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Umberto Zoppis

LEGISLAZIONE

ALIMENTARE

Professore: Andrea Vitale

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Umberto Zoppis

LEGISLAZIONE ALIMENTARE

“Il riconoscimento di un diritto all’alimentazione e ad un’alimentazione sana per ogni uomo e

donna deve essere il fondamento dell’azione della comunità internazionale per debellare lo spettro

della fame. È difficile affermare l’esistenza degli altri diritti umani senza riconoscere l’esistenza di

questo, che è il cuore di tutti i diritti. Sino a che non sarà garantito il diritto all’alimentazione come

diritto alla vira, come si potranno rivendicare i diritti politici, economici, sociali, culturali e

ambientali?”

Se il diritto all’alimentazione, inteso come diritto a disporre di una quantità di cibo sufficiente ad

assicurare la sopravvivenza, è un diritto umano fondamentale, saldamente fondato sul diritto

internazionale, occorre evidenziare che la Costituzione Italiana non afferma in maniera diretta

l’esistenza di un tale principio; tuttavia esso viene comunemente annoverato, in base ad un

“estensiva” dell’art. “Repubblica

interpretazione 32 (secondo il quale la tutela la salute come

fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”) nell’ambito più ampio, del

diritto alla salute.

La nostra Costituzione definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo” e come

“interesse della collettività” (art.32 1°comma), delineando due aspetti, quello del diritto e quello

dell’interesse, distinti ma coordinati. Lo “stato di salute” non riguarda solo il singolo ma si riflette

sulla collettività, per cui la relativa tutela non si esaurisce solo in situazioni attive di pretesa ma

implica e comprende il dovere di non ledere né porre a rischio, con il proprio comportamento, la

salute altrui. Secondo la più recente giurisprudenza costituzionale, il bene della salute viene

pertanto garantito sia come interesse della collettività che, soprattutto, come diritto fondamentale

dell’individuo, quindi primario ed assoluto, ed in quanto tale, pienamente e direttamente operante

nei rapporti tra privati e definibile come posizione soggettiva direttamente protetta dalla

Costituzione.

“L’alimentazione” cosi come individuata nella Carta Costituzionale, dovrebbe pertanto intendersi,

come comprendente tutte quelle norme che attengono all’igiene ed al controllo dei prodotti

(compresi prodotti dietetici ed i prodotti destinati ad un’alimentazione particolare) che si

alimentari della “vita” dei

riferiscono a varie fasi prodotti alimentare: la produzione, la preparazione,

confezione, l’imballaggio, la vendita. Non è sempre chiaro, se la funzione di indirizzo e di

coordinamento del Governo debba ancora esercitarsi, anche se, sembrerebbe, che lo stato, possa

legiferare in tale ambito fino a quando le Regioni non abbiano disciplinato compiutamente tale

settore. Allo Stato spetterebbe ancora il compito di sopprimere alla mancanza di attività regionale

dell’ottemperare agli obblighi internazionali e comunitari.

La legislazione alimentare dunque, ha l’obbiettivo e il compito di tutela dei consumatori, con

particolare attenzione alla sicurezza alimentare.

Le fonti in materia di legislazione alimentare sono:

 come l’Art

Costituzione Italiana: 32 sul diritto alla salute comprendente anche

L’Art. 117 prevede che la potestà legislativa in materia sia esercitata dallo

alimentazione.

Stato e dalle Regioni, indicando solo le materie riservate esclusivamente allo Stato, mentre

sussiste la competenza esclusiva delle regioni su tutto quanto non espressamente ricompreso

nell’elencazione della norma. 2

Umberto Zoppis

 tratta del diritto all’alimentazione

Regio decreto 27 luglio 1934: e al diritto alla salute, inteso

come diritto alla salubrità degli alimenti. Tale decreto prevede il controllo da parte delle

autorità sanitarie, al fine di assicurare la tutela della sanità pubblica. Il Prefetto poteva

disporre la chiusura, temporanea od addirittura permanente, degli esercizi commerciali

presso i quali venissero poste in vendita sostanze destinate all’alimentazione, in qualsiasi

modo pericolose per la salute pubblica. Inoltre, è la prima legge quadro repressiva che

disciplina gli alimenti

 Legge 283/1962: disciplina igiene della produzione e della vendita delle sostanze alimentari

e delle bevande. Ha portata generale e riguarda in maniera generica tutti gli illeciti in

mira a tutelare l’igiene e la genuinità degli

materia alimentare; alimenti, la salute dei

consumatori e la lealtà commerciale

 1997 Libro verde: della commissione europea sui principi generali della legislazione

alimentare nell’Ue, avvia la riflessione sulle norme vigenti e sui suoi possibili miglioramenti

che il quadro giuridico comprenda l’intera catena alimentare, secondo il

in modo da far sì

dal “campo alla tavola o to farm to fork”.

principio Il Libro Verde pubblicato dunque con

l’obbiettivo principale di avviare una consultazione sulla futura evoluzione della

legislazione comunitaria in materia alimentare, definisce gli obbiettivi della stessa,

insistendo sulla necessità di adottare un approccio di regolamentazione che interessi l’intera

catena alimentare al fine di:

o Garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica e della sicurezza dei

consumatori

Garantire la libera circolazione delle merci all’interno del mercato unico

o

o Basare la legislazione su prove scientifiche e sulla valutazione del rischio

o Attribuire la responsabilità principale della sicurezza dei prodotti alimentari ai

produttori e ai fornitori

Vi sono 3 strumenti per garantire la sicurezza alimentare:

L’analisi dei rischi

o

o I pareri scientifici

o I controlli e le ispezioni

 D.Lgs n 155/97 introduzione del sistema HACCP poi abrogato con D.Lgs 193/2007 ma di

fatto mantenuto il modello di sicurezza alimentare basato sul sistema di HACCP e sulla

prevenzione

 Libro bianco nel 2000: sulla sicurezza alimentare, sottolinea la necessità di informare

chiaramente i cittadini circa qualità, rischi e composizione degli alimenti. Si evidenzia anche

l’intenzione di elaborare un quadro giuridico che regolamenti l’intera catena alimentare.

Nel Libro bianco vengono evidenziate quelle caratteristiche atte a trasformare la politica

alimentare dell’UE in uno strumento in grado di assicurare un elevato livello di tutela della

salute e della protezione dei consumatori.

Inoltre, con l’emanazione del Libro bianco si dichiara di assicurare all’UE degli standard il

piu elevati possibili di sicurezza alimentare.

Sempre nel 2000 viene emanata la Direttiva 2000/13/CE relativa ad etichettatura,

presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari in commercio.

 Reg. n 178/2002 testo fondatore della nuova legislazione in materia di sicurezza alimentare.

europea per la sicurezza alimentare, cita l’obbligo della

Istituzione dell’autorità dei regolamenti di igiene

rintracciabilità degli alimenti e pone le basi all’aggiornamento

comunitari. 3

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 Pacchetto di igiene: formato dai reg. 852, 852, 854 e 882 del 2004: relativo a regole

comunitarie sull’igiene ed il controllo ufficiale degli alimenti. L’obbiettivo fondamentale

delle norme contenute nel regolamento è quello di garantire un elevato livello di tutela dei

consumatori con riguardo alla sicurezza degli alimenti e ciò a partire dal luogo di

produzione primaria fino al punto di commercializzazione o esportazione. Ogni operatore

del settore alimentare (OSA) lungo tutta la catena è responsabile e deve garantire che tale

sicurezza non venga compromessa. Queste norme si applicano solo alle imprese che

manipolano gli alimenti. In particolare:

sull’igiene dei prodotti

o 852/2004: stabilisce norme specifiche in materia d’igiene per gli alimenti di origine

o 853/2004:

animale che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di

o 854/2004: controlli ufficiali

sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

o 882/2004: relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla

normativa in materia di mangimi e di alimenti

 per l’accettabilità dei processi

Reg. 2073/2005: Il regolamento fissa criteri microbiologici

nonché criteri microbiologici di sicurezza dei prodotti alimentari che determinino la soglia

oltre la quale un alimento sia da considerarsi contaminato in modo inaccettabile dai

microrganismi cui tali criteri si riferiscono.

 D.Lgs 193/2007: abrogazione 155/97. Inoltre cambia profondamente il sistema

sanzionatorio, infatti se per molte inosservanze alle regole igienico sanitarie, le norme in

vigore prima del 24 novembre del 2007 prevedevano che l’autorità di controllo, ASL,

procedesse a prescrivere la rimozione delle non conformità entro un termine stabilito e che

venisse comminata all’impresa solo quando questa non provvedeva alla

la sanzione

soluzione dei problemi riscontrati in fase di sopralluogo entro i termini stabiliti, in base alle

nuove norme, invece, l’autorità di controllo provvederà immediatamente all’applicazione

della sanzione ridotta prevista dal nuovo decreto.

 Reg. 1169/2011: conosciuto come regolamento per gli allergeni, è relativo all’obbligo di

fornire corrette informazioni ai consumatori sugli ingredienti comprensivo

dell’identificazione degli allergeni.

Si ricorda inoltre che gli allergeni sono 14, mentre le cross-contamination sono piu di 180

 Le circolari o le ordinanze del ministero della salute

 Norme regionali in particolare quelle delle regioni autonome

 Direttive e regolamenti dell’UE in generale

 Il Codex Alimentarius: la commissione del codex alimentarius è una conferenza permanente

per disciplinare le caratteristiche degli alimenti, con sede a Roma e Ginevra, nasce nel 1961

dalla collaborazione tra la FAO e la WHO (world health organization), il fine è quello di

elaborare standards e linee guida nella produzione degli alimenti per regolarne la

commercializzazione ed assicurare al consumatore una sicurezza indipendente dal luogo di

provenienza della merce. Le norme del codex alimentarius perseguono le finalità di

facilitare gli scambi internazionali, di assicurare transazioni commerciali leali e di garantire

ai consumatori un prodotto sano e igienico, non adulterato oltre che correttamente presentato

La definizione di direttiva è la seguente: la direttiva obbliga gli stati membri a un determinato

risultato; il legislatore nazionale sceglierà i mezzi per ottenerlo. La direttiva non può essere

applicata parzialmente: essa è vincolante solo per quanto riguarda gli obiettivi da conseguire. Essa

si differenzia dal regolamento perché quest'ultimo si applica direttamente agli stati membri, mentre 4

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la direttiva deve essere prima recepita. Il recepimento consiste nell'adozione di misure di portata

nazionale che consentono di conformarsi ai risultati previsti dalla direttiva.

La definizione di regolamento è il seguente: il regolamento dell'Unione europea è un atto

legislativo dell'Unione europea possiede portata generale ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e

direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri

LA QUALITA DEGLI ALIMENTI: DA SISTEMA NORMATIVO REPRESSIVO A

SISTEMA DI TIPO PREVENTIVO si prefiggeva l’obbiettivo di garantire la

La normativa n 283 del 1962 nel suo disegno originale, pone invece l’accento

salubrità del prodotto alimentare, successivamente il reg. 852/04

sull’importante ruolo preventivo, assegnato alle aziende alimentari, attraverso il nuovo strumento

obbligatorio dell’autocontrollo. L’evoluzione normativa ha, quindi, seguito un percorso, che vede

una fase in cui era prevalente il fine “repressivo” fino ad una legislazione in cui la costrizione cede

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher umby.zoppis di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione alimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vitale Andrea.
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