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IL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

Il Codice dei beni culturali tutela, valorizza e protegge il patrimonio culturale,

attuando gli scopi fissati dalla Costituzione italiana, che (all’art.9) “… promuove lo sviluppo

della cultura e … tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici:

a) sono beni culturali le cose (immobili e mobili) che hanno interesse artistico,

storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico;

b) sono beni paesaggistici gli immobili e le aree espressione dei valori storici,

culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio.

La tutela consiste nell’esercizio di quelle funzioni dirette ad individuare i beni che

costituiscono il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione (art.3

invece, consiste nell’esercizio di quelle funzioni dirette a

del Codice). La valorizzazione,

promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurarne le migliori condizioni

di utilizzazione, fruizione pubblica, riqualificazione, promozione e sostegno degli interventi

di conservazione (art.6 del Codice).

La categoria dei beni culturali è molto ampia (art.10 del Codice). Comprende, innan-

zitutto, le cose immobili e mobili (appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici

territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private sen-

za fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti) che presentano

interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Poi, le raccolte dei musei,

delle pinacoteche, delle gallerie; gli archivi e le raccolte librarie delle biblioteche, anche

essi appartenenti allo Stato, alle regioni ed agli altri enti pubblici territoriali.

Vi rientrano, poi, quei beni (anche se appartenenti ai privati) per i quali è intervenuta

la dichiarazione d’interesse culturale, perché hanno un interesse artistico, storico, archeo-

logico o etnoantropologico particolarmente importante; nonché le cose immobili e mobili,

che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la

storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza o della tecnica.

Affinché tali beni possano essere tutelati, è necessario, innanzitutto, verificarne

può avvenire

l’interesse culturale (art. 12 del Codice). La verifica dell’interesse culturale

per iniziativa della pubblica amministrazione (ossia d’ufficio) oppure su richiesta dei

proprietari del bene (enti pubblici o soggetti privati).

La verifica dell’interesse culturale giunge alla fine di un procedimento che si articola

in varie fasi. Innanzitutto, il Soprintendente avvia il procedimento (per la dichiarazione

dell’interesse culturale) d’ufficio o su richiesta e ne dà comunicazione al proprietario, al

possessore o al detentore, che può proporre osservazioni entro i successivi 30 giorni. In

questa comunicazione il bene viene identificato e valutato ed il proprietario viene informato

sul regime di tutela che l’eventuale dichiarazione d’interesse può comportare.

In attesa che il procedimento si concluda (con la dichiarazione d’interesse o con un

provvedimento che esclude l’interesse), il bene viene sottoposto - in via cautelare - alla

tutela prevista dal Codice. Esaurita l’istruttoria, se nelle cose sottoposte a verifica viene

riscontrato l’interesse culturale (artistico, storico, archeologico, etc;) le stesse vengono

adottata

dichiarate d’interesse culturale, tramite la dichiarazione (d’interesse culturale)

dal Ministero (nello specifico dal Direttore generale, competente per materia) (art.13).

La dichiarazione d’interesse deve essere notificata alle persone interessate, in

modo che abbiano conoscenza legale del provvedimento. Ricevuta la notifica, entro i

successivi 30 giorni, il proprietario può proporre ricorso innanzi al Ministero, con cui si

oppone all’apposizione del vincolo.

Nel caso in cui, invece, nelle cose sottoposte a verifica non venga riscontrato l’inte-

resse culturale, le stesse sono escluse dalla tutela prevista dal Codice. Sempre in questo

caso, se i beni appartengono al demanio dello Stato, ne viene disposta la sdemanializ-

zazione (e in questo caso possono, di conseguenza, essere liberamente alienati).

Il procedimento di verifica deve concludersi entro 120 giorni con l’adozione di un

atto espresso da parte dell’Amministrazione competente. In caso contrario, decorso tale

termine, il proprietario dell’immobile può rivolgersi al TAR (Tribunale Amministrativo

Regionale) per obbligare l’Amministrazione inadempiente a provvedervi.

Per garantire la migliore tutela dei beni culturali, il Ministero, insieme alle regioni, ne

assicura la catalogazione e l’inventario, coordina, poi, le attività di raccolta, di scambio,

di accesso e di elaborazione delle informazioni raccolte, inserendole nelle banche dati

dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali (art.17 del Codice). del

I beni di cui viene dichiarato l’interesse culturale sono sottoposti alla vigilanza

Ministero (art. 18 del Codice) ed all’ispezione delle Soprintendenze (art.19 del Codice)

che, in ogni momento, possono verificarne lo stato di conservazione. L’applicazione della

tutela comporta che i beni vincolati non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o

adibiti ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico, oppure tale da recare

pregiudizio alla loro conservazione (art.20 del Codice).

Per tali beni, la disciplina di tutela del Codice (art.21) prevede che la loro rimozione

o demolizione, lo spostamento (anche temporaneo), lo smembramento e l’alienazione

(vendita, permuta, etc;) ad altri, possono avvenire solo su autorizzazione del Ministero,

dopo la presentazione di una descrizione tecnica dell’intervento da realizzare da parte del

richiedente. In ogni tempo, la Soprintendenza può intervenire per dettare le misure più

opportune ad eseguire l’intervento senza danneggiare il bene.

Anche gli interventi edilizi eseguiti sui beni culturali, pubblici o privati, devono

essere preventivamente autorizzati (art.22), previa richiesta alla Soprintendenza. Nel caso

in cui sorga l'esigenza di procedere ad accertamenti di natura tecnica, la Soprintendenza

ne dà preventiva comunicazione al richiedente e si procede ad effettuare gli accertamenti

necessari. In quest’ultimo caso, decorso inutilmente il termine di 30 giorni dalla

comunicazione, il richiedente può diffidare (cioè esortare) l'amministrazione a provvedere.

Se l'amministrazione non provvede nei trenta giorni successivi, il richiedente può ricorrere

al TAR per obbligare l’amministrazione inadempiente a rilasciare l’autorizzazione.

Il Codice (art.27) prevede che nel caso di urgenza possono essere effettuati gli

interventi indispensabili per evitare danni al bene tutelato, anche senza l’autorizzazione

del Ministero, purché il proprietario dia immediata comunicazione alla Soprintendenza.

Nell’esercizio dell’attività di vigilanza, il Soprintendente può sempre ordinare la

sospensione di tali interventi o di ogni altro intervento di restauro che si sta apprestando

anche su beni non ancora vincolati, in questo secondo caso, però, l’ordine di sospensione

si intende revocato se, entro i successivi 30 giorni, non viene avviato il procedimento di

verifica dell’interesse culturale (art.28).

Oltre che dai controlli eseguiti e dalle autorizzazioni rilasciate dagli organi compe-

tenti, la tutela dei beni culturali passa soprattutto attraverso la loro conservazione, che

viene assicurata per mezzo di attività di prevenzione, manutenzione e restauro. La

prevenzione è diretta a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo

contesto. La manutenzione è volta a garantire il mantenimento dell’integrità e del-

è l’intervento di recupero o di

l’efficienza funzionale del bene e delle sue parti. Il restauro

miglioramento strutturale del bene, eseguito da figure professionali competenti.


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Storia, antropologia e religioni
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

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