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In entrambi i casi, il fine e la finalità di un bene culturale è sempre la stessa, ovvero quella di

promuovere cultura.

Beni pubblici dello Stato e degli enti territoriali

Bene pubblico = bene demaniale

Un bene demaniale è un bene appartenente allo Stato o ad un altro ente pubblico, destinato

allo svolgimento di una funzione pubblica. La distinzione tra beni demaniali e beni

patrimoniali è stabilita dal codice civile.

Interesse pubblico dei beni culturali

I beni culturali appartengono alla Nazione. Essi fanno parte del patrimonio storico-artistico.

Sono sottoposti ad un regie speciale per quanto riguarda la loro gestione e la loro circolazione.

Sia la gestione che la circolazione dei beni culturali sono posti sotto controllo pubblico.

Regime giuridico dei beni culturali

Il regime giuridico di un bene culturale è un regime speciale, in quanto un bene culturale deve

saper soddisfare un interesse pubblico. Il proprietario di un bene culturale possiede

determinati obblighi: deve saper gestire in maniera adeguata il bene culturale, garantendone la

sua conservazione.

Beni oggetto di tutela

Un bene culturale diventa bene culturale solo al momento in cui esso viene indicato come tale

dalla legge. Esistono varie tipologie di beni culturali:

1. Cose immobili e mobili di interesse storico, artistico, archeologico, etno-

antropologico. Queste cose immobili possono appartenere ad enti, ad istituti pubblici

ed a persone giuridiche private senza scopo di lucro;

2. Raccolte, musei, pinacoteche, gallerie;

3. Archivi e singoli documenti storici;

4. Raccolte librarie;

Una grande suddivisione che si può fare di tutti questi oggetti riguarda la loro proprietà, in

quanto possono essere beni culturali pubblici (quindi appartenenti allo stato o ad altri enti

locali) oppure privati (quindi appartenenti a persone fisiche o giuridiche private).

Esempi di bene culturale immobile sono stemmi, graffiti, affreschi o lapidi; tutti questi oggetti

sono beni culturali immobili e quindi non possono essere rimossi dalla loro locazione

d’origine senza l’autorizzazione dell’ente pubblico. 6

Beni esclusi dalla tutela

Opere d’arte contemporanea, quindi delle opere d’arte realizzate da artisti ancora viventi o

che non superano i 50 anni di esistenza (le opere d’arte, quindi, per essere tutelate dalle

autorità, devono aver superato i 50 anni dalla loro realizzazione).

Individuazione dei beni da tutelare

Esistono due criteri, secondo i quali un bene è da porre sotto tutela o meno:

1. Criterio oggettivo: il bene da tutelare rientra negli schemi dei testi legislativi del

codice dei beni culturali;

2. Criterio soggettivo: esistono diverse modalità per individuare l’appartenenza di un

bene culturale (sia per quanto riguarda il bene pubblico, che per quanto riguarda

quello privato);

Individuazione dei beni sottoposti a tutela

Il processo di individuazione di un bene da tutelare ha delle tappe precise:

1) Si hanno beni mobili o immobili di interesse culturale;

2) Questi vengono sottoposti ad una tutela conforme alla legge; questa tutela è attiva, fino

al momento in cui interviene una verifica;

Questa verifica è conforme e riconosciuta dalla legge;

3) a verifica avvenuta, i beni da tutelare saranno solamente quelli ritenuti tali secondo la

legge;

Ogni raccolta, museo, pinacoteca etc. appartiene allo Stato ed è sottoposta in ogni caso

alla tutela per legge. Non avvengono né verifiche né vi è l’obbligo di dichiarazione di

bene culturale per i musei. Un museo, quindi è di per sé, se riconosciuto dalla legge e

dallo Stato, un bene culturale.

Tipo di interesse

L’interesse culturale è utile per identificare un bene culturale; questo interesse dipende

dall’appartenenza del bene culturale (se esso è privato o pubblico). 7

Categorie di beni culturali

 Beni architettonici;

 Beni mobili di interesse storico-artistico;

 Beni archeologici;

 Beni archivistici;

Competenze legislative

I due concetti di tutela e di valorizzazione dei beni culturali, sono dei concetti inscindibili.

1. Tutela: protezione assicurata da provvedimenti giurisdizionali; la tutela è una

competenza esclusiva dello Stato.

2. Valorizzazione: Sia lo Stato che le regioni hanno potestà legislativa riguardo alla

valorizzazione; ciò vuol dire che le due entità per legge hanno un potere legislativo per

il perseguimento di un interesse superiore; la potestà legislativa statale e regionale,

deve essere esercitata in ogni caso rispettando i principi costituzionali.

Competenze amministrative

Secondo la Costituzione, le funzioni amministrative sono svolte dagli enti territoriali. Le

competenze amministrative rientrano nei compiti della Pubblica Amministrazione. Queste

funzioni devono essere svolte, seguendo tre principi:

1. Principio di sussidarietà: la gestione amministrativa dei beni culturali deve essere

affidata all’ente territoriale gerarchicamente più vicino al cittadino, quindi il comune;

2. Principio di adeguatezza: la funzione passa in mano all’ente superiore (quindi, ad

esempio dal Comune alla Regione), se quello inferiore non risulta essere adeguato per

gestire una funzione complessa;

3. Principio di differenziazione: la gestione viene consegnata ad un ente oppure all’altro

in base alla sua caratteristica;

Competenze amministrative in materia di tutela

Lo Stato ha controllo sulle funzioni, le quali per loro natura necessitano di un controllo

centrale. Vi è un accordo tra Stato e Regioni 8

Regime giuridico dei beni culturali nella Provincia Autonoma di Trento

La Regione Trentino-Alto Adige è suddivisa in due province a statuto speciale (Provincia

Autonoma di Bolzano e Provincia Autonoma di Trento).

Una regione autonoma è una personalità giuridica che ha delle determinate autonomie in

determinati ambiti; la Regione autonoma però, nella sua autonomia deve agire secondo le

norme dell’unità politica della repubblica italiana. In materia di tutela dei beni culturali,

esistono varie leggi provinciali e vari DPR (Decreti Presidente della Repubblica). Sia la

Provincia di Bolzano che quella di Trento possiedono una esclusiva competenza legislativa e

quindi entrambe le province autonome possono redimere leggi.

Accordo DeGasperi – Gruber

Questo accordo venne stipulato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con questo accordo venne

riconosciuta l’autonomia legislativa ed amministrativa della popolazione tedesca dell’Alto

Adige.

Ambito della competenza amministrativa

La provincia autonoma, a livello provinciale, ha gli stessi poteri di un ministero dell’Interno.

Questi poteri, però non comprendono le attività riguardanti l’importazione e l’esportazione di

beni culturali.

Sono comunque provinciali le competenze di importazione e di esportazione temporanea di

beni culturali all’interno del territorio dell’Unione Europea.

Competenze provinciali

Importazioni ed

esportazioni temporanee

di beni culturali in

territori dell’Unione

Europea

Non di competenza

provinciale

Importazioni ed

esportazioni senza

limite di tempo

all’interno deli territori

dell’Unione Europea 9

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

È un ministero nuovo, istituito nell’anno 1998. È un ministero suddiviso in dipartimenti ed in

direzioni.

Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici

1. Direzione generale per i beni archeologici;

2. Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici;

3. Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;

4. Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea;

Dipartimento archivi e biblioteche

1. Direzione generale per gli archivi;

2. Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali;

Dipartimento per la ricerca, l’innovazione e l’organizzazione

1. Direzione generale per gli affari generali, il bilancio le risorse umane e la formazione;

2. Direzione generale per l’innovazione, tecnologia e la promozione;

Dipartimento per lo spettacolo

1. Direzione generale per il cinema;

2. Direzione generale per lo spettacolo dal vivo;

Inoltre, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali coordina ed è a capo di varie

organizzazioni periferiche come le soprintendenze (uffici distaccati del ministero dei beni e le

Attività Culturali).

Le soprintendenze

Le soprintendenze devono tutelare il patrimonio monumentale, artistico ed archeologico di

una determinata zona. Le soprintendenze sono dislocate in 17 regioni, ad esclusione delle

regioni autonome della Sicilia e della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di

Bolzano. Le soprintendenze provvedono alla tutela, alla conservazione ed alla

valorizzazione del patrimonio artistico, storico, ed etnoantropologico do un determinato

territorio.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali possiede anche dei propri organi consultivi.

Esercizio funzione di tutela nella provincia autonoma di Trento

I beni culturali che si trovano all’interno del territorio della Provincia autonoma di Trento

sono tutelati secondo le disposizioni statali in materia. Gli organi di tutela dei beni culturali

della Provincia autonoma di Trento sono le varie soprintendenze:

1. Soprintendenza per i beni artistici;

2. Soprintendenza per i beni archeologici;

3. soprintendenza per i beni architettonici;

4. soprintendenza per i beni librari ed archivistici; 10

Beni culturali di interesse religioso

Questa tipologia di bene culturale riguarda il rapporto tra la Provincia autonoma di Trento e

l’arcidiocesi di Trento. Questo rapporto è sancito da un’intesa (quindi da un accorso tra due

autorità, in questo caso la Provincia autonoma di Trento e l’Arcidiocesi di Trento).

Finalità dell’intesa tra arcidiocesi e Provincia autonoma di Trento

1. Riguardo alle esigenze di culto: l’intesa stabilisce le modalità di provvedimenti

amministrativi per i beni culturali di interesse religioso (viene quindi sancito come

amministrare e come gestire beni culturali religiosi, rispettando le esigenze di culto

della comunità);

2. Stabilire le modalità per programmare gli interventi annuali di restauro ai beni

culturali di interesse religioso;

3. Definire le modalità con le quali un delegato diocesano può partecipare alle sedute del

comitato provinciale dei beni culturali;

Il Comitato provinciale per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Questo comitato provinciale ha una funzione consultiva; può quindi esprimere dei pareri

riguardo:

1. Tutela dei beni culturali;

2. Conservazione dei beni culturali;

3. Valorizzazione dei beni culturali;

Reperti bellici

La Provincia autonoma di Trento, riguardo ai reperti bellici, quindi ai beni riconducibili il più

delle volte alla Prima Guerra Mondiale, promuove la loro:

 Individuazione;

 Recupero;

 Censimento;

 Catalogazione;

 Restauro;

 Valorizzazione;

Tutte queste attività legate ai reperti bellici vengono fatte in collaborazione con il Ministero.

Interventi e finanziamenti

La Provincia deve contribuire alle spese sostenute dal proprietario del bene culturale

sottoposto a tutela (se il bene culturale appartiene ad un privato). Questi contributi della

provincia sono dei provvedimenti.

I provvedimenti provinciali devono ricoprire: 11

 La manutenzione straordinaria;

 Le attività di ricerca e di recupero del bene culturale;

 L’installazione di impianti per la salvaguardia dei reperti;

 La loro prevenzione;

Ricorsi

I proprietari dei beni culturali possono fare dei ricorsi alla Provincia per ottenere dei

contributi finanziari (provvedimenti) per far fronte al mantenimento di un bene culturale.

Questo ricorso deve essere fatto alla Giunta Provinciale; la Giunta provinciale, in una seduta,

decide se concedere i contributi per la spesa sostenuta o meno.

L’archivio provinciale

Gli archivi hanno i compiti di:

1. conservare beni culturali;

2. studiare beni culturali;

3. valorizzare beni culturali;

L’archivio provinciale di Trento è l’”Archivio della autonomia e della memoria del Trentino”.

Disposizioni particolari in materia di archivi

La Provincia autonoma ha delle competenze in materia di archivi. Vi è una legge, la quale

comprende le norme relative agli archivi e la loro gestione nelle Province di Bolzano e di

Trento. Queste competenze sono definite dallo Statuto d’autonomia della Regione

Trentino-Alto Adige.

Lo Statuto d’autonomia del Trentino-Alto Adige è sancito con un decreto del Presidente della

Repubblica dell’anno 1972, con il quale vengono riconosciute ed approvate le leggi

costituzionali riguardanti lo statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige.

Circolazione internazionale di beni mobili

La circolazione a livello internazionale dei beni mobili culturali è disciplinata da un

regolamento e da una direttiva:

Regolamento

 regola l’esportazione dei beni culturali;

 prevede una protezione nazionale ed una protezione europea per l’esportazione di

beni culturali in paesi non membri della CEE (Comunità Economica Europea);

 Prevede l’impostazione di una licenza delle uscite di beni culturali verso paesi terzi

(quindi verso paesi non appartenenti all’Unione Europea);

 Stabilisce una licenza valida in tutta la comunità europea;

 Questa licenza la può rilasciare lo stato, nel quale il bene si ritrova lecitamente e

definitivamente dall’anno 1993;

 Deve esserci presenta una cooperazione fra le autorità culturali e quello doganali; 12

Dogana: ufficio fiscale che deve riscuotere i tributi relativi all’entrata, all’uscita oppure

riguardanti l’attraversamento del territorio statale di determinate merci.

Direttiva del Consiglio Europeo del 1993

Ogni stato membro può rivendicare le opere fuoriuscite illecitamente dal proprio paese;

queste opere, quindi, per essere restituite, dovettero esser sottratte dal loro luogo d’origine con

un reato, quindi, violando una legge.

Circolazione di beni mobili nei paesi dell’Unione Europea

Bisogna distinguere tra i concetti di uscita definitiva ed uscita temporanea.

Uscita definitiva

L’uscita definitiva di beni culturali è vietata nei seguenti casi:

 Se il bene in questione è un’opera di un autore, morto non più di 50 anni fa e se questo

bene appartiene allo Stato, ad un altro ente pubblico oppure ad altre persone giuridiche

senza fini di lucro;

 Se il bene presenta interesse artistico, storico ed etnoantropolgico;

 Se sul bene non e ancora intervenuta la verifica, grazie alla quale si stabilisce

l’interesse artistico, storico o etnoantropologico;

 Se il bene fa parte di una raccolta (quindi se fa parte di un museo, di pinacoteche, di

gallerie, etc.);

 Se il bene culturale suscita un interesse particolarmente importante; questo interesse si

può dimostrare con vari metodi:

1. Con una dichiarazione ufficiale di interesse culturale;

2. Con una dichiarazione del Ministero, il quale ritiene l’opera troppo importante

per il patrimonio culturale di una nazione e quindi necessita di particolari

forme di tutela;

Uscita definitiva in ambito dell’Unione Europea

Non tutti i beni culturali possono uscire definitivamente dall’ambito politico-territoriale

dell’unione Europea; vi sono dei beni culturali, i quali necessitano di un’autorizzazione,

mentre altri possono essere trasferiti definitivamente in qualsiasi stato dell’U.E., senza alcuna

autorizzaione.

Beni culturali soggetti ad autorizzazione

Opere di autore non più vivente o di età maggiore ai 50 anni (queste ultime devono presentare

un interesse culturale); dei documenti privati di interesse culturale; fotografie; mezzi di

trasporto maggiori di 75 anni di età; Strumenti di scienza maggiori ai 50 anni di etá; 13


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Simonati Anna.

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