La legislazione alimentare
Il diritto all’alimentazione, inteso come diritto a disporre di una quantità di cibo sufficiente ad assicurare la sopravvivenza, è un diritto internazionale. La costituzione italiana non afferma in maniera diretta l’esistenza di tale principio, ma questo è incluso nell’articolo 32 del diritto alla salute. La legge costituzionale del 2001 ha definito l’alimentazione come comprensiva di tutte le norme relative all’igiene e ai controlli dei prodotti alimentari che si riferiscono alle varie fasi della vita del prodotto. Il potere legislativo in materia alimentare spetta allo stato e alle regioni. L’obiettivo è la tutela dei consumatori, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare.
Fonti della legislazione alimentare
In ambito legislativo, è bene controllare non solo l’alimento, ma anche tutte le materie che entrano in contatto con esso. Le fonti in materia di legislazione alimentare sono:
- La costituzione
- Le circolari o le ordinanze del ministero della salute
- Le norme regionali, in particolare quelle delle regioni autonome
- Le direttive e i regolamenti europei
- Leggi quadro 283 del '62 e regio decreto 1934
L’interconnessione tra diritto all’alimentazione e diritto alla salute, inteso come diritto alla salubrità degli alimenti, è centrale. Secondo questo decreto, il prefetto può ordinare la chiusura temporale o permanente di un esercizio commerciale, presso il quale venissero poste in vendita sostanze destinate all’alimentazione, in qualsiasi modo pericoloso per la “salute pubblica”. La 283 del '62 ha portata generale e riguarda in maniera generica tutti gli illeciti in materia alimentare; mira a tutelare l’igiene e la genuinità degli alimenti, la salute dei consumatori e la lealtà commerciale. Inoltre, mira ad accertare e punire situazioni di pericolo presunto al fine di prevenire più gravi ipotesi di attentato alla salute pubblica.
Regolamento su HACCP
Libro verde e libro bianco. Il libro bianco è un insieme di raccomandazioni e norme che esemplificano la materia comunitaria europea. Il libro verde è pubblicato con l’obiettivo principale di avviare una consultazione sulla futura evoluzione della legislazione comunitaria in materia alimentare, definisce gli obiettivi della stessa insistendo sulla necessità di adottare un approccio di regolamentazione che interessi tutta la catena alimentare.
Il Codex Alimentarius, con sede a Roma e a Ginevra, nasce nel 1961. Il suo scopo è quello di elaborare standards e linee guida nella produzione degli alimenti per regolarne la commercializzazione ed assicurare al consumatore una sicurezza indipendente dal luogo di provenienza della merce. Un altro scopo è quello di emanare direttive e raccomandazioni riguardo i prodotti alimentari. Si occupa degli aspetti igienico-sanitari degli alimenti. Prevede che gli operatori alimentari attuino determinate procedure, tra quelle obbligatorie ci sono quelle basate sul sistema HACCP.
Definizioni
- Direttiva = È un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare. Ogni paese può però decidere come procedere per realizzarla. Non è obbligatoria in tutti i suoi punti.
- Regolamenti = È un atto legislativo vincolante, va applicato in tutti i suoi punti nell’intera UE. Sono come una legge, sono obbligatori e i mezzi per realizzare i diversi punti sono dettati dal regolamento e da raccomandazioni.
- Salubrità = È il permanere delle qualità organolettiche e nutrizionali in un alimento durante tutta la shelf life.
- Genuinità = Dal punto di vista letterale è genuino l’alimento che è conforme alla sua composizione naturale in quanto non contiene sostanze estranee alla sua natura. Dal punto di vista formale è genuino l’alimento conforme agli standard prescritti dalla legislazione.
Decreto regio 1934
È un primo prototipo di legge quadro che stabilisce un’interconnessione tra diritto all’alimentazione e diritto alla salute/salubrità degli alimenti, al fine di tutelare la sanità pubblica. Il titolo quarto del decreto si basa sulla genuinità e sulla salubrità degli alimenti e delle bevande, prevede il controllo da parte di autorità competenti sui prodotti e sulle aziende alimentari per assicurare la tutela della sanità pubblica. Secondo questo decreto il prefetto può ordinare la chiusura temporanea o permanente di un esercizio commerciale, nei quali venivano venduti alimenti potenzialmente pericolosi.
Legge 283/1962 – Legge quadro
L’intento di questa legge era limitare gli effetti negativi della frammentazione della normativa penale in ambito alimentare e di accertare e punire situazioni di pericolo presunto prevenendo situazioni di attentato alla salute pubblica causate dalla vendita di prodotti insalubri. Riguarda tutti gli illeciti in materia alimentare; tutela l’igiene e la genuinità degli alimenti. Stabilisce le indicazioni da riportare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti alimentari. Detta una serie di regole in materia di: autorizzazione sanitaria; libretto di idoneità sanitaria del personale; divieto di impiegare e vendere sostanze alimentari o ingredienti di qualità scadente, insudiciati, nocivi, in stato di degrado.