentino”.

Disposizioni particolari in materia di archivi

La Provincia autonoma ha delle competenze in materia di archivi. Vi è una legge, la quale

comprende le norme relative agli archivi e la loro gestione nelle Province di Bolzano e di

Trento. Queste competenze sono definite dallo Statuto d’autonomia della Regione

Trentino-Alto Adige.

Lo Statuto d’autonomia del Trentino-Alto Adige è sancito con un decreto del Presidente della

Repubblica dell’anno 1972, con il quale vengono riconosciute ed approvate le leggi

costituzionali riguardanti lo statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige.

Circolazione internazionale di beni mobili

La circolazione a livello internazionale dei beni mobili culturali è disciplinata da un

regolamento e da una direttiva:

Regolamento

 regola l’esportazione dei beni culturali;

 prevede una protezione nazionale ed una protezione europea per l’esportazione di

beni culturali in paesi non membri della CEE (Comunità Economica Europea);

 Prevede l’impostazione di una licenza delle uscite di beni culturali verso paesi terzi

(quindi verso paesi non appartenenti all’Unione Europea);

 Stabilisce una licenza valida in tutta la comunità europea;

 Questa licenza la può rilasciare lo stato, nel quale il bene si ritrova lecitamente e

definitivamente dall’anno 1993;

 Deve esserci presenta una cooperazione fra le autorità culturali e quello doganali; 12

Dogana: ufficio fiscale che deve riscuotere i tributi relativi all’entrata, all’uscita oppure

riguardanti l’attraversamento del territorio statale di determinate merci.

Direttiva del Consiglio Europeo del 1993

Ogni stato membro può rivendicare le opere fuoriuscite illecitamente dal proprio paese;

queste opere, quindi, per essere restituite, dovettero esser sottratte dal loro luogo d’origine con

un reato, quindi, violando una legge.

Circolazione di beni mobili nei paesi dell’Unione Europea

Bisogna distinguere tra i concetti di uscita definitiva ed uscita temporanea.

Uscita definitiva

L’uscita definitiva di beni culturali è vietata nei seguenti casi:

 Se il bene in questione è un’opera di un autore, morto non più di 50 anni fa e se questo

bene appartiene allo Stato, ad un altro ente pubblico oppure ad altre persone giuridiche

senza fini di lucro;

 Se il bene presenta interesse artistico, storico ed etnoantropolgico;

 Se sul bene non e ancora intervenuta la verifica, grazie alla quale si stabilisce

l’interesse artistico, storico o etnoantropologico;

 Se il bene fa parte di una raccolta (quindi se fa parte di un museo, di pinacoteche, di

gallerie, etc.);

 Se il bene culturale suscita un interesse particolarmente importante; questo interesse si

può dimostrare con vari metodi:

1. Con una dichiarazione ufficiale di interesse culturale;

2. Con una dichiarazione del Ministero, il quale ritiene l’opera troppo importante

per il patrimonio culturale di una nazione e quindi necessita di particolari

forme di tutela;

Uscita definitiva in ambito dell’Unione Europea

Non tutti i beni culturali possono uscire definitivamente dall’ambito politico-territoriale

dell’unione Europea; vi sono dei beni culturali, i quali necessitano di un’autorizzazione,

mentre altri possono essere trasferiti definitivamente in qualsiasi stato dell’U.E., senza alcuna

autorizzaione.

Beni culturali soggetti ad autorizzazione

Opere di autore non più vivente o di età maggiore ai 50 anni (queste ultime devono presentare

un interesse culturale); dei documenti privati di interesse culturale; fotografie; mezzi di

trasporto maggiori di 75 anni di età; Strumenti di scienza maggiori ai 50 anni di etá; 13

Beni culturali non soggetti ad autorizzazione

Opere di autore ancora vivente (la cui esecuzione è avvenuta prima di 50 anni fa); beni

culturali ritenuti quindi contemporanei; l’esportatore del bene culturale, al momento

dell’esportazione, deve indicare la contemporaneità delle sue opere.

L’attestato di libera circolazione

Questo attestato è rilasciato dall’ufficio esportazioni del ministero dei beni culturali. Questo

ufficio, prima di rilasciare l’attestato deve entrare in possesso di elementi conoscitivi del

bene da esportare. Questi elementi conoscitivi vengono comunicati dal ministero con un

documento, un attestato. In caso di assenza di questo documento del ministero (quindi il

ministero dei beni culturali rifiuta di rilasciarlo), si ha un procedimento di dichiarazione, nel

quale il ministero dichiara il bene culturale come troppo importante per il patrimonio culturale

della nazione.

L’acquisto coattivo

Questo particolare acquisto può essere proposto dall’ufficio esportazioni del ministero. È un

acquisto imposto per legge e quindi un acquisto obbligatorio.

Uscita temporanea in ambito U.E.

Questa uscita temporanea deve essere autorizzata da parte dalle autorità competenti (il

ministero). È un’uscita temporanea, quindi può essere autorizzata quando è vietata l’uscita

definitiva. L’uscita temporanea deve essere motivata per:

 Trasferimento del bene in sedi diplomatiche: quando ad esempio, si trasferisce un bene

culturale in un’ambasciata oppure in un consolato, i quali sono dei territori della

nazione, i quali, però si ritrovano in un altro stato.

 Trasferimento per analisi o per studio dell’opera d’arte (del bene culturale);

 Trasferimento per l’esecuzione di accordi culturali tra vari paesi;

L’attestato di circolazione temporanea

Viene rilasciato nel caso in cui un bene viene esportato temporaneamente (quindi è prevista

una data di restituzione del bene culturale) da una nazione all’altra; è quindi un prestito di un

bene culturale. Questo attestato è rilasciato dall’ufficio esportazioni del Ministero dei beni

culturali. Su di esso è anche indicata la data di restituzione del bene. L’attestato si trova in

posizione inferiore rispetto all’assicurazione del bene stesso. 14

L’ingresso nel territorio nazionale

L’ingresso nella nazione di un bene culturale viene regolamentato con dei certificati di

esportazione e di importazione. I certificati identificano il bene, dimostrandone la sua

provenienza con un’idonea documentazione. L’ingresso nel paese di beni culturali è

certificato dall’Ufficio importazioni del Ministero.

Competenze su territorio provinciale per l’uscita temporanea di beni culturali

Quando si parla di circolazione di beni culturali si deve suddividere in:

1. Circolazione infra UE (quindi circolazione di beni culturali all’interno della comunità

europea) → regolata dalle soprintendenze (quindi agli enti locali, dalle provincie o

dalle regioni);

2. Circolazione extra UE (quindi la circolazione di beni culturali da uno stato membro

ad uno stato non membro)→ regolata dall’Ufficio esportazioni del ministero dei Beni

culturali competente del territorio; l’ufficio esportazioni necessità però del nulla osta

da parte della Provincia o della Regione;

La circolazione di beni culturali da un paese membro dell’Unione Europea ed un altro paese

membro è regolata dalle singole soprintendenze regionali ( o provinciali), mentre la

circolazione di beni culturali da uno stato membro ad uno non-membro, è regolata dall’ufficio

esportazioni del ministero.

Esportazioni dal territorio dell’Unione Europea

Si deve regolamentare il trasporto di beni culturali da un paese membro in un altro paese non

membro dell’Unione Europea.

L’ufficio esportazioni deve rilasciare:

1. La licenza di esportazione: questa licenza viene data insieme ad un attestato di libera

circolazione (quindi il bene culturale in questione può essere esportato da una nazione

U.E all’altra e quindi può liberamente circolare all’interno degli stati membri);

2. La licenza temporanea, che regola le esportazione di beni; queste esportazioni

avvengono all’interno dell’Unione Europea.

La circolazione in ambito nazionale

La circolazione e le modalità di circolazione di un bene culturale dipendono dall’appartenenza

del bene stesso:

Un bene può essere:

 Bene demaniale: quindi un bene che appartiene allo Stato o ad un altro ente pubblico

territoriale;

 Un bene di proprietà pubblica o appartenente ad una persona giuridica senza scopo di

lucro (senza scopo di guadagno);

 Un bene di proprietà privata; 15

Beni demaniali inalienabili

Beni appartenenti allo Stato (demaniali) che non possono essere trasferiti ad altri

(inalienabili). Sono beni demaniali inalienabili:

 Aree archeologiche;

 Monumenti nazionali (beni immobili);

 Musei, pinacoteche, gallerie, biblioteche;

 Archivi;

 Beni mobili ed immobili, i quali non sono ancora stati sdemanializzati;

Sono quindi dei beni che non sono più demaniali, quindi non appartengono più allo Stato; il processo di

sdemanializzazione necessita di un procedimento di verifica

Altri beni inalienabili

 Archivi appartenenti ad istituti pubblici;

 Documenti appartenenti ad istituti pubblici;

 Cose immobili di enti territoriali

Un ente è una persona giuridica pubblica, come una Regione o una Provincia; questi beni culturali

appartenenti agli enti territoriali devono venire giudicati di un interesse particolarmente importante; essi

testimoniano la storia e l’identità di istituzioni religiose o pubbliche a scala locale.

Alienabilità dei beni culturali

I beni che non rientrano nella lista dei beni inalienabili possono essere alienai, quindi trasferiti

ad altri con una autorizzazione. Si necessitano però alcune garanzie di trasferimento:

1. Assicurazione a tutela e fruizione: si deve utilizzare questo bene culturale, traendone

da esso delle utilitá;

2. Indicazione di destinazione d’uso del bene culturale: la destinazione del bene culturale

deve essere compatibile con il carattere dell’immobile (museo o chiesa);

Altre alienazioni soggette ad autorizzazioni

 Alienazione di beni culturali appartenenti allo Stato e di altri enti territoriali;

 Alienazione di beni culturali appartenenti ad altri soggetti pubblici ed altre persone

giuridiche senza fini di lucro;

La denuncia di trasferimento

Tutti gli atti che trasferiscono la proprietà o l’amministrazione di benu culturali sono da

denunciare al ministero.

La prelazione

Il ministero ed altri enti territoriali possono acquistare i beni alienati (quindi quelli trasferibili

ad altri) in via di prelazione. 16

Prelazione = rango di preferenza ; questo rango di preferenza viene dato ad un determinato

soggetto nel diritto di acquisto di un determinato bene;

Ciò vuol dire che il Ministero e gli altri enti territoriali possono acquistare in maniera

privilegiata i beni alienati a titolo oneroso;

Onere:comportamento imposto dalla legge ad un soggetto per il conseguimento di effetti

giuridici a lui favorevoli;

Natura giuridica della prelazione

 La prelazione è un acquisto coattivo (quindi un acquisto imposto per legge);

 Un’autorità imposta per legge (quindi un ente che ha potestà di supremazia → potere

conferito dalla legge per il perseguimento di un interesse superiore) compie questo

acquisto;

 L’ente compie questo acquisto per realizzare un pubblico interesse;

Villa Margoni

Cronologia

 1971: il barone Salvadori cede alla Cassa di Risparmio di Trento la nuda proprietà

della villa; la Cassa di Risparmio di Trento è quindi proprietaria della Villa Margoni,

delle pertinenze (cose accessorie a servizio o ornamento della villa) e dell’arredo della

villa. La cessione della villa prevede l’onere (quindi l’assunzione di un

comportamento per il conseguimento di effetti giuridici vantaggiosi) della

conservazione della villa, delle pertinenze e dell’arredo.

 1990: la Provincia Autonoma di Trento ritira il diritto di proprietà della Cassa di

Risparmio di Trento; la Cassa di Risparmio di Trento non ha più diritti sulla villa, la

quale ritorna così in mano al barone Salvadori; questa azione della Provincia

autonoma di Trento è motivata dall’estinzione del contratto a causa

dell’inadempimento degli obblighi di conservazione da parte della Cassa di Risparmio

di Trento;

 1990: la Cassa di Risparmio di Trento trasferisce la nuda proprietà della Villa

Margoni, delle pertinenze e dell’arredo al barone Salvadori; il barone Salvadori è nudo

proprietario della Villa Margoni.

 1991: la Provincia Autonoma di Trento esercita il diritto di prelazione sulla nuda

proprietà della villa. La Provincia autonoma di Trento quindi ha un rango di

preferenza riguardo all’acquisto di Villa Margoni.

Questa decisone della Provincia Autonoma di Trento dà origine a due processi giuridici, uno

promosso dal Barone Salvadori, e l’altro dai fratelli Lunelli, che nel frattempo hanno ricevuto

in donazione la villa.

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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Simonati Anna.

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