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di Sindona, il decreto Sindona prevede un'agevolazione alla Banca cessionaria, e in che termine avviene questa agevolazione.

La Banca d'Italia quindi lo Stato presta del denaro alla Banca cessionaria, cioè alla Banca che acquisisce la banca che è in

difficoltà, che esattamente pari alla perdita che andrebbe a subire caricandosi il passivo che è superiore all'attivo che sta

acquistando, il rimborso di questa somma deve avvenire a un tasso dell'1%, quando invece la banca che prende i soldi ne fa

oggetto di finanziamento a 6 o 7% e naturalmente lucrano sul differenziale.

Ovviamente tutto questo è andato bene fino a quando la comunità economica europea non ha detto questo è un aiuto di Stato,

aiuto di Stato camuffato, allora poi si sono inventati altre strade che non fanno parte della nostra trattazione.

Però state certi del fatto che per moltissime banche è una convenienza, anche perché si acquisiscono crediti presso l'autorità di

vigilanza, perché poi è ovvio che l'autorità di vigilanza contenta e soddisfatta, dell'aiuto ricevuto dalla popolare di Bari, dopo

due mesi non va a fare l'ispezione alla Banca popolare di Bari spaccando tutto, ma dirà con te ce la vedremo tra un po' intanto

adesso sistema tutte le cose e i casini che ci sono con la Banca Popolare della Murgia.

Poi c'è questo fatto economico finanziario di tutti i costi che si sarebbero dovuti sostenere se si fosse voluta una espansione per

le linee normali.

Quindi questa è la seconda e più grave procedura di rigore, la liquidazione coatta amministrativa, che è molto simile al

fallimento, ha lo stesso tipo di funzionamento se non fosse che qui si innesta sopra questa particolarità che è la particolarità

della cessione delle attività e delle passività da parte della banca in crisi a un imprenditore dello stesso settore in bonis.

Tutto questo a conferma del fatto di quello che dicevamo all'inizio, cioè del fatto che è una attività ,quella bancaria,

caratterizzata da un sempre presente monitoraggio da parte dell'autorità amministrativa di controllo, cioè della banca di Italia.

Avete visto la fase genetica, controllo all'ingresso, avete visto la fase di funzionamento con le ispezioni, ma avete visto anche il

controllo pressante, veramente molto forte nella fase terminale è quella della liquidazione coatta amministrativa, la Banca

d'Italia è sempre presente e perché è colei che tiene la cabina di regia dell'operazione, è colei che sonda il territorio, trova

l'operatore in bonis disposto a rendersi acquirente delle attività e delle passività.

Tutto questo lo abbiamo detto in espansione del concetto di vigilanza ispettiva, però ci sono altri due pilastri dei quali intendo

parlarvi su cui si fonda la vigilanza della Banca d'Italia.

Abbiamo detto che si tratta della vigilanza regolamentare e della vigilanza informativa.

Vigilanza informativa

Cominciamo dall'ultima e diciamo cosa significa vigilanza informativa?

Significa che tutte delle banche italiane sono ottenute su semplice richiesta e spessissimo in modo automatico e a cadenze

regolari, a inviare un flusso informativo alla Banca d'Italia affinché le informazioni inviate vengano studiate da funzionari, da

economisti, riguardante l'andamento degli indici tecnici più importanti della stessa banca.

La Banca d'Italia vuole sapere semestralmente, e talvolta ogni due mesi o mensilmente come variano per esempio i prestiti

concessi alla clientela, perché un aumento notevole dei prestiti rispetto alla statistica precedente, per certi versi è un segno

positivo perché dà l'idea del dinamismo della banca che eroga sempre maggiori finanziamenti, ma potrebbe anche nascondere

il passo falso di un eccessivo sbilanciamento.

Una banca non può finanziare all'infinito, anche perché lo vedremo quando parleremo delle regolazioni più moderne, per ogni

attività di finanziamento che si fa bisogna appostare un cuscinetto protettivo, il cosiddetto buffer che deve essere tenuto a

casa della banca e che deve servire a rimpiazzare il finanziamento erogato che non rientra perché è stato riconosciuto a un

soggetto che è diventato insolvente.

Allora una banca che fa fuori tutte le risorse e non crea i buffers , è una banca sbilanciata, è un gigante con i piedi di argilla, è

una banca che corre il rischio di fallire da un momento all'altro.

Allora la Banca d'Italia quando chiede i flussi statistici, studia, fa studiare ai suoi funzionari, gli scostamenti dagli indici, e dice

questa banca sta conducendo una politica commerciale troppo aggressiva, sta finanziando troppo rispetto all'anno precedente e

allora di nuovo può scattare una ispezione, o altrimenti si convocano i vertici della banca in sede della Banca d'Italia e gli si

dice di andare più calmi perché così non sta andando bene.

21-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Un'altra informativa che si chiede è sulla entità dei finanziamenti delle cosiddette partite anomale cioè dei crediti incagliati o

dei crediti in sofferenza, sei un bravo banchiere se su 100 solo 6 sono crediti incagliati o in sofferenza, ma se questo 6% che

tutto sommato è una percentuale contenuta e ridotta aumenta, aumenta diventa 20 30 40% allora capisci bene che non è

possibile che tu su ogni € 10 che presti 4 o 5 non tornano indietro.

Non stai facendo il buon banchiere ti convoco e ti dico che devi attrezzare delle modifiche.

Questo è il fine, questa è la ratio della vigilanza informativa della Banca d'Italia che consiste in flussi informativi relativi ai

principali indici tecnici della singola banca che debbono costantemente, a cadenze regolari, o su richiesta della Banca d'Italia, a

pervenire alla Banca d'Italia affinché questa possa farne oggetto di sue valutazioni sempre in funzione della sana e corretta

gestione da parte della banca che manda in flussi.

Vigilanza regolamentare

L'ultimo pilastro è quello della vigilanza regolamentare, è un pilastro importantissimo, perché? Perché questa è una materia,

questo è un settore, questo è un comparto nel quale non potete non rendervi conto di quanto elevato sia il tasso di tecnicismo, e

allora non si può ipotizzare che intervenga il legislatore parlamentare, perché il legislatore parlamentare , soprattutto alla luce

di quello che vediamo tutte le sere nei telegiornali , e un legislatore fatto appunto di senatori e deputati, che sinceramente sotto

il profilo della professionalità ultimamente hanno dato una pessima prova di sé.

Pensiamo addirittura se andiamo a chiedere a queste persone che sono in numero stratosferico, 900 e rotte persone, di essere

competente in vicende bancarie.

Questo il motivo per cui in questo settore, come in tutti gli altri settori a forte tasso di tecnicismo, la normazione vera emana

non dal legislatore tradizionale, ma dalla stessa autorità amministrativa, che quindi elabora e poi invia, emana, circolari,

provvedimenti, note esplicative, regolamenti, che vanno a comporre tutta la normativa cosiddetta di rango secondario, ma

semplicemente perché è sottoposta alla legge come principi, ma è ugualmente se non più importante che voi poi ritrovate

condensate nei regolamenti , nelle circolare nelle istruzioni di vigilanza, nella tenuta della matrice dei conti, nella normativa

sulla tenuta dei bilanci bancari, queste sono tutte norme e disposizioni di emanazione della Banca d'Italia.

Questa è la vigilanza regolamentare.

Quando la Banca d'Italia avverte l'esistenza di un problema strutturale cioè riguardanti tutte le banche, anziché seguire la filiera

normale cioè andare a proporre il varo di una normativa da parte del Parlamento, cosa che richiederebbe moltissimo tempo che

contrasta con la necessità di celerità che c'è in questo settore, emette la norma la stessa Banca d'Italia che interviene con le

normative che ogni tanto sentiamo.

Il problema da ultimo grandissimo è il problema dei compensi degli amministratori delle banche, la Banca d'Italia aveva avuto

più volte sentore che succedevano le cose stranissime.

Ma come è possibile che io paghi 8 milioni di euro a Mussari , presidente Monte dei Paschi di Siena, se poi la stessa banca sia

tecnicamente fallita, una cosa di questo tipo non va bene, sarebbe stato molto meglio se lo si pagasse il normale e che il resto

rimanesse nella banca, come risorsa della banca.

Perché 8 milioni a Mussari , 5 milioni al direttore finanziario, 4 milioni al direttore generale cominciano a essere cifre

importanti.

Io so di persone che prendono stipendi di questo tipo e magari chiudono il bilancio con € 600.000 di utile, ma come se posso

pagare 8 milioni l'anno, se mi hai prodotto un utile di € 200.000 c'è qualcosa che non va.

La Banca d'Italia afferra il problema, studia e emana una normativa, la quale riguarda i sistemi di remunerazione e di incentivo

degli esponenti bancari.

E che cosa dice? Dice innanzitutto che ci deve essere un coinvolgimento dei soci, questo è fondamentale, perché il socio

pensateci bene quand'è che viene a sapere quanto è stato pagato all'amministratore delegato?

Lo viene a sapere in occasione dell'assemblea annuale dei soci per l'approvazione del bilancio, quando approvano il bilancio

leggono che c'è un compenso agli amministratori e all'amministratore delegato 8 milioni di euro.

Ma ormai quei compensi sono belli che usciti dalle casse della banca, perché i compensi del 2013 sono stati erogati alla fine

del 2013 ma nel bilancio compaiono a aprile del 2014, e allora gli azionisti si chiedono perché avete pagato questi emolumenti

22-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

di 8 milioni di euro con un utile di 200.000? Ma ormai i soldi se ne sono andati.

Allora la Banca d'Italia dice dovete invertire la dinamica, dovete compensare gli amministratori e i sindaci sulla base di un

programma, il quale preventivamente, prima di trovare esecuzione, deve riportare l'approvazione dei soci, che devono sapere

quanto si andrà a pagare gli amministratori e i sindaci.

Seconda cosa, se pago l'amministratore, poi però la banca è una banca che va in perdita, io banca devo avere la facoltà di

richiedere indietro non dico tutto ma una parte degli emolumenti corrisposti.

Questa è la cosiddetta clausola del flew-back cioè la capacità di richiedere indietro una parte dei compensi, addirittura quando

la banca vada in crisi e venga sottoposta ad amministrazione straordinaria o in liquidazione coatta amministrativa, non esiste

che il compenso pure anticipato si stabilizzi verso colui che lo ha percepito, deve tornare indietro presso la banca, perché i

conti hanno dimostrato che l'emolumento è stato concepito in una maniera discutibile.

Altra cosa su cui la Banca d'Italia richiama l'attenzione, è quella di agganciare la remunerazione ai risultati, che sembra di per

sé una cosa encomiabile, ma ci sono degli elementi in noce del cosiddetto short-termism ‘ , se io so che verrò remunerato, in

maniera crescente, se la quotazione della banca che amministro cresce, io sono incentivato come amministratore a fare delle

operazioni temerarie, perché se non mi dice bene non mi succede nulla, tutt'al più la banca va in crisi e a me non capita nulla,

se invece mi dice bene e l'operazione funziona la quotazione del titolo in borsa aumenta e io aumento i miei compensi, ma

questo è un modo di comportarsi sbagliato per la sana e prudente gestione della banca.

Lo short-termism, cioè le operazioni brucianti a brevissimo termine, non possono andare bene se agganciate alle

remunerazione degli amministratori, su tutti questi punti la Banca d'Italia interviene con dei regolamenti, con delle circolari,

con dei provvedimenti che rappresentano, che completano la vigilanza regolamentare.

Pensate anche per esempio ai provvedimenti con la quale la Banca d'Italia ha preteso anche che le banche si dotino di una

funzione particolare , che si sovrappone al collegio sindacale, che si aggiunge addirittura all'ispettorato interno, all'internal

dell'auditing, che prende il nome di “ Compliance “ , e questa è una novità di qualche anno fa.

Allora che cosa significa “ Compliance “? Significa che la banca, qualsiasi banca, deve avere al suo interno, un manipolo di

persone, il cui unico compito sia quello di essere aggiornato su tutte le novità legislative ,e quindi per ogni nuovo prodotto che

viene studiato, per ogni nuova iniziativa che viene adottata, andare poi a verificare il rispetto del quadro normativo, per evitare

che ci siano illeciti, violazioni, richieste di risarcimento danni.

Allora capite bene che se fosse stato lasciato tutto alla singola autonomia privata, nessuna banca avrebbe detto adesso mi

faccio carico di questo costo e forma 4, 5,15 risorse, per fare la “ Compliance interna “ .

E' la Banca d'Italia che in forza della sua autorità , a partire dal 1 gennaio 2013 , ha preteso che tutte le banche ,a prescindere

dalle loro dimensioni , dovessero dotarsi di una struttura di “ Compliance “ .

A quel punto il procedimento è cogente e la banca si deve attenere, e quindi sosterrà i costi per formare le risorse che poi

vengono incardinate nella funzione di compliance che assicuri questo ulteriore presidio interno a dimostrazione del fatto pure

importanti non sono sufficienti i presidi delle imprese ordinarie, dove noi abbiamo solo un revisore, un consiglio di un collegio

sindacale, un consulente.

Nella banca noi abbiamo:

-Il revisore;

-Il collegio sindacale;

-L'ispettore interno, all'interno auditing;

-La compliance.

Tutto quello che abbiamo fatto oggi è compreso nelle prime 70 pagine del primo testo.

A domanda il professore su qual è la differenza tra i compiti della Banca d'Italia e quelli della Consob così risponde:

La Banca d'Italia è competente a controllare gli assetti di che sono funzionali alla cosiddetta sana e prudente gestione.

La Consob relativamente alle banche quotate, oltre quelle che hanno un azionariato diffuso sul mercato, controlla la correttezza

23-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

e la trasparenza informativa nei rapporti con la clientela.

Se il direttore generale di una banca sfora i suoi limiti di competenza nel dare il finanziamento a un amico, questo è un

problema che viene rilevato dalla Banca d'Italia perché è un problema che intacca sulla stabilità dell'impresa e sulla sana e

prudente gestione.

Se la banca invece come si è detto prima spingere soprattutto i suoi prodotti finanziari come azioni o obbligazioni nei confronti

della sua clientela è un problema di conflitto di interesse che viene rilevato sotto il profilo della correttezza e della trasparenza

nei confronti della clientela e viene rilevato dalla Consob.

24-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 12 Lezione di Legislazione Bancaria

Adesso noi dobbiamo proseguire e lo facciamo innanzitutto capendo il periodo normativo nel quale queste imprese si debbono

muovere e quindi la serie, il complesso di disposizioni e l’origine di queste disposizioni che riguardano le banche.

Questo settore per moltissimo tempo è stato retto da un'unica legge fatta con tutti i crismi, una legge bancaria del 1936, che ha

tenuto banco per tantissimi anni, perché poi verrà soppiantata solamente nel 1993 dal testo unico bancario (T.U.B).

Decreto legislativo numero 385 nel 1993 ed è entrato in vigore il 1 gennaio del 1994.

La legge del 1936 ha tenuto per così tanto tempo perché era fatta bene, il legislatore di quell'epoca era molto bravo e

competente sapeva fare bene il proprio mestiere, e che doveva regolamentare per i principi, cioè per regole generali lasciando

poi l'interpretazione di quelle regole e poi l'applicazione in concreto ad altri che fanno un mestiere similare ma non identico,

che sono i giudici, o altrimenti le autorità di controllo.

Man mano che il tempo è passato il legislatore è cambiato, non è stato più il legislatore di allora è stato un legislatore meno

competente e soprattutto chiamato a che fare i conti con una problematica che il legislatore del 1936 non aveva cioè il

confronto e la necessità di adeguamento alla normativa comunitaria.

Allora al di là delle problematiche linguistiche , perché le norme europee non sono in italiano e quindi c'è un problema di

traduzione c'è un problema di assestamento degli istituti.

Nell'assestare gli istituti che sono comunitari ma poi devono essere importati nel nostro ordinamento si perde qualcosa a livello

tecnico e questo spiega perché il legislatore attuale quando fa le leggi in materia finanziaria non ha la visione che aveva il

legislatore nel fare le leggi della Repubblica italiana.

Sta di fatto che la legge bancaria del 1936 tiene per moltissimo tempo fino a che il nostro ordinamento bancario, stiamo

parlando degli ultimi anni ‘70, il nostro ordinamento si apre alle sollecitazioni che vengono dall'ordinamento comunitario.

Quindi vengono varate tantissime direttive in materia creditizia e conseguentemente il legislatore nazionale ha l'obbligo di

recepire con propri atti normativi le discipline e le normazioni comunitarie.

In realtà noi storicamente parlando ,a partire dal 1936 noi non avremo più avuto leggi, ma avremo decreti legislativi e non mi

voglio rompere le scatole e annoiarvi con dei concetti di diritto costituzionale e di diritto pubblico, ma c'è una bella

differenza ,sono atti che hanno una valenza preordinata il decreto legislativo vale tanto quanto il decreto-legge convertito in

legge, la forza normativa di questi atti è identica ma c'è un tutto processo di formazione della norma è diverso.

Lo abbiamo già in parte accennato ,il legislatore è il legislatore parlamentare, quindi la legge, sotto forma di proposta di legge

deve riportare l'approvazione di un ramo del Parlamento poi dopo deve andare all'altro ramo del Parlamento, se l'altro ramo

porta delle modifiche deve tornare al primo ramo del Parlamento e quindi è una cosa complessa.

Questa invece nostra legge finanziaria , legge bancaria non può tollerare questi tempi allucinanti per il comparto finanziario

che riguardano le banche e allora ci sono strumenti più veloci che sono esattamente il decreto legge, ma allora ci devono

essere, gli estremi dell'urgenza e della necessità che non si può arrivare a pensare che ci siano sempre in questa materia , e

l'altro strumento e il decreto legislativo.

Essenzialmente c'è una legge di principi ,che solitamente è una legge comunitaria , poi si dà a delle commissioni ristrette di cui

fanno parte i tecnici di emanazione soprattutto della Banca d'Italia, si dà a queste commissioni il compito di varare una

normativa di dettaglio e di precisazione dei principi della legge, e questa normativa passa attraverso delle leggi delega .

Questo è il motivo fondamentale per cui a partire dalla legge del 1936 fino al testo unico bancario del 1993, in tutto questo

arco di tempo noi abbiamo semmai dei decreti legislativi, che sono immediatamente operativi e che si prestano meglio alle

esigenze di rapidità che connotano questo settore delle banche.

Io vi potrei annoiare come il testo fa , ma solamente a livello di raccontino e di successione degli avvenimenti , per dirvi tutto

quello che è intervenuto fra il 1936 e il 1993.

In realtà sono tutti provvedimenti che stanno lì a questionare di nuovo in dettaglio sulla natura imprenditoriale della banca, che

non c'era nel 1936, perché nel 1936 l'azienda bancaria veniva considerata un'attività pubblica, un pubblico servizio, il bancario

era un incaricato di pubblico servizio.

25-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Dal 1936 al 1993 il legislatore nazionale , ma anche quello comunitario , stanno lì invece ad arrovellarsi sul punto che l'attività

bancaria non sia una attività d'impresa.

Perché allora arriviamo al ben più significativo testo unico bancario del 1993 ?

Perché come dice la parola, testo unico, tutti questi interventi normativi comunque un minimo di articolazione dello scenario,

direi quasi di confusione lo creano, e allora si sente l'esigenza di un provvedimento unico, di un unico contenitore, che

riassuma e riassorba in sé tutte le disposizioni relative al funzionamento delle attività bancarie, al funzionamento della banca.

Provvedimento contenitore che è proprio il testo unico bancario, il testo unico si chiama così perché riunisce in un unico testo

tutte le norme che già esistono su un certo argomento.

Se vogliamo fare proprio i rigorosi dobbiamo distinguere tra testo unico ricognitivo, e testo unico normativo.

Il testo unico fa semplicemente la ricognizione, la mappatura pura e semplice delle leggi esistenti.

Se invece alla persona incaricata di redigere il testo unico gli si dà anche il compito di armonizzare queste norme mappate,

armonizzarle significa fuori da ogni ipocrisia modificarle, allora il testo unico diventa normativo perché in realtà disciplina lui

come vuole lui modificando anche le norme pregresse.

Il nostro è un testo unico ricognitivo, cioè il legislatore fa semplicemente il riassunto di tutto l'esistente e lo compendia in

questo unico provvedimento, che è il decreto legislativo numero 385 del 1992.

Ricordatevi anche sempre, ma probabilmente lo avevo già accennato, che questo è uno dei filoni normativi, il filone

legislativo.

Poi ci saranno altri due filoni ,un filone di normazione secondaria, che viene emesso dalla autorità di controllo, Banca

d'Italia, circolari e regolamenti, istruzioni etc., perché questa materia deve essere una materia tecnica perché non possiamo

pensare che il legislatore abbia la competenza per scendere nel dettaglio delle problematiche delle banche.

Quindi è giusto affidare questo compito normativo alla Banca d'Italia.

Poi c'è ancora l'altro filoni di cui dovremmo interessarci ancorché molto sminuito di importanza rispetto al passato, e il filone

privatistico tutto interno al settore bancario, tutto diciamo di autoregolamentazione che sono le norme bancarie uniformi

( NBU ) emanate dall'associazione di categoria di tutte le banche italiane, che si chiama associazione bancaria italiana ( ABI ).

Le norme emanate dall'ABI per il funzionamento delle banche per certi aspetti come:

-La contrattualistica con i clienti

sono il terzo importante filone dispositivo normativo del funzionamento delle banche.

Le norme emanate dal ABI sono state importantissime fino ai primi anni 90 dopo di che l'autorità garante della concorrenza e

del mercato, l'antitrust italiana, ha ridotto notevolmente l'importanza di queste norme bancarie uniformi( NBU ).

Detto questo, a questo punto noi dobbiamo cimentarci con alcune norme fondamentali del testo unico bancario ( TUB )

soprattutto con quelle che forniscono la definizione, scolpiscono la definizione di che cosa è l'attività bancaria.

Mi riferisco agli articoli 10 e 11 di questo testo : TITOLO II

BANCHE

Capo I

Nozione di attività bancaria e di raccolta del risparmio

Articolo 10

(Attività bancaria)

1. La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attività bancaria. Essa ha carattere

d'impresa.

2. L'esercizio dell'attività bancaria è riservato alle banche.

3. Le banche esercitano, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di

ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge.

26-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Quindi è un'attività che si compone di due momenti, e sono due momenti essenziali e se manca o l'uno o l'altro siamo fuori

dall'attività bancaria, ha natura di impresa, e poi aggiunge il secondo comma è riservata alle banche.

In Italia questa attività la possono fare solo le banche ne segue che se qualcuno fa quest'attività e non è una banca e in

particolare non ha ottenuto la famosa patente dalla Banca d'Italia, ecco lì che c'è un fenomeno addirittura penalmente rilevante

di abusivismo bancario.

In una delle prossime lezione sarà il tempo vi illustrerò il caso che ho avuto l'opportunità di seguire personalmente, anche nei

suoi risvolti romanzeschi e avventurosi, di abusivismo bancario oltre che finanziario, accaduto di recente in Italia e in

particolare dalle parti di Roma che va sotto il nome di Madoff dei Parioli.

È una vicenda di abusivismo bancario, un certo numero di soggetti , che poi alla fine erano amici di un certo numero di

persone, sono state tutte quante incriminate condannate e ancora sotto processo, per innanzitutto abusivismo bancario e poi per

reati collaterali truffa eccetera.

Però l'abusivismo nasce da questa situazione, se l'attività è riservata alle banche, vuol dire che non lo possono fare che le

banche, se la fa qualcuno che non è una banca , qualcuno sta commettendo un reato di abusivismo bancario.

Il primo comma dice che è un'attività di impresa, il secondo comma dice che l'esercizio dell'attività bancaria è un'attività

riservata alle banche,il terzo comma di questo articolo 10 dice che le banche non fanno solo le banche cioè solo questo, non

fanno solo attività bancaria, possono fare qualsiasi altra attività finanziaria,e possono svolgere anche attività connesse e

strumentali.

Bisogna ragionare per cerchi concentrici il cerchio più esterno e il cerchio delle attività finanziarie poi c'è il cerchio delle

attività creditizie che un cerchio più interno e poi il complesso di attività si arricchisce di attività che potrebbero non avere

nulla a che fare con l'attività della banca e con le attività finanziarie.

Pensate solamente alla vendita dei biglietti degli spettacoli pubblici molto importanti che molto spesso avvengono attraverso le

reti degli sportelli delle banche, è successo per i biglietti di Italia 90, i biglietti si compravano presso gli sportelli bancari.

Molti concerti musicali di grande importanza prevedono la vendita dei biglietti presso le banche, sono delle attività che non

hanno nulla a che vedere con l'attività bancaria ma sono attività fatte dalle banche e capite bene per quale motivo, sono attività

che hanno un grande successo se è assicurato il contatto sul territorio molto capillare.

Si ricorre alle banche perché sono le organizzazioni più capillarmente presenti sul territorio, seconde forze solamente agli

sportelli postali.

Non c'è altra organizzazione così presente sul territorio ed è questo il motivo per cui se uno voleva andare a vedere il concerto

di Micael Jackson si doveva andare a comprare i biglietti di banca.

Fino al 1993 aveva un senso distinguere tra aziende di credito e istituti di credito,le BIN erano le banche di interesse nazionale

che erano partecipate dallo Stato.

Oggi questa differenza non c'è più e si parla indifferentemente di istituto di credito , azienda di credito , banca, e intermediario

creditizio.Sono tutti sinonimi.

Quello che ci interessa e nessuno vi chiederà di imparare a memoria l'articolo 10 però vi verrà richiesto in che cosa consiste

l'attività bancaria, raccolta di risparmio tra il pubblico ed erogazione del credito, natura di impresa delle banche, attività

riservata alle banche che però non fanno solo quello, che però possono fare anche l'attività finanziaria, come per esempio

quella accennata dalla vostra collega cioè vendono le polizze assicurative perché hanno la necessità di entrare nel mercato

assicurativo, così come hanno la necessità di entrare nel settore cosiddetto parabancario, cioè qualcosa che sta intorno alla

banca che non è l'attività principale della banca, come ad esempio il leasing o il factoring.

La banca , aveva questo bisogno di espandersi , perché altrimenti avrebbe corso il rischio di estinguersi, perché c'è un

fenomeno, quello del leasing e del factoring, che le banche cercano di fronteggiare ampliando il loro raggio di operatività, e

quindi occupando altri comparti che prima non le riguardavano.

In aggiunta all'attività bancaria o creditizie che dir si voglia e all'attività parabancaria possono fare attività connesse e

complementari.

27-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

La vendita dei biglietti di spettacoli è una attività connessa ,un'altra attività connessa classica delle banche e l'attività di

locazione delle cassette di sicurezza.

È una specie di contratto di custodia, in realtà si capisce perché dovrebbero fare le banche, o meglio si capisce perché le

banche manovrando il denaro hanno la vigilanza immobiliare, perché hanno i vigilantes , hanno i caveau , hanno le grate ,

hanno i sistemi di allarme, hanno le casseforti, e pochè le cassette di sicurezza hanno le stesse esigenza di sicurezza è facile che

queste attività venga effettuata dalle banche.

Ma questa attività la potrebbe fare chiunque altro , infatti lo fanno anche i servizi di vigilanza privati.

Le attività strumentali lo dice la stessa parola sono delle attività funzionali, strumentali a meglio consentire lo svolgimento

delle attività creditizia o che comunque presentano delle sinergie o delle economie di scala con l'attività creditizia , come ad

esempio la gestione delle carte di credito, la gestione dei POS, e soprattutto pensate quando le banche fanno i finanziamenti di

immobili con mutuo ipotecario, viene facile alla banca creare un dipartimento interno di consulenza immobiliare .

La banca sostanzialmente, ha degli ingegneri e degli architetti interni che hanno la capacità di stimare il valore degli immobili.

Perché la banca fa quest'attività?

Perché la banca spera che il soggetto interessato a quell'immobile lo acquisti e diventa quasi automatico iscrivere ipoteca su

quel immobile.

Questo è un classico esempio di attività strumentale, cioè quello della creazione all'interno della banca di una struttura che è

capace di valutare , i stimare il valore degli immobili che verranno acquistati dai suoi clienti ai quali verrà concesso poi un

mutuo , un finanziamento per l'acquisto e quindi anche alla successiva ipoteca.

Il successivo articolo 11 Articolo 11

(Raccolta del risparmio)

1. Ai fini del presente decreto legislativo è raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia

sotto forma di depositi sia sotto altra forma.

2. La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche.

2-bis. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi connessa all'emissione di moneta

elettronica (1).

2-ter. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi da inserire in conti di pagamento

utilizzati esclusivamente per la prestazione di servizi di pagamento (2).

3. Il CICR stabilisce limiti e criteri, anche con riguardo all'attività ed alla forma giuridica del soggetto che acquisisce

fondi, in base ai quali non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico quella effettuata presso

specifiche categorie individuate in ragione di rapporti societari o di lavoro (1).

4. Il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico non si applica:

a) agli Stati comunitari, agli organismi internazionali ai quali aderiscono uno o più Stati comunitari, agli enti pubblici

territoriali ai quali la raccolta del risparmio è consentita in base agli ordinamenti nazionali degli Stati comunitari;

b) agli Stati extracomunitari ed ai soggetti esteri abilitati da speciali disposizioni del diritto italiano;

c) alle società, per la raccolta effettuata ai sensi del codice civile mediante obbligazioni, titoli di debito od altri strumenti

finanziari (2);

d) alle altre ipotesi di raccolta espressamente consentite dalla legge, nel rispetto del principio di tutela del risparmio (3).

4-bis. Il CICR determina i criteri per l'individuazione degli strumenti finanziari, comunque denominati, la cui

emissione costituisce raccolta del risparmio (4).

4-ter. Se non disciplinati dalla legge, il CICR fissa limiti all'emissione e, su proposta formulata dalla Banca d'Italia

sentita la CONSOB, può determinare durata e taglio degli strumenti finanziari, diversi dalle obbligazioni, utilizzati per

28-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

la raccolta tra il pubblico (5).

4-quater. Il CICR, a fini di tutela della riserva dell'attività bancaria,stabilisce criteri e limiti, anche in deroga a quanto

previsto dal codice civile, per la raccolta effettuata dai soggetti che esercitano nei confronti del pubblico attività di

concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (6).

4-quinquies. A fini di tutela del risparmio, gli investitori professionali,che ai sensi del codice civile rispondono della

solvenza della società per le obbligazioni, i titoli di debito e gli altri strumenti finanziari emessi dalla stessa, devono

rispettare idonei requisiti patrimoniali stabiliti dalle competenti autorità di vigilanza (1).

5. Nei casi previsti dal comma 4, lettere c) e d), sono comunque precluse la raccolta di fondi a vista ed ogni forma di

raccolta collegata all'emissione od alla gestione di mezzi di pagamento a spendibilità generalizzata (2).

è importante perché ci precisa alcune nozioni che sono state fino adesso utilizzate.

L'articolo 11 ci dice che cos'è la raccolta di risparmio tra il pubblico, che a dirla così sembra una cosa semplice ma comunque

bisogno di un contenuto altrimenti sembra un'affermazione vuota.

E allora l'articolo 11 ci dice che :

-La raccolta di risparmio tra il pubblico è l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso in qualsivoglia forma

avvenga, anche diversa dal deposito.

Ecco allora che cos'è la raccolta del risparmio, la raccolta del risparmio è l'acquisizione alla banca di fondi cioè di denaro, dal

pubblico con obbligo di rimborso al pubblico stesso.

La forma caratteristica è il deposito bancario.

Io ho il mio stipendio il mio datore me lo paga contanti, io prendo questo stipendio e lo vado a depositare in banca.

In quel momento c'è una raccolta di risparmio presso il pubblico, la banca acquisisce questo denaro, questo denaro diventa

della banca, è un deposito irregolare, perché nel deposito regolare quando io vado al cinema o al ristorante e lascio il mio

soprabito al guardaroba, io rimango proprietario depositante, la signorina che sta al guardaroba e la depositaria, che ha

l'obbligo di restituire il bene oggetto del deposito verso il corrispettivo di una provvigione, gli devo dare una mancia, questo è

il deposito regolare, è irregolare perché il depositante rimane proprietario di un bene di cui si spoglia momentaneamente a

favore del depositario o depositaria.

Qui il deposito presso la banca è un deposito irregolare, tu mi depositi i soldi, la banca ne diviene proprietaria e le fa quello

che vuole a quel punto, però ha l'obbligo di rimborsare quel deposito, però non gli stessi soldi con lo stesso numero di

matricola delle banconote, ma una identica quantità di monete identiche avente lo stesso valore.

Tant'è che quando siamo depositari e magari glieli diamo in banconote da € 5 , non è che quando andiamo a prelevare

vogliamo lo stesso importo con le stesse taglio di banconote.

Riprendo la banconota da € 100 anziché le 20 banconote da € 5 che avevi depositato il giorno prima.

La contabile bancaria che ti danno quando depositi i soldi è una ricevuta che attesta che hai fatto quella operazione niente più,

perché se fosse un titolo di credito questo sarebbe destinabile alla circolazione e invece non è così.

La contabile bancaria è un documento valido a fini probatori nel caso in cui la banca dovesse disconoscere quel versamento

che tu hai eseguito.

Raccolta di risparmio tra il pubblico significa acquisizione di fondi con obbligo di rimborso dei fondi acquisiti in forma di

deposito o in qualsiasi altra forma .

La raccolta del risparmio tra il pubblico è uno dei momenti tra i due che integrano l'attività bancaria ed è espressamente

riservato alle banche, non si può andare a chiedere indistintamente al pubblico i risparmi del pubblico, lo si può fare solo se si è

banca, se non si è banca e lo si fa si sta sollecitando il pubblico, si sta sollecitando il pubblico al di fuori del lecito , e quindi di

nuovo si sta commettendo un fenomeno di abusivismo finanziario che viene punito penalmente.

Qui il professore su richiesta di uno studente sta illustrando che cosa stava facendo la banca della 'ndrangheta a Milano notizia

che è apparsa sui giornali qualche tempo fa.

29-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Vi ricordo che la costituzione di una società può avvenire con costituzione simultanea presso un notaio o può avvenire per

pubblica sottoscrizione per mezzo di un comitato promotore che in un lasso di tempo si rivolge al pubblico e dice: volete

diventare soci di questa società?

Passato il lasso temporale bisogna fare la conta dei conferimenti, e se i conferimenti soddisfano il capitale minimo, si può

andare avanti e si va dal notaio a fare il vero e proprio atto costitutivo o altrimenti l'iniziativa abortisce.

È evidente che in quel periodo noi assistiamo ad una raccolta del risparmio presso il pubblico, ma anche qui l'articolo 11

espressamente dice che il divieto di risparmio presso il pubblico non si applica alle società per la raccolta effettuata ai sensi del

codice civile, mediante obbligazioni, titoli di debito o altri strumenti finanziari.

Quindi anche l'offerta fuori sede che è un altro fenomeno, è il fenomeno dell'intermediario finanziario, o anche

dell'intermediario bancario che , a contatto col pubblico , cerca di piazzare dei prodotti finanziari sollecitando il risparmio,

anche questa è una sollecitazione del pubblico risparmio, ma siccome è prevista dal testo unico finanziario è del tutto legale e

non si applicano gli articoli 10 e 11 del testo unico bancario.

Quindi gli elementi di cui avevamo bisogno gli abbiamo pressoché detti, e così li abbiamo fissati bene in testa.

Aggiungiamo che i due momenti co-essenziali raccolta di risparmio presso il pubblico e l'erogazione del credito, e se

manca un momento o manca l'altro non è banca sarà qualcosa d'altro.

Ripeto non è banca se la banca no fae tutte e due le cose, l'attività è un'attività di impresa, e un'attività bancaria è riservata alle

banche, l'articolo 10 si conclude poi con il catalogo di tutto quello che la banca può fare, l'attività caratteristica è l'attività

bancaria, ma c'è anche qualsiasi altra attività finanziaria e poi le attività connesse e strumentali di cui abbiamo già parlato.

L'articolo 11 è importante perché precisa e specifica ulteriormente la raccolta del risparmio tra il pubblico.

In realtà non è una precisazione esaustiva perché alcune delucidazioni ve le devo dare io a titolo di commento, per esempio che

cosa significa tra il pubblico? Qui si gioca molto, bisogna stare attenti e fare delle riflessioni apposta, l'articolo 11 è importante

perché ci dice che la raccolta di risparmio tra il pubblico è l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, non soltanto in

forma di deposito, anch'essa riservata alle banche, sia pure con una serie di deroghe, tra le quali proprio per la vostra

conoscenza alcune le abbiamo già smascherate.

La società che si vuole costituire per pubblica sottoscrizione fa una raccolta di risparmio lecita, qui sembrerebbe vietata, ma

siccome prevista dal codice civile e siccome sono normative che stanno sullo stesso piano, se il codice civile dice di sì qui non

può dire di no nel testo unico bancario .

Altra ipotesi di risparmio lecito e l'offerta fuori sede prevista dal testo unico della finanza (T.U.F), quella pure è un

sollecitazioni pubbliche di risparmio, è una raccolta di risparmio.

In realtà mi viene da dire anche un'altra cosa che è una raccolta di risparmio senza obbligo di restituzione, perché tutti stai

correndo un rischio se l'investimento va male io non ti devo restituire i soldi, io non ho l'obbligo di restituiti i soldi che mi hai

dato, quindi attenzione che tra l'altro non è assimilabile a un deposito.

Allora cerchiamo di capire attraverso degli esempi tratti dalla pratica perché il legislatore ha messo questi paletti fondamentali,

sollecitazione del risparmio erogazione del credito.

Perché da questi due momenti nasce la banca, se la banca erogasse soltanto finanziamenti, e non avesse raccolto il

risparmio, non sarebbe una banca, sarebbe una società finanziaria come la Kompass , Agos Ducato,Findomestic etc.,

non sono banche o quanto meno quando svolgono quelle attività di concessione di finanziamenti stanno soltanto erogando

credito, ma non lo hanno raccolto presso il pubblico come risparmio un attimo prima.

Ma siccome Findomestic è un branch di BNL , allora la Banca Nazionale del Lavoro BNL che cosa fa, siccome ha un sacco di

risorse, ne prende un gruzzolo , una parte e dice a Findomestic con questi soldi offri finanziamenti al pubblico.

Ma allora Findomestic non è una banca è una società finanziaria, lo stesso identico ragionamento vale per Kompass che fa

parte del gruppo Mediobanca.

Sia Agos , che Kompass che Findomestic sono iscritti nell'albo degli intermediari finanziari, mentre le banche sono iscritte

nell'albo degli enti creditizi.

30-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Sono due albi completamente differenti.

Se raccogliamo il risparmio presso il pubblico e non facciamo finanziamenti, non siamo banca siamo la S.p.A. che si sta

costituendo per pubblica sottoscrizione, ma che ha come oggetto sociale la produzione di tondini di ferro o di canna da pesca.

La sollecitazione del pubblico risparmio, perché abbiamo detto che si rivolge a persone incerte non ben definiti ancora,

alla ricerca di finanziamenti, quindi sollecita il risparmio, raccoglie il risparmio, ma non fa finanziamenti.

In questo caso c'è anche un altro problema, non c'è l'obbligo di rimborso, quando io socio decida di diventare socio di una

società, faccio un conferimento, mica acquisiscono il diritto, di essere rimborsato, bisogna vedere all'esito della liquidazione

della società, se mi tornerà indietro qualcosa.

E allora sono due i motivi per cui la S.p.A. che si costituisce per pubblica sottoscrizione non è una banca, perché mancano i

finanziamenti e che pur essendoci la sollecitazione del risparmio, non c'è l'assunzione dell'obbligo di rimborso.

Il testo a un certo punto, si pone il problema che ha sollevato il vostro collega, che rende un po' più di esperienza di voi ( cioè

io Vezio Lucchesi ) si ricorda che questa differenziazione aveva un suo peso tra aziende di credito e istituti di credito.

Perché le aziende di credito a suo tempo facevano un finanziamento a breve termine (entro 18 mesi) , cioè con il rimborso del

finanziamento da farsi entro 18 mesi, il distinguo temporale era di 18 mesi.

Se tu chiedevi un finanziamento a una banca e dovevi restituire il finanziamento entro 18 mesi quella banca era un'azienda di

credito.

Se invece il rimborso doveva avvenire oltre i 18 mesi la banca non era una azienda di credito, ma era un istituto di credito.

Questa differenza non esiste più oggi, perché il testo unico bancario effettua questo proposito una vera e propria rivoluzione

copernicana, questa distinzione nominalistica si portava dietro tutta una serie di conseguenze.

L'azienda di credito faceva finanziamenti a breve, cioè faceva finanziamenti che dovevano tornare indietro entro 18 mesi.

Come faceva questa banca ad ottenere la provvista cioè la quantità di soldi necessari per fare un finanziamento a terzi, con i

depositi dei depositanti a vista, che sono i depositi più ricorrenti nella prassi.

Che cosa significa depositi a vista, che io porto il mio denaro in banca, dico che voglio fare un deposito regolato in conto

corrente, quel deposito e vista significa che basta che tu bancario mi veda che domani quando torno se io te lo chiedo, mi devi

dare quello che io ho depositato il giorno prima.

Così come io lo ho depositato, me lo posso riprendere indietro. Depositi a vista significa questo.

Il contrario del deposito a vista è il deposito vincolato, che oggi viene tanto remunerato dalle banche, perché?

Perché tu ti impegni a non andare a riprenderti i soldi immediatamente ma devi tenerli lì per un periodo di tempo prefissato, un

anno o due anni, e allora la banca dice grazie perché so che non me lo puoi venire a chiedere allora io lo utilizzò perchè faccio

dei finanziamenti al 5 % e quindi io mi posso permettere di dare il 2% a te depositante .

Io banca lucro sul differenziale tra il 5% e il 2%.

Se il deposito è a vista, io non posso utilizzare quello per fare il finanziamento, perché io corro il rischio che se tu mi hai dato

oggi 1 milione di euro non vincolato io magari faccio un finanziamento a lei di 1 milione di euro a tre mesi, quello viene oggi a

ritirare i soldi, io non ce li ho più perché li ho dati a lei a tre mesi.

Mancato coordinamento delle scadenze, la banca è in situazione di illiquidità , la banca è nelle difficoltà più grosse.

Allora secondo noi la banca gradisce il deposito a vista o il deposito vincolato?

Sicuramente preferisce il deposito vincolato perché gli consente maggiore margine di operatività, ma d'altro canto sa che lo

devo pagare di più di quello vista.

Quello a vista non te lo paga la banca, io ho un deposito in banca e mi riconoscono un tasso che irrisorio il conto è in negativo

perché pago più di spese che interessi che ricevo sul mio deposito.

Sostanzialmente tenere i soldi in banca oggi significa pagare la banca per avere un servizio di tenuta dei miei soldi, e come se

tu avessi i soldi in cassetta di sicurezza e pagassi un canone per la cassetta di sicurezza.

31-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Il canone che io pago per la cassetta di sicurezza si mangia i proventi che io ho dagli interessi che la banca mi paga sui soldi

depositati.

Quindi oggi se si vuole guadagnare qualcosa non bisogna fare il deposito a vista, con i meccanismi attualmente esistenti.

Questo è il motivo per il quale ci sono tante pubblicità relative ai depositi vincolati.

Allora l'azienda di credito che fa credito a breve funziona così, deve avere un minimo di coordinamento tra l'obbligo di

restituzione al depositante e il credito nei confronti di colui al quale ha fatto il finanziamento.

Le scadenze devono essere sostanzialmente allineate “ matched “come si dice in gergo, questo spiega perché l'azienda di

credito raccoglie con depositi a vista e fa finanziamenti a breve.

Certamente non può fare finanziamenti a lungo termine, perché poi allora il rischio diventa veramente strutturale perché il

depositante li può chiedere i soldi indietro, mentre a me banca ritornano tra due anni, tra tre anni, mutuo ventennale.

Dall'altra parte c'è l'istituto di credito che ha problematiche completamente diverse.

L'istituto di credito fa i finanziamenti sul lungo periodo e allora significa che deve avere a che fare con soggetti , suoi creditori

per aver affidato i loro risparmi alla banca, che hanno non un diritto al rimborso immediato ma un diritto diluito nel tempo.

In sostanza la provvista dell'istituto di credito, la raccolta, come gli arriva?

Gli arriva con l'emissione di prestiti obbligazionari.

Gli istituti a medio lungo termine, tutti i medio crediti, cioè gli istituti che fanno credito a medio lungo termine, che cosa

fanno?

Emettono prestiti obbligazionari, le cartelle fondiarie erano l’antesignano dei prestiti obbligazionari.

I prestiti obbligazionari significa che la banca emette obbligazioni, le offre al mercato e , un cittadino qualsiasi che è

interessato sottoscrive l'obbligazione da € 5000 della banca.

La banca dice nel pezzo di carta che viene rilasciato al sottoscrittore dell'obbligazione mi hai dato € 5000 te li restituisco fra

cinque anni, con un interesse del 10%.

Significa che l'ultimo giorno di scadenza dell'obbligazione mi tornano indietro i € 5.000 più il 10% di interesse sui € 5.000 che

ho maturato su altri 500 per un totale di 5.500 .

Ma come vedete il diritto alla restituzione non è immediato sono passati cinque anni, in questi cinque anni e io posso utilizzare

questa provvista per fare finanziamenti a medio lungo termine e sono di nuovo allineati in termini di scadenza.

Il rischio sono i termini di scadenza nei confronti dei depositanti e dei debitori per finanziamenti è il rischio di illiquidità della

banca con cui fronteggiare le richieste dei depositanti.

Ad un certo punto in Italia e stiamo parlando del 1980 c'è un fenomeno così detto di disintermediazione creditizia, vedete come

la storia influenzi il quadro normativo.

I saggi latini dicevano che " il Diritto viene dopo il fatto “ , ad un certo punto la banca subisce la cosi detta disintermediazione

creditizia.

E che cosa significa? Significa che la banca, i banchieri, cominciano a vedere che non ci sono più tanti depositanti.

La gente non porta più i soldi in banca, perché?

Perché è il periodo della borsa, perché è il periodo dell'acquisto delle azioni corporate,delle società, la gente non porta i soldi in

banca si compra le azioni della Telecom o della Fiat, o altrimenti fa altri investimenti alternativi alla banca come i fondi

comuni di investimento.

La gente compra direttamente i titoli emessi dalle varie società, i soldi non affluiscono più in banca, la Banca si preoccupa,

perché il momento della raccolta è fondamentale perché è funzionale al credito e allora deve reagire, come reagisce?

Cominciando a sviluppare conoscenze e competenze del cosiddetto settore del parabancario.

Comincia a inventarsi il leasing e il factoring, il leasing, detto anche il contratto di locazione finanziaria è un tipo di contratto

che ha avuto molto successo che poi pian piano si è anche snaturato, e nasce come contratto tra la banca e l'imprenditore,

32-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

l'imprenditore ha bisogno di un macchinario, non ha tutta la liquidità per assicurarsi la proprietà, allora se lo fa produrre dal

fornitore, il fornitore viene pagato dalla società di leasing, che ne diventa proprietaria, e la società di leasing a sua volta lo

affitta all'imprenditore che gli paga un canone mensile.

Grande successo di questa tipologia contrattuale, che in sostanza è una sorta di affitto a rate, con la possibilità alla fine del

pagamento delle rate di riscattare la proprietà del bene.

Il maxi canone del riscatto in teoria dovrebbe rappresentare il valore residuo del bene, ma non è sempre così.

Grande successo di questa tipologia contrattuale, che risolvere un grave problema di liquidità, perché devo immobilizzare tanti

soldi in un macchinario quando mi è possibile spalmare su diversi anni la stessa liquidità?

Allora la fortuna di questa tipologia di contratto si espande anche a non imprenditori, privati e professionisti che possono

acquistare per esempio un automobile con il sistema di leasing, certamente non per esigenze imprenditoriali ma per esigenze

private.

Io conosco gente che ha in casa video proiettori tecnologici acquistati in leasing, grandissima varietà di questa tipologia

contrattuale, la banca comincia a fare quest'attività per cercare di recuperare quei soldi che non arrivavano più con i depositi.

Attenzione però che la banca, siamo negli anni 80 , e il testo unico bancario ancora non c'è perché è del 1993, la banca che

cosa fa trova vantaggioso è conveniente costituire una società ad hoc, una società di leasing, la dota del suo capitale, e dice a

quella società dove mette i suoi uomini, molto spesso i consiglieri di amministrazione siedono sia nella banca che nel consiglio

di amministrazione della società di leasing, fai i contratti di leasing.

A questo punto noi che cosa abbiamo, un gruppo bancario, capeggiato da una banca, che fa attività bancaria, e che in forza di

una partecipazione di controllo, controlla una società di leasing, che fa parabancario, cioè fa leasing.

Lo stesso dicasi per il factoring, a chi non lo sapesse ricordiamo che cos'è il factoring, l'imprenditore fa attività di impresa e

nello svolgimento di questa attività, matura una serie di crediti perché vende i suoi beni e i suoi servizi, e i suoi crediti

maturano magari dopo 90 o 120 giorni.

Quando questa mole di crediti in portafoglio dell'imprenditore cresce tantissimo, l'imprenditore si trova di fronte ad una

difficoltà, andare appresso ai crediti perché si deve ricordare quando scadono, se ci sono delle rate pagate per fare gli atti

eccetera, oppure continua a fare l'attività di imprenditore.

Lui vuole continuare a fare la sua attività di imprenditore e allora fattorizza i crediti,li cede in stock a una società di factoring

che ha l'incarico di riscuotere i crediti, e che anticipa al fornitore prima della scadenza circa l'80% del valore facciale delle

fatture dei crediti .

Quando i crediti verranno a scadenza il debitore pagherà la società di factoring la quale si trattiene l'importo anticipato

all'imprenditore più le commissioni e l'interesse dovuto perché ha anticipato i soldi all'imprenditore che girerà all'imprenditore

la differenza tra quanto anticipato che il valore facciale del credito a meno delle commissioni e degli interessi che aspettano

alla società di factoring .

Il gruppo bancario al suo interno ,oggi , annovera anche le società di factoring.

Il gruppo bancario è un insieme di società dove c'è una controllante bancaria, che attraverso partecipazioni di controllo

controlla le società che fanno parte del gruppo che è un gruppo polifunzionale, perché svolge più creditizia e finanziaria.

Siamo a poco prima del 1993, nel 1993 su input del legislatore comunitario, il legislatore italiano con il testo unico vara la

cosiddetta despecializzazione e cioè dice quello che ci ha detto l'articolo 10 del testo unico bancario, la banca può fare attività

bancaria, ma può fare anche direttamente qualsiasi altra attività finanziaria, e allora il testo unico bancario pone le premesse di

un modulo alternativo al gruppo polifunzionale che il modulo della “ banca universale ”.

La banca che ha la forma giuridica di una S.p.A., al suo interno ha tante divisioni, tanti dipartimenti interni, ognuno con la

propria specializzazione, uno fa il leasing, un altro dipartimento fa il factoring un altro dipartimento ancora fa le operazioni di

finanziamento.

Questa situazione incrociatasi con il fenomeno storico della disintermediazione creditizia aveva posto le premesse per la

nascita delle banche poli funzionali.

33-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Noi avevamo una banca, che come banca non aveva più risparmi, e che allora cercava di farli riaffluire tramite il parabancario,

costituiva delle società finanziarie di leasing e di factoring e con quelli operava e recuperava risparmio pubblico.

Nel 1993 arriva il testo unico bancario e con l'articolo 10 che dice che la banca fa:

-L'attività bancaria;

-Ma anche qualsiasi altra attività finanziaria

-Come qualsiasi altra attività connessa e funzionale

ecco che non c'è più bisogno di costituire un gruppo di società.

Basta vedere una banca bella robusta, ben organizzata ,bene articolata, multi divisionale dove ogni divisione ha la sua

specializzazione nella sua specificità, è il modulo della banca universale molto più economico rispetto al modulo gruppo

polifunzionale, perché ad esempio abbiamo un consiglio di amministrazione della banca, e se invece ho gruppo poli

funzionale ,io devo pagare anche gli amministratori della società di leasing e della società di factoring, poi il collegio sindacale

dell'uno e il collegio sindacale dell'altro poi l'internal auditing dell'uno l'internal auditing dell'altro.

La banca invece ha il suo consiglio di amministrazione, il collegio sindacale, il suo internal auditing, la banca fa tutto e così io

ho risparmiato gli emolumenti di tutti quegli altri soggetti che avrei dovuto incaricare.

La banca che vuole essere multi divisionale deve sempre andare in Banca d'Italia e dire oltre la banca che cosa vuole fare e

ottenere le autorizzazioni della Banca d'Italia.

La Banca d'Italia la prima cosa che ti dirà è che invece di avere un capitale sociale di 20 milioni di euro dovrai aumentare il tuo

capitale sociale a 100.000.000 €.

Così ti rafforzi dal punto di vista patrimoniale e ti dovesse andar male nell'attività caratteristica o nel leasing o nel factoring hai

una dotazione patrimoniale congruente.

Oggi quello che abbiamo messo in evidenza che la corrispondenza tra banca multifunzionale e banca universale e come

conseguenza è saltata completamente la distinzione tra istituto di credito e azienda di credito cioè tra finanziamenti a medio

lungo termine e finanziamenti a breve termine.

La banca fa tutto quello che vuole ma deve sempre stare attenta ad allineare le scadenze.

E a questo punto puoi fare sia il finanziamento a breve termine che il finanziamento a medio lungo termine.

Infatti se andate a Banca intesa San Paolo se dovete fare un mutuo vi fanno parlare con una certa divisione di un certo settore

se avete bisogno di un credito al consumo vi fanno parlare con un altro settore.

34-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 14 Lezione di Legislazione Bancaria

L'ultima volta avevo accennato che sarebbe stato utile dotarsi di uno schema mentale , per capire l'attività della banche

,formato da cerchi concentrici in cui il cerchio più esterno riguarda l'attività finanziaria poi c'è quello che riguarda l'attività

bancaria, e l'attività bancaria fa parte dell'attività finanziaria, ma non esaurisce l'attività finanziaria, perché noi sostanzialmente

possiamo immaginare tre tipologie schematiche, l’attività bancaria a volerla schematizzare all'osso propone uno schema di

Denaro-Tempo-Denaro.

Il depositante che cosa fa affida in un certo istante di tempo il denaro alla banca, lo andrà a ritirare parzialmente o totalmente

dopo qualche tempo e quindi c'è il denaro e dopo un certo periodo di tempo c'è il ritiro del denaro da parte del depositante.

Quindi lo schema che definisce l'attività bancaria del deposito è Denaro-Tempo-Denaro.

La attività finanziaria gioca sempre con gli stessi elementi ma forse ne aggiunge anche un altro.

Ad esempio abbiamo un'attività che con una fraseologia sintetica viene denominata di Money Transfer che è una tipica attività

finanziaria e quella rete di agenzie di cui si servono gli extracomunitari che lavorano in Italia e che fanno pervenire una parte

dei loro compensi alle famiglie di origine in Indonesia piuttosto che in Perù, attraverso queste agenzie, è lo schema che ne

riflette è Denaro- Spazio-Denaro, perché il denaro viene affidato qui in Italia alle agenzie di Money Transfer e le agenzie lo

trasferiscono in per esempio Indonesia dove viene percepito dai familiari di colui il quale è stato remunerato qui in Italia.

Un'altra attività finanziaria stringe ancora di più il meccanismo perché è Denaro-Denaro ed è l'attività di cambio valute.

Si è in contatto con un'agenzia di cambio valute e si chiede contestualmente il cambio dell'euro in un'altra valuta che può

essere per esempio il dollaro e tale conversione avviene istantaneamente allo sportello del cambiavalute.

Nelle città turistiche si vedono ancora questi sportelli di cambiavalute che non sono banche ma effettuano solo operazione di

cambio valute a tutte le possibili valute in euro.

L'autore del nostro testo dedica pagine a questa tipologia di schemi mi sembrava utile fornirvene uno schema perché aiuta a

comprendere tutto quello che noi troviamo dentro il paniere delle attività finanziarie in aggiunta all'attività creditizia.

Mi preme tornare adesso sul primo momento ma importantissimo quanto il secondo che è il momento della raccolta del

risparmio.

Non già da subito e la norma ce lo dice, sappiamo che non basta dire raccolta di risparmio ma che la raccolta deve avvenire tra

il pubblico con obbligo di rimborso, in qualsiasi forma anche diversa dal deposito.

Questo inciso "e tra il pubblico" non è assolutamente sconosciuto alla legislazione italiana, alla normativa civilistica, anche nel

codice civile ci sono delle citazioni che fanno risuonare questo lemma "il pubblico".

Voi avete studiato diritto privato ad un certo punto c'è la cosiddetta offerta alla pubblico, che cos'è?

È la mostra che avviene in un esercizio pubblico, dietro una vetrina ci sono diversi articoli ognuno con l'indicazione di un

prezzo, che definisce unicamente quel prodotto merceologico.

Quella è un'offerta al pubblico, è una proposta contrattuale e univoca in tutti i suoi elementi, perché c'è la inequivoca volontà di

alienare un bene, se io dietro la vetrina vedo un paio di jeans con il prezzo di € 75, questo significa chi vuole acquistare a

questo prezzo questo oggetto? Questa è una proposta al pubblico.

E poi c'è la disciplina raccontata dal codice civile per cui se io entro, metto la mano sui jeans e sul portafoglio e mi reco alla

cassa e tiro fuori esattamente quel corrispettivo di € 75 vuol dire che sto accettando quella proposta e in quel momento si

consuma, si integra il contratto di compravendita che si conclude con l'incontro delle volontà dei contraenti.

Poi ci sono state tante normative finanziarie che parlavano di pubblico in maniera ancora più specifica, più precisata, c'è per

esempio in Italia la legge che ha istituito le società di intermediazione mobiliare, la legge numero 1 del 1991, questa legge

diceva come dovesse svolgersi l'attività di offerta al pubblico di prodotti finanziari e ancora prima si parlava di valori mobiliari

e si parlava sempre di pubblico.

Inutile dire che nel testo unico della finanza c'è una serie di articoli molto nutrito dedicata all'offerta pubblica di acquisto,

quindi l'utilizzo di questo aggettivo o sostantivo a seconda dell'utilizzo che viene fatto, ricorre nella normativa e quindi noi non

possiamo fare a meno di interessarci.

35-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Che tipo di connotazione diamo, che tipo di ampiezza diamo a questo termine? Il pubblico è la massa indifferenziata delle

persone, ecco tornando proprio alla normativa civilistica, l'offerta al pubblico e l'offerta a qualcuno che io non so se accetterà

questa offerta, a persona incerta “ Incertam personam “ cioè vediamo chi viene può essere la vecchietta che vuol fare il

regalo al nipote, può essere la mamma che fa il regalo al figlio, può essere la moglie che lo compra per il marito.

Ma la proposta è tale che può essere accettata da tutti questi soggetti, quindi il pubblico è il pubblico indifferenziato, non sono

parti rilevanti di quel pubblico, perché se fossero parti rilevanti di quel pubblico, sarebbero categorie di pubblico ma non tutto

il pubblico.

Se io dico questo lo vendo a donne bionde con età superiore ai trent'anni, possono centrare sicuramente parecchie persone ma

non è più “ Incertam personam “ e l'accettazione mi può solamente venire da determinate persone che hanno determinate

caratteristiche.

Allora a contrario l'offerta al pubblico, per la raccolta tra il pubblico , sic et simpliciter , senza altre definizioni è la raccolta nei

confronti dei pubblico indifferenziato.

E vi dico perché e vi spiego io ma non ce ne sarebbe bisogno perché è intuitivo, il legislatore finanziario parla di pubblico, lo

fa tutte quelle volte in cui ha bisogno con una parola di abbracciare una serie di soggetti che secondo lui sono, diciamo così,

contraenti deboli con altri soggetti più forti, ed è proprio il caso della banca nei confronti del cliente, o comunque nei confronti

di soggetti che sono bisognevoli di una particolare tutela.

Tutte le volte che voi trovate questo lemma "il pubblico" avrete il sentore dell'esigenza del legislatore di affrontare una

disciplina di tutela del pubblico indifferenziato.

Il testo fa degli esempi pratici per capire la differenza tra la raccolta presso il pubblico o qualcosa che non è la raccolta presso il

pubblico.

Ammettiamo che io sia un imprenditore e che abbia bisogno di nuove risorse, e che a questo fine mi compri uno spazio su un

giornale quel giorno su quel dato quotidiano, dove poi faccia una manifestazione di interesse, una richiesta di denaro di questo

tipo:

"Sono un imprenditore, faccio quest'attività, produco questi beni, voglio allargare la mia produzione e per questo motivo ho

bisogno esattamente di 3 milioni di euro, in un'unica soluzione, prego chi ha interesse a fornirmeli di prendere contatto con il

sottoscritto”

Questa qui non è una sollecitazione del pubblico risparmio, non è una richiesta al risparmiatore indifferenziato, perché è

difficile che tutto il pubblico indifferenziato possa disporre di 3 milioni di euro.

Questo annuncio non è qualificabile come sollecitazione del pubblico risparmio.

Se vi ricordate in diritto commerciale, dedicammo tempo a questo aspetto, dicendo che la sollecitazione al pubblico risparmio,

proprio perché si rivolge al pubblico indifferenziato, e richiede una particolare tutela informativa, che passa attraverso la

compilazione del prospetto informativo.

L'imprenditore che sollecita il pubblico risparmio, vuole lanciare un prestito obbligazionario, deve dire : io sono questo, il miei

amministratori sono questi, questi sono i risultati degli ultimi miei due bilanci, questa è la mia situazione di capitale attuale,

chiedo questi soldi perché ci voglio fare questo e li rimborserò a questa data con questi interessi.

Questa è la tutela informativa che scatta da tutte le volte in cui la sollecitazione sia ad amplissimo raggio.

Se io esco su un giornale e chiedo 3.000.00 € e devono essere 3 milioni di euro in un'unica soluzione io non sto facendo una

sollecitazione al pubblico risparmio, perché non è immaginabile che tutti quanti abbiano 3 milioni di euro.

E allora perché non è necessario fare il prospetto informativo è sufficiente l'inserzione sul giornale, perché il legislatore è come

se facesse questo ragionamento molto sintetico.

Colui che possiede 3 milioni di euro ed è l'unico soggetto interessato a questa inserzione, per il fatto di essere in detentore

legittimo di 3 milioni di euro ha l'onere di essere di per sé informato sui rischi sui quali incorre se affida quei 3 milioni di euro

che sono una cifra realmente importante all'imprenditore.

Io qui , dice il legislatore non ravvedo esigenza di tutela, il soggetto se ha quel denaro deve avere l'onere di tutelarsi da solo, di

36-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

essere informato, e di non poter poi accampare la giustificazione di essere stato carpito nella sua buona fede da uno che ha

chiesto di 3 milioni di euro.

Cosa completamente diversa è quando siamo in presenza di una sollecitazione del pubblico risparmio cioè volta a drenare dal

pubblico indifferenziato, facciamo l'esempio dell'imprenditore che voglia 3 milioni di euro 3 ma che intenda ottenerli tramite

un prestito obbligazionario sul mercato con un numero di obbligazioni non so quante ma del valore unitario di € 500.

€ 500 è una somma molto più alla portata di ciascuno di noi.

Allora si che questo significa che mi sto rivolgendo al pubblico indifferenziato, allora sì che scattano le esigenze di tutela, che

si connettono all'utilizzo della fraseologia, raccolta presso il pubblico significa raccolta nei confronti di “ Incertam personam

“, non solo nei confronti di determinate categorie.

Sollecitazione del pubblico risparmio non significa richiesta di denari per cifre importanti e quindi necessariamente nei

confronti di un numero ristretto di soggetti, significa di nuovo tutto il contrario, cioè la formulazione di una offerta nei

confronti della massa indifferenziata delle persone.

Questo è molto importante perché ci sono dei fenomeni che ricadono nella disciplina della sollecitazione del pubblico

risparmio, vi sono dei fenomeni che non ci ricadono e che non debbono passare per la predisposizione del prospetto

informativo.

Lo stesso dicasi per la raccolta del risparmio come momento qualificante dell'attività bancaria.

La banca non sarebbe banca se dicesse accetto solo i depositi che vengono dai settantenni in su, perché quella è una richiesta di

denaro che non riguarda la massa indifferenziata.

Invece la banca raccoglie denaro presso la massa indifferenziata.

Delle attività connesse e strumentali abbiamo già detto, abbiamo detto che quelle strumentali sono agevolatevi dell'attività

bancaria, serventi o funzionali, di quelli connessi abbiamo già detto che non hanno nulla a che vedere dell'attività propria

bancaria, ma richiedono quelli standard di sicurezza che tecnicamente le banche offrono e quindi viene naturale far svolgere

queste attività all'interno delle banche, come le cassette di sicurezza, la vendita dei biglietti di avvenimenti importanti etc.

Fatta questa parte conclusiva sulla nozione di attività bancaria consegnataci dal testo unico bancario, noi possiamo, adesso,

dopo aver visto la banca come impresa, la specialità di questa impresa e dopo aver visto il quadro normativo, la sua evoluzione

nel tempo, legge bancaria del 1936 e tutta una serie di provvedimenti intermedi, che hanno modificato e un po' confuso il

quadro tanto da dover far nascere l'esigenza nel 1993 di un testo unico bancario, di tipo solamente di cognitivo che opera

questa rivoluzione copernicana che propone una alternativa al gruppo polifunzionale, che è l'alternativa della banca universale,

dopo aver visto lo specifico della banca, quindi l'attività bancaria articolo 10 e 11 del testo unico bancario, noi possiamo

cominciare ad addentrarci su un versante ancora diverso che il versante operativo, cioè il rapporto, perché di questo si tratta ,

della banca con il cliente.

Rapporto Banca-Cliente

Un rapporto che per forza di cose si puntualizza nella stipula di varie tipologie di contratti.

Di queste varie tipologie di contratti ci occuperemo nella seconda parte del corso però adesso dobbiamo addentrarci in questo

aspetto che è il contatto contrattuale tra la banca e il cliente.

Allora una cosa subito deve essere evidente, la banca è un'impresa assolutamente particolare perché si contraddistingue

per la enorme quantità di persone con cui può venire in contatto.

La banca non è un'impresa rionale che comunica, fornisce soltanto gli abitanti del rione, la banca soprattutto se non è popolare

ma è una S.p.A. ha di solito una operatività su tutto il territorio nazionale.

Questo fa sì che ci sono delle banche che hanno 10.000, 15.000, 100.000, milioni di clienti, a seconda che stiamo parlando di

Unicredit, Banca intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, popolare di Vicenza, popolare dell'Emilia-Romagna e così a

scendere come dimensione della banca , ma quelle che sono ai vertici della graduatoria delle banche di maggiori dimensioni,

hanno migliaia se non milioni di rapporti.

Quando dico migliaia di rapporti, dico per esempio migliaia di mutui, ora è impensabile che la banca possa personalizzare ogni

37-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

singolo rapporto.

La banca non può avere una trattativa personalizzata, se uno di noi, lunedì volessimo aprire un conto corrente in banca, noi,

addirittura non parliamo con il direttore ma allo sportello, l'impiegato tira fuori un malloppo di carte alto così, e l'impiegato ti

dice legga qui e le ho già assegnato con una crocetta dove deve mettere le firme.

Cosa significa questo, tratto dall'esperienza comune, che la contrattazione della banca e una contrattazione massificata

standardizzata, assolutamente priva di momenti di personalizzazione, e questo richiama dei fenomeni civilistici che noi

abbiamo studiato, quando noi abbiamo studiato diritto privato , diritto civile, che riguarda le condizioni generali di contratto e

dei moduli o formulari prestampati utilizzati per concludere un contratto.

Noi quindi vedrete, parlando dei contratti bancari, non potemmo fare a meno di misurarci di nuovo con queste discipline dei

contratti prestampati contenuti nel codice civile, le condizioni generali di contratto,o moduli e formulari.

Il contratto tra la banca e il cliente è ancora più particolare e più specifico, perché come abbiamo visto è il contratto la cui

disciplina fondamentalmente se non esclusivamente è di provenienza di uno sola dalle parti del contratto.

È la banca che si gira e , dalla stigliatura tira fuori il modulo, dentro quel modulo prestampato ce tutta la disciplina del

contratto che ci viene proposto.

Noi quando parliamo di contratto siamo abituati a parlare di equiordinazione delle parti, siamo convinti che ci debba essere una

collaborazione delle parti nella determinazione del contenuto del contratto, tu proponi qualcosa io sono molto interessato, io ti

dico un po' meno ci mettiamo d'accordo a metà.

Nella contrattazione bancaria questo non è non avviene, nella contrattazione bancaria si girano e tirano fuori con un colpo di

mano un dossier cartaceo dove è già tutto scritto, è già tutto prestampato tu non devi fare altro che come diceva il cowboy

prendere o lasciare.

Perché quel contenuto contrattuale riflette gli schemi contrattuali che le banche si sono date tra loro, in sede di associazione

nazionale di categoria ABI , con le cosi dette “ Norme bancarie uniformi “.

I tipi contrattuali che la banca ci propone di concludere, hanno una disciplina che è stata stabilita soltanto, da parte della

banca “ Ex uno latere “, la quale banca a sua volta non si è inventata quella disciplina, ma la ha recepita dall'associazione che

raccoglie tutte le banche che è l'associazione bancaria italiana ( ABI ).

Le norme dettate dall'associazione bancaria italiana sono le norme bancarie uniformi ( NBU) , i moduli e formulari delle varie

banche sono tutti assolutamente pressoché identici e riflettono le norme bancarie uniformi.

Se Lei si chiama Diego della Valle o Luca di Montezemolo e si siede davanti al direttore della banca può essere che il

contratto di finanziamento, che è un contratto diverso, o la fideiussione che chiederanno potrà essere limata o modificata.

Diciamo che in linea di principio il contenuto del contratto è unilateralmente stabilito.

Se tutti i contratti sono uguali allora che cosa spinge un cliente a scegliere una banca piuttosto che un'altra?

Il fatto che una banca può dare, con piccoli vincoli temporali dei rendimenti, cioè dei tassi più alti rispetto a un'altra banca

oppure la comodità della banca sotto casa.

La banca lavora su grandissimi numeri quindi non può definire di volta in volta diverse tipologie di contratto a secondo della

diversità della clientela, e costretta quindi giocoforza ad utilizzare della modulistica contrattuale prestampata uguale per tutti.

Perché altrimenti fare qualcosa di diverso significa, leggere insieme il modulo il formulario, ma il formulario è costituito da

150 pagine, e allora se mi metto a perdere il tempo a leggerlo con te in una giornata lavorativa faccio solo una operazione

invece di farne 15 o 20 come normalmente faccio.

Quindi diciamo che questa particolarità del contratto bancario con un contenuto unilateralmente determinato, dove la

controparte deve solo decidere, se firmare quel contratto o non firmar lo , questa è la sua autonomia personale , perché di

questo si tratta, il diritto privato insegna che l’autonomia privata si estrinseca in una serie di facoltà.

38-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

L'autonomia privata in un negozio è:

-La libertà di concludere o non concludere i negozio;

-La libertà di contribuire o no al contenuto del negozio;

-La libertà di stabilire la forma del negozio, per esempio scritto o orale;

queste sono le facoltà dell'autonomia privata.

Quando l'autonomia privata la portiamo in un rapporto bancario si asciuga si restringe sino a diventare una unica facoltà, o

prendere o lasciare.

Però non è in realtà una manifestazione di prepotenza da parte dell'ente creditizio, è una manifestazione di necessità perché non

può fare diversamente, perché ha migliaia e comunque un numero importantissimi di rapporti con la clientela, e non posso fare

che così devo per forza standardizzare il rapporto.

Devo avere , io banca , già tutto predisposto nei moduli e nei formulari , devo mettere le crocette dove tu devi firmare, firmi ,

diventi mio correntista, e poi faccio le fotocopie ,ti do una copia del contratto , e ti do il carnet di assegni ed è fatta.

Certamente qui attecchisce molta demagogia, è molto populismo , lo strapotere delle banche, le banche maledette, le banche

che ti fregano i soldi, le banche si inventano le commissioni, la commissione di massimo scoperto, la commissione di pronta

istruttoria di fido, per fregare il denaro alla gente e quindi viene facile concepire il rapporto come un rapporto squilibrato, tra

un contraente forte bancario e un contraente debole privato, che deve essere tutelato.

Questo atteggiamento mentale che ha un suo fondamento ma che poi viene smentito dalla realtà vera, questo atteggiamento ha

preso piede presso un certo legislatore a partire dagli ultimi anni.

Negli ultimi anni il legislatore è stato molto populista, è stato molto attento alle esigenze del contraente debole, cioè del cliente

bancario e ha cercato di approntargli una serie di guarentigie , di tutele, di cautele, salvo poi perché non potremmo fare a meno

di vederlo di rendersi conto che tutte queste guarentigie cosi come sono allestite si ritorcono in danno del cliente stesso.

Infatti le duecento pagine di informazioni bancarie ,in teoria a favore del cliente, sono fatte apposta, per non fargli capire niente

in modo tale che dopo 2/3 pagine si stufa e non legge più niente.

Uno ha detto ,è secondo me è quasi vero, che la luce del sole in dose accettabile fa bene e cura il rachitismo, in dosi eccessive

provoca il cancro della pelle.

La situazione in banca è esattamente così, se tu dai informazioni mirate su aspetti qualificanti, rendi un buon servizio, se invece

fai un dossier informativo di 250 pagine che lo consegni al cliente e gli dici lo legga e torni da me domani dopo averlo letto per

fare il contratto, puoi stare tranquillo che quello non lo leggerà mai, perché nell'arco di ventiquattr'ore non si possono leggere e

se pure le leggi non ti rendi conto delle cose importanti e quelle meno importanti che ci sono scritte ed è quindi tutto fatto ad

hoc cioè di proposito.

Allora abbiamo detto che dobbiamo, tornando alla tecnica del ragionamento, parlare di :

-Condizioni generali;

-Moduli e formulari;

-Norme bancarie uniformi ( NBU) emesse dall'ABI;

poi torneremo al testo unico bancario, dove c'è una disciplina molto populistica, apparentemente a favore del consumatore, del

cliente, del contraente debole e invece poi in danno di tali categorie.

Che cosa dice il codice civile, già nel lontano 1942 quando è stato pubblicato, sulle condizioni generali moduli e formulari.

Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti, e questo è proprio il nostro caso, sono efficaci nei

confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto, questi, cioè il cliente bancario, le ha conosciute o avrebbe

dovuto conoscerle utilizzando la ordinaria diligenza.

Stiamo parlando dell'articolo 1341 del codice civile che qui riporto :

39-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Art. 1341. Condizioni generali di contratto.

Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al

momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria

diligenza.

In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono,a favore

di colui che le ha predisposte,limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne

l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni

, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole

compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

Che cosa fanno le banche, se voi avete fatto attenzione, c'è un testo contrattuale, che dovette firmare, e poi ti dicono metta

anche un'altra firma qua sotto.

Di solito sopra la seconda firma che ci viene richiesta c'è scritto "per accettazione espressa dagli articoli numero ……."

Quella seconda firma che ci viene richiesta serve a soddisfare questa esigenza, e allora un domani non potrà dire di non aver

conosciuto gli articoli, perché comunque lì ci sono le tagliole famose.

L'articolo 1342 invece ci dice :

Art. 1342. Contratto concluso mediante moduli o formulari.

Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera

uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del

modulo o del formulario qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate.

Si osserva inoltre la disposizione del secondo comma dell'articolo precedente.

È una norma che il banchiere ha ben presente, ma che non utilizza mai ,e che io non ho mai visto modificare su un prestampato

per un contratto di conto corrente.

Non hanno mai riquadrato una clausola cancellandola e scrivendo di pugno la clausola alternativa che va al posto di quella

cancellata.

Quindi, ed è una conclusione che vi anticipavo poco fa, noi abbiamo una situazione nel rapporto cliente Banca, che è una

situazione di alternativa secca.

Il cliente di fronte a quel testo contrattuale che non ha potuto contribuire a nulla determinare , perché la banca non ha lasciato

alcuna possibilità di modificarlo, il cliente ha l'unica libertà di prendere o lasciare ovvero di sottoscrivere e quindi perfezionare

il contratto o alzarsi e andarsene.

Per le banche andare incontro a se stesse e quindi semplificarsi la vita nel rapporto contrattuale con la clientela , l'associazione

bancaria l’ABI, crea delle commissioni di studio, con la partecipazione di giuristi ma dove la voce delle banche la fa da

padrone, dove cioè si va incontro alle esigenze della banca, si estendono, si redigono queste norme bancarie uniformi ( NBU)

che storicamente nascono con l'intento di definire il contenuto dei contratti che poi si andranno a far concludere alla clientela.

Il collega dice però questa cosa è troppo forte, il rapporto contrattuale è sbilanciato decide tutto uno ,l'altro sta lì solo a firmare,

ma poi non sarà che queste banche si mettono d'accordo e sostanzialmente stabiliscono una situazione di cartello cioè di

compartimentazione del mercato, ognuno c'ha la propria zona lavora lì, l'altro non può inserirsi a concorrere e quindi vivono

tutti felici e contenti?

Voi sapete che in Italia, l'antitrust, cioè l'autorità garante della concorrenza e del mercato è arrivata solamente nel 1990 buona

ultima rispetto ad altri ordinamenti dove la sensibilità per l'effettiva struttura concorrenziale del mercato era molto più

pronunciata,dove negli Stati Uniti ,lo Sherman act , sono più di 100 anni che è in vigore, cioè in America e in vigore dal 1890,

l'ordinamento italiano si pone il problema degli assetti concorrenziali, solamente 24 anni fa, pensate che cosa assurda.

L'antitrust viene costituita e il legislatore focalizza delle fattispecie tipicamente anticoncorrenziali, e poi dice ai suoi funzionari

andate sul mercato e qualsiasi sia la classe merceologica stanate le situazioni anticoncorrenziali come:

40-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

-Le concentrazioni;

-Le intese restrittive;

-L'abuso di posizione dominante.

A un certo punto, l'antitrust attraverso i suoi ispettori si trova a dover a che fare, probabilmente sulla base di qualche esposto,

con una situazione molto strana, non solo i contenuti contrattuali offerti proposti dalle banche alla clientela sono perfettamente

identici perfettamente fungibili gli uni contro gli altri, ma anche le condizioni economiche che possono essere spuntate presso

le banche sono identiche.

Vado a chiedere il mutuo presso una certa banca ,la Banca popolare di Rovigo ,a tasso fisso e chiede una certa cifra, vado a

chiedere lo stesso prodotto alla Banca Popolare di Vicenza e mi dice esattamente la stessa cosa.

Vado presso un'altra banca ,sembra apparentemente che mi dica un'altra cosa ,che mi proponga un tasso diverso ma che è al

lordo, al netto esattamente lo stesso tasso che mi hanno offerto le altre due banche.

L'antitrust dice qui c'è un'intesa sottostante tra le banche, l'associazione bancaria italiana, l’ABI, è un cartello

fondamentalmente che serve alle banche per compartimentarsi il mercato, soprattutto per essere allineate in tutte le sue

componenti in modo che non ci sia nessuna banca che si avvantaggi e nessuna banca che si svantaggi, tutte le banche

propongono le stesse condizioni economiche, gli stessi tassi le stesse remunerazioni , le stesse provvigioni, gli stessi costi per

la tenuta dei libri, per la trasmissione degli estratti conti periodici et..

A questo punto l’ABI rischia tantissimo, tutto il sistema bancario rischia sanzioni clamorose, ma soprattutto c'è il rischio che

l’ABI venga sciolta d'imperio dall'autorità garante, essendo il frutto di un cartello, il cartello è illegittimo, è illecito bisogna

sciogliere l’ABI.

Ora l’ABI che è una lobby potentissima dice no, patteggiamo , io voglio esistere voglio rimanere come tale perché rendo una

serie di servizi alle banche, le banche hanno bisogno di me, mettiamoci d'accordo su queste norme bancarie uniformi ( NBU)

che tanto ti danno fastidio.

L'antitrust accetta questa impostazione, molto demenziale, e la conclusione alla quale si addiviene quale?

Le norme bancarie uniformi ( NBU) rimangono, ma a due condizioni fondamentali :

-Non devono più interessarsi di alcun profilo economico dei rapporti e infatti voi non troverete più una norma che dice per

esempio che il mutuo ventennale a tasso variabile non deve scendere al di sotto di un tot.

Non troverete più una norma che dice che il costo del conto corrente bancario semplice non deve costare meno di € 30 l'anno.

Questa tipologia di norme deve sparire, le norme bancarie uniformi non devono occuparsi di aspetti economici

-Possono rimanere, le norme bancarie uniformi, ma semplicemente come un suggerimento al singolo aderente

all'associazione, ma mai come contenuto tassativo, ogni banca deve avere sulla carta la possibilità di articolare la sua proposta

contrattuale anche scostandosi dalle norme bancarie.

Scadono di rango ,erano norme tassative tutte le banche dovevano disciplinare i contratti allo stesso modo, invece adesso le

NBU sulla carta si tratta dei suggerimenti ,di consigli che vengono dati dall'associazione di categoria agli aderenti, ma

rimane la facoltà alla banca di strutturare il contratto come gli pare in accordo alle norme primarie, cioè alle leggi del codice

civile.

A queste condizioni, noi abbiamo ancora contratti bancari, tra di loro assolutamente simili, pensate a una lettera di fideiussione,

che esamineremo quando parleremo dei singoli contratti, ma sulla carta nulla vieta che le banche possano discostarsi dalla

formulazione che danno le norme bancarie uniformi.

Vediamo il populismo e la tipologia del legislatore nel testo unico bancario, la premessa è quella che vi ho detto, che è quella

che il legislatore è il primo a essere convinto che il rapporto banca cliente sia un rapporto sperequato, si ha un rapporto

sbilanciato, dove c'è un contraente forte e un contraente debole e dove per forza di cose questo rapporto debba essere per forza

riequilibrato riconoscendo tutele , cautele e guarentigie nei confronti della parte debole che se ne avvantaggi in modo da

riequilibrare il rapporto.

Si tratta della disciplina, contenuta nel testo unico bancario, della trasparenza delle condizioni contrattuali.

41-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Questa disciplina del testo unico bancario della trasparenza delle condizioni contrattuali in realtà incide sul contratto bancario

perché lavora sul contratto bancario a due livelli:

-Forma del contratto;

-Contenuto del contratto.

Il legislatore per voler tutelare il cliente, vedrete che dà delle prescrizioni sulla forma del contratto e poi arriva delle

prescrizioni sul contenuto del contratto.

Forma del contratto:

-Il contratto bancario, quale esso sia, va concluso in forma scritta, e una copia del contratto concluso va consegnato al

cliente.

Queste sono due grandi garanzie che il legislatore si sente di apprestare a favore del cliente.

Sostanzialmente gli dice renditi conto di quello che stai facendo, io l'unico modo che ho per fartene rendere conto e quello di

esigere che tu metta una firma sotto un documento.

Contratto bancario in forma scritta, tu contraente lo devi firmare, perché presuppongo che dovendolo firmare, assumendoti la

paternità e la responsabilità di quello che c'è sopra lo vai a leggere.

Secondo voi è una garanzia efficace questa? Assolutamente no, perché abbiamo detto che non mi metto a leggere un

documento di 250 pagine ,che non leggerò mai, anche perché tu già mi hai detto mettendo una crocetta dove devo firmare io

firmo il contratto e non mi leggo nulla.

Quindi già abbiamo una manifestazione di populismo, vogliamo tutelare il soggetto, ma lo tuteliamo attraverso un

adempimento che in realtà non porta da nessuna parte, perché la regola è che mi siedo, mi consegnano il dossier di documenti

da firmare , metto le firme e non so che cosa ho firmato.

Forma scritta e stai pure tranquillo perché una copia di quello che il firmato te la porti pure a casa.

Questi due adempimenti forma scritta e consegna di una copia del contratto, da un successivo articolo del testo unico,

sono previsti a pena di nullità, se non faccio mettere la firma del cliente sul contratto e non dimostro di avergli consegnato

una copia, il contratto è nullo.

Il problema è che questa nullità che sembra l'ulteriore rafforzamento della tutela del cliente è come dicono i privatisti, non è

una nullità assoluta, che possa essere fatta valere da chiunque, ma è una nullità relativa che può essere fatta valere solo da

chi a favore del quale è a favore della legge cioè solo dal cliente bancario.

Solo il cliente può andare dal giudice e dire annulla il contratto che ho fatto con la banca perché non l'ho firmato, o la banca

non mi ha consegnato una copia.

Ora l'ordinamento bancario fa parte dell'ordinamento finanziario e l'ordinamento finanziario fa parte di un ordinamento

commercialistico, avete visto che molti argomenti passano tranquillamente dal diritto commerciale al diritto bancario, molte

volte si utilizzano le norme commercialisti che per precisare quelle bancarie e viceversa.

In questi ordinamenti la sanzione perché vuole essere una sanzione della nullità , è una sanzione che non rende il meglio di sé,

come invece nel diritto privato.

Nel diritto privato se un contratto è nullo, significa che non deve produrre alcun effetto, e se ha prodotti degli effetti di

quegli effetti vanno eliminati perché bisogna tendenzialmente ritornare allo status quo ex ante, e cioè bisogna ritornare alla

situazione che c'era antecedentemente al contratto.

Io vendo una cosa lei, lei mi paga un prezzo, se questo contratto nullo io gli restituisco il prezzo e lei mi dà la cosa.

Privatisticamente è una sanzione efficace forte, elimina la illiceità .

Nel diritto commerciale e il diritto bancario fa parte dell'ordinamento commercialistico finanziario, la nullità già mi comincia a

dare problemi, vi ricorderete tutti , quello che dicevo quello che i manuali vi hanno raccontato, quando parlammo della nullità

della società.

42-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Una volta iscritta nel registro delle imprese, la società può essere dichiarata nulla soltanto in certe circostanze, c'è un giudice

che emette una sentenza dice che la società è in nulla, ecco qui non ci può essere la retroazione degli effetti, perché qui la

S.p.A. tra il momento dell'iscrizione nel registro delle imprese e il momento della sentenza del giudice, la società ha operato e

ha stabilito rapporti con terzi, assunto debiti e maturato crediti, come faccio io a dire non è accaduto nulla, tant'è vero che non è

prevista la immediata restituzione del capitale ai soci ,come dovrebbe essere in una logica privatistica, ma che cosa è prevista?

È prevista la nomina di un liquidatore, che deve gestire tutto quello che è accaduto nel periodo intermedio, deve fare la

mappatura dei debiti della società, rilevare i crediti, smobilizzare i cespiti, con il liquido soddisfare i creditori della società e

soltanto se avanza qualcosa a titolo di patrimonio residuo, può restituirlo ai soci.

Allora vedete come la nullità in ambito commercialistico funziona male, perché l’ambito commercialistico è molto più

dinamico che l'ambito privatistico.

Vediamo la nullità per mancata sottoscrizione o per mancata consegna di una copia dell'atto al cliente in ambito bancario,

questa nullità la può far valere solo il cliente, ma è una vera tutela questa?

Aspettate un momento e ragioniamo sui concetti, io vado in banca e chiedo un mutuo di € 800.000 mi serve per comprare una

casa, dopo un po', mi rendo conto che non mi è stato consegnato l'esemplare del contratto di mutuo, che faccio?

Faccio valere la nullità?

Se faccio valere la nullità devo restituire € 800.000 alla banca, probabilmente non li ho più ,perché li ho spesi per lo scopo per

il quale ho chiesto il mutuo, e allora che tipo di tutela e questa, se si sa in principio che gira deve attivare, non attiverà mai.

Non è una tutela e comunque perde molto del suo significato.

Altra tutela che è soltanto apparente, a favore del cliente parte debole del rapporto, un altro articolo del testo unico bancario

siamo intorno all'articolo 116 117 , il titolo è trasparenza delle condizioni contrattuali, nei locali della banca devono essere

affisse e sempre aggiornate tutte le condizioni relative a tutte le operazioni attive e passive proposte dalla banca.

Infatti voi trovate, la famosa bacheca o i fogli mobili dove sono riportate le condizioni delle varie operazioni come: deposito,

rilascio della carta di credito, fideiussione, scoperto di conto corrente, giorni di accredito dello stipendio, giorni di pagamento

dell'assegno, utilizzo di carta di credito all'estero, tutto scritto in valore assoluto o in percentuale 5€,3€ euro , 3% etc.

Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali che prevedono prezzi, condizioni, costi peggiori per il cliente

rispetto a quelli pubblicizzati.

Qual è secondo voi la finalità di questa disciplina, della pubblicizzazione nei locali della banca delle condizioni relative a tutte

le operazioni attive e passive.

In teoria il legislatore ritiene che così si tuteli la capacità del cliente di andarsi a rivolgere alla banca che offre condizioni più

convenienti.

Come se uno per fare un'operazione bancaria, un mese prima si mette a girare sul territorio tutte le banche si legge tutte le

condizioni e fa i confronti.

Non è così, perché come abbiamo detto prima, la Banca ognuno di noi come se l'è scelta?

Sicuramente non facendo questo tipo di analisi ma per motivi di comodità logistica o perché dentro ci lavora suo cugino che

quando vado a portargli l'assegno, non mi fa fare la fila.

Altra cosa assolutamente particolare nel testo unico bancario, e il legislatore è convinto di fare di nuovo la parte a difesa della

clientela debole, il legislatore dice siamo sempre agli stessi articoli, la possibilità di variare in senso sfavorevole al cliente il

tasso d'interesse ed ogni altra condizione e prezzo, deve essere espressamente indicata nel contratto e specificatamente

approvata per iscritto.

È la stessa cosa di quello che dicevamo prima devi firmare due volte è la seconda volta per espressa accettazione, che dice che

la banca si riserva la facoltà di modificare a suo insindacabile giudizio ,d'imperio, le condizioni al cliente e quindi tu

accettando espressamente questa cosa consacri il potere che è stranissimo, perché in un contratto siamo in due e se dobbiamo

modificare qualcosa dobbiamo essere tutti e due d'accordo invece questo è un contratto in cui la banca, che se lo fa

espressamente accettare, e di potere modificare/ abbassare il tasso del conto corrente .

43-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Dove sta la tutela, la tutela sta nel fatto che bisogna avvertire il cliente del fatto che si è fatto l'esercizio di questa facoltà di

modifica, e gli si dà un termine di giorni, entro il quale lui può decidere, di recedere dal contratto alle vecchie condizioni.

La banca dice che abbiamo cambiato le condizioni di tasso, cosa decide di fare? Se stai zitto il contratto continua con le nuove

condizioni modificate unilateralmente da parte della banca, se invece non stai zitto, che tipo di tutela è quella di dire mi sciolgo

dal contratto e me ne torno a casa?

Intanto domani devi aprire un altro contratto un'altra banca che al di là delle condizioni, dopo 15 giorni ti manda la lettera dove

dice che chi ha passato il tasso.

Tu che fai passi la tua vita cambiare banca ogni 15 giorni?

È evidente che c'è una vischiosità nei nostri comportamenti e quindi io per primo molte volte ricevo queste lettere e non faccio

nulla.

Accetto e vado avanti.

Allora vedete che, continueremo poi, ( notazione di servizio mi sono ricordato che martedì non ci vediamo perché non ho

trovato collaboratori che vengano a insegnare ), continueremo questo discorso ma è evidente che c'è un sentore, il settore qual

è?

Tutta una serie di previsioni che paiono essere a tutela del cliente, ma che poi si ritorcono a danno dello stesso cliente, o non

servono a nulla, anzi vi dirò di più torniamo, all'esposizione nei locali delle condizioni generali, un quantitativo enorme di carta

che solamente fino al giorno prima che la banca non doveva preparare.

Adesso la banca deve fare le bacheche, deve fare i fogli mobili, prima non lo doveva fare adesso entrata la legge a tutela al

cliente lo devi fare.

Secondo voi tutti i maggiori costi che la banca sostiene su chi li scarica?

Ah si devono spendere € 100.000 l'anno per fare le fotocopie da mettere su tutte le bacheche di tutte le filiali sparse in Italia?

Allora io da domani esco con una lettera a tutti i clienti che abbassi il rendimento del X percento in modo da rifarmi dei costi

anzi di guadagnarci su.

Ci vediamo la prossima volta.

44-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 19 Lezione di Legislazione Bancaria

La volta scorsa avevamo posto la nostra attenzione sulla disciplina della cosiddetta trasparenza delle condizioni bancarie e

passando in rassegna alcuni snodi di questa disciplina cominciando a trarre la sensazione e la conclusione che si trattasse di

una presa in giro ben organizzata.

Cioè a dire il legislatore fa una concessione al populismo e alla demagogia, si prefigge di tutelare quello che anche secondo lui

è il contraente debole nel rapporto con la banca, mentre la banca è il contraente forte, e prefiggendosi questo obbiettivo

dissemina un po' la vicenda contrattuale di istituti a garanzia del cliente.

Abbiamo invece visto che, o si tratta di armi, frecce assegnate al cliente ma spuntate, ma di nessuna effettiva portata, o

altrimenti si tratta di adempimenti che sono posti a carico molto onerosamente della banca, ha supposto preteso vantaggio dei

clienti, ma che la banca si comporta molto realisticamente, molto ragionevolmente dal suo punto di vista e dice, se devo

compiere questi ulteriori adempimenti che mi costano, io gioco forza li ribalto sul cliente e recupero quello che sto spendendo

di più sotto altra veste, sotto altro profilo.

Quindi, fotocopie ,carte ,e dossier da consegnare, benissimo allora diminuiscono il tasso che riconoscono sui depositi, aumenta

la commissione di massimo scoperto, aumento la commissione di istruttoria veloce e quindi recupero per quella via i soldi che

il legislatore ha deciso di farmi spendere.

Proseguiamo nella considerazione di questa disciplina del rapporto contrattuale tra la banca e il cliente ma abbandoniamo per

un attimo le norme del testo unico bancario e in particolare delle norme dettate dalla trasparenza delle condizioni contrattuali e

andiamo sull'altro pilastro normativo di questo rapporto che quello che abbiamo visto quello delle norme bancarie uniformi

(N.B.U.).

Avevo detto che sono emanate, battezzate dalla associazione di categoria, sono finalizzate ad uniformare gli schemi contrattuali

che possono essere stipulati dalle banche con i clienti, inizialmente si occupavano di scendere anche più in dettaglio, fissando

le condizioni economiche, quali che fossero di questi rapporti, ma poi interviene l'antitrust, dopo la sua istituzione e dice che

questo scendere nel dettaglio economico non è possibile.

Possono rimanere dei suggerimenti per l'adozione degli schemi contrattuali, ma non devono avere alcuna connotazione

tassativa e non devono essere inderogabili e i imperativi per le banche aderenti, ogni banca in linea di principio si deve poter

organizzare come meglio ritiene.

Le norme bancarie uniformi, però si occupano di questo rapporto contrattuale, chiaramente molto da vicino nel profondo,

perché ad esempio c'è una di queste norme bancarie uniformi che si dedica a capire qual è la localizzazione, il radicamento

territoriale del rapporto tra banca e cliente.

In particolare mi riferisco a quella norma che dice che le comunicazioni, gli ordini e qualunque altra comunicazione del cliente

diretti alla banca vanno fatti pervenire presso lo sportello dove sono intrattenuti i rapporti.

Allora questo che cosa ci fa capire, ci fa capire che la localizzazione del rapporto tra banca e cliente si ha nella agenzia della

Banca, nello sportello della banca in cui è radicato ad esempio il conto corrente.

Se io ho un conto corrente, come ho, sulla Banca Popolare di Milano, agenzia di piazzale Flaminio, quel luogo è il punto di

contatto per tutti i fini tra me e la banca.

Quindi se io devo scrivere, non posso scrivere alla Banca Popolare di Milano sede di Milano, ma devo scrivere a quell'agenzia,

perché la mia storia esiste presso quell'agenzia, perché storicamente il rapporto si è radicato lì.

Capite bene, ma quasi mi vergogno di dirvelo, e questo ha una ragione storica, quando le banche non erano informatizzate,

quando le banche non avevano un archivio clienti unico, per tutta la rete di quella banca, la sede legale di Milano della banca

non sapeva assolutamente nulla, a meno di scadenze periodiche, di quello che succedeva alla filiale di Roma, e questo è il

motivo per cui il cliente aveva il punto di contatto con la banca in quell'agenzia, perché era lì erano tenuti i libroni manoscritti

con l'apertura del conto, le annotazioni sul conto, la giacenza di quel conto, i documenti del cliente venivano presentati li, e non

rifluivano presso la sede legale.

Oggi naturalmente c'è una informatizzazione che consente da Milano, spingendo un bottone, di capire subito Mario Rossi

giacenza tot, conto aperto presso la filiale di Roma piazzale Flaminio.

45-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Ma storicamente, e stiamo parlando di norme bancarie uniformi di anni addietro nel tempo, il momento di contatto, il luogo di

contatto era l'agenzia, tutto avveniva presso l'agenzia e questo spiega come mai ancora oggi la norma bancarie uniforme, tutte

le comunicazioni, gli ordini alle disposizioni, le istruzioni che il cliente intende impartire alla sua banca vanno fatte pervenire

presso lo sportello dove è radicato il conto, dove si trova il rapporto.

Uno dei primi adempimenti che vi viene richiesto, e c'è una apposita norma bancarie uniforme che questo dice puntualmente,

quando prendete contatto con una banca e intendete aprire un rapporto con una banca è il famoso deposito della firma.

Perché questo, perché c'è un problema di garantire all'operatore della banca nelle movimentazioni che poi si andranno a

compiere sul conto corrente intestato a quel soggetto.

Tant'è che, la norma bancaria uniforme, che dice che la firma del cliente deve essere depositata presso lo sportello dove si trova

il conto, chiede immediatamente al cliente tutte le volte che dovrà firmare un assegno, una distinta, una richiesta di operazione,

una proposta di contratto di investimento, al cliente viene richiesto di utilizzare esattamente una firma autografa corrispondente

all'esemplare che è stato depositato, che in gergo si chiama specimen , depositato presso la banca stessa.

Allora riepiloghiamo e sintetizziamo, uno dei primi adempimenti quando si ha il rapporto con la banca è il deposito della

firma, ti danno un cartoncino e ti dicono scriva qui quello che la identificherà quando ci scambieremo una qualsiasi tipologia di

comunicazione, per esempio io ho depositato Michele S. De Sario , ma ho depositato anche , Michele De Sario e M. De Sario,

che cosa significa questo che io so in partenza, che tutte le volte che andrò a comunicare per iscritto con la banca devo

utilizzare una di queste tre firme depositate possibili.

Se dovessi mutare queste declinazioni, lì c'è un problema e la banca mette le mani avanti e dice, se ad esempio tu stacchi un

assegno, a valere sul conto corrente e aperto presso di me, a favore di un vostro collega, e poi lo firmo in maniera diversa dalle

firme depositate, ad esempio Michele Salvatore De Sario, il bancario che poi dovrà negoziare per l'incasso questo assegno, e

questo assegno viene depositato sulla banca della persona al quale è stato fatto l'assegno, voi sapete che a questo punto la

banca della persona cui sarà fatta l'assegno parla con la mia banca e chiede ma ci sono i fondi sul conto di necessario per

pagare questo assegno?

Se il bancario mio dice al bancario suo i soldi ci sono, allora lui ha il buon fine dell'assegno sul suo conto.

Se io ho sottoscritto l'assegno in maniera difforme dal deposito delle firme, il mio bancario può tranquillamente , anzi non dice

ok al suo bancario e quindi lui si vede ritornare indietro un assegno per firma irregolare.

Quindi in sostanza questo che cosa significa, significa che la banca per sua tutela da l’ok solo alle operazioni che recano una

firma conforme alla firma depositata, questo è il motivo per cui ci viene chiesto il deposito della firma.

Ovviamente questo è utilizzabile a contrario, ammettiamo che io abbia un carnet di assegni, e poi vedremo come funzionano, e

supponiamo che mentre esco da qui un foglio del libretto si stacchi mentre vado al parcheggio.

Uno di voi lo vede lo prende e sa che quello è un assegno del professor Michele De Sario, riempio l'assegno, lo firmo in

maniera apocrifa come Michele De Sario, e mi metto come beneficiario di quell'assegno.

A quel punto porto l'assegno dal mio bancario, lo negozio, il mio bancario parla con il bancario di Michele De Sario, e questo

da l'autorizzazione nonostante la sottoscrizione non sia conforme alla firma depositata, perché chi di voi ha trovato l'assegno

non può sapere come firma Michele De Sario, ma se il mio bancario in modo superficiale dà l'autorizzazione al bancario dei

beneficiario nonostante che la sottoscrizione portata dall'assegno sia difforme dal deposito di firma, io Michele De Sario, o gli

estremi per fare causa alla mia banca.

Quindi c'è una bivalenza del deposito di firma, il deposito di firma serve per far mettere le mani avanti alla banca che dice io

darò l'autorizzazione solo a quello che è conforme alla firma depositata, ma al contrario se tu non farai ciò, io cliente ti farò

causa perché hai consentito al perfezionamento di un'operazione fraudolenta che, se fossi stato corretto, non si sarebbe

perfezionata.

Poi ci sono delle norme abbastanza pleonastiche, abbastanza ridondanti dove la banca si cautela, con le norme bancarie

uniformi e dice che tutto le comunicazioni che devo fare cliente , se sono fatte all'ultimo indirizzo che il cliente ha comunicato

alla banca.

Quindi in via pratica che suggerimento ne traiamo , ricordatevi sempre, se vi spostate di residenza, di avvertire la banca dello

46-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

spostamento, perché altrimenti la banca in maniera liberante per sé vi continua a scrivere all'ultimo indirizzo che avete

comunicato alla banca.

Il cliente può operare con la banca, come in qualsiasi altro tipo di rapporto giuridico, oltre che in prima persona, anche

attraverso un rappresentante procuratore.

La banca pretende e se questi nominativi vengono utilizzati , le vengano comunicati e ovviamente se vorrà anche conoscere

eventuali limiti di operatività di questi procuratori.

Io potrei dire alla banca, ho un conto corrente è, quel conto corrente è intestato a me, ma tutte le operazioni che verranno fatte

su quel conto corrente da mia moglie valgono come se le facessi io.

Allora la banca sa che può avvenire anche la signora De Sario oltre che Michele De Sario a movimentare il conto.

Potrei anche dire può fare operazioni con un importo contenuto entro i € 10.000.

Se poi la banca consente operazioni superiori a questo importo, io posso fare causa alla banca, perché avevo detto e dato un

limite.

Ovviamente allo stesso modo devono essere comunicati alla banca, tutte le modifiche o le concessioni di poteri , o deleghe di

rappresentanza per poter essere opponibili alla banca.

Nel caso in cui il titolare del conto muore , la banca blocca la operatività del conto, fino a quando non risulta chiaro chi sono

gli eredi del titolare del conto, ovvero qualcuno si presenta con una dichiarazione di successione che specifica chi è o chi sono

gli eredi del conto e solo allora la banca libera al conto e si può nuovamente operare su di esso naturalmente previo deposito

delle firme dei nuovi titolari del conto.

Quindi queste norme bancarie uniformi, che nel tempo hanno perso molto della loro centralità, a seguito della

informatizzazione, a seguito delle innovazioni tecnologiche, sono confermative però di quello che vi dicevo.

Sono norme che le organizzazioni bancarie si danno, per regolare i rapporti con i clienti ovviamente tutto fondamentalmente a

loro favore, ecco il deposito della firma, ecco fino a revoca delle rappresentanti ,ecco dei poteri e dei limiti dei poteri dei

rappresentanti.

Adesso proseguiamo e ci interessiamo del contenitore principale, se non esclusivo, di tutti i rapporti intercorrenti tra banca e

cliente.

Mi spiego meglio, noi possiamo immaginare un mutuo, noi possiamo immaginare una cassetta di sicurezza, noi possiamo

immaginare uno sconto bancario, tutte queste operazioni che hanno discipline diverse perché una cosa è lo sconto bancario con

la cessione di credito è una cosa e un mutuo, che è un contratto dove si trasferisce la proprietà del denaro a un altro soggetto, la

cassetta di sicurezza abbiamo visto che con l'attività bancaria non ha nulla a che vedere, è una locazione di un loculo, è un

contenitore, tutta questa roba gravita cioè va a finire dentro un conto corrente.

Ecco perché possiamo definire il conto corrente, come un contratto contenitore di tutto e i rapporti giuridici suscettibili

di intercorrere tra la banca e il cliente.

Questo conto corrente ha molte anime, perché c'è un conto corrente civilistico e c'è un conto corrente bancario.

Ci sono delle profonde differenze, ne dovremmo parlare, ma noi procediamo con ordine e cominciamo con il conto corrente

ordinario o civilistico.

Mi preme farvi presente, farvi capire, che questo contratto bancario ,perché anche un contratto bancario è un contratto neutro,

perché è un contratto neutro? I contratti bancari di solito si prestano a una categorizzazione di massima che li distingue in:

-Contratti di raccolta, il contratto di raccolta per antonomasia è il deposito;

-Contratti di erogazione, il contratto di erogazione per antonomasia è il mutuo;

Come raccoglie la banca?

Quando arrivano i risparmi dei risparmiatori vanno in un deposito, ecco perché il deposito è un contratto di raccolta.

Perché il contratto di mutuo è un contratto di erogazione, perché è uno dei modi con cui la banca eroga finanziamenti.

47-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Un altro modo è sicuramente lo sconto bancario.

Un altro modo è sicuramente l'anticipazione bancaria.

Poi li vedremo tutti.

Ma torniamo al contratto di conto corrente e torniamo alla sua funzione di collettore di tutti i rapporti bancari non è soltanto di

raccolta né soltanto di erogazione, ma può essere di raccolta e di erogazione.

Perché può essere un contratto di raccolta? Perché il deposito è regolato in conto corrente ,io ho un conto corrente di deposito

presso la banca e quindi il conto corrente e in questo caso è un contratto di raccolta.

Ma se io mi faccio dare un mutuo dalla banca, come ho fatto per comprarmi la casa, state tranquilli che la banca mutuante dice

mi farebbe molto piacere che tu aprissi presso di me un conto corrente sul quale poi e io ti addebiterò le rate del mutuo, allora

vedete la versatilità di questo contratto che funziona vuoi da contratto di raccolta vuoi da contratto di erogazione.

Ma la versatilità da che cosa risulta, ma la versatilità risulta proprio dal funzionamento dei vari rapporti.

Ammettiamo che io abbia bisogno di una cassetta di sicurezza, vado in banca, mi viene sottoposto il famoso formulario

dell'ABI, e alla fin fine che cosa succede, che previo il pagamento di un canone per l'affitto di questo loculo inserito in un

caveau e a particolari caratteristiche di integrità e sicurezza e di vigilanza, perché la banca si impegna a garantire, l'integrità del

loculo, l'idoneità del caveau, mi viene consegnata una chiave l'altra chiave della stessa cassetta di sicurezza ,che ne ha due

,rimane la banca , per poter accedere alla cassetta di sicurezza con la prima chiave si apre la griglia del caveau e con la seconda

chiave si apre la cassetta di sicurezza, di modo che io è vero che ho bisogno della collaborazione della banca per entrare, ma è

anche vero che quando riempio ho prelevo dalla cassetta di sicurezza, sono io da solo , la banca non assiste alla operazione,

tutto questo è il funzionamento della cassetta di sicurezza e poi lo rivedremo quando parleremo di questo aspetto contrattuale,

oggi che cosa ci interessa che tutto questo è oneroso per il cliente, la banca non lo fa gratis, lo fa perché viene remunerata con

un canone annuale della cassetta di sicurezza.

Quindi io faccio un contratto di locazione a tempo indeterminato della cassetta di sicurezza e durerà chissà quanto, e ogni anno

però devo pagare un canone alla banca € 100 supponiamo.

Secondo voi io ogni anno previa telefonata dello sportellista mi reco in banca a pagare € 100?

No viene comodo alla banca farvi trovare ogni anno e all'inizio dell'anno sul conto corrente una scrittura negativa di mio debito

per i € 100 del canone di locazione della cassetta.

Vedete che anche la cassetta di sicurezza che non ha nulla a che vedere con il deposito, che non ha nulla a che vedere con il

mutuo, viene regolata in conto corrente.

Io anziché pagare cash il canone , me lo trovo addebitato sul conto corrente, come voce, come importo preceduto dal segno

meno.

Contratto di conto corrente civilistico

È un contratto bilaterale, ci sono due parti, che concludono il contratto di conto corrente, è un contratto obbligatorio, cioè che

prevede obblighi per le parti.

In particolare quale sono gli obblighi e le due parti del contratto di conto corrente?

Di annotare su un documento o i debiti e i crediti che ciascuna parte maturerà nei confronti dell'altra, per la pluralità degli altri

rapporti che tra loro intercorrono.

Facciamo un esempio pratico che serve per comprenderci meglio.

Se io sono il fornitore di un'impresa, significa che periodicamente io do a questa impresa dei beni e devo ricevere

evidentemente del denaro del corrispettivo, quindi io sono fornitore creditore e l'impresa è creditrice.

Ma se poi l'impresa realizza dei beni con la materia che io gli ho fornito, e questi beni mi vengono dopo venduti, il rapporto si

ribalta, è l'impresa che avendomi venduto dei beni, che io ho ricevuto , che deve avere da me del denaro, io sono debitore e

l'impresa è creditrice.

Allora il conto corrente e a che cosa serve, ad evitare che questi due soggetti che sono i rapporti reciproci e vicendevoli, di

48-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

debito credito, debbano regolare ogni volta le singole partite, le singole posizioni.

Viene più facile prendere un foglio di carta, ognuna di queste parti scrive credito maturato per…, debito maturato per…,

quell'altra scrive debito maturato per…, credito maturato per…… a una certa scadenza si tira una riga e si fa il saldo e si regola

soltanto la risultanza di quel saldo.

Anziché effettuare 27 pagamenti nell'arco di un mese, noi facciamo una riga alla fine di ogni mese, e facciamo la

compensazione delle varie partite di segno opposto e vedremo che il saldo ottenuto per compensazione soltanto una parte

dovrà una certa quantità di denaro all'altra.

Questa è l'utilità del conto corrente semplificando le movimentazioni di contante che altrimenti sarebbero frequentissime.

Attenzione però adesso il conto corrente civilistico, questo è un profilo differenziale, fortemente differenziale rispetto a quello

bancario, nel conto corrente civilistico il saldo positivo, che è di spettanza del creditore ultimo, non è sempre esigibile, non può

essere sempre effettivamente regolato percepito dall'avente diritto, ma diventa esigibile, che significa importo da darsi al

creditore, che il creditore può legittimamente prendere e pretendere, soltanto alla chiusura del conto, se nel contratto era stata

pattuita una scadenza.

Se noi facciamo un contratto di conto corrente civilistico diciamo che scade dopo un anno, significa che soltanto dopo un anno

tireremo la riga e faremo la compensazione e conseguentemente all'esito della compensazione, chi deve prendere dei soldi se li

prenderà.

Se invece quindi non è pattuita una scadenza, e il contratto è a tempo indeterminato allora il saldo è esigibile soltanto ogni sei

mesi.

Un'altra particolarità potrebbe essere che le parti si accordano, affinché alla chiusura del conto non si abbia il pagamento

dell'avente diritto, e allora che cosa vorrà dire questo, che quel credito sarà la prima annotazione a favore di quel soggetto della

successiva vicenda contrattuale di conto corrente, cioè sostanzialmente stiamo dicendo che nel contratto a tempo

indeterminato, senza scadenza, noi abbiamo detto che ogni sei mesi, il saldo diventa esigibile, quindi io so di essere creditore,

perché devo ricevere 100 pagare 60 e quindi devo prendere 40 potrei andare a controparte di limite di 40, lo dice il saldo che

abbiamo tirato alla decorrenza del sesto mese del contratto a tempo determinato.

Se invece dico non me lo pagare, vuol dire che, si crea una sequenza del documento, una continuazione del documento, dove la

prima annotazione è un credito quindi un + per me pari al saldo risultante dal semestre.

Se volete parafrasando ancora possiamo dire che alla chiusura del conto, convenzionale o definitiva, noi abbiamo due

possibilità, o il creditore viene pagato, o se non viene pagato quel credito è un credito che figura nel conto corrente che è stato

prorogato di un altro periodo convenzionale.

Chiariamo ancora un momento questo concetto del conto corrente civilistico.

Io sono un'impresa che vende ferro a impresa che ha necessità del ferro per produrre tondini di ferro, poi una partita di questi

tondini di ferro che vende allo stesso fornitore del ferro perché fa dei lavori con i tondini di ferro ( per esempio dei grigliato).

Quando l'impresa vende il ferro è creditrice dell'impresa che produce tondini di ferro, quando l'impresa che produce tondini di

ferro vende e all'impresa che li fornisce il ferro è creditrice nei confronti dell'impresa che gli fornisce il ferro.

Quindi l'impresa che vende il ferro è creditore per la vendita del ferro , ma debitore perché ha acquistato il tondino di ferro

dalla stessa impresa a cui ha venduto il ferro.

Se queste operazioni vengono fatte 56 volte al mese è una follia che ogni volta venga regolata la partita alla fine si mettono

d'accordo danno origine a un conto corrente civilistico è ogni mese regolano il dare e avere del conto.

Quindi come osservo io a lezione questo è un conto corrente reciproco tra due fornitori/cliente, che non coinvolge la banca se

non per il fatto che ogni volta che viene tirata una linea e saldato il conto il relativo pagamento avverrà tramite un conto

corrente bancari.

Il conto corrente civilistico è disciplinato dal codice civile e ha la sua funzione tra soggetti non bancari.

Ma è così chiaro!!!! Prof. perché l'hai fatta così lunga?

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Conto corrente bancario

Su questa piattaforma si innesta il conto corrente bancario, qual è la sua prerogativa, innanzitutto soggettiva, uno dei due

soggetti è una banca.

Anche lì però c'è una consuetudine di rapporti di segno opposto e quindi anche lì c'è la esigenza ad ogni momento di non dover

regolare cash con la moneta metallica, con la moneta sonante i rapporti, ma viene più facile, anche avere un documento, che

accolga i movimenti di rimessa sul conto e di prelievo del conto.

Il conto corrente bancario, si differenzia dal conto corrente civilistico, perché innanzitutto uno dei soggetti è una Banca quindi

è un contratto con la banca, seconda cosa che diversamente da quello che vi ho detto per il conto corrente civilistico, il saldo

attivo ovviamente del conto corrente bancario, è sempre e in ogni momento dall'intestatario del conto.

Se io oggi porto € 100.000 in banca e li depositi in conto corrente , il giorno dopo possa andare in banca e dirgli mi faccia un

assegno circolare esattamente per lo stesso importo, mi decurteranno le spese per la tenuta conto, le spese per l'emissione

dell'assegno circolare, ma fondamentalmente quell'importo che soltanto il giorno prima avevo depositato, me lo posso riportare

via.

Quindi saldo del conto corrente bancario esigibile in ogni momento, esigibile significa tale da poter essere preteso

legittimamente dall'avente diritto dall'intestatario del conto.

L'assegno circolare e un assegno che può essere richiesto quando uno chiude un conto e non vuole andare in giro con la

carriola carica di monetine e di soldi, è un assegno della Banca che mi indica come beneficiario ed è come se fosse denaro

contante perché è un assegno garantito garantito dalla banca emittente.

Profilo differenziale fondamentale del conto corrente bancario, quindi soggettivo, c'è una banca ed il saldo è esigibile in ogni

momento, diversamente dal conto corrente civilistico.

Deposito regolato in conto corrente

Perché noi siamo soliti portare i soldi in banca? Sicuramente perché li sono più sicuri, quando l'importo è di particolare

consistenza ,che in altri luoghi.

Un tempo c'erano le usanze che i soldi si mettevano dietro la mattonella, dentro il materasso, a un certo punto anche l'Italia

agricola si è modernizzata, ci sono le banche, le banche hanno i vigilantes, poi la sera passa la ronda per i controlli, ci sono i

depositi assicurati e garantiti e quindi conviene depositare i soldi in banca, non si esce di casa con l'ansia che entrano in casa ti

portano via i soldi perché li trovano sotto la mattonella dove li mettono tutti.

Ecco un'altra cosa che aveva accennato è forse la avevamo detto già un'altra volta, fondamentale, mentre se tieni i soldi in

contanti a casa arriva il ladro e se li frega e sei finito, diverso è il caso in cui tu metti i soldi in banca, perché a quel punto se la

banca viene svaligiata, c'è una assicurazione privatistica sulla banca, ma poi se addirittura la banca dovesse tecnicamente fallire

(va in liquidazione coatta amministrativa) e cioè non essere in grado di ridargli il saldo allora li scatta un fondo di garanzia dei

depositanti, che è proprio una persona giuridica che si chiama "Fondo interbancario di tutela dei depositanti " è fino a €

100.000 si viene rimborsati integralmente.

Questo evidentemente è molto importante, perché capite bene, a casa c'è il rischio del ladro e rimango a secco, qui non

arrivano i ladri, ma pure se dovessero arrivare la banca è assicurata, ma se la banca non fosse in grado tecnicamente di dare il

saldo al depositante, la banca significa che è decotta, e allora il"fondo interbancario di tutela dei depositanti " subentra paga lui

il depositante.

Come si alimenta il"fondo interbancario di tutela dei depositanti " ?

Ovviamente la Banca d'Italia ,rendendo un servizio a favore di tutte le banche, annualmente chiede un contributo a ciascuna

banca che è proporzionale direttamente ai soldi depositati presso la banca.

Allora capite bene che la parte del leone la fanno le grandi banche come Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena

etc.

I soldi che il "fondo interbancario di tutela dei depositanti " ha a disposizione per sovvenire i depositanti di banche decotte

sono soprattutto i soldi provenienti dai più grandi istituti bancari italiani.

50-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Sul "fondo interbancario di tutela dei depositanti " possiamo dire qualcosa di più, se una banca per ipotesi rifiutasse di aderire

al fondo, e quindi si rifiutasse di effettuare il contributo al fondo, verrebbe meno ad una delle condizioni necessarie per la

conservazione della licenza bancaria, verrebbe immediatamente espulsa dal sistema del credito.

Nella carta intestata della Banca c'è scritto anche aderente al "fondo interbancario di tutela dei depositanti " .

Se si dovesse rifiutare non ottiene la patente bancaria, ma se ha ottenuto la patente bancaria le viene tolta, perché deve

obbligatoriamente partecipare al fondo di garanzia.

Partecipare al fondo, significa che deve contribuire annualmente, pagando una somma di denaro al fondo, in proporzione

all'entità dei depositi facenti capo a ogni banca, una Banca di credito cooperativo darà un contributo di € 5000, una banca come

Unicredit darà probabilmente un contributo di diverse decine di migliaia di euro.

In Italia ci sono 850 banche, 850 contributi annuali vanno a costituire il fondo di garanzia che viene utilizzato solamente per

andare a rimborsare i depositanti delle banche decotte,, le banche attualmente in liquidazione coatta amministrativa in Italia

saranno 5/6, non essendo grandi banche sicuramente il fondo ha capienza per rimborsare i depositanti, il "fondo interbancario

di tutela dei depositanti " ce la fa sempre e questo vi spiega perché quando ci sono le crisi bancarie che colpiscono grandi

istituti, questi non si fanno mai fallire, non esiste che possa essere dichiarata la liquidazione coatta amministrativa del Monte

dei Paschi di Siena, non esiste che possa essere dichiarata la liquidazione coatta amministrativa di Banca intesa San Paolo,

perché probabilmente ci sarebbero problemi sistemici da risolvere, probabilmente ci sarebbe un problema di incapienza del

fondo che non riesce a rifondere tutti i correntisti, i depositanti di questa banca.

Ci sarebbe anche un problema di immagine del paese Italia nei confronti dell'estero, perché tutti quanti gli investitori esteri

scapperebbero ancora di più dall'Italia di quello che stanno facendo attualmente, perché dicono che è fallita la seconda banca

italiana pensa che cos'è quel paese.

Grandi banche trovano sistemazione della loro crisi in maniera diversa, gli americani dicono too big too fail , sei troppo grande

per essere fallita, la sistemazione deve essere diversa.

Monte dei Paschi di Siena era tecnicamente fallita, ma non è stata fatta fallire, non è stata messa in liquidazione coatta

amministrativa, ha sottoscritto i Tremonti bonds , ha ricevuto dei prestiti dalla Banca d'Italia, ha fatto degli aumenti di capitale

sociale, tutte cose che non sono la liquidazione coatta amministrativa.

Alcune cose, parlando nelle nostre prime conversazioni le avevamo già dette.

Se il deposito in conto corrente e a vista, la banca deve mettere in conto che il depositante già il giorno dopo venga riprendere i

soldi.

Se questo è, la banca sa, che con i soldi depositati non può fare la sua attività caratteristica, non li può utilizzare per fare

finanziamenti, perché se fa un finanziamento a 18 mesi, poi si corre il rischio della illiquidità, e se il depositante arriva il

giorno dopo e gli dice mi devi dare i soldi la banca non gli può dire aspetta 18 mesi perché li ho prestati.

Questo spiega quello che oggi è all'attenzione di tutti è sotto gli occhi di tutti, i depositi a vista non vengono remunerati non

hanno un tasso di interesse attivo per il depositante, i conti correnti a vista sono in perdita, perché ferme tutte le altre

condizioni, io pago per tenere i soldi in banca quindi i miei soldi alla fine dell'anno diminuiscono, se non li alimento con altre

rimesse.

Cosa diversa se il depositante si impegna a mantenere quel denaro non toccarlo per un anno, significa che la banca ha la

certezza di poter utilizzare quel denaro, nell’interregno, per altre operazioni, che abbia lo stesso respiro temporale.

Faccio un credito al consumo per tre mesi con i soldi che mi ha dato lui che si è impegnato a tenerli un anno.

Non ho il rischio che lui me li venga a chiedere, e io non glieli possa dare, perché il suo credito diventa esigibile soltanto alla

scadenza dell’anno.

Io ho tutto il tempo di regolare il rapporto del credito al consumo con l'altro debitore, gli faccio un finanziamento che lui dopo

tre mesi me lo restituisce con gli interessi, così io ho i soldi da restituire al creditore che mi viene ad esigere il saldo.

Il saldo del conto corrente bancario, capite bene che si movimenta quotidianamente anche più volte nell'arco dello stesso

giorno. 51-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Io ho aperto il conto corrente in banca, il giorno dopo preleva una somma, e quindi il saldo diminuisce, ma lo stesso giorno mi

arriva un bonifico perché un cliente mi ha pagato parere che il reso; il saldo riaumenta, quello stesso giorno viene messo

all'incasso su un'altra banca un assegno che cinque giorni prima avevo fatto , il saldo ridiscende.

Diversamente dal conto corrente civilistico in cui il saldo viene fatto ufficialmente alla chiusura del conto ogni sei mesi, nel

conto corrente bancario, il saldo può essere anzi deve essere fatto ogni giorno ed è ballerino al massimo perché si muove di

continuo.

La causa dell'essere ballerino il conto corrente bancario è che il conto corrente accoglie le cosiddette annotazioni in conto, che

possono essere di doppio segno o più o meno.

Più equivale a una rimessa, il bonifico che affluisce, alimenta il conto, un parere costa € 5000 più € 5000 di bonifico.

Il meno indica un prelievo, quindi una decurtazione, un defalcamento, per esempio dalla banca e dico mi preleva con un

assegno di sportello € 3000? Quindi lo strumento tecnico che fa ballare il saldo sono le annotazioni in conto di doppio segno

più a favore del cliente meno a disfavore del cliente.

Il conto corrente bancario o il deposito regolato il conto corrente (il deposito in effetti si può anche fare su libretto di risparmio)

è un contratto bancario, e allora ricordatevi quello che abbiamo detto nel testo unico bancario come tutela e disciplina della

trasparenza.

Il contratto va fatto per iscritto, una copia del contratto deve essere consegnata al cliente, tutto questo a pena di nullità.

Quando apro con queste accortezze di forma un conto corrente bancario, automaticamente per la banca io divento il numero 33

33 assegnato a quel conto corrente.

Quindi significa che una partita della contabilità della banca, e riguarderà la mia persona.

Le annotazioni avvengono con riferimento a quel numero di partita della contabilità (numero di mastrino) e sono le annotazioni

con + col segno meno ( Vezio dice che meglio sarebbe dire in dare o in avere ) e che soprattutto compiono una specie di

prodigio, perché anziché rendermi capace di andare a pretendere il saldo positivo del conto in moneta metallica, mi rendono

capace di figurare creditore della banca per quell'importo di denaro.

L'utilità del conto corrente sta tutta qui, è un sistema che anziché accogliere movimentazioni di moneta tangibile, di moneta

metallica, di carta moneta comunque di moneta materiale sostituisce questa moneta la "moneta scritturale", cioè la moneta

che viene annotata in conto come importo.

Noi abbiamo quindi in conclusione che il conto corrente sostituisce alla moneta reale, la moneta metallica, la moneta cartacea

la moneta scritturale cioè l'annotazione o col più o con meno di un importo della moneta.

A fronte di annotazione o scritturazione che dir si voglia ci deve essere una operazione.

Comunque ogni annotazione genera una operazione, vado in banca e con un assegno cosiddetto interno preleva del denaro,

quindi l'operazione è un'operazione di prelievo, quindi col segno meno.

Arriva il bonifico sul mio conto da parte di un mio cliente a cui ho reso la consulenza legale, è un versamento sul conto a mio

favore + annotato con il segno più.

Ogni operazione riflette una annotazione e viceversa.

Annota sul conto corrente soltanto la banca, che ha l'organizzazione che le consente di fare questo.

La banca ha l'obbligo di annotare e poi all'obbligo collegato e accessorio di trasmettere alla controparte la serie delle

operazioni del periodo convenzionale, è la comunicazione che ci arriva a casa, chiamata estratto conto, dove ci sono tutte le

annotazioni in conto del periodo di competenza, e anzi, nell'estratto conto è puntualmente detto, si assegna a colui che ha

ricevuto l'estratto conto un termine per contestare le annotazioni in conto, precisandosi che in difetto di contestazione, decorso

quel periodo, di solito 60 giorni, le annotazioni si danno tutte approvate.

Questo però attiene proprio al funzionamento del conto è ovvio che il conto ufficiale lo tiene la banca, pure io ho una mia

documentazione, e mi segno quello che via via viene accadendo, ma è ovvio non è la mia annotazione che fa fede nei confronti

della banca, ma è quella della banca a far fede nei miei confronti, soprattutto se me l'ha comunicata ed è decorso, senza che io

abbia fatto osservazioni, il periodo che mi è stato assegnato.

52-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Anche nel caso della home banking è la banca, che dopo aver controllato fa la annotazioni in conto, e in entrambi i casi deve

pervenire al suo domicilio l'estratto conto con le annotazioni affatto la banca e anche qui decorre un tempo entro il quale ne

può contestare le annotazioni che ha fatto la banca.

Se non contestate e tutto quanto approvato.

Allora arriviamo a quello che diceva lui, in realtà di ogni singola operazione, occorre una formalizzazione ed è la famosa

distinta di banca.

Se voi andate in banca è per esempio volete versare un assegno sul vostro conto corrente, lo fate, girate per l'incasso un

assegno (che significa che mettete la vostra firma dietro l'assegno), consegnate l'assegno, lo sportellista taglia con un paio di

forbici un angolo dell'assegno in modo che si è sicuri che con l'assegno anche se rubato non potranno più essere fatte

contraffazioni con quell'assegno, e successivamente viene consegnato un foglietto ( che si chiama contabile/distinta bancaria )

che reca alcuni elementi che sono indefettibili :

-La data in cui è stato effettuato il versamento dell'assegno;

-L'importo dell'assegno è stato versato;

-Una sigla che identifica il tipo di operazione compiuta; per esempio AB versamento assegno bancario,AC versamento assegno

circolare;

alla fine mi viene consegnato questo foglietto che è la distinta bancaria che contiene i suddetti elementi identificativi che sono

essenziali.

L'operazione compiuta notifica contemporaneamente e istantaneamente il saldo del vostro conto corrente bancario.

Se è un'operazione in dare vuol dire che il saldo aumenta, se è un'operazione in avere, che vuol dire che io ho prelevato i soldi,

ho fatto un bonifico, il saldo diminuisce.

La movimentazione del saldo è istantanea, non è così nel conto corrente civilistico dove il saldo viene fatto ,e quindi poi si

modifica, a cadenze regolari, alla chiusura del conto o ogni sei mesi.

Questo saldo del conto corrente in realtà si suddivide, in tre distinte tipologie.

Noi abbiamo:

-Un saldo contabile (immediatamente modificato);

-Un saldo per valuta ( momento dal quale comincia a generare interessi);

-Un saldo disponibile( salvo buon fine);

vediamo che cosa significano questi saldi e come si dispongono nel tempo l'uno rispetto agli altri.

Se io oggi un saldo di € 100 sul mio conto corrente, e verso un assegno di € 1.000 su questo conto, modifica immediatamente il

saldo contabile che da 100 passa a 1.100, non si modifica invece subito il saldo disponibile, che rimane accento, perché come

voi sapete e vedremo poi in seguito la negoziazione per l'incasso dell'assegno avviene con clausola salvo buon fine.

Ciò significa che la banca deve attendere di avere la certezza da parte della banca trattaria, su cui è stato tratto l'assegno, che io

versato sul mio conto, che vi fosse la provvista, che quindi poi tra banche si trasmettono, anche lì per compensazione di partite,

nella stanza di compensazione appunto il denaro corrispondente.

Quando la banca, dove è stato negoziato per l'incasso un assegno, la mia banca, per telefono o in altro modo, in stanza di

compensazione ha certezza, che l'assegno che l'assegno che ha pescato sul conto corrente acceso presso quella banca è arrivato

qui, allora mi si modifica anche il saldo disponibile.

Non ho più disponibilità solo per € 100 ma per € 1.100, perché effettivamente anche solo un attimo prima la mia banca ha

ricevuto per flusso elettronico la provvista da parte della banca trattaria.

Quindi attenzione se il saldo contabile è 1.100 euro e il saldo disponibile € 100, non fate operazioni a valere sul conto corrente

superiore ai € 100, perché andate in scoperto.

Si applicano le commissioni di massimo scoperto eccetera eccetera.

53-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Su queste cose qua bisogna stare molto molto attenti.

Il saldo valuta è un saldo che solitamente si posiziona tra il saldo contabile e il saldo disponibile, e indica il momento

temporale a partire dal quale la nuova somma accreditata in conto, annotata positivamente in conto, comincia a generare

interessi.

Attenzione all'ultimo dato relativo al conto corrente, in realtà il penultimo, perché poi venerdì parleremo brevissimamente di

un'altra cosa, voi capite che in questo conto corrente bancario, la chiusura di un conto corrente bancario è completamente

differente dalla chiusura di conto corrente civilistico.

Il conto corrente civilistico la chiusura serve a rendere esigibile il saldo, o alla fine del contratto o ogni sei mesi se a tempo

determinato, serve tecnicamente per capire quale sia il saldo e quindi chi ha il diritto a ricevere quel saldo.

Nel contratto di conto corrente, noi abbiamo periodicamente, la chiusura del conto, ma non perché le parti non vogliono più

essere del rapporto di conto corrente, ma perché dobbiamo regolare attraverso la chiusura del conto le annotazioni connesse.

Quali sono le annotazioni connesse? Il calcolo degli interessi, bisogna chiudere il conto e tirare la riga, vedere i movimenti che

ci sono stati soprattutto sui numeri creditori come si suol dire, calcolare il tasso ( io Vezio dico l’interesse ) che è stato

riconosciuto a quel conto corrente.

A me banca occorre chiudere periodicamente il conto corrente bancario, perché devo fare l'estratto conto, mandarlo al cliente e

addebitargli, in quello stesso momento il costo dell'estratto conto.

Il testo unico bancario vuole, con un'apposita norma, un invio almeno annuale dell'estratto conto al cliente.

Nulla vieta che il cliente pretenda, ne ha facoltà, un invio più abbreviato nel tempo, ogni sei mesi oppure anche ogni tre mesi.

Inutile dirvi che questi estratti conto più abbreviati, implicano un lavoro in più da parte della banca e quindi venga a costare di

più di quello che costerebbe il singolo invio annuale.

La banca sostanzialmente dice devo fare questo lavoro una volta l'anno, tu mi dici di farlo quattro volte all'anno, perché vuole

l'estratto conto trimestrale e allora mi paghi il servizio.

E sicuramente paghi di più se ti fossi accontentato solamente di un invio annuale.

Queste sono tutte le tecnicità con cui le banche addebitano dei costi con cui possono coprire, per esempio altri costi che non

sono retribuiti come quello dei conti giovani o dei conti dei pensionati.

Quindi se le banche di loro iniziativa inviano estratto conto trimestrali con relativo addebito e tu non lo hai espressamente

chiesto, stanno effettuando una operazione illegale.

Allora questo punto uno può andare in banca, e dopo aver superato varie difficoltà tipo non c'è il referente torni fra tre giorni

oppure dopo tre giorni ti dicono aspetti che mi devo informare e passano altri 15 giorni, le suggerisco, per avere una

massimizzazione dell'efficienza dell'intervento, lei deve andare lì e deve dire:

"Noto che mi mandate l'estratto conto ogni trimestre , io non l'ho chiesto questo, rettificate immediatamente e soprattutto

riaccreditatemi sul conto quello che mi avete fatto pagare per questi invii indebiti da qui fino al momento in cui ho aperto il

conto, se non lo fate entro 15 giorni, vi dico che mi rivolgo all'arbitro bancario finanziario”.

Questa è una minaccia molto molto efficace che li mette solitamente sull'attenti e li fa correggere immediatamente il tiro.

Dei 60 giorni dal ricevimento dell'estratto conto per contestare le annotazioni abbiamo già detto, se passano i 60 giorni le

annotazioni si consolidano si danno per buone.

Ultima cosa, ma anche questa abbastanza scontata, il contratto di conto corrente è un contratto a tempo indeterminato, cioè

quando lo andate a stipulare non c'è una scadenza, mentre abbiamo visto che solitamente il contratto di conto corrente

civilistico ha una scadenza, e se non ha una scadenza il saldo si fa di sei mesi in sei mesi.

Il fatto che quello bancario sia un contratto a tempo indeterminato, significa che in ogni momento del tempo , tutte due le parti

possono recedere senza dover spiegare il perché ( Ad Nutum ) , in ogni momento del tempo si può andare in banca e dire

grazie io desidero chiudere il conto corrente recedere, è la banca che cosa fa, vi fa firmare alcuni moduli come al solito, ritira

tutte le carte di credito , bancomat ,viacard eccetera che sono state date al titolare del conto corrente, le rompe distrugge quindi

54-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

le rende inutilizzabili.

Poi ci dice le faccio il famoso assegno circolare per il saldo del conto salvo lasciare li un cuscinetto di soldi che la banca si

trattiene per regolare le partite correnti, ci potrebbe essere per esempio da pagare la famosa tenuta conto prorata, o bisogna far

pagare l'ultimo canone della cassetta di sicurezza prorata temporis relativamente al primo semestre, o bisogna pagare il canone

del home banking, lasciano il tempo di fare tutti questi conti e mi andrò a prendere quanto mi spetta da quel cuscinetto.

La fine vera e che poi arriva a casa l'assegno con l'importo al netto di tutte le spese che erano in sospeso la banca si è trattenuta.

Così funziona la chiusura del conto

55-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 21 Lezione di Legislazione Bancaria

La moneta

Noi possiamo accostarci a questa entità con un approccio molto umile, che è un approccio funzionale.

Cioè domandarci a che cosa serve nei mercati ma anche nel mondo la moneta.

La risposta è evidentemente triplice, fondata su tre aspetti:

-La moneta è sicuramente un misuratore di valore;

-La moneta serve anche a risparmiare, proprio risparmio di moneta per accumulo;

-La moneta è senza dubbio uno strumento, un mezzo di pagamento.

Ecco la tricotomia, misuratore di valore, oggetto di risparmio per accumulo, di strumento o mezzo di pagamento.

Misura del valore

Che cosa significa misurare il valore attraverso la moneta, significa valorizzare qualsiasi bene, se noi diciamo che quell'oggetto

vale trecento euro, vogliamo esprimere un concetto di valore di quel bene, è importante questa operazione nella invarianza

nello strumento che adoperiamo, cioè se è una cosa per noi vale € 300 a un'altra cosa vale € 1.000 è perché il misuratore è

sempre lo stesso e nel secondo caso il secondo oggetto vale più del primo.

Qual è il problema che si è dato storicamente a intervalli e cadenze più o meno regolari, che tornando a valorizzare dopo un

certo lasso di tempo, lo stesso bene esattamente quello, o un bene assolutamente equivalente esatto delle stesse caratteristiche e

realizzato con le stesse modalità, utilizzando sempre lo stesso misuratore di valore, abbiamo scoperto che non c'era invarianza,

ma le cose cambiavano.

Si tratta del fenomeno inflattivo, della inflazione, che poi è strettamente connessa con il costo della vita.

Un gelato medio, due stagioni fa si comprava a 1€, lo stesso gelato, che quindi ha per lui lo stesso valore intrinseco, oggi lo

compriamo a 1 € e qualche cosa,1,20 , 1,30 ,in certi casi addirittura a 2 €.

Che cosa dobbiamo concludere, che il misuratore sbaglia è fallace, che ci sta dando una valorizzazione del bene sbagliata?

No, il bene è sicuramente sempre lo stesso ,il valore per noi è sempre lo stesso, l'espressione monetaria varia perché anche la

moneta a sua volta è un bene e quindi anche la moneta ha un suo valore intrinseco, che dipende dalla domanda e dall'offerta, e

quindi quando c'è un fenomeno interattivo, si determina questo fenomeno apparentemente ingannevole, che è il maggior valore

di un bene, che invece è esattamente lo stesso e che corrisponde invece a un minor valore espressivo della moneta, ad esempio

dell'euro.

Moneta come risparmio

Sul fatto che la moneta sia fonte ed oggetto di risparmio evidentemente non mi dilungo più di tanto, la moneta serve

risparmiare perché se io non la spendo, non la faccio circolare, non la utilizzo, ma semplicemente la accantono , la accumulo,

anche nella figurazione della nostra mentalità diventa un risparmio.

Io ho i miei risparmi, li tengo a casa, li tengo in banca, ma si tratta sempre di moneta non spesa, non messa in circolazione, non

utilizzata.

Moneta come mezzo di pagamento

Terza funzione della moneta come strumento di pagamento.

Universalmente e comunemente la moneta viene accettata come mezzo di pagamento, non c'è nessuno che possa

legittimamente dire no non mi pagare in moneta.

Che la moneta abbia questa valenza all'interno di vari ordinamenti non c'è dubbio, e minori in Italia abbiamo una norma che

sancisce questo principio della moneta come mezzo di pagamento, e mi riferisco all'articolo 1277 del codice civile il quale dice

che : 56-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Art. 1277. Debito di somma di danaro.

I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore

nominale.

Se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento, questo deve

farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.

Qui noi abbiamo la consacrazione della moneta come strumento di pagamento; il legislatore dice che i debiti che noi possiamo

contrarre e che hanno come oggetto somme di denaro, si estinguono con la moneta avente corso legale nel nostro paese al

tempo della esigibilità del relativo credito, prima c'era la lira adesso c'è l'euro ma di quello si tratta.

Perché dice debiti pecuniari, scusate se entro in queste classificazioni che sembrano molto noiose e formalistiche, perché ci

possono anche essere debiti non pecuniari.

Se io sono il depositario di 10 sacchi di granaglie, e li utilizzo , devo restituire al depositante 10 sacchi di granaglie, il mio non

è un debito pecuniario, e un debito non pecuniario, ma reale ( dal latino res =cosa) i 10 sacchi di granaglie.

Evidentemente qui il creditore potrebbe opporsi se io volessi soddisfarlo in denaro, lui potrebbe dire di no no no tu hai un

debito non pecuniario, lo devi estinguere in modo non pecuniario, mi devi dare esattamente i 10 sacchi di granaglie che io ti

avevo affidato con il contratto di deposito.

Tant'è che i giuristi studiano anche l'istituto della “ Datio insolutum “ anziché pagarti ti do altro rispetto all'oggetto che ti

dovrei dare, ma questa è una scelta del creditore, perché è il creditore che dice vabbè non mi ridare i sacchi, ma almeno dammi

il controvalore in denaro.

Se invece il debito è pecuniario, nasce nell'avere a oggetto una somma di denaro si estingue con la moneta avente corso legale

nel paese di riferimento al momento della esigibilità del credito.

Questa norma scolpisce la moneta come funzione di strumento di pagamento.

La moneta di per sé, filosoficamente, concettualmente non ha nulla di diverso da qualsiasi altro bene è un bene essa stessa

tant'è, possiamo avere diritti su questo specifico bene, io sono proprietario di una somma di denaro, io sono debitore di una

somma di denaro, così come sono proprietario di un terreno.

Come vedete non c'è differenza filosoficamente tra essere proprietario di un terreno ed essere proprietario di una somma

moneta, sono beni e come tali possono formare oggetto di diritti reali.

Però la particolarità della moneta rispetto agli altri beni è che se ne gode, cioè se ne trae giovamento disponendone,

utilizzandola , ma non è sempre così per tutti i beni.

Ci sono dei beni di cui si gode non disponendone anzi lasciandoli esattamente lì dove sono, pensate a un'opera d'arte, a un

quadro.

Vuoi comprate un quadro e l'attività caratteristica per cui lo fate perché mi piace tenerlo alla parete di casa vostra lo guardate e

quella è la funzione di quel bene, non è così per la moneta.

La moneta è vero che può essere risparmiata, tenuta ferma, però caratteristicamente e istituzionalmente la sua funzione è quella

di consentire le compravendite, le transazioni e quindi il suo essere strumento di pagamento , e quindi oggetto di atti

dispositivi.

Nella moneta diversamente che in molti altri beni conta particolarmente il fattore tempo, e noi lo abbiamo già chiarito quando

vi ho per sommi capi somministrato quel modello, illustrata dal testo che consente di individuare di fare un po’ la mappatura di

tutte le attività finanziarie all'interno delle quali, nel cerchio concentrico c’è l'attività creditizia.

Vi ricordate che noi facemmo tre semplificazioni:

-Moneta-Tempo-Moneta;

-Denaro-Tempo-Denaro ( ed è la banca , il depositante che investe i soldi e ottiene il fruttare quei soldi attraverso gli

interessi e poi si ritira);

-Denaro-Denaro ( è l'attività dei cambiavalute )

57-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

-Denaro-Spazio-Denaro ( che il trasferimento nello spazio del denaro come l’attività del Money transfer verso

per esempio i paesi di origini dei lavoratori extra-comunitari )

Già quello schema con riferimento all'attività bancaria, ci faceva comprendere l'importanza del tempo riguarda la moneta, e

possiamo aggiungere qualche altra nozione.

E c'è un articolo del 1282 del codice civile che ci formalizza, ci istituzionalizza quanto stiamo dicendo in modo autorevole che

dice :

Art. 1282. Interessi nelle obbligazioni pecuniarie.

I crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo

stabiliscano diversamente.

Salvo patto contrario, i crediti per fitti e pigioni non producono interessi se non dalla costituzione in mora.

Se il credito ha per oggetto rimborso di spese fatte per cose da restituire,non decorrono interessi per il periodo di tempo

in cui chi ha fatto le spese abbia goduto della cosa senza corrispettivo e senza essere tenuto a render conto del

godimento.

Nella produzione degli interessi c'è la rilevanza del tempo per il denaro.

Allora credito liquido ed esigibile, voi sapete che cosa significa?

Che cos'è un credito liquido?

È un credito di determinato o determinabile ammontare.

Il credito esigibile è il credito venuto a scadenza e che quindi può essere preteso dal relativo titolare.

Solitamente queste due aggettivazioni sono precedute da un'altra aggettivazione che certo, per cui si dice credito certo liquido

ed esigibile.

Il credito certo è il credito fondato su un titolo, il credito nascente da un contratto.

Se io stipulano un contratto con uno di voi, ti vendo, quindi ti trasferisco un bene e tu a 60 giorni mi devi pagare il prezzo, da

quel contratto nasce il mio credito, per l'esistenza di quel contratto, il credito è certo è il fondamento del credito che lo rende

appunto certo.

Liquido, se nel contratto è detto che io a 60 giorni debba prendere € 1.000, è un credito di determinato ammontare, credito

liquido si dice anche però credito non determinato, ma determinabile sempre sulla base di un indice risultante dal contratto, a

60 giorni mi darà i una cifra di denaro, pari a una base di € 50 più il 10% del valore del titolo Fiat di quel giorno.

Non è immediatamente determinato nel contratto, ma è determinabile perché nel contratto ci sono tutti gli indici e i criteri per

poterlo terminare.

Esigibile, nel nostro caso quand'è che il credito diventa esigibile, allo scoccare del 60º, prima il credito sarà solo certo è liquido

ma non esigibile.

La norma che vi ho letto dice che se il credito è liquido ed esigibile ed io aggiungo certo, produce interessi.

Che cosa significa questo?

Significa che se io debba prendere quella moneta un giorno e invece accade che la debba prendere qualche giorno dopo, in

questo intero regno si sono prodotti degli interessi, e questi interessi a che cosa servono?

A remunerare il fatto, che io, che avevo il diritto di essere pagato tre giorni fa, ho reso un servizio di moratoria di

assecondamento delle esigenze della controparte che ha voluto pagarmi tre giorni dopo.

Siccome quel denaro doveva essere mio 2 giorni fa, e tu me lo stai dando due giorni dopo, dobbiamo creare una situazione

equivalente a quella che si sarebbe determinata.

Se l'avessi avuto subito, l'avrei potuto mettere in banca e mi avrebbe prodotto degli interessi, lo ho avuto dopo nell'ammontare

che sarebbe stato mio , se tu me lo avessi dato puntualmente.

58-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Questo meccanismo del tempo funziona anche al contrario specularmente, lo vedremo meglio, studiando un apposito tipo

contrattuale che è lo sconto bancario, ma da oggi possiamo già dire che è nello sconto bancario che il fattore tempo funziona

esattamente al contrario.

Che cosa succede nello sconto bancario?

Io sono titolare di un credito, che ho nei suoi confronti, certo, liquido, ma non esigibile, gli ho venduto della merce e me la devi

pagare a 60 giorni, di 60 giorni stanno trascorrendo, stanno passando e non posso pretendere da lui il pagamento perché il

credito non è ancora esigibile.

Però ho bisogno di liquidità, vado in banca e sconto e il credito, che cosa significa?

Io cedo il credito alla banca e vi avverto sin d'ora che non sarà una cessione a titolo definitivo, perché se poi la banca va a

chiedere il pagamento al debitore ceduto e non lo ottiene, e rimane con il cerino in mano, viene da me e mi dice riprenditi il

credito vantato nei confronti di quel signore perché sei tu adesso diventi la mia controparte per il finanziamento che t'ha fatto.

Nella cessione di credito se sconto il credito che ho verso un terzo in banca, significa che trasferisco alla banca un credito

ancora non venuto a scadenza, ovviamente la banca non mi darà il valore nominale del credito, perché io sto ottenendo moneta

prima di quanto dovrei ottenerla e quindi ecco il fattore tempo, per cui debbono essere scalati degli interessi dall'importo

nominale.

Allora vedete il tempo come gioca, se il credito viene onorato in quel momento esatto nessun interesse e il credito coincide con

il valore nominale, se viene onorato dopo deve produrre di pieno diritto interesse, perché io vengo a ricevere dopo quello che

avrei dovuto ricevere prima, al contrario se ricevo prima ciò che avrei dovuto ricevere dopo, non potrò ricevere l'intero, ma

dovrò ricevere l’importo defalcato di un altro importo, che la banca non mi riconosce.

Se il mio credito è di € 1000, e vado in banca la banca mi riconosce € 850 , i € 150 differenziali sono quello che pago come

servizio, come interessi, per aver ottenuto quello che avrei dovuto ottenere alla scadenza di esigibilità del credito.

La nozione di sconto bancario, ma poi la vedremo da molto più vicino, mi sembra che sia l'articolo 1858 del codice civile :

SEZIONE VI – Dello sconto bancario

Art. 1858. Nozione.

Lo sconto è il contratto col quale la banca, previa deduzione dell'interesse, anticipa al cliente l'importo di un credito

verso terzi non ancora scaduto, mediante la cessione, salvo buon fine, del credito stesso.

Questo significa che non è una cessione pro soluto, ma è una cessione pro solvendo, cioè è una cessione con l'elastico, quello

che abbiamo ceduto, potrebbe tornarci indietro se il creditore non paga la banca.

In realtà le banche possono anche comprare i crediti, cioè diventano cessionari dei crediti, al titolo definitivo, cioè pro soluto.

Ma in questo, c'è un problema, è il problema è il rischio di controparte.

Mi spiego meglio, se io ho fatto credito a lui accettando che mi pagasse un bene a 60 giorni, sono io che ho fatto la valutazione

del rischio, ovvero ho valutato il suo merito di credito.

Sono io che ho valutato lui, lo ho considerato persona meritevole di fiducia e ho detto vanno bene i 60 giorni.

Quando vado in banca e voglio cedere a titolo definitivo questo credito, mi devo aspettare un defalcamento consistente del

valore nominale del credito, non soltanto la componente interessi, perché la banca sostanzialmente mi dice io questo credito te

lo compro a due lire perché è un rapporto nei confronti di un soggetto che io banca non conosco, mi sto accollando un rischio

molto forte, e il rischio di controparte.

Quindi invece di € 1.000 che lo pago € 200, ci devo guadagnare parecchio e comunque mi devo cautelare per il rischio che

questo signore non mi paghi.

Quindi vedete la differenza tra cessione di credito pro soluto ( la banca acquista il credito ) e pro solvendo ( la banca anticipa il

credito che rimane di proprietà del creditore) sul quale torneremo.

E' una cessione pro solvendo lo dice proprio la norma dicendo "salvo buon fine".

59-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Il che significa che se la banca poi non incassa il credito ceduto, retrocede il credito a me, sono io che mi devo far pagare da

lui, e sono io che devo rimborsare alla banca, per l'importo del finanziamento che ho avuto, cioè l'anticipazione, più gli

interessi che questa volta devo dare alla banca.

Perché la banca non ci vuole perdere nulla perché la banca vuole prendere da me esattamente quello che avrebbe preso da lui,

da lui avrebbe preso 1.000 €, e la banca non si accontenta di prendersi gli 850 che ha anticipato, vuole comunque essere

remunerata per l'anticipo il finanziamento che m'ha fatto, e quindi da me pretenderà anche i € 150, che alla fine sommati agli €

850 fanno esattamente il € 1.000 che il valore nominale del credito che avrebbe incassato dal cliente ceduto se avesse pagato il

suo debito.

Abbiamo anticipato un po' il concetto di sconto bancario ma ci serviva per far capire che il tempo così come gioca a favore,

può anche giocare a sfavore, gioca a favore se si producono degli interessi a nostro favore, gioca a sfavore se gli interessi

vanno decontati, perché otteniamo prima di quanto dovremmo la somma di denaro.

Ricordiamoci sempre, ci tiene l'autore del manuale, la genialità sottesa all'invenzione del conto corrente bancario.

Dove sta la genialità, la genialità sta nella praticità dei rapporti.

Il conto corrente sostituisce movimentazioni effettive di moneta reale, con annotazioni,con scritturazioni.

Quando sul mio conto c'è scritto più € 5000 è come se io avessi portato presso la banca € 5000 in moneta di carta o in moneta

metallica in contanti.

Invece la banca non li vuole e scrive solamente nel conto corrente + , è una annotazione, quella moneta è una moneta

scritturale, assolutamente sostitutiva della moneta reale ,metallica , legale o di carta moneta.

Il conto corrente ha questa portata prodigiosa, sostituisce le movimentazione di moneta tangibile, di moneta reale, di moneta

metallica di moneta cartacea con corrispondenti annotazioni.

E addirittura questa genialità stava già nella carta moneta rispetto alla moneta metallica, non so se ve lo ricordate, ma nelle

banconote da L. 10.000, da L. 5.000, c'era scritto pagabile a vista al portatore.

Che cosa significa, significa che se tu con quella carta moneta andavi in banca, potevi pretendere ed ottenere che ti prendessero

la banconota di carta e ti dessero pezzi metallici.

All'inizio quando la moneta è stata inventata, la moneta era preziosa, e allora la si sostituì con la carta moneta perché

evidentemente non era molto comodo andare in giro con le giacche piene e con le tasche piene di roba preziosa pesante.

Allora che cosa fa la Banca d'Italia, mette nel caveau l’oro e a fronte di quel metallo prezioso, emette carta moneta e scrive

sulla carta moneta pagabile a vista al portatore, quindi se poi uno di noi prende una banconota di carta il cui valore intrinseco è

praticamente nullo, e ritorna in banca e dice la banca per favore mi riconverte in questo pezzo di carta in pezzi di metallo

prezioso come l’oro che tu hai depositato nel tuo caveau. La banca doveva farlo.

L'invenzione della carta moneta è la stessa invenzione del conto corrente bancario, anziché fare transazioni spostando moneta

preziosa tangibile e reale, si spostano monete virtuali come le annotazioni, il conto corrente a questo serve.

È la conclusione, perché poi questo discorso sulla moneta si conclude così è esattamente quello che abbiamo fatto, ovviamente

la moneta bancaria, la moneta scritturale, la moneta virtuale, e poi vedremo che c'è la moneta elettronica, c'è la moneta di

plastica, ci sono le carte di credito, le carte di debito hanno preso il sopravvento, in Italia ancora abbastanza poco rispetto ad

altri paesi, da noi è ancora solo il 12% delle transazioni senza moneta effettiva, quindi per bonifico, con assegno, con carta di

credito.

In altri paesi come gli Stati Uniti avviene pressoché tutto con carta di credito, o carta di debito è quindi il contante sta

sparendo.

Da noi abbiamo ancora una gamma di soluzioni operative, abbiamo il contante, che può essere metallico o cartaceo ma

abbiamo anche le altre forme equipollenti, la moneta elettronica, il bonifico bancario che avviene per flusso di informazioni

per via elettronica, abbiamo gli assegni.

La moneta tradizionale ha bisogno di dazioni di trasferimenti effettivi, le altre monete invece alla fine si traducono tutte in

annotazioni perché hanno come oggetto monete non effettive, non reali non tangibili ma scritturale che si traducono in

annotazioni.

Per oggi direi che abbiamo finito

60-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 25 Lezione di Legislazione Bancaria

Il Cliente

Avevamo detto che avremmo cominciato a interessarci dei singoli tipi contrattuali, successibili di essere conclusi tra banca e

cliente, e che preliminarmente occorreva dedicare qualche riflessione a questa figura del cliente, e quindi di controparte della

banca, cosa che facciamo oggi.

Vi anticipo anche che domani non ci possiamo vedere e che ci vediamo direttamente venerdì.

Per moltissimo tempo non c'è stata una forte comunque adeguata di sensibilità, da parte del legislatore nei confronti del cliente

bancario, perché si ragionava forse in maniera ipocrita e un po' farisaica e si diceva è una parte di un contratto , e per

definizione le parti poggiano su un piede di parità, e contribuiscono tutti e due allo stesso modo alla determinazione

dell'oggetto del contratto, la disciplina che le parti di comune accordo intendono darsi, hanno le stesse prerogative, le stesse

facoltà, cosa che era già in origine non vera perché sappiamo che le norme bancarie uniformi, che rimontano nel tempo e che

poi man mano sono state aggiornate, invece impostavano in maniera molto falsata questo rapporto contrattuale quindi facevano

sì che la banca fosse il contraente forte e il cliente il contraente debole, non foss'altro perché la banca predisponeva il contenuto

contrattuale, e come abbiamo visto dall'altra parte il cliente, doveva semplicemente decidere se prendere quel contenuto

contrattuale e alzarsi e andare presso un'altra banca, sapendo peraltro in partenza che avrebbe incontrato, un contenuto

contrattuale assolutamente identico.

La situazione muta invece negli ultimi anni, diciamo dal 1970 in poi, perché il legislatore nostrano, soprattutto sulla scorta, sul

recepimento delle legislazioni comunitarie, inaugura quella che con una definizione onnicomprensiva, si chiama regolazione

consumeristica ( del consumatore).

Il legislatore ritiene invece che debba essere dedicata grande attenzione, alla figura del consumatore, alla figura del cliente,

alla figura della controparte dell'impresa, in questo caso dell'impresa bancaria, nella consapevolezza, nella certezza direi anche,

che questo soggetto è un soggetto sbilanciato verso l'impresa nei contratti d'impresa e verso la Banca nei contratti con una

banca.

Una cosa è certa, che da un punto di vista classificatorio, noi possiamo avere tante accezioni di cliente bancario, e anche

nell’arco di questo corso di conversazione toccheremo diversi significati di questo stesso lemma.

Il cliente bancario in realtà preso in considerazione, come controparte contrattuale della banca, cliente di una banca significa

che ha contratto con la banca, una tipologia contrattuale.

Potrebbe invece essere considerato come consumatore, allora significa che sta stabilendo il suo contatto, il suo rapporto con la

banca non nello svolgimento di alcuna attività imprenditoriale o professionale, ma è il consumatore ovvero l'utilizzatore di un

servizio prestato dalla banca.

Apro una parentesi e vi faccio un esempio chiarissimo:

Se vado in banca per chiedere un finanziamento per acquistare una macchina in leasing, io divento consumatore ai fini di

quello specifico contratto, a condizione che la macchina che sto per prendere in leasing non venga da me utilizzata per lo

svolgimento della mia attività imprenditoriale o professionale.

Poi c'è il cliente della banca che non è interessato all'insieme intero dei servizi bancari, si rivolge alla banca perché è un

risparmiatore/investitore, che vuole cioè effettuare/realizzare degli investimenti servendosi del tramite appunto costituito dalla

banca.

Come vedete noi abbiamo già una tripartizione:

-Un cliente come controparte contrattuale;

-Un consumatore;

-Un risparmiatore/investitore;

in quest'ultimo caso quello che rileva il risparmiatore/investitore per la banca è l'adeguatezza, l’appropriatezza, o la fisiologia

dell'investimento che gli si va a proporre al risparmiatore rispetto a quello che è la sua profilatura, il suo essere tipologicamente

un risparmiatore.

61-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Perché c'è risparmiatore e tipo di risparmiatore, c'è tutta la tipologia dei problemi dell'adeguatezza degli investimenti che si

propongono a un risparmiatore.

E se iniziamo come al solito, se sono un banchiere propongo, la sottoscrizione di obbligazioni di durata trentennali a una

persona che ha novant'anni, c'è un problema chiaramente di adeguatezza.

Se vado a proporre un titolo estremamente speculativo, a un soggetto che invece, riempiendo un questionario mi ha detto che

lui ha di mira investimenti conservativi, costituiti peraltro ha solo dalla sua pensione, probabilmente il titolo speculativo che gli

offro non è adeguato.

Questo problema che si pone la banca quando si interfaccia con un risparmiatore/investitore.

Noi li abbiamo già visto quale sono i pilastri della cosiddetta regolazione consumeristica ( del consumatore) almeno in Italia,

abbiamo parlato della trasparenza delle condizioni contrattuali, abbiamo visto come ad esempio la disciplina di tutti i fogli

informativi negli sportelli bancari, che sono in funzione della tutela di un soggetto reputato debole.

Il legislatore dice il soggetto debole non capisce nulla facciamoli almeno confrontare le offerte delle varie entità bancarie , lui

poi si orienterà per l'offerta più conveniente.

Un altro classico nodo della tutela consumeristica ( del consumatore) è nelle offerte fuori sede che penso che ormai conosciate,

se volete poi ne parliamo è rappresentato dal cosiddetto diritto di ripensamento o “ Ius penitendi “ che viene offerto al cliente.

Nell'offerta fuori sede, ne abbiamo parlato quando abbiamo trattato di diritto commerciale, nel momento in cui le banche

vogliono arginare la disintermediazione creditizia, e che quindi ribaltano l'impostazione tradizionale e non stanno più in banca

ad aspettare il cliente, i risparmiatori, ma li vanno a stanare loro i bancari uscendo dai loro uffici e dai loro locali e andando a

cercarli dove stanno i risparmiatori.

Quindi nei circoli sportivi, nei club, nei partiti politici eccetera eccetera , le offerte fuori sede si chiamano così, perché vengono

al di fuori della banca, è la banca con la sua schiera di promotori finanziari che si lancia alla ricerca dei risparmiatori.

È una strategia molto aggressiva, perché noi stiamo facendo altre cose, perché noi nei nostri club stiamo giocando a tennis,

stiamo giocando a burraco, i promotori finanziari arrivano e ci propongono degli investimenti.

Il legislatore consente che questo accada ma vuole che avvenga con certi crismi:

-Il promotore finanziario deve essere iscritto all'albo;

-Il promotore finanziario deve avere superato un esame;

-Il promotore finanziario deve essere uno che non agisce in conflitto di interessi, cioè deve proporre solo strumenti

finanziari, proposte di investimento appartenenti alla società per la quale lavora, se sono un promotore finanziario di Unicredit

propongo e spingo prodotti messi in commercio da Unicredit e non posso offrire prodotti di Fideuram, perché Fideuram e

un'altra società e un'altra casa in concorrenza ;

-Il promotore finanziario deve essere delegato da un vincolo di esclusività con l'entità per cui lavora, ci deve essere una

clausola di esclusiva inserita nel contratto tra promotore e banca, che può essere un contratto di lavoro dipendente, di

mandato ,o di agenzia;

Altra precisazione consumeristica ( del consumatore) è così aggressivo questo contatto che si deve sedimentare in un contratto

avente forma scritta a pena di nullità.

Un esemplare di quel contratto, a pena di nullità va consegnato all'investitore.

L'investitore ha lo “ Ius penitendi “ cioè il diritto di ripensamento entro un certo termine, non molto ampio, 7 / 10 giorni può

comunicare, di solito con raccomandata con avviso di ricevimento ( A.R.) alla banca di non voler più dare corso

all'investimento, per cui si deve veder restituire, senza aggravio di costi senza ulteriori spese la somma che aveva affidato al

promotore finanziario e ovviamente il suo ordine, acquista di 100.000 azioni Telecom viene stracciato, viene disattivato, viene

annullato.

Un'altra dimostrazione di questa tutela consumeristica ( del consumatore) è la disciplina per l’infedele comportamento del

promotore finanziario, per esempio se scappa con ciò che ha raccolto presso i risparmiatori, ecco che l'ordinamento interviene

in favore del consumatore e dice al risparmiatore truffato, tu puoi recuperare il denaro che ti è stato truffato facendo causa, non

62-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

solo al promotore finanziario, che probabilmente è una persona fisica ed è molto facile che sia scappato e andandosene in

paesi tropicali che magari non hanno accordi bilaterali con l'Italia e quindi non c'è l'estradizione eccetera eccetera.

Il legislatore by passa tutto questo e dice quando il promotore è scappato con la cassa tu risparmiatore truffato puoi fare causa

alla casa madre, cioè alla banca o alla finanziaria o comunque all'entità per la quale il promotore finanziario lavorava.

E come si evince che il promotore finanziario per quale casa madre lavorava?

Perché quando ha consegnato la documentazione all'investitore c'era sicuramente un logo con sopra scritto il nome e l'indirizzo

della società per cui lavorava promotore finanziario.

Questa norma del testo unico della finanza dice che il danneggiato può agire in responsabilità per il risarcimento del danno

vuoi nei confronti del promotore finanziario, vuoi nei confronti della casa madre alla quale il promotore finanziario

apparteneva.

Negli ultimi anni c'è stato questo fiorire di istituti a tutela del consumatore, del risparmiatore, del cliente, e ancora di più oltre

quelli che vi ho detto, pensate ad esempio ad una figura che adesso non esiste quasi più l’ombudsman , che è praticamente il

tutore della clientela della banca nei confronti della banca.

È un soggetto, una persona fisica che ha la sua organizzazione, ha la sua segreteria è una sua sede, al quale si potevano

rivolgere i clienti della banca per formalizzare i reclami su certe operazioni, su certe pratiche.

Con il passare del tempo, ma sto parlando della attualità, questo soggetto l’ombudsman è andato tramontando

progressivamente e oggi ci sono degli istituti molto più efficaci a mio parere perché molto meglio strutturati, a uno di questi

appartengo anch'io come “Conciliatore bancario finanziario”.

Sostanzialmente che cos'è ? È un organismo di mediazione/conciliazione che ha fatto di persone esperte di questa materia,

distribuite sul territorio nazionale, si trova in tutte le regioni, in tutte le province e si vede canalizzare, prima che vadano a

finire nelle aule giudiziarie tradizionale, le controversie tra clientela bancaria e banche.

È un sistema come dicono gli anglosassoni di ADR , da loro sono molto diffusi, da noi è una cosa molto recente e una forte

spinta a favore di queste organizzazioni e delle loro attività che adesso vi dirò due parole, viene da quella novità legislativa che

ha detto, in tutta una serie di materie prima di rivolgersi al giudice, proprio come condizione, che va soddisfatta perché

altrimenti è inammissibile l’iniziativa giudiziaria, ci deve essere un tentativo di mediazione/conciliazione davanti a vari

organismi tra i quali quello proprio specifico della materia del “ Conciliatore bancario finanziario”.

La ratio di questa informativa e che i tribunali italiani stanno letteralmente scoppiando, hanno un arretrato di cause civili

mostruose, mi pare che in Europa più lenti di noi nell'amministrare la giustizia civile delle controversie tra banche e clienti ci

sia solo Malta, per il resto i processi durano molto meno che da noi.

Da noi si calcola che in primo grado banca cliente, vada avanti almeno per cinque anni, oltre soltanto Malta, gli altri di quanto

prima, Spagna ,Germania eccetera non ve lo sto neanche a dire .

Alla luce di questa situazione il legislatore ha voluto inserire un elemento deflattivo, dobbiamo cercare di sgravare i tribunali,

ed allora ad esempio, in materia di incidenti automobilistici, liti condominiali, e anche di rapporti con le banche, prima di

andare in tribunale bisogna necessariamente andare su un organismo di conciliazione.

Il conciliatore/mediatore, come già si evince dalla stessa terminologia, non è un giudice, non rende quindi un verdetto una

sentenza, ma è un'agevolatore di una soluzione tra le parti contrattuale.

Solitamente questi organismi di ADR quando si vogliono presentare in pubblico , spiegare come funzionino e che attività

svolgono, e fanno il famoso raccontino dell'arancia e dicono che c'è un padre e una madre che dormono in casa di notte, e ad

un certo punto vengono svegliati da dei rumori perché ci sono le due figliole che sono giù in cucina a litigare.

Il padre assonatissimo scende in cucina e dice ma questo non è il momento di litigare, ma su che cosa state litigando? Voglio

l’arancia non la voglio anch'io no la voglio io, e siccome è assonnato prende un coltello taglia l'arancia in due e dà una metà a

una bambina e una metà a un'altra.

Soluzione salomonica, fondamentalmente giusta , e invece sbagliatissima, perché se il papà fosse stato un conciliatore avrebbe

dovuto ascoltare le esigenze delle due litiganti e allora avrebbe appurato che cosa?

63-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Che una bambina aveva sete e che quindi era interessata alla polpa dell'arancia, l'altra non aveva affatto sete ma voleva la

buccia dell'arancia perché il giorno dopo l'avrebbe messa in una soluzione zuccherina perché il giorno dopo ne avrebbe fatto

dei canditi.

Quindi la soluzione giusta sarebbe stata tutta la polpa a una bambina, e tutta la buccia alla sorellina.

I conciliatori dovrebbero funzionare così, ascoltano le parti e cercano di dare un consiglio su una situazione, su una soluzione

su un accomodamento, che possa accontentare tutte due le parti in litigio.

Questo è il “ Conciliatore bancario finanziario “ , che funziona con un istituto almeno su quello che ho potuto vedere io, ho

seguito un certo numero di procedimenti conciliativi e devo dire che in certi casi sono riuscito a individuare, a suggerire la

soluzione.

Ovviamente ci sono dei filoni, uno di questo ricchissimo è il filone dei derivati, le banche negli ultimi anni poco prima della

crisi, massivamente offrivano spesso ai loro clienti , anche quelli non espertissimi in materia finanziaria , questi contratti

derivati e adesso senza farla troppo lunga hanno una loro funzione istituzionale che è di copertura da certi rischi, ad esempio di

variazione del tasso di interesse.

Il problema è che le banche l'hanno presa facile questa cosa, e hanno cominciato a fare sottoscrivere derivati anche a clienti che

non avevano l'esigenza di copertura del rischio del tasso d'interesse.

Capite bene che in questo caso la banca sta facendo qualcosa di irregolare, perché da un prodotto a un soggetto che non ha

l'esigenza relativa a quel prodotto, non deve coprirsi dal rischio di tasso, allora perché gli sottoponiamo un derivato?

Evidentemente perché c'è una finalità speculativa che fino a un certo punto viene raccontata al cliente, oltre quel punto non

viene raccontata al cliente , in base alle condizioni di mercato il contratto derivato speculativo fino a un certo punto va bene, a

partire da un certo momento e un bagno di sangue per il cliente stesso che allora si rende conto di essere stato truffato, allora va

dal conciliatore/tribunale per fare causa alla banca e dire questi contratti sono nulli per mancanza di causa, perché hai fatto

firmare un contratto che non mi serviva, perché non dovevo tutelarmi dal rischio di variazione del tasso d'interesse.

Poi c'è il filone della usurarietà, fino a che le cose vanno bene non c'è problema, poi la banca ha sentore che l'impresa vacilla

e gli revoca dei finanziamenti gli chiede il rientro di tutti i finanziamenti.

Allora il cliente come si difende, fa la cosiddetta domanda riconvenzionale, chiamato in causa è lui stesso che fa causa alla

banca, e dice non solo io non ti devo dare niente, ma sei tu che mi devi dare i soldi indietro, perché hai fatto dei finanziamenti

con dei tassi da usuraio, che sono nulli per definizione, e soprattutto integrano una fattispecie penale.

Allora il procuratore della Repubblica fa un'azione penale nei confronti dei rappresentanti legali di quella banca perché ha

effettuato finanziamenti a tassi di usura alla clientela.

Altro filone, le banche dati relative al credito al consumo, funziona un po' come la centrale rischi bancaria, queste altre banche

dati soprattutto private, che cosa sono?

Sono delle banche dove, sono degli archivi dove arrivano le notizie relative ai cattivi pagatori.

Se voi chiedete un finanziamento minimale, € 10.000, € 20.000 alla Kompass piuttosto che Findomestic ,piuttosto che Agos , e

voi poi rimborsate questo finanziamento con delle rate mensili , se c'è un certo numero di rate che non vengono pagate, la

finanziaria deve comunicare in banca dati che voi siete dei cattivi pagatori, per evitare che poi andate a richiedere altri

finanziamenti di crediti al consumo presso altre entità finanziarie.

Allora qual è il problema, il problema è che c'è una legge, una norma contenuta nel testo unico della finanza, nel testo unico

bancario è anche in altre normative, che dice che questa iscrizione nella banca dati deve avvenire salvo preavviso al cliente

stesso, sembrerebbe cioè che prima di iscriverti io debba dire che fare?

Regolarizzi tutto o accetti che si segnalò come cattivo pagatore?

Le banche effettuavano queste comunicazioni finora in maniera massiva, siccome ci sono tantissimi clienti di credito al

consumo in Italia, non è che facevano cose particolari come raccomandata con avviso di ritorno, facevano una lettera su un

pezzo di carta e arrivava quando arrivava.

64-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

E allora molte cause riguardano questa modalità irregolare , perché giustamente qualcuno ha detto se il fine e che il soggetto

venga avvertito di quello che gli sta per accadere, va avvertito con tutti i crismi.

Qual è la modalità migliore oggi dal punto di vista postale, dal punto di vista delle missive, la raccomandata con avviso di

ricevimento, ma allora le banche rispondono se tu mi fai fare la raccomandata con avviso di ricevimento a 100.000 persone io

vado in rosso, chiuso in perdita, perché più spese di corrispondenza che altro.

Quindi c'è tutto questo confrontarsi con questi filoni riguarda queste vicende.

Ancora più importante del “Conciliatore bancario finanziario” è l’A.B.F. È un acronimo che sta per “ Arbitro bancario

finanziario “.

Che cos'è l’A.B.F.? l’A.B.F. sono tre collegi, ciascuno composto da cinque componenti, che sono seduti rispettivamente a:

-Milano;

-Roma;

-Napoli

e che gestiscono fino all'importo massimo di € 100.000 le controversie che possono intercorrere tra clienti di banca e banche.

È un meccanismo quello del l’A.B.F. molto rapido, perché nell'arco di qualche mese sia la decisione, a favore del cliente o

contro il cliente.

È un tipo di dialettica non frontale, perché avviene tutto ciò per iscritto, attraverso documenti e memorie scritte, non c'è mai un

momento di confronto tra il cliente e il banchiere che ha commesso la irregolarità.

Anche qui però ci sono dei filtri, cioè a dire che la normativa che riguarda l’A.B.F. dice che il reclamo che viene rivolto

l’A.B.F. non viene preso in considerazione se prima non si sia fatto reclamo alla banca stessa.

Voi sapete che ogni banca si deve dotare al proprio interno di un ufficio reclami, dove arrivano i reclami della clientela e c'è un

termine definito entro il quale i reclami devono essere lavorati.

Che cosa significa?

Che presentato il reclamo la banca ha 60 giorni di tempo, per accogliere il reclamo o comunque per rispondere.

La normativa sulla l’A.B.F. dice che se il reclamo non è stato lavorato nel termine, o è stato lavorato in un modo ritenuto dal

cliente insoddisfacente, cioè è stato rigettato allora il cliente si può rivolgere all’A.B.F.

Presenta una memoria dove spiega dove ritiene di essere stato danneggiato, la Banca d'Italia mette a disposizione per ciascuno

dei tre collegi, una segreteria tecnica, che sarà evidentemente presso la segreteria della filiale della Banca d'Italia di:

-Milano;

-Roma;

-Napoli

questa segreteria tecnica, riceve la comparsa, la istruisce, cioè che cosa fa?

La comunica alla banca e dice alla banca guarda che questo signore sta facendo un reclamo presso l’A.B.F. di Milano.

La banca entro un certo termine presenta una contro memoria, dopodiché la segreteria tecnica raccoglie il reclamo e la contro

memoria della banca e la trasmette al collegio di competenza, il quale si riunisce periodicamente ed evade una serie di reclami.

Nell'evadere i reclami, deve prendere una decisione a vantaggio del cliente o a vantaggio della banca e si appoggia sui

precedenti di quella specifica materia che sono stati intanto raccolti da quella segreteria tecnica e inseriti nell'incartamento nel

dossier, per cui c'è una valenza molto forte attribuita ai precedenti.

Quello che è importante notare che il collegio potrebbe dire, “ non liquet “ cioè non riesco a capire bene per cui il collegio

richiede un supplemento istruttorio alle parti, allora la segreteria chiama il reclamante e dice produci altri documenti se li hai

perché questi non stanno capendo nulla, a sua volta la banca può sentirsi dire, ma è possibile che nei suoi archivi una lettera

mandata al cliente in cui lo avvertivi di questa cosa, perché lui sostiene di non essere stato avvertito.

65-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Si ritorna al collegio arbitrale è il collegio arbitrale nell'arco di qualche mese decide, capite bene che rispetto a cinque anni di

primo grado una pronuncia della l’A.B.F. è molto ma molto più rapida.

I costi sono fondamentalmente tendenti allo zero, invece se si rivolge al tribunale devi pagarti l'avvocato , e soprattutto

andiamo a vedere l'esito.

L'esito è molto importante perché?

Perché perde il cliente, è soltanto il costo di attivazione del procedimento, che si aggira attorno a qualche decina di euro, se

perde la banca e quindi l’A.B.F. dice delle somme di denaro fino a € 100.000 devono essere rimborsate al cliente, la banca

solitamente adempié.

Potrebbe non adempiere e allora c'è una sanzione reputazionale molto importante perché si ha notizia del inadempimento della

banca nel bollettino della vigilanza della Banca d'Italia, che è un documento importantissimo per tutte le banche dove uno

legge per esempio Unicredit non ha ottemperato a questo provvedimento della l’A.B.F. e quindi tutti quanti additano al

pubblico ludibrio Unicredit, ammazza che schifo che fai l’A.B.F. ha detto che dovevi restituire a quello € 100.000 e non lo hai

affatto .

Fondamentalmente se andate a vedere i bollettini della vigilanza della Banca d'Italia scoprite che quasi mai la banca decide di

non osservare il provvedimento, e le banche normalmente adempiano all'eventuale provvedimento del l’A.B.F.

Lo trovate anche nel sito istituzionale della Banca d'Italia e c'è un link che riporta fino al bollettino, dove ci sono i

provvedimenti sanzionatori.

Ma ancora molto più interessante è andare a vedere il sito dell' A.B.F. è molto interessante, molto ben fatto, ci sono tutte le

decisioni anno per anno è addirittura argomento per argomento e le potete tirar fuori digitando nella apposita stringa le parole

chiave, potete mettere per esempio la parola "usura", potete mettere per esempio la parola "indebita segnalazione alla centrale

rischi" e saltano fuori tutti gli arbitrati su quell'argomento specifico anno per anno.

Mi pare che l’A.B.F. abbia cominciato a lavorare nel 2010, le sentenze dei provvedimenti cominciano a essere importanti e

molto interessante vedere gli orientamenti sui vari argomenti.

Quello che poi alla fin fine mi preme dirvi è che quando è stato istituito l’A.B.F. si è scelto non casualmente il numero dei

componenti 5.

Di questi cinque componenti un componente proviene dalle associazioni delle imprese bancarie, Confindustria piuttosto che

l’ABI , ed è evidente che questo componente porta avanti le tesi dell'associazione bancaria, un componente invece è di

designazione dell'associazione dei consumatori, è evidente che nella controversia porterà avanti, sarà molto sensibile alle tesi

del consumatore, del risparmiatore dell'investitore della cliente della banca.

Gli altri tre sono nominati dalla Banca d'Italia, e uno si aspetterebbe che si tratti di soggetti indifferenti , neutrali, obiettivi, che

decidano la questione nei termini che ci siamo appena detto.

Invece che cosa è successo quando l'organismo dell’A.B.F. è stato tenuto a battesimo, verso il 2010, il governatore della Banca

di allora Mario Draghi, nella relazione annuale che si tiene ogni anno il 31 maggio ebbe a dire, tra le varie novità c'è

l'istituzione dell’A.B.F. e siamo tutti quanti confidenti che quest'organismo contribuirà in maniera decisiva a riequilibrare il

rapporto spesso sperequato, squilibrato ,sbilanciato banca-cliente , intendendosi per sbilanciamento che il più delle volte la

banca la fa da padrona, fa la parte del leone e il cliente invece come contraente debole subisce, le volizioni della banca.

Allora capite bene che se l'imprimatur nel 2010 è stato questo, è abbastanza difficile immaginare che i tre componenti nominati

dalla Banca d'Italia a Milano, Roma, Napoli, a questa missione che veniva loro data è probabilmente hanno portato questa “

mission “ nei vari collegi ed è tanto vero questo che se andate a vedere statisticamente nell'80% e più dei casi le questioni

vengono risolte a favore dei clienti.

Io ho scritto un articolo su qualche tempo fa, sull’A.B.F. e mi sono andato a guardare il filone che riguardava il furto di identità

informatica del cliente della banca, il cosiddetto pishing.

Il cliente della banca che cosa fa?

Sta facendo il suo lavoro a un certo punto gli arriva una e-mail che ha tutte le credenziali della banca dove lui ha il conto, e in

questa banca gli si dice se cortesemente ,visto che stiamo riorganizzando i nostri archivi, mi puoi rinviare il numero della carta

66-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

di credito e il codice , il pin , il userid , uno che sta facendo un'altra cosa, sta preparando un panino al figlio, da tutti i dati e il

giorno dopo scopre che dal suo conto corrente sono spariti € 25.000 a favore di Popov che sta in Russia.

Costui va in banca e dice bloccate tutto, e soprattutto ridatemi i € 25.000, ma la banca come si difende?

Si difende dicendo, ha detto tante volte anche sul sito, non fornire mai a nessuno, non dire mai nessuno questi elementi, perché

lo hai fatto?

Perché me lo hai chiesto tu, ma come te l'ho chiesto io?

Non vedi che il logo ha fatto male non c'è Banca popolare di Milano, ma c'è banca M.M. , allora la prima da Milano la seconda

di cosa vale?

Di dove vi rende conto che lo stavi parlando con me e non dovevi inserire tutti quei dati.

Voi dovete sapere che l'orientamento della l’A.B.F. e per l'addebito di quanto indebitamente prelevato alla banca con la quale il

soggetto intrattiene rapporti.

Perché questo? Perché tanto si sa che la banca svolgendo un'attività delicata è assicurata, e quindi non costa nulla, farsi ridare

soldi dalla assicurazione, e l'assicurazione se si verifica il sinistro la volta successiva aumenta il premio alla banca, e la banca

deve pagare un premio più alto, ma la banca come tutte le banche su che cosa va poi a rivalersi?

Sui costi dei servizi ai clienti, il libretto degli assegni, prima era gratuito adesso costa, l'estratto conto allo sportello era gratis

adesso costa un euro eccetera eccetera.

Come vedete ritorniamo sempre a bomba questa normativa, che sembra essere a favore del consumatore e a tutela dei clienti,

poi invece si ribalta in danno dei clienti che sono gli utenti finali, stanno alla fine della filiera e quindi in quanto tali vengono

bastonati.

Quelle poche volte in cui il cliente perde, perché gli è stato sottratto furtivamente il bancomat con il codice segreto, la banca

quand'è che vince?

O quando il soggetto si è reso conto del furto e ha denunciato dopo sette giorni, il furto e quindi non è stato tempestivo, tu

appena ti rendi conto di aver subito un furto deve subito andare dai carabinieri a fare la denuncia e bloccare il bancomat, e

allora semmai quell'unica operazione è stata compiuta io te la rimborso.

Se tu dormi e non ti rendi conto per sette giorni che non hai più il portafoglio nella borsa, poi non venire a rompere le scatole.

Altra cosa sulla quale insistono da morire, non si tiene mai la carta di plastica con il codice insieme, perché se ti fregano il

portafoglio ti fregano tutte due e gli viene facile fare l'operazione.

Tieni il codice da una parte e tieni la carta da un’altra parte , e allora quando subiamo il furto e diciamo che avevamo tutto

quanto insieme la banca su questo spesso fa leva e dice ma allora non hai osservato quello che ti avevo detto sul sito come

precauzione da prendere per evitare che poi qualcuno faccia l'operazione al posto tuo.

Quindi ho studiato, scrivendo queste decisioni, e ancora una volta ho notato questo atteggiamento, probabilmente per questa

missione inconsciamente recepita da parte dei tre che fanno maggioranza all'interno del collegio arbitrale, c'è la tendenza a

decidere a favore del risparmiatore, ma non si lamenta spesso che questo modo di decidere, poi si ritorce in danno del

consumatore stesso, perché questo produce un elevamento dei costi che la banca giocoforza scarica sui clienti stessi.

Un altro esempio di tutela del consumatore è proprio la legge antiusura.

Che cosa si inventa questa legge che è del 1996, nella sua formulazione originaria.

Il legislatore sostanzialmente, in questa legge, dice alle banche voi, quando fate i finanziamenti di qualsiasi tipo, mutui,

anticipazioni, leasing eccetera eccetera, non dovete mai superare un certo tasso soglia, perché se lo superate stare attenti perché

commettete usura e quindi scatta il discorso penale.

Come si fa a stabilire questo tasso soglia?

Come giustamente ricordava il vostro collega qualche giorno fa, la Banca d'Italia chiede, e si fa mandare periodicamente con

l'esercizio della famosa vigilanza informativa i dati da tutti gli intermediari bancari sui tassi che vengono praticati con

riferimento alle varie tipologie di operazioni, mutuo fondiario, anticipazione bancaria, sconto leasing affetto eccetera.

67-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Tipologia per tipologia di tutte queste informazioni siano opera una media e quella diventa il tasso di riferimento per ogni tipo

di operazione.

La legge dice che se il singolo finanziamento, tipologia per tipologia, supera della metà quel tasso di riferimento,

automaticamente siamo nel campo dell'usura.

Qual è il problema? Il problema è che ovviamente questo è un modo di ragionare molto statico e non tiene conto della

dinamica dei mercati.

Immaginate ch'io abbia ricevuto un mutuo da una banca, quindi sia un mutuatario, a tasso fisso ventennale.

Perché l'ho fatto così?

Perché non mi fido molto della volubilità dei mercati, ho paura delle variazioni del tasso, e evidentemente temevo che questo

tasso potesse aumentare, molto più rispetto al tasso fisso, che invece mi è stato praticato, e che io ho garanzia che rimarrà fisso

per tutta la durata del mutuo.

È successo che il mercato in certi anni, è andato molto bene, e il tasso di interesse è sceso molto,è diminuito progressivamente

rispetto al mio tasso fisso.

Quando le banche hanno cominciato a inviare in Banca d'Italia le medie, dei finanziamenti a tasso variabile che venivano fatti,

si sarebbe potuto scoprire che il mio tasso fisso era molto superiore rispetto a quel tasso variabile medio aumentato della metà.

Significava che la mia banca stava diventando usuraia, rispetto agli finanziamenti che facevano ai vari anni, di durata del mio

mutuo.

Ma è giusto ragionare così?

Non è certo giusto perché la usurarietà , secondo me, se andate a guardarvi la norma penale, è una usurarietà genetica, va vista

nel momento in cui si apre il rapporto, nel momento in cui si dice, caro debitore questo è il tasso che mi devi pagare.

La usurarietà sopravvenuta è una cosa che nel codice penale non c'è scritta, è abbastanza normale che un rapporto fisso nel

tempo poi possa diventare svantaggioso nei tempi di tasso favorevole, ma d'altro canto poteva accadere esattamente il

contrario, io ho accettato di correre quel rischio.

Allora perché devo considerare la banca che mi è venuta incontro con quella esigenza di concedermi il mutuo la devo

considerare usuraia, bisogna vedere le condizioni che sono state pattuite all'inizio del rapporto, e mi pare che ci sia stato un

intervento legislativo successivo al 1996, che abbia ragionato esattamente in questi termini e cioè abbia detto, la usurarietà non

può mai essere sopravvenuta, dovete guardare quello che è avvenuto al momento del finanziamento.

Certo è che se la media è 5, il tasso soglia e 5, e tu mi fai un finanziamento originariamente all'8%, che supera quello in vigore

in quel momento più la metà, allora sì che quello è di chiaramente un finanziamento fuori mercato.

Ma un finanziamento del tasso che diventa dell'8% del tempo , e adesso i tassi di mercato stanno al 2% è troppo facile dire che

il mio tasso all'epoca era un tasso da usura, ma il mio non era un usuraio, perché non è nato usuraio, era regolare quando tutte

le banche facevano il tasso fisso all'8% e rimane tale.

E c'è anche di più, c'è di nuovo, con un semplice ragionamento, capiamo che questa normativa che vuole essere una normativa

a tutela del cliente, vuole impedire che il cliente si vede impedire dei tassi giugulatori , si ritorce in danno del cliente.

Perché? Una banca ovviamente ha di fronte a sé una clientela potenziale, questa clientela potenziale non è fatta tutta di persone

uguali, c'è il professionista ha dei buoni introiti e che sicuramente rimborserà il finanziamento, c'è il giovane di belle speranze

che però non ha introiti in quel momento, però che la banca confida di poter rientrare perché quel soggetto diventerà oltre che

di belle speranze anche lui un professionista e quindi garantirà il rimborso, c'è poi quello che è stato rifiutato da i primari

istituti, il famoso sub prime quelli che stanno in fascia secondaria, e che non sono clienti ottimali per la banca , sono soggetti

ex protestati, sono soggetti che hanno avuto l'iscrizione nella centrale rischi della Banca d'Italia, cosa fa la banca non li

considera?

Se se li può permettere non li considera, se invece deve fare finanziamenti li considera, e come si cautela?

Per il fatto che questi soggetti sono secondari rispetto a quelli di fascia alta ?

68-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Gli pratica evidentemente un tasso di interesse più elevato, si cautela diciamo così in questo modo.

Se la banca, sa in partenza che non può andare oltre un certo tasso, significa che non sarà più disposto a correre il rischio,

facendoselo remunerare un tasso più alto, relativo a finanziamenti per soggetti che non sono ottimali.

In sostanza la legge antiusura ha prodotto la famosa stretta creditizia, ha prodotto il famoso credit cranch, ha prodotto la

chiusura dei rubinetti bancari.

Le banche con l'introduzione di questa legge, automaticamente hanno detto a si, non posso superare l'8%, allora mi dispiace,

certi finanziamenti in certe zone non li vado più a fare.

Gli avrei potuti fare fino a quando mi fosse stato consentito di remunerarmi con un tasso più elevato, adesso non li faccio più.

Ecco allora che questa legge antiusura ha prodotto, e avete visto che una caratteristica di tutte le cautele del consumatore, ha

prodotto un effetto ritorsivo in danno di chi si voleva tutelare.

La legge riguarda tutti i gli erogatori di finanziamento compreso le finanziarie come Agos , Kompass etc.

Però prevede che tutte le volte che si vuole tutelare la parte debole, la si va a tutelare con degli strumenti che poi si ritorcono in

danno, perché per esempio si dice, rimborsagli il prelievo avvenuto per pishing , la banca rimborsa, in realtà paga

l'assicurazione, l'assicurazione aumenta al premio, la banca deve pagare il premio più alto ma scarica il costo sui clienti.

Del cliente nella sua triplice veste di cliente, consumatore, risparmiatore/investitore , ci ritorneremo quando parleremo dei

contratti di investimento delle gestioni patrimoniali. Ci vediamo la prossima lezione.

69-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 26 Lezione di Legislazione Bancaria

Il professore non ha tenuto la lezione

70-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 03 28Lezione di Legislazione Bancaria

Fido Bancario

Dopo aver visto , la volta scorsa, e aver dedicato alcune lezioni alla figura del cliente bancario, entriamo veramente nel merito

del corso nella parte contrattuale, nella contrattualistica che può essere conclusa tra la banca e il cliente e in modo preliminare

dobbiamo dedicare qualche riflessione al cosiddetto fido bancario.

Vi avevo già accennato la volta scorsa, che con questa terminologia, comprensiva di tutta una serie di specificazioni che di

solito si possono adoperare ma che in realtà sono proprio equivalenti, sono dei sinonimi, a quella di fido .

Si sente spesso parlare di finanziamento , si sente parlare spesso di prestito, si sente parlare anche di linee di credito, di

sovvenzione creditizia, di agevolazione creditizia, tutti questi termini sono equipollenti ed equivalenti alla definizione di

fido e tutti quanti sostengono un momento di concessione di finanziamento dalla banca al prenditore di fondi.

Addirittura vi è un ulteriore lemma può essere adoperato è quello di affidamento si dice normalmente ho chiesto un

affidamento in banca.

Noi oggi dobbiamo cercare di analizzare questo momento del rapporto bancario in alcune sue fasi, delle quali esso si articola,

si sfaccetta , ed è di tipo cronologico, dal momento iniziale quella della richiesta del fido del cliente alla banca, la reazione

della banca a questa sollecitazione e che quindi implica un'istruttoria del fido.

Poi c'è una decisione della banca sulla richiesta di fido, che potrà essere come tutte le decisioni positiva o negativa, sfavorevole

o favorevole, nel caso in cui sia favorevole ci sarà poi un momento terminale della formalizzazione della concessione del fido

che implica, come ben potete comprendere, la scelta della forma tecnica da adoperare per effettuare il finanziamento al cliente.

Domanda di fido, istruttoria, decisione degli organi competenti della banca, formalizzazione della decisione eventualmente

favorevole.

Domanda di affidamento, domanda di fido

Il cliente si reca sul punto bancario più agevole sul territorio che comunque individua su valutazioni sue personali, la comodità

logistica, il fatto che dentro la filiale della Banca ci sia una persona nota che possa funzionare da trade de union , che possa

agevolare il clima, comunque ci si reca su questo punto dislocato sul territorio dicendo vorrei fare una domanda di fido.

Al solito vengono sottoposti dei moduli da riempire, riempiendo questi moduli, il potenziale cliente perché ancora nulla

sappiamo sull'esito della domanda, deve fornire tutta una serie di dati:

-Generalità;

-Persone fisiche;

-Persone giuridiche;

-Entità della somma richiesta;

-Motivo della somma richiesta;

-Bilanci da allegare alla domanda di fido, se si tratta di persona giuridica;

-Dichiarazione di reddito e fonti di reddito più possibile aggiornate ove si tratti di persona fisica;

inutile che vi stia dire che tutti questi elementi che non sono ancora esaustivi, sono funzionali a mettere in condizione la banca,

attraverso i suoi uffici e dipartimenti competenti, a metterla in condizione di valutare il cosiddetto merito di credito, un merito

creditizio del soggetto richiedente.

Cosa questa che peraltro, non li abbiamo già accennato all'inizio del corso, di questo ciclo di conversazioni, quando dicemmo

del modo di comportarsi del buon banchiere , del “ Bonus Argentarius “, il buon banchiere e quello che quando riceve la

domanda di fido , fa una bella istruttoria di fido, e soprattutto, si mette in condizioni di valutare bene il merito di credito del

soggetto.

Questa valutazione del merito di credito, peraltro, non è solo genetica, non viene eseguita dalla banca solamente nel momento

del contatto primo iniziale con il cliente, ma come si suol dire deve essere una valutazione andamentale, e cioè deve

accompagnare tutto lo svolgersi del rapporto tra il creditore di fondi e la banca.

71-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Colui che riceve la domanda di fido, non è di solito colui il quale lavora la pratica di fido, ciò dipende dalla maggiore o minore

complessità della struttura della banca ricevente, ma io escluderei, capite bene anche nelle strutture più piccole, la Banca di

credito cooperativo mono sportello, escluderei chi riceve dal soggetto estraneo , dal cliente potenziale la domanda di fido, sia

poi quello che ne controlla la regolare compilazione, la presenza di tutti gli elementi richiesti, poi fa una valutazione esaustiva

della domanda e poi prende la decisione se accordare o no il finanziamento, scegliendo la forma tecnica.

Così avremmo la concentrazione di tutte le queste funzioni in un'unica persona, e invece bene, per ovvi motivi che mi

vergogno di dirvi, che siano dislocate queste funzioni su diversi soggetti, su individui diversi.

Nella Banca di credito cooperativo mono sportello, la decisione finale sul fido talvolta è del direttore di quella filiale, se

l'importo è minimale, se l'importo richiesto supera certe soglie, sicuramente andiamo a finire al consiglio di amministrazione,

perché stiamo ragionando dell'attività caratteristica della banca, l'erogazione del credito.

Sarebbe veramente singolare e sorprendente che il cuore pulsante dell'attività bancaria, non passasse per le deliberazioni

dell'organo amministrativo, cioè del consiglio di amministrazione.

Se invece noi immaginiamo strutture bancarie più complesse, una popolare che ha 30 sportelli, una banca di respiro regionale

come può essere il Credito Valtellinese, che ha una rete di sportelli molto più robusta e addirittura in altre regioni come nel

Lazio e al sud attraverso delle controllate, capite bene che il discorso si complica molto, nel senso che, c'è sempre un contatto

territoriale, c'è sempre la presentazione di una domanda, l'affidamento di questa domanda controllata nella sua regolarità

formale, da degli uffici che hanno come compito istituzionale quello di fare le istruttorie del fido, questi uffici richiamano

ulteriori dati perché ci potrebbe essere, perché voi che siete degli studiosi di economia sapete che c'è anche un problema di

riclassificazione del bilancio, c'è un momento di doverosa e inderogabile interrogazione della centrale rischi, raccolto tutto

questo materiale istruttorio l'ufficio competente per l'istruttoria da un primo parere che è sicuramente obbligatorio, ma non

vincolante.

Può essere in forma di visto, nel senso che vista la pratica non si eccepisce nulla, la filiera continua e la pratica viene passata

agli organi che devono prendere la decisione su quella pratica li, nelle strutture più semplici, ripeto andremo sicuramente al

consiglio di amministrazione, nelle strutture man mano più complesse può darsi che sia richiesto un parere, questa volta

obbligatorio, ma anche vincolante, al direttore generale dell'organizzazione bancaria.

Quando poi però la decisione finale della concessione del finanziamento è di un organo diverso, non è del capo dell'esecutivo

del personale che è il direttore generale, ma è il consiglio di amministrazione.

Se le strutture sono complessissime, e parliamo di banche come la Banca popolare di Milano, come la Banca Popolare

dell'Emilia-Romagna, parliamo di Unicredit eccetera, addirittura all'interno del consiglio di amministrazione c'è un numero

ristretto di componenti dei 23 amministratori, 13 amministratori che fanno parte del comitato fidi , o del comitato concessione

di crediti.

Nella maggior parte dei casi, sono questi appartenenti al comitato crediti, che prendono la decisione, ma se il sito è veramente

cospicuo, addirittura si ritorna al plenum dell'organo amministrativo.

Quindi voi avete delle soglie quantitative nelle strutture molto complesse progressivamente ascendenti.

Finanziamenti al consumo € 5.000, può darsi che lo decida in autonomia, perché è un potere previsto nell'organigramma, il

direttore della filiale.

Se invece andiamo per importi da € 20.000 a € 100.000, anzi più che il direttore di filiale non con di più e debba trasmettere la

pratica ad un capo area, cioè uno che sotto di sé a 20 filiali 15 filiali.

Se andiamo oltre € 100.000 oltre quel tetto fino a 5 milioni probabilmente andiamo alla firma del direttore generale.

Se superiamo questo tetto andiamo nel comitato fidi.

Se diventa un finanziamento tipo finanziamento alla Fiat , finanziamento a una grossa società nazionale o multinazionale,

andiamo sicuramente al consiglio di amministrazione.

Torniamo un attimo indietro e dedichiamo qualche ulteriore riflessione al momento dell'istruttoria e all'interrogazione doverosa

della centrale rischi.

72-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Sulla centrale rischi già molto abbiamo detto, ma lo ripetiamo è un archivio di informazioni che ha una funzionalità bilaterale,

è allocato logisticamente presso la Banca d'Italia, è un cervellone che fisicamente sta presso la filiale di via 20 settembre.

Questo cervellone come viene alimentato, tutti delle banche italiane che concedono finanziamenti superiori a una soglia

abbastanza bassa, devono con scadenza quindicinale o mensile mandare un flusso informativo al cervellone dicendo: Mario

Rossi è il mio mutuatario, lo dirà la Banca Popolare di Bari piuttosto che un'altra banca, gli ho concesso un mutuo ipotecario di

importo € 400.000, scadenza ventennale e questa è la prima comunicazione che la banca fa.

Poi, non finisce qui ,con il passare del tempo la banca deve indicare come Mario Rossi si stia comportando verso il mutuo che

ha ricevuto, pagatore regolare rata per rata, mese per mese, semestre per semestre a secondo della cadenza del rimborso del

finanziamento.

Se io ho problemi a rispettare la tempistica, vengo segnalato al cervellone come debitore incagliato, a dimostrare la esistenza di

una difficoltà nel rimborsare il mutuo, se il mancato pagamento diventa sostanzialmente cronico, si ripropone per un numero

consistente, nutrito di rate, allora la banca è obbligata a segnalare in centrale rischi il mio nominativo come soggetto a

sofferenza.

Tecnicamente il credito in sofferenza, nei confronti della Banca popolare di Bari, è il credito verso un soggetto da ritenersi

insolvente nella valutazione della banca, indipendentemente e a prescindere che sia intervenuta una sentenza giudiziaria della

magistratura di dichiarazione del fallimento di quel soggetto.

Perché queste comunicazioni? Finora abbiamo parlato del flusso di comunicazioni, perché tutte le volte in cui successivamente

a questo istante, di concessione del finanziamento del mutuo ipotecario a me, potrebbe accadere che io continui a rivolgermi ad

altre banche, allora le altre banche devono interrogare la centrale rischi e vedere che cosa viene detto di Mario Rossi in centrale

rischi.

Capite bene che se appare, a video Mario Rossi incagliato, il nuovo banchiere al quale io ho chiesto il finanziamento dirà mi

dispiace c'è un problema.

Quindi c'è un primo flusso dalle banche alla centrale rischi, e poi c'è un secondo flusso in uscita dalla centrale rischi alle

banche quando queste interrogano la centrale rischi .

Fammi vedere dice la banca alla centrale rischi chi è questo signore Mario Rossi che mi sta chiedendo un altro finanziamento,

e la banca gli dice per esempio il signor Mario Rossi ha un leasing e lo sta pagando regolarmente, e allora se il signor Mario

Rossi chiede alla Banca uno sconto di cambiali, siccome si sta comportando bene io non ho difficoltà a fargli uno sconto di

cambiali.

Se invece Mario Rossi mi sta chiedendo lo sconto di cambiali e io interrogando la centrale rischi vedo che è incagliato o

addirittura insolvente, cioè sofferente, capite bene, che non è il caso di effettuare l'operazione.

Ci sono banchieri che nonostante queste indicazioni negative da centrale rischi, decidono egualmente di erogare il

finanziamento, lo fanno a loro rischio e pericolo, al di là di casi patologici collusione, complicità, pagamento di mazzette, lo

fanno a loro rischio e pericolo perché?

Perché ricordatevi, perché la banca è una impresa speciale, sotto il controllo della Banca d'Italia, possono arrivare le ispezioni,

e gli ispettori che controllano, controllano anche e soprattutto l'attività caratteristica della banca, che è l'erogazione del credito.

Ricordatevi, che si fanno portare, seppure per campionatura, i fascicoli delle posizioni:

-5 retail ( dettaglio);

-5 fino a 100.000;

-5 da 1 milione fino a 5 milioni;

-5 oltre 5 milioni;

Se apro il fascicolo è l' ispettore vede , ad esempio , che su quel finanziamento c'era stato il parere negativo di chi aveva fatto

la visura alla centrale rischi, aveva detto no attenzione, no allarme questo signore è incagliato, e nonostante questo si è andato

avanti e addirittura si è concesso un finanziamento, ecco che l'ispettore accerta una responsabilità dei vertici della Banca, cioè

del consiglio di amministrazione.

73-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Nonché dei sindaci, ce come sappiamo da diritto commerciale, partecipano alle riunioni degli organi amministrativi, sia ai

comitati esecutivi che ha i consigli di amministrazione.

Allora sostanzialmente l'ispettore che cosa dice: ah ma come, gli uffici avevono detto che questo era un soggetto problematico,

perché gli è dato ulteriore credito?

Così non va vi stango, ti faccio una contestazioni nel verbale, torno in Banca d'Italia, e poi faccio partire un procedimento

sanzionatorio, ne abbiamo parlato già, ti potrai difendere, mi potrai dire i motivi base ai quali hai deciso ugualmente di andare

avanti, ma intanto io faccio partire lo stesso il procedimento sanzionatorio, e alla fine di questo procedimento sanzionatorio

posso erogarti delle sanzioni pecuniarie.

Tu vuoi impugnarle davanti al tribunale amministrativo regionale ( TAR ) ma intanto le prendi, e se addirittura il fenomeno è

strutturale, può accadere che la banca venga sottoposta per esempio ad amministrazione straordinaria, o a liquidazione coatta

amministrativa nella peggiore dei casi.

È di questi giorni, forse avete letto la notizia sui giornali, del rinvio a giudizio, di alcuni ex amministratori della Banca

popolare di Milano, Ponzellini e i suoi collaboratori che hanno concesso dei finanziamenti a dei soggetti che non dovevano

prendere quei denari.

Si parla di uno dei responsabili di queste società del gioco on-line, si parla della Santanchè, che ha ottenuto attraverso sue

società, Visibilia e Visibilia-due , finanziamenti per € 2.800.000 senza avere garanzie, e anzi risultando la centrale rischi

problematica, e quindi iniziano i procedimenti che sono da parte dell'autorità di vigilanza e poi si parla con l'autorità giudiziaria

e possono anche sfociare in procedimenti penali giudiziari.

Perché si sospetta che Ponzellini facesse il doppio gioco e cioè , carissima Santanchè ci conosciamo ,ci frequentiamo a

Cortina , ti do il finanziamento, perché se no altrimenti io come mi arricchisco con lo stipendio di amministratore delegato

della Banca popolare di Milano che già di per sé è molto elevato? No io voglio fare la bella vita mi devi dare la stecca, la

tangente, sull'importo del finanziamento.

Quindi capite bene che il “ Bonus Argentarius “ deve fare le cose per bene, deve fare l'interrogazione della centrale rischi, la

visura è obbligatoria, se la Banca d'Italia accerta, che le pratiche di fido vengono trattate indipendentemente dalla misura alla

centrale rischi della Banca d'Italia,li c'è una anomalia, lì c'è un problema.

Se la cosa è pratica costante, ripetuta per tutti i finanziamenti diventa addirittura strutturale e lì ci sono dolori forti per gli

amministratori della banca, dal direttore generale fino ai sindaci che sono l'organo interno di controllo.

Invece la banca dati protesti è una struttura che non dipende dalla Banca d'Italia, perché è radicata presso le camere di

commercio, un tempo presso il tribunale.

È sicuramente un'altra fonte utilizzabile dagli uffici della banca per fare l'istruttoria del fido è certamente uno di quei settori in

cui più si fa e meglio è.

Se il dipendente dimostra all'ispettore della Banca d'Italia di aver effettuato il finanziamento dopo aver visto i dati di cui alla

domanda che abbiamo detto prima, poi dopo che ha visto la centrale rischi, ma poi dopo anche andata a vedere la centrale dei

protesti presso la Camera di Commercio, è meglio abbondare che deficere , significa che si stanno facendo le cose con

cognizione di causa, con serietà, con professionalità.

La centrale rischi quindi è minimale, non è esaustiva, ma va fatto anche dell'altro come abbiamo detto, è uno snodo un

passaggio che non può essere evitato.

La centrale rischi della Banca d'Italia fa anche accorpamenti per gruppi, cioè verifica se Mario Rossi è anche amministratore di

una società, se è amministratore di una società per accomandita semplice, se è il socio accomandatario e quindi verifica la

posizione di Mario Rossi in tutte le sue sfaccettature come persone fisiche come persona giuridica nei confronti della centrale

rischi.

Se alla centrale rischi risultano già tre finanziamenti, e questi vengono segnalati come regolari, da un certo punto di vista è una

buona cosa, ma se io quarta banca arrivo come quarto finanziatore, e questo quarto finanziamento sproporziona, e disequilibria

gli assetti di chi deve prendere il quarto finanziamento, e poi il soggetto non riesce a rimborsare questo quarto finanziamento,

allora io mi espongo alle critiche del servizio ispettivo della Banca d'Italia.

74-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

Però sicuramente non possiamo nutrire dubbi sull'efficacia della centrale rischi della banca d'Italia.

Un'altra fase fondamentale di questo momento intermedio di istruttoria del fido è l'indicazione da parte di chi deve ricevere il

finanziamento, che poi diventerà debitore nei confronti della banca, e la richiesta da parte della banca stessa di garanzie.

Non esiste una corretta pratica di fido, che non preveda la dazione, da parte del cliente alla banca, di un apparato di garanzie,

addirittura talvolta, spessissimo più di una.

Ci sono banche che danno prestiti con garanzie reali e personali, pegno sui titoli, ti finanzio ma se hai dei BOT me li dai in

pegno e me li devi mettere in deposito presso di me, più di ridare la fideiussione del tuo consocio, del tuo co-amministratore.

Una banca che fa finanziamenti senza che abbia a latere un adeguato e congruo apparato di garanzie è una banca che non sta

facendo bene il proprio mestiere, perché sostanzialmente trascura completamente il rischio di controparte, il rischio che il

banchiere teme come il diavolo l'acqua santa, che il prenditore di fondi non li rimborsi.

E anche le furbizie sono consentite, ma sono di brevissimo respiro.

Io mi sono occupato anni fa di un'azione di responsabilità contro gli amministratori e sindaci di una grande banca meridionale

facente parte del gruppo del Banco di Napoli.

Tra i finanziamenti che erano stati concessi c'era anche l'ex-presidente del Napoli calcio Ferlaino, con le sue società di

costruzione.

Ferlaino prese da questo la banca una quantità immensa di finanziamenti e dette in garanzia una ipoteca su un palazzo storico

di Napoli che si chiama palazzo Dalos , sulle prime pareva che il finanziamento fosse regolare, era stata acquisita la garanzia,

ma andammo a fare delle ricerche e scoprimmo che l'ipoteca che la banca aveva preteso e ottenuto era una ipoteca di 4° c'erano

altre tre banche prima che si potevano rivalere su questo palazzo storico di Napoli.

Allora vedete bene che in questo caso la forma si discosta dalla sostanza, se tu prendi a garanzia del finanziamento un'ipoteca

di quarto grado, cioè arrivi come quarto soggetto che si può rivalere sul bene allora vuol dire che non prenderà niente, e quindi

è come se non ci fosse la garanzia è questa ce la siamo giocata ed è stato tra i vari elementi che ha convinto il giudice della

correttezza di condannare gli amministratori a rifondere alla banca.

Quindi acquisizione di garanzia fondamentale.

A un certo punto, tutta questa istruttoria, che è una fase di acquisizione di dati che mette in condizione l'organo deliberante di

prendere la decisione migliore, questa fase di istruttoria di raccolta dati si chiude e tutto il dossier passa a chi deve prendere la

decisione.

La decisione la può prendere talvolta il direttore di filiale, talvolta il capo area, talvolta il direttore generale, talvolta il

comitato fidi e a volte per i finanziamenti più grandi il consiglio di amministrazione.

Inutile che vi sia dire che c'è un senso in questa ripartizione dei compiti, il consiglio di amministrazione non è un organo che

siede costantemente in società, si vedono normalmente una volta ogni 15 giorni o una volta ogni mese e allora è evidente che

lo dobbiamo far lavorare sulle posizioni di maggior rilievo.

Guai a a canalizzare sul consiglio di amministrazione che si riunisce una volta ogni 15 giorni tutte le pratiche di fido anche

quelli al consumo da € 5.000.

La banca si ingesserebbe, anzi ancora prima dell'ingessamento della banca avremmo un rilievo da parte della Banca d'Italia,

che ricordatevi, al momento dell'attribuzione della licenza, per fare l'attività bancaria, deve studiare una relazione sulla

struttura organizzativa della banca.

E allora sicuramente direbbe una scusa come pretendi di funzionare bene, se tutte le pratiche di fido le canalizzi sul consiglio

di amministrazione che da statuto si deve riunire una volta al mese.

E tu per un mese, tiene fermo tutto? Non va bene, il consiglio di amministrazione si concentri sulle cose più cruciali importanti

per la banca.

Ovviamente c'è la determinazione, l'assunzione, la decisione della delibera se l'organo è collegiale, se la decisione è individuale

da parte dell'amministratore delegato non si può parlare di delibera, ma si parla di determinazione, formalizzata in un libro,

che il libro dei fidi, dove si scrive:

75-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

"A richiesta numero di protocollo, debitamente lavorato dagli uffici, con un visto favorevole del visurista centrale e con parere

favorevole del direttore generale, l'amministratore delegato determina la concessione del finanziamento per un importo

di……"

Altrimenti se l'organo è collegiale, se è il comitato crediti o il consiglio di amministrazione questo delibera dice che "oggi ci

siamo riuniti, e tra le varie pratiche abbiamo preso in considerazione questa,, contrassegnata da questo numero di protocollo,

abbiamo riscontrato la regolarità della pratica e su parere favorevole del direttore generale, desideriamo di concedere il

finanziamento per un importo di……"

Attenzione perché questa è una decisione ancora interna alla organizzazione bancaria, che ancora non fa sorgere il diritto del

debitore a ricevere il denaro oggetto del finanziamento concesso nei suoi confronti. Attenzione.

Il momento in cui si perfeziona il diritto a ricevere la somma di denaro è il diverso e successivo momento della

formalizzazione tecnica, cioè della forma tecnica di concessione del finanziamento.

Abbiamo deliberato di finanziare questo soggetto, ma come lo finanziammo?

-Sconto bancario?

-Anticipazione bancaria?

-Leasing?

-Concessione di una garanzia?

tutte forme di finanziamento che studieremo qui a breve.

Ma è solo quando si stipula quel contratto, seduti a un tavolo con il rappresentante legale della banca e il debitore richiedente il

finanziamento, che il debitore ha certezza di ricevere il denaro.

Fino a che non c'è questa formalizzazione, non c'è alcun diritto di credito.

Attenzione perché, qui si sono giocati e si continua a giocare nella prassi continua quotidiana, dei fraintendimenti mostruosi.

Ci sono delle banche che per essere più squisite del re, educatissime e garbatissime, mandano ai loro clienti per lettera, ti

comunico che oggi si è riunito il consiglio d'amministrazione che ha deciso il finanziamento nei tuoi confronti.

Che cosa può fare il cliente spregiudicato e furbo, si gioca subito quella notizia, ma per esempio da un fornitore e fa un

preliminare con il quale riceve, dovendo poi pagare il prezzo, la consegna della merce.

Il cliente non si sta comportando bene, perché sta andando per incamerate delle somme che si è deciso di dargli ma che ancora

non formano oggetto di un suo diritto di credito.

La banca può ancora tornare sui suoi passi perché siamo ancora nella sfera interna della Banca.

La banca d'Italia pretende che ogni banca abbia un direttore generale perché sia l'interfaccia tra la banca la Banca d'Italia.

La Banca d'Italia quando parla con la banca dall'altra parte si vuole ritrovare il direttore generale , quindi questo implica che

ogni banca debba avere per forza un direttore generale.

Se vai sul sito della Banca d'Italia e vede le istruzioni della Banca d'Italia sulle regole di costituzione di una nuova banca, vedrà

che una delle informazioni che viene richiesta è il nominativo del direttore generale.

La Banca d'Italia non vuole trovarsi con un referente indeterminato, con chi parlo io Banca d'Italia, col presidente della banca?

Il presidente della banca in genere ha poteri solamente rappresentativi, ma non ha poteri decisionali e perché non ha deleghe.

Il direttore generale è l'interfaccia per cui nella banca ci deve essere necessariamente un direttore generale.

Che cos'è il direttore generale? E qui ritorniamo al diritto commerciale, il direttore generale è il capo dell'esecutivo, è il capo

della struttura, è il capo degli uffici e il capo del personale.

Promozioni assunzioni sospensioni del personale le decide il direttore generale.

Se il bancario si è messo i soldi in tasca e ha fatto il furbo, la sanzione a quel bancario la decide il direttore generale come capo

del personale, ma il direttore generale che è un dipendente della banca, ancorché con un contratto da dirigente, direttore

76-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

generale viene assunto dalla banca.

Completamente diverso e il discorso dell'amministratore delegato che è il vero gestore della banca, che siede nel consiglio di

amministrazione.

Il consiglio di amministrazione si riunisce e nella riunione attribuisce la delega all'amministratore delegato, ad esempio tutti gli

affidamenti fino a 15 milioni di euro li decidi tu.

L'amministratore delegato non è un dipendente della banca, l'amministratore è un soggetto stipula con la banca un contratto,

ma non è un dipendente della banca.

Il direttore generale dipende dal consiglio di amministrazione, è il consiglio di amministrazione che si sceglie il direttore

generale.

Esempio pratico di che cosa può succedere durante l'intero regno tra il momento in cui la banca decise di concedere il

finanziamento e la formalizzazione del contratto.

Oggi è stata presa la delibera di concessione del finanziamento a Mario Rossi.

Domani appare sul giornale che Mario Rossi è in odore di appartenere a un gruppo mafioso; la banca non formalizzerà il

finanziamento e io Mario Rossi quando anche avessi fatto il preliminare con un terzo , non posso sostenere che questa

decisione mi ha recato un danno, perché ci sono degli elementi fondati e adeguati che consentono alla banca di ritornare sui

propri passi.

Diverso è se la banca di propria iniziativa per forzare certe situazioni, ci ripensa, e allora sì che provoca un danno

all'imprenditore che aveva avuto notizia di poter ottenere quel finanziamento.

Bisogna sempre andare a guardare alle caratteristiche del caso concreto, perché se ci sono degli elementi, la banca può ancora

tornare sui propri passi.

Se non ci sono degli elementi, la banca si sta esponendo a quella che i giuristi chiamano una responsabilità precontrattuale,

perché precede il momento della stipula del contratto in questo caso da interruzione improvvisa e immotivata delle trattative.

Ultima riflessione da fare oggi e che poi c'è la formalizzazione, e la formalizzazione sconta la varietà delle forme di

finanziamento ti posso fare:

-Il mutuo;

-Lo sconto bancario;

-L'anticipazione bancaria;

-La concessione di una garanzia di cui hai bisogno per andare a partecipare un appalto;

sono tutte forme tecniche di finanziamento fra di loro sostanzialmente equivalenti.

La settimana prossima parleremo dell'apertura di credito.

77-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi

2014 04 01 Lezione di Legislazione Bancaria

Apertura di credito

La lezione di oggi sarà abbastanza breve perché di tipo contrattuale non solleva problemi particolari, e perché soprattutto siamo

agevolati dal fatto di avere una traccia scritta ,espositiva, un dato normativo dal quale partire.

Mi riferisco all'articolo 1842 del codice civile dove c'è proprio il nozionale che recita :

SEZIONE III – Dell’apertura di credito bancario

Art. 1842. Nozione.

L'apertura di credito bancario è il contratto col quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dell'altra parte una

somma di danaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.

Formulazione ineccepibile molto stringata essenziale, che dice tutto del contratto bancario, la banca da una parte il cliente

dall'altra, obbligo di una banca di mettere a disposizione una determinata somma di denaro o a tempo indeterminato o a

scadenza.

Quello che balza immediatamente all'attenzione e che è il dato tipologico del contratto e che non c'è trasferimento della

proprietà del denaro da una parte all'altra.

Il denaro rimane sempre di proprietà della banca e rimane semplicemente messo a disposizione, altrimenti il legislatore

avrebbe utilizzato una fraseologia diversa.

La somma messa a disposizione rimane , fino a quando non viene utilizzata , di proprietà della banca contraente.

Perché un soggetto si dovrebbe indurre a stipulare questo tipo di contratto con la banca, certamente non perché abbia bisogno

immediatamente del denaro, perché se avesse bisogno nell'immediato del denaro farebbe altri contratti , mutui, anticipazioni

bancarie, sconti.

Evidentemente il soggetto ritiene che potrà trovarsi in condizione di aver bisogno di denaro, quando sarà saprà di essere pronto

perché potrà attingere la somma di denaro che gli è stata messa a disposizione dalla banca.

Facciamo l'esempio io sono consulente di uno studio legale che ha una forma giuridica di associazione tra professionisti, sono

uno dei soci che appunto si è associato allo studio legale, loro mi dicono che hanno un'apertura di credito perché mi dicono i

partners , vogliamo cambiare sede, vogliamo comprare un altro immobile, vogliamo assumere degli altri avvocati, vogliamo

cambiare le segretarie, dobbiamo fare degli investimenti di carattere tecnologico importanti, non vogliamo in quel momento

stare a perdere tempo per vedere dove convenga andare a prendere i soldi, cioè ricercare l'istituto che fa condizioni migliori,

ma sappiamo che abbiamo una banca dove possiamo andare a rifornirci i soldi a pescare quando abbiamo l'occorrenza.

Questo è un esempio tra i tanti che si possono fare di ratio sottesa alla stipula di una apertura di credito con la banca.

Nella stragrande maggioranza dei casi concreti, l'apertura di credito, ricordatevi quello che dicemmo a suo tempo sul conto

corrente, come contenitore di tutti rapporti bancari, l'apertura di credito è regolata in conto corrente.

Tecnicamente si chiede al beneficiario dell'apertura di credito, facendo riferimento all'esempio appena fatto, ai soci dello studio

legale di intestarsi un conto corrente presso la banca che fa l'apertura di credito, la quale colloca allora dentro un conto

corrente, la somma di denaro oggetto dell'apertura di credito.

Qual è poi il vantaggio operativo? Il vantaggio operativo e che poi si può utilizzare parzialmente e ripetutamente l'apertura di

credito, con tanti prelievi parziali, e allo stesso modo con rimesse parziali si può ricostituire l'ammontare iniziale.

Quindi il vantaggio dell'apertura di credito regolata in conto corrente e che non è detto che io debba utilizzare la somma di

denaro tutte una sola volta, ma lo faccio come prelievi successivi, così come pure è vero che posso ricreare durante l'efficacia

del rapporto contrattuale, la provvista originaria.

Se l'apertura di credito è di € 100.000, io utilizza oggi € 2.000, dopodomani faccio un altro prelievo per € 4.000 e poi altri

prelievi e alla fine mi rendo conto di aver eroso il 50% della cifra messa a disposizione, e allora faccio un'unica rimessa di

costitutiva della provvista.

Questo è il vantaggio sotteso alla regolazione in conto corrente dell'apertura di credito.

78-Lezioni di legislazione bancaria del Prof. MICHELE DE SARIO trascritte da Vezio Lucchesi


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cilli92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Tuscia - Unitus
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cilli92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tuscia - Unitus o del prof De Sario Michele Salvatore.

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